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lunedì 22 settembre 2008

VICENZA LIBERA NO DAL MOLIN


No Dal Molin: lettera aperta al Presidente della Repubblica -
di Cinzia Bottene, consigliere comunale Vicenza Libera No Dal Molin
Illustre signor Presidente, benvenuto nella nostra città, ricca di storia, fascino e cultura.
Lei viene a celebrare Andrea Palladio, il suo ingegno e le sue opere, segni tangibili che ci onoriamo di ospitare nella nostra terra.
Come cittadini siamo orgogliosi che, nel mondo, Vicenza venga associata al nome e alle opere del grande architetto.
Allo stesso tempo, siamo estremamente preoccupati per il destino della nostra città.
Signor Presidente,oggi qui Lei rappresenta, seppure la sua sia una visita privata, lo Stato.
Come Lei ben saprà, da oltre due anni una larga parte dei cittadini di Vicenza è mobilitata in difesa della propria terra da un progetto insensato e dannoso.
Siamo certi che Vicenza abbia rappresentato, agli occhi di Roma, un'anomalia. Una terra abituata a vivere laboriosamente, da cui ogni tanto si levavano mugugni, ma sempre sotto traccia e senza clamore, è salita alla ribalta delle cronache per la protesta contro la nuova base militare statunitense nell'area dell'aeroporto Dal Molin, l'ennesima nel nostro territorio. Come cittadini siamo rimasti allibiti dal comportamento che lo Stato ed i vari governi succedutesi in questi anni hanno tenuto nei nostri confronti. Un comportamento fatto di menzogne, omissioni, banalizzazioni, quasi che i vicentini fossero dei selvaggi incapaci di intendere e di volere, da ammansire e circuire. Fortunatamente così non è.
Abbiamo visto il Commissario da Lei incaricato per la realizzazione della nuova base prodigarsi in consigli al Governo su come "estirpare il dissenso" di questa città, sia pure basato su "cause ragionevoli, perché fondate".
Chissà, forse questo è lo stesso ragionamento che fecero i sovietici nel 1956 quando invasero l'Ungheria.
Lei di questo ne dovrebbe sapere qualcosa.
Lo Stato da Lei rappresentato si è qui materializzato nella sua forma più bieca, autoritaria e centralista, ben lontano da quel concetto di federalismo che, proprio da qui, ha trovato nuova linfa negli scorsi anni.
Siamo convinti che il federalismo non possa essere ridotto a mera discussione sull'applicazione dell'art.119, così come disegnato dal Titolo V° della Costituzione, quasi esclusivamente sul terreno della capacità impositiva degli Enti Locali. Vorremmo che vi fosse una discussione più profonda, capace di registrare le modificazioni del nostro tempo.
Forse scioccamente, noi abbiamo sempre pensato di essere cittadini, e non sudditi.
Come diceva Machiavelli"governare è far credere", a meno che il bambino della fiaba non faccia capire che il re è nudo. Qua non solo un bambino, ma migliaia di uomini e donne hanno colto la verità, non si sono lasciati ammaliare da fantomatiche promesse, da lusinghe e inganni.
Il nostro futuro, il futuro dei nostri figli e della nostra terra, sono leve potenti, signor Presidente, che ci donano un'energia e una voglia di non stare zitti e accettare supinamente ciò che lo Stato, di cui Lei è la massima carica, vorrebbe imporci. Noi andremo avanti nel contrastare questo scempio, questoè certo. Non esiste ragion di stato capace di farci cambiare idea, non abbiamo paura del Leviatano.
Lo Stato, e quindi anche Lei, signor Presidente, dovrà decidere se ascoltare le ragioni legittime di questa comunità o, seguendo le peggiori tradizioni autoritarie, tentare di annichilire questo straordinario movimento di uomini e donne di ogni età, provenienza sociale, appartenenza politica.
Umilmente le ricordiamo quanto disse re Pirro dell'Epiro, che sconfisse i Romani a Heraclea e Ascoli Satriano:"un'altra vittoria così e siamo rovinati".
Signor Presidente, buon soggiorno nella nostra città, che noi continueremo ad amare e difendere.
Vicenza, 19 settembre 2008

mercoledì 17 settembre 2008

Come può esistere il federalismo fiscale senza quello politico?

Dal dizionario della lingua italiana "Devoto Oli"

"Stato Federale: Unione di stati caratterizzata da personalità giuridica internazionale e dal riconoscimento ai singoli stati federati dei poteri esecutivo, legislativo e giudiziario nei limiti previsti dalla costituzione.

"Solo questa breve definizione ci fa capire quante balle ci stanno raccontando sul federalismo!!Unico modo per far diventare federale l´Italia sarebbe quello di trasformare regioni o unioni di regioni in stati ... il resto è solo aria fritta....solo balle ... come quelle che ci raccontano sul "federalismo fiscale", ma cos´è stà roba?
Come può esistere il federalismo fiscale senza quello politico?
Lo sanno tutti che le due cose non si possono dividere..... se ho le competenze, ma non l´autonomia impositiva, non posso fare nulla, ma anche se ho l´autonomia impositiva e non le competenze non combino nulla ugualmente...... mi sembra tanto evidente....
Nel 2001 la costituzione italiana è profondamente cambiata, una valanga di competenze (rispetto ad ora) è passata alle regioni... ma tutti gli alti organi e cariche dello stato si comportano come non fosse successo nulla!!
Pensate che alla Lega basterebbe chiedere il rispetto della costituzione per vedere passare un sacco di competenze alle regioni.... e vedere realizzato il federalismo fiscale (come previsto dall´art. 119 commi 1 e 2)....
Ma la presa per il culo (con rispetto parlando....) non si ferma qui....non solo la lega non chiede il rispetto della costituzione, ma è la corte costituzionale a chiedere la devoluzione di competenze alle regioni e la relativa autonomia impositiva (chiamata impropriamente federalismo fiscale) e la lega, che è governo e maggioranza (propri dal 2001), non lo fa!!!!!
Ma vi rendete conto del raggiro colossale?
Per concludere penso che uno stato che non rispetta nemmeno la costituzione che si è dato (figuriamoci le leggi) sia marcio fino al midollo e il marciume non è riformabile, perciò indipendenza della Venetia subito, facciamo valere il nostro diritto all´autodeterminazione che è in capo al popolo Veneto prima che sia troppo tardi....
Francesco Falezza
Fai girare tutti devono sapere.....
Dì la tua su...
www.falezza.com


martedì 29 luglio 2008

I TEMPI SONO MATURI....





















Pubblico con vero piacere questo intervento del mio fraterno amico Nello Esposito,fervente "patriota delle DueSicilie",con una nota:i tempi,caro Nello,sono maturi...i popoli vittime dell'aggressione sabauda non possono non trovare una sintonia perchè l'autodeterminazione dei Veneti "passa" o si "accelera" attraverso quella dei Siciliani,dei Liguri dei Meridionali...dei Sardi...dei Friulani...
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UNITA'?
“I TEMPI SONO MATURI” qualcuno molto più intelligente di me faceva notare. Dopo circa 150 anni dalla geopolitica unità truffaldina della penisola italica, è giunto il momento di raccogliere i frutti che i nostri avi hanno seminato.Lo stato sabaudo, sta correndo ai ripari, gli eredi di cavour sono impegnati in una campagna mediatica mirata al recupero della mentalità unitaria, cercando invano di trasmettere quel senso nazionalistico che non sono riusciti a creare in 147 anni di esistenza del governo italiano.Da una parte c'è l'inutile presidente che cerca di risollevare il valore della bandiera e della costituzione, dall'altra i ministri che organizzano, degni dei migliori attori, tappe sul tutto il territorio nazionale, militarizzando città, piazze, quartieri, proprio come farebbe un invasore nel territorio conquistato.Se per un giorno cesserebbe il servilismo dei media, agli occhi dei tanti, l'italia farebbe la figura di un paese che cerca un inutile recupero del mai esistito senso patriottico.Le ultime elezioni politiche hanno evidenziato, anche se nessun media l'ha riportato, come la maggioranza degli italioti (più del 40% sul totale del corpo elettorale) abbia scelto di non premiare ancora una volta i partiti nazionalisti.
Tutto questo movimento preventivo trae origini sicuramente dalle continue minacce al pensiero nazional-sabaudo, che tutti i movimenti indipendentisti stanno mostrando, ricevendo sempre più consensi da parte della gente che ha notato la politica fallimentare degli ultimi 147 anni.
I liguri con il M.I.L., i veneti con i P.N.V., il sud con i Comitati Due Sicilie, rappresentano solo alcuni di questi movimenti che crescendo anche grazie alla libera voglia di comunicare che trova sfogo nella grande rete che internet ci offre, stanno minacciando la nazione sabauda.Ma per raccogliere i frutti, bisogna lottare contro tanti nemici.
Un nemico è rappresentato dalla voglia di protagonismo e di potere che caratterizza l'operato di qualche esponente di movimenti indipendentisti, questo sottrae energia alle azioni volte al recupero dell'identità storico culturale che è alla base del raggiungimento degli obbiettivi di noi tutti.
Un altro nemico sono i media servi dell'italia, che diffondono propaganda sabauda screditando ingiustamente gli esponenti dei movimenti indipendentisti, accostandoli a seconda delle occasioni, a camorristi/mafiosi o a razzisti.Un nemico da non sottovalutare, sono invece la creazione, la diffusione, e l'appoggio da parte di politici romani, di partiti doubleface, autonomisti dichiarati, filosabaudi per necessità, che alla stregua dei peggiori venditori di fumo, distolgono l'attenzione dei tanti che anelano ad un indipendenza del loro territorio.Essere compatti contro il comune male che è la causa scatenante della nostra nascita, è il mezzo più semplice per raccogliere i meritati frutti che da circa 150 anni stanno maturando, il recupero storico-culturale che stiamo cercando può partire proprio dal sentimento che noi tutti proviamo verso lo stato sabaudo, noi tutti amiamo quello che la nostra terra era prima del 1861.Essere consapevoli che potenzialmente siamo la maggioranza del culturalmente inesistente popolo italiano, ci dia la forza e la consapevolezza che proprio la loro creatura (l'unità dei popoli di diverse nazioni) gli si rivolterà contro.
Nello Esposito
Pubblicato da duesicilie a 7/29/2008

SUGLI INSULTI DI BOSSI AI "SUDICI" PROFESSORI,L'INNO 'TALIANO...e il MPA.

Pubblico tre interventi su Bossi,con una sola nota:chi legge deve ricordare che Bossi e bossini sono alleati non solo di Berluskoni e Fini,ma anche del signor RAFFAELE LOMBARDO,Presidente della Regione Siciliana e Kapo del MPA-Movimento Per l'Autonomia.....
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LE OFFESE DI BOSSI
...DA PARTE DEI DEPUTATI MERIDIONALI E SICILIANI SI SONO ELEVATE VOCI DEBOLI. OCCORREVA, INVECE, CHE SI RISPONDESSE A VOCE ALTA ED IN NOME DELLA CULTURA E DELLA DIGNITA' DELLA NAZIONALITA' MERIDIONALE E DI QUELLA SICILIANA
Gli Indipendentisti di lu Frunti Nazziunali Sicilianu ritengono che gli apprezzamenti di Bossi contro gli insegnanti meridionali siano stati offensivi e discriminanti. E che costituiscano una ulteriore dimostrazione di quanto sia stata e sia fallmentare la politica di ascarismo e di asservimento agli interessi del Nord-Italia, condotta dal 1860 ad oggi dalle classi, dai partiti politici e dai personaggi di potere, di governo e di opposizione, dominanti nel Sud ed in Sicilia. I quali, peraltro, ci hanno anche imposto, con la forza, i falsi miti risorgimentali con i rispettivi protagonisti come Garibaldi, Cavour, Vittorio Emanuele e compagnia bella, in modo che alla condizione di colonialismo economico e politico si aggiungesse la condizione di colonialismo culturale. Anzi: di alienazione culturale. Come, peraltro, dimostrano le polemiche che si scatenano ogni qualvolta si cerchi di ripristinare un minimo di verità storica su quello che è stato il TRAUMA del cosiddetto Risorgimento italiano in Sicilia e nel Meridione.Avevamo pensato, per la verità, che i deputati del Sud avrebbero dovuto e potuto rispondere adeguatamente. Invece hanno risposto spesso invocando la fratellanza e quei VALORI risorgimentali che non sono mai esistiti nel Sud ed in Sicilia. Hanno risposto, cioè, senza l'orgoglio e la consapevolezza di essere Meridionali e/o Siciliani. Non poteva, forse, andare diversamente dal momento che la stragrande maggioranza dei Rappresentanti politici nei Parlamenti di Roma, di Palermo e di Bruxelles sono essi stessi CORRESPONSABILI e COMPLICI dell'attuale SISTEMA POLITICO ISTITUZIONALE e del rapporto NORD-SUD, che ci vede COLONIA INTERNA delle Regioni Settentrionali.
GIUSEPPE SCIANO'
Segretario FNS
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M.I.L.-Movimento Indipendentista Ligure
COMUNICATO STAMPA
Mercoledì 23 luglio 2008 a cura di Franco Bampi e Vincenzo Matteucci
Alla cortese attenzione di Orazio Vasta
Bossi, l'inno e il M.I.L.
Per noi Indipendentisti Liguri "l'inno d’Italia" è uno dei tanti inni nazionali dei 194 Stati indipendenti che ci sono nel mondo e, se agli "italiani" piace, possono benissimo tenerselo! Non spetta a noi Liguri esprimere un "giudizio in merito", come non lo esprimiamo nel confronti di tutti gli altri "inni nazionali". Esprimiamo solamente il "rammarico" di non poter ancora vedere ANCHE la LIGURIA fra gli Stati INDIPENDENTI !
L'inno d'Italia nasce nel 1847. Il genovese Mameli non poteva "immaginare" che nel 1849 le truppe savoiarde, quindi "italiane", avrebbero messo a ferro e fuoco la città di Genova, saccheggiandola, uccidendo, stuprando donne, rubando di tutto, ecc... Quel re
Vittorio Emanuele II°, che aveva autorizzato tale "saccheggio", insultò i Genovesi che avevano osato ribellarsi, definendoli "vile ed infetta razza di canaglie". E ancora oggi la sua statua "troneggia" in P.zza Corvetto!
Tutto questo probabilmente Bossi NON LO SA!
Netta è quindi la nostra "differente motivazione" nel giudizio sull'inno d'Italia, che resta l'inno nazionale di uno Stato che, nel momento che restituirà alla LIGURIA la sua legittima INDIPENDENZA, riavrà tutto il nostro rispetto, come l'abbiamo per TUTTI gli Stati indipendenti.
L'inno del Piave, che tanto piace a Bossi, è comunque un "inno di guerra", di quella guerra del 1915-18, che ha provocato centinaia di migliaia di morti, anche LIGURI, che invece NON DOVEVANO ESSERCI, perché la Liguria è "stata costretta" ILLEGALMENTE ed ILLEGITTIMAMENTE a seguire i "destini dell'Italia"!
La LIGURIA aveva DIRITTO di restare una Nazione-Stato INDIPENDENTE, come la Svizzera e, come la Svizzera, NON AVREBBE FATTO né le due guerre mondiali, né le stupide guerre coloniali, né la guerra fratricida di Liberazione, evitando decine di migliaia di morti LIGURI !
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I professori del Sud
Scrivere un articolo dal titolo i "professori del Sud" mi fa venire in mente una canzone della mia giovinezza, che parlava delle "ragazze dell´Est". Sono quelle categorie prive di senso che ogni tanto vengono elogiate o più spesso insultate, a seconda della convenienza del momento. Sono prive di senso perché il mondo è fatto prima di tutto da individui, ed i concetti collettivi (se riferiti a gruppi di individui legati da generici vincoli, geografici o "etnici") sono vaghi e tanto più sfocati, quanto più abbracciano categorie ampie: gli "Italiani" sono "brava gente", i Tedeschi sono "cattivi", gli Inglesi "snob". E´ bene chiarire che il PNV-PARTITO NAZIONALE VENETO non ha nessun risentimento verso alcun gruppo o alcuna regione, del Sud, del Nord, del mondo. E non si riconosce negli insulti che leader di altri gruppi politici - distanti nelle mire e nella qualità dei membri dal nostro - ogni tanto a casaccio spediscono ad un mittente vago e alla fine inesistente. Nel caso di specie, poi, se in ITA vi sono, e vi sono stati docenti di ogni ordine e grado immensamente devoti e legati al proprio lavoro, eredi di una cultura classica di cui sempre sono stati orgogliosi, ebbene tali docenti si possono trovare assai spesso proprio nella generica categoria dei "professori del Sud".
Se mai, ad alcune scuole di pensiero che fioriscono a Napoli, si può fare un´accusa diversa: nel loro culto dello storicismo, da Hegel a Croce e grazie a quest´ultimo soprattutto, si sono imbevuti di un fanatico, quasi, culto dello Stato, e di ITA, purtroppo. Così, un numero di eccellenti filosofi, da Tessitore in poi, e storici, Galasso in primis, si sono fatti alfieri e difensori di tutta la paccottiglia italica, dal risorgimento alla "grande" guerra, dalla costituzione alla bandiera, e via così. Non rendendosi conto che il Sud cui appartengono è in mano alla camorra e ai piedi della miseria proprio perché esiste lo Stato ITA, e che senza di esso le cose andrebbero sicuramente meglio: dal momento che prima la Cassa, ora la Banca (!) del Mezzogiorno sono le grandi fonti di sostentamento di tutta la malavita locale. Gli aiuti pubblici drogano l´economia dei "paesi in via di sviluppo", si sa, e quindi anche del Mezzogiorno, alimentano i capibanda siano essi del Niger o della Campania, impedendo proprio quel processo di crescita che alcuni credono siano state create per favorire. Vedo questo storicismo esasperato in un´opera che in questi giorni vado leggendo per diletto, Vero Fatto, di Maurizio Martirano, ottimo studioso della scuola che ho appena menzionato. Senza ITA, senza la violenza sabauda e garibaldina, il Regno delle due Sicilie si sarebbe avviato ad essere quella "Svizzera del Mediterraneo" di cui alcuni studiosi hanno individuato la potenziale portata. Certo, questa critica si può recare ad alcune scuole di pensiero egemoni nel Sud, ma rispettando la loro profondità e la grande erudizione dei loro rappresentanti. Ma si tratta ovviamente di una critica un tantino più sofisticata (ma va senza dirlo) rispetto all´insulto ai "professori del Sud", che forse avranno bocciato il figlio del Bossi, destinato a succedere, pare, al padre, nella dinastia padanica. Se un giorno ritornasse una nuova versione, democratica, dello stato una volta chiamato Regno delle due Sicilie, il Sud fiorirebbe, letteralmente, e crescerebbe certo più in fretta rispetto allo stesso Nord. Eppure, alfieri così ostinati del senso dello Stato, vestali castissime di ITA, albergano in quelle prestigiose ed antiche università, e questo non giova.
Il vero non è il fatto, perché altrimenti dovremmo concedere una quota di verità, anche morale, alla miseria di città intiere in mano alla criminalità organizzata. Il vero è l´ideale morale, prima che politico, cui tendere. La verità è che ora come ora viviamo il falso, e nel falso. La verità verrà ripristinata quando i popoli aggiogati e soffocati in ITA torneranno liberi, e in grado di autodeterminarsi. Il tutto è il falso, e non il vero. O quasi. E questa critica a Hegel la faceva non un libertario, ma il mio lontano maestro marxista, T. W. Adorno.
Paolo Bernardini
http://www.pnveneto.org

martedì 6 maggio 2008

Sul giovane Nicola,ammazzato di botte da una banda di FEROCI ANIMALI!

Ricevo e pubblico...
Da:
essere comunisti
A:
Orazio Vasta
Non ce l´ha fatta Nicola Tommasoli, il giovane massacrato di botte da un gruppo di estremisti di destra.
Ucciso dalla ferocia di animali con in testa il Mein Kampf e nel cuore la svastica.
Ucciso dalla ferocia di gruppi neofascisti che, da troppo tempo, girano indisturbati nelle città: tollerati dalla polizia e giustificati da una classe dirigente tutta aggrovigliata su se stessa, quel sistema `bipartisan´ che ha fatto del revisionismo storico e culturale la propria bussola.
Una giostra mediatica che continua anche in questi giorni: basti pensare alle dichiarazioni del sindaco di Verona circa la matrice `non-ideologica´ della vile azione.
Oppure basti pensare alle dichiarazioni del post fascista Gianfranco Fini - oggi presidente della Camera dei Deputati - circa l´irrisorietà dell´aggressione e dell´omicidio Tommaselli a fronte delle contestazioni alla Fiera del Libro di Torino.
Ma noi sappiamo che quella di Verona è solo la punta di un iceberg ben più grande: lo sappiamo perché non è la prima volta che assistiamo allo scorazzare di bande neofasciste che, cercano di volta in volta la propria vittima tra migranti, omosessuali, capelloni... comunisti.
Lo sappiamo perché ne abbiamo fatto le spese sulle nostre pelle: sulle pelle di compagne e compagni aggrediti quando girano per le strade delle città per `attacchinare´ un manifesto o per distribuire un volantino.
Lo sappiamo perché abbiamo visto nostri compagni accoltellati all´uscita di un concerto. Lo sappiamo e ne conosciamo responsabilità e coperture, risiedenti proprio in quelle `zone grigie´ di poteri che, dopo essere stati corresponsabili della creazione del clima di odio e di xenofobia che abbiamo di fronte, oggi siedono tra i banchi del governo e tra i più alti scranni delle istituzioni.
No, quello di Verona non è stato un caso isolato.
Non lo è stato in quella Città e non lo è stato nel paese intero.
Ed è per questo che oggi come ieri abbiamo la consapevolezza della necessità storica, politica e culturale: quella di combattere il fascismo in tutti i luoghi; lì dove esso si veste in giacca e cravatta e lì dove esso imperversa indisturbato.
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Ricevo e pubblico...
Monta il clima anti-veneto: ricomincia il processo a Verona.
Le violenze fasciste e comuniste sono figlie legittime dell’Italietta di Veltrusconi. Solidarietà alla famiglia Tommasoli e a tutti i veronesi. Venerdì a Verona convegno pubblico sull’indipendenza veneta.
Un fatto di cronaca criminale viene cavalcato dai giornali italiani con i soliti luoghi comuni sulla città veneta e sul suo collegamento a comportamenti delinquenziali. Venerdì prossimo, in occasione di un convegno pubblico per spiegare le ragioni dell’indipendenza, il Partito Nazionale Veneto testimonierà la propria solidarietà alla famiglia del povero Nicola e a tutta la città di Verona._____________________
Treviso, 5 maggio 2008
Il Partito Nazionale Veneto esprime la propria piena condanna per il fatto avvenuto la notte del primo maggio a Verona. In questo momento di grande tristezza siamo vicini e solidali alla famiglia del povero Nicola.
La violenza cieca dei giovani neonazisti è una triste conseguenza di un clima di incultura generato dalla politica del falso scontro destra-sinistra. Purtroppo queste sono le conseguenze delle politiche televisive urlate e spettacolari dei vari Berlusconi e Veltroni, che grazie alle rivalità ideologiche destra-sinistra costruiscono il loro effimero potere politico. La mancanza di valori nei giovani per cui tutti i politici italiani ora si stracciano le vesti è in realtà opera loro e dei loro teatrini conditi di parole violente e basate sull’odio contro l’avversario politico. Sono loro i veri demiurghi occulti di questa massa di giovani sbandati in preda ad alcol, droga e ideologie massimaliste sconfitte dalla storia in ogni dove e alimentate dal vuoto spinto dei sistemi di comunicazione saldamente nelle mani di lorsignori, in primis di una televisione il cui unico compito è spegnere il nostro cervello la sera di fronte allo stupidario mediatico più becero.
Ora monta la puntuale canea contro Verona – simbolo internazionale dell’amore – e come sempre l’intellighenzia di regime italiana riversa sulla città scaligera il proprio odio atavico contro le Terre di San Marco, ree in realtà di essere poco italiane. E purtroppo ciò rischia di alimentare ulteriormente la rabbia di gruppi manipolati da subculture di destra e sinistra estrema.
Il momento per noi veneti è maturo invece per lasciare questo sistema politico di cartapesta che ci impedisce di far crescere i nostri giovani nel rispetto della persona e nella tolleranza, secondo i valori che ci sono propri, come testimoniato dalle statistiche che ci vedono primeggiare per senso civico, dalle donazioni di sangue, all’educazione ambientale, alla capacità di gestire l’integrazione di persone di altre culture.
Nel momento in cui il reddito spendibile pro-capite dei veneti crolla ai livelli della ex Germania est comunista e proprio per recuperare il nostro tessuto sociale e per poter salvare il nostro futuro, venerdì 9 maggio alle ore 20.45, presso la Sala Civica in via Brunelleschi 12 a Verona, il Partito Nazionale Veneto, in occasione di un incontro dibattito organizzato in collaborazione con il Movimento Stato Veneto esporrà le ragioni dell’indipendenza veneta, attraverso un percorso democratico e non violento, sul modello dei percorsi politici pacifici e con grande appoggio popolare che stanno avvenendo in Scozia, Fiandre, Catalogna e in molte altre nazioni senza stato dell’Europa e del mondo.
Gianluca Busato
Partito Nazionale Veneto
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Ricevo e pubblico...
Oggetto:
Il nord ha bisogno dell'esercito
Ricevuto il:
06/05/08 15:40
Anche se i media nazionali con zelo non creano un caso come è stato fatto per la mozzarella alla diossina, nella Padania la situazione sicurezza è gravissima, tanto da sfuggire di mano agli amministratori.Un crescente senso di violenza sta attanagliando ogni fascia sociale ed anagrafica del settentrione. Atti di bullismo che a partire dalle scuole elementari mostrano alla nazione il disagio educativo che professori incapaci subiscono passivamente.Razzismo, che scaturisce in sfottò allo stadio e violenza nelle strade.La distorsione della parola divertimento che porta all'assunzione di droghe presenti in grandi quantità e varietà in tutte le province del nord, con conseguenti bollettini di guerra che ogni fine settimana elencano i morti sulle strade, ragazze violentate fuori la discoteca.Non ultimo, la ribellione della movida torinese, in piazza vittorio emanuele, contro il tentativo da parte di un gruppetto di sette vigili urbani di ristabilire l'ordine in una anarchica occupazione della piazza.Duecento persone hanno dato una idea della traduzione culturale della parola Divertimento, si sono divertiti a prendere a sassate chi stava svolgendo il proprio compito.Le amministrazioni locali delle città colpite da tali violenze, hanno l'obbligo, nei confronti dei cittadini educati e rispettosi della legge, di richiedere allo stato l'invio dell'ESERCITO ITALIANO, per riportare la situazione alla normalità, e monitorare le strade cittadine, compito che come si evince dai numeri dei morti e feriti che ogni fine settimana siamo costretti a piangere, non può essere espletato dalle forze dell'ordine già presenti al nord.Se in italia esiste un corpo specializzato, non possiamo permetterci di utilizzarlo per raccogliere la Munnezza dalla strada, o vedere che i migliori vengono utilizzati per fare da bersaglio nei paesi esteri, al nord italia hanno bisogno di un controllo attivo, costante ed efficace per riportare un senso civico e legale che al momento sembra non esistere.
Nello Esposito
nazionedelleduesicilie.blogspot.com