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sabato 29 novembre 2008

Io Siciliano,Ciano Italiano...ABBIAMO CHIUSO! Punto e a capo!

"Orazio,
tu dialoghi da tempo con i kossovari,tutti conosciamo la storia di quella regione d’Europa,nessuno ha mai osato criticarti;

tu dialoghi con la Groenlandia libera;
tu dialoghi con coloro che un tempo hanno cacciato dai balkani migliaia di albanesi che abbiamo accolto nel Regno di Napoli, come abbiamo accolto migliaia di catalani ed ebrei cacciati e perseguitati dalla cattolicissima Spagna.
A Gaeta abbiamo accolto persino migliaia di dalmati e di istriani, molti dei quali collaborazionisti dei savoiardi.
Non capisco il tuo astio verso il PdSud.
Il PdSud ha avuto con Alleanza Federalista degli incontri.
Chiappori non è kossovaro nè catalano, è un ligure che è stato eletto nella Lega Nord.
Moltissime sue posizioni sono in contrapposizioni con la nostra linea politica, altre sono condivisibili.
Domani dovrei incontrare un Deputato dei Liberal Democratici, ho avuto un incontro con il responsabile del’IDV provinciale, forse ne avrò con altri.
Non abbiamo avuto incontri con Lombardo,è il vecchio che si trasforma, che gioca.
E’ presidente di una regione a noi cara, italiana, è stato imposto da Bossi e non dal PdSud, e come vedi, i siciliani hanno votato Bossi-Lombardo.
Bossi non ha sfondato nel Lazio ma in Sicilia.
Ora ve lo tenete.
Il PdSud ha un’anima pensante, ha un’anima politica,ha un’anima storica, ha un programma politico, ha nel suo interno forze capaci, forze che non vogliono isolarsi.
Il PdSud non può mandare i suoi figli sulle montagne a fare guerriglia contro i nuovi piemontesi, sai perchè?
Il Sistema manderebbe i nostri fratelli a spararci addosso, come è successo a Bolzaneto, come succede nelle piazze quando vi sono scontri con la polizia italiana.
Quei poliziotti sono nostri figli,nostri fratelli.
Confrontarsi non è peccato, sia chiaro,noi lo abbiamo sempre fatto,e continueremo a farlo.
E ti ripeto ancora una volta, ho scritto in italiano il mio post, NON CI SIAMO APPARENTATI CON NESSUNO.
DIALOGARE NON VUOL DIRE APPARENTARSI O SPOSARSI.
Perciò, non prendere per culo i lettori del tuo blog bellissimo.
Qui termina la polemica che hai montato.
Con affetto.
Antonio Ciano"
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Ciano,
la mia grande "colpa" è stata quella,che,attraverso A RARIKA,ho CHIESTO si sapere quali erano i rapporti fra il Partito del Sud-Alleanza Meridionalista e la Lega Nord-Padania,in considerazione del fatto OGGETTIVO che il PdSud vagheggiava apparentamenti con Alleanza Federalista,il cui segretario,l'on.Chiappori è stato eletto nelle liste della Lega.La stessa Alleanza Federalista che come simbolo ha il tricolore italiano e il "sole delle alpi" leghista...Ma,fino a quando hai potuto,hai omesso il "particolare"leghista del tuo interlocutore Chiappori...
Poi,quando la documentazione prodotta e pubblicata dal mio blog è diventata insostenibile...per te,ovviamente...hai ammesso che tra il PdSud e Chiappori ci sarà apparentamento solo se l'onorevole dell'AF si diversifica dalla Lega Nord...E ci voleva tanto,per dire che il PdSud aveva intavolato una trattativa elettorale per fidanzarsi con uno spezzone della Lega?
Tutto risolto,quindi!
La polemica(quale polemica?)è terminata.
Ho smesso "di prendere per il culo i lettori"(SIC!!!)del mio "blog bellissimo"...
Ora,però,mi chiedo,cosa c'entra,in tutto questo, il mio dialogo con i kosovari?
Cosa c'entra la Groenlandia,la Catalogna e la Liguria?
Se la vogliamo dire tutta,io,da SICILIANO,e NON DA ITALIANO come te, dialogo ALLA PARI con
Veneti,
Sardi,
Kurdi,
Pugliesi,
Corsi,
Palestinesi,
Calabresi,
Albanesi,
Liguri,
Ceceni
Lombardi,
Napolitani,
Corsi,
Catalani,
Israeliani,
Lucani,
Baschi,
Rom
Friulani,
Pellerossa,
Armeni
SudTirolesi....
Concludendo,nel tuo blog,prima di pubblicare il post qui riportato,hai postato un datato "documento"
dove si sostiene che praticamente i combattenti dell'UCK,l'Esercito di Liberazione della Kosova,sono stati pagati ed addestrati dal governo degli Stati Uniti d'America...
Insomma,che cosa vorresti insinuare, nei miei confronti,con questo "strano" articolo sull'UCK?....
La finalità di tutto ciò è assolutamente delirante!
Di una cosa hai ragione,abbiamo chiuso.
Punto e a capo !
Qui,abbiamo tutto un mondo da riprenderci,il nostro mondo,la Sicilia,Nazione,non regione italiana.
VIVA LA REPUBBLICA SICILIANA INDIPENDENTE!
Orazio Vasta



domenica 20 luglio 2008

Rita Borsellino:"Paolo sacrificato sull´altare del papello adesso basta prese in giro, voglio la verità"


Documenti - Altri documenti
Scritto da Gabriele Isman
Domenica 20 Luglio 2008

Rita Borsellino insiste sulla trattativa tra Stato e mafia: "Ora finalmente ne parla anche Massimo Ciancimino
«È troppo facile. Si ricorda un giorno e poi ci si ripensa tra un anno. Troppo facile». Rita Borsellino siede in prima fila in via D´Amelio con Antonio Ingroia e Piero Grasso. Guarda lo spettacolo scritto da Emma Dante -
«La strada senza uscita» è il titolo, con quaranta tra attrici e attori e i loro vestiti macchiati di rosso sangue - e si commuove. Poi sale sul palco parla di «dimenticanza», chiedendo «verità e giustizia», in un ampio discorso con tanti perché:
«Perché è così facile archiviare?
Perché nessuno si prende cura dei tanti luoghi dei morti, delle lapidi annerite, delle corone di fiori dimenticate con sopra gli escrementi di cane?».
Ancora domande - «vogliamo davvero che la mafia finisca?» - e persino le scuse a chi - perché è successo anche questo - dal palazzo di via D´Amelio, dove lei ancora vive, si è lamentato per i ragazzi dell´Agesci che hanno passato l´altra notte a cantare «aspettando - dice Rita Borsellino - l´alba di un giorno terribile». Di mattina da un balcone è persino volato un pomodoro verso i ragazzi.Signora Borsellino, cos´è la dimenticanza?
«È archiviare la memoria e metterla in un cassetto, in naftalina. tenerla conservata perché non disturbi. Forse ci serve, ma alla fine ce ne vergogniamo un po´».
La dimenticanza è un male palermitano o italiano?
O della politica?
«Questa città ha fatto miracoli: dopo quei giorni di 16 anni fa vi sono state manifestazioni straordinarie di solidarietà. No, la dimenticanza è un male italiano: quanti nel nostro Paese sanno cos´è il 19 luglio? E la politica ha la dimenticanza nel proprio statuto».
Sulla strage di via D´Amelio le indagini sono ancora aperte, a caccia dei mandanti occulti. Lei, guardando Monte Pellegrino ha detto "voglio sapere se da lassù, dove c´erano i Servizi segreti, è stato spinto quel telecomando".
Che idea s´è fatta?
«Ho un´idea un po´ bislacca che parte dalla trattativa del ‘92 tra Stato e mafia, dal papello e da Ciancimino. Paolo a Roma stava interrogando Gaspare Mutolo, quando fu chiamato al ministero dell´Interno. Di quell´incontro non vi è nessuna traccia, forse era nell´agenda rossa che poi è sparita. So che Paolo non avrebbe mai accettato nessuna trattativa, e Mutolo raccontò che al ritorno dal ministero, Paolo era così nervoso che l´interrogatorio non proseguì. Sappiamo dai processi che l´uccisione di mio fratello ebbe un´improvvisa accelerazione: ne parla finalmente anche Massimo Cianciamino. Forse la mia idea non è bislacca: quell´incontro fu di venerdì. La domenica Paolo fu ucciso. Io mi sento presa in giro ormai, come tanti altri parenti di vittime di mafia, con questa etichetta che ci hanno appiccicato addosso».Negli anni lei ha parlato spesso di perdono. È davvero riuscita a perdonare?«Il perdono pretende giustizia per prima cosa. Paolo mi ha insegnato il dialogo: diceva che serviva per capire e per amare. Ad amare non ci sono ancora arrivata. Non possiamo archiviare la memoria: più il tempo passa e più il dolore cresce. Si dimentica prima la voce, poi la sfumatura degli occhi. Il tempo lo conti, lo vivi addosso. Archiviare la memoria significa archiviare la storia, e questo non è possibile. Cosa stiamo dando ai nostri giovani? Misteri, da Portella della Ginestra in poi».
Berlusconi ha condiviso la definizione di "eroe" che Dell´Utri ha dato del suo ex stalliere mafioso Vittorio Mangano. Pochi giorni dopo sono apparsi a Palermo i manifesti di Falcone e Borsellino con la scritta "eroi per sempre". Cosa ha provato?
«È stata la più grande caduta di stile degli uomini di questo governo».La città, la mafia, l´Italia. Come sono cambiate in questi 16 anni?«Subito dopo le morti del ‘92, un ragazzo chiese all´allora procuratore Caselli quando sarebbe stata sconfitta la mafia. Lui disse "diciamo 10 anni". Ne sono passati 16. Vorrei poter dire che la mafia non esiste più, ma quante volte l´abbiamo detto? La mafia si è già ripresa, ha soltanto cambiato metodi. E lo Stato arranca: anche per Paolo mancava la volontà politica di sconfiggerla. A lui quest´Italia non sarebbe piaciuta».Che immagine conserva di suo fratello?«I miei figli dicono che Paolo cominciava a sorridere dai baffi. Era vero. Aveva un bel sorriso e la battuta pronta. Sapeva esorcizzare tutto con quel sorriso. Per questo non ho voluto vederlo nella bara, anche se mi hanno detto, stranamente, che sorrideva anche lì. Ho voluto tenermi quell´immagine».
La Repubblica-ed.Palermo, 20 luglio 2008

domenica 18 maggio 2008

LA MAFIA E I TURISTI...

Augusto Cavadi
La mafia spiegata ai turisti
Chi decide di visitare la Sicilia si pone per curiosità o per timore delle questioni sulla mafia: che cos'è?
Come agisce?
Che danni può provocare?
Alle più frequenti di queste domande rispondono questi volumetti: con onestà intellettuale, senza nascondere le brutture della mafia (macchia che infanga un'isola bellissima), ma anche spazzando via le paure infondate di chi immagina che percorrendo le strade siciliane si vada incontro a pericoli maggiori rispetto al resto del mondo.
In sei versioni: italiano, francese, inglese, tedesco, spagnolo e giapponese.
La traduzione in giapponese è di Tomoko Takahashi, socia del Centro Impastato, scomparsa il 31 ottobre 2007.
Di Girolamo Editore-Trapani 2008

Sei opuscoli di 56 pagine.
Euro 5,90 ciascuno

venerdì 9 maggio 2008

PEPPINO,SICILIANO,TRENTANNI,UNA BANDIERA DELLA LOTTA ALLA MAFIA...

Cinisi(PA),1968,comizio del ventenne Peppino Impastato contro l'ampliamento della pista n°3 dell'aereoporto di Palermo,ampliamento in mano ai "comitati d'affari" politico-mafiosi
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Il 9 maggio 1978 l'Italia è scossa da uno degli eventi più drammatici della sua storia repubblicana. Il corpo dell'On. Aldo Moro (personaggio a dir poco centrale della politica italiana, a quell'epoca Presidente della D.C.) viene ritrovato a Roma in via Caetani, ucciso dalle Brigate Rosse dopo 55 giorni di prigionia. Di fronte ad una notizia così eclatante ogni altro avvenimento passa in secondo piano. Ed è così che pochi si accorgono della morte di un giovane (trent'anni all'epoca), i cui poveri resti sono trovati, nella notte fra l'8 e il 9 maggio, straziati da una carica di tritolo posta sui binari della ferrovia Palermo-Trapani. Quel giovane era Giuseppe "Peppino" Impastato, nato a Cinisi il 5 gennaio 1948, figura "scomoda" del panorama politico di Cinisi (provincia di Palermo), da anni impegnato in prima linea nella lotta contro gli abusi e le speculazioni di stampo mafioso che inquinavano la vita del suo paese.
In un primo tempo le indagini si indirizzarono verso un attentato terroristico mal riuscito o verso un suicidio "esibizionista". Solo con il duro impegno del fratello Giovanni e della madre Felicia, dei compagni di Radio Aut, e del Centro Siciliano di Documentazione (che successivamente venne intitolato proprio a Peppino Impastato) si arrivò lentamente e con molti, troppi anni di ritardo alla verità. Peppino fu ucciso dalla mafia, che ormai trovava intollerabili gli attacchi che quel ragazzo portava all'organizzazione (che proprio in quegli anni cercava di ampliare i propri traffici, adattandoli ad una realtà che andava mutando anche in Sicilia, abbandonando un modello economico prettamente rurale) e che probabilmente riteneva inaccettabile che Peppino venisse eletto nel Consiglio Comunale di Cinisi nelle imminenti elezioni amministrative (il 14 maggio Peppino venne simbolicamente eletto con 264 voti di preferenza, ed a Cinisi Democrazia Proletaria, nella cui lista si era presentato, raggiunse il 6% dei voti)...