martedì 20 maggio 2008

KOSOVA:continua il dibattito sull'Indipendenza del 17 febbraio 2008

Nel Kosovo "serbo"....
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Ricevo e pubblico due interventi che contestano in modo netto l'indipendenza del "Kosovo". Ringrazio chi ha inviato questi interventi,perchè,nonostante A RARIKA sostiene da sempre il DIRITTO DELLA KOSOVA ALL'AUTODETERMINAZIONE,si riconosce a questo blog una natura libera e ostile alla censura. E, ai due interventi annunciati,di seguito,pubblichiamo un bellissimo articolo tratto dal sito ANTENNE DI PACE dal titolo "Nel Kossovo indipendente una stella anche per i Rom"...

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FORZA NUOVA

Kosovo: il terrorista diventa presidente
Per il Kosovo Tirana esulta; Pristina si divide tra gli applausi degli albanesi-kosovari e l’indignazione dei serbi; Washington incassa un risultato che gli è costato soldi e manovre geopolitiche al fine di disintegrare la Serbia; i terroristi dell’Uck alzano la testa e si fanno chiamare "ex guerriglieri" pur restando militanti di un’organizzazione militare con una struttura cellulare e territoriale, modellata sui clan albanesi; Belgrado prevede tempi duri e nuove guerre; Mosca insiste nelle trattative diplomatiche; l’Europa tace e acconsente e la Nato continua a tenere aperte le porte degli hangar. E così, sull’onda delle elezioni svoltesi in Kosovo in queste ultime ore, tornano in primo piano scenari difficili, per molti versi imprevedibili. Tutto avviene in seguito alla consultazione locale che - osteggiata dalla minoranza serba che si oppone ai progetti albanesi di proclamare l'indipendenza da Belgrado - ha visto la vittoria dell’uomo dell’Uck, Hashim Thaci, chiamato "serpente" perché non va per il sottile con nessuno.

Elezione contestata e osteggiata, tutto sommato invalidata, pur se dalle urne è uscito un risultato che va oltre il 35% dei voti, superando per la prima volta dalla fine della guerra nel 1999 la Lega democratica degli eredi di Ibrahim Rugova. ?

Ed ora la parola è a Thaci, il terrorista dell’Uck che, forte della consultazione elettorale, punta a guidare l’intera regione verso l’indipendenza totale da Belgrado, cercando di formare un governo di coalizione inglobando la "Lega democratica" che fu di Rugova. Ma non è solo una questione di governo perché Thaci cerca di accelerare i tempi annunciando - con un processo di cicatrizzazione - che l’indipendenza del Kosovo sarà annunciata il 10 dicembre. C’è quindi una data ben precisa che dovrebbe segnare la nascita in Europa di una nuova nazione. Che sarebbe pur sempre un "satellite" dell’Albania e una sorta di "protettorato" americano. Thaci manda a dire all’occidente che con la sua vittoria "comincia il nuovo secolo". Non precisa quali saranno le strategie del paese e quali i rapporti che stabilirà in Europa. Ma è chiaro che si giungerà - stando anche alle bandiere americane esposte nel momento della vittoria elettorale - ad un Kosovo legato più che mai a Washington, quindi ben disposto ad ospitare basi militari per appoggiare il Pentagono nella sua escalation verso le aree dell’Iran e dell’Iraq. Si annunciano catastrofi storiche e politiche.Si sa, intanto, che la data del 10 dicembre rappresenta la scadenza delle trattative a oltranza fra serbi, albanesi e comunità internazionale per definire lo status della provincia. La maggioranza albanese vuole l’indipendenza subito e senza compromessi, ma la minoranza serba è pronta a opporsi con ogni mezzo a questa ipotesi. Thaci, comunque, prevede un futuro normale sostenendo anche che "i kosovari hanno mandato un messaggio al mondo, mostrando che siamo una società democratica, pronta a portare il nostro Paese nell’Unione Europea".La realtà è ben diversa e non si esclude che attorno al nodo dell’indipendenza si riaccenda il conflitto fra serbi e albanesi. Intanto Belgrado torna a farsi sentire dopo aver sollecitato i serbi kosovari a tenersi lontani dalle urne. Le accuse serbe sono rivolte in particolare agli americani, ritenuti da sempre colpevoli della guerra contro la Jugoslavia. La Casa Bianca - secondo la dirigenza serba - persegue ''una brutale politica di forza, apertamente ispirata alla disintegrazione della Serbia''. E Kostunica - l’attuale primo ministro che è stato l’uomo simbolo della rivolta contro il regime socialnazionalista di Slobodan Milosevic nel 2000 - interviene con una serie di dichiarazioni tese tutte a sollecitare l'orgoglio nazionale serbo. Arriva a dichiarare che quanto fatto da Washington nei confronti del Kosovo va considerato come "una provocazione". Non solo, ma Kostunica sostiene ora che "Gli Stati Uniti e la Nato bombardarono brutalmente e illegalmente la Serbia'' nel 1999 non già per fermare la repressione del regime di Milosevic in Kosovo, ma ''semplicemente per strappare alla Serbia il 15% del suo territorio''. ''La Serbia - torna ad ammonire Kostunica - non riconoscerà mai la costituzione di un'entità illegale sul proprio territorio e insisterà ogni giorno e in ogni angolo del mondo a ricordare che il Kosovo non può essere un trofeo di guerra della Nato. E che i confini riconosciuti di uno Stato sovrano sono destinati a restare immutati fino a quando esisterà la Carta dell'Onu''. E mentre il primo ministro ribadisce la linea della fermezza sulla questione kosovara il segretario del ministero per il Kosovo e Metohija nel governo di Serbia - Du?an Prorokovi? - rilancia un’ipotesi di trattativa precisando che i negoziati sulla soluzione dello status del Kosovo non hanno alternativa.Ma nello stesso tempo per Belgrado sembra annunciarsi un nuovo fronte, anche questo carico di incognite. Torna ad affacciarsi, infatti, sulla scena della geopolitica balcanica, la questione della regione della Vojvodina (21mila chilometri quadrati, con due milioni di abitanti) che si trova in Serbia, ma che è contesa da Budapest che insiste sulla forte presenza della popolazione magiara. L’intera zona - è noto - ha un carattere altamente strategico per Belgrado. Ha una posizione geografica che la pone al centro dell'Europa Sud-Orientale e di conseguenza come snodo di traffici fra il Nord e il Sud, l'Ovest e l'Est del continente. Da Novi Sad - capitale della Vojvodina - si raggiungono Trieste o Capodistria in sei ore, Budapest in tre, Vienna in cinque e Salonicco in otto, utilizzando percorsi interamente o quasi interamente autostradali…Ma oltre alle questioni di carattere "ambientale" e "logistico", per Belgrado il problema maggiore è che nella regione di Novi Sad la componente serba - pur essendo maggioritaria - si trova pur sempre a fare i conti con gli ungheresi e con le altre minoranze: slovacca, romena e rutena, quest’ultima originaria della Ucraina sub-carpatica. Il rischio è che nella Vojvodina prenda corpo un movimento secessionista alimentato dai nazionalisti di Budapest: per Belgrado si potrebbe aprire un nuovo e pericoloso fronte. Tanto più che a Novi Sad operano già attivamente formazioni neonaziste.C’è stato, in proposito, un fatto che ha messo la regione di confine al centro di scontri che il mondo serbo non intende sottovalutare. Tutto è avvenuto nelle settimane scorse quando la comunità islamica della Serbia si è spaccata in due blocchi alla vigilia del Bairam, la più importante festività dei musulmani; nel corso dei festeggiamenti ci sono stati seri incidenti durante alcune manifestazioni a Novi Sad.Per Belgrado la Vojvodina diviene così una regione a rischio. Tenendo anche conto del fatto che qui operano alcune Organizzazioni non governative, come l’Helsinki Committee for Human Rights, che percepiscono fondi e finanziamenti da parte di George Soros, banchiere e uomo di fiducia della famiglia Rothschild, nelle cui mani si accentrano numerose società e multinazionali che hanno colonizzato la Vojvodina. E sempre a Novi Sad ci sono forze che fomentano conflitti etnici e sociali, tanto che si arriva a pensare che la Vojvodina potrebbe rappresentare il Kosovo del futuro, essendo una terra di confine contesa da tempo con l'Ungheria e al cui interno si trovano, appunto, minoranze etniche pronte ad agire per rivendicare la propria indipendenza. E c’è anche dell’altro. E cioè che la Vojvodina, rientra nel "Progetto Danubio", promosso dalla stessa famiglia Rothschild per creare, insieme con Croazia, Ungheria e Romania, una sorta di Regione europea. Per raggiungere tale scopo sono da tempo iniziate le acquisizioni di cooperative agricole, raffinerie di zucchero, caseifici, raffinerie di petrolio e banche. Molti degli appezzamenti di terreno della Vojvodina sono stati acquistati da società croate: "Agrokor" ha acquistato "Dijamant" e "Frikom", il "Nekse Group" ha acquistato "Polet IGK", "Strazilovo" e alcune partecipazioni di "Toza Markovic", società per la produzione di materiali di costruzione. Anche Austria e Germania, stanno posizionando le loro società, come la tedesca "Nordzucker", la "Commerce MG" , "Stada" e "VAC" , mentre la "Austrian Erste Bank", insieme con la "OTC banking group and Metals bank" stanno prendendo il controllo di Novi Sad. Allo stesso tempo, si sta assistendo ad una massiccia penetrazione di società ungheresi in Serbia, grazie sempre all'intercessione dei Rothschild. Si è, forse, alla vigilia di nuovi sconvolgimenti nel cuore dell’Europa che potrebbero condizionare pesantemente il futuro.
www.forzanuova.org

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VENETO SERENISSIMO GOVERNO
Dipartimento lotta contro l´integralismo
Kosovo: il riconoscimento tra storia, tradizioni e terrorismo islamista.
A tre mesi dalla fatidica data del 17 febbraio 2008, che ha visto il parlamento di Pristina proclamare l’indipendenza della regione serba del Kosovo, solamente 40 stati, di cui 33 europei fra i quali 19 appartenenti all’Unione, hanno riconosciuto ufficialmente la nuova entità politica.
La maggior parte dei paesi non ritiene opportuno affrettare i tempi o si è dichiarata contraria allo stabilire regolari rapporti diplomatici con il nuovo stato.
Evidentemente i timori legati alla mutilazione arbitraria dello stato serbo, alla proclamazione unilaterale dribblando il diritto internazionale, nonché il deliberato insulto e la ferita inferta alla nazione serba che in quella terra ha avuto origine, hanno frenato le decisioni di molte cancellerie.
Il Veneto Serenissimo Governo, in quanto erede e continuatore della storia, cultura e tradizioni della Veneta Serenissima Repubblica, già da tempo ha espresso la propria assoluta contrarietà nei confronti dell’indipendenza kosovara, ricordando alla comunità internazionale che detto passo, oltre ad essere un’amputazione della Serbia ignorando le norme del diritto internazionale, rappresenta un gravissimo e deliberato attacco alle radici culturali e religiose europee e istituzionalizza una zona franca per terroristi e traffici illeciti che si consolida quale avamposto dell’islamismo in Europa.
Non sorprende la sollecitudine con cui il governo italiano allora in carica, grazie al fattivo contributo del ministro degli esteri Massimo D´Alema, ha provveduto, lo scorso 21 febbraio, al riconoscimento dello stato del Kosovo.
L’Italia, infatti, è sempre in prima linea nel momento in cui si tratta di avvallare violazioni del diritto internazionale e calpestare i diritti e le tradizioni dei popoli.
Si ricorda a tutte le diplomazie che gli ultimi regimi che hanno sostenuto l’esistenza di un fantomatico stato kosovaro sono stati le dittature fascista italiana (1941-1943) e nazista tedesca (1943-1945). Pertanto chiunque appoggi l’indipendenza del Kosovo si candida ad esserne legittimo erede.
Venezia, 16 maggio `08
Il responsabile Dip. lotta contro l’integralismo
Andrea Bonesso
Veneto Serenissimo Governo
Casella Postale 64
36022 Cassola (VI)
VENETO
pepiva@libero.it - kancelliere@katamail.it


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Nel Kossovo indipendente una stella anche per i Rom. Intervista a Gjyzel Shaljani
Le stelle sulla nuova bandiera del Kossovo includono anche i Rom.

Il nuovo governo ha preparato un documento strategico per l'integrazione di Rom, Ashkali e Egypti che affronta: educazione, salute, affari sociali, lavoro, cultura. Le speranze di Gjyzel: Rom, impegnata nelle ONG e al Ministero dell'Educazione, intellettuale e attivista.
Sara Cossu e Nadja Rainer (Caschi Bianchi a Prizren, Kossovo) ...
Il nostro viaggio nell'altra faccia del Kossovo indipendente inizia a Koloni, nella periferia di Gjakova. Percorriamo una salita incorniciata da sporcizia e rifiuti e raggiungiamo una distesa dove vivono poco più di centocinquanta famiglie rom, piene di bambini che corrono scalzi con piedini neri di fango, qualche volta inciampando dentro scarpe da adulto lunghe il doppio dei loro passi, dove annegano gambe scarne e graffiate. I rom di Koloni vivono senza vestiti, senza cibo, senza acqua, senza elettricità, senza rete fognaria. I neonati non vengono registrati alla nascita. I matrimoni non sono ufficializzati. Le case di lamiere, eternit, plastica, neve, vento e pioggia che visitiamo accompagnante dal capo della comunità, sono circondate da distese d'immondizia. E non si tratta solo del ferro che per secoli i rom hanno lavorato e che ora raccolgono dai cassonetti per rivenderlo. Gjakova scarica parte dei suoi rifiuti in quelle lande kosovare senza benedizione.
I rom di Koloni vivono in un'enclave dimenticata, esattamente come tanti dei rom sparsi per un'Europa che propone al Kossovo modelli vincenti di politiche di rispetto delle minoranze e si fa portavoce di un senso civico dato per maturo, fondato spesso su troppe apparenze. A Koloni e in tanti insediamenti rom i diritti si nascondono dietro alibi e inadempienze, liquidati con un eterno capro espiatorio che su alcuni popoli è marchiato a fuoco, e che ricorre in Kossovo e ovunque i rom si spostino. I loro diritti sono condannati da chi sentenzia sempre la loro volontà di vivere in quella smisurata miseria; sono cancellati insieme alle colpe di chi fa di loro un popolo che nessuno potrà forse mai capire nel bisogno di libertà
incondizionata, nella gestione ariosa degli spazi, delle strade da percorrere, dei confini e delle frontiere da varcare, nel rifiuto del nostro tempo postfordista che non dà spazio a chi non vuole o non si sa adeguare a ritmi stressati che ingoiano la vita.
A Koloni l'unico spazio dove i bambini hanno accesso ad una qualche "educazione" che non sia quella ricevuta in famiglia, è un edificio colorato costruito nel 2000 e mandato avanti con il sostegno di alcune organizzazioni internazionali. Lì prendiamo parte ad una mattinata dedicata all'importanza dell'igiene, in una stanzetta piccolissima dove si accalcano odori acri e nauseabondi e circa cinquanta bambini. E in quei corpicini sporchi, vestiti di cenci laceri, le manine che la maestra invita a lavare di continuo con filastrocche fatte di ripetuti Pastroj duart! Lava le mani!, diventano piccoli guanti di raso che non superano il polso ma che chiedono di poter stringere con dignità la mano di chiunque a questo mondo. E ti cedono volentieri un angolino per sederti anche tu, vicino a loro. Ti chiamano per nome, ti salutano divertiti e ti chiedono con gesti fantasiosi di trasformare i loro volti illuminati da occhi vivaci, in foto da portare dappertutto, per mostrare che in questo angolo di mondo dimenticato esistono anche loro.
Il centro si propone di fornire un'educazione che prepari i bambini alla scuola pubblica, offre sostegno psico-sociale all'intera comunità rom, educa all'igiene e alla salute, con grosse difficoltà legate alla carenza di materiale e strutture commisurate ai problemi. C'è anche una mensa dove possono ricevere un pasto solo centodieci bambini. Pochi rispetto a quelli che ne avrebbero realmente bisogno. Mancando un piano urbanistico per l'intera area, molti potenziali donors non si avventurano a finanziare l'ampliamento degli spazi da destinare a nuove attività.
Gjyzel Shaljani voleva che vedessimo tutto questo prima di concedersi alla nostra intervista. A Koloni tutti la conoscono. Le vanno incontro a decine e in pochi secondi è circondata da bambini, donne, anziani che le chiedono sostegno e aiuto. È una delle pochissime donne rom ad essere impegnata ad alti livelli, una di quelle che le grandi organizzazioni non dimenticano mai di invitare alle loro tavole rotonde. È una donna che difficilmente dimentichi: una manager delle battaglie di chi non ha diritti; una famosa intellettuale e attivista che parla inglese fluente, albanese, turco e serbo, e regala sorrisi e lacrime, le tante volte che si commuove. Tra una chiamata al cellulare ed una corsa sul taxi, non ferma le sue giornate se non a mezzanotte, dopo il lavoro come funzionaria al Ministero dell'Educazione, e il tempo che resta speso per la propria ONG. Pranziamo in un ristorante dove porta gli amici più cari. E dove cena con suo marito, un funzionario dell'ONU giunto in Kossovo dall'India, che ha sposato per amore e al quale ha dato una bambina che di lui ha preso la pelle scurissima e i capelli talmente neri da brillare.
Raccontaci qualcosa di te... cosa ti ha portato ad essere la donna che sei oggi?

Quando ero piccola mia madre un giorno mi disse: "Sono un'insegnante, tuo padre è un coreografo. Tu vuoi fare la domestica? Ebbene, se non vuoi, devi andare a scuola. Altrimenti, se non ti va, ti dico: Fai come vuoi, pulisci e fai la serva tutta la vita!". E io scelsi di andare a scuola. Noi siamo stati sempre una famiglia integrata. Mio padre nel 1964 si rivolse alla municipalità di Prizren, acquistò un terreno e ci costruì sopra una casa. Io avevo due anni allora. I miei genitori erano entrambi poverissimi e sono riusciti a costruire il nostro futuro. Le scuole superiori le ho frequentate a Zagabe e a Belgrado e in questa città mi sono laureata in microbiologia molecolare. Io so che cos'è il razzismo. "Sei rom!", mi dicevano a scuola con disprezzo. Lavoro come un robot per dare al mio popolo condizioni di vita migliori, preparando progetti da presentare a ONG e organizzazioni internazionali che possano ascoltare la voce dei rom in Kossovo.
La tua gente, il tuo popolo, la tua comunità... chi sono?

I rom sono partiti dall'India circa 1000 anni fa e sono giunti nei Balcani 300 anni dopo, attraversando il Pakistan, la Turchia, l'Egitto, l'Iran. Si spostano... L'hanno sempre fatto. Appena scoppiava una crisi, una guerra, andavano via. Desideravano vivere in pace, non in mezzo ai conflitti. E ovunque sono stati, la discriminazione li ha colpiti. Ci sono circa 5500 rom a Prizren, 300.000 nella ex Jugoslavia. Per i rom il grande problema è l'educazione. Essendo analfabeti, i rom non trovano lavoro. E il lavoro diventa l'altro grandissimo problema.

Come convincere le famiglie dell'importanza dell'educazione?

"Chi sei tu per dirmi che devo mandare mio figlio a scuola?

Chi mi da i soldi per comprare libri, quaderni e vestiti?".

Questo è ciò che mi chiedono. Molti genitori trovano mille scuse o verità: dicono che hanno paura che i bambini vadano a piedi fino alla scuola più vicina perché temono le auto.

Ma la triste verità è che moltissimi minori in età scolare vengono assoldati dalle loro stesse famiglie per raccogliere l'alluminio nei cassonetti dell'immondizia. E quei cassonetti sono più lontani della scuola. Altri non li mandano perché non hanno i soldi per comprare vestiti, borse e il materiale che occorre.
Come si concretizza il tuo impegno per la tua gente?

Coordino un'ONG, Foleja, fondata nel 2005 che ha sede a Prizren. Ha già portato a termine 8 progetti sull'educazione all'igiene, sui diritti delle donne rom, ashkali ed egypti. Lavoro nel weekend nella nostra sede e organizzo training rivolti alle mamme e ai loro bambini. Arrivano tantissimi rom a chiedere aiuto per risolvere gravi problemi di fronte ai quali purtroppo mi trovo del tutto disarmata. Posso fornire i contatti delle istituzioni che si occupano nello specifico di quei problemi, con la speranza che qualcuno si occupi di loro. Sono le istituzioni che per prime devono assicurare i diritti e i servizi alle persone in difficoltà. Le NGO dei rom sparse per il mondo purtroppo non hanno tanti contatti l'una con l'altra. Mi piacerebbe creare un network. Dobbiamo lavorare insieme, senza paura di condividere le poche risorse. Dobbiamo impegnarci per dire "No! Basta! Siamo poveri ma non siamo animali. La mia pelle è scura ma non sono diverso da te. Ho la lingua per parlare. Sono un essere umano anch'io!".
Il Kossovo indipendente è un neoStato multietnico. Che importanza ha essere rappresentati da una delle sei stelline nella nuova bandiera, insieme agli albanesi, ai serbi, ai turchi, ai bosgnacchi e ai gorani(1)?

Il Kossovo è sempre stato multietnico! Non è di certo una novità! Al suo interno siamo stati una comunità purtroppo troppo spesso manipolata. I rom si sono sempre occupati di lavori faticosi, fisici. Sono sempre stati domestici, servi. Ora dobbiamo migliorare la nostra condizione ma la transizione sarà difficile: come integrarsi? Come incominciare? Da dove? Sono parecchio preoccupata per il futuro. Con l'indipendenza cambierà qualcosa per le comunità più fragili solo se gli internazionali continueranno a monitorare la situazione. Ora siamo uno Stato indipendente. Ma nessuno parla delle condizioni in cui vivono i rom, della loro povertà. Uno Stato è multietnico se tutti hanno pari diritti. I rom non hanno lavoro, non vanno a scuola, vivono condizioni di vita terribili. Non sono integrati come altre comunità. Si deve cercare una formula reale d'integrazione. Se non abbiamo il cibo, se non abbiamo il lavoro per comprare il pane, sarà la selezione biologica ad uccidere questo popolo affamato. Rom, egypti e ashkali... siamo un unico popolo. La stella sulla bandiera è importantissima. Significa riconoscere che anche noi esistiamo. Il Governo ha promesso che farà tanto per le minoranze. Per queste sei stelle. Ha preparato un documento strategico per l'integrazione di rom, ashkali e egypti che affronta sette tematiche: educazione, salute, affari sociali, lavoro, cultura, diritti delle donne. I rom si aspettano che si faccia di più per loro, perché siano integrati quanto le altre minoranze. Aspettiamo che tale documento venga implementato, e siamo pronti a cooperare in maniera attiva con le istituzione e con gli attori internazionali per cambiare lo stato attuale delle cose.
Note:
1. Gorani: gruppo etnico di origine slava che vive tra l'Albania, la Macedonia ed il Kossovo meridionale. Bosgnacchi : popolazione slava presente in Bosnia Herzegovina, Kosovo, Serbia e Montenegro.
http://www.antennedipace.org


IL NUOVO BRANO DI FRANCESCO DE GREGORI, "CELEBRAZIONE".

Ciao Orazio Vasta,di seguito il link per scaricare in anteprima il nuovo brano inedito "Celebrazione" di Francesco De Gregori: http://www.repubblica.it/speciale/2008/de_gregori/index.html?ref=autodem

A 16 ANNI DALLA STRAGE DI CAPACI...

Ricevo e pubblico...

A 16 anni da quel tragico giorno, CittàInsieme e i cittadini catanesi, che non intendono dimenticare la morte di Falcone, Borsellino e di tutte le vittime della mafia, si riuniranno per celebrare la memoria di questi uomini, che hanno testimoniato con la loro vita di credere nella possibilità di un mondo in cui le giovani generazioni potranno respirare "il fresco profumo della libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale, dell'indifferenza, della contiguità e quindi della complicità" (P. Borsellino).
In occasione dell'anniversarsio della strage di Capaci, pertanto, CittàInsieme, insieme alla collaborazione dell'Associazione Nazionale Magistrati di Catania, organizza per venerdì 23 Maggio ore 20.00 un momento di commemorazione davanti alla scalinata del Palazzo di Giustizia (Piazza Verga), a Catania.
Introdurranno l'incontro Padre Salvatore Resca per CittàInsieme ed un magistrato in rappresentanza dell'ANM. La serata vedrà la presenza di numerose scuole che interverranno con rappresentazioni, letture e canti aventi come comune denominatore il valore della legalità.
Le scuole che hanno già aderito sono:
la Scuola media Cavour di Catania,
la Scuola superiore E.Pantano-Olivetti di Giarre,
la Comunità Laura-Eusebia di Nunziata di Mascali,
l'Associazione Culturale Terre Forti,
l'Associazione Culturale Gruppo Santo Calì,
l'I.T.G Colajanni di Riposto,
l'IPSSS Lucia Mangano di Catania.
Distinti saluti,
CittàInsiemeCatania, 18 maggio 2008
www.cittainsieme.it


CAMILLERI,CANEPA E DINTORNI...

Ricevo e pubblico...

A MARGINE DELLO SCRITTO DI ANDREA CAMILLERI SU ANTONIO CANEPA PUBBLICATO NELL’INSERTO CULTURALE R2 DE “LA REPUBBLICA”
Nell’occasione del Festival di Massenzio, Andrea Camilleri ha offerto, in linea con il tema della manifestazione, legato ad una confronto con la Storia, uno scorcio letterario, ma per questo non meno interessante, sulla vita e sulla storia di Antonio Canepa e con esso di uno scorcio di storia contemporanea della Sicilia.Camilleri lo ha fatto nell’inserto R2 CULTURA de “La Repubblica” del 20 maggio c.a.
Non ci sforziamo di individuare, né vogliamo trovare, da sicilianisti e indipendentisti, nello scritto di Camilleri, forme di outing sicilianista.
Del resto è noto, e lo stesso Autore ce lo ricorda, che Camilleri non è e non è mai stato “separatista”.E pur tuttavia Camilleri è siciliano.
E da siciliano sente che la Sicilia ed i Siciliani forse troppo poco e comunque male hanno riflettuto, comunque la si pensi, sulla figura, l’esperienza e l’idealità di Antonio Canepa e con Lui di quella generazione di allora giovani ( che oggi sono e/o sarebbero ottantenni ) che lo seguirono e s’infiammarono all’idea di una Sicilia Indipendente, Autodeterminata e senza sfruttati né sfruttatori.
Certo nessuno nasconde,né mai ha nascosto, e men che mai Noi, che l’uomo Canepa visse, in sé e su di sé, evidenti quanto palesi contraddizioni.Antinomie che politicamente e biograficamente permettono di separare la sua vita in 3 distinti periodi.
Premesso ciò vogliamo scrivere che la pubblicazione dell’intervento di Camilleri segna una interessante, da non sottovalutare “svolta” culturale nel ricordo e nella percezione che settori italianisti della cultura ufficiale fanno su Canepa e quindi gioco forza sull’Indipendentismo siciliano di quegli anni .Inoltre vorremmo invitare i nostri lettori e chi è rimasto colpito o anche solo incuriosito da Canepa con l’occasione a rileggere un interessante e non lungo articolo su di Lui, che qualche anno fa, scrisse Fabio Cannizzaro ( nome ben noto ai frequentatori del nostro blog ).
Questo articolo, allora pubblicato dal periodico “ Nazione Siciliana “ e richiedibile presso ‘u F.N.S., forse permetterà a qualcuno di farsi una prima idea su quanto e cosa Canepa ha rappresentato e continua a rappresentare, ancora oggi, idealmente e valorialmente, per l’Indipendentismo democratico Siciliano.
Detto ciò resta inteso che Canepa e i suoi giovani compagni Carmelo Rosano e Giuseppe Lo Giudice caduti, a Murazzu Ruttu, a Randazzo, verranno, come ogni anno, lì ricordati il prossimo giugno grazie alla manifestazione organizzata da ‘u Frunti Nazziunali Sicilianu – Sicilia Indipinnenti .
Manifestazione a cui noi di “laquestionesiciliana” non faremo mancare pubblicità, appoggio , presenza e/o collaborazione.

UNA GOCCIA NEL MARE DI MONNEZZA ...

Ricevo e pubblico...
Lettera inviata al Sindaco di Castellammare di Stabia
Chiarissimo Signor Sindaco,
in questa fase nervosa della gestione dei rifiuti, tutti cercano il colpevole guardando dal lato destro o sinistro degli schieramenti politici, ma penso che tutti ad iniziare da noi cittadini dobbiamo collaborare con le istituzioni per gestire questa fase nera della nostra storia.
Le istituzioni da parte loro devono educarci, perché in un paese dove la sensazione di abbandono è tangibile il cittadino si sente autorizzato, mostrando la propria inciviltà, ad infierire sulla riduzione in discarica degli spazi pubblici.
E’ necessario che si attui un programma di educazione civile rivolto ai cittadini, ed effettuato mediante privazione e soppressione dei servizi abusivi e superflui che difficilmente sono gestiti dalla maggioranza dei cittadini e dei commercianti, nonché dalla repressione verso tutti quegli atti incivili che sporcano i pubblici spazi;
Le soluzioni e le parole usate sono pesanti, ma l’impiego di tali misure sarebbe emblematico e rilevante, mostrando il chiaro impegno da parte dell’Amministrazione di risolvere il problema partendo dalla radice.
Ma ecco alcuni punti che sarebbero, a mio modesto avviso, d’aiuto all’educazione civile dei cittadini stabiesi:
Sospensione a tempo indeterminato di tutte le attività di volantinaggio e distribuzione di opuscoli gratuiti in TUTTO il territorio cittadino. Sono superflue e controproducenti la distribuzione di migliaia di volantini e opuscoli dei centri commerciali (es. Auchan) o negozi (es. Expert, Euronics ecc.) che ogni giorno invadono le strade. D'altronde le tasse dei fruitori di tali servizi non ripagano certamente il lavoro di pulizia fatto dagli operatori ecologici.
Repressione, mediante incremento dei controlli e sanzioni, di tutti gli atti di imbrattamento dei pubblici spazi. Il gesto recidivo di gettare la carta a terra, piuttosto che la mancata raccolta degli escrementi lasciati dagli animali domestici, o chi butta la cicca di sigaretta dall’auto, devono essere punite con sanzioni amministrative, così come è previsto dalla legge;
Vietare la vendita dei piatti di plastica, dal momento che non sono riciclabili;
Incrementare il controllo su tutte quelle attività abusive che producono rifiuti in grandi quantità. Le porto l’esempio di una parte del territorio stabiese dimenticato da tutti (ad eccezione della multiservizi che utilizza tale spazio per il trasbordo della spazzatura dai furgoncini ai camion compattatori) l’uscita di Gragnano dal raccordo autostradale. Tutti i fine settimana un venditore abusivo esercita la vendita di prodotti ortofrutticoli e alimenti cucinati per strada (carciofi). Non solo a dispetto di tutte le norme igieniche, dal momento che la merce viene appoggiata sulla sede stradale, ma anche a dispetto del senso civico, visto che il vicino sottoponte è stato trasformato in una discarica di tutti i rifiuti da lui prodotti (Vedi Foto);

Signor Sindaco, anche se sono una goccia nel mare, penso che tali provvedimenti possano infondere un senso di educazione ai cittadini e di presenza delle istituzioni su tutto il territorio cittadino.
Nello Esposito

http://nazionedelleduesicilie.blogspot.com

lunedì 19 maggio 2008

CATANIA:il PdSUD nella lista "CON NELLO MUSUMECI PER CATANIA"...

Ricevo dall'arch.Erasmo Vecchio...
PARTITO DEL SUD-ALLEANZA MERIDIONALE
SEGRETERIA REGIONALE
Sede di Catania
095-491068 Fax 095-7124464
www.partitodelsud.it

COMUNICATO STAMPA
Il Partito del Sud con Nello Musumeci alle amministrative di Catania.
Il movimento sicilianista e meridionalista del PdSUD parteciperà con proprie qualificate candidature alle elezioni amministrative di Catania insieme alla lista civica "CON NELLO MUSUMECI PER CATANIA" . Erasmo Vecchio, coordinatore regionale del PdSUD precisa": "alla base dell’intesa ci sono comuni valori che riguardano la valorizzazione della nostra autonomia e la ferma volontà ad accelerare il processo di riscatto identitario, culturale, sociale ed economico della nostra Terra. I catanesi non hanno dimenticato che Nello Musumeci, già Presidente della nostra Provincia, ha dato esempio di buongoverno della cosa pubblica dimostrando ampiamente che la politica può essere messa al servizio dei cittadini con il fine esclusivo di affrontare i problemi per rispondere alle giuste attese della nostra comunità.
Al Comune di Siracusa il PdSUD presenterà, invece, una propria autonoma lista contraddistinta dal proprio simbolo, a sostegno di Salvatore Sparatore alla carica di Sindaco.
Con preghiera di pubblicazione.
Catania, 19/5/2008

GAETA:GEMELLAGGIO CON CON SOMERVILLE.

Ricevo dai miei amici del Comune di Gaeta e pubblico...a dimostrazione,ca no è veru ca i pulitici su tutti i stissi....
Segreteria Particolare del Sindaco
Comunicato Stampa
Il sindaco di Somerville Joseph Curtatone (nella foto ,a sinistra:n.d.blog) accompagnato dai suoi collaboratori e da una nutrita delegazione di cittadini, ha incontrato il sindaco Antonio Raimondi(nella foto,a destra:n.d.blog) per la stipula del protocollo d’intesa del progetto Serapo (Student Exchange Representative Abroad Program Opportunity) rivolto ai giovani di entrambe le città.
"Lo scopo del gemellaggio con Somerville è innanzitutto favorire lo scambio di esperienze e di soprattutto di persone. Spero di riuscire a portare tanti gaetani a Somerville la prossima volta che mi recherò da voi – ha detto il Sindaco Raimondi nel suo intervento – Il progetto Serapo è rivolto ai ragazzi di Gaeta tra i 16 e i 18 anni che potranno imparare l’inglese, una conoscenza fondamentale per il mondo del lavoro, e fare un’importante esperienza di vita negli Stati Uniti. Lo stesso vale per gli studenti di Somerville che potranno riscoprire le origini dei loro parenti e imparare l’italiano. La città di Somerville è fortunata ad avere un sindaco giovane, capace e pieno di energia come Joseph Curtatone. Il nostro rapporto va oltre la carica istituzionale che ricopriamo: tra di noi c’è un’amicizia franca e diretta che può giovare alla buona riuscita dell’iniziativa".
"Sono onorato e felice di aver avuto ancora una volta il piacere di ritornare a Gaeta, questa volta con una maggiore rappresentanza di residenti e dirigenti di Somerville – ha affermato il sindaco Curtatone nel suo intervento – Sono orgoglioso di dirvi che, con l’aiuto e guida del Sindaco Raimondi, Somerville e Gaeta possono procedere con l’annuncio di un programma per uno scambio di studenti che noi abbiamo chiamato Serapo. Attraverso le nostre reciproche esperienze e questo nuovo programma di scambio, possiamo essere sicuri che il futuro delle nostre città e nazioni sarà migliorato ed arricchito dalla conoscenza dei nostri legami e valori condivisi. Tutti noi a Somerville aspettiamo con ansia di dare il benvenuto agli studenti di Gaeta che verranno a vivere e studiare negli Stati Uniti questo autunno".
L’aula consiliare era gremita di persone già mezz’ora prima della cerimonia e non sono mancati i ricongiungimenti familiari e gli incontri con persone che non si vedevano da molti anni: ognuno chiedeva di persone che non vedeva da tempo. Il sindaco Curtatone ha dedicato un passaggio del suo discorso all’emigrazione di tanti gaetani.
"Come figlio di genitori, e nonni, che emigrarono da Gaeta a Somerville so in prima persona della lotta e dei sacrifici che gli immigrati hanno affrontato – ha proseguito Curtatone – È quindi importante che oggi riconosciamo e celebriamo le diversità delle origini dell’America: la nostra nazione è stata costruita da emigranti come mia madre, mio padre e tanti altri come loro. Somerville è stata spesso tra le prime comunità ad ospitare famiglie di emigranti e dare loro l’inizio per realizzare il sogno americano. Ci stiamo adoperando per mantenere la nostra città come un faro di speranza ed accoglienza. Anche oggi più di 50 lingue sono parlate nelle scuole a testimonianza della nostra diversità e forza multiculturale. Quest’ultima è una priorità della mia Amministrazione per l’importanza di questi concetti per migliorare la qualità della vita dei residenti della nostra città. Sin dal nostro ultimo incontro, le esperienze imparate nel forgiare i ostri legami con Gaeta sono state utili nel creare una città gemella con le comunità di Yuicuiaquin in El Salvador e Nordeste in Portogallo e siamo attualmente in contatto con altri centri in Africa, Irlanda e Brasile per iniziare il processo di città gemelle".
Il prossimo appuntamento istituzionale si terrà mercoledì mattina in aula consiliare. Le due giunte si incontreranno per discutere di best practices e gettare le basi per future collaborazioni.
Gaeta, 19 maggio 2008
Segreteria del Sindaco
Giovanni Fantasia

IL PARTITO NAZIONALE VENETO,NON-VIOLENTO,VERSO L'INDIPENDENZA...

Ricevo e pubblico...
Costituito il Partito Nasional Veneto
Gianluca Busato segretario, Paolo Bernardini presidente.No al LEGALAN. Pnv riferimento nazionale per una nuova politica veneta.
Inizia una nuova fase politica in Veneto, ora è il tempo
dell’indipendenza_____________________
Castelfranco Veneto, 18 maggio 2008
Oggi a Castelfranco Veneto presso la sala Bella Venezia si è tenuto il congresso costituente del Partito Nasional Veneto.Il Congresso si è aperto con l’ascolto e il canto dell’inno nazionale veneto.In seguito, dopo il tributo ai Patrioti Serenissimi che il 9 maggio di 11 anni fa hanno segnato il risveglio delle coscienze venete, è seguita la sottoscrizione dello statuto da parte dei soci fondatori.Sono quindi seguiti gli interventi degli ospiti intervenuti, tra i quali il Fronte Friulano – Front Furlan, il Movimento Veneti e Stato Veneto e riferiti i saluti ricevuti dal MAV (Movimento Autonomista Valsesiano) e dal PAB (Provincia Autonoma Belluno – Partito Autonomista Bellunese).È seguito quindi l’annuncio fatto da Geremia Agnoletti, presidente del CS8 (Comitato di Sostegno agli 8 Serenissimi) dell’esposizione per domenica 25 maggio del tanko dei Serenissimi, di fronte al Municipio di Montichiari (BS). L’evento sarà particolarmente significativo, poiché per la prima volta lo storico simbolo di risveglio delle coscienze venete oltrepassa il limite geografico della Regione Veneto, a significare anche simbolicamente la riunificazione delle Terre di San Marco già parte della Serenissima Repubblica di Venezia.Si è quindi insediato il Majior Consejio del PNV (l’assemblea dei soci), presieduto da Stefano Venturato.Tra gli interventi si sono registrati quelli del candidato a presidente nasional Paolo Bernardini e dei candidati a segretario nasional Gianluca Busato e Emanuele Marian.Il congresso si è concluso con l’elezione per acclamazione a presidente nasional di Paolo Bernardini e con l’elezione a segretario nasional di Gianluca Busato.È stato anche eletto il Minor Consejio (consiglio nazionale del pnv), costituto, oltre a Busato stesso da Ivano Durante (Tesoriere), Geremia Agnoletti e Emanuele Marian dalla provincia di Treviso, da Claudio Ghiotto dalla provincia di Vicenza, da Stefano Venturato, Michele Milanetto e Stefano Zanellato dalla provincia di Padova e da Vittorio Selmo, Giorgio Tegazzin e Sergio Simonato dalla provincia di Verona.
In merito al dibattito in corso sulla costituzione di un partito veneto sul modello della Svp, Busato ha dichiarato:“In picoło, el modeło che vegnarà parecià par el 2010 xe queło de roma, co ła lega al posto de Berlusconi e Galan al posto de Veltroni. Al posto del Veltrusconi, i vol far el LEGALAN, insoma.”E ancora: “semo drio ndar rento a na nova faxe politica. Łe parołe destra e sinistra (o mejio, drita e sanca) no łe incanta pì nesuni. E anca łe parołe autonomia, federalismo, statuto special sta pa rivar al capolinea deła credibilità. Łe xe infati obietivi iragiungibiłi inte’l sistema politico tałian. Come che savemo, ancuò soło che l’independensa xe l’unica strada posibiłe par no cascar inte’l buron del dixastro tałian ałe porte.”“El percorso par rivar al’independensa xe queło politico e baxà sul consenso popołar, grasie a na coalision veneta che gà da domandar ałe prossime elesion regionali del 2010 un mandato par indir un referendum par l’independensa.
Na via democratica e no viołenta, baxada sul riconosimento internasional, cusì come che gà fato o xe drio far Cekia, Slovakia, Slovenia, Estonia, Letonia, Lituania, Tiroło, Montenegro, Kosovo, Quebec, Transilvania, Santa Cruz, Groenlandia, Catałogna, Paexi Baschi, Scosia, Fiandre: nase un stato novo ogni mexe, ogni setimana, anca parché i xe pì eficienti nel mondo globałixà e del libaro comercio”“Ancuò ne serve costituir el partito nasional veneto. Ne serve un partito par otegner l’independensa, el ne serve come riferimento nasional par ła politica veneta che gà un vodo enorme da inpenir.”
Partito Nazionale Veneto

Web: www.pnveneto.org
E-mail: info@pnveneto.org

domenica 18 maggio 2008

AVANTI CUORE ROSSAZZURRO!!!

CATANIAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!



Il Catania strappa la salvezza a cinque minuti dallo scadere con un gol di Martinez che vale il decisivo pareggio contro la Roma. Romanisti in vantaggio cu na mavaria di Vucinic, ma il cuore rossazzurro non molla, reagisce alla grande e asseda l'area degli ospiti ...sino al meritato pari.

"Immensità s'annega il pensier mio..."

L'INFINITO
Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
E questa siepe, che da tanta parte
Dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
Spazi di là da quella, e sovrumani
Silenzi, e profondissima quiete
Io nel pensier mi fingo; ove per poco
Il cor non si spaura. E come il vento
Odo stormir tra queste piante, io quello
Infinito silenzio a questa voce
Vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
E le morte stagioni, e la presente
E viva, e il suon di lei. Così tra questa
Immensità s'annega il pensier mio:
E il naufragar m'è dolce in questo mare.

Giacomo Leopardi