giovedì 25 settembre 2008

KOSOVA:la Lingua, la Letteratura e la Cultura Albanese

PRISHTINA : 27° Seminario per la Lingua, la Letteratura e la Cultura Albanese
Scritto da Italo Costante Fortino
Il 2008 per la Repubblica della Kosova è un anno particolare in quanto ha segnato la sua indipendenza come stato con l'aspirazione a diventare membro dell'Unione Europea.L'Università di Prishtina, che dal 1974 ha organizzato, con scadenza annuale, il Seminario Internazionale per la Lingua, la Letteratura e la Cultura Albanese, ha voluto quest'anno celebrare l'evento con una presenza più numerosa del solito di partecipanti, 200 persone tra studenti e studiosi.
Albanologia provenienti da tutto il mondo - USA, Russia, Francia, Germania, Italia, Polonia, Giappone, Cina, Grecia, Albania, Spagna, Macedonia, Montenegro, Slovenia ecc. - hanno partecipato, con relazioni, sia alle attività del Seminario vero e proprio, che ha avuto luogo dal 18 al 27 agosto 2008; sia alla Sessione scientifica che ha fatto seguito (28-29 agosto).

a. Corsi di lingua albanese
E' ormai un dato di fatto la riconosciuta qualità del livello dei corsi di lingua, indirizzati a studenti e a quanti desiderino approfondire le proprie conoscenze linguistiche. I corsi si svolgono in lingua albanese e si sviluppano su tre livelli, sulla base delle conoscenze di partenza dei partecipanti.I corsi di lingua sono integrati da una serie di conferenze tenute da studiosi di albanologia di varia provenienza, su tematiche che vertono sulla lingua, la letteratura, l'antropologia, la storia, l'economia, il folklore. Quest'anno, nell'ambito di queste conferenze, sono state affrontate nello specifico tre tematiche relative a

1) "La Lega di Prizren",

2) "L'attività di ricerca del linguista albanese Eqrem Çabej",

3) "Il Congresso di Monastir". Dalle relazioni è emersa la tendenza, pur trattando tematiche legate al mondo albanese, ad allargare lo sguardo al di là dell'ambito territoriale e a seguire echi e riflessi in uno spazio che abbracci l'intera Europa. Questa dimensione è frutto anche della partecipazione di studiosi che si rifanno a metodologie e tradizioni di studi di diversa impostazione e di respiro più ampio. L'integrazione dei corsi di lingua con momenti di dibattito su importanti tematiche rappresenta uno stimolo di notevole portata anche per gli stessi studenti impegnati negli approfondimenti linguistici. Il corso ha assunto questa configurazione sulla base dall'esperienza maturata degli anni, a partire dal 1974, e per l'apporto degli studiosi albanologi di varia provenienza.
b. Sessione scientifica
La sessione scientifica, che segue ai Corsi di lingua albanese, affronta temi di linguistica e temi di letteratura.

b.1 La sezione linguistica, che quest'anno aveva come tema: "L'albanese e le conseguenze della globalizzazione", ha registrato la presenza di 61 studiosi con altrettante comunicazioni. Come si sa, la lingua albanese standard si è andata affermando dal 1952, ma in maniera più incisiva dal Congresso di Tirana del 1972, quando sono state stabilite le norme ortografiche. Fino agli anni '90 del secolo scorso l'albanese è stato scritto seguendo con rigore le regole dello standard imposto dal Congresso di Tirana. Con la fine del regime comunista e con l'avvento del fenomeno della globalizzazione, anche la lingua albanese ha avvertito una sensibile accelerazione dei mutamenti linguistici, dovuti a fattori esterni e fattori interni.Sulla base degli influssi esterni, l'albanese ha visto accelerare il fenomeno dei cambiamenti a causa dell'incidenza dei mass media e degli spostamenti sempre più frequenti delle persone. L'inglese e l'italiano aggrediscono con più frequenza il lessico albanese, mentre nelle nuovissime generazioni e in ambiente migratorio l'albanese cede con facilità di fronte alle lingue di nuova acquisizione.Per quanto riguarda i fattori interni, si registra la tendenza ad aprire agli apporti delle varietà dialettali, soprattutto al ghego, estromesso dal Congresso di Tirana del 1972 nella formazione dello standard. Il problema dell'apporto del ghego in uno standard linguistico rivisitato è oggetto di dibattito anche a livello di commissioni dell'Accademia d'Albania e dell'Accademia della Kosova, ma finora con pochi risultati.

b.2 La sezione letteraria, che ha avuto come tema "La Kosova e la letteratura albanese", ha visto la partecipazione di 65 studiosi con altrettante comunicazioni. Era atteso un tema del genere quest'anno, perché si celebrava il grande evento dell'indipendenza della Kosova, sentita aspirazione di tutta la popolazione albanese kosovara e di tutti gli intellettuali. Il tema della Kosova è stato affrontato dai 65 studiosi da varie angolazioni nell'ambito della creazione letteraria, sia da un punto di vista teorico connesso alla critica letteraria e ai giudizi di valutazione, sia da un punto di vista della presenza tematica nei vari autori. Nel primo punto è emerso anche il problema di una letteratura albanese kosovara rispetto a una letteratura albanese che abbracci tutte le realtà geopolitiche, mentre nel secondo punto i relatori hanno presentato uno spettro molto ampio: dalla "Kosova" nell'opera di Kadare, a quella degli arbёreshё Giuseppe Schirò di Maggio, Pino Cacozza, Vorea Ujko e altri; e ancora la "Kosova" nell'opera di M. Kuteli, di J. Xoxa, di K. Trebeshina, di A. Podrimja, di D. Agolli, di A. Spahiu ed altri. E' stato un apporto estremamente interessante e dettagliato, con riflessioni che hanno messo in luce il tema centrale, che di volta in volta vedeva intrecciarsi la ragione politica con quella letteraria con apprezzati risvolti estetici.

Conclusioni
Il Seminario di Prishtina di quest'anno ha segnato il massimo dell'organizzazione e della funzionalità sia rispetto al numero dei partecipanti, sia rispetto alla qualità e alle spinte innovative. Coronava 34 anni di attività con l'indipendenza della Kosova, per la quale indipendenza il Seminario Internazionale ha svolto un ruolo non secondario. I legami internazionali che ha saputo creare sono stati tantissimi, i centri di ricerca che si interessano di albanologia sono stati tutti messi a contatto con possibilità di scambi e di confronti. In sintesi ha creato una rete internazionale, un network, che ha attivato settori altrimenti isolati e di poco respiro e che ha segnato profondamente la stessa storia politico-culturale della Kosova.In questo senso il Seminario ha concluso positivamente una fase importante della storia recente della Kosova. Ora si prospetta una nuova fase, quella che potremmo chiamare della ricostruzione, con prospettive molto interessanti perché puntano sul rinnovamento delle stesse potenzialità.Forse lo hanno già capito gli stessi organizzatori, nel momento in cui, quest'anno, hanno messo in gioco, con la loro partecipazione alle attività del Seminario, un nutrito numero di studiosi di nuova generazione dotati di competenza e grinta.

A cura del Prof. Italo Costante Fortino,
Università Orientale di Napoli
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