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mercoledì 1 ottobre 2008

Sul 63° anniversario dell'Autonomia siciliana...

Ricevo (adesso )e pubblico...
Lettera aperta al Presidente dello Stato Regionale di Sicilia On. Raffaele Lombardo
Oggetto: 15 maggio 2009 - Festa dell’Autonomia
Egregio Presidente, Come Ella sa, il 15 maggio del 2009 ricorre il 63° anniversario della conquista dell’Autonomia speciale da parte del Popolo Siciliano, parte integrante, anche se ancora per la massima parte inattuata, della Costituzione della Repubblica Italiana, quale reale patto confederativo, e traguardo importantissimo, per il suo alto valore morale, nel secolare anelito del Popolo Siciliano al suo autogoverno. La nostra Associazione ha sempre operato per la valorizzazione di questa ricorrenza (www.anniversariostatutosiciliano.org), un tempo solennità civile semifestiva ed oggi purtroppo assai spesso dimenticata o celebrata nel chiuso di teatri e quindi senza quella adeguata partecipazione popolare che essa merita. La stessa Associazione ha già dato vita a due “Feste dell’Autonomia”, rispettivamente nel 2005 a Mazara del Vallo e nel 2006 a Bruxelles tra la numerosa comunità di Siciliani ivi presente. Avendo quest’anno già lanciato analoga iniziativa presso diversi comuni dell’Isola ed avendo raccolto già svariate disponibilità di massima, La informiamo intanto con la presente che la ricorrenza sarà onorata quest’anno da un rinnovato interesse nei confronti della Sicilia e delle sue istituzioni da parte di molte amministrazioni locali, le quali chiederanno certamente il patrocinio dell’ente che piú di tutti ha titolo ricordare quello storico evente, la Regione Siciliana appunto (rectius, a nostro avviso, “Stato Regionale di Sicilia”). Oltre all’alto valore civico che queste iniziative rappresenterebbero, esse potrebbero essere occasione per far conoscere ancora, in Sicilia, in Italia e all’estero quanto sia vitale l’attaccamento alla propria identità del Popolo Siciliano nonché il suo orgoglio e la sua ritrovata voglia di riscatto nei confronti di oppressioni antiche e nuove. Con la presente intendiamo acquisire una disponibilità di massima, e quindi non vincolante per l’amministrazione, a patrocinare tali iniziative ed a farsi portatrice di altre analoghe, di concerto con i dicasteri regionali competenti in materia di enti locali, cultura ed emigrazione. L’idea di massima è sempre la medesima, e cioè quella di organizzare, in spazi adeguati, una “due giorni” in cui realizzare spazi espositivi su prodotti siciliani tipici, tavole rotonde, spettacoli e intrattenimenti, anche in lingua siciliana, e con la partecipazione di personaggi siciliani di rilevante notorietà. La diffusione dell’iniziativa farebbe fiorire in tutta la Sicilia una sorta di grande “festival”, occasione per attirare arrivi e attenzione, con possibili ritorni, d’immagine ed economici, degni della massima attenzione. Qualora il Governo regionale fosse interessato la nostra Associazione si impegna a sottoporre alla stessa un serie di progetti esecutivi dettagliati da sottoporre all’approvazione degli organi competenti. Nella redazione di questi progetti l’Associazione, se richiesto dall’amministrazione, potrà avvalersi di rappresentanti della stessa in un istituendo tavolo tecnico per l’organizzazione degli eventi. Si resta, in ogni caso, in attesa di cortese riscontro.
Bruxelles, 7 settembre 2008
Francesco Paolo Catania
L’Altra Sicilia
Associazione di Diritto Internazionale, al servizio della Sicilia e dei Siciliani Bvd. de Dixmude 40/bte 5 – 1000 Bruxelles
Tel & Fax 0032 2 2174831
Cell : 0032 475 810756

domenica 17 agosto 2008

il primo comunicato stampa del movimento popolare “Lega Aurunca”

Ricevo e pubblico...
Comitato costituente
“Lega Aurunca”
Piazza Annunziata, 20/A
04020 Itri (Latina)
Recapito tel. 3483838906
COMUNICATO N° 1 del 16 agosto 2
008

Siamo Aurunci

È nato il movimento popolare “Lega Aurunca” in difesa della libertà e dell’identità del Popolo Aurunco. Si prefigge lo scopo di promuovere la partecipazione all’attività politica, culturale e sociale del cittadino in tutto il territorio aurunco (diviso tra le province di Latina, Frosinone e Caserta) al fine di alimentarne una rinascita artistica, culturale, economica e morale.
“Lega Aurunca” sarà sempre in prima linea per difendere la tradizione aurunca nel solco di principi liberali e riformatori, nel segno della radici cristiane e al di sopra di tutte le competizioni di parte; combattere ogni forma di abuso, di sperpero e di privilegio nell’amministrazione del pubblico denaro come, in generale, nella produzione e nello scambio di beni, rivendicando il diritto di controllo e l’interesse del cittadino aurunco quale contribuente e quale consumatore.

Proponiamo, tra l’altro, la creazione di un’organizzazione locale (aurunca) per presentare le nostre proposte turistiche (montagna, mare, beni storici e archeologici) ed i nostri prodotti tipici al resto del mondo.

La gente ha incominciato a prendere coscienza delle proprie origini, incomincia ad occuparsi sempre di più della nostra storia. Tutto quello che viene fatto, purtroppo, è sempre poco e il mondo politico non sempre sostiene in modo adeguato le esigenze degli operatori.

Rivendichiamo il rispetto delle nostre origini e ricordiamo a tutti che siamo AURUNCI (non sud pontino o altro). Avete mai sentito chiamare i Lepini “est pontino”?

Tra l’altro noi abbiamo una storia millenaria da difendere e, pur facendo parte di una provincia che non rinneghiamo, creata solo poco più di 70 anni fa, chiediamo il rispetto della nostra storia, delle nostre origini, chiediamo, per usare un termine militare, l’onore delle armi: siamo Aurunci e ci piacerebbe che tutti lo ricordassero, particolarmente quando scrivono e parlano di noi.


Comitato costituente
“Lega Aurunca”

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ondaurunca@libero.it

mercoledì 9 aprile 2008

Un appello dai Veneti: "Non siamo razzisti!"

... Personalmente,sono estraneo a tutti coloro che stabiliscono che "i Veneti sono tutti razzisti", "gli Albanesi sono tutti ladri", "i Siciliani sono tutti mafiosi","gli Americani sono tutti imperialisti", "i Sardi sono tutti banditi", "gli Arabi sono tutti terroristi"... potrei continuare all'infinito. I Popoli non vanno MAI CRIMINALIZZATI ! Bisogna avere,invece,la CAPACITA' di non farsi intrappolare nei "luoghi comuni",spesso alimentati dallo stesso sistema oppressore...Pensiamo per un attimo,cosa significherebbe per il SISTEMA ITALIA, se i Popoli ANNESSI al Regno dei Savoia, dai Sud Tirolesi ai Siciliani, riuscissero a sintetizzare che sono stati CANCELLATI dalla stessa VIOLENZA? Ne vogliamo parlare? Questo blog è aperto... Orazio Vasta.
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Ricevo e pubblico...COMUNICATO STAMPA -
ITALIANI o VENETI:chi sono i veri razzisti?
In questi giorni sta facendo il giro della penisola italiana la notizia di un bambino di otto anni, di origine napoletana che ora vive in Veneto, offeso, pare, da altri suoi coetanei che lo hanno apostrofato chiamandolo "monnezza", in riferimento ai ben noti fatti di inciviltà che ogni giorni si ripetono nel "belpaese".
Quanto accaduto riguarda bambini di 8 anni e l'episodio andrebbe dunque riportato alla dimensione che merita, minimizzando l'accaduto come hanno fatto fin da subito i dirigenti della scuola coinvolta.La notizia sta facendo invece il giro dello sgangherato paese in cui viviamo, puntando il dito, in maniera più o meno esplicita, contro i soliti "veneti razzisti". Questa perlomeno è l'immagine che sta uscendo da questa vicenda e l'opinione di tantissimi italiani espressa esplicitamente su molti forum in internet.
Fra le voci di allarme e di "pericolo razzismo" che si sono levate spunta fra tutte quella del dirigente dell’Ufficio scolastico regionale Carmela Palumbo che immadiatamente ha disposto un'ispezione nella scuola oggetto del fatto e che, dalle colonne dei giornali, oggi dichiara: "Questa storia, se è andata come è stato raccontato, va ben oltre il bullismo, è un segnale devastante. E’ lo specchio di un disastro educativo che interroga gli adulti, non i bambini", e aggiunge "Di più, ai bambini è arrivato un messaggio devastante e questi sono i risultati: razzismo, discriminazione, intolleranza".
Peccato constatare però che la d.ssa Palumbo, responsabile della scuola del Veneto (!), non è stata così solerte e non si è attivata in maniera così ferma ed accorata quando, pochi mesi fa, molti studenti delle scuole medie superiori del Veneto sono stati pesantemente offesi da loro docenti. Era successo infatti che in più di 300 classi del Veneto altrettanti alunni avevano esposto la bandiera veneta, scatenando le più diverse reazioni da parte degli insegnanti. Alcuni di questi erano arrivati a dichiarazioni come "con quella Bandiera mi pulisco le scarpe", "toglietela subito, quella non è la mia bandiera", "con quella bandiera nelle classi la scuola diventerebbe un circo" e altre tristi esternazioni...In diversi casi gli insegnanti sono arrivati a minacciare l'intera classe di sospensione se la bandiera veneta, antico simbolo di storia e civiltà veneta, non fosse stata rimossa all'istante.
Cara dr.ssa Palumbo, come definirebbe questi episodi, che hanno pesantemente offeso non solo la nostra storia ma hanno calpestato l'identità e la dignità degli studenti coinvolti e di tutti i veneti in generale, se non fatti di vero e proprio razzismo?
Perché in queste occasioni ha taciuto e minimizzato sulle gravi ed offensive dichiarazioni di queste persone?
QUESTO è vero razzismo, cara dr.ssa Palumbo. QUESTA è intolleranza.
QUESTO è "un segnale devastante", altro che le offese fra bambini di 8 anni!
Ha ragione quando dichiara che la discriminazione parte dalla scuola: inizia quando non si vuole volutamente insegnare ai veneti la loro storia e la loro lingua nelle scuole italiane, continua quando volutamente si censura in dieci misere righe più di mille anni di Storia Veneta all'interno dei libri scolastici, per poi finire sfociando in atteggiamenti di razzismo e di offesa contro tutto ciò che è orgoglio e identità veneta.
L'appello che lanciamo ai veneti è di comprendere questa situazione: è in atto da molti anni, probabilmente dall'unità d'Italia in avanti, un chiaro tentativo di colpevolizzare in continuazione l'intera comunità veneta, facendoci passare e sentire come egoisti, persone chiuse ed intolleranti.
Cosa che invece non è, e la nostra Storia ne è una chiara testimonianza.
Nessuno si prodiga a ricordare che noi Veneti siamo fra i primi per accoglienza, per donazione organi e donazione del sangue.
Nessuno ricorda che siamo primi in solidarietà.
In questi giorni è più che mai evidente l'intento di accentuare in maniera spropositata, fuori da ogni comprensione, un piccolo fatto che, per quanto possa essere stato offensivo, è isolato e comunque è accaduto fra bimbi di 8 anni.
Fa comodo dipingere il nostro Popolo come razzista, come ignorante, come l'"arricchito del nordest", con in chiaro intento di creare in noi continui sensi di colpa.
E' una maniera subdola ma efficace, a quanto pare, per tenere a testa bassa la colonia italiana chiamata "Veneto".Questo sta accadendo, almeno fino ad oggi...
Per l'Associazione Veneto Nostro - Raixe Venete
il PresidenteDavide Guiotto
info@raixevenete.net