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lunedì 29 settembre 2008

EPAP:17,7 milioni di euro spariti nel nulla, e tutti sono freschi e tranquilli!

Dopo quello che è successo, cioè la perdita di 15,7 milioni di euro, sono andato a spulciarmi i dati del bilancio dell'EPAP del 2007.
Quante cose "carine" ho riscontrato.

1) Gli Organi Statutari, cioè quelli che ci hanno fatto perdere 15,7 milioni di euro, hanno avuto un costo di € 1.279.423, ovvero di 2.477.308.372 delle vecchie lire (un mare di soldi!). In pratica basta che per soli 12 anni non si prendano gli stipendi ed il buco si ripiana.


2) In bilancio ci sono ben € 378.390 per compensi professionali e di lavoro autonomo. Chiederò a chi sono stati pagati, ... non vorrei che fossero gli stessi ....

3) Altri € 907.987 sono per spese varie. Spese varie? E che sono questi quasi due miliardi di vecchie lire per spese? Se sono caffè ... sono 1.134.983 ovvero 3.110 caffè al giorno! Altrimenti cosa sono queste spese per la "modica" cifra di € 907.987???

4) Il sistema informativo SIPA è costato nel 2007 ben € 255.260, ma aveva avuto un costo di € 186.720 nel 2006. E che fanno ogni anno in questo sistema informativo??? Sarà un sistema informativo collegato via satellite con i nostri neuroni cerebrali?
5) Ho tralasciato per ultimo questo dato che scrivo, perchè mi sembra il più bello: in bilancio ci sono € 2.097.949 (4.062.195.710 di vecchie lire) persi su titoli, il che significa che anche l'anno scorso la gestione è stata quanto meno ... discutibile.

Così la perdita di 15,7 milioni di euro va incrementata di altri 2, raggiungendosi la iperbolica cifra di € 17.700.000 persi, e che non ci troveremo più nelle nostre pensioni .... soldi buttati nel gabinetto!
Una gestione a dir poco sconcertante. Cifre e numeri fanno pensare, e mi rammarico di non aver letto prima questi numeri folli!
Forse ci vorrebbe una presa di coscienza da parte degli "Organi Statutari".
Un dietro-front, fare le valigie ed andare a casa, come avviene nelle migliori famiglie!
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Dal blog VIGOPENSIERO del 23 Settembre scorso...
SENZA PAROLE
Per tutti i colleghi ... andate a leggere questo comunicato del Presidente dell'EPAP a
questo link.I nostri versamenti annuali in pericolo?
Ma scherziamo?
Allora è meglio l'INPS!!!!
Parte dei nostri accantonamenti sono stati investiti in titoli della banca d’affari Lehman Brothers, per un importo di 10,7 e 5 milioni di euro!!!
Il Presidente dichiara che la sfortuna che il rimborso del titolo per 10,7 milioni era previsto per il 16 settembre 2008, il giorno successivo alla notizia del fallimento.
E poi ancora che la situazione è seria, non è da prendere “sottogamba".
Sono sconcertato, e penso di rivolgermi ad un legale: non si può giocare così con le nostre pensioni!

giovedì 25 settembre 2008

"La volpe e l'uva",Miccichè e la Regione siciliana...

SIAMO ALLA FRUTTA
Qua c'è da tirare in ballo la famosa favola "la volpe e l'uva".
L'on. Miccichè spara a zero sui costi folli della Regione Siciliana (
leggete qui su tgcom.it).
21.000 dipendenti e 2 miliardi di euro di deficit.
Ma lui non era per caso il Presidente dell'ARS quando avveniva e si consumavano questi misfatti?
Non voleva fare il Governatore?
E adesso spara a zero.

Certo che ha ragione la Regione affonda, ma lui dov'era?
Ai posti di comando, ma faceva finta di niente?
Oggi non essendo potuto arrivare all'uva ... come la volpe ... spara (ahimè a ragione) a zero sulla Regione Siciliana.
Ma dov'è stato durante la legislatura appena conclusa?
Oggi siamo alla frutta, e meno male che ci sono rimaste ancora le arance, le tanto bistrattate arance!

FONTE:VIGOPENSIERO BLOG- *******
Il titolo del post e la foto sono del blog A Rarika

mercoledì 24 settembre 2008

NEPOTISMO nella SICILIA dell'autonomista LOMBARDO

Riprendo dal blog "VIGOPENSIERO"....
Ecco per intero l'articolo di Emanuele Lauria, giornalista de La Repubblica.
PALERMO - Il Brunetta di Sicilia scivola sull'assunzione della figlia.
Non vedevano l'ora, i sindacati, di vendicarsi dell'assessore-sceriffo che un giorno sì e l'altro pure addita i fannulloni all'interno della Regione. E hanno presentato un perfido conto a Giovanni Ilarda, l'ex magistrato che ha annunciato una cura dimagrante per un ente pachiderma (21 mila dipendenti) e che si picca di aver ridotto in cinque mesi l'assenteismo del 57 per cento. Cobas, Sadirs, Siad e Ugl - sigle che rappresentano il 65 per cento dei dipendenti - hanno fatto sapere attraverso centinaia di volantini che nelle dorate stanze della Regione è entrata da poco anche Giuliana Ilarda, 27 anni. Proprio la figlia del "grande moralizzatore". Nominata dirigente, con contratto quinquennale, nell'ufficio di gabinetto di un collega di Ilarda senior, ovvero l'assessore ai Beni culturali Antonello Antinoro. Un incarico da 75 mila euro lordi annui, affidato per chiamata diretta. "Il governatore Lombardo ponga fine alla contraddizione fra la politica del rigore vantata davanti all'opinione pubblica e questi scandalosi privilegi della politica", dicono i sindacati autonomi. Anche il Pd è sceso in campo con il vicesegretario regionale Tonino Russo: "Ma l'assessore non prova neanche un po' di imbarazzo?". Una bufera che ha costretto la giovane, in serata, a dare le dimissioni dall'incarico. Ne ha dato notizia lo stesso assessore, confessando di aver commesso "una leggerezza" nel far assumere la figlia, "che pure può vantare una laurea con 110 e lode in discipline artistiche, parla due lingue ed è un'esperta di informatica". Gesto "apprezzato" dal governatore Raffaele Lombardo: "Risposta chiara. Il governo non offre il fianco alle pressioni di chi sta provando a rallentare l'opera di risanamento avviata". Ma il caso Ilarda squarcia il velo di una nuova parentopoli siciliana. I sindacati segnalano un'altra assunzione "eccellenti", fatta senza concorso: quella del figlio del sindaco di Palermo Diego Cammarata, entrato in una società partecipata dalla Regione. Ma l'elenco è lungo e riguarda soprattutto le nomine negli staff dei neo assessori: lo stesso Ilarda ha aperto le porte del proprio ufficio di gabinetto ad Antonella Scoma, sorella di Francesco (altro assessore di Lombardo). Il quale, a sua volta, ha fatto firmare un contratto da dirigente "esterna" a Danila Misuraca, sorella del deputato forzista Dore Misuraca. Mentre Ernesto Davola, già autista del sottosegretario Gianfranco Micciché, ha avuto un posto nel gabinetto dell'assessore al Bilancio Michele Cimino. E negli uffici della Regione hanno trovato sistemazione anche ex consiglieri regionali "trombati" alle elezioni di aprile: gli Udc Decio Terrana (anche lui prescelto da Ilarda) e Francesco Regina, assoldato dall'assessore all'Industria Pippo Gianni. Un rapporto di mutuo soccorso, attendendo il prossimo appuntamento con le urne.Dopo aver letto tutto ciò, a chi volete che importano le nostre arance vendute a 5 centesimi al chilo, o la mancanza di una rete viaria efficiente, o la burocrazia ridotta al minimo?
Pubblicato dal blog "VIGOPENSIERO"- http://corvigo.blogspot.com/

domenica 21 settembre 2008

"FEDERALISMO AGRICOLO"/2

L'Ingegnere Volante ha lasciato un commento sul post ""FEDERALISMO AGRICOLO"...":
Non capire che il Sud e la Sicilia sono mercati di sfogo popolati da consumatori - specie di ominidi in cattività il cui unico scopo è consumare i prodotti del Nord - è una colpa gravissima.Non capire poi che adesso l'intera Italia stia diventando colonia di altri paesi stranieri (casi eclatanti sono quelli della grande distribuzione francese sul nostro territorio) significa tenere gli occhi chiusi sulla realtà. Invocare perfino l'intervento delle multinazionali, come se già non bastassero i danni che hanno provocato fino a ora, non saprei proprio come definirlo!

L'Olanda, il paese in cui vivo, ha una superficie di circa una volta mezza quella della Sicilia.
Con 17.000.000 di abitanti, il suo territorio è quasi del tutto urbanizzato.
Eppure nelle aree rimaste verdi si fa una produzione intensiva di tre o quattro tipi di ortaggi e frutta, esportati e venduti in tutto il mondo, perfino negli Emirati Arabi. La qualità di questi vegetali è pessima.
Eppure l'Olanda è tra i primi quattro esportatori al mondo di prodotti agricoli!
La Sicilia, grazie al suo fertilissimo terreno, alle sue condizioni climatiche ideali e all'abnegazioni dei suoi "resistenti" coltivatori, ha un agricoltura la cui qualità è tra le più sopraffini al mondo.
Eppure la stra-massonica Unione Europea non ci consente di vendere le nostre arance, anzi ci obbliga a mandarle al macero.Quando ci decideremo ad uscire da questa Unione di banchieri-massoni-multinazionali che ci stanno rubando la felicità ogni giorno che passa?
Quando ci decideremo ad uscire dall'Euro e dal signoraggio monetario della Banca Centrale Europea, roccaforte della mafia finanziaria, vera sanguisuga dei popoli?
Solo prodotti Siciliani voglio mangiare, i migliori del mondo!
Solo i prodotti della mia terra voglio acquistare!
Abbasso la mafia politica di Roma!
Abbasso la mafia finanziaria di Bruxelles!
Viva la Sicilia libera di prosperare!

sabato 20 settembre 2008

CATANIA? AFFUNNAU!


Nella foto,CHE NON E' UN FOTOMONTAGGIO,l'allora sindaco Scapagnini bacia la mano al "Badrone" Silvio.
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Riprendo dal blog "VIGOPENSIERO",con una nota alla fine...
" Catania sta per diventare come Napoli.
La città abbandonata da Scapagnini in una voragine di debiti è senza servizio di raccolta dei rifiuti.
Molte le strade davvero piene di sacchetti, e di cassonetti traboccanti.
Ma nessuno indaga sulle colpe della voragine?
No!
Scapagnini si premia e lo si manda al Senato.
Tafuri si premia e gli si fa fare il commissario della Ferrovia CircumEtnea........
Voglio fare il commissario del Ponte sullo Stretto, e della Tonnara di Portopalo, e della Tonnara di Marettimo, e delle Miniere di Floristella, e del disastro di Ustica, e .... tutte cose che non so fare, ma ... gli altri che le fanno?
Compiono scempi e nessuno li punisce????".
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una nota:
Condivido il pensiero del mio amico Corrado Vigo,aggiungo solo un "piccolo particolare":SCAPAGNINI E' STATO ELETTO DUE VOLTE DAI CATANESI E A FUROR DI POPOLO. Lo stesso attuale sindaco,che ora piange con il piattino in mano teso verso lo stesso "Badrone",Berlusconi,non è altro che la continuità politica dello "scempio",alias Scapagnini. E allora? Catania affunnau! Complici anche quei catanesi complici delle clientele politiche,che votano "per conoscenza",che vegetano aspettando "il posto",che hanno relegato la loro dignità al nulla che avanza...Orazio Vasta

venerdì 19 settembre 2008

"FEDERALISMO AGRICOLO"/2

Ricevo e pubblico il commento di Nello Esposito sul post "Federalismo agricolo"(LATTE SICILIANO) ripreso dal blog "VIGOPENSIERO":
Già in passato ho avuto modo di parlare dei prodotti cinesi, ed ora voglio ribadire il concetto che in parte risponde al primo commento.
Le tante multinazionali produttrici alimentari, non hanno l'obbligo di indicare la provenienza dei semilavorati, aromi, ed ingredienti.
Bisogna, per esempio considerare, che la coldiretti ha indicato come il 2007 come anno in cui è triplicato il quantitativo di pomodoro concentrato priveniente dalla Cina, se si pensa che tale prodotto è LARGAMENTE usato come base per la realizzazioni di prodotti precotti, preconfezionati, (tipo 4saltinpadella) e che le nostre abitudini alimentari non ci classificano come consumatori diretti di concentrato di pomodoro, se ne deduce che le multinazionali alimentari ci vendono sotto il loro marchio un prodotto poco controllato proveniente dalla Cina.
Per ritornare invece al discorso del latte, giorni fa parlando con il mio amico catanese emigrato a milano Davide, lui mi diceva che sotto il suo condominio (in padania) c'è un distributore di latte alla spina, che eroga latte appena arrivato dalla vicina fattoria in appositi contenitori refrigerati.
Io mi sono collegato con il sito che distribuisce questi tipi di erogatori, e dalla mappa dei distributori presenti sul territorio della penisola italica, si può notare come questo tipo di commercio è principalmente diffuso al nord.
Quindi, mentre noi dobbiamo dare ai nostri figli il latte francese in contenitori tossici (ricordate qualche anno fa lo scandalo nestlè) loro hanno la facoltà di riassaporare un gusto che a me viene negato da circa 30 anni.
Nello Esposito

"FEDERALISMO AGRICOLO"...

Dal blog "VIGOPENSIERO"- http://corvigo.blogspot.com
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LATTE SICILIANO
"Dopo aver letto le notizia sul latte cinese, addizionato con colle ... ecco che torna in mente un pò a tutti di cominciare a consumare prodotti locali, come il latte.
Questa cisterna carica di latte, rientrava dal Ragusano; era diretta in uno stabilimento del Catanese.
E' vero il latte in questione costa di più, ma almeno sapete che è nostro, che i soldi spesi vengono ridistribuiti nella nostra regione.
Un federalismo agricolo ... utile a tutti i nostri agricoltori".

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Commenti(dal blog "Vigopensiero"):
linarena ha detto...
non mi fido del prodotto cinese e neanche di quello ragusano. Preferirei che fosse una multinazionale a certificare la bontà del latte venduto in scatola o nel recipiente di tetrapak.Credo che ormai il mercato artigianale non possa rassicurare alcuno sull'igienicità del prodotto e sul tipo di cultura praticato.Personalmente, dei piccoli non mi fido.Preferisco i grandi perchè il controllo è possibile ed è visibile.
18 settembre 2008 7.15
Anonimo ha detto...
Quindi preferisce la globalizzazione....con buona pace dei prodotti tipici (non meno contollati della multinazionali) e al diavolo il sapore e la solidarietà ai produttori isolani..Auguri per il suo fegato..sarà il primo a dover sopportare additivi, coloranti , aromatizzanti e grssi idrogenati. Componenti tipici dei prodotti delle grandi multinazionali.E i cosidetti "grandi" (dove vi sono grandi numeri in ballo e, quindi, facilità di corruzione)chi potrebbe controllarli in modo veramente obiettivo?Alcune settimane fa è stata data notizia della adulterazione di formaggi di marche famose (citate una sola volta e poi, chissà perchè, non se ne è sentito più parlare ) con la miscela con formaggi scaduti anche da 10 anni!Errare è umano...Fabrizio La Carrubba
18 settembre 2008 12.49
linarena ha detto...
errare è umano ma se erra la multinazionale il danno è enorme ed il controllo possibile. Se sbaglia il piccolo agricoltore non vedrò nulla e non sarò mai messa in condizione di verificare la causa del danno.
18 settembre 2008 13.00
Anonimo ha detto...
Il piccolo agricoltore, però, non erra - QUASI- mai per dolo o per speculazione.Ognuno è ovviamente libero di muoversi come crede e di dare esecutività alle proprie libere scelte; per non restare sul vago e per quanto mi riguarda, io acquisto solo dal furgoncino che mi vende in nero (ad esempio) della frutta buonissima, un pò cara ma che porta i segni inequivocabili della genuinità [pezzatura varia, colore non uniforme, qualche puntino nero gentile dono di un insetto (stanziale o di passaggio ... che importa) etc., etc.)]. Un saluto genuino

Brancolatore
18 settembre 2008 13.15

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Il blog A RARIKA invita a continuare il dibattito sull'argomento,intervenendo direttamente nel blog del mio carissimo amico Dott. Corrado Vigo,o lasciando un commento qui...

sabato 13 settembre 2008

CATANIA:SINTESI DI UN DISASTRO...CON IL PREMIO!

Berlusconi vorrebbe salvare Catania,

disastrata da Scapagnini,

con l'invio di 70 milioni di euro.

Tremonti non vuole.

Ma siamo impazziti?


Scapagnini ha ridotto Catania
sul lastrico,
e Berlusconi manda per premio 70 milioni?


E sempre per premio manda Scapagnini al Senato?


Ma siamo ammattiti?

Ciò è più grave della vertenza Alitalia!

Il colpevole del disastro economico c'è,
ma non lo si punisce.


Lo si premia.
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Fonte:VIGOPENSIERO- http://corvigo.blogspot.com/

venerdì 25 luglio 2008

GALBANINO,SCHIFEZZE E DENUNCE...

Dal blog dell'amico dottore agronomo di Trecastagni(CT)Corrado Vigo-http://corvigo.blogspot.com/ -per i lettori da A rarika...SENZA COMMENTO!
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Qualche giorno fa in uno dei tanti post sul rosso allura è stato scritto di fare una ricerca sul Galbanino, o similari, e sulle porcherie che in esso vi sono contenute.Ho letteralmente "studiato", e nei prossimi giorni vi scrivo con che cosa vengono prodotti questi formaggi, se così li possiamo chiamare.E' impressionante leggere che porcherie infilano dentro questi prodotti, e penso che mi asterrò d'ora in poi di acquistarne.Vi trascrivo parola per parola il testo (in azzurro) di una operazione eseguita pochi giorni fa dalla Guardia di Finanza, nella quale è stata sgominata una banda che riciclava di tutto, facendo poi confluire il prodotto nelle più grandi case per produrre il galbanino o similare.Nella truffa, inoltre, erano implicati anche due tecnici ed il direttore dell'ufficio di prevenzione veterinaria dell'ASL, che dovevano controllare, ed invece chiudevano tutti e due gli occhi!!!!ALTRO CHE DIA!!!!! E che ce ne facciamo della DIA dopo che leggiamo queste cose?Leggetelo tutto, c'è da rimanere sconcertati, perchè la truffa andava avanti da anni, ed era di dimensioni colossali.
CREMONA - Nel formaggio avariato e putrefatto c'era di tutto.
Vermi, escrementi di topi, residui di plastica tritata, pezzi di ferro.
Muffe, inchiostro. Era merce che doveva essere smaltita, destinata ad uso zootecnico. E invece i banditi della tavola la riciclavano.
La lavoravano come prodotto "buono", di prima qualità.Quegli scarti, nella filiera della contraffazione, (ri) diventavano fette per toast, formaggio fuso, formaggio grattugiato, mozzarelle, provola, stracchino, gorgonzola. Materia "genuina" - nelle celle frigorifere c'erano fettine datate 1980! - ripulita, mischiata e pronta per le nostre tavole. Venduta in Italia e in Europa. In alcuni casi, rivenduta a quelle stesse aziende - multinazionali, marchi importanti, grosse centrali del latte - che anziché smaltire regolarmente i prodotti ormai immangiabili li piazzavano, - senza spendere un centesimo ma guadagnandoci - a quattro imprese con sede a Cremona, Novara, Biella e Woringen (Germania).Tutte riconducibili a un imprenditore siciliano. Era lui il punto di riferimento di marchi come: Galbani, Granarolo, Cademartori, Brescialat, Medeghini, Igor, Centrale del Latte di Firenze. E ancora: Frescolat, Euroformaggi, Mauri, Prealpi, e altre multinazionali europee, in particolare austriache, tedesche e inglesi. E' quello che si legge nell'ordinanza del pm cremonese Francesco Messina. Un giro da decine di milioni di euro. Una bomba ecologica per la salute dei consumatori.Le indagini - ancora aperte - iniziano due anni fa. A novembre del 2006 gli uomini della Guardia di Finanza di Cremona fermano un tir a Castelleone: dal cassone esce un odore nauseabondo. C'è del formaggio semilavorato, in evidente stato di putrefazione. Il carico è partito dalla Tradel di Casalbuttano ed è diretto alla Megal di Vicolungo (Novara). Le due aziende sono di Domenico Russo, 46 anni, originario di Partinico e residente a Oleggio. E' lui l'uomo chiave attorno al quale ruota l'inchiesta. E' lui il dominus di una triangolazione che comprende, oltre a Tradel e Megal, un terzo stabilimento con sede a Massazza, Biella, e una filiale tedesca. Tradel raccoglie, sconfeziona e inizia la lavorazione. Megal miscela e confeziona. A Casalbuttano i finanzieri trovano roba che a vederla fa venire i conati. Prodotti caseari coperti da muffe, scaduti, decomposti e, peggio ancora, con tracce di escrementi di roditori. Ci sono residui - visibili a occhio nudo - degli involucri degli imballi macinati. Dunque plastica. Persino schegge di ferro fuoriuscite dai macchinari. La vera specialità della azienda è il "recupero" di mozzarelle ritirate dal mercato e stoccate per settimane sulle ribalte delle ditte fornitrici, di croste di gorgonzola, di sottilette composte con burro adulterato, di formaggi provenienti da black out elettrici di un anno prima. "Una cosa disgustosa - racconta Mauro Santonastaso, comandante delle fiamme gialle di Cremona -. Ancor più disgustoso - aggiunge il capitano Agostino Brigante - , è il sistema commerciale che abbiamo scoperto".
Non possono ancora immaginare, gli investigatori, che quello stabilimento dove si miscela prodotto avariato con altro prodotto pronto è lo snodo di una vera e propria filiera europea del riciclaggio. Mettono sotto controllo i telefoni. Scoprono che i pirati della contraffazione sono "coperti" dal servizio di prevenzione veterinaria dell'Asl di Cremona (omessa vigilanza, ispezioni preannunciate; denunciati e sospesi il direttore, Riccardo Crotti, e due tecnici).Dalle intercettazioni emerge la totale assenza di scrupoli da parte degli indagati: "La merce che stiamo lavorando, come tu sai, è totalmente scaduta... ", dice Luciano Bosio, il responsabile dello stabilimento della Tradel, al suo capo (Domenico Russo). Che gli risponde: "Saranno cazzi suoi... " (delle aziende fornitrici, in questo caso Brescialat e Centrale del Latte di Firenze, ndr). Il formaggio comprato e messo in lavorazione è definito - senza mezzi termini - "merda". Ma non importa, "... perché se la merce ha dei difetti. .. io poi aggiusto, pulisco, metto a posto... questo rimane un discorso fra me e te... " (Russo a un imprenditore campano, si tratta la vendita di sottilette "scadute un anno e mezzo prima"). Nell'ordinanza (decine le persone indagate e denunciate: rappresentanti legali, responsabili degli stabilimenti, impiegati, altre se ne aggiungeranno presto) compaiono i nomi delle aziende per le quali il pm Francesco Messina configura "precise responsabilità".Perché, "a vario titolo e al fine di trarre un ingiusto profitto patrimoniale, hanno concorso nella adulterazione e nella contraffazione di sostanze alimentari lattiero-casearie rendendole pericolose per la salute pubblica". Il marchio maggiormente coinvolto - spiegano gli investigatori - è Galbani, controllato dal gruppo Lactalis Italia che controlla anche Big srl. "Sono loro i principali fornitori della Tradel. Anche clienti", si legge nell'ordinanza. Per i magistrati il sistema di riciclaggio della merce si basa proprio sui legami commerciali tra le aziende fornitrici e la Tradel. Con consistenti vantaggi reciproci. Un business enorme: 11 mila tonnellate di merce lavorata in due anni. Finita sugli scaffali dei discount e dei negozi di tutta Europa. Tremila le tonnellate vendute in nero. E gli operai e gli impiegati? Erano consapevoli. Lo hanno messo a verbale. Domanda a un'amministrativa: "Ha mai riferito a qualcuno che la merce era scaduta o con i vermi?". Risposta: "No, tutti lo sapevano".

lunedì 12 maggio 2008

L'AMORE PER LA TERRA...

E' nuovamente disponibile "Il Petraro", un racconto favoleggiante di Corrado Vigo sull'agrumicoltura siciliana.
In questo racconto viene descritto il legame amoroso che nonno Placido (nella foto della copertina) ha avuto con l'agrumeto di famiglia, legame che ha trasferito a Corrado.
Chi volesse acquistare "Il Petraro" può farlo solo on-line su lulu.com,
cliccando qui.
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