martedì 8 aprile 2008

Democrazia nella comunicazione

Ricevo dal professore Antonio Ciano(nella foto), pubblico e linko "tra i preferiti" il sito www.megachip.info/index.php ...
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"Orazio,puoi inserire questo link tra i preferiti del tuo blog? E' interessante e potrebbe aiutare,tramite i tuoi lettori, a costruire il canale satellitare Progetto Canale Zero, e penso, lo si debba sostenere. La Regione Lazio ha già raggiunto 339 adesioni, facciamo che anche la Sicilia possa aumentare le sue.L'informazione è il nerbo della democrazia,e In italia non siamo liberi di dire la nostra, e come Partito del Sud e come persone.Rete4 è abusiva, occupa frequenze di Europa 7 del Sig. Di Stefano e grazie al centro sinistra continua a trasmettere mentre siamo costretti, noi italiani, a pagare 300 mila euro al giorno di multa alla comunità europea come sanzione, e Berlusconi guadagna miliardi con spot e mentre viene oscurata da un imprenditore romano TMO Gaeta, la prima telesctreet italiana, contro ogni norma del parco Riviera di Ulisse e del comune di gaeta che con ordinanza sindacale hanno vietato l'intromissione di nuove attrezzature che producono inquinamento elettromagnetico.
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Europa 7 Cronaca: La notizia viene da Marco Travaglio. Sulle pagine de L'Unità di sabato ("Uliwood party" pagina 10) «il 1° aprile (e quando, se no?) il Consiglio dei ministri ha varato un decreto per l'immediata esecuzione di tutte le sentenze della Corte europea di giustizia di Lussemburgo.Tutte tranne una: quella del 31 gennaio 2008, che dichiara illegittime le nostre leggi sulla tv perché consentono a Rete4 di trasmettere sulle frequenze analogiche che spettano a Europa7 in virtù della celebre gara per le concessioni nazionali del 1999, vinta da Europa7 e persa da Rete4. Perché mai quella sentenza no e tutte le altre sì? «Perché ­ spiega il ministro Emma Bonino - non aveva carattere di urgenza. Se si trova una soluzione, può essere presa in considerazione più avanti o in un secondo decreto». Più avanti? Secondo decreto? Ma il governo è agli sgoccioli e tra un mese ­se tutto va male­ potrebbe insediarsi il governo Berlusconi III. La lasciamo eseguire a lui la sentenza che manda Rete4 su satellite? Cos'è, un pesce d'aprile? Proprio l'altroieri, sul Sole-24 ore, il consigliere di Mediaset Gina Nieri dettava la linea ai partiti. Questa gente è talmente abituata a scriversi le leggi su misura, da avere smarrito ogni pudore. «Nella vulgata dei Grillo e dei Di Pietro ­dice la Nieri- Rete4 è illegale e usurpa le frequenze di Europa7. Ma non lo è affatto: lo provano le leggi approvate dal 2003 in poi»
Vieni avanti decretino.
Cioè il decreto salva-Rete4 e la Gasparri, fatte da Berlusconi pro domo sua e bocciate dalla Corte europea, come pure la Maccanico del '97 e il principio ispiratore della Gentiloni, per via dell'infinita «fase transitoria» che mantiene lo status quo in attesa del mitico, anzi mitologico digitale terrestre. Aggiunge la Nieri: «Dai programmi del Pd e del Pdl Mediaset non ha nulla da temere». Anzi quello del Pd le piace tanto perché «non c'è il tetto del 45% alla pubblicità». Insomma, sarebbe ancor più favorevole a Mediaset della già blandissima Gentiloni (peraltro mai approvata).Sulla questione interviene Beppe Giulietti, portavoce di Articolo 21 e candidato per l'Italia dei Valori. Servono chiarimenti dal Governo «poichè si tratta di materia estremamente delicata e su cui non è possibile avere margini di ambiguità, il governo dovrebbe farci sapere le ragioni per le quali solo questa sentenza non è stata recepita. La "mancata urgenza" non sarebbe comunque una motivazione accettabile perchè in questo caso poteva e doveva valere anche per le altre». Inoltre, «appare singolare - aggiunge il portavoce di Articolo 21 - che in Italia la mancata urgenza riguardi sempre e comunque la televisione, l'assetto dei media e il conflitto di interessi». A questo punto, conclude Giulietti, «si trovi il modo di recepire immediatamente anche questa sentenza e le direttive della Commissione Ue che hanno già stabilito la procedura di infrazione sempre in materia di frequenze e che fra breve faranno scattare una bella multa che dovranno pagare i contribuenti».Dello stesso avviso Roberto Cuillo, vice responsabile Informazione del Partito Democratico. Le direttive europee «debbono essere recepite e non si può lasciare nessuna ombra sulla vicenda di Europa 7». il quale «proprio perché non va adottato nessun provvedimento di carattere punitivo nei confronti di chiunque, neanche di Mediaset, e anche perché riconosciamo il valore e la ricchezza di questa azienda in un sistema pluralista, è giusto sempre avere i principi di giustizia come valori di riferimento». A Francesco Di Stefano, creatore di Europa 7, prosegue Cuillo, «deve essere riconosciuto un diritto sancito da tutti i tribunali italiani ed europei: questo vale per tutti i governi di qualsiasi orientamento politico. È importante - conclude l'esponente del Pd - che tutte le forze politiche esprimano un parere su questo prima delle elezioni nel nome del diritto alla trasparenza di tutti i cittadini».

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