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lunedì 15 dicembre 2008

"MI VOTU E MI RIVOTU"...di FRANCESCO FERRO...

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FRANCESCO FERRO nasce a Catania il 10 Marzo del 1974 .
Ha iniziato la carriera artistica come attore nel 1986 con il gruppo Stabile Folkloristico Teatrale della scuola Ettore Fieramosca di Barletta .
Nel 1987 riceve il primo premio Nazionale di Teatro per l'U.N.I.C.E.F. a Latina .
Inizia a studiare canto e musica e a 13 anni srive la sua prima canzone dal titolo " PRIMO AMORE ".
Il suo primo strumento musicale fu la chitarra classica e le prime canzoni furono arrangiate da Arturo Zitelli , Giuseppe Furnari e Antonio Bella .
Nel 1992 esce il primo singolo " STREPITOSI CAMBIAMENTI " e partecipa come cantautore al Festival Cantamare ( RAI ) presentato da Flavia Fortunato .
Nel 1993 esce il singolo " OGNI NOTA DEL MIO CUORE " e partecipa a Sanremo Giovani e a diverse manifestazioni canore .
Nel 1995 compone una silloge di poesie " INNAMORARSI , PENSIERI E VERSI " .
Nel 1997 lo vediamo impegnato come attore di pantomimo al Teatro Massimo Vincenzo Bellini di Catania nell'opera " Madame san Gene " di Umberto Giordano con la soprano Mirella Freni per la regia di Lamberto Pugelli .
Nel 1998 ha lavorato in un'opera di L . Van Beethoven " Fidelio ", per la regia di Claude D'Anna e Grazia Amarilli e nell'opera " Andrea Shenier " di Umberto Giordano , per la regia di Giuseppe Giuliano e la coriografia di Salvo Di Mauro , con il tenore Giuseppe Giacomini e la soprano Giovanna Casolla teatro Massimo Bellini .
Nel 1999 lavora come attore nel progetto " Titanomachia "di Valerio Festi , con la regia di Monica Maimone .
Nel 2000 nel progetto " il fuoco degli dei " come mimo a Milazzo ( ME ) . Tante sono le partecipazioni ad incontri di poesia a Catania , Messina , Lodi , Milano , Verona , Barletta , Roma ecc. e in Canada , Francia , Belgio ecc.
Nel 2001 lavoro sempre al Teatro Massimo Bellini in un opera di Giuseppe Verdi " Simon Boccanegra ", per la regia di Marco Pucci Catena e con il baritono Renato Bruson .
Nel 2002 incide il suo primo album dal titolo " ISULA " con arrangiamenti di Tony Carbone dell'ex gruppo catanese " Denovo " . Partecipa al film di Franco Battiato " Perduto Amor " con le attrici Tiziana Lodato e Donatella Finocchiaro e con i cantautori Francesco De Gregori e Morgan .
Ha musicato alcune poesie di Venero Maccarone, noto come "Turi Lima" ( poeta siciliano ), per il Centro Studi Storico - Sociali Siciliani .
Ha ideato il Primo Concorso Regionale di Poesia " San Leone " .
Nel 2003 riceve il primo premio cantautori dall'Associazione " Musicilia " ed il premio " Cultura del Mediterraneo " dal giornale " l'Attualita' " di Roma .
Nel 2004 esce il singolo " FRATELLI ROSSAZZURRI " un nuovo inno del Catania calcio .
Nel 2005 riceve il premio speciale alla sicilianietà dall'Associazione "Ethnikòs- Cultura del Mediterraneo ",nell'ambito della seconda edizione del "Premio Letterario Turi Lima".
Nel 2006 presenta il suo sudato lavoro , " MARI " .
Fra le nove canzoni del CD il cantautore ha voluto includere tre classici della canzone siciliana , " E vui durmiti ancora ", " Mi votu e mi rivotu " e " Il Padrino " ( tema d'amuri ) ed i produttori del musical " Benvenuta Provvidenza " - i retroscena del film " La Terra Trema " di Luchino Visconti - hanno voluto che il cantautore catanese chiudesse lo spettacolo cantando " Mi votu e mi rivotu " al Teatro Metropolitan di Catania .
Collabora alla realizzazione dell'album , in lingua francese , " L'AMOUR " ( L'amore ) curandone le musiche e la direzione artistica , cantato da Richard Ranivoarison .
Riceve il premio speciale come cantautore siciliano dal giornale " Paesi Etnei Oggi ". Nella stessa manifestazione , fra gli altri , ha ricevuto il premio il cantautore Vincenzo Spampinato .
Lavora come attore di mimo nell'opera di Chaikovski " Lo shiaccianoci ", per la regia e la coriografia di Alessandra Cardello al Teatro Metropolitan di Catania .
Il 2007 per Francesco Ferro è foriero di molti successi , avendolo visto protagonista in ambito teatrale e musicale .
Esce il singolo " VALE " insieme al videoclip realizzato dall'Associazione " Un gesto per la vita " - Valentina Valenti - per la lotta contro la leucemia . La realizzazione del CD " SICILIA , TERRA MIA " e del CD " OMAGGIO A ROSA BALISTRERI ".
Partecipa al 50° Festival di Castrocaro ( RAI ) .
Lavora come attore nell'opera di L. Minkus " La Baydere " al Teatro Metropolitan di Catania .
Riceve il premio Nazionale Artistico Culturale e dello Spettacolo " Nuccio Costa " come cantautore siciliano insieme all'attore Gilberto Idonia e al cantautore Umberto Balsamo .
Nel 2008 riceve il premio alla cultura insieme all'attore Albert Colajanni dal " Lions Club " all'Orto Botanico Universita' di Catania .
- official web site : http://www.francescoferro.org/
- e-mail : ferro.f@hotmail.it

lunedì 1 dicembre 2008

"CHE VENTO"...di Carmine Spera

Nella foto: Carmine premiato al Verdinote 2007
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Con la canzone "Che vento" Carmine Spera in veste di autore, parteciperà al festival di canzoni Italo/dialettali "Il ducato d’oro 2008" che si terrà dal 6 al 8 di Dicembre 2008 a Gravina in Puglia (con finale al Teatro Piccinni di Bari ) .
Il brano è stato composto insieme a Maria Rosaria Marylon Longobardi, una maestra di Melito di Napoli ed è il frutto della collaborazione nata tra i due autori promotori tra l’altro del progetto Filastrock, ha come scopo proprio quello di favorire la conoscenza e gli scambi di esperienze tra chi dedica il proprio tempo per la cultura rivolta al mondo dei ragazzi.
La canzone, che rappresenterà la regione Basilicata, sarà interpretata da Claudia Borracci di sette anni che proviene da Lavello (Potenza) coadiuvata dal Coro "Mariele Ventre" di Gravina diretto
dalla Maestra Vincenza Pappalardi.
Il coro fondato nel 1996 proprio dalla maestra Pappalardi è riconosciuto dalla Fondazione Mariele Ventre di Bologna.
A condurre la rassegna sarà Cino Tortorella.
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mercoledì 19 novembre 2008

"Cagnano 'e tiempe e cagnano 'padruni sulo 'int' e sacche nostre nun ce vene mai 'a fortuna"

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Ricevo questa segnalazione dal mio amico Nello del blog nazionedelleduesicilie.blogspot.com ...
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TERESA DEI SIO SU RAI3
Ricevo e pubblico dalla Brigantessa Teresa De Sio...
In anteprima Teresa presenta il nuovo video "O PARAVISO N TERRA"
Questa sera al TG3 NIGHT LINE, da mezzanotte all'una ,Teresa sarà ospite del direttore Di Bella per presentare il nuovo video del singolo "O Paraviso 'n Terra" tratto dal CD "SACCO E FUOCO", Edizione DeLuxe.
Il video, il primo in Europa realizzato ad IMPATTO ZERO, è stato girato con l'utilizzo di pannelli fotovoltaici (solari).
Pubblicato da duesicilie
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Il blog A rarika approndisce l'argomento e posta anche un video:
“SACCO E FUOCO” DI TERESA DE SIO CANTA I BRIGANTI E I RIFIUTI DI NAPOLI .....
CLICCA:
Sacco e Fuoco” è il nuovo cd di Teresa De Sio, che affronta, con il folk sofisticato che contraddistingue la cantautrice napoletana, i mali di Napoli e il rinnovato tema del brigantaggi.Sacco e Fuoco infatti sono i due briganti che danno il nome alla title track del disco, che hanno scelto la strada delle montagne, bevono l’acqua della pioggia, mangiano la neve e combattono a fianco dei poveri che sono rimasti nei secoli lo strato più debole della popolazione: “Cagnano ‘e tiempe e cagnano ‘e padruni sulo ‘int’ e sacche nostre nun ce vene mai ‘a fortuna”.La riflessione di Teresa De Sio cade inevitabilmente sui disagi della sua città, che in “AmèN”, mix sonoro tra Napoli e Giamaica, tra tarantella e reggae, racconta il sangue e la violenza insensata e troppo tollerata da tutti, che ogni giorno oscurano e devastano lo splendore di questa città.Non manca in “AmèN”, e continua ad echeggiare anche negli altri brani, il richiamo all’emergenza rifiuti di Napoli:Oi Madonna d’a munnezza scinne tu a lavà sta chiazza, manco ll’aria fa chiarezza pe sti pisce dint’a rezza”.“Sacco e Fuoco”, prodotto da Teresa De Sio e Maria Laura Giulietti, contiene anche la cover di “Tambureddu” di Domenico Modugno.

domenica 28 settembre 2008

"Quando la politica non riesce a dare il meglio di sé, le società cominciano a dare il peggio di loro"

Lettera di Claudio Baglioni:"I Clandestini come i nostri nonni"
«Se alzi la voce, significa che non hai argomenti». Aveva ragione mio padre. La verità non è questione di volume. Se la forza della ragione ci abbandona, prevale la ragione della forza. Oggi, purtroppo, è così. Viviamo in equilibrio precario, tra il Paese che non siamo più e il Paese che non siamo ancora.

Tensione, ansia, paura vorrebbero profondità e qualità di pensiero.

Ma il pensiero è assente.
Per quanto seria e difficile, questa non è la prima, né la più grande crisi della nostra storia. Ogni epoca, ogni secolo, ogni generazione ha la sua, e la deve affrontare. Ieri, è toccato a chi ci ha preceduti.

Oggi, a noi.

Gli strumenti?

Conoscenza, lungimiranza, intelligenza.

Funzionano. Sempre. Dipende solo da noi.

Invece, malgrado gli appelli quotidiani ai toni pacati, le parole si fanno sempre più grandi e i pensieri sempre più piccoli.

I valori si predicano, ma non si praticano.

L’io è l’unica fede. Tu, il nemico. Noi, una prigione. L’altro, l’inferno.
Chiunque altro. Vicini di casa troppo curiosi o rumorosi; automobilisti scorretti o imbranati; chi ci soffia il parcheggio o ci passa avanti nella fila; terroni o polentoni; bigotti o senza Dio; tifosi avversari o avversari politici; quelli dell’altra classe, dell’altra scuola, dell’altro quartiere, dell’altra parrocchia. Prostitute, omosessuali, trans. Deboli, vecchi, malati. Donne. Per non parlare di lavavetri, barboni, mendicanti, zingari, rom, romeni, albanesi, polacchi, cingalesi, cinesi, africani. E, naturalmente: immigrati. La lista dei nemici si allunga ogni giorno.

Il rispetto nella reciprocità
Cosa succederà quando non ci saranno più amici?

La cultura dello scontro cancella la ricchezza dell’incontro tra le culture. Siamo piromani sul punto di incendiare territori essenziali per la nostra stessa sopravvivenza: umanità, tolleranza, solidarietà, civiltà. Democrazia.
Con rischi che – accecati da risentimenti, paure, odio – non ci interessa prevedere. Homo homini lupus. È la natura, dicono. Forse.

Ma l’antidoto c’è.

È la cultura dell’altro. Quella che ci insegna che è assurdo pretendere dagli altri ciò che non siamo disposti a riconoscere loro. Il rispetto per identità, storia, pensiero, diritti, lingua, fede, tradizioni è tale solo in condizioni di piena reciprocità.

Altrimenti si chiama prevaricazione.
Soffiamo sul cerino del mors tua vita mea, prima che la legge dell’occhio per occhio finisca con l’accecare tutto il mondo. Se il “buonismo” non è la soluzione – servono equilibrio e intelligenza –, certo la soluzione non è il “cattivismo”. Né questa cultura del risentimento, dell’odio, del tutti contro tutti. Di parole d’ordine urlate, intrise di luoghi comuni, stupidità, statistiche manipolate, propaganda. Economia, lavoro, sicurezza, futuro sono problemi reali. E reclamano soluzioni reali. Puntare il dito contro falsi nemici significa eludere i problemi, non risolverli. I nodi restano, le differenze crescono e, con esse, le tensioni.
La pace sociale è figlia della giustizia, non della guerra.

Inoltre, agitare lo spettro della paura ha costi psicologici, ma, soprattutto, economici elevatissimi. Le guerre si moltiplicano, i mercati speculano, i prezzi volano.
La gente paga, la paura cresce, i prezzi salgono ancora. Una spirale perversa, dagli esiti tristemente noti.
Gli stranieri, regolari o irregolari che siano, non causano crisi. In molti casi, anzi, rappresentano una risorsa.

Chi fa i lavori che non vogliamo fare?

Chi si occupa delle nostre case?

Chi accudisce i nostri malati e i nostri anziani?

Chi coltiva la nostra terra?

Non trattiamoli come prostitute: desiderate di notte e dileggiate di giorno! Delinquente è chi delinque. Non chi ha un diverso colore di pelle, parla un’altra lingua o prega un altro Dio.

E, poi, il Paese di mafia, camorra, ’ndrangheta, delle stragi impunite, della corruzione politica e delle infinite tangentopoli ha perso da tempo i titoli per dare lezioni di onestà al mondo.
Questa caccia alle streghe, dunque, offende intelligenza, storia, memoria e identità del nostro Paese.

Un Paese di migranti, che, proprio sulle migrazioni – interne ed esterne –, ha costruito il miracolo della propria ricchezza.
La stessa in nome della quale, oggi, da un lato venera il vitello d’oro della globalizzazione, dall’altro pretende di chiudere le porte in faccia al mondo. Il popolo degli sbarchi è lo stesso dei nostri nonni, genitori e fratelli maggiori.

I compiti della politica
Cerca il futuro là dove c’è futuro. Il problema non è la presenza dei migranti. È l’assenza della politica. Spetta a lei rimuovere le cause delle migrazioni irregolari; stroncare la criminalità che sfrutta e specula; e, soprattutto, creare un equilibrio virtuoso di diritti e doveri, in nome del quale offrire, ma anche pretendere, civiltà.
Da tutti: cittadini vecchi e nuovi. Quando la politica non riesce a dare il meglio di sé, le società cominciano a dare il peggio di loro.
“O’scià” non è mai stata, né mai sarà, a favore della clandestinità.
Ma, se è importante che i migranti non siano clandestini, è ancora più importante che clandestine non siano le coscienze, le Istituzioni e le politiche di un’Europa che deve tornare a essere serbatoio, teatro ed esempio di intelligenza, cultura e umanità per tutto il mondo. Indicando e aprendo a tutti la strada non dello scontro, ma dell’incontro di civiltà.
L’unica che può condurci a un futuro davvero degno di essere abitato.
Claudio Baglioni
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Fonte (Famiglia cristiana)