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domenica 22 giugno 2008

PdSud:UNA PIATTAFORMA POLITICA IN VISTA DELLE ELEZIONI EUROPEE DEL 2009

Ricevo da Erasmo Vecchio e pubblico...
Comunicato stampa.
Le forti perplessità espresse dal PdSUD subito dopo i risultati delle ultime elezioni politiche, avevano fondamento.
Da una parte il deludente risultato dell'MPA-Sud nelle Regioni del Sud, dall'altra il successo della Lega Nord in misura tale da rendere determinanti alla Camera ed al Senato i voti dei propri parlamentari per il governo del paese. Solo un ceto politico meridionale di grande spessore, consapevole della partita in gioco, libero dagli ordini loro impartiti dalle segreterie romane, potebbe arrestare la prevaricante filonordista azione di Bossi & C. La domanda che proviene dalle regioni del Sud è ven diversa da quella delle Regioni del Nord.
La prima chiede le condizioni di parità con il resto del paese in quanto ad infrastrutture, sistema creditizio, livello della sanità, opportunità di occupazione, fiscalità di vantaggio e rimozione delle condizioni di ostacolo allo sviluppo produttivo, i secondi chiedono un federalismo fiscale che gli consenta di accrescere il loro, già avanzato, livello di sviluppo e benessere guardando con diffidenza ai "trasferimenti" verso Roma che, a loro dire, vengono utilizzati a sproposito in favore delle Regioni meridionali.
In tale contesto si inquadra l'insofferenza della Lega Nord che si lamenta verso chi parla troppo del Ponte e troppo poco della tav edi Malpensa e chi esprime troppo indulgenza verso un Sud "sprecone". Bossi lavora ai fianchi per porgredire nei consensi al Nord ed arrivare alla candidatura di un proprio esponente al "pirellone".
I due voti con cui il 19 Giugno il Governo è andato sotto sul provvedimento per i rifiuti in Campania sono il segno di una debolezza nel Parlamento nazionale di un "fronte del Sud". E' il segno che cresce la necessità di un soggetto politico meridionale che chiami a raccolta i Popoli del Sud per una comune battaglia che riguarda le future generazioni. In tale contesto a fine Giugno si svolgerà a Napoli un incontro tra i principali movimenti autonomisti meridionali dove il PdSUD presenterà la propria piattaforma politica anche in vista delle elezioni europee del 2009.
Erasmo Vecchio-Vice Coordinatore nazionale PdSUD

domenica 13 aprile 2008

LA SICILIA E I SICILIANI...(secondo Karl Marx)

Ricevo dall'arch.Erasmo Vecchio,vicecoordinatore nazionale del PARTITO DEL SUD-ALLEANZA MERIDIONALE, e pubblico,questo importante contributo storico...Il PdSud è presente in Sicilia nelle liste per il Senato della Repubblica.
"In tutta la storia dell'Umanità nessun Paese e nessun Popolo hanno lottato così strenuamente per la loro emancipazione quanto la Sicilia e i Siciliani...Quasi dai giorni in cui Polifemo passeggiava nei dintorni dell'Etna e Cerere insegnava ai Siculi come si coltiva il grano, fino ai nostri giorni la Sicilia è stata teatro di invasioni e di guerre continue e di resistenza incrollabile...Le prime luci avevano appena cominciato a diffondersi sulle tenebre medievali, e già i Siciliani, con la forza delle armi, si erano conquistati non solo le numerose libertà municipali, ma anche dei rudimenti di governo costituzionale, quale allora non esisteva in nessun altro paese del Mondo. Prima di ogni altra Nazione, i Siciliani fissarono mediante votazione il reddito dei loro governi e dei loro sovrani. In tal modo il suolo siciliano è sempre stato fatale agli oppressori e agli invasori e i Vespri Siciliani sono stati immortalati nella Storia...". Così scriveva Karl Marx, sul "New York Daily Tribune" del 17 maggio 1860.

Meditate gente,meditate...

Ricevo e pubblico...
NESSUNA PIETA' PER I PARTITI STATALI: GIUSTIZIAMOLI SULLA SCHEDA!
Ricevuto il:
12/04/08 18:56
"Cari amici meridionali
è terminata una durissima campagna elettorale nella quale alcune liste meridionaliste si sono impegnate nelle elezioni del Senato in Sicilia e in Campania e nelle Amministrative in diversi comuni del meridione.
Nonostante il tempo sia stato tiranno è stata comunque affrontata la battaglia e non ci è ritirati di fronte alle fanterie che i partiti statali, meglio equipaggiati per soldi e leccapiedi territoriali, hanno messo in campo supportati dai mezzi televisi che, oramai, sono l'unico canale attraverso il quale essi condizionano l'elettorato. Anche se elettorato e votanti andrebbero meglio definiti come "traccianti", non potendo più esprimere una scelta consapevole in merito a partiti e candidati, essendo stati incaricati solo di TRACCIARE un banale segno su di una scheda che, per tradizione, continuiamo a definire elettorale, ma che sarebbe meglio chiamare NOMINALE per via del fatto che i candidati vengono scelti come al grande fratello. Tant'è che, ancor prima che si svolgano le NOMINATION (ci rifiutiamo di usare il termine elezioni), sono noti i nomi di oltre il 90% dei "nominati" in parlamento, ovviamente suddivisi tra camera e senato. Di fatto la campagna elettorale viene scaricata sulle spalle di quel restante 10% di candidati "ai limiti dei posti di nomina sicura" che sono i soli che vediamo girare come trottole per villaggi e città e che in questo modo, in tale purgatorio laico, scontano la pena della ridotta attitudine all'uso delle papille linguali nei confronti dei padroni dei partiti statali.
Non sappiamo, oggi sabato preelettorale, quale risultato la gente meridionale vorrà assegnare ai raggruppamenti meridionalisti. Sappiamo, però, che il cammino che è stato volontariamente e caparbiamente intrapreso E' SENZA RITORNO. I ponti con l'attesa ignava di un messia meridionale sono tagliati. Possiamo solo andare avanti con la politica e con la diffusione PARALLELA della cultura e della storia della nostra terra. Certamente deve essere fatto di tutto per unire e per aggregare le tante forze meridionalistiche che operano ancora al lumicino di personalismi che hanno una limitata forza di penetrazione sociale. Forza, invece, che se unificata sarebbe notevolmente propulsiva per la politica e la vita socio-economica dei popoli meridionali, ovunque residenti.
Il lavoro da fare è tanto ma, se non ci si è spaventati per la burocrazia nella presentazione del simbolo al Vicinale, né per la scalata in solitaria e senza "ossigeno" della lista per il senato in Sicilia o in Campania, vuole dire che si ha la capacità per andare avanti. Anche se guardando indietro (o se preferite, IN GIU') forse il rammarico per non essere riusciti a unificarsi anzitempo, per dare ascolto alle zavorre del meridionalismo d'attesa, un po' di amaro in bocca lo lascia. Ma non tutto è perduto e può darsi che proprio l'amarezza di constatare OGGI le capacità che, ci si rende conto, si possedevano già IERI, può cementare la fratellanza di tutti noi OPERATORI e "evangelizzatori" meridionalisti. Perché il sogno che potrebbe realizzarsi è quello che i due finti contendenti (Veltroni e Berlusconi) facciano partita patta (con il Senato a sinistra e la Camera a dx).
Questo significherebbe che tra un anno si potrebbe tornare a votare per le Elezioni Politiche oltre che per le Regionali e le Europee. Ma in questo caso non si dovrebbe farsi cogliere in fase organizzativa.
Forse un po' più di... "cattiveria" e scaltrezza politica potrebbe far "pesare" maggiormente l'azione dei meridionalisti più...lungimiranti. Tutto sommato il Sud ed i meridionali, senza una propria forza di riferimento, comunque non avrebbero alcun vantaggio a votare oggi PER ABITUDINE. In altre parole il voto al senato andrebbe differenziato in funzione della presenza di liste veramente meridionaliste: dove sono presenti come per esempio in Sicilia o Campania, il voto non deve essere "distratto"; nelle altre regioni il voto al senato dovrebbe essere "calibrato" e non dato alle liste di partiti statali e certamente antimeridionali (Lombardo compreso) in funzione della "simpatia", o peggio, per antipatia ideologica perché, come avete certamente capito oggi non esiste più l'ideologia di destra o di sinistra ma quella che sta avanzando prepotentemente è la nuova identità nord-sud. Ma anche perché è proprio questo il caso in cui il fine, per chi è "professionista" della politica (cioè per chi la politica la elabora e non la subisce), giustifica il "mezzo".
Meditate gente, meditate e, soprattutto, dopo aver letto, qualcuno, per amore del "tricolore" non si stracci le vesti come Caifa nel Sinedrio"
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Giuseppe Lorusso
nuovosud@gmail.com