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martedì 29 aprile 2008

PACCO N° ZERO...

Ricevo e pubblico...
Memento al Presidente della Regione Siciliana
(
www.laltrasicilia.org) 28 aprile 2008 -
L'ALTRA SICILIA ricorda al neopresidente eletto con circa i due terzi dei suffragi dei siciliani che le promesse elettorali sono cambiali. Se le onorerà sarà per la Sicilia una nuova era e noi non mancheremo di ricrederci rispetto a precedenti posizioni critiche e di lottare per il bene comune della nostra Sicilia, sempre mantenendo, però, le distanze su posizioni inaccettabili come quella del "ponte" o su prassi inaccettabili come quella clientelare, che non gli è certo esclusiva come vorrebbe far credere l'attacco mediatico concertato firmato Repubblica-La 7, ma che certo non appare nemmeno rinnegata del tutto.Grandi cose stanno succedendo in Sicilia: il Popolo si scolla sempre più da questa classe politica, i partiti unionisti di sinistra si squagliano come neve al sole, nel centro-destra si combatte una lotta sotterranea tra veri e falsi autonomisti... Noi continuiamo ad essere osservatori indipendenti di tutto ciò e invitiamo il Presidente a dare segnali forti che indichino che il consenso ricevuto non è stato vano.
Si cominci dai simboli:
*renda festivo o semi-festivo o solennità civile l'appuntamento annuale del 15 maggio, Festa dell'Autonomia, che noi da qualche anno abbiamo cercato di onorare nel boicottaggio generale; lo faccia però con sobrietà, senza inutili vanaglorie o sprechi di denaro pubblico, ma con una mirata azione volta a far sentire, almeno una volta l'anno, ai Siciliani il ritrovato orgoglio di essere tali;
*faccia sventolare in ogni dove la nostra Bandiera Siciliana: il nostro vessillo ci abbracci in ogni dove come nelle altre nazioni "quasi-stato" europee: la Catalogna e la Scozia, tanto per fare esempi riconosciuti;
*se la Trinacria, nostro simbolo secolare, è già nella bandiera, adotti l'Aquila fridericiana, per secoli simbolo del Regno di Sicilia, coniato sino nelle monete, come nuovo stemma della Regione: la continuità col passato, con le nostre radici, è il miglior viatico per avere un futuro.
Si dirà che queste ed altre iniziative identitarie (lo Statuto, la storia e la cultura, la lingua siciliana nelle scuole, oppure la riforma di una toponomastica sin troppo "coloniale") non portano moneta, non danno risposta immediata ai tanti drammi dei Siciliani. Non è vero. Non è vero perché l'identità rende una terra interessante e visitata dall'estero, e non è vero perché il riscatto identitario non pregiudica l'azione in campo istituzionale, sociale, economico, e così via. Possiamo darle un elenco di questioni in cui la seguiremo giorno per giorno? Dia in queste cose il segnale di un cambiamento:
0. Restituzione alla Sicilia della sua Alta Corte (la numeriamo "0" perché senza questo non si può far nulla);
1-Applicazione integrale, passo dopo passo, dello Statuto;
2-"Uso" dello Statuto con riforme legislative in ogni campo della vita associata per creare una Sicilia moderna e forte;
3-Istituzione di un sistema tributario siciliano completamente autonomo da quello nazionale come consentito dallo Statuto per realizzare la migliore delle fiscalità di vantaggio;
4-Attribuzione alla Sicilia di tutti i benefici, proventi, tributi, derivanti dall'estrazione di idrocarburi, dalla loro raffinazione, e dalla produzione di energia elettrica con benefici tangibili ripartiti tra il settore pubblico, le imprese e le famiglie;
5-Politiche industriali che spezzino la spirale assistenziale, saltando le intermediazioni parassitarie continentali, con un aumento di profitto per le imprese isolane e la diminuzione del costo della vita per i consumatori siciliani;
6-Politica delle infrastrutture, in particolare per quelle di trasporto (del "ponte" non ce ne importa nulla, se non lo fa, tanto meglio, se lo fa, chieda i soldi a Berlusconi);
7-Politica monetaria e creditizia autonoma nei limiti concessi dallo statuto (partecipazione della Sicilia ai benefici di creazione di moneta in Europa in funzione di popolazione e PIL, controllo sulle nostre banche);
8-Snellimento progressivo del "burosauro" della p.a. con concentrazione della manodopera sui servizi realmente qualificanti e con una qualificazione della forza lavoro pubblica (basta con le raccomandazioni che producono voti!);
9-Progressiva introduzione del bilinguismo italiano - siciliano;
10-Riforma della scuola in senso identitario;
11-Politica dei "simboli" dell'autonomia siciliana (cfr. sopra);
12-Legalità;
13-Gestione seria del territorio, dell'ambiente, dei beni culturali;
14-Sanità e servizi pubblici a costi e livelli qualitativi degni di un paese civile;
15-Utilizzo delle risorse derivanti dallo smobilizzo del "moloch" pubblico e dal progressivo ampliamento della base contributiva per gestire il profondissimo disagio sociale: disoccupazione, emarginazione, etc;
16-Voto per i Siciliani della diaspora (Italia + Estero) per le prossime elezioni ARS ed amministrative;
17-Costituzione di un Dipartimento per i Siciliani della diaspora e una vera Consulta, democraticamente eletta, a rappresentare i diritti delle nostre comunità all’estero;
E ci fermiamo qua perché 5 anni bastano appena ad avviare le riforme sopra indicate. I siciliani che ricevono la nostra posta, in Sicilia e nel mondo, saranno informati su tutto, senza peli sulla lingua. Noi però adesso non la attacchiamo, vogliamo accordarle fiducia. Ci ha insospettito il fatto che alcuni poteri forti italiani sembrano già all'opera per distruggere il suo tentativo come quello di Milazzo di 50 anni fa. Non vorremmo essere gli strumenti ingenui di quest'opera di demolizione di un serio tentativo di rendere la Sicilia autonoma. Sempre pronti a ricrederci.
L'ALTRA SICILIA-Antudo – (www.laltrasicilia.org)
Movimento del Popolo Siciliano "al di qua e al di là del Faro"
Bvd. de Dixmude 40 bte 5 (B) - 1000 Bruxelles
Tel/Fax: 0032 02 2174831 Cell. 0032 475 810756
posta:
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giovedì 17 aprile 2008

"L'ARIA DEL CONTINENTE",di Nino Martoglio? No,di Anna Finocchiaro!

Ricevo e pubblico...
Comunicato Stampa FNS
TROPPA “ARIA DEL CONTINENTE” IN CASA DEL PARTITO DEMOCRATICO IN SICILIA. SAREBBE GIUSTO ED ANCHE OPPORTUNO CHE IL RUOLO DI
“ CAPO DELL’OPPOSIZIONE” ALL’A.R.S. VENISSE DATO A SONIA ALFANO.
Nel pieno rispetto delle scelte e delle idee altrui, gli Indipendentisti di lu Frunti Nazziunali Sicilianu ritengono che, in caso di opzione per il Collegio Senatoriale della Toscana della Ex Candidata alla Presidenza della Regione Siciliana, Anna Finocchiaro, il seggio ed il ruolo di Capo dell’Opposizione all’ARS debba andare alla “terza” candidata, Sonia ALFANO. Ciò nello spirito e nella logica della legislazione vigente in materia.
E forse anche nel rispetto delle vocazioni della Senatrice Finocchiaro, che non ci sembrava avesse mai avuto la intenzione e il desiderio di fare la Presidente della Regione Siciliana. E che non ci sembra avere adesso una grande vocazione a guidare l’opposizione nella prossima Legislatura dell’ARS. Non a caso la stessa si è sacrificata a candidarsi per il Senato della Repubblica in Toscana.
Ci sia consentito di ricordare che noi Indipendentisti Siciliani FNS riteniamo e sosteniamo ad alta voce ( anche a costo di attirare su di noi livori , discriminazioni ed insulti maggiori di quelli che subiamo quotidianamente ) che la Questione Siciliana debba essere trattata ad ogni livello con carattere di assoluta priorità, con la massima attenzione e con un po’ più di amore verso la Sicilia. E – soprattutto-con maggiore rispetto. Parliamo in generale .
Non già per essere generici, ma al contrario per riferirci tanto alle forze governative che a quelle di opposizione. Tantoppiù che i fatti ormai sono quelli che sono. Senza prescindere dall’imperversare dell’ARIA DEL CONTINENTE, che ha da sempre condizionato la classe politica regionale sia di governo che di opposizione. E che ora spira molto anche in casa del Partito Democratico. Ribadiamo ad ogni buon fine che, - in caso di rinunzia della Finocchiaro,- debba subentrarle all’ARS la terza Candidata alla Presidenza . Sia perché la Legge sembrerebbe stare dalla parte sua; e sia perché la TERZA CANDIDATA ha dimostrato di avere forte il senso dell’appartenenza. Oltre che la consapevolezza del ruolo che la opposizione deve avere nei consessi democratici. E nel Parlamento Siciliano in particolare.-
Palermo, 16 Aprile 2008.
IL SEGRETARIO, Giuseppe Scianò
Si ringrazia per la cortese attenzione
L’Addetto alla Comunicazione e alle P.R.
( Giovanni Basile )
Sede di Palermo: FRUNTI NAZZIUNALI SICILIANU – SICILIA INDIPINNENTI -
VIA BRUNETTO LATINI 26 - 90141 PALERMO - Tel.091 329456
–email: fnsme@yahoo.it

martedì 8 aprile 2008

SMILITARIZZAZIONE DELLA SICILIA,TRATTATO DI PACE E CANDIDATI ALLA PRESIDENZA DELLA REGIONE SICILIANA...

Ricevo e con condivisione pubblico...
NON SOLO LO STATUTO....
Lettera aperta ai candidati alla Presidenza della Regione sulla smilitarizzazione della Sicilia
Palermo, 7 aprile 2008
(
www.laltrasicilia.org) - Non solo lo Statuto attende da 62 anni la sua applicazione in spregio a qualsiasi elementare norma di diritto costituzionale, ma ANCHE IL TRATTATO DI PACE DI PARIGI DEL 1947, per quanto attiene la Sicilia, attende di essere applicato.Gli articoli 49 e 50 di tale trattato sono inequivoci: la Sicilia e la Sardegna sono smilitarizzate e dovranno ospitare solo modesti armamenti di tipo convenzionale, forze armate destinate al mantenimento dell'ordine pubblico, praticamente nessuna fortificazione.
Se si congiunge questa disposizione con quella dell'art.20 dello Statuto che trasferisce (sotto il comando del Governo della Repubblica) ogni funzione statale nell'Isola alle dipendenze amministrative della Regione, il quadro che ne deriverebbe sarebbe quello di una regione-stato semi-indipendente anche dal punto di vista militare, luogo neutralizzato e pacifico punto d'incontro tra popoli dei tre continenti.
Oggi la Sicilia è una grande portaerei. Un suo lembo è "donato" agli USA (Sigonella). Noi siamo amici degli Americani, amici politici, culturali ed economici. Ma non è necessario che siamo la loro base missilistica, né che diventiamo teatro di guerre (ne abbiamo avute tante nella storia). La comunità siculo-americana è ormai forte e rispettata: potrebbe agire efficacemente per spiegare oltreoceano le ragioni delle reali nostre esigenze di sicurezza.
Quasi tutte le forze armate dovrebbero essere smantellate nell'isola e le restanti, magari formate solo da volontari reclutati nell'isola, organizzate in uno stato maggiore che abbia il comando sul COMILITER di Sicilia (esercito), sulla regione militare Sicilia dei Carabinieri, su Marisicilia a Messina e sui due stormi aerei ospitati nell'isola. A capo un generale o ammiraglio nominato dal Governo Siciliano. Questa è la Costituzione italiana; questo l'ordinamento internazionale. Almeno quelli legittimi!
Che intendono fare i candidati presidenti per cancellare, più di 60 anni dopo, ogni traccia dell'ultima guerra che ha insanguinato la Sicilia?
Intendono promuovere questa legalità e questa pace? O nasconderanno ancora la testa sotto la sabbia?
Vi salutiamo rileggendo uno stralcio di quel trattato con qualche commento e ponendo gli "omissis" solo sulle clausole transitorie oggi prive di qualsiasi possibilità d'applicazione ovvero quelle riguardanti altre parti del territorio italiano:
Art.49
1. Pantelleria, le Isole Pelagie (Lampedusa, Linosa e Lampione) e Pianosa (nell'Adriatico) saranno e rimarranno smilitarizzate [anche se, fuori dal territorio proprio delle isole, nulla impedisce un pattugliamento di guardia costiera; del resto oggi indispensabile per la lotta all'immigrazione clandestina].
2. OMISSIS
Art. 50
1. OMISSIS
2. In Sicilia e Sardegna tutte le installazioni permanenti e il materiale per la manutenzione e il magazzinaggio delle torpedini, delle mine marine e delle bombe saranno o demolite o trasferite nell'Italia continentale entro un anno dall'entrata in vigore del presente Trattato [si tratta delle armi di offesa del tempo; interpretazione adeguata vuole che nessun armamento sia mantenuto in Sicilia e Sardegna se non per la mera difesa convenzionale del terreno; così come nessuna installazione permanente destinata alla guerra d'attacco].
3. Non sarà permesso alcun miglioramento o alcuna ricostruzione o estensione delle installazioni esistenti o delle fortificazioni permanenti della Sicilia e della Sardegna; tuttavia ...omissis ...potrà procedersi alla normale conservazione in efficienza di quelle isntallazioni o fortificazioni permanenti e delle armi che vi siano installate [un'interpretazione letterale di questo comma porterebbe praticamente alla completa smilitarizzazione dell'isola, perché - anche con la manutenzione consentita - le fortificazioni o installazioni del 1947 sarebbero praticamente irrisorie; si può intendere con il mantenimento, senza alcun accrescimento, delle poche installazioni che "nel 2008" corrisponderebbero per capacità difensiva convenzionale a quelle esistenti nel 1947: ad esempio se l'aeroporto militare di Palermo Boccadifalco è stato nel tempo funzionalmente sostituito da quello di Trapani Birgi si può mantenere quest'ultimo senza restaurare quello della II guerra mondiale; se sono invece state costruite installazioni realmente nuove, allora andrebbero smantellate come peraltro esplicitato dal comma successivo].
4. In Sicilia e Sardegna è vietato all'Italia di costruire alcuna installazione o fortificazione navale, militare o per l'aeronautica militare, fatta eccezione per quelle opere destinate agli alloggiamenti di quelle forze di sicurezza, che fossero necessarie per compiti d'ordine interno [è lo stesso di sopra; qui per le nuove fortificazioni, lì per l'estensione delle vecchie; vale dunque lo stesso discorso, con in più l'eccezione per le forze armate destinate all'ordine pubblico].E aggiungiamo che se queste pochissime forze sono previste per l'Italia, sarebbe assurdo che la Sicilia potesse ospitare liberamente invece eserciti, armate, della Nato o americane o di qualsivoglia altro paese. La smilitarizzazione ha senso solo se non è esclusivamente a danno dell'Italia, altrimenti è annessione a stato straniero.Che poi le 4 forze armate (oltre al corpo della Guardia di Finanza) debbano essere "sicilianizzate" si evince dal dettato dell'art.20 dello Statuto: Il Presidente e gli Assessori regionali, oltre alle funzioni... [quelle legislative, istituzionali, etc.], svolgono nella Regione le funzioni ... [quelle su cui l'ARS ha competenza legislativa più ogni competenza sugli enti locali]. SULLE ALTRE [e quindi su "tutte" le altre, comprese le militari] non comprese negli artt. 14, 15 e 17 svoglono un'attività amministrativa secondo le direttive del Governo dello Stato.
Essi sono responsabili di tutte le loro funzioni, rispettivamente, di fronte all'Assemblea Regionale ed al Governo dello Stato [come nel caso delle funzioni militari].
Antudo!
L'ALTRA SICILIA - Palermo