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martedì 5 maggio 2009

VIOLAZIONE PRIVACY,"METAFERT" DENUNCIATA AL GARANTE!

http://corvigo.blogspot.com/2009/04/metafert-al-garante-della-privacy.html

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Da:
Corrado Vigo
A:
garante@garanteprivacy.it ,

urp@garanteprivacy.it ,

ufficiostampa@garanteprivacy.it

Oggetto:
Info denuncia
denuncia garante metafert.pdf(44222 bytes)

Il 21 aprile u.s. ho inoltrato una denuncia, relativa ad una palese violazione della privacy, a mezzo fax, denuncia che allego in formato .pdf.

Non ho ancora avuto notizie, nè sono stato contattato.
Mi dareste comunicazioni in merito?

Grazie

Corrado Vigo - agronomo

Trecastagni (CT)
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Nella foto,l'agronomo Corrado Vigo

domenica 26 aprile 2009

IN SICILIA,UN "ESERCITO" DI PIGNORIATI.....

' UN "ESERCITO" DI PIGNORIATI '...è il titolo di un articolo apparso nell'edizione di Trapani de "La Sicilia" martedi 17 febbraio 2009.
Passato apparentemente inosservato, contiene in sè un malessere economico-sociale che sconsiglieremmo di sottovalutare.Descrive, infatti, l'incontro di protesta cui ha partecipato una moltitudine di ipotecati riunitisi presso l'ex stabilimento vinicolo Amodeo nel marsalese, organizzato dall'Associazione "Nuova Tutela".
Allo slogan "Abolire la Serit Sicilia spa" i convenuti hanno accompagnato una petizione popolare contro la società per la riscossione dei tributi da indirizzare al Ministero dell'Economia e delle Finanze per sollecitarlo ad intervenire su un problema che assume ogni giorno dimensioni rilevanti ed alimenta un malcontento popolare ormai generalizzato.
Angelo Di Girolamo, esponente di Nuova Tutela, sostiene che "per una cartella di poche migliaia di euro ci si trova ad avere ipotecati beni di gran lunga superiore al dovuto. Talvolta addirittura la casa".
Secondo Di Girolamo una multa notificata direttamente presso l'albo pretorio del comune porta chi deve pagare, ma non sa di doverlo fare, ad avere un bene ipotecato. Con il passare degli anni prima che l'interessato se ne renda conto, il debito aumenta con incrementi sproporzionati alla cifra iniziale, si parla dell'ordine di dieci volte superiore.Sempre nello stesso articolo viene sollevato anche il problema di centinaia di agricoltori e, si potrebbe aggiungere operatori di altri settori da quello artigianale a quello turistico, da quello del commercio a quello della pesca, da quello manifatturiero a quello estrattivo, visto la difficoltà economica che ha investito recentemente tutti i settori produttivi, che non riescono a provvedere ai versamenti previdenziali obbligatori, si ritrovano con l'ipoteca su case, capannoni, terreni, macchinari, trattori, attrezzature da lavoro etc. Per non parlare delle nuove, efficienti e rapide modalità di vendita on line degli immobili ipotecati che, snelliscono ulteriormente procedure e tempi tecnici, con un effetto sorpresa sui malcapitati che nessuno di noi vorrebbe avere ma che può riuscire a immagginare.L'articolo si conclude con una magra soddisfazione nel considerare l'assenza dei politici invitati.
Noi Indipendentisti Trapanesi du "Frunti Naziunali Sicilianu - Sicilia Indipinnenti" (Fronte Nazionale Siciliano - Sicilia Indipendente) non intendiamo dare enfasi a questa curiosa quanto singolare iniziativa del marsalese ma possiamo dire che ci offre lo spunto per alcune riflessioni.
Lo Stato Italia con un Decreto Legge del Governo Prodi convertito poi in Legge ha stroncato la sentenza della Corte Costituzionale - girando o per meglio dire vendendo sul modello dei "subprime" americani i debiti degli italiani alla Gerit ora Equitalia e i debiti dei siciliani a Serit Sicilia spa - in cui era previsto per i debiti pregressi di andare al concordato partendo dal debito iniziale, giusta sentenza per evitare lo "strozzinaggio di stato".
L'attuale Ministro dell'Economia e delle Finanze Prof. Giulio Tremonti, formidabile demiurgo nell'organizzazione dell'Agenzia delle Entrate, acuto ideatore del DURC (documento unico di regolarità contributiva), fantomatico autore di quella diabolica invenzione delle "ganasce fiscali", è partito invocando la "Robin Hood Tax" che avrebbe dovuto togliere ai grandi dell'economia per dare ai piccoli e in meno di un anno ha invertito la rotta approdando ai "Tremonti Bond" (aiuti di stato immediati ai grandi gruppi finanziari in difficoltà).
Detto questo, è una esagerazione affermare che vasti settori della società siciliana fatta di agricoltori, artigiani, piccoli e medi imprenditori, commercianti, impiegati, precari all'inizio del XXI° secolo è ancora segnata da ingiustizie profonde, dall'arbitrio e dall'oppressione del ceto politico?
E' una esagerazione dire che il prelievo di imposte e balzelli fiscali - spesso illeggittimi - è lo strumento di un'estorsione sistematica da parte della nomenclatura a danno dei più piccoli e soprattutto a danno dell'economia siciliana, di quella forza sana che vive del proprio lavoro, fatta di piccole realtà a conduzione familiare che vengono sottoposte ad un reggime vessatorio cui nessuno sembra avere la benchè minima intenzione di porre rimedio?
E' una esagerazione constatare che l'asservimento della classe politica siciliana è ormai tale da soffocare nella cinica indifferenza il grido di aiuto del proprio popolo?
In quanto siciliani ci chiediamo mai in che razza di situazione viviamo?Se possiamo fare qualcosa per uscire la testa fuori dal guinzaglio della menzogna camuffato da un ipocrita senso del dovere cui nessuno è giusto che si sottragga fino a quando non viene toccato nel proprio interesse personale?
Quanto tempo e quanti sopprusi dobbiamo ancora sopportare prima del lucido risveglio.
E' proprio vero, tutti siamo buoni finchè qualcosa non ci tocca!

venerdì 10 aprile 2009

"Ma perché stupisce meraviglia l’idea di persone scomparse, senza che nessuna ne abbia fatto la denuncia?"


a Orazio Vasta:
Sono da anni vicina al mondo dell'immigrazione e con gli immigrati lavoro in iniziative, manifestazioni, e in un giornale.
Ho anch'io pensato subito agli "invisibili" del terremoto, sapendo quanti sono venuti in Italia e non sono ancora regolari, chissà, mi sono detta, quanti sono quelli che non risultano "dispersi".
Il loro destino mi ha fatto soffrire.
Volevo però aggiungere che purtroppo ho aspettato invano un messaggio di solidarietà da parte delle numerose associazioni di migranti, albanesi, romeni, marocchini, senegalesi ecc. che risiedono e lavorano (in un modo o nell'altro..) in Italia.
Noi li consideriamo nostri concittadini, ma loro?
Non siamo riusciti a farci amare abbastanza?
RAFFAELLA BOTTO
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Questi” Invisibili” perché mai esistiti...
Quando una reazione è aggressiva,di solito ,è perché è andata troppo vicina alla verità..
Ma perché stupisce meraviglia l’idea di persone scomparse, senza che nessuna ne abbia fatto la denuncia?
Perché ci meravigliamo?..
Basterebbe girare per i quartieri delle nostre città, per vedere come e in quanti vivono gli extracomunitari e non, gli “Invisibili” appunto.
Ma ricordiamoci di Milano e dei cinesi che dormivano nell’albergo sotterraneo…
Gli operai messi in regola? Per usare una frase di Saviano: “quando muoiono gli operai, muoiono sempre il primo giorno di lavoro”. Perché…..?
Gli affitti dichiarati?
Sarebbe come auto- denunciarsi, allora ecco che è meglio nascondere.. Queste persone, trattate come mai esistiti come “ invisibili”, scappavano già da terre martoriate……
“L'Italia non è un Paese sotto-sviluppato dell'Africa. L'Italia non è un Paese dei Balcani. L'Italia è un Paese civile ed europeo,democratico e dalle radici cristiane.” Dichiara il Dott. Giovanni Genovese..
Come può dichiarare l’Italia un Paese Europeo, Democratico , dalle radici cristiane e poi offendere così l’Africa ed i Balcani e le sue genti?
Se civile significa vedere morire quasi 300 persone per non aver rispettato le minime norme antisismiche...
Se per civile significa annientare la vita di interi paesi ..
Se civile e cristiano significa pensare esclusivamente al proprio interesse personale…
Se per cristiano si intende far vivere negli scantinati gli immigrati, clandestini e non...
Allora, Io non voglio essere ne Civile ne Cristiana..
Io voglio essere un “Imbecille”.
PATRIZIA FOLLARI
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Gli immigrati invisibili....
Credo che di immigrati invisibili ce ne siano in tutt'Italia e siano moltissimi. Girando per le citta' del nord, ne trovo in ogni angolo....soprattutto guando vuoi e puoi fermarti a chiaccherare con loro.
Quello che mi fa piu' rabbia e' quando vieni a conoscenza del loro stato , cosi precario,perche' lavorano molto e tutto in nero.
Noi cerchiamo di parlare con la gente (italiana)per farli mettere" in regola" e dar loro la dignita' che gli aspetta di diritto, rispondono che non conviene metterli "a posto".
A loro sta bene cosi....
Ne hanno bisogno per farli lavorare pero' non li rispettano.
Ecco allora spiegato" gli invisibili" dell'Aquila....
Sarebbe come autodenunciarsi...
Anzi mi viene il dubbio che il premier Berlusconi non abbia voluto gli aiuti di volontariato straniero propio per questo motivo....
Esagero ???? Mha! penso di no.
Un caloroso pensiero a tutti gli "invisibili" morti per il terremoto all'Aquila ,con "Ciao a voi , arrivederci un giorno".
ALFONSINA MARTINET
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Fonte: http://www.albanianews.it/ ,commenti all'articolo "Terremoto in Abruzzo e gli immigrati 'invisibili' "di Orazio Vasta

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Ciao Orazio,Rispondo a Raffaella Botto.
Parlo da albanese che sono.
Cara Raffaella!
In questi momenti coinvolgenti per tutti noi (senza distinzione italiani o stranieri, perchè viviamo in Italia e questo dolore ha toccato tutti, sono delle ferite per tutti noi), sarebbe meglio con buon senso e soprattutto nel rispetto del dolore e del momento che un intero paese vive, di non guardare le formalità superficialmente.
Io vivo tra italiani e albanesi, e porto la mia testimonianza che la tragedia è stata vissuta profondamente dalla comunità albanese (come del resto penso anche dalle altre comunità). La reazione e la riflessione è stata vissuta e sentita pienamente, nè più nè meno dell'animo di un italiano, ed è questo che conta prima di tutto e non le formalità (c'è chi li fa, ma c'è chi li sente veramente).
iornali per gli albanesi in Italia (per non parlare quelli in Albania per giorni interi media e masmedia), hanno scritto e partecipato animamente sulla tragedia.
Abbiamo dato in nostro piccolo contributo (quello che può ogn'uno di noi) perchè amiamo e soffriamo insieme con gli italiani da anni qui e viviamo con testa e anima in questo paese malgrado i problemi.
Mi dispiace che lei mette in dubbio il nostro amore per gli italiani (bisogna venire in Albania a questo punto per capire quanto gli italiani sono amati dagli albanesi; se facessi la "cattiva" le direi, mi viene spontaneo: non so quanto gli italiani amano gli albanesi..).
Ma non è il momento di polemiche, non vorrei mai questo, lungi da me; ho solo risposto perchè fare caso fino qui a certe formalità lo vedo esagerato.
Nel suo piccolo ogni individuo (straniero o non)pensa, partecipa, rifflette, agisce, ama, soffre e vive nella società in cui appartiene, e sotto questo aspetto gli albanesi si sentono pienamente parte integrante del corpo (e anche di indole direi) del popolo italiano.
Kaltra Viola
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lunedì 30 marzo 2009

A 727° ANNIVERSARIO DELLA RIVOLUZIONE DEL VESPRO...

RICEVO E MOLTO VOLENTIERI POSTO....
NEL 727° ANNIVERSARIO DELLA RIVOLUZIONE DEL VESPRO, SARÀ CELEBRATA UNA MESSA NELLA CHIESA DEL SANTO SPIRITO, ALL’INTERNO DEL CIMITERO DI SANT’ORSOLA
Fra le iniziative, adottate da lu FRUNTI NAZZIUNALI SICILIANU – “SICILIA INDIPINNENTI” per ricordare la ricorrenza del 727° Anniversario della Rivoluzione del Vespro, un ruolo centrale riveste certamente la tradizionale celebrazione della Santa Messa in suffragio delle VITTIME e dei CADUTI della stessa Rivoluzione e della successiva guerra.

La suddetta cerimonia religiosa avrà luogo alle ore 13 di MARTEDÌ 31 marzo 2009, proprio all’interno della Basilica del Santo Spirito, sul cui Sagrato, appunto il 31 MARZO del 1282, scoccò la prima “storica” scintilla della Rivoluzione più famosa del secolo 13°.
Alla Rivoluzione, com’è noto, avrebbe poi, fatto seguito la lunghissima guerra che si sarebbe protratta per ben novant’anni, con la sola breve interruzione della Pace di Caltabellotta (31 agosto 1302).
Dal 1282 al 1372 la Sicilia, infatti, dovette, a seconda delle circostanze, confrontarsi sui campi di battaglia e sul mare con le principali potenze europee e con diversi Stati italiani dell’epoca.
Il Popolo Siciliano, la Nazione Siciliana, seppe compiere prodigi di valore ancora oggi riconosciuti ed ammirati dagli studiosi di tutto il Mondo.
Pur se bisogna lamentare il fatto che, in Sicilia, - anche per questa gloriosa pagina di storia, - prevale la prassi del silenzio o, peggio quella della disinformazione.
Avviene addirittura che si privilegi il racconto orrendo di una enorme strage di FRANCESI, ispirata da una terribile XENOFOBIA, improbabile in una Sicilia, multiculturale, pluriculturale, plurilinguistica, multi-etnica e plurireligiosa.
Il tutto a discapito della verità e dell’immagine del Popolo Siciliano.
***
In coincidenza con la data del 31 marzo, - come ormai avviene da qualche anno, - i Siciliani della DIASPORA, in qualsiasi parte del Mondo si trovino (soprattutto negli STATES), ricorderanno al Rivoluzione del Vespro promuovendo a loro volta cerimonie religiose e/o iniziative culturali.
***
Alle iniziative, che si svolgeranno a Palermo ed in altre Città, quest’anno partecipa ufficialmente anche l’Associazione Culturale SICILIA – CATALUNYA, recentemente costituitasi e presieduta dal Dr. GIANCARLO ALAGNA.
Dalle vicende del Vespro, infatti, trae origine anche la lunga tradizione di amicizia e di scambi fra la Sicilia e la Catalogna che si protrae da secoli. E che non si è mai interrotta.
Oggi anzi se ne vorrebbe un più ampio e definitivo rilancio.
Ed in tale direzione si sta lavorando da più parti.
***
Altre qualificate adesioni all’iniziativa sono pervenute da parte di Esponenti della Società Civile e del Mondo della Cultura nonché da parte di semplici cittadini.Sarà presente il Presidente dell’ FNS, Corrado MIRTO che è il maggiore studioso vivente della Guerra del VESPRO e che per molti anni è stato Docente di Storia Medievale dell’Università di Palermo.
Palermo, 30 marzo 2009
Il Segretario Politico FNS
(Giuseppe Scianò)
scianogiuseppe@libero.it

sabato 14 marzo 2009

LA ROMAGNA AI ROMAGNOLI! (dell'On.Stefano Servadei)

Ricevo e pubblico....
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On. Dott. STEFANO SERVADEI
Forlì ,Via Valsalva, 8
Forlì, 8 marzo 2009

La parola agli elettori!
In questi quasi vent’anni di vita ed attività del Movimento per l’Autonomia della Romagna (M.A.R.), il PCI—PDS—DS—PD ha sempre rifiutato aperti confronti con noi, quasi ché fossimo degli appestati, e che il tema dell’autonomia amministrativa del nostro territorio non fosse fondamentale per la comunità che lo abita.
Ledendo, in ogni caso, il costume democratico, il quale vive e si alimenta di confronti ed approfondimenti essenzialmente pubblici, col coinvolgimento di quanti più cittadini possibile, anche in omaggio alla loro “sovranità”. E, dunque, alla loro necessità di partecipare e di conoscere per potersi, al momento delle decisioni, adeguatamente esprimere.
In questo largo spazio temporale, il partito in questione ha, tuttavia, sentito il bisogno di proporre, di tanto in tanto, sue soluzioni definite alternative rispetto alla ipotesi autonomistica. Con ciò riconoscendo esplicitamente che molte cose nei rapporti fra Emilia e Romagna non vanno, ed esigono una Romagna più forte, unita ed agguerrita in ogni sede contrattuale.
Si è, così, parlato, via via, di “tavolo romagnolo”, di “sistema Romagna”, di “Provincia Romagna”, di “Città metropolitana romagnola” ecc. senza preoccupazioni sulla fattibilità, e senza tentativi di passare dalle parole ai fatti.
Perché, dunque, questa estemporaneità a vuoto, spalmata su di un periodo temporale di quasi vent’anni? Evidentemente a riconoscimento di una reale situazione di sofferenza romagnola rispetto all’egoistica egemonia delle “zone forti emiliane”, testimoniata da qualsiasi seria rilevazione in fatto di redditi, finanziamenti, servizi, infrastrutture, ecc. E per far tacere, anche se con ipotesi inconsistenti, parte della loro base e del loro elettorato. Le quali, sulla base del “senso di appartenenza” e delle quotidiane esperienze, sono portate ad accreditare la battaglia autonomista.
Per tutto questo, non considero una provocazione chiedere, oggi, al PD, impegnato nella preparazione delle liste e dei programmi per le elezioni amministrative del 6—7 giugno p.v., dove sono finiti il “tavolo romagnolo”, il “sistema Romagna” e le altre strutture sopra ricordate, che vennero via via promesse ai concittadini al dichiarato scopo di dare più peso alla Romagna nei quotidiani rapporti con l’Emilia, e di rendere superflua l’ipotesi autonomistica.
Tanto più che siamo alla vigilia del “federalismo fiscale”, il quale esalta ulteriormente il ruolo regionale e le relative responsabilità. E sarà tanto più protagonista se rappresenterà tutte le potenzialità del Paese a tale livello, senza smagliature e vuoti di sorta.
Va ricordato, ancora, che l’obiettivo “nuove Regioni” continua ad essere contemplato dalla nostra Costituzione, come al momento della nascita della piccola Regione Molise. Per la quale gli atti parlamentari ci testimoniano che la forza politica più impegnata allo scopo fu l’allora PCI. Ai cui eredi non dispiaccia, pertanto, se avanziamo la seguente domanda: “i molisani sono forse cittadini italiani con maggiori diritti dei romagnoli?”.
Se l’attuale vita amministrativa romagnola è ripiegata su se stessa, rifluita alla dimensione municipale, incapace di pensare ed elaborare grandi progetti e di qualsiasi compattezza, senza alcun peso agli sportelli bolognesi ed agli altri che contano, priva di “filo diretto” coi Governi di Roma e Bruxelles, di chi è la colpa se non di chi la egemonizza da tanto tempo, ed anziché plaudire l’ipotesi autonomistica (che è promozione ed assunzione di maggiori responsabilità in ogni campo) la osteggia, richiamandosi ad alternative del tutto inesistenti?
La parola agli elettori!

mercoledì 25 febbraio 2009

SULLE FOIBE (di Mario Di Mauro)

www.terraeliberazione.org
archivio-2003
Foibe. Assassinati due volte.
Le genti dell´Adriatico avevano convissuto in pace per secoli...Venezia e le città dalmate, Trieste e Fiume...Adriatico!.
Il nome viene dalla città di Adria: fondata da Siracusa, dai Sikelioti, dai Siciliani.
Ma chi le sa queste cose?.
Che ne sa Gasparri? Cosa può dire Veltroni, lui che la Jugoslavia l´ha bombardata non sessantanni fa, ma l´altro ieri!.
Il bue dice cornuto all´asino. Dopo sessantanni di silenzi e censure indecenti, eccoci alla riesumazione della tragedia delle foibe. La retorica italiana trasforma la tragedia in una messinscena ripugnante.
Gli eredi pentiti di quel fascismo che invase e torturò per anni la Jugoslavia, gli eredi di quel Regime fanfarone che trascinò l´Italia in una guerra orrenda, che causò -o no?- anche la perdita dell´Istria, gli eredi di chi organizzò le pulizie etniche nei Balcani...mettono in scena la retorica patriottarda usando i caduti nelle foibe come se fossero i loro morti e non le loro vittime italiane.
Come se a invadere la Jugoslavia, a deportare e annichilire 600.000 sloveni italiani, ai quali si tagliò la lingua e si cambiarono d´ufficio perfino i cognomi, ad appendere i giovani partigiani jugoslavi agli uncini delle macellerie di Zagabria con la scritta "carne fresca"...non fossero stati gli italiani fascisti brava gente e i loro alleati ustascia croati di quel nazista di Ante Pavelic.
Li leggano i libri di Roberto Bassi ("Scaramucce sul lago Ladoga", Sellerio), di Raoul Pupo ("Il lungo esodo", Rizzoli), di Claudio Magris e Predrag Matvejevic...Si leggano Angelo Del Boca, Antonio Ciano, Nicola Zitara...L´Italia è uno staterello fondato sulle bugie.
Hanno violentato la Verità tacendo per sessantanni sulla tragedia delle foibe (temendo la risposta di Belgrado), e continuano a violentarla oggi, non dicendo tutta la Verità.
Non c´è Pietà, non c´è rigore storiografico, ma solo commedia, retorica, ipocrisia. Le genti dell´Adriatico avevano convissuto in pace per secoli...Venezia e le città dalmate, Trieste e Fiume...Adriatico!. Il nome viene dalla città di Adria: fondata da Siracusa, dai Sikelioti, dai Siciliani. Ma chi le sa queste cose?.
Che ne sa Gasparri?
Cosa può dire Veltroni, lui che la Jugoslavia l´ha bombardata non sessantanni fa, ma l´altro ieri!.
L´Italia savoiarda, fascista, repubblicana, piduista...è nata col massacro dei contadini e dei "briganti" siciliani e terroni.
Ancora stiamo aspettando la fine della censura di regime sui crimini commessi in Etiopia e Libia!. Millenovecentoundici.
L´imperialismo straccione italiano -come venne definito all´epoca- aggredì e invase la Libia, subito proclamata la "quarta sponda".
Cosa ci sia di eroico in una aggressione coloniale è difficile, se non logicamente impossibile, da dimostrare. Ma la logica non abita il Palazzo.Cosa fecero gli "italiani brava gente" in Libia prima di impossessarsi della patria di un altro popolo?.
Deportazioni di massa, bombardamenti con bombe di iprite, campi di concentramento, rappresaglie indiscriminate, stragi di civili, confisca di beni e terreni.
Le pagine nere dei crimini commessi dalle truppe italiane in Libia sono ben note a milioni di persone, ma non in Italia, dove i film, i documentari, i libri che se ne occupano onestamente sono censurati. Non si vuole aprire un dibattito serio sull´argomento.
Qualcuno preferisce ancora insultare Gheddafi la cui unica vera "colpa" è quella di aver conquistato e difeso l´Indipendenza del suo Popolo, il petrolio del suo Paese.
Un Paese meraviglioso e immenso abitato da un popolo civile (e pure ricco) che si autogoverna col metodo della democrazia diretta. Questo è la Jamahiria libica. Un Paese giovane, è nato nel 1969, che ha avuto tanti problemi, ma ha avuto anche il coraggio di affrontarli. (...)Ve ne dico una sola sugli "italiani brava gente": l´Italia fascista aveva firmato a Ginevra, il 17 giugno 1925, con altri venticinque paesi, un trattato internazionale che proibiva l´utilizzazione delle armi chimiche e batteriologiche, ma, tre anni dopo, "violava il solenne impegno usando fosgene ed iprite contro le popolazioni libiche".
Poi, vista l´indomabile Resistenza del Popolo libico, vennero anche i campi di sterminio. "Graziani predisponeva il trasferimento di 100mila civili dalla Marmarica e dal Gebel el-Ackdar ai campi di concentramento che aveva fatto costruire nella Sirtica, una delle regioni più inospitali dall´Africa del Nord. Quando i lager vennero definitiva- mente sciolti nel 1933, i sopravvissuti erano appena 60mila. Gli altri 40mila erano morti durante le marce di trasferimento, per le pessime condizioni sanitarie dei campi (per i 33mila reclusi nei lager di Soluch e di Sidi Ahmed el-Magrun c´era un solo medico), per il vitto insufficiente e spesso avariato, per le inevitabili epidemie di tifo petecchiale, dissenteria bacillare, elmintiasi, per le violenze compiute dai guardiani e per le esecuzioni sommarie per chi tentava la fuga". Lo scrive il prof. Del Boca. Ma all´Università di Tripoli mi hanno consegnato una serie di dossier raccapriccianti. Si dovrebbero studiare nelle scuole italiane. E forse le guerre e guerrette dell´italietta avrebbero meno consenso. Nel febbraio del 1930, alla fine delle operazioni per la riconquista del Fezzan, Graziani spinse un migliaio di mugiahidin, con le loro famiglie, verso il confine con l´Algeria e per due giorni consecutivi lanciò tutti gli aerei a sua disposizione sulle mehalla in fuga. Fu una carneficina, come testimonia lo stesso inviato de Il Regime Fascista, Sandro Sandri, il quale assistette ai bombardamenti e mitragliamenti del «gregge umano composto, oltreché degli armati, da una moltitudine di donne e bambini».
Lo stesso Gheddafi ha un braccio maciullato da una mina italiana (che uccise due suoi cuginetti)...Le foibe peggiori sono quelle che occultano la Verità. Peggio degli eredi pentiti del fascismo ci sono solo gli eredi pentiti del comunismo. La chiamano "riconciliazione". Nel canovaccio della commedia italiana questa parola si traduce in scaramuccia mediatica con assoluzione reciproca finale.
Italiani brava gente? Sporcaccioni!.
Grazie a Dio sono Siciliano!.
2003. Mario Di Mauro
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Lettera. A integrazione del tuo prezioso articolo ti voglio far sapere che nel 1930 i capi della RIVOLTA libica furono da Graziani internati dentro il Manicomio di Palermo, nella zona cosiddetta della Vignicella. Di questi uomini si persero completamente le tracce nel giro di qualche mese. E poi dicono che la psichiatria dei dissidenti è stata inventata dallo stalinismo!.
Totò Morana - Bagheria (Pa)

martedì 3 febbraio 2009

"Uocchie napulitane" (di Vittoria Mariani)

LL'UOCCHIE

Ddoje uocchie , s'annascundono, ind'a nu purtone
songhe uocchie fundi astrette ,
chine 'e disperazione
songhe uocchie ca te guardano
e susopirane parlanno
songhe uocchie c'hanno sulo cunusciute affanne
e so sincere 'o ssaje ,
nun so mbrugliune
songhe uocchie ca cte guardano
e manco te ne addune
ma ind' a prufundità e chillu sguardo
t'accuorge ca nun supportano nu sgarro
pecchè so figlie d'uommene ,
so guagliune
e murmureano n'silenzio
na disperazione
'o popolo se sa tene pacienza
e pure a sti putenti fa 'a riverenza ,
ma mo basta cu sta pacienza
ncianno ridotto ca nun se po cchiù campà
e sti uocchie a zinnariello
culurate e mare e sole
nun teneno bisogno d'è parole ,
te guardano, te spiano
aspettano dimmane
te può fidà ,'o ssaje
soghe uocchie napulitane.


Vittoria Mariani
NAPOLI 01/02/2009


domenica 1 febbraio 2009

" O con la Lega. O con il Sud!" (di Erasmo Vecchio)

Ricevo e pubblico.....
Cari fratelli, Non scherziamo !

Sappiamo bene che una battaglia nobile, come quella del riscatto della Sicilia e del Sud, rappresenta un valore che non è di destra o di sinistra, e neppure del nord. Affermare di perseguire il riscatto del Sud sostenendone le rivendicazioni e contrastando le attuali ingiustizie, non è compatibile con il sostegno ad un governo romano filo-leghista.
Non è compatibile con il mantenimento nelle proprie file degli stessi squallidi soggetti politici che in questi anni hanno condotto la Sicilia ed il Sud allo stato di colonia.
Non è compatibile stando con "due piedi in una scarpa", oggi con la Lega Nord, domani contro le scelte leghiste contro il Sud!
Non è compatibile con il mantenimento delle vecchie logiche partitiche che basano il proprio accrescimento e consolidamento sulle clientele, sulla spartizione del potere e sulle connivenze con l'attuale sistema che va, invece, contrastato in ogni modo.
La questione meridionale la si può affrontare solo se si ha la libertà di scelte coraggiose e coerenti capaci di far affiorare dal basso una indispensabile sincera mobilitazione del suo Popolo.
La grandezza della rivoluzione meridionale non sta nella capacità di conquistare il potere né nel suo spregiudicato esercizio, ma nella lotta al potere, ai suoi metodi.
Da uomini liberi.
Erasmo Vecchio (PARTITO DEL SUD)

giovedì 29 gennaio 2009

"NECESSARIO UN CASINO' NELLA PROVINCIA DI CATANIA"(P.Barbagallo)

Ricevo e pubblico....
"In questi giorni,la Federturismo Sicilia ha diffuso dati allarmanti sullo stato di salute del turismo nell'Isola:flessione del 10°/° e paralisi per gli alberghi. E,nell'attuale crisi economica mondiale,il crollo del turismo,rappresenta per la Sicilia una vera e propria catastrofe!Credo, che in tale scenario,oggi più di ieri,riprende quota la necessità dell'apertura nel territorio della provincia di Catania del "CASINO' ETNA",un vero e proprio consorzio fra i privati e i Comuni della provincia,compreso il Comune di Catania e la stessa Provincia Regionale di Catania. Nell'ambito della ritrovata e rinnovata spinta autonomista,è il momento di attuare quest'uniziativa,una grande iniziativa dalla Sicilia e per la Sicilia, in nome del grande turismo, il quale porterebbe in tutta l'Isola un reale boom economico, uno sviluppo totale della dell'economia siciliana. La Sicilia verrebbe proiettata verso un turismo sicuramente diverso dal passato e dal presente. Una grande iniziativa,che potrebbe ridare vitalità a strutture come l'ex Siace di Fiumefreddo,fare dell'Etna un "parco" naturalista attrezzato, con i servizi attivi 365 giorni su 365,fare della nostra Plaja un polo turistico d'attrazione internazionale,ridare luce al nostro grande patrimonio monumentale e culturale... Davanti a questa proposta,tanti dicono che lo Stato italiano non darà mai l'autorizzazione per aprire il Casinò in Sicilia. Se le cose stanno così,allora dovremmo avere il coraggio di chiedere,in tutte le sedi istituzionali,di CHIUDERE IN ITALIA TUTTI I CASINO'! Credo,invece,che fino adesso è mancata la giusta volontà politica per poter avanzare questa iniziativa. La nuova stagione autonomistica, da qualche mese apertasi in Sicilia con il Presidente Raffaele Lombardo, fa ben sperare che la battaglia per il CASINO' ETNA non è un miraggio.
Pippo Barbagallo (MPA_Trecastagni) ".
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lunedì 19 gennaio 2009

Che ci facevano i soldati "duosiciliani" sulle montagne piemontesi?

Ricevo e pubblico....
IL LAGER dei SICILIANI
LA PRIGIONE CHE RACCONTA LE OMBRE DEL DOPO UNITÀ
Migliaia di soldati dell'esercito borbonico morirono di stenti a Fenestrelle, la fortezza della cattiva coscienza
Siamo lontani dalla Sicilia, molto lontani.
Tanto più sorprende la lapide murata su una delle fortezze, a commemorazione di «migliaia di soldati dell'esercito delle Due Sicilie» morti di stenti.
Subito non si capisce.
Gli anni ricordati nella lapide sono quelli dell'Unità: che ci facevano i soldati delle Due Sicilie sulle montagne piemontesi?
CLICCA PER CONTINUARE A LEGGERE:
http://comitatosiciliano.blogspot.com/2009/01/i-comitati-delle-due-sicilie-su.html
(A cura di Amelia Crisantino)

giovedì 15 gennaio 2009

SOSTENIAMO EMERGENCY !

...richiedi la tessera AMICI DI EMERGENCY e sostieni in modocontinuativo gli ospedali, i progetti e le attivita' di Emergency inAfganistan, Cambogia, Iraq, Italia, Repubblica Centrafricana, SierraLeone e Sudan.
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La tessera ha validita' da gennaio a dicembre 2009.

Comunicato congiunto del PdSud e de L'Altro Sud

Ricevo da Enzo Riccio e pubblico...
COMUNICATO STAMPA
Napoli, 15 Gennaio 2009
Il nuovo Sud si organizza e rafforza, nella collaborazione, il suo ruolo politico.
A Napoli L'Altro Sud-UDS e il Partito del Sud, due tra le più attive, rappresentative ed organizzate formazioni politiche meridionali esistenti, avviano, attraverso la creazione di un tavolo di lavoro comune, un processo di avvicinamento e di collaborazione. Temi come la legalità, l'identità e la partecipazione democratica diventano elementi centrali per un'azione politica unitaria e vincente.
Il Partito del Sud prosegue sulla strada della collaborazione e della possibile aggregazione di movimenti meridionalisti, per costruire una realtà meridionalista autonoma che possa dialogare con tutti ma che, superando gli individualismi e le vecchie pratiche trasformiste, metta sempre al centro della proprio programma e della propria azione politica la difesa degli interessi del popolo meridionale e un nuovo modo di intendere la politica.
L'Altro Sud-UDS mira al rilancio del Sud d'Italia sulla base dei suoi antichi e profondi valori etici e culturali e delle sue straordinarie energie sociali e civili, troppo spesso ignorate quando si parla di Mezzogiorno. Obiettivo prioritario è dar vita ad un soggetto politico che sia espressione della parte sana della società civile meridionale, quella che non compare mai, se non marginalmente, nei media, nei tanti ed interminabili dibattiti politici sulla questione meridionale e, soprattutto, nella considerazione dei cittadini italiani.
Le due organizzazioni, dunque, si pongono nel Mezzogiorno alla guida di quel processo politico territoriale unitario, autonomo dalle altre formazioni politiche nazionali, che ha come finalità il controllo diretto delle comunità sulla gestione dei territori e sulle scelte di sviluppo e benessere delle proprie popolazioni.
Gli Uffici Stampa
www.partitodelsud.it

martedì 13 gennaio 2009

INTERROGAZIONE dell'On.SIRAGUSA:"Gli agricoltori siciliani da mesi denunciano l’aggravamento della crisi dell’intero settore"

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Gentile Vasta,
sempre a proposito della crisi agricola siciliana le invio una interrogazione presentata dall' On. Siragusa in data 10 dicembre 2008 e l'Odg accolto dal Governo in sede di conversione del decreto-legge n. 171 del 2008 presentato a seguito della bocciatura degli emendementi.

Cordialmente,
Giulia Loffredi

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Atto Camera

Interrogazione a risposta in Commissione 5-00750 presentata da ALESSANDRA SIRAGUSA mercoledì 10 dicembre 2008, seduta n.101
SIRAGUSA. Al Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali.- Per sapere - premesso che: gli agricoltori siciliani e le loro associazioni da mesi denunciano l'aggravamento della crisi dell'intero settore; tale crisi deriva, oltre che da fattori strutturali, dal crollo dei prezzi all'origine di tutti i prodotti agricoli e dal notevole incremento dei costi di produzione (energia, sementi, concimi, antiparassitari, farmaci veterinari, eccetera); i fattori sopra descritti hanno determinato il tracollo del reddito per migliaia di aziende agricole; la finanziaria 2009 ha cancellato, per il triennio 2009-2011, le agevolazioni contributive per l'assunzione di manodopera agricola, sottraendo al settore ben 150 milioni di euro; quasi un centinaio di Consigli comunali, manifestando la volontà politica dei territori e degli operatori del settore, hanno approvato un ordine del giorno proposto dalla Cia con il quale si chiede il finanziamento della legge 81/2006, ossia la proroga per altri 3 anni delle agevolazioni contributive per le aziende che assumono manodopera agricola e operano in aree svantaggiate, come le zone montane e le regioni dell'ex obiettivo 1; in caso di mancato e tempestivo intervento, l'intero settore agricolo siciliano rischia il collasso, con gravissime ricadute in termini occupazionali; tra i comparti maggiormente in sofferenza vi è quello della viticoltura, la quale, dopo il crollo dello scorso anno dovuto alla peronospora, ha visto mortificato il tentativo di recuperare la produttività perduta a causa dei prezzi nettamente al di sotto della media nazionale; nonostante la grave crisi del settore vitivinicolo, l'attuale Governo ha tagliato il fondo nazionale di 50 milioni di euro destinato a viticoltori danneggiati nel 2007 dalla peronospora; anche l'agrumicoltura soffre una grave crisi, a causa di un previsto calo della produttività previsto del 50 per cento, dovuto alle gelate della scorsa pri- mavera e per il quale si attende ancora da parte del Ministero il riconoscimento dello stato di calamità naturale; nel mese di novembre l'Assessore all'agricoltura e alle foreste della Regione Sicilia, ha proposto al Governo nazionale la dichiarazione dello stato di crisi del settore agrumicolo; anche il settore cerealicolo registra un crollo dei prezzi: in particolare, il prezzo del grano è diminuito del 70 per cento nell'arco di sei mesi, passando da 48 centesimi al chilo a circa 16; anche sulla questione sopra menzionata le organizzazioni di categoria sono intervenute chiedendo il ripristino dei dazi sul prodotto extra Ue temporaneamente eliminato lo scorso anno al fine di favorire il ritorno delle quotazioni a livelli normali; la Cia siciliana ha denunciato che molte aziende agricole dell'isola sono esposte al racket, ad estorsioni, ad usura, ad abigeato, alla macellazione clandestina, a sofisticazioni, al condizionamento dei mercati ortofrutticoli e ad un complessivo intervento delle organizzazioni criminali e mafiose nella filiera agroalimentare; la Cia ha chiesto l'istituzione di una cabina di regia per migliorare il sistema dei controlli sulle derrate agricole di provenienza extra UE; le associazioni degli agricoltori siciliani hanno promosso giornate di mobilitazione e chiesto un tavolo di confronto con il Governo regionale e con quello nazionale -: se non intenda aprire con urgenza un tavolo di confronto con le associazioni degli agricoltori siciliani, al fine di individuare misure condivise per fronteggiare la crisi del settore agricolo e le sue prospettive future; se non ritenga opportuno assumere iniziative normative volte a ripristinare il fondo di 50 milioni di euro in favore degli agricoltori colpiti dalla peronospora, impegnandosi affinché sia modificato il tetto massimo del de minimis che, attualmente, prevede un intervento non superiore a 7.500 euro in tre anni, aumentandolo a 50.000 euro, nel triennio, come avviene per gli altri settori; se non ritenga altresì opportuno assumere iniziative normative volte a introdurre agevolazioni fiscali, quali la riduzione del 50 per cento delle aliquote Iva per l'acquisto dei beni e dei servizi necessari all'esercizio dell'attività agricola, la riduzione dell'Iva al 4 per cento sui carburanti utilizzati in agricoltura e l'abolizione delle accise sulle attività agricole e zootecniche.(5-00750)

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Ordine del giorno
La Camera,
premesso che:
gli agricoltori siciliani e le loro Associazioni da mesi denunciano l’aggravamento della crisi dell’intero settore;
tra i comparti maggiormente in sofferenza vi è quello della viticoltura, la quale, dopo il crollo dello scorso anno dovuto alla peronospora, ha visto mortificato il tentativo di recuperare la produttività perduta a causa dei prezzi nettamente al di sotto della media nazionale
nonostante la grave crisi del settore vitivinicolo, l’attuale Governo ha tagliato il fondo nazionale di 50 milioni di euro destinato a viticoltori danneggiati nel 2007 dalla peronospora;
lo stanziamento di 10 milioni di euro contenuto nel provvedimento in esame per indennizzare i viticoltori danneggiati dalla peronospora nella scorsa campagna produttiva è insufficiente;
Impegna il governo
a reperire al più presto le risorse necessarie per risarcire i viticoltori siciliani.



lunedì 12 gennaio 2009

La Sicilia,Zaia,La Via e..."il pensare male"(di Patrizia Follari)

La sensazione è quella di un totale scollamento di idee e di progettualità tra il Governo centrale e il Governo dell’Isola!
Oserei dire anche all’interno del Governo dell’Isola!
Si ha l’idea, ma "solo l’idea" però, che al governo centrale delle problematiche dell’agricoltura siciliana non interessi più di tanto!
Basterebbe dare un’occhiata sul sito per rendersi realmente conto di ciò che è stato fatto:

Mi chiedo però, perché l’Assessore La Via abbia dichiarato solo ora, pubblicamente e in maniera così forte e chiara, ciò che gli agricoltori ed i tecnici siciliani avevano già capito da parecchio tempo.
Un plauso particolare va all’onorevole Sig.ra Alessandra Siragusa ( PD) l’unica voce, da oggi, dei parlamentari siciliani, che abbia sostenuto le parole dell’Assessore La Via (Pdl).
“Vuoi vedere che a pensar male qualche volta ci si azzecca?”.
Patrizia Follari

venerdì 9 gennaio 2009

SULLA CRISI CHE INVESTE L'AGRICOLTURA SICILIANA( dell'on. A.Siragusa)

Gentile dott.Vasta,
l' On. Siragusa si è occupata della crisi che investe l'agricoltura siciliana. A tal proposito le invio di seguito l'intervento dell' Onorevole in occasione della conversione in legge del decrreto 171. Cordialmente,
Giulia Loffredi

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Resoconto dell’intervento dell’ On. Alessandra Siragusa in discussione generale sul decreto-legge 3 novembre 2008, n. 171, recante misure urgenti per il rilancio competitivo del settore agroalimentare.
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17 dicembre 2008
"Signor Presidente,
in questi giorni gli agricoltori siciliani hanno promosso una serie di manifestazioni per chiedere ascolto al Governo e al Parlamento. Il testo che stiamo esaminando, infatti, così come è stato approvato dal Senato a novembre, contiene due specifiche norme che toccano le questioni relative all'agricoltura siciliana. La prima prevede lo stanziamento di 10 milioni di euro per indennizzare i viticoltori danneggiati dalla peronospora nella scorsa campagna produttiva; la seconda proroga al 31 marzo 2009 gli sgravi contributivi per le aziende che assumono manodopera agricola nei territori montani o sottoutilizzati.Eppure questi interventi, che sono stati comunque fortemente richiesti dalla CIA siciliana, che ha avviato la mobilitazione in Sicilia a sostegno di alcune proposte concrete, sono del tutto inadeguati rispetto alle reali esigenze degli agricoltori dell'isola. Infatti, lo stanziamento di 10 milioni di euro è solo un quinto di quanto era stato precedentemente stanziato e poi sottratto agli agricoltori danneggiati dalla peronospora, e nel testo non si fa alcun riferimento alla destinazione territoriale. Ciò fa presupporre, quindi, che i 10 milioni di euro saranno destinati a tutti i viticoltori italiani danneggiati dalla peronospora, il che naturalmente è giusto e condivisibile, ma rende lo stanziamento del tutto irrisorio rispetto al fabbisogno. È infatti da sottolineare che parlare di 50 milioni di euro solo per i viticoltori siciliani o di 10 milioni di euro per tutti coloro che si trovano nella loro stessa condizione fa una grande differenza. È uno stanziamento, quello che è stato inserito in questo provvedimento, assolutamente insufficiente.La seconda misura prevede una proroga di soli tre mesi, fino al 31 marzo 2009, degli sgravi contributivi per le aziende che assumono manodopera agricola. Ciò significa che a partire dal 1o aprile 2009 le aziende agricole che assumono braccianti registreranno un aumento di quasi il 70 per cento dei costi contributivi. Si tratta di un aumento assolutamente insostenibile per migliaia di aziende agricole siciliane che sicuramente saranno costrette a non assumere manodopera, con la conseguente riduzione netta di occupati del settore, che la CIA siciliana stima possa interessare circa 15 mila unità, pari quindi a oltre il 10 per cento degli occupati del settore.In Sicilia le aziende agricole danno lavoro a ben 130 mila braccianti per un ammontare di circa 11 milioni di giornate lavorative. Quindi, mentre sarebbe urgente e necessario mettere in campo misure atte anche a sostenere l'occupazione, in agricoltura si procede ad aumentare i costi del lavoro per la parte contributiva, favorendo in tal modo la netta riduzione degli occupati, cosa di cui - ne ho parlato anche stamattina nel mio precedente intervento - non sentiamo affatto il bisogno.L'agricoltura siciliana versa in uno stato di crisi gravissima e non solo non riesce a fare reddito con gli attuali costi contributivi che fino al 31 dicembre 2008 prevedevano sgravi consistenti, ma dovrebbe addirittura fronteggiare il preannunciato aumento. Tale crisi deriva, oltre che da fattori strutturali, dal crollo dei prezzi all'origine di tutti i prodotti agricoli e dal notevole incremento dei costi di produzione (mi riferisco all'energia, alle sementi, ai concimi, agli antiparassitari, ai farmaci veterinari ecc…).Oltre alla viticoltura, gravemente colpita dalla peronospora, anche l'agrumicoltura soffre una grave crisi a causa di un calo di produttività, stimato al 50 per cento, dovuto alle gelate della scorsa primavera e per il quale si attende ancora da parte del Ministero il riconoscimento dello stato di calamità naturale;Già dal mese di novembre l'Assessore all'agricoltura e alle foreste della Regione Sicilia, ha proposto al Governo nazionale la dichiarazione dello stato di crisi del settore agrumicolo, senza avere ancora risposta.Anche il settore cerealicolo registra un crollo dei prezzi. In particolare, il prezzo del grano è diminuito del 70 per cento nell'arco di sei mesi. I nostri agricoltori oggi vendono il prodotto a circa 16 centesimi al chilo contro i 48 dei mesi precedenti. Le organizzazioni di categoria sono intervenute chiedendo il ripristino dei dazi sui prodotti che provengono dai Paesi non appartenenti all'Unione europea, temporaneamente eliminato lo scorso anno al fine di favorire il ritorno della quotazioni a livelli normali.A ciò si aggiunge, che molte aziende agricole dell'isola sono esposte al racket, alle estorsioni, all'usura, all'abigeato, alla macellazione clandestina, alle sofisticazioni, al condizionamento dei mercati ortofrutticoli e a un complessivo intervento delle organizzazioni criminali e mafiose nella filiera agroalimentare.
Gli agricoltori siciliani e le loro associazioni da mesi denunciano l'aggravamento della crisi dell'intero settore, crisi che ha determinato il tracollo del reddito per migliaia di aziende agricole. Si tratta di un problema tanto sentito che anche i consigli comunali, un centinaio addirittura, manifestando la volontà politica dei territori e degli operatori del settore, hanno approvato un medesimo ordine del giorno, proposto dalla CIA, con il quale si chiede il rifinanziamento della legge n. 81 del 2006 e, quindi, la proroga per altri tre anni delle agevolazioni contributive per le aziende che assumono manodopera agricola e che operano in aree svantaggiate, come le zone montane e le regioni dell'ex obiettivo 1, periodo che qui viene limitato a soli tre mesi.Ben altri sono quindi gli interventi necessari per ridare slancio al settore agricolo in Sicilia. Questo provvedimento fa passi indietro rispetto a quanto era previsto nella legge finanziaria 2008 varata dal Governo di centrosinistra. La CIA siciliana ha chiesto l'istituzione di una cabina di regia per migliorare il sistema dei controlli sulle derrate agricole di provenienza extra UE e un incontro urgente con il Governo per confrontarsi su questi argomenti.È necessario, infatti, trovare sistemi per abbassare i costi di produzione riducendo, per esempio, le accise sui carburanti e abbattendo le aliquote IVA sui fattori di produzione, dal gasolio ai concimi, ai fitofarmaci.Gli agricoltori siciliani chiedono l'azzeramento dell'accisa sul gasolio, utilizzato in tutte le attività agricole e zootecniche, la riduzione dell'aliquota IVA sui carburanti e di quella sul vino. Inoltre, chiedono di fissare al 4 per cento l'IVA sulla nuove strutture realizzate nell'ambito dei piani di sviluppo rurale e di ridurre del 50 per cento le aliquote relative all'acquisto dei beni e dei servizi necessari allo svolgimento dell'attività agricola.
Allora l'invito che rivolgo al Governo è di ascoltare le istanze degli operatori del settore, aprendo con urgenza un tavolo di confronto con le associazioni degli agricoltori siciliani, al fine di individuare misure condivise per fronteggiare la crisi del settore agricolo e le sue prospettive future, impegnandosi affinché sia modificato il tetto massimo del de minimis che, attualmente, prevede un intervento non superiore a 7.500 euro in tre anni, aumentandolo a 50.000 euro, nel triennio, come avviene per gli altri settori; e impegnandosi per la sua parte a introdurre agevolazioni fiscali, quali la riduzione del 50 per cento delle aliquote Iva per l'acquisto dei beni e dei servizi necessari all'esercizio dell'attività agricola, la riduzione dell'Iva al 4 per cento sui carburanti utilizzati in agricoltura e l'abolizione delle accise sulle attività agricole e zootecniche.Solo così il Governo potrà dire di avere sostenuto un settore che è strategico per lo sviluppo della Sicilia. La richiesta, quindi, in questo momento è quella di migliorare il testo in trattazione con gli emendamenti che sono stati proposti dal Partito Democratico".

venerdì 2 gennaio 2009

"Milioni di bambini muoiono di malaria..."(A.Bettozzi)

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Ecco un'altra poesia del poeta Armando Bettozzi,che ringrazio per l'attenzione che ha verso questo blog e verso i bambini. Orazio Vasta
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Malaria !
(milioni di bambini muoiono di malaria.
I medicinali a loro disposizione o sono inefficaci
o sono contraffatti.
I soldi per le medicine buone non ci sono.
Né tanto meno per operazioni di disinfestazioni
a tappeto
)

La notte non di stelle ma di voli
riempie l’aria calda intorno al sonno
di bimbi senza sogni.
Voli sottili, silenziosi e sparsi
s’aggirano pungenti e minacciosi
che neanche il cielo, vede.
Van seminando il seme della morte
negl’indifesi corpi ai mali avvezzi
e rassegnati e stanchi.
E senza vergognarsi, la vergogna
vola anch’essa, seppure mestamente,
sopra capanne e fango,
sopra la mano che soltanto chiede
di non morire, e che non può pagare:
ma la vergogna, ignora,
e l’uomo sta a guardare.

Armando Bettozzi

"Buon 2009 a tutti i Veneti e a tutti gli amici dei Veneti!"(di Gianluca Busato-Pnv)

Lo statalismo neocanagliesco primo nemico della libertà dei Veneti
Molti ritengono di secondaria importanza la questione economica nell’analisi politica. Si può convenire che la profondità delle argomentazioni stia altrove, nella giustizia, nella filosofia, nella letteratura, nell’arte (anche quella militare), nelle scienze sociali, o nelle scienze tout court.Sì, senz’altro è vero, i soldi sono poca cosa di per sé e quel poco anche molto volgare.E come non essere d’accordo?
Già. Però non si capisce perché sul soldo sonante si intrecci l’interesse di chi ci governa, di chi ora ci sprona all’ottimismo.
Se il soldo è così importante, in tempo di crisi varrà pure la pena di tenerlo da parte, no?Proprio perché siamo ottimisti e prevediamo un 2009, forse un 2010, di sicuro un 201X con il nostro Veneto indipendente e felice, vale la pena di tenercelo per tempi migliori questo piccolo soldo che ci è rimasto.
Non si capisce perché dobbiamo cominciare noi cittadini, figli di nessuno, a ingenerare l’ottimismo nelle facce di bronzo che ci hanno portato nella situazione attuale.
Risparmio, risparmio, solo risparmio, questo è l’unico consiglio che come indipendentisti veneti ci sentiamo di dare.
Se proprio non ve la sentite di fare altrimenti, investite solo in fondi obbligazionari i cui emittenti abbiano la tripla A.
Comprate terra.
Aprite un conto all’estero per lasciare un piccolo deposito di salvaguardia, fatelo al più presto: ci si mette veramente poco tempo ad andare una mattina in stati meno malmessi di quello italiano, Austria, o Svizzera, per esempio.Molte banche svizzere o austriache hanno uffici di rappresentanza nelle città venete. Hanno personale che parla la nostra lingua, preparato e cordiale, che saprà darvi preziosi consigli, disinteressati dalla “salvaguardia dello stato italiano” che tanto commuove i nostri politicanti e i vari rappresentanti delle “parti sociali(ste)” che anche in questi giorni si premurano di convincerci a lavorare gratis per il Grande Fratello italiano che soffre del nostro egoismo.Altrimenti continuate pure a fidarvi dei barzellettieri e di coloro che non hanno mai dovuto lavorare un giorno nella loro vita, grazie alla vostra solidarietà.
Ecco il nostro augurio per l’anno che verrà: vi auguriamo che sappiate resistere alle sirene dei giornali e delle tv italiane che cercheranno di convincervi a spendere i vostri soldi per tappare il colabrodo di uno stato la cui vita finanziaria ha i giorni contati e che forse non vedrà nemmeno il 2010.
Resistete anche ai falsi consiglieri finanziari, sotto qualsiasi forma essi si presentino, che cercheranno di rubarvi i vostri risparmi per arginare la diga pericolante di carta straccia degli oltre 330 miliardi di euro di bot italici in scadenza nel prossimo marzo.
Imparate a distinguere bene il vostro più grande nemico, tra i molti mostri che minacciano la nostra felicità, ovvero questo stato tricoloruto tenuto in piedi malvagiamente con gli artifizi diabolici dei nostri mefistofelici governanti assetati dei nostri (pochi) soldi.
Ricordiamoci che più poveri saremo e meno libertà potremo avere, anche quelle fondamentali.A quel punto la cultura, la filosofia, la musica, l’arte e le scienze resterebbero solo un ricordo di quando avevamo da parte il tempo da dedicarci.
Tenetevi stretti i vostri soldi e le libertà che essi vi assicurano.
E aderite in fretta alla causa per l’indipendenza veneta, perché solo uno Stato Veneto leggero e giusto saprà rispettare i cittadini Veneti, unici sovrani e artefici della propria felicità.
Buon 2009 a tutti i Veneti e a tutti gli amici dei Veneti!
Gianluca Busato
Segretario Pnv

Per un 2009 con e per Nessuno tocchi Caino

Caro Orazio,
un anno fa, con il voto dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite sulla Moratoria Universale delle esecuzioni capitali, abbiamo raggiunto un obiettivo di portata storica per il nostro Paese e di grande rilievo umano e civile per il mondo intero. E’ stato il risultato di quasi tre lustri di impegno di noi Radicali da quando nel 1993 abbiamo costituito “Nessuno tocchi Caino” proprio per conseguire l’obiettivo della Moratoria Universale, a cui abbiamo dato corpo – letteralmente! – con scioperi della fame e della sete, ma anche con iniziative politiche, istituzionali, manifestazioni quali le Marce di Natale e di Pasqua a San Pietro e altre iniziative nonviolente.
Essendo l’iniziativa nonviolenta, come è proprio della forma e del metodo di lotta radicale, volta non a vincere, ma a convincere (a “vincere con”), siamo felici che essa sia servita a mobilitare parlamenti e opinione pubblica di tutto il mondo e abbia aiutato i governi a conquistare all’ONU l’obiettivo umanamente oltre che politicamente rilevante della moratoria universale delle esecuzioni capitali. Non c’è stato solo il successo all’ONU sulla Moratoria. Dalla fondazione di Nessuno tocchi Caino ad oggi, grazie all’opera di formiche che ci ha caratterizzato e alla teoria di fatti che abbiamo compiuto o concorso a determinare e che, dal ’96, documentiamo ogni anno nel nostro Rapporto su “La Pena di morte nel mondo”, ben 50 Paesi hanno abbandonato la pratica delle esecuzioni capitali.
Ciò ha significato nel mondo, ogni anno e per gli ultimi quindici anni, centinaia se non migliaia di fucilati, di impiccati, di decapitati e di lapidati in meno.
Se consideriamo che dal ’93 ad oggi le risorse finanziarie di Nessuno tocchi Caino non hanno superato mediamente i 250 mila euro l’anno e che il 70 per cento di tali risorse è stato dedicato esclusivamente a iniziative mentre il restante 30 per cento è stato impegnato in spese di struttura e di personale (non più di 7 persone a tempo pieno), tutti possono stimare, nel rapporto costi-benefici, lo straordinario valore “produttivo” della nostra “impresa”.
Chiunque in questi anni abbia sottoscritto le nostre “azioni”, attraverso la quota di iscrizione o il contributo dato all’associazione, oggi è in grado di valutare il frutto di tali azioni e, quindi, il valore del proprio investimento. E perciò può decidere se non convenga continuare - e, per chi non lo ha mai fatto, cominciare - a farci fiducia sottoscrivendo le azioni e i progetti di Nessuno tocchi Caino per il 2009, che sono già pronti o in via di attuazione come quello sulla Repubblica Democratica del Congo.
Come Pier Paolo Pasolini ci invitava a fare, occorre “dimenticare subito i grandi successi” e guardare avanti. Anche perché il lavoro duro comincia ora e bisogna raddoppiare gli sforzi per evitare che il successo al Palazzo di Vetro sia consumato e logorato, per arrivare, attraverso le moratorie, all’abolizione definitiva della pena capitale. Con il voto del 18 dicembre, infatti, è come se l’Assemblea Generale dell’ONU avesse chiuso un contratto con gli Stati membri e, come avviene nei contratti, le difficoltà iniziano dopo la firma, quando si tratta di dargli applicazione.
Occorre diffondere la Risoluzione nel mondo, continuare a monitorare la situazione Paese per Paese, organizzare eventi politici, parlamentari e pubblici in Paesi che ancora praticano la pena di morte perché sia accolta l’indicazione dell’ONU. Noi siamo già impegnati in progetti per l’attuazione della moratoria su diversi fronti caldi: l’Africa, le Repubbliche ex sovietiche dell’Asia centrale, il Sud-est asiatico...
Contemporaneamente, l’obiettivo immediato è: abolire i “segreti di Stato” sulla pena di morte.
Perché molti Paesi, per lo più autoritari, non forniscono informazioni sulla sua applicazione, e la mancanza di informazione dell’opinione pubblica al riguardo è anche causa diretta di un maggior numero di esecuzioni.
A tal fine, il Segretario Generale dell’ONU istituisca la figura di un Inviato Speciale che abbia il compito non solo di monitorare la situazione ed esigere una maggiore trasparenza nel sistema della pena capitale, ma anche di continuare a persuadere chi ancora la pratica ad adottare la linea stabilita dalle Nazioni Unite: “moratoria delle esecuzioni, in vista dell’abolizione definitiva della pena di morte.”
Ne discuteremo al prossimo Congresso di Nessuno tocchi Caino che prevediamo a febbraio come occasione per il rilancio della campagna per la Moratoria Universale, assolutamente necessaria per evitare che sia dissipato lo straordinario successo di un anno fa al Palazzo di Vetro.
Per questo ti chiediamo di darci forza per sostenere un altro miglio di vita e di speranza della campagna ultradecennale di Nessuno tocchi Caino e del Partito Radicale. Invia subito la tua quota di iscrizione per il 2009 e/o versa un contributo volontario; inoltre, decidi sin d’ora di destinare a Nessuno tocchi Caino la quota del “5 per 1000” della tua prossima Dichiarazione dei Redditi.
Auguriamoci un Buon Anno e che la forza della nonviolenza possa accompagnare ed illuminare il nostro cammino e la nostra lotta perché lo Stato cessi di essere Caino, responsabile e testimone di quella perversione secondo cui la vita si difende infliggendo la morte.
Emma Bonino
Marco Pannella
Sergio D'Elia
Elisabetta Zamparutti

"Combattere l'ingiustizia anche a costo della propria vita."(Ghandi)

La Redazione di ANTIMAFIAduemila vi augura "La felicità non viene dal possedere un gran numero di cose, ma deriva dall'orgoglio del lavoro che si fa; la povertà si può vincere con un sistema costruttivo ed è di fondamentale importanza combattere l'ingiustizia anche a costo della propria vita".
Ghandi

"MUY FELIZ NAVIDAD DE PARTE DE TODOS LOS MIEMBROS DE LA ASOCIACIÓN JUSTICIA Y VERDAD Y DE PARTE DE TODOS LOS NIÑOS EN SITUACIÓN DE CALLE..."

******************************Caro Orazio,anche se in ritardo desideriamo inoltrarti gli Auguri da parte della dott.ssa Chantal Hulin Jiraseck, direttamente dal Paraguay.
============
PER TUTTO L'APPOGGIO RICEVUTO DURANTE L'ANNO.
PRENDIAMOCI UN MOMENTO DI PAUSA NEL CAMMINO, PER RIEMPIRCI DI FORZA E PER ANDARE AVANTI.
TANTI AUGURI DI NATALE DA PARTE DI TUTTI I MEMBRI DELL'ASSOCIAZIONE "JUSTICIA Y VERDAD" E DA PARTE DI TUTTI I BAMBINI DI STRADA E DELLA ZONA RURALE CHE HANNO RICEVUTO UN AIUTO
.

POR TODO EL APOYO RECIBIDO DURANTE EL AÑO.HACEMOS UN ALTO EN EL CAMINO , PARA LLENARNOS DE FUERZA Y SEGUIR ADELANTE.MUY FELIZ NAVIDAD DE PARTE DE TODOS LOS MIEMBROS DE LA ASOCIACIÓN JUSTICIA Y VERDAD Y DE PARTE DE TODOS LOS NIÑOS EN SITUACIÓN DE CALLE Y DE LA ZONA RURAL QUE HAN RECIBIDO UN ALIVIO
.


Dra. Chantal Hulin
PresidenteAsociación Justicia y Verdad A
sunción - Paraguay


DISPENSARIO MEDICO
Teléfono: 595 021 612336
Dirección: Eusebio Ayala Nº 3389 - Asunción - Paraguay


DISPENSARIO MEDICO RURAL Y HOGAR DE NIÑOS MADRE TIERRA
La Colmena - Paraguay


SECRETARIA
Teléfono: 595 021 556952
Celular Part: 595 982101537
Dirección: Cacique Lambare Nº 4227


Mara Testasecca Comunicazione / Project Manager
Funima International Associazione Onlus
Cell. 333.8527668