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mercoledì 27 agosto 2008

LETTERA AL BLOG e dintorni...

Questo blog non ha mai censurato nessuno,tranne gli interventi volgari,con bestemmie e diffamatori. Questo blog è espressione di una piccola voce che non ha la pretesa di voler cambiare il mondo,ma di contribuire,con estrema umiltà,alla lotta per un mondo migliore...Comunque,nello spirito di questo blog,pubblico una e-mail,che,nel suo contenuto,si qualifica da sola...pubblico l'e-mail nello spirito anti-censorico di questo blog,nonostante il signor Vinci ci vorrebbe stritolare come il carrarmato cinese della foto sopra ... Mi chiedo,ma Vinci conosce A RARIKA?...
Una nota: il mio parente a cui fa riferimento Vinci è il poeta Turi Lima...
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CONSIGLIO COMUNALE DI CATANIA:"FULMINATI SULLA VIA DI DAMASCO" DA TOTO' CUFFARO! Link: http://rarika-radice.blogspot.com/2008/08/consiglio-comunale-di-cataniafulminati.html
Da:
Vinci Vito
A:
Orazio Vasta
"In quanto parente di un personaggio che ebbi modo di stimare e amare, mi chiedo perchè non Ti occupi di cose più serie e importanti -e ce ne sono tante! - anzicchè queste trasmissioni che non sono mai riuscito a capire e nemmeno a pescare dalle oscurità del computer.
Ma ti pare che perserei del tempo per il consiglio comunale di Catania e per i suoi uomini?
Siamo sull'orlo dell'abisso e Tu distrai le persone con queste facezie?
Oppure lo fai apposta?
Lo sai che siamo sull'orlo della fine e della rovina? "
Vito Vinci
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sabato 2 agosto 2008

"C'è una bandiera siciliana giallo-rossa..."

Da:
Movimento per l'Indipendenza della Sicilia
A:
oraziovasta@libero.it
Oggetto:
Lettera aperta a Felice Cavallaro del "Corriere della Sera"
Ricevuto il:
02/08/08 14:57

Gentile Felice Cavallaro,le scrivo in merito al suo articolo di giovedì 31 luglio u.s. a pagina 17 del "Corriere della Sera ".Mi firmo "Roman H. Clarke" perché non potrei fare altrimenti, chiamandomi Roman Henry Clarke. Le risparmio la dissertazione sulle mie origini divise fra la triskeles dell'Isola di Man e quella siciliana, ma di certo il mio non è uno pseudonimo. Lo era quello del Prof. Antonio Canepa, il cui "nome di battaglia" era Mario Turri. Per una strana bizzarria (non l'unica, sulla citata pagina del "Corriere" di giovedì scorso), probabilmente dovuta all'età, per il Prof. Renda da lei interpellato, nome e pseudonimo si sono fusi in "Mario Canepa". Va da sé che Canepa, o Turri che dir si voglia, era un partigiano, socialista rivoluzionario, assassinato in un agguato il 17 giugno 1945 dai Carabinieri per essere il comandante del (simbolico e provocatorio, almeno sino ad allora) '"Esercito Volontario per l'Indipendenza della Sicilia" che con mafia e fascisti, al pari del Movimento per l'Indipendenza della Sicilia cui mi onoro di appartenere, non aveva nulla a che vedere. Basti pensare che il fratello del "principe" Borghese, citato da Vincenzo Consolo nella sua breve intervista, organizzò una grossa festa a Catania proprio per brindare all'eccidio di Canepa e di altri due giovanissimi militanti indipendentisti (uno dei quali, Carmelo Rosano, è da alcune settimane dedicatario di una strada qui a Catania), che si sono sommati ad altri caduti in quegli anni, e a quelle migliaia di siciliani che nei secoli hanno lottato e sono caduti per la libertà e l'indipendenza della Sicilia, come dimostrato da altro insigne cattedratico da lei non citato, il Prof. Corrado Mirto, principale esperto vivente della Storia della Sicilia medievale e "riscopritore" della eroica battaglia di Capo d'Orlando del 4 luglio 1299.Detto questo, lei ritiene che le parole dell'attuale Presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, dovrebbero essere musica per le mie orecchie. Potrebbero, ma solo in parte lo sono perché grossolane ed artificiose (come non potrebbero che essere in bocca ad una vecchia volpe figlia della DC come Lombardo). Onestamente mi chiedo come mai non abbia cercato di chiedermi in merito lumi personalmente: da giornalista so bene, come i miei maestri mi hanno ripetuto più volte, che bisogna sempre verificare le fonti. Le spiego quindi qui e adesso perché le affermazioni di Lombardo non entusiasmano né me né i tanti militanti, elettori ed eletti (una decina di consiglieri comunali e circoscrizionali sparsi in vari comuni siciliani appartengono al MIS) indipendentisti. Semplicemente, passi il gesto simbolico (anche se personalmente non condivido l'atto fisico del martellare, preferendo una più sobria rimozione della targa toponomastica) che restituisca una fase fondamentale della storia di Sicilia e dei Siciliani, mediante una ridenominazione che tenda ad obliare il mercenario nizzardo: ricordiamocelo schiavista e ladro di bestiame («tratto negri e cavalli», egli stesso affermò), e persona incline alla delinquenza e allo stupro (cosa che gli costò l'orecchio sinistro), o tutt'altro che intrepido corsaro al soldo di una "repubblica delle banane", la "Republica do Rio Grande do Sul" voluta dal proprietario terriero Bento Gonçalves da Silva a partire da una concessione bananiera e diventata un centro di corruzione e violenza arbitraria.Ma certe "martellate" andranno date quando la rivoluzione sarà compiuta e la Sicilia sarà liberata. Allora, e solo allora, quelle "martellate" passeranno alla storia come le immagini delle statue dei dittatori tirate giù dai popoli liberatisi.E noi indipendentisti siciliani non crediamo che Lombardo possa assolutamente essere individuato come potenziale artefice di questa necessaria liberazione nazionale. Anzi, Lombardo (che ha costruito la propria carriera sul famoso "regalo" di Pellegrini e alla guida di una istituzione abusiva ed illegale, la "Provincia Regionale" di Catania) ci preoccupa quando, con i suoi consueti modi spicci e volutamente arroganti, promette il Ponte sullo Stretto, inceneritori, tagli alla sanità, e ancora si fa portabandiera di rivendicazioni oramai obsolete come un casinò in Sicilia chissà quando mentre a Malta spuntano come i funghi, o la "benzina a 50 cents" quando è ora di puntare alle energie rinnovabili e chiudere la venefica pagina petrolifera siciliana, tace sul dissesto idrogeologico e sui rubinetti a secco in moltissime città siciliane e definisce quello siciliano un "dialetto" mentre per il mondo intero (tranne l'Italia, firmataria ma non ratificatrice della "Carta Europea delle Lingue Regionali o minoritarie"), Unesco ed Ethnologue comprese, il siciliano è ritenuto una lingua a tutti gli effetti. E ci preoccupa ancor più quando vediamo i "patronati" di quel movimento di eletti senza militanti che è l'Mpa diventare dei "favorifici" o ancor peggio luogo di distribuzione pre-elettorale di ricariche telefoniche, coupons carburante o buste della spesa (cosa che proprio voi del "Corriere" avete denunciato per primi).Ma ciò che ci amareggia è che alle affermazioni in libertà in tema di "Unità d'Italia" del Presidente Lombardo, evidentemente in vena di rifarsi ai suoi amici ed alleati della Lega Nord ma che nel simbolo del suo Mpa (che peraltro continua a guidare senza dimettersi come buona prassi prevedrebbe in seguito alla sua elezione alla Presidenza della Regione Siciliana) mantiene il tricolore italiano, nella citata intervista un intellettuale come Vincenzo Consolo (come, anche, più velatamente, il Prof. Renda) contrappone la solita formula "minimizzare + criminalizzare" in tema di indipendentismo siciliano e di MIS (che avrà capito essere, a differenza di altre folkloristiche ed individuali sigle citate nell'articolo, una realtà ben presente e in crescita in Sicilia e all'estero e che nel 1944 contava oltre 500.000 iscritti, mentre tutti gli altri partiti arrivavano a 50.000). Consolo punta al solito adagio "separatisti mafiosi e fascisti", quando basterebbe leggere i discorsi in piazza e all'Assemblea Costituente (si, perché ben 4 "separatisti" furono Padri della Costituzione Italiana) per realizzare quanto democratico e "di sinistra" fosse proprio il leader del MIS di allora, Andrea Finocchiaro Aprile, che in seguito proprio in quota alle sinistre sarà membro della poi misteriosamente sparita Alta Corte prevista dallo Statuto Siciliano e ancor dopo candidato in quella "Alleanza Democratica Nazionale", ispirata dalle sinistre, finalizzata a vanificare la allora "legge-truffa" elettorale. Senza dimenticare che proprio Finocchiaro Aprile fu un "sorvegliato speciale" del regime fascista e che subì, assieme ad altri dirigenti del MIS, il confino fascista...quando al governo c'erano ormai i partiti del CLN!Il problema è che, continuando su questa falsariga di scherno e disinformazione in tema di indipendentismo in Italia (che, piaccia o no, è comunque una realtà), continueranno ad aver seguito solo soggetti come la Lega Nord e l'Mpa, nel loro confuso incedere fra becere provocazioni e violente affermazioni, pseudoseparatismi, razzismi, manifestazioni tra il folk ed il cattivo gusto, ma anche giuramenti di fedeltà al governo italiano, alle istituzioni italiane, ai finanziamenti pubblici, impedendo il radicarsi in Sicilia (ma non solo) di iniziative mature e democratiche come lo Scottish National Party, il Plaid Cymru o l'Esquerra Republicana de Catalunya, cui siamo vicini e solidali.Noi del Movimento per l'Indipendenza della Sicilia, continuiamo con il nostro crescente seguito fatto di tanti giovani che non mancano di far sentire la propria voce ed il proprio desiderio di veder rinascere la Sicilia all'insegna di una nuova classe dirigente e politica, siciliana, e antimafiosa, perché praticamente ad ogni vera manifestazione contro la mafia c'è una bandiera siciliana giallo-rossa e lì ci sono i giovani indipendentisti che non mancano di animare ed informare sui nostri fora presenti su politicaonline.net e sul nostro portale www.siciliaindipendente.org, aperto con notizie e tutte le nostre coordinate per chi vuol saperne di più, senza infingimenti e preconcetti.
Cordialmente, Roman H. Clarke

Vice Segretario del Movimento per l'Indipendenza della Sicilia
Responsabile Ufficio Stampa del MIS

Movimento per l'Indipendenza della Sicilia
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"PIU' REALISTA DEL RE"....

FRUNTI NAZZIUNALI SICILIANU - SICILIA INDIPINNENTI
FRONTE NAZIONALE SICILIANO - SICILIA INDIPENDENTE
UNA BREVE CHIOSA SULL´INTERVISTA RILASCIATA
DA VINCENZO CONSOLO AL "CORSERA"
Gli Indipendentisti du Frunti Nazziunali Sicilianu - Sicilia Indipinnenti considerano che, la breve intervista a Vincenzo Consolo pubblicata oggi dal "Corsera" a corollario dell´articolo su Capo d´Orlando e la querelle sull´intitolazione della piazza antistante la stazione ferroviaria, ha il "pregio" di inanellare una serie di imprecisioni, verosimiglianze e improvvisazioni e anche inesattezze politiche e di senso legate anche alla cronologia e alla conseguente verità storica e politica dei fatti che rischiano di stravolgere e/o travolgere la stessa credibilità del noto scrittore.
Ora lungi da Noi voler fare i difensori, d´ufficio e no, degli autonomisti o di altri gruppi e movimenti indipendentisti, è ovvio che Noi parliamo solo di Noi e per Noi indipendentisti democratici du Frunti Nazziunali Sicilianu - Sicilia Indipinnenti, del think tank Focus Trinakria e del blog d´area "laquestionesiciliana".
Diciamo dunque che l´immagine generalizzata che Consolo offre è non solo ingenerosa ( e ben sappiamo che l´ingenerosità è un arma politica ) ma anche storiograficamente e politilogicamente grossolana.
Diremo solo in questa sede, ma siamo ovunque e comunque disposti al pubblico contraddittorio, che l´indipendentismo democratico e socialmente orientato è apertamente e schiettamente schierato contro la mafia, contro ogni tipo di malaffare.
Consolo in virtù di un suo pregiudizio nega anni di scelte, atti e dichiarazioni politiche che costituiscono la realtà del nostro impegno per il futuro e l´Autodeterminazione della Sicilia. Un'altra generalizzazione propagandistica è quella che vuole tutto il sicilianismo, tutto l´indipendentismo schierato, succube e favoreggiatori della linea e della prassi leghista. Beh sappia che Noi non solo non siamo legati al leghismo, ma anzi la nostra storia, le nostre scelte, le nostre inziative testimoniano una diversità profonda rispetto alla prassi e all´ideologia leghista. E´ nostro diritto come Indipendentisti democratici, come Frunti Nazziunali Sicilianu - Sicilia Indipinnenti, come Focus Trinakria e come blog d´area "laquestionesiciliana" chiedere di essere valutati non in base a sviste o peggio pregiudizi ma per ciò che diciamo, facciamo e proponiamo. Quando Consolo parla di cointeressenza con il leghismo faccia nomi, cognomi e indichi movimenti e gruppi per nome.
Quanto poi alla riproposizione necessariamente fumosa e generalizzata di vecchi cliché sul Separatismo, sarebbe bene che Vincenzo Consolo si tenesse informato sullo stato attuale del dibattito ,anche e soprattutto, negli ambienti culturali e sociali centralisti in cui sembra bramoso di arruolarsi. Se così avesse fatto allora saprebbe che anche in quei settori è in atto un lento ma continuo ripensamento ed una revisione affidata al senso e al buon senso che sta spuntando i vecchi refrain a cui ancora si abbarbica, invece, Consolo.
Il rischio per il bravo scrittore è quello di essere " più realista del re ".

Viene d´impeto il dubbio che i settori della storiografia e della politologia non sono gli ambiti d´eccellenza in cui dipana l´ attenzione critica di Consolo. Consolo che, volente e nolente, è anch´egli parte della Comunità e della Nazione Siciliana.
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FRUNTI NAZZIUNALI SICILIANU "Sicilia `Ndipinnenti"

FRONTE NAZIONALE SICILIANO "Sicilia Indipendente"

Via Brunetto Latini, 26 - 90141 Palermo

tel/fax (+39) 091329456

CUMITATU MISSINISI
fnsme@yahoo.it
Internet:
www.fns.it / e-mail: fnsct@yahoo.it

martedì 22 luglio 2008

GARIBALDI? NO,GRAZIE!


Ricevo e pubblico----
FOCUS TRINAKRIA
pri la kultura siciliana 'nto munnu
Via Brunetto Latini, 26 - 90141 Palermo
Tel 091329456 - fax 091329456
email:focustrinakria@gmail.com
LETTERA APERTA ALLA STAMPA ESTERA SUI FATTI LEGATI ALLA REINTITOLAZIONE DELLA PIAZZA ANTISTANTE LA STAZIONE
FERROVIARIA A CAPO D'ORLANDO.
Si fa un gran parlare di pluralismo e multiculturalità. Temi come quelli della, delle diversità sono evocati ad ogni piè sospinto.
Pensavamo e dunque potevamo lecitamente attenderci che una simile linea d'indirizzo culturale fosse divenuta parte del background dei più che, in Italia e in Sicilia, si occupano di cultura e politica. E invece?
Basta che un Sindaco, nello specifico quello della bella cittadina siciliana di Capo d'Orlando, nel messinese, decida, con la sua giunta, di cambiare nome alla piazza antistante la stazione ferroviaria cittadina mutandolo da quello di Giuseppe Garibaldi a quello di Piazza IV luglio (1299) perché si scateni un enorme baillame.
Al punto che taluni hanno gridato quasi al delitto di " lesa maestà" arrivando ad invocare o evocare l'intervento prefettizio.
Se da un canto motivo del contendere è stato il " depennamento" toponomastico di Garibaldi non poco pensiamo abbia infastidito anche la scelta di sostituire il nome barbuto Nizzardo con una nuova intestazione dal forte valore storico e simbolico. La data del IV luglio 1299, infatti, ricorda ed evoca un evento della storia millenaria della Sicilia, della Nazione Siciliana.
Un momento in cui i Siciliani si batterono, in una leggendario combattimento navale per la propria libertà sotto la guida di Federico III di Sicilia e di Blasco d'Alagona.
L' idea, condivisa e condivisibile, del primo cittadino paladino è quella dunque di ricordare un evento, accaduto nel mare antistante l'attuale città, preferendo la data di questo e gli avvenimenti ad esso legati ad una mera intitolazione rituale, formale come era quella riservata a Garibaldi.
Dato ancor più meritorio poi se, dati, storici, economici e sociali, alla mano ci si sofferma anche a riflettere sul fatto che Giuseppe Garibaldi con la sua azione, oggi è noto ispirata e voluta in combutta da Impero Inglese e Piemonte sabaudo, determinò un oggettivo depauperamento della Sicilia e un correlato impoverimento, in prospettiva, di tutta l'intera società siciliana, specie delle classi più deboli.
L'idea, dunque, crediamo è quella di fare giustizia di vecchie "vulgate" storiche ufficiali ed ideologiche recuperando appunto la Memoria storica per "guardare con maggiore fiducia al futuro".
Dapprima la polemica si è dipanata localmente poi grazie alla presa di posizione di una serie di diversi soggetti politici e culturali, tra cui non ultimo Focus Trinakria, essa si è oggettivamente trasformata in un caso emblematico che chiama in causa lo stato reale del dibattito sul pluralismo culturale e sulle diversità in Italia ed in Sicilia.
Se, infatti, ci si ferma ad analizzare, con attenzione, le diverse prese di posizione emergono chiaramente una ridda di posizioni ora favorevoli ora contrarie alla "reintitolazione".
Girandola di posizioni che divide e attraversa schieramenti politici, culture ed ideologie.
Così, appunto, la scelta del Sindaco, Sindoni vede favorevoli oltre che i settori più militanti del sicilianismo e dell'indipendentismo democratico siciliano guidati da 'u Frunti Nazziunali Sicilianu - Sicilia Indipinnenti ( Fronte Nazionale Siciliano - Sicilia Indipendente ) anche stimati intellettuali come, ad esempio, il prof. Corrado MIRTO, già Ordinario di Storia Medioevale presso l'Università degli Studi di Palermo e massimo conoscitore vivente di quel periodo storico o il prof Daniele TRANCHIDA dell'Università degli Studi di Messina; o ancora una personalità culturale politica, engagé a sinistra, come Ignazio COPPOLA, già stimato segretario provinciale del PdCI di Palermo.
I contrari, invece, vedono schierati per lo più forze politiche come il locale PD e ancora alcuni settori dell'opposizione consiliare sia riconducibili al centro destra che al centro sinistra.
Ci sembra, quindi, utile sottolineare una certa prevalenza degli elementi localistici e delle dinamiche particolaristiche di questo dissenso. Anche se nella tempistica e soprattutto nei toni emerge comunque la condivisione di temi e parole d'ordine tipiche di un certo neo-risorgimentalismo e negazionismo storico antisiciliano che non può e non deve essere letto in chiave squisitamente Orlandina.
Va detto, scritto che oggi, in Sicilia, nel nostro Arcipelago Siciliano si contrappongono due diverse idee e prassi culturali.
Una falsamente cosmopolita, ufficiale ed ufficializzata, che ama autodefinirsi anche popolare, che poi alla prova dei fatti risulta però essere non solo autoreferenziale ma anche monoculturale, esclusivista e conservatrice.
Sono costoro portatori di una variante della "sindrome di Nimby ". Per essi ,infatti, i diritti culturali, la pratica della multiculturalità, le regole del rispetto della Verità, storica e no, valgono solo per alcuni Popoli, meglio se lontani, mentre mai si applicano, in concreto, nei confini della forma-stato Italia e segnatamente alla Sicilia e al suo Popolo.
Ve n'è invece poi un'altra che vuole invece recuperare e valorizzare la Memoria e la Cultura Siciliana ( la sua lingua, letteratura, storia e le sue arti ) nella convinzione meditata che difendere e riscoprire la nostra MEMORIA COLLETTIVA di Popolo significa difendere e favorire anche la pluralità e il diritto di tutti, quindi anche di Noi siciliani, alla DIVERSITA' CULTURALE proiettata nella complessità dell'oggi.
Ecco dunque chiarito qual è la " posta in gioco "a Capo d'Orlando ed ecco spiegato anche il perché questi " fatti "stanno facendo discutere ad appassionare tanti in Sicilia e No.
Appare via via sempre più evidente che ciò che molti contestano al coraggioso Sindaco di Capo d'Orlando non è solo d'aver reintitolato la piazza in questione quanto anche di aver invitato i suoi colleghi, Sindaci di Sicilia, a fare altrettanto promuovendo così una "RIVOLUZIONE CULTURALE" che può partire appunto anche dalla toponomastica.
Si comprende bene che un simile "appello", nell'attuale, ingessato clima, culturale e politico, in cui questo sistema genera il "potere" e la stessa opposizione a se medesimo, potrebbe davvero rappresentare un " valore aggiunto " favorendo una irrefrenabile "Rivoluzione delle e nelle coscienze ".
Rivoluzione che potrebbe trasformare i Siciliani finalmente da sudditi e/o clientes in Cittadini.
Ecco dunque perché è importante quanto sta accadendo a Capo d'Orlando ed ecco perché occorre sostenere apertamente la scelta del Sindaco e della Giunta paladina.
Ecco anche perché non bisogna abbandonarsi a qualsivoglia tipo di provocazione o intemperanza, favorendo come vorrebbero taluni un oggettivo inasprimento delle reciproche posizioni.
Alla fine ciò gioverebbe solo ai soliti "parolai", di una parte e dell'altra, alla ricerca solo di facile pubblicità.
Noi invece dobbiamo continuare dialetticamente, apertamente quanto convintamente la nostra battaglia culturale e di idee. Siamo, infatti, convinti che la verità e il buon senso non potranno che darci ragione, oggi a Capo d'Orlando e domani speriamo ovunque in Sicilia.
Fabio Cannizzaro
Presidente di Focus Trinakria-
'ppi la Kultura Siciliana 'nto lu Munnu
Palermo, 21 LUGLIO 2008
Palermu, 21 GIUGNETTU 2008