lunedì 8 dicembre 2008

Il CASO GAETA-SAVOIA ...con contorno di askarismo....

Riceviamo dall'Ufficio stampa del Comune di Gaeta e pubblichiamo in "prima pagina" perchè il comunicato del consigliere comunale Rosario Cienzo,del gruppo consiliare di maggioranza,DENUNCIA la pratica dell'askarismo...
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Comunicato stampa
A quanto pare, la lezione impartita da Matarazzo e compagni in soli 16 mesi è stata imparata fin troppo bene: proporre e pungolare in maniera costruttiva è lecito e doveroso, mentre è deleterio evitare il confronto con il Sindaco e i consiglieri di maggioranza ed utilizzare salotti pubblici improvvisati come luogo per il dibattito politico.

sistono già i luoghi deputati per questo: le sedi di partito o dei movimenti.
Resto stupito nel leggere sulla stampa locale le dichiarazioni del gruppo misto di maggioranza.

A dire il vero mi chiedo se sono ancora di maggioranza e soprattutto se vogliono lavorare per portare avanti il programma sottoscritto e condiviso da tutti per lo sviluppo di Gaeta, come da essi stessi affermato nella loro dichiarazione di indipendenza dai rispettivi gruppi politici.
Al consigliere La Selva, in particolare, ricordo che la sua elezione è avvenuta come candidato della lista civica “Riprendiamoci Gaeta” i cui obiettivi principali sono di recuperare i beni demaniali della nostra città ed ottenere, inoltre, il riconoscimento e risarcimento di quanto patito da Gaeta e dai suoi figli nel lontano assedio del 1860-61, nonché l’affermazione ed il recupero della dignità di tutto il popolo meridionale.

ssersi candidato ed aver ottenuto i voti necessari per diventare consigliere di tale lista significa aver pienamente riconosciuto i valori ispiratori e la leadership del suo ideologo, Antonio Ciano.
L’assenza in Consiglio comunale del gruppo misto è significato venir meno al ruolo istituzionale per i quali i consiglieri sono stati eletti, rinnegare le proprie scelte e tradire, mancando di rispetto, la città di Gaeta, la sua storia ed il sacrificio dei suoi figli.

Significa inoltre, tradire anche chi ha sempre lottato esponendosi in prima persona e diventando leader nazionale del Partito del Sud e che ha fortemente contribuito alla elezione a consigliere comunale di due canditati della lista civica Riprendiamoci Gaeta.
Rosario Cienzo
Consigliere Lista Civica per Raimondi

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A proposito dei fatti di Gaeta:
ONORE AGLI EROI DI GAETA !

(da "LA CONQUISTA DEL SUD" (1998)
di Carlo Alianello )
su
www.meridiosiculo.altervista.org/


=================================Pubblichiamo
una serie di interventi
su quello che ormai è considerato
"Il caso Gaeta-Savoia"...
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Dal blog http://partitodelsudgaeta.wordpress.com/ :
Gli eroi di Gaeta
Il 6 dicembre sono riapparsi nel consiglio comunale di Gaeta i nostri eroi del passato: Corrado Sacconi, Mimmo Guerra, Fabrizio Ciccariello, Fabio Luciani,Marzio Padovani, Cienzo Rosario,Marina Costabile,Fantasia Antonio, Luca Gallinaro,Daniele Paone, Valerio Vaudo.

Aggiungiamo ai questi meravigliosi ragazzi del Sud il Sindaco di Gaeta, dott. Antonio Raimondi, il presidente del Consiglio comunale Avv. Lino Magliuzzi e soprattutto l’assessore al demanio Antonio Ciano, autore del libro ” I Savoia e il massacro del Sud” che ha dato vita alla riscossa culturale dei meridionali.
I consiglieri della destra gaetana sono scappati come conigli di fronte alla storia.

Vergogna!
Ragazzi, siete stati meravigliosi, avete scritto una pagina di storia.

Il Sud vi ringrazia di cuore, un Santo vi sta benedicendo dall’alto dei Cieli, è Don Paolo Capobianco, lo aveva predetto.
Diceva che a Gaeta era finito il Regno delle Due Sicilie e da Gaeta doveva partire la riscossa del Sud. Son venuti da tutta Italia circa duecento compatrioti, molti arrivati in ritardo per la pioggia torrenziale, li ringraziamo tutti e un grazie doveroso va al Cap. Alessandro Romano che, con le sue immagini sulla distruzione di Gaeta da parte delle truppe cialdiniane, ha riempito di lacrime la folla che ha presenziato allo storico consiglio comunale della città simbolo del martirio del Sud.
I Savoia un anno fa, senza ritegno, chiesero alla nostra Repubblica 270 Milioni di Euro.
Gaeta fu attaccata a tradimento dalle truppe di Vittorio Emanuele II , senza dichiarazione di guerra, ai primi di novembre del 1860, l’assedio finì quattro mesi dopo, il 13 febbraio del 1861.
La città fu rasa al suolo da 160 mila bombe.
I morti furono migliaiai, mai censiti dalle autorità del tempo.
Il Regno d’Italia nacque il 17 marzo del 1861.
La prima richiesta di danni fu avanzata dal sindaco Raffaele Ianni il 28 febbraio, pochi giorni dopo la resa della fortezza e19 giorni prima della costituzione del regno d’Italia.
I danni ammontarono a 2.047.702.15 di lire del tempo, pari a 274 milioni di euro.
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GAETA.
GIUNTA DI PARTIGIANI DEL SUD ALZA LA VOCE.
L'OPPOSIZIONE SI NASCONDE
Il consiglio comunale straordinario affollatissimo ha rinnovatole motivazioni che spingono i consiglieri della maggioranza alla richiesta dei danni all'unanimità. Ridicolo ed antistorico l'atteggiamento dell'opposizione che esce dall'aula Gaeta. La grande attesa per il consiglio comunale straordinario in programma oggi, sabato 6 dicembre 2008, è stata coronata dal giusto successo. In tantissimi e provenienti da tutta Italia coloro che non hanno voluto mancare a quello che potrebbe diventare un evento storico.Massiccia la presenza degli esponenti e militanti del "Partito del Sud" che accoglievano all'ingresso gli intervenuti donando loro una fascia nera da mettere al braccio in segno di lutto per ricordare le vittime fatte dai Savoia nei vigliacchi bombardamenti ordinati dal criminale di guerra generale Enrico Cialdini durante l'assedio del 1860/61.All'ordine del giorno, come si saprà per la vasta eco suscitata nei giorni scorsi, la richiesta dei danni di guerra sotto la voce"150° Anniversario Unità d'Italia. Provvedimenti".Sull'Aventino i consiglieri dell'opposizione che abbandonano i lavori in segno di protesta, dimostrando poca democrazia, scarsa conoscenza storica e, soprattutto, nessun amore per la propria terra in omaggio alla demagogia di schieramento "politico" nel senso più moderno ed antistorico del termine.
Raccoglie applausi a scena aperta il sindaco Antonio Raimondi (nella foto sopra) che ricorda le fasi storiche che muovono la richiesta in discussione, ammonisce i Savoia a smetterla di fare gli "ignorantoni" facendo finta di non essere a conoscenza di quello che accadeva. "Quando si parla dell'incontro a Teano si ricorda sempre l'obbedisco di Giuseppe Garibaldi - ha detto il sindaco -ma quale fu la risposta di Vittorio Emanuele ? La risposta fu:"I suoi soldati sono stanchi, adesso tocca a me". Ed è da quel momento che lui affida al Generale Cialdini le operazioni militari.La storia non ammette ignoranza e Gaeta ha pagato per essere la "Fedelissima"- ha continuato il sindaco facendo l'elenco dei soprusi inflitti in punizione della sua fedeltà. Tra i quali spicca la demanializzazione che la obbliga a pagare l'uso del proprio suolo allo Stato italiano. Il capogruppo della lista Raimondi Domenico Guerra ha rafforzato la posizione del Sindaco e dell'assessore Antonio Ciano leggendo all'aula un documento storico dal quale si evidenzia come i Savoia fossero a conoscenza delle proprie malefatte riconoscendole per iscritto già nel 1965 un indennizzo di mille lire da distribuire tra i resistenti gaetani rifugiatisi a Nola.Lungo quanto entusiasmante il discorso dell'assessore Antonio Ciano, che ha spaziato dai momenti storici trattati nei suoi tanti saggi alla progettualità ed alla volontà di far largo ai giovani una volta raggiunta la fine della sua missione per restituire alla sua terra quello che il Demanio - pur facendo il suo lavoro - ha sottratto.Momenti di commozione intrecciata tra il sindaco e il combattivo assessore hanno creato un'attimo di magìa nella sala, che è scoppiata in un lungo ed emozionato applauso. Altro che lasciare ai giovani: che Dio lo regali anche alla politicamente malandata Napoli un'assessore-partigiano come lui.

Gino Giammarino
Fonte: www.ilbrigante.com
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PER L'ASSEDIO DEL 1861
Gaeta chiede i danni ai Savoia
La richiesta di risarcimento ammonta a 220 milioni di euro.
LATINA - Il Consiglio comunale di Gaeta con il solo voto della maggioranza di centrosinistra ha dato mandato alla giunta, guidata dal sindaco Antonio Raimondi, di avviare un'azione legale contro gli eredi di Casa Savoia. La causa, proposta dal leader del partito del Sud e assessore del comune pontino, Antonio Ciano, punta a chiedere i danni causati dai piemontesi durante l'assedio a quella che fu l'ultima roccaforte del Regno delle due Sicilie, nel 1861. La richiesta di risarcimento danni ammonta a 220 milioni di euro.

MOMENTO STORICO -
«Si tratta - ha affermato il sindaco Antonio Raimondi a margine della seduta del Consiglio - di un momento storico per la città perchè finalmente potremo fare una istanza forte, se non altro per il riconoscimento morale, di quanto accaduto dal novembre 1860 fino al 13 febbraio 1861. Per questo chiederemo anche un risarcimento danni anche se è l'aspetto storico, voglio sottolinearlo, che ci interessa. Gaeta - ha aggiunto il sindaco - ha pagato allora, in termini di crimini contro l'umanità perchè ci furono bombardamenti sanguinosi, e perchè da allora la mia città ha vissuto un inesorabile impoverimento a causa della decisione di demanializzare molti tratti del territorio. Impoverimento che paghiamo ancora oggi».
Fonte: www.corriere.it
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IL CASO
Assedio del 1861, Gaeta chiede ai Savoia 220 milioni di euro di risarcimento
Il Consiglio comunale ha dato mandato alla giunta di avviare un’azione legale contro gli eredi di Casa Savoia per i danni causati dai piemontesi tra il 1860 e il 1861. La replica del portavoce
Latina, 6 dicembre 2008 - Il Consiglio comunale di Gaeta con il solo voto della maggioranza di centrosinistra ha dato mandato alla giunta, guidata dal sindaco Antonio Raimondi, di avviare un’azione legale contro gli eredi di Casa Savoia.
La causa, proposta dal leader del Partito del Sud e assessore del comune pontino, Antonio Ciano, punta a chiedere i danni causati dai piemontesi durante l’assedio a quella che fu l’ultima roccaforte del Regno delle due Sicilie, nel 1861. La richiesta di risarcimento danni ammonta a 220 milioni di euro. "Si tratta - ha affermato il sindaco Antonio Raimondi a margine della seduta del Consiglio - di un momento storico per la città perchè finalmente potremo fare una istanza forte, se non altro per il riconoscimento morale, di quanto accaduto dal novembre 1860 fino al 13 febbraio 1861. Per questo chiederemo anche un risarcimento danni anche se è l’aspetto storico, voglio sottolinearlo, che ci interessa. Gaeta - ha aggiunto il sindaco - ha pagato allora, in termini di crimini contro l’umanità perchè ci furono bombardamenti sanguinosi, e perchè da allora la mia città ha vissuto un inesorabile impoverimento a causa della decisione di demanializzare molti tratti del territorio.Impoverimento che paghiamo ancora oggi".
LA REPLICA
Il lungo e cruento assedio di Gaeta, dal novembre 1860 al febbraio 1861, non fu condotto "dalla famiglia Savoia, ma dall’esercito piemontese, insieme ai garibaldini. Il Comune di Gaeta dovrebbe fare causa allo Stato italiano, non ai Savoia, ma è tutta una cosa risibile". È il commento del portavoce di Casa Savoia, Filippo Bruno di Tornaforte, alla notizia della richiesta di risacimento (per 220 milioni di euro) votata dal Comune di Gaeta nei confronti dell’ex dinastia reale. "L’assedio di Gaeta - ricorda Tornaforte interpellato dall’Agi - fu uno degli atti conclusivi del processo di unità nazionale. Un sogno, quello del Risorgimento, per il quale molti hanno perso la vita. Ma purtroppo - continua il portavoce dei Savoia - vedo che si prendono sempre più spesso pretesti per attaccare il processo risorgimentale, si difende l’identità delle Regioni, dei Comuni, svilendo il valore dell’Italia unita". Quella di Gaeta in sè e per sè, conclude Tornaforte, "è solo una boutade, anche perchè a questo punto vorrei sapere quanto ha guadagnato economicamente Gaeta dall’essere da 150 anni parte dell’Italia".

Fonte: http://quotidianonet.ilsole24ore.com
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Gaeta. Chiesti i danni ai discendenti dei Savoia per aver raso al suolo la città negli anni 60 del 1800
Ad un anno circa da che i Savoia avevano chiesto un indennizzo alla Repubblica per essere stati spodestati dal trono, l’amministrazione comunale di Gaeta avvia un’azione giudiziaria ai loro danni per l’invasione piemontese successiva all’unità d’Italia.I piemontesi approfittarono, intorno agli anni 60 del 1800, dei moti unitari per depredare lo stato del Mezzogiorno d’Italia, all’epoca dei fatti nelle mani dei monarchi dei Borbone.Gaeta oggi fa parte del Lazio ma fino al 1861 era in Terra di Lavoro provincia napoletana, così il Consiglio Comunale di Gaeta darà il via alla prima azione di risarcimento danni per i massacri e le distruzioni risorgimentali fatti dai Savoia. I discendenti attuali, ancora proprietari di tanti beni depredati a Sud a fine Ottocento, hanno avuto l’impudenza di chiedere i danni per il giusto esilio decretato dalla repubblica italiana. Farebbero bene, invece, a preoccuparsi delle tante azioni, come quella che nasce da Gaeta, che potrebbero intentare le centinaia di città meridionali messe a ferro e fuoco dai soldati di Vittorio Emanuele II. Farebbero bene, altresì, a imparare un po’ di storia viste le loro dichiarazioni in merito che attribuiscono allo stato italiano eventuali responsabilità per l’assedio di Gaeta. Lo stato d’assedio durò dal 5 novembre 1860 al 13 febbraio 1861 ma il Regno d’Italia fu proclamato solo il 17 marzo 1861. Pertanto, senza alcuna dichiarazione di guerra, V. Emanuele entrò in armi nello stato pontificio e in quello borbonico senza alcuna autorizzazione nemmeno dello stato piemontese, agendo in modo assolutamente dispotico ed assumendosi in proprio tutte le responsabilità dei danni arrecati.
Fonte: http://www.caserta24ore.it/
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GAETA CHIEDE I DANNI AI SAVOIA
Il Consiglio comunale di Gaeta di maggioranza centrosinistra , ha dato mandato alla giunta, di avviare un'azione legale contro gli eredi di Casa Savoia. La causa punta a chiedere i danni causati dai piemontesi durante l'assedio a quella che fu l'ultima roccaforte del Regno delle due Sicilie, nel 1861. La richiesta di risarcimento danni ammonta a 220 milioni di euro. «Si tratta - ha affermato il sindaco Antonio Raimondi a margine della seduta del Consiglio - di un momento storico per la città perchè finalmente potremo fare una istanza forte, se non altro per il riconoscimento morale, di quanto accaduto dal novembre 1860 fino al 13 febbraio 1861. Per questo chiederemo anche un risarcimento danni anche se è l'aspetto storico, voglio sottolinearlo, che ci interessa. Gaeta - ha aggiunto il sindaco - ha pagato allora, in termini di crimini contro l'umanità perchè ci furono bombardamenti sanguinosi, e perchè da allora la mia città ha vissuto un inesorabile impoverimento a causa della decisione di demanializzare molti tratti del territorio. Impoverimento che paghiamo ancora oggi».
Fonte: http://fai.informazione.it/
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Consiglio contro i Savoia
Matarazzo dà forfait
GAETA
Il capogruppo consiliare dell'Udc Giuseppe Matarazzo non parteciperà al consiglio comunale convocato oggi alle 16 per l'approvazione della delibera con cui il comune di Gaeta si appresta a chiedere alla famiglia Savoia, tramite incarico legale, i danni di guerra subiti dalla città durante l'assedio del 1860-61.
«Si tratta di una sceneggiata teatrale di cui non vogliamo essere complici - spiega l'udicino -, di un obiettivo assurdo, giuridicamente illogico, politicamente insensato, di un'azione che solleva dubbi anche sulla legittimità e sulla titolarità del consiglio comunale ad adottare decisioni di tal genere».
L'Udc denuncia dunque quest'iniziativa agli organi di controllo e, in primis, al prefetto Bruno Frattasi, ritenendo che sarebbe stato più giusto per l'amministrazione comunale procedere ad una rievocazione/rielaborazione storico-culturale dell'assedio. «Il sindaco Antonio Raimondi - conclude Matarazzo - lavori seriamente per Gaeta e non ne faccia denigrare il nome attraverso iniziative demagogiche e populiste. Meraviglia, anche la non professionalità politica del presidente Lino Magliuzzi, il quale, anche per la sua professione, non doveva subire questa delibera e piegarsi a una politica con la p minuscola».
A.G.
Fonte: http://iltempo.ilsole24ore.com
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Pagate Savoia!
7 dicembre 2008
Ha suscitato vibrate polemiche la richiesta della famiglia Savoia di 260 milioni di euro per i danni patiti a causa dell'esilio. Lo stesso Emanuele Filiberto (certo più presentabile del padre Vittorio Emanuale plurindagato e famoso per le sue gaffes internazionali) si era recato a Porta a Porta per spiegare le ragioni della sua famiglia. La maggior parte del mondo politico si è abbandonata a commenti ironici sulla vicenda e questa battagli non ha portato bene al giovane principe che candidatosi nella cirsoscrizione estero con la lista "Valori e Futuro con Emanuele Filiberto" (di cui facevano parte anche Enrico Giuliano, presente sulla lista nera degli italiani con il conto corrente in Liechtenstein e sotto inchiesta per truffa ai danni dello Stato, e Lucio Barresi, già noto alla cronaca per lo scandalo di vallettopoli e indagato dalla procura di Roma per omessa ed infedele dichiarazione dei redditi, dichiara che i 5 milioni del conto estero sono fondi personali e non del partito) ha raccolto un misero 0,4%, peggior risultato della circoscrizione estera "Europa".Oggi il consiglio comunale di Gaeta ha dato mandato alla giunta, guidata dal Pd e al sindaco Antonio Raimondi di di avviare un'azione legale contro gli eredi di Casa Savoia per il risarcimento dei danni subiti, valutabili nell'ordine di 220 milioni, dalla città durante l'assedio da parte delle truppe Piemontesi nel 1861. Che al Comune non interessino solo i soldi è evidente dalle parole dello stesso sindaco Raimondi: "Si tratta di un momento storico per la città perchè finalmente potremo fare una istanza forte, se non altro per il riconoscimento morale, di quanto accaduto dal novembre 1860 fino al 13 febbraio 1861. Per questo chiederemo anche un risarcimento danni anche se è l'aspetto storico, voglio sottolinearlo, che ci interessa. Gaeta ha pagato allora, in termini di crimini contro l'umanità perchè ci furono bombardamenti sanguinosi, e perchè da allora la mia città ha vissuto un inesorabile impoverimento a causa della decisione di demanializzare molti tratti del territorio. Impoverimento che paghiamo ancora oggi». In effetti se i Savoia vogliono 260 milioni di risarcimento per essere stati costretti a vivere con tutti i confort fuori dall'Italia il Comune di Gaeta ha tutti il diritto di chiedere un risarcimento per le migliaia di morti durante l'assedio condotto dagli antenati di Vittorio Emanuale.

Fonte:www.partitodemocratico.gruppi.ilcannocchiale.it/
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Italia: neoborbonici chiedono un miliardo di euro ai Savoia
NAPOLI - Il Movimento Neoborbonico annuncia una richiesta giudiziaria "per i primi danni nazionali provocati dai Savoia": si tratta dei 443 milioni di lire-oro "trafugati nel 1861 nel Banco di Napoli e di Sicilia", pari - secondo i promotori - a circa un miliardo di euro, da destinare all'incremento di offerta di lavoro nel Sud.Secondo l'associazione culturale neoborbonica "oggi è una data storica per il Mezzogiorno d'Italia perché a Gaeta, nel Lazio, ma fino al 1861 in Terra di Lavoro, provincia napoletana, il Consiglio Comunale darà il via alla prima azione di risarcimento danni per i massacri e le distruzioni risorgimentali fatti dai Savoia. I discendenti attuali, ancora proprietari di tanti beni depredati a Sud a fine Ottocento, hanno avuto l'impudenza di chiedere i danni per il giusto esilio decretato dalla repubblica italiana".Per i Neoborbonici "farebbero bene, invece, a preoccuparsi delle tante azioni, come quella che nasce da Gaeta, che potrebbero intentare le centinaia di città meridionali messe a ferro e fuoco dai soldati di Vittorio Emanuele II. Farebbero bene, altresì, a imparare un po' di storia viste le loro dichiarazioni in merito che attribuiscono allo stato italiano eventuali responsabilità per l'assedio di Gaeta. Lo stato d'assedio durò dal 5 novembre 1860 al 13 febbraio 1861 ma il Regno d'Italia fu proclamato solo il 17 marzo 1861".
Fonte: http://www.swissinfo.ch/ita/
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E Gaeta chiede 220 milioni per l'assedio del 1861
Napoli, i neoborbonici chiedono 1 miliardo ai Savoia

GAETA (6 dicembre) - Il Consiglio comunale di Gaeta ha deliberato, con il voto della maggioranza di centrosinistra, la richiesta di 220 milioni di euro di risarcimento alla casa Savoia per i danni provocati nell'assedio dei piementosi del 1861 all'ultima roccaforte del Regno delle Due Sicilie. Contro gli eredi della casa reale, il Comune ha deciso di muovere azione legale. «Gaeta - ha spiegato il sindaco Antonio Raimondi - ha pagato allora, in termini di crimini contro l'umanita perchè ci furono bombardamenti sanguinosi».
Fonte: www.ilmattino.it/
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Gaeta da ridere.
Parrebbe, che il Comune di Gaeta abbia chiesto il risarcimento danni alla Famiglia Savoia per l’
invasione subita da parte dei garibaldini. Spero che non si venga a sapere in Egitto, altrimenti il governo del Cairo ci chiederà i danni per essere stati invasi dall’esercito di Marco Antonio.
Fonte: http://ca9122.wordpress.com
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SEGNALATECI ARTICOLI E INTERVENTI SUL "CASO GAETA-SAVOIA"...
Ovviamente,attendiamo anche i vostri commenti,che saranno di seguito pubblicati................................................................................................................
E VOI DOVE ERAVATE ?!?!
Quelle assenze ingiustificate del meridionalismo verbale che ancora una voltasi è segnalato per l'assenza ad una meritoria battaglia comune Sabato 6 Dicembre 2008 alle ore 16:00 il Consiglio Comunale di Gaeta ha tenuto una seduta, aperta al pubblico, d’estrema importanza e, oserei dire, di portata storica.Era all’ordine del giorno il voto che autorizzasse il procedimento di richiesta di risarcimento danni di 220 milioni di euro (calcolati comparandoli al calcolo della moneta vigente) della città di Gaeta ai Savoia, mandatari ed esecutori, a mezzo dei loro uomini e delle loro forze militari, dell’assedio della cittadina.

Dal Novembre 1860 al Febbraio 1861, 160.000 bombe rasero al suolo la cittadina provocando oltre 9.000 morti; il tutto a fronte d’una guerra senza dichiarazione per l’attuazione del proposito risorgimentale.
La proposta è partita dall’assessore al demanio Antonio Ciano del Partito del Sud e del sindaco Antonio Raimondi.
La seduta ha visto relatori il sindaco Raimondi, Ciano ed alcuni altri assessori. Le parole del sindaco e di Ciano hanno colpito per la chiarezza e per l’intensità avvertita delle loro argomentazioni, che il pubblico presente ha sottolineato con scroscianti applausi.
La seduta è iniziata con la relazione contestataria degli assessori filogovernativi dell’opposizione (Forza Italia, ecc..) che hanno abbandonato l’aula astenendosi dal voto, tra i “buuhh” dei presenti.
Questo dovrebbe far meditare tutti coloro che immaginano “fidanzamenti” con queste forze o con i loro alleati, di quanta disponibilità e considerazione alla storia ed ai problemi del Sud abbiano questi signori.
La cosa non stupisce, almeno quanto lo è invece constatare che vi è chi ha bisogno di queste verifiche per stabilire la vera anima del diavolo. Molti compatrioti hanno assistito allo svolgersi della seduta che si è conclusa con la ratifica, a mezzo votazione, del avvio del procedimento fra l’acclamazione dei presenti. Da sottolineare i momenti di commozione del sindaco nelle parole al termine della seduta che hanno coinvolto Ciano, il Capitano Romano sempre presente col supporto di toccanti immagini dell’epoca da lui procurate e proiettate su un grande schermo, e gli occhi lucidi di tanti compatrioti.
Il sottoscritto ha avuto l’onore ed il piacere d’esserci, oltre alle delegazioni regionali de “il Partito del Sud”, assieme a Gino Giammarino direttore della testata “il Brigante”, al suddetto Capitano Alessandro Romano e ad Emiddio De Franciscis addetto alle comunicazioni del movimento politico “l’Altro Sud”.
L’evento ha scritto una pagina importante del meridionalismo, che ha richiamato l’attenzione di giornali e Tv nazionali, e quindi strategicamente, al di là del merito, sicuramente riuscita.
Altri movimenti hanno segnalato l’iniziativa sui loro siti, ma hanno evidentemente ritenuto più significativo e giusto il non esserci.
Qualcun altro, o per imperdonabile disinformazione o dimenticando di interessarsi di Sud ha snobbato anche il riportare l’evento come notizia.
E voi…amici e combattenti del Sud…dove eravate!?!?
L’interesse di bottega, al di là di giustificate assenze per improrogabili problemi, dovrebbe essere sempre posposta alla difesa della patria in momenti significativi di raccolta, e fare quel salto di qualità che sembra purtroppo tanto faticare ad attuarsi.
Meditate gente, meditate…
Viva il popolo del SUD!
Andrea Balìa
fonte: http://www.ilbrigante.com/
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PER NON RENDERE IL POST IMPRATICABILE,TUTTI GLI ULTERIORI INTERVENTI E CONTRIBUTI SARANNO PUBBLICATI NELLA SEZIONE COMMENTI....Orazio Vasta

10 commenti:

FORZA ITALIA-Gaeta ha detto...

Gaeta:Causa contro i Savoia Dichiarazione del gruppo di Forza Italia
sabato 06 dicembre 2008
Gruppo consiliare di Forza Italia 150°Anniversario dell'Unità d'Italia. Provvedimenti.

SEDUTA DI CONSIGLIO COMUNALE DEL 06/12/2008 – ORE 16

D I C H I A R A Z I O N E

Signor presidente del consiglio comunale, signor Sindaco, signori consiglieri, assessori.

Pensavamo di essere stati convocati oggi per dare un contributo al dibattito sulle iniziative da intraprendere in vista dell’anniversario del 150° anno dell’unità d’Italia che avrà luogo nel 2011.

Constatiamo, invece, che la maggioranza e l’amministrazione intendono strumentalizzare un evento così importante per «attivare – si legge nel vostro ordine del giorno – ogni azione utile per il riconoscimento ed il risarcimento dei danni arrecati dalla Dinastia Sabauda alla città di Gaeta in occasione dell'assedio iniziato nel novembre 1860 e terminato il 13 febbraio 1861, anche tramite incarico legale per le azioni da esperire nei confronti degli eredi e dei beneficiari del patrimonio ex reale».

Abbiamo l’impressione che oggi quest’aula stia per diventare un tribunale politico dove qualcuno si eserciterà a fare un processo alla storia italiana.

Sia chiaro. Nessuno di noi disconosce che il processo unitario del nostro paese sia stato travagliato e difficile, complesso ed intriso di pagine dolorose e di sangue, ma teso al conseguimento dell’unità di un popolo, di una nazione e della creazione di una patria.

Noi riteniamo, però, insensato e ridicolo l’ordine del giorno preparato da questa Amministrazione con cui il Consiglio comunale dà mandato alla giunta per promuovere un’azione giudiziaria nei riguardi degli eredi di casa Savoia ai quali chiedete un risarcimento pecuniario che avete quantificato in 220 milioni di euro.

Ma, cari consiglieri, vi invitiamo a fare un’attenta riflessione: avete idea di quanti soldi dovranno uscire dalle casse comunali per pagare le parcelle agli avvocati nel corso degli anni a venire? Cosa farete: aumenterete le tasse ai cittadini gaetani? Noi vogliamo ricordare che il percorso giudiziario che intendete intraprendere sarà lungo, accidentato ed inutile.

E ci teniamo a ricordarvi che voi state per assumervi una grande responsabilità nei confronti della città perché a pagare il frutto di questo capriccio dovreste essere voi e non i cittadini gaetani. Vi pare giusto svuotare le casse comunali per la pura e semplice bizzarria di qualcuno e metterci al ludibrio della pubblica opinione?

Da questi banchi noi vi chiediamo, quindi, di fare appello al buon senso e di ponderare bene le conseguenze dell’azione giudiziaria che l’assessore Ciano e il sindaco Raimondi intendono farvi intraprendere carpendovi un voto di consenso. Loro lo fanno per vivere un effimero «giorno di gloria» nelle cronache locali e nazionali che riporteranno l’esito della seduta consiliare odierna.

Cari consiglieri, se proprio decidete di approvare quest’ordine del giorno, tenetevi pronti a rispondere in solido, cioè con denari prelevati dalle vostre tasche per far fronte alle conseguenze giudiziarie con probabili danni patrimoniali che metterete in moto con il vostro voto. Non giocate, però, con i soldi dei cittadini gaetani.

Piuttosto che mettere la città alla berlina come è già avvenuto sulla stampa e sulle emittenti nazionali, smettetela di farci deridere dal resto del mondo. E questi pochi anni di amministrazione che vi restano da fare, impegnateli ad affrontare i veri problemi che interessano i cittadini. La storia lasciatela fare agli storici. Voi dovete solo cercare di amministrare questa città facendo meno danni possibili.

Per i motivi che abbiamo illustrato, noi consiglieri di «Forza Italia», in segno di protesta, abbandoniamo l’aula.

Massimo Magliozzi

Giovanni Erbinucci

Luigi Coscione

Pasquale Ranucci

UDC-Gaeta ha detto...

L'Amministrazione comunale di Gaeta e' senza controllo e contro il buon senso
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diGiuseppe Matarazzo - Capogruppo DELL'UDC
Gaeta 4 dicembre 2008 -
La riunione del Consiglio Comunale indetta dal Presidente del Consiglio Comunale Avv. Pasqualino Magliuzzi rappresenta l'ulteriore atto di indecenza politica del Sindaco Raimondi e della sua Giunta.
Infatti la delibera proposta dal Sindaco non e' diretta ad una critica storica-politica,non e' finalizzata ad esaltare il 150 Anniversario dell'Unita' d'Italia ma mira ad "attivare ogni azione utile per il riconoscimento ed il risarcimento dei danni arrecati dalla Dinastia Sabauda alla Citta' di Gaeta in occasione dell'assedio iniziato nel novembre 1860 e terminato il 13 febbraio 1861, anche tramite incarico legale per le azioni da esperire nei confronti degli eredi e dei beneficiari del patrimonio ex reale".
Obbiettivo assurdo, giuridicamente illogico, poltiticamente insensato che pone dubbi sulla legittimita', sulla titolarita' del Consiglio Comunale ad adottare decisioni di tal genere:l'UDC denuncia all'opinione pubblica e agli Organi di Controllo, in primis il Prefetto di Latina, non il diritto di una A.C. di procedere ad una rievocazione/rielaborazione storico-culturale di avvenimenti verificatisi ma il non diritto di una azione legale inutile in tutti i sensi.L'A.C.
Raimondi lavori seriamente per la Citta' e non vada a far denigrare il nome della Citta' di Gaeta attraverso iniziative prive di senso e piene solo di demagogia e di populismo.L'UDC denuncia infine in questa occasione la non professionalita' politica del Presidente del C.C. Avv. Magliuzzi che,anche per la professione che svolge,ha subito questa insensata proposta di delibera piegandosi alle ragioni della politica con la P minuscola. L'UDC non partecipera' al Consiglio Comunale ritenendo che vi sono problemi piu' seri e non volendo essere complice di una sceneggiata teatrale,perche' tale sara'.

Armando da Torino capitale ha detto...

Anni fa, a Roma, mi capitò di parlare con una giovane esponente di un movimento «duosiciliano». Con tono arrogante mi disse, testuali parole: «Nel Regno delle Due Sicilie voi piemontesi avete fatto peggio dei nazisti». Al che le risposi: «Si vede che la soluzione finale c'è venuta male. Vieni su a Torino e te ne renderai conto.» Accidenti a Cavour, che per unire l'Italia ha distrutto la mia patria. E accidenti alla FIAT, che ha violentato in mille modi Torino, trasformandola in dormitorio per immigrati.
Armando da Torino capitale

Jack London ha detto...

La rivincita di un popolo

Gaeta: La storia è come un fiume, il suo magmatico fluire non ti
permette mai di bagnarti nella stessa acqua, e la storia viene scritta da
chi la guerra l'ha vinta.
C'erano re che rimanevano a combattere sui bastioni delle loro
fortezze, a difendere l'onore, la dignità e la storia millenaria di un
popolo, re che non avevano paura delle bombe; re come Francesco II di
Borbone che è rimasto nelle mura della nostra città per 102 giorni di fuoco.
Invece c'erano altri re che appena sentito l'odore del nemico salivano
sulla nave e scappavano, con la coda tra le gambe ed il forziere tra le
braccia, come il codardo Vittorie Emanuele III.
Siamo stati bombardati quando eravamo un popolo unito, con le radici
nel passato e lo sguardo dritto nel futuro, sono riusciti a dividerci, hanno
vinto. Sono riusciti a convincerci che era giusto così, ed ora ci hanno
convinto che è giusto votare il PD o il PDL. Hanno vinto la propaganda e la
retorica sabauda, imperiale, fascista e perbenista-democristiana.
Siamo gli sconfitti.

Ma si può fermare un popolo, non si può fermare il vento.
Negli ultimi 20 anni degli uomini coraggiosi hanno scritto e
pubblicato opere forti e rivoluzionarie, hanno fatto parlare di "come" si è
fatta l'unità d'Italia. Perché la verità è una sola ed è sempre stata sotto
gli occhi di tutti: l'unità d'Italia si è fatta col sangue, con la
massoneria, contro le più elementari regole di diritto internazionale, senza
dichiarazione di guerra, e con i soldi del popolo del sud. Queste sono
verità storiche accertate in modo inconfutabile.

Nel 1960, anno dei preparativi per i festeggiamenti del centenario
dell'unità d'Italia, il popolo gaetano, con la sua nuova dignità, stava
scavando nella terra di Monte Secco e ha trovato una Cisterna di 20 metri di
diametro. In quella cisterna si trovavano le ossa di duemila gaetani
trucidati, duemila cittadini innocenti gettati in una fossa comune dalle
truppe del generale Cialdini. L'ultimo mezzo metro di quella cisterna era
completamente pieno di sangue. Il sangue dello sconfitto.

Nessuno ci ridarà quelle vite, e nessuno ci ridarà lo spirito di quel
popolo orgoglioso, ma oggi degli altri uomini coraggiosi hanno deciso di
combattere una nuova guerra.

Una guerra di civiltà, ad armi pari, con regole chiare e giuste. Una
guerra legale, nei Tribunali dell'Italia unita e repubblicana.
Tutta Italia deve sapere cosa è stato fatto a Gaeta, e anche molti
gaetani lo devono ancora capire. E' il sangue dei nostri avi che ce lo
chiede, è la nostra storia che ce lo impone.

Grazie assessore Ciano per averci guidato in questa missione di pace e
di riscatto.


JackLondon

Anonimo ha detto...

Risorgimento: Gaeta chiede i danni ai Savoia.
GAETA (LATINA) - Per i 150 anni dell'Unità d'Italia, la città di Gaeta chiederà ai Savoia il risarcimento dei danni dell’assedio del 1861: 500 milioni di euro, pari a 2 milioni di lire dell'epoca. Vittorio Emanuele ed Emanuele Filiberto volevano 260 milioni per i 54 anni di esilio subìto. Noi, per migliaia di morti e la città distrutta ci teniamo bassi. Gaeta non aderì mai al Regno d'Italia; potrebbe pretendere l'autonomia, non applicare le leggi varate durante il regno dei Savoia; riprendersi i beni demaniali incorporati da questo Stato. Divideremo il risarcimento con le altre città "eccidiate" dai Savoia: decine».Antonio Ciano, 61 anni, assessore al demanio a Gaeta, autore di «I Savoia e il massacro del Sud» e «Le stragi e gli eccidi dei Savoia», ex comunista, fondatore del Partito del Sud, sostiene l'iniziativa, confortato da legali e giuristi. «Gaeta, dal 1861 al 1914, chiese più volte il rimborso delle devastazioni di quattro mesi di bombardamenti. Ancora oggi - protesta Ciano - gran parte della città è demaniale, non ci appartiene. Per passeggiare sul lungomare (solo un quarto è comunale), si paga dazio allo Stato; per far andare a scuola i bambini, gli dobbiamo versare un canone. Nel 2001 ci siamo ribellati. Non paghiamo: un milione di euro di arretrato».Le violenzeTecnicamente, le richieste di risarcimento dei danni di guerra di Gaeta sono irricevibili, perché il Piemonte non dichiarò guerra al Regno delle Due Sicilie. Lo invase e basta. «E noi lo chiediamo a chi volle l'invasione e ne godette i benefici: i Savoia». Che c'entrano i pronipoti? «Non hanno rinunciato all'eredità. Chi si tiene i vantaggi, si prende pure i debiti. Reclameremo il sequestro dei gioielli della corona, custoditi dalla Banca d'Italia; e ci rifaremo sui loro beni personali». Che vuol dire che la città non aderì all'Italia dei Savoia? «Il generale Cialdini convocò gli amministratori per farlo - spiega Ciano, con documenti - si presentarono 5 decurioni (consiglieri comunali) su 25. Per legge, ci voleva la maggioranza dei due terzi. Se ne accorse Cavour, che chiese un elenco di notabili della città. La Gazzetta Ufficiale pubblicò l'atto con quei nomi: un falso (storico) in atto pubblico».Cialdini, per assediare la fortezza, impose «a tutt'i gaetani che abitavano fuori dal forte, costituenti i quattro quinti della popolazione, lo sgombero della città in dieci ore», riporta una memoria del 1866, firmata da sindaco e giunta, per chiedere il rimborso dei danni. Passate le dieci ore, «né persone, né cose potranno più asportarsi, e le persone saranno arrestate e trattate come agenti segreti del nemico». «Un gaetano ogni cinque fu bersaglio dei cannoni - enumera Ciano - Gli altri quattro divennero nullatenenti e mendicanti».«Quel che fè truppa di quel conio, meglio è che si taccia», si legge nella memoria. Ciano non tace: «A Terracina sorse un mercato nero per la roba che quelli rubavano a Gaeta». (Anche nel 1849, quando l'esercito piemontese punì la Genova ribelle, i danni delle bombe furono dieci volte inferiori ai furti dei soldati). «Per accamparsi, devastarono metà dell'intero territorio coltivato, giardini millenari. L'inverno fu siberiano e, per scaldarsi, distrussero centomila ulivi. Di 300 frantoi, non ne resta uno: smontati e rimontati altrove; alcuni sul lago di Garda. Le vegete campagne restarono tosate e le case crivellate», dice la memoria del 1866. Divisero la città in tre zone militari e il commercio marittimo fu stroncato: 300 bastimenti, cantieri navali secolari, con duemila dipendenti, 64 paranze di pescatori. «Tutto finito - continua Ciano - E, dopo la violenza, l'emigrazione. Da qui, prima, non andava via nessuno. Costretti all'esodo, miei parenti, e molti altri, si arruolarono con gli austriaci, contro gli italiani, a Lissa e a Custoza; e ottant'anni dopo, con gli Stati Uniti. All'obiezione: "Dovrete uccidere italiani", uno dei miei parenti americani rispose: "Spero tanti". Qui son rimasto solo io. Ci sono più gaetani in Massachusetts che a Gaeta».L’Italia e il sangueAltro che Bossi contro l'Italia Unita! «E no! L'Italia fu unita col sangue nostro, i soldi nostri rubati e portati al Nord. E mo' ce la teniamo: l'abbiamo pagata. Siamo repubblicani e unitaristi, non contro i Savoia e con i Borbone. Ma il nostro Paese ci tratta da nemico sconfitto. Nel 1999, dettero al Piemonte 605 miliardi di lire, per riattare ex beni dei Savoia. A noi niente. Forse ora, finalmente, tramite la Regione, riavremo i beni demaniali chiesti. E nulla ci è stato dato dei 150 milioni di euro per le celebrazioni dei 150 anni dell'Unità d'Italia, nel 2011. Manco ci hanno risposto». «Anzi, col precedente governo Berlusconi, il ministro all'economia Tremonti voleva mettere in vendita i nostri beni "demaniali" e non comunali. Ma, tranne le case private e piazza Commestibile, tutto è demaniale, nella Gaeta storica. Il governo Prodi lo evitò, con la finanziaria 2006. Per noi, la Patria, ha solo bombe. Nel '43, tedeschi e fascisti, temendo uno sbarco alleato, buttarono giù il 70 per cento della città».Con gli anniversari non hanno fortuna. «Per le celebrazioni dei 100 anni, nel 1961, doveva venire il presidente della Repubblica. Ci fecero intendere che non avremmo avuto soldi, se non avessimo intitolato strade agli eroi del Risorgimento. Che, per noi, sono criminali di guerra: ci bombardarono mentre si trattava la resa. Alla fine, si dedicarono, sì, vie a Garibaldi, Cavour, Mazzini, Bixio, Mameli, ma portano al cimitero borbonico (allora periferia). Coi soldi del centenario, si fece la media Carducci: venne fuori una fossa di 24 metri, profonda 12 (che la scuola ricopre), piena di cadaveri: soldati e civili borbonici fucilati dai piemontesi».Gli eredi dei vintiLa vicenda ha tale densità metaforica, che pare finta: la scuola nasconde, nelle fondamenta, la verità emersa dopo cent'anni. E agli eredi dei vinti che la «calpestano», per entrarvi, si insegna la storia dei vincitori. Contatti con la Lega di Bossi? «Un deputato leghista - dice Ciano - Giacomo Chiappori vorrebbe un'alleanza. C'è stato un incontro ad Agnano. Penso mirino a una mossa strategica coi partiti meridionali. Forse non si fidano del Movimento Autonomista di Lombardo, l'alleato del centrodestra presidente della Sicilia». La gente comincia a capire, giura Ciano. «A Gaeta, noi e una lista civica, dopo 147 anni ci siamo ripresi la fortezza. Siamo l'unica città sopra i 20 mila abitanti non amministrata da uno dei due poli nazionali. Il nostro partito è presente in Lazio e Sicilia; in Lombardia è sorto Per il Sud; a Napoli nacque la Lega Sud, ex alleata di Bossi. La destra difende l'economia lombardo-veneta; la sinistra quella tosco-emiliano-marchigiana. Il Sud è abbandonato a ‘ndrangheta, mafia e camorra, funzionali allo schema economico per cui solo il centro-nord può produrre, e il sud sia solo un mercato. Lo si volle col Risorgimento, continuò il fascismo, e poi la Dc e il Pci di Togliatti, che sacrificò il sud al Triangolo industriale Torino-Milano-Genova».Il diritto al risarcimento fu riconosciuto «in nome del re Vittorio Emanuele», dal prodittatore Giorgio Pallavicino e dal ministro dell'Interno, Raffaele Conforti; il Luogotenente, principe di Carignano, lasciò mille lire di tasca sua e incaricò Cialdini, produttore delle macerie, di risarcirle. Il generale scrisse e garantì: finita la guerra, «il Governo di S. M. provvederà all'equo e maggiore possibile risarcimento». Ma il nuovo Luogotenente, Luigi Carlo Farini, «declinando il merito del fatto, ci consigliò di rivolgerci alla carità nazionale», riferisce, mesta, la memoria del 1866. «Tutto quel che poteva ricordare la nostra identità fu distrutto», conclude Ciano. «Ma è proprio a Gaeta l'unica statua di Ferdinando II mai rimossa dai piemontesi. È nella chiesa di san Francesco. Avranno pensato fosse un santo. Sul basamento c'è scritto chi è. Ma in latino. E loro, gl'invasori, parlavano francese...».
PINO APRILE
Fonte:La Stampa.it del 6 novembre 2008
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Maria Sposito ha detto...

Se i neoborbonici, piuttosto che chiedere ridicoli "risarcimenti danni", ed ai Savoia, poi, chiedessero e si adoperassero perchè si ristabilisse una volta buona la verità storica sulle campagne garibaldine nel centro sud, e sulle loro conseguenze immediate ed a lungo termine, forse sarebbero più credibili e meritevoli di considerazione. Così invece si rendono tragicomicamente ridicoli, equiparandosi a dei postumi-postulatori, pure un pò squallidini, di una prebenda qualunque. Siano seri, almeno loro, se possono.
Maria Sposito,Salerno

Anonimo ha detto...

GAETA. DANNI DI GUERRA SAVOIA
CONSIGLIO COMUNALE STRAORDINARIO

Sabato 6 dicembre '08 alle 16:00
si terranno le relazioni dei vari
assessori della Giunta.
Questa l'intervista ad Antonio Ciano

Continua inarrestabile l’attivismo di Antonio Ciano, assessore del Comune di Gaeta ed esponente di spicco i quel “Partito del Sud” che va sempre più allargando la penetrazione sul territorio con l’aumento delle sue sedi e degli iscritti in tutta Italia.
L’ultima azione, una richiesta di rimborso per i danni di guerra, ampiamente riportata dai media nazionali, ha acceso i fari sull’azione e sulle motivazioni che da anni muovono l’operare di Ciano, al quale abbiamo chiesto qualche chiarimento.

Dunque, Assessore, ci spiega cosa sta accadendo a Gaeta?
Abbiamo presentato una richiesta di consiglio comunale straordinario per il prossimo sabato 6 dicembre 2008 alle ore 16:00 per discutere degli avvenimenti che hanno portato alla distruzione della città durante l’assedio del 1860/61. Vogliamo accertare chi sono i responsabili di quell’assedio, visto che le richieste di danni sono state fatte dall’amministrazione comunale fin dal 28 febbraio del 1861.
E’ stato determinato anche l’ammontare?
Si, parliamo di “duemilioniquarantasettemilasettecentodue lire/quindici centesimi” in lire di allora che oggi dovrebbero corrispondere a circa “duecentoventimilioni” di euro attuali.
La richiesta è stata fatta più volte, inizialmente alla Luogotenenza di Napoli la quale, vista l’entità della cifra, la giudicò fuori dalla sua portata, poi a quella di Torino ed anche allo stesso Vittorio Emanuele II che venne qui a Gaeta il 28 aprile del 1862 e, diplomaticamente, rispose di rivolgere al Governo tale richiesta. Richiesta mai esaudita in virtù del fatto che loro invasero il Regno delle Due Sicilie senza alcuna dichiarazione di guerra al Regno ed alla mia città, per cui la richiesta non era recepibile dal punto di vista procedurale. Anche perché, accettandola, avrebbero dovuto implicitamente ammettere di averci massacrato senza dichiararci neanche la guerra.
E allora come pensate di muovervi sotto il profilo legale?
Noi esporremo i fatti del 1861 in consiglio comunale, poi sarà la giunta a far causa ai Savoia con un suo atto. Ricostruiremo l’iter delle varie delibere fino al 1914, con l’ultima del sindaco Gennaro Viggiarra, partendo da quella del 28 febbraio 1861 a firma del sindaco borbonico Raffaele Ianni al quale subentrò, dopo le elezioni del maggio successivo, il sindaco Domenico Pellucci che ha reiterato la richiesta. Ci fu anche il Senatore Della Croce che andò a Torino e si fece ricevere da Vittorio Emanuele II, dal quale fu sbrigativamente congedato.
Ho chiesto ai vari consiglieri della maggioranza e dell’opposizione di spogliarsi dell’appartenenza politica in quanto questa è una vicenda storica che va oltre la logica degli schieramenti odierni. Nel 1961, per il centenario dell’unità d’Italia furono dati soldi a destra e a manca, per il centocinquantesimo anniversario del 2011, invece, Gaeta è stata completamente esclusa mentre al Piemonte sono stati concessi già dal 1999 ben cinquecento milioni di euro con i quali sono stati riattati tutti beni dei Savoia i quali, tra l’altro, chiesero a questa Repubblica “duecentosettantamilioni” di euro. Una cosa per la quale mi sento doppiamente offeso: come repubblicano e come cittadino di Gaeta.
Uno staff di avvocati ci difenderà gratuitamente e chiederemo anche allo Stato repubblicano di difenderci tramite l’Avvocatura di Stato perché difendere Gaeta significa difendere l’Italia repubblicana.
Noi abbiamo lottato prima nel 1860/61, con i nostri partigiani che quei delinquenti definirono “briganti”, e poi nel 1943/45 per cacciare i Savoia e ci siamo riusciti, oggi noi non li vogliamo neanche in Italia.

Quello che state attuando lo definirebbe come un atto economico o politico?
Sicuramente politico. Politico e storico: ci hanno massacrato, costretti all’emigrazione fino al 1965, hanno distrutto il nostro sistema economico, al Sud non abbiamo neanche più una banca, con i nostri soldi che continuano ad essere trasferiti al nord. A tutto questo noi dobbiamo ribellarci, non c’interessa se si tratta di governi di destra o di sinistra, ma dobbiamo prendere coscienza storica prima di tutto per costruire, poi, politicamente un partito del sud che comprenda tutti questi movimenti: non faccio riferimento al mio, lo possiamo chiamare come ci pare purchè difenda gli interessi dei meridionali, ancora oggi costretti ad un’emigrazione massiccia ed anche alla fame.

Anche perché c’è una tendenza ai partiti del territorio: come vede il discorso del PD che sta cercando un’asse con la Lega per costituire alleanza per il Nord?
Secondo me, il PD doveva cercare un’alleanza con il Sud perché la Lega, legittimamente, difende gli interessi padani e il PD difende gli interessi economici tosco-padani del centronord come il PdL di Berlusconi, l’ultimo comunista rimasto come dimostra la vicenda della tassazione del suo concorrente SKY, difende gli interessi della Lombardia e del Veneto assieme ai suoi.

Più volte, parlando con parlamentari e senatori, si è lasciato intendere che i poteri forti difficilmente lasciano passare leggi di favore solo per il Sud a prescindere dalla Lega: secondo lei in Italia non manca proprio quella volontà di riequilibrare il Paese come ha fatto la Germania con la sua parte dell’est?
Quando c’erano la DC al potere ed il PCI all’opposizione si cercava di “compensare” questo “drenaggio” del Nord attraverso assistenzialismo e posti statali per i meridionali. Oggi che non c’è più neanche questo, i meridionali sono costretti ad andare al Nord perché gli interessi economici sono tutti concentrati lì, è inutile cercare di nascondere questa verità al popolo. Berlusconi è andato in Albania a dire che verranno stanziati alcuni milioni di euro per quel territorio, cosa che non fanno per la Calabria o la Basilicata, mentre le imprese investono e creano posti di lavoro in Romania.
Qualcosa deve cambiare, bisogna creare un fronte di partiti e movimenti meridionalisti perché qui ci sono due partiti, uno del Nord che va da Forza Nuova a Forza Italia passando per il Partito Democratico e che difendono quell’economia, e poi ci siamo noi che siamo ormai arrivati a trecentocinquanta tra movimenti e partiti, ma, come dicevano Angelo Manna e Lucio Barone, siamo “spierzi”, non riusciamo a trovare un leader capace di mettere insieme tutte queste anime. Come nel 1860/61, siamo tutti bande di “briganti” che operano confusamente per conto proprio e che di questo passo, come avvenne allora, saremo sconfitti dal potere economico e mediatico del Nord.

Ho letto di alcune critiche al Partito del Sud per il dialogo avuto con Giacomo Chiappori e la sua Alleanza Federalista: ma com’è che al Sud si litiga tanto? Non dipenderà dal fatto che ogni presidente di associazione si sente automaticamente “leader” di un partito meridionale dei sogni senza passare per il giudizio di eventuali “primarie meridionali” come sarebbe auspicabile per una formazione moderna che vorrebbe essere lontana dai vecchi schemi partitocratici?
Sono d’accordissimo. Per quanto riguarda il rapporto con Alleanza Federalista voglio precisare che il Partito del Sud non ha firmato alcun accordo o apparentamento, solo normale dialettica di incontri, scontri e confronti come deve fare chiunque fa politica. Certo è strana la posizione di chi si sente indipendentista e dialoga con i kosovari, gli irlandesi e i catalani, ma non con i liguri. Forse qualcuno ha sentito minacciata la sua sicilianità, che io rispetto in quanto amo la Sicilia, ma io faccio parte di un’istituzione repubblicana e non monarchica, amministro anche la mia città e devo, oltrechè pensare, anche agire per il suo interesse.
Gino Giammarino
http://www.ilbrigante.com/

Antonio Ciano ha detto...

Ho letto l'intervista in esclusiva del Dott. Sergio Boschiero.
Questa nostra
repubblica, grazie alla Costituzione nata il 2 giugno del 1946, ha potuto
farlo, ha potuto esprimere la sua opinione. Durante il regno dei Savoia non
era possibile farlo, nessun giornale avrebbe dato spazio al Ciano di turno,
lo avrebbero fucilato o fatto marcire in uno dei tanti lager sparsi per lo
stivale, lo avrebbero fatto processare da un tribunale speciale e lo
avrebbero condannato all'ergastolo o alla fucilazione.Il dott. Boschiro, di
cui apprezzo la passione e l'amore per i re che sono fuggiti dall'Italia
lasciando la nostra Patria nelle mani della rabbia tedesca per il tradimento
dell'8 settembre del 1943. Mi ricorda che il voto del 1946 è stato nel Sud
favorevole ai Savoia, io non ero ancora nato, ma una cosa è certa, a Gaeta,
le autorità e i maggiorenti del luogo dicevano di votare per la Monarchia
perchè doveva tornare " Gliu re nuoste", traduco per i veneti ed i toschi:
Borbone. Il Sud fu ingannato dalla propaganda ingannevole dei maggiorenti
del tempo, ancora in auge, lo sanno tutti. I plebisciti del 1800 sono stati
una pulcinellata orchestrata da Cavour, chi votava contro l'annessione
veniva fucilato. Ma lo sa il Dott. Boschiero quanti gaetani erano morti in
guerra e cacciati dall'Italia dopo il 13 febbraio del 1861? Dal 1890 al 1910
lasciarono Gaeta ben 11.000 nostri concittadini, ed altre migliaia negli
anni a seguire. Facciamolo oggi un referendum, vediamo chi vota per la
Monarchia e chi per la repubblica, specie dopo le figuracce del Sig.
Vittorio Savoia, finito persino in carcere a Potenza, e se son vere le sue
dichiarazioni sulla morte di Dirk Hammer, meriterebbe l'ergastolo. Il dott.
Boschiero, amabilmente ci ricorda che il nostro sindaco si è reso
protagonista di una rivendicazione su un tema non attuale reclamando i danni
di guerra dopo un secolo e mezzo. Il sottoscritto è stato processato da una
legge fascista del 1939, per un fatto accaduto il 5 agosto del 1861. Nessuna
l'ha cancellata.. L'esimio nostro interlocutore dichiara che non dovremmo
reclamare i danni di guerra dagli eredi di Vittorio Emanuele II perchè la
sua era una Monachia costituzionale che godeva della fiducia del parlamento
e che nella rivendicazione del Comune di Gaeta non c'è nessun rigore
scientifico e storico. Invece quel rigore c'è, è tutto scritto negli archivi
del nostro comune. I fatti sono questi. Il parlamento di Torino non ha mai
dichiarato guerra al Regno delle Due Sicilie, nè tantomeno alla mia città.
Le truppe savoiarde cominciarono i bombardamenti ai primi di novembre del
1860, la fortezza si arrese a causa del tifo il 13 febbraio del 1861. La
proclamazione del Regno d'Italia evvenne il 17 febbraio, ma 19 giorni prima
della proclamazione, il Decurionato ( il Consiglio Comunale, per i toschi e
i veneti) aveva chiesto alle autorità piemontesi il risarcimento dei danni
causati dalle 160 mila bombe che avenano rasa al suolo la città e le
campagne. I danni furono riconosciuti dal prodittatore di Napoli ,Giorgio
Pallavicino e che i Ministri delle Finanze e dell'Interno " sono incaricati
della esecuzione del presente decreto". "-recita un comunicato del Comando
generale del Corpo d'Armata che " ..quando S.A.R. il Principe di Carignano
venne ad osservare le opere ed i guastid ell'assedio, tocco da sensi di
umanità e di giustizia facea indirizzare dal generale Cialdini al Sindaco di
Mola di Gaeta un ordine esemplare in cui riconsoce che " ...a guerra
ultimata il Governo di S. M. provvederà all'equo e maggiore possibile
risarcimento". Dott. Boschiero, nè il re sabaudo, nè il parlamento torinese
hanno cacciato una lira, nonostante le reiterate richieste dei nostri
amministratori a cominciare dal Sindaco Raffaele Ianni del febbraio del 1861
e per finire con il Sindaco Gennaro Migiarra nel 1914. L'amministrazione
comunale di Gaeta, liberamente eletta dai propri concittadini, con 7444 voti
alle ultime elezioni non hanno fatto altro che richiedere quei danni
riconosciuti da S.A.R. il Principe di Carignano e dal generale Cialdini, che
conosciamo molto bene: scaraventò 160 mila bombe su Gaeta e devastò 300
ettari di terreni fertilissimi. I danni ammontarono a 2.047.702,15 lire,
somma pari a 274.000.000 milioni di euro, quasi pari a quella reclamata dai
Signori Vittorio Savoia ed Emanuele Filiberto,per i danni morali patiti per
il dorato esilio subito. Quei soldi sono stati chiesti alla nostra
repubblica nata sulle ceneri di casa Savoia e del fascismo.Noi di gaeta
abbiamo chisto solo i danni materiali, quelli morali li lasciamo giudicare
dalla storia: un milione di morti per la guerra civile denominata lotta di
repressione del Brigantaggio e per i 30 milioni di emigranti. I fatti sono
questi. Il parlamento piemontese non dichiarò guerra alla mia città e non
possiamo chiederli ad uno stato che non ci ha fatto la guerra. Il capo
dell'esercito invasore era Vittorio Emanuele secondo. Insomma veda Lei chi
deve pagarli questi 274 milioni di euro, noi li vogliamo. Li chiediamo da
147 anni, e siccome l'assedio di Gaeta fu un crimine contro l'umanità e tali
crimini sono imprescrivibili, e avendo le prove provate del crimine,
qualcuno deve pagare, ma non questa repubblica, alla quale chiediamo solo
ciò che il Risorgimento piemontese ci ha tolto: il Demanio, l'economia della
città dissanguata, una flotta di 300 navi, cantieri navali che davano lavoro
ad oltre 2000 operai specializzati, 300 frantoi, fabbriche di vele, cordami,
sapone e tutti gli uffici statali che il regime , per punizione, ci ha
tolto.
Inoltre dott. Boschiero, so che Lei si è sempre interessato alla mia
attività di ricercatore storico, e di questo La ringrazio cordialmente, ci
ha parlato anche dell'inno di Mameli, è molto bello, Goffredo era di Genova
ed era repubblicano, ed è stato ricompensato dal Generale La Marmora Alfonso
che massacrò la città ligure e 700 suoi abitanti, repubblicani anche essi.
Il Vittorione Secondo li chiamò " vile ed infetta razza di canaglie". Ho
saputo che anche Genova si appresta a chiedere i danni del massacro. Le
parole dell'inno nazionale dovrebbero essere cambiate no? Giambattista
Perasso ( Balilla) combattè da repubblicano contro le truppe austro-
piemontesi e mentre Mameli moriva per la repubblica romana i savoiardi
massacravano e violentavano donne e bambini nella città della lanterna.
Dott. Boschiero, ho lettoa pag. 11 del libro "Vittorio Emanuele II" di Pier
Francesco Gasparetto che "...lo stesso Massimo D'Azeglio sosterrà sempre che
era Vittorio Emanuele II era "...figlio di un macellaio di Porta Romana a
Firenze" e ne specificherà persino il nome: " certo Tanaca". Il Gasparetto
era uno storico serio,Carlo Alberto era un bell'uomo, alto 2 metri. Il
Vittorione era alto 1,54 e non era bello, piuttosto grassoccio. Faccia fare
l'esame del DNA agli eredi, se non corrispondono a quello del'avolo di cui
sopra, non pagheranno conti a nessuno, e avremo a che fare con Amedeo
D'Aosta che abbiamo conosciuto il giorno della Madonna di Porto Salvo a
Gaeta, ha chiesto scusa alla nostra città davanti alll'immagine Sacra, al
sindaco dott. Raimondi, al nostro amato Arcivescovo, Don Fabio bernardo
D'Onorio e soprattutto davanti alla città tutta che ha levato un applauso
verso il cielo dopo che ci siamo stretti la mano ed abbracciati. W Gaeta, w
la nostra Repubblica nata il 2 giugno del 1946 dopo un vero plebiscito. Chi
di spada ferisce di spada perisce.
Antonio Ciano

Antonio Ciano ha detto...

Ho letto l'intervista in esclusiva del Dott. Sergio Boschiero.
Questa nostra
repubblica, grazie alla Costituzione nata il 2 giugno del 1946, ha potuto
farlo, ha potuto esprimere la sua opinione. Durante il regno dei Savoia non
era possibile farlo, nessun giornale avrebbe dato spazio al Ciano di turno,
lo avrebbero fucilato o fatto marcire in uno dei tanti lager sparsi per lo
stivale, lo avrebbero fatto processare da un tribunale speciale e lo
avrebbero condannato all'ergastolo o alla fucilazione.Il dott. Boschiro, di
cui apprezzo la passione e l'amore per i re che sono fuggiti dall'Italia
lasciando la nostra Patria nelle mani della rabbia tedesca per il tradimento
dell'8 settembre del 1943. Mi ricorda che il voto del 1946 è stato nel Sud
favorevole ai Savoia, io non ero ancora nato, ma una cosa è certa, a Gaeta,
le autorità e i maggiorenti del luogo dicevano di votare per la Monarchia
perchè doveva tornare " Gliu re nuoste", traduco per i veneti ed i toschi:
Borbone. Il Sud fu ingannato dalla propaganda ingannevole dei maggiorenti
del tempo, ancora in auge, lo sanno tutti. I plebisciti del 1800 sono stati
una pulcinellata orchestrata da Cavour, chi votava contro l'annessione
veniva fucilato. Ma lo sa il Dott. Boschiero quanti gaetani erano morti in
guerra e cacciati dall'Italia dopo il 13 febbraio del 1861? Dal 1890 al 1910
lasciarono Gaeta ben 11.000 nostri concittadini, ed altre migliaia negli
anni a seguire. Facciamolo oggi un referendum, vediamo chi vota per la
Monarchia e chi per la repubblica, specie dopo le figuracce del Sig.
Vittorio Savoia, finito persino in carcere a Potenza, e se son vere le sue
dichiarazioni sulla morte di Dirk Hammer, meriterebbe l'ergastolo. Il dott.
Boschiero, amabilmente ci ricorda che il nostro sindaco si è reso
protagonista di una rivendicazione su un tema non attuale reclamando i danni
di guerra dopo un secolo e mezzo. Il sottoscritto è stato processato da una
legge fascista del 1939, per un fatto accaduto il 5 agosto del 1861. Nessuna
l'ha cancellata.. L'esimio nostro interlocutore dichiara che non dovremmo
reclamare i danni di guerra dagli eredi di Vittorio Emanuele II perchè la
sua era una Monachia costituzionale che godeva della fiducia del parlamento
e che nella rivendicazione del Comune di Gaeta non c'è nessun rigore
scientifico e storico. Invece quel rigore c'è, è tutto scritto negli archivi
del nostro comune. I fatti sono questi. Il parlamento di Torino non ha mai
dichiarato guerra al Regno delle Due Sicilie, nè tantomeno alla mia città.
Le truppe savoiarde cominciarono i bombardamenti ai primi di novembre del
1860, la fortezza si arrese a causa del tifo il 13 febbraio del 1861. La
proclamazione del Regno d'Italia evvenne il 17 febbraio, ma 19 giorni prima
della proclamazione, il Decurionato ( il Consiglio Comunale, per i toschi e
i veneti) aveva chiesto alle autorità piemontesi il risarcimento dei danni
causati dalle 160 mila bombe che avenano rasa al suolo la città e le
campagne. I danni furono riconosciuti dal prodittatore di Napoli ,Giorgio
Pallavicino e che i Ministri delle Finanze e dell'Interno " sono incaricati
della esecuzione del presente decreto". "-recita un comunicato del Comando
generale del Corpo d'Armata che " ..quando S.A.R. il Principe di Carignano
venne ad osservare le opere ed i guastid ell'assedio, tocco da sensi di
umanità e di giustizia facea indirizzare dal generale Cialdini al Sindaco di
Mola di Gaeta un ordine esemplare in cui riconsoce che " ...a guerra
ultimata il Governo di S. M. provvederà all'equo e maggiore possibile
risarcimento". Dott. Boschiero, nè il re sabaudo, nè il parlamento torinese
hanno cacciato una lira, nonostante le reiterate richieste dei nostri
amministratori a cominciare dal Sindaco Raffaele Ianni del febbraio del 1861
e per finire con il Sindaco Gennaro Migiarra nel 1914. L'amministrazione
comunale di Gaeta, liberamente eletta dai propri concittadini, con 7444 voti
alle ultime elezioni non hanno fatto altro che richiedere quei danni
riconosciuti da S.A.R. il Principe di Carignano e dal generale Cialdini, che
conosciamo molto bene: scaraventò 160 mila bombe su Gaeta e devastò 300
ettari di terreni fertilissimi. I danni ammontarono a 2.047.702,15 lire,
somma pari a 274.000.000 milioni di euro, quasi pari a quella reclamata dai
Signori Vittorio Savoia ed Emanuele Filiberto,per i danni morali patiti per
il dorato esilio subito. Quei soldi sono stati chiesti alla nostra
repubblica nata sulle ceneri di casa Savoia e del fascismo.Noi di gaeta
abbiamo chisto solo i danni materiali, quelli morali li lasciamo giudicare
dalla storia: un milione di morti per la guerra civile denominata lotta di
repressione del Brigantaggio e per i 30 milioni di emigranti. I fatti sono
questi. Il parlamento piemontese non dichiarò guerra alla mia città e non
possiamo chiederli ad uno stato che non ci ha fatto la guerra. Il capo
dell'esercito invasore era Vittorio Emanuele secondo. Insomma veda Lei chi
deve pagarli questi 274 milioni di euro, noi li vogliamo. Li chiediamo da
147 anni, e siccome l'assedio di Gaeta fu un crimine contro l'umanità e tali
crimini sono imprescrivibili, e avendo le prove provate del crimine,
qualcuno deve pagare, ma non questa repubblica, alla quale chiediamo solo
ciò che il Risorgimento piemontese ci ha tolto: il Demanio, l'economia della
città dissanguata, una flotta di 300 navi, cantieri navali che davano lavoro
ad oltre 2000 operai specializzati, 300 frantoi, fabbriche di vele, cordami,
sapone e tutti gli uffici statali che il regime , per punizione, ci ha
tolto.
Inoltre dott. Boschiero, so che Lei si è sempre interessato alla mia
attività di ricercatore storico, e di questo La ringrazio cordialmente, ci
ha parlato anche dell'inno di Mameli, è molto bello, Goffredo era di Genova
ed era repubblicano, ed è stato ricompensato dal Generale La Marmora Alfonso
che massacrò la città ligure e 700 suoi abitanti, repubblicani anche essi.
Il Vittorione Secondo li chiamò " vile ed infetta razza di canaglie". Ho
saputo che anche Genova si appresta a chiedere i danni del massacro. Le
parole dell'inno nazionale dovrebbero essere cambiate no? Giambattista
Perasso ( Balilla) combattè da repubblicano contro le truppe austro-
piemontesi e mentre Mameli moriva per la repubblica romana i savoiardi
massacravano e violentavano donne e bambini nella città della lanterna.
Dott. Boschiero, ho lettoa pag. 11 del libro "Vittorio Emanuele II" di Pier
Francesco Gasparetto che "...lo stesso Massimo D'Azeglio sosterrà sempre che
era Vittorio Emanuele II era "...figlio di un macellaio di Porta Romana a
Firenze" e ne specificherà persino il nome: " certo Tanaca". Il Gasparetto
era uno storico serio,Carlo Alberto era un bell'uomo, alto 2 metri. Il
Vittorione era alto 1,54 e non era bello, piuttosto grassoccio. Faccia fare
l'esame del DNA agli eredi, se non corrispondono a quello del'avolo di cui
sopra, non pagheranno conti a nessuno, e avremo a che fare con Amedeo
D'Aosta che abbiamo conosciuto il giorno della Madonna di Porto Salvo a
Gaeta, ha chiesto scusa alla nostra città davanti alll'immagine Sacra, al
sindaco dott. Raimondi, al nostro amato Arcivescovo, Don Fabio bernardo
D'Onorio e soprattutto davanti alla città tutta che ha levato un applauso
verso il cielo dopo che ci siamo stretti la mano ed abbracciati. W Gaeta, w
la nostra Repubblica nata il 2 giugno del 1946 dopo un vero plebiscito. Chi
di spada ferisce di spada perisce.
Antonio Ciano

Loris Palmeri ha detto...

A Orazio Vasta:
Come è noto, il popolo veneto ha chiesto risarcimento parziale dei danni prodotti dallo Stato Italiano per l'occupazione abusiva iniziata nel 1866. Il ricorso è stato presentato a Strasburgo il 2 giugno, scavalcando tutte le pastoie italiote(vedi http://www.palmerini.net/blog/?p=245 ).
Ora una iniziativa analoga è stata presa dal Partito del Sud nel comune di Gaeta, e mi onoro di avere da sempre i loro leader come lettori del mio blog .
Loris Palmeri