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domenica 4 gennaio 2009

RADIO KOSOVA E LIRE ha compiuto 10 anni di vita!

A rarika onora e festeggia quest'anniversario con spirito internazionalista e con grande sentimento di solidarietà fraterna con tutto il Popolo della Kosova,che il 17 febbraio festeggerà il Primo anno dell'auto proclamata Repubblica indipendente della Kosova.
Oggi,4 gennaio 2009,festeggiamo Radio Kosova e Lire con questa sequenza fotografica, che sintetizza la storia di questa "radio d'assalto" del Popolo kosovaro,radio che è stata "assaltata",inutilmente, dai bombardieri serbi a suon di bombe.
Orazio Vasta

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AUGURI AI FRATELLI DELLA RKL!
LUNGA VITA al Drejtori Ahmet Qeriqi e a tutto lo"Stafi":
Valdet Hoti,Drejtor Teknik
Arbanë Qeriqi-GashiKryeredaktore
Mirvete Uka-Gazetare
Jeton Syla-Gazetar
Mejreme Mara-Berisha, Redaktore e kulturës
Haki Gashi -Operator i zërit
Ajshe Myrtaj -Operatore e zërit
Leonorë Limani -Operatore e zërit
Azemine Berisha Punëtore- teknike
Rizah Berisha Kustos në Shtëpinë Muze-Berishë
Nezir Myrtaj Kryeredaktor
Martin Çuni -Redaktor dhe reporter
Nusret Pllana Spiker dhe zgjedhës i muzikës
Habib Zogaj -Reporter nga terreni
Fatmir Dugolli -Operator i zërit
Gazmend Elshani -Fotoreporter

venerdì 28 novembre 2008

STRATEGIA DELLA TENSIONE INTERNAZIONALE NELLA KOSOVA E CONTRO LA KOSOVA!

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AGENTI SEGRETI DI BERLINO I TERRORISTI DEL 14 NOVEMBRE?

Il 14 novembre una bomba è esplosa a Pristina contro l'Ufficio Civile Internazionale della Unione Europea. Per questo attentato,la polizia kosovara ha arrestato tre cittadini tedeschi (nella foto) con l'accusa di terrorismo.

La notizia è stata resa pubblica dal giornale "Express" di Pristina,ed è stata ampiamente ripresa e confermata dai tedeschi "Der Spiegel" e "Suddeutsche Zeitung".

Uno degli arrestati avrebbe ammesso di essere un agente del BND, il servizio segreto della Repubblica Federale Tedesca,mentre Berlino smentisce che elementi degli apparati governativi germanici possano essere implicati in azioni terroristiche .

L'attentato del 14 novembre era subito stato messo in relazione con l'attuale momento teso dei negoziati per l'amministrazione internazionale della Kosova indipendente.

Orazio Vasta

mercoledì 26 novembre 2008

KOSOVA,rapporto della CIA:intelligence o politica?

Per la Central Intelligence Agency nella Kosova ci sarebbero estremisti pronti ad attuare attentati terroristici contro Belgrado,estendendosi su Washington e Bruxelles,per colpire i funzionari dell'amministrazione internazionale (UNMIK),che mantiene il compito della gestione amministrativa sulla Kosova dalla fine della guerra nel 1999.
Ci sarebbero,secondo il rapporto della CIA, anche gruppi terroristici, una sorta di "cellule dormienti",che si stanno già attivando:un gruppo fondamentalista islamico che, in quanto tale, dovrebbe avere contatti con Al Qaeda.
Il rapporto della CIA giunge in un momento politico assai critico, nel mezzo dei negoziati che stanno riconfigurando la missione internazionale dell'UNMIK ed il passaggio di poteri dalle Nazioni Unite all'Unione Europea con la nuova missione denominata "Eulex".
Ovviamente,nella Kosova non tutti gli ex combattenti dell'UCK sono disponibili a sottomettersi all'amministrazione internazionale,forse in tanti dormono con il fucile sotto il cuscino,ma viene assai difficile pensare ad uno scenario talebanizzato per la Kosova...
C'è da capire,quindi,se il rapporto della CIA è un rapporto di intellegence o,viceversa, un rapporto politico...ad "orologeria".
Orazio Vasta

domenica 23 novembre 2008

SUL GENOCIDIO SERBO IN KOSOVA....

Ricevo dalla Kosova,dall'amico sheradin berisha ,e pubblico. Il link contiene FOTOGRAFIE PARTICOLARMENTE CRUDE sugli eccidi commessi dai serbi contro i kosovari...
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Barbarët e fundshekullit XX!
PSE QEVERIA NUK NGRE PADI KUNDËR SERBISË PËR GJENOCIDIN E KRYER NË KOSOVË?!
Ne www.pashtriku.org mund te lexoni edhe shkrime tjera historike dhe analiza, per aktualitetin politik ne gjithe arealin etnik Shqiptar.
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*nella foto,il popolo kosovaro profugo per sfuggire alla "pulizia etnika" dei serbi....

martedì 18 novembre 2008

"...la strana sensazione di volere la cacciata di Milosevic,ma di ritrovarsi nel giardino di casa le bombe di coloro che dovrebbero cacciarlo"...

"SERBIA HARDCORE"
"Eccomi sulla tomba del mio migliore amico. Non mi piacciono i cimiteri, e nemmeno le chiese oppure i fiori. Sono venuto qui per la prima volta, a oltre un anno dall'omicidio. Ho portato una rosa e l'ho deposta sulla lastra di marmo che reca la scritta: Dr. Zoran Djindjic, Presidente del Governo della Repubblica Serba, 1952-2003"-dal libro "Serbia Hardcore".

Mentre le televisioni mostrano nuovamente le immagini di una Belgrado messa a fuoco dalla miccia nazionalista, queste caustiche short stories ci riportano uno spaccato anni '90 made in Beograd, quando tutto il mondo si stupì, ma non troppo, che una grande capitale nel cuore dell'Europa potesse essere bombardata. "Serbia Hardcore" è un diario di guerra dal retrogusto di humor nero che parla di libertà di stampa, di opposizione interna, della strana sensazione di volere la cacciata di Milosevic ma di ritrovarsi nel giardino di casa le bombe di coloro che dovrebbero cacciarlo.Sono questi i binari entro i quali si muove il nuovo libro di Dusan Velickovic. Il 10 ottobre uscirà in Italia una raccolta di brevi racconti autobiografici attraverso cui il giornalista e scrittore serbo, ripercorre gli ultimi nove anni della storia serba. Dalla guerra in Kosovo all'arresto di Radovan Karadzic.Vi anticipo qui di seguito alcuni stralci del libro:"Le bombe sono cadute a poche centinaia di metri da casa, all'angolo delle vie Vardarska e Maksim Gorkij. Una ragazza di vent'anni ha perso la vita. E' stata sepolta con l'abito da sposa, due giorni dopo. Era la trentaseiesima notte dall'inizio dei bombardamenti. Ma l'anno non era il 1984. E non combattevamo contro l'Oceania o l'Eurasia. Semplicemente ci avevamo fatto l'abitudine." Più giù nel libro prosegue dicendo "Quello forse è stato il momento più tragico della nostra storia, ma, paradossalmente, i bombardamenti hanno segnato la fine di un incubo, l'era Milosevic. Pochi mesi dopo centinaia di migliaia di persone sarebbero scese in piazza per chiedere le sue dimissioni. A Belgrado non si era mai vista una cosa di simile".In un capitolo del libro Velickovic parla anche di Kosovo:"Continuo a camminare. Dopo pochi passi mi imbatto nel vescovo Amfilohije. Di recente, il vescovo ha definito 'immortale' Karadzic, anch'egli accusato di crimini di guerra e varie atrocità. Ma allora è vero che individui come lui e Mladic sono difesi dalla Chiesa ortodossa? E' la Chiesa a capo della cosiddetta lobby 'anti-Aja'?, più sotto, ancora "Certo, manca la prova che la Chiesa ortodossa abbia protetto i latitanti, ma le affermazioni di certi suoi esponenti, i predicatori della Grande Serbia, indicano un coinvolgimento quanto meno ideologico". Ricordo che tra i latitanti ci sono ancora Ratko Mladic, il generale dei serbo-bosniaci, che ordinò il massacro di Srebrenica, e Goran Hadzic, l'ex presidente dell'autoproclamata Repubblica Serba della Krajina. A tal proposito, l'autore dice "Non saprei dire nè come nè quando, ma so che verranno catturati presto. Perchè in Serbia credo che i tempi siano davvero cambiati. L'ideologia ultranazionalista sta vivendo le sue ultime ore". Non sono parole di un americano o di qualcuno che conosce i fatti per sentito dire. Dusan Velickovic è una voce critica, autorevole , uno uscito fuori dal branco, lo stesso che è stato rimosso dall'incarico da caporedattore del Nin, il settimanale indipendente schierato contro il regime di Belgrado per non essere stato "meno critico verso il governo". La voce di Velickovic è chiara anche quando, in maniera scomoda per un serbo, si esprime sul Kosovo: "La questione troverà una soluzione adeguata soltanto quando sarà compiuta l'integrazione della regione balcanica nell'UE"Sin dalle premesse, Serbia Hardcore si presenta come un libro che fa riflettere.
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sabato 15 novembre 2008

"DON BOSCO" A PRISTINA:"A Natale e Pasqua partecipano alle funzioni cattoliche persone di ogni fede, musulmani compresi"

Pubblichiamo questa preziosa testimonianza dei Salesiani di Don Bosco presenti a Pristina,la capitale della Repubblica indipendente della Kosova,a testimonianza che i kosovari non sono fautori del fondamentalismo islamico...come,sembrano temere il Vaticano e ampi settori del cattolicesimo in Europa occidentale... *****************************
DON BOSCO A PRISTINA
Furono i 1200 kosovari del campo profughi allestito presso i salesiani di Tirana a richiedere con commovente insistenza la presenza dei figli di Don Bosco a Pristina: “Perché a Tirana sì e a Pristina no?”. Ciò che li aveva affascinati era stata l’accoglienza, il clima di libertà e fraternità e... la scuola. Sì, la scuola professionale che poteva ridare speranza a tanti giovani disperati e frenare il flusso migratorio verso l’estero. Ancora una volta l’aiuto del VIS, il volontariato internazionale salesiano, fu risolutivo. I salesiani accettarono di insediarsi a Pristina
perché il vuoto di lavoro, di educazione e di evangelizzazione dopo la devastante guerra del 1999 era... torricelliano.
I giovani avevano bisogno di tornare a credere in se stessi e nel proprio Paese. Le difficoltà degli inizi sono state varie e consistenti. Ci sono voluti diciotto mesi di trattative, e alla fine le autorità musulmane hanno concesso i permessi necessari, non senza essersi informate e aver visionato quello che i preti stranieri avevano realizzato a Tirana. Proprio il prestigio che essi godevano nella capitale albanese li ha convinti. Si dovette superare anche la diffidenza della Chiesa ortodossa, e del PDK, il partito kosovaro laico che non riusciva a immaginare che dei preti potessero impiantare e dirigere scuole e lavorare all’educazione civica dei giovani... I salesiani hanno iniziato la loro attività sociale e apostolica l’8 ottobre 2003. Le autorità presenti sono rimasti ammirati dalla perfetta organizzazione e dai programmi della scuola che danno il primato all’educazione e alla formazione del giovane....Un Paese strano rispetto ad altri paesi musulmani: le ragazze non hanno burka o chador, vestono liberamente all’europea. “È un Islam illuminato – sottolinea don Izidor – Qui la Chiesa cattolica s’è conquistata grande rispetto proprio per il suo modo di agire che punta al bene della persona.
A Natale e Pasqua partecipano alle funzioni cattoliche persone di ogni fede, musulmani compresi.
Strabiliante ma vero!
Del resto a Pristina i salesiani sono di casa da oltre 50 anni.
I primi sono arrivati subito dopo la II guerra mondiale a lavorare.
Ma solo in parrocchia, come esigeva il regime titino: ai preti l’anima al partito tutto il resto.
Ora la svolta è in atto. Speriamo che vada in porto”.
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Fonte: Bollettino salesiano
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Nella foto:la scuola professionale salesiana a Pristina




venerdì 14 novembre 2008

VATICANO:1991,SI a Croazia e Slovenia-2008,NO ALLA KOSOVA.Perchè?


Kosovo/ Vaticano non intende riconoscerlo
Segreteria di Stato: Questione è ancora aperta
Roma, 14 nov. (Apcom-Nuova Europa) -
Il Vaticano non ha intenzione di riconoscere l'indipendenza del Kosovo e la questione non verrà valutata. Lo riporta l'agenzia di stampa Tanjug, che ha interpellato la Segreteria di Stato della Santa Sede.
"Riteniamo che la questione sia ancora aperta, se ne discute ancora all'Onu.

Ci sono piani e nuove proposte che dovrebbero essere applicate", sostiene la Segreteria di Stato.
Il Kosovo ha dichiarato unilateralmente la propria indipendenza lo scorso 17 febbraio. Su 192 nazioni membro dell'Onu, lo hanno riconosciuto 52 Paesi
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La notizia del "No" del Vaticano al riconoscimento dell'indipendenza nazionale della Repubblica della Kosova,anche se si tratta di un "No" motivato dal fatto che all'Onu la questione kosovara è ancora aperta,apre tanti interrogativi...

Nel 1991,il Vaticano fu il primo stato a riconoscere,assieme alla Germania,l'indipendenza della Croazia e della Slovenia dalla Repubblica federale di Jugoslavia,indipendenze UNILATERALI,come quella del 17 febbraio 2007 della Kosova.



Due pesi e due misure da parte della Santa Sede?



Una scelta politica?



O una scelta dettata esclusivamente dal fondamento religioso dei croati,degli sloveni e dei kosovari?



Croati e sloveni sono cattolicissimi,i kosovari hanno una forte componente musulmana.



Ma,veramente,il Vaticano crede che la Kosova possa svegliarsi una mattina trasformata in una Repubblica Islamica fondamentalista?



Da "cattolico protestante",come amo definirmi,mi auguro che il "No" odierno del Vaticano sia dettato da una scelta politica e non religiosa,perchè sarebbe anacronistica,perdente e,oso dire,fondamentalista.



Che il buon Dio illumini il sentiero del Popolo della Kosova!
Orazio Vasta

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nella foto: Chiesa cattolica a Pristina,capitale della Kosova



giovedì 13 novembre 2008

KOSOVARISMO E MULTI-ETNICITA?

Dal sito : www.newkosovareport.com/ ==================================================
Kosovarism and multi-ethnicity
Albin KurtiWhere is Kosovo going?

Will it become sovereign?
Will the people of Kosovo become a nation?
If yes, then will the Kosovar nation be a political nation according to the French model? Or perhaps an ethnic nation according to the German model. Will ethnicity as belonging and origin prevail, or demos, as participation in the institutional process of the political system?
To understand where Kosovo is being taken, it is necessary to understand the Ahtisaari Plan. This plan is mentioned eight times in the Declaration of Independence, while the word independence is mentioned just three times, including the title of the Declaration.
This Plan is within the Constitution of Kosovo whose Clause 143 notes that the Ahtisaari Plan is higher than the Constitution. So, what do the contents of this Plan tell us about the above question?Clause 1.1 of this Plan, at the very beginning, states that Kosovo shall be a multi-ethnic society. However, in the core of multi-ethnicity is ethnicity. Many different ethnicities living side by side make multi-ethnicity. This is how Ahtisaari conceived it. Because he did not aspire to integrate communities.
His starting point is ethnicity, whilst his aspiration is the coexistence of these communities beside each other (and not integrated together). Therefore, decentralization, cultural heritage, representation, participation and decision making in political institutions is completely built on an ethnic basis.
The Ahtisaari Plan does not make Kosovo Kosovar, but it makes it Albanian – Serb; it does not make the people of Kosovo into the Kosovar nation, but it divides them into Albanian and Serb national communities (and formally also four others).The constitutive unit of the Ahtisaari Plan is not the Kosovar or the citizen. The constitutive unit is the national community. With the Ahtisaari Plan, Kosovo will not become a nation-state while its people will not become an ethnic-nation or a citizens-nation. Kosovo will become an Albanian-Serb country, where Albanians and Serbs live divided territorially from each other. Eventually the Albanian and Serb politicians will be together in the systems institutions, but not ordinary Albanians or Serbs.
(In fact, this is the international answer to ethnic cleansing because the so-called ethnic difference is seen as the cause of ethnic cleansing and not the hegemony of Milosevic's Serbia. This certainly has suited Serbia which after the end of the war was interested to territorialize the presence of Serbs in Kosovo as the demographic minority that they are).
Naturally, this approach perpetuates international rule in Kosovo, which is interpreted as necessary precisely in order to unite Albanians and Serbs, since their uniting is believed to be a new war.
The Albanian-Serb dichotomy in the state of Kosovo keeps this state and its sovereignty always in the hands of internationals.
The symptom of this is the fact that the word, 'international' is the word most used by the Ahtisaari Plan – altogether 126 times. The word 'Serb' is used 37 times whereas 'Albanian' twice: one time in Clause 1.6 when it discusses the Albanian language as one of the two official languages, and the other in a footnote in Clause 2.1 of Annex 7 which says 'non-Albanian communities.'However the project of Kosovarism is evident in Kosovo.
Are we dealing with a contradiction in this explanation?
Who is the target of the project and why does it exist if the Ahtisaari Plan doesn't make Kosovo Kosovar but Albanian-Serb? The multi-ethnicity which the Ahtisaari Plan intends is very difficult to justify because in Kosovo there are about 92% Albanians and about 5% Serbs.
In order to make multi-ethnicity more justifiable and sustainable, the Serb factor is being strengthened while the Albanian factor is being weakened.
The Serb factor is being strengthened by letting Serbia inside Ko sovo, whilst the Albanian factor is weakened by throwing Albania outside Kosovo. Kosovarism is a political project which aims at distancing Albanians of Kosovo, as much as possible, from their Albanian identity and from Albania. Kosovarism is not a project being developed against Serbia, but against Albania. Kosovar nation building means de-nationalizing (only) Albanians whilst there is no state-building (in the strong meaning of the word) because the state remains in the hands of the internationals.
On the other side of the same phenomenon, it is not accidental that there has been no registration of the population for nine years since the war. Their goal is to increase the number of Serbs including Serb refugees in Serbia that are or are not from Kosovo, but also to reduce the number of Albanians by not including the diaspora and even making it possible for them to declare themselves as Kosovar. This will result in a similar situation as Macedonia where for example some members of one family declare themselves Macedonian, whereas some others declare themselves Bulgarian.Multi-ethnicity is in the function of Kosovarism or the imagined Kosovar nation (created by Albanians of Kosovo), but the opposite: Kosovarism is in the function of multi-ethnicity (the Albanian-Serb division of Kosovo). The Ahtisaari Plan (as the legal infrastructure and normative codification of multi-ethnicity) rests above the constitution of Kosovo (as the platform of the future imagined Kosovar nation) inside which it resides. Therefore, multi-ethnicity is above Kosovarism and is greater than it. Kosovarism is a way in which multi-ethnicity intends to weaken the dominant ethnicity for the sake of its own solidity. Multi-ethnicity is a concept and project that comes from above, whereas Kosovarism is just one of its branches. All is being done for the sake of a mechanical concept that exists in the highest offices and instances of politics and not for the sake of the people who live below. Hashim Thaçi and his ministers are like the agents of the film The Matrix. They are Kosovars, they are the machines that want to put their hands inside the bodies of people and towards their hearts in order to transform them into machines. While 'Kosovo' truly is the working title of the film 'Bosnia reloaded', another time . . Albin Kurti leads Vetëvendosje (Self-determination) Movement, which opposes international administration of Kosovo.
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Nella foto piccola Albin Kurti,leader del Movimento “Vetëvendosje” (Autodeterminazione) che si oppone all’amministrazione
internazionale della Kosova.
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CLICCA PER LA TRADUZIONE: Kosovarismo e multi-etnicita'
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E' condivisibile l'analisi di Albin Kurti,che rivendica alla Kosova la formazione di uno Stato nazionale kosovaro,e non di uno stato serbo-albanese,una sorta di grande GHETTO dove serbi e kosovari "convivono" separati,chiusi nel proprio spazio assegnatogli. Credo,che di fatto,una situazione del genere farebbe comodo all'Albania,che continuerebbe a tenere i kossovari come "albanesi" e non come popolo a se.
E,in questo disegno,si spiega il massiccio arrivo di serbi nella zona "serba" della Repubblica Kosovara.
Praticamente,l'amministrazione internazionale,con il tacito consenso di Tirana e Belgrado(COME MAI NON SI MANIFESTA PER "IL KOSOVO E' SERBO!"?)vuole smembrare il popolo kosovaro,attraverso la formazione "a spicchio" di uno stato multi-etnico,di una "multi-etnicità" che,da queste parti, non esiste.La Kosova non è la Bosnia!
Orazio Vasta

martedì 11 novembre 2008

Kryetari i ri i Shteteve të Bashkuara të Amerikës, Barak Obama mbështet pavarësinë e Kosovës

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Kryetari i ri i Shteteve të Bashkuara të Amerikës, Barak Obama mbështet pavarësinë e Kosovës
Kryetari i ri i Shteteve të Bashkuara të Amerikës, Barak Obama ka siguruar gjithnjë shqiptarët e Amerikës , rreth 100 mijë, shumica prej tyre të koncentruar në Nju Jork dhe në disa shtete të tjera, se do ta mbështesë pavarësinë e Kosovës dhe zhvillimin e saj ekonomik e shoqëror. Amerika do ta ndihmojë zhvillimin e një shoqërie dinamike dhe demokratike në Kosovë, e cila siguron të drejta të barabarta të të gjithë njerëzve që jetojnë atje, ka deklaruar z. Obama për gazetën e përditshme shqiptare të Amerikës, “Illyria”.
Ndërkohë “Ballkan Insajt” shkruan se Barak Obama edhe gjatë fushatës elektorale ka mbështetur integrimin e Kosovës në BE dhe në NATO, si kontribut për zhvillimin e infrastrukturës së këtij vendi.
( Orazio Vasta, korrespondent në Sicili ).
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venerdì 17 ottobre 2008

La piccola Kosova cresce...

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Ripreso da AlbaniaNews www.albanianews.it
Un film interpretato dall'attrice kosovara Arta Dobroshi era tra quelli concorrenti per il primo premio all'edizione del 2008 del Festival di Cannes.
Arta Dobroshi, una giovane attrice di successo dal Kosovo, è la principale protagonista del film “Le silence de Lorna” (Il silenzio di Lorna), scritto dai fratelli belgi Jean-Pierre e Luc Dardenne.
I fratelli Dardenne hanno vinto la Palma d'Oro al Festival di Cannes nel 2005, e sono tra i favoriti per vincere anche il premio di quest'anno.
Nel film, Dobroshi interpreta il ruolo di una giovane donna albanese che vive in Belgio e lotta per integrarsi nella società.
Desiderosa di ottenere la cittadinanza belga e di aprire un snack-bar in Belgio con il suo ragazzo, cerca di ottenere una vita migliore corteggiando un gangster e sarà costretta a sposare un gangster russo.
Le silence de Lorna è una produzione belga-francese-italiana, e l’anteprima a Cannes si proietterà il prossimo lunedi sera.
Biografia:
Arta Dobroshi è nata a Prishtina, Kosova.
Laureata in Accademia d'Arte di Pristina nel 2002.
Film come attrice:
1. Lorna de silenzio, Le (2008)
2. Trishtimi i zonjës Shnajder (2006)
3. Syri magjik (2005)
Nominata come migliore attrice nel Festival di Cannes 2008.
Le film Silencia De Lorna ha vinto il premio per il miglior scenario nel 61°simo Festival di Cannes.
Visitate la pagina dei fan di Arta Dobroshi in Facebook









Gli Emirati Arabi Uniti hanno riconosciuto l'indipendenza della Kosova

Gli Emirati Arabi Uniti hanno riconosciuto la Kosova indipendente. Ne hanno dato notizia il Ministero degli Esteri kosovaro e WAM, l'Agenzia di notizie degli EAU: il Ministero degli Esteri kosovaro ha annunciato che l'ambasciatore dell'EAU negli Stati Uniti, Ahmed Abdulrahman Al-Jarman ha comunicato telefonicamente al Ministro Skender Hyseni la decisione del suo paese di riconoscere laKosova.
Per WAM, l'Agenzia di notizie degli EAU, il riconoscimento è in linea con il sostegno per il diritto legittimo dei popoli all'autodeterminazione.
Gli Emirati Arabi Uniti, sono il 51°paese che riconosce la Kosova, e il terzo dopo il Montenegro e la Macedonia che lo fa successivamente alla decisione dell'Assemblea Generale dell'ONU che ha votato a favore della richiesta serba di portare la questione kosovara davanti al Tribunale Internazionale dell'Aja.
Ma la rilevanza del riconoscimento sta nel fatto che gli EAU sono il primo tra i paesi arabi.

domenica 12 ottobre 2008

Constatando che 22 dei 27 membri dell'Unione europea hanno riconosciuto il Kosovo da quando ha dichiarato la sua indipendenza nel febbraio scorso...

La foto è stata aggiunta da questo blog
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Dal quotidiano "New York Times" del 9 ottobre 2008:
Serbia Wins Bid to Review Independence of Kosovo
By NEIL MacFARQUHAR
Published: October 8, 2008
UNITED NATIONS — In an unusual resort to international law, Serbia won a bid on Wednesday to have the International Court of Justice review the manner in which Kosovo declared its independence.
The vote in the United Nations
General Assembly was sharply polarized, with 77 countries supporting Serbia’s request, 6 opposed, including the United States, and 76 nations abstaining.
Serbia’s foreign minister, Vuk Jeremic, said the nonbinding decision from the court “will serve to reduce tensions in the region and facilitate our efforts at reconciliation” by transferring the dispute to a judicial arena. Serbia, calling Kosovo a breakaway province, believes that it acted illegally by announcing what Serbia considers a unilateral declaration of independence, and that the court case will make other states hesitate before extending diplomatic recognition.
The court, based in The Hague, is often called upon to mediate border disputes and the like, but requests from the United Nations for legal rulings are rare.
The case of Kosovo’s independence will be particularly difficult. While international law recognizes certain formal steps toward independence by former colonies in places like Africa or Latin America, there are no similar guidelines for secession in more established regions like Europe, said Nicolas Burniat, a lawyer who worked for the court for six years and is now with Human Rights First, a nonprofit group that works for human rights.
Most European states abstained from voting on the request, with several ambassadors warning Serbia that the initiative would serve only to hobble its entry into the
European Union. Noting that 22 of 27 European Union members have recognized Kosovo since it declared independence in February, Sir John Sawers, the British ambassador to the United Nations, said, “Serbia will need to work constructively with its future E.U. partners.”
Jean-Maurice Ripert, the French ambassador, said the measure “does not help the necessary easing of tensions.”
European states could not reach a consensus because several members with separatist tensions of their own, like Spain and Cyprus, want to hear how the court might rule. South Africa noted that while 48 countries had recognized Kosovo, 144 had not, meaning there were plenty of nations that might be influenced by the court’s opinion.
Rosemary DiCarlo, the American envoy, said, “Kosovo’s independence is irreversible.” She described the Serbian request as unnecessary and unhelpful.
Neighboring Albania, which voted against the measure and has strong ties with Kosovo, accused Serbia of dragging its domestic disputes into the international arena. The high number of abstentions suggested that many agreed, with one senior European diplomat saying that Serbia was trying to reconcile the opposite goals of placating the domestic constituency opposed to independence for Kosovo while still pursuing European Union membership.
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http://www.nytimes.com/
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Serbia:il diritto di rivedere l'indipendenza
Scritto da NEIL MacFARQUHAR
Nazione Unite-Con un insolito ricorso al diritto internazionale, mercoledì 8 ottobre, la Serbia è riuscita ad ottenere che la Corte internazionale di Giustizia si esprimi sul modo in cui il Kosovo ha dichiarato la sua indipendenza.
La votazione nell’Assemblea generale delle Nazioni Unite è stata fortemente polarizzata. 77 paesi hanno sostenuto la richiesta della Serbia, 6 sono stati contrari, compresi gli Stati Uniti, mentre 76 nazioni si sono astenute.Il ministro serbo degli Esteri, Vuk Jeremic, ha detto che la decisione non vincolante del Tribunale "servirà a ridurre le tensioni nella regione e a facilitare i nostri sforzi alla riconciliazione", trasferendo la controversia in ambito giuridico. La Serbia, definendo il Kosovo una provincia separatista, ritiene che quest’ultima ha agito illegalmente nel proclamare ciò che la Serbia considera una dichiarazione unilaterale d’indipendenza. Inoltre il caso giudiziario farà esitare altri Stati a riconoscere il nuovo stato.Il tribunale, con sede all'Aia, è spesso chiamato a mediare le controversie su confini e questioni simili, ma le richieste da parte delle Nazioni Unite sulla legittimità governativa sono rare.Il caso di indipendenza del Kosovo sarà particolarmente difficile. Mentre il diritto internazionale riconosce alcuni passi formali verso l'indipendenza da parte di ex colonie in luoghi come l'Africa o l'America Latina, non ci sono linee guida simili per secessioni in regioni stabili come l'Europa, ha affermato Nicolas Burniat, un avvocato che ha lavorato per la Corte per un periodo di sei anni e ora è impegnato con Human Right First, un gruppo non-profit che lavora per i diritti umani.La maggior parte degli Stati europei si sono astenuti durante la votazione, e vari loro ambasciatori hanno avvisato la Serbia che l'iniziativa potrebbe servire solo a far traballare la sua entrata nell'Unione europea.
Constatando che 22 dei 27 membri dell'Unione europea hanno riconosciuto il Kosovo da quando ha dichiarato la sua indipendenza nel febbraio scorso, Sir John Sawers, l'ambasciatore britannico alle Nazioni Unite, ha detto, "la Serbia avrà bisogno di lavorare in modo costruttivo con i sui futuri partner dell’UE".
Jean-Maurice Ripert, l'ambasciatore francese, ha detto che la misura "non contribuisce necessariamente ad allentare le tensioni" esistenti.
Gli Stati europei non sono riusciti a raggiungere un accordo tra loro in quanto membri con tensioni separatiste interne, quali Spagna e Cipro, vogliono sapere cosa potrebbe decretare la Corte.
L’ambasciatore del Sud Africa ha fatto notare che mentre 48 paesi hanno riconosciuto il Kosovo, altri 144 non l’hanno ancora fatto, pertanto molte nazioni potrebbero essere influenzate dal parere della Corte.
Rosemary Di Carlo, l'inviato americano, ha dichiarato che "l'indipendenza del Kosovo è irreversibile." Ha descritto la richiesta serba come inutile e dannosa.La confinante Albania che ha votato contro la richiesta serba e ha forti legami con il Kosovo, ha accusato la Serbia di trascinare la sua controversie domestiche nell’arena internazionale. L'elevato numero di astensioni, potrebbe suggerire che molti sono stati d’accordo con quanto sostenuto da un diplomatico europeo secondo il quale la Serbia sta cercando di conciliare obiettivi opposti: placare gli animi degli elettori contrari all'indipendenza del Kosovo, pur aspirando all'adesione all'Unione europea.

lunedì 29 settembre 2008

Ismail Kadare, la Serbia,la Kosova e la fede originale degli albanesi: il cristianesimo.

Il più noto ed importante scrittore albanese, Ismail Kadare (nella foto),riguardo la situazione della Kosova dopo la proclamazione dell’indipendenza ha dichiarato a “Globus”- rivista croata: Gli albanesi sono stati un popolo straniero in Serbia. Loro non hanno nulla in comune dal punto di vista culturale con i serbi. Gli albanesi hanno una cultura e lingua diversa e per anni hanno dovuto vivere sotto l’amministrazione serba. Questo non è assurdo, è tragico....Una delle basi della strategia serba contro gli albanesi è stata la loro religione. Certi che l'Europa cristiana avrebbe comunque appoggiato i serbi ortodossi contro gli "albanesi musulmani, hanno fatto tutto il possibile perché la colorazione musulmana degli albanesi venisse messa in grandissimo risalto. E questo veniva accompagnato dallo sforzo contrario: minimizzare, e se possibile far sparire, la fede originale degli albanesi, il cristianesimo. Il fatto che né l'Europa né gli Stati Uniti siano caduti in questa trappola barbara costituisce una vittoria della civiltà occidentale, che si è svincolata con coraggio dai criminali serbi, salvando così la coscienza della cristianità europea da una grave macchia. Questo atto di emancipazione euro-americano avrà apprezzabili conseguenze positive nei rapporti dell'Occidente attuale con tutto il mondo musulmano. E forse non è casuale il fatto che all'origine di questo atto ci sia il popolo albanese, questo popolo che può essere criticato per molte cose, ma non smetterà mai di essere elogiato per una ragione meravigliosa: la tolleranza religiosa. Gli albanesi hanno tre religioni: sono cattolici, musulmani e ortodossi. Da autentici balcanici quali sono, possono essersi scontrati per tanti motivi, ma mai per la religione. Questa immagine di civilizzazione risultava eccessivamente fastidiosa per i progetti antialbanesi dei serbi: perciò hanno fatto tutti gli sforzi possibili per romperla”.

venerdì 19 settembre 2008

La MACEDONIA riconoscerà la Kosovoa il 23 settembre

Alla fine della prossima settimana, la Macedonia riconoscerà l'indipendenza della Kosova. Ne da notizia il quotidiano macedone Vreme citando fonti governative e sostenendo che anche il Montenegro farà altrettanto. Le indiscrezioni ,secondi cui la Macedonia riconoscerà la Repubblica della Kosova il 23 settembre, sono state rilevate ieri anche dai mezzi di informazione serbi e greci.
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A destra la bandiera della Repubblica Kosovara,a sinistra quella della Macedonia

Kosova shtet i qytetarëve apo shteti i dytë i shqiptarëve në Ballkan






*******Nelle foto:combattenti dell'UCK durante la lotta di liberazione

E premte 19 shtator 2008
Më 12 shkurt 2008, Kosova ka shpallur pavarësinë nga Serbia dhe këtë pavarësi deri tani e kanë njohur 47 vende, shumica nga shtetet e mëdha demokratike dhe relevante të skenës botërore. Aktualisht, për shkak të vetos ruse në KS të OKB-së, Kosova nuk mund të bëhet anëtare e kësaj organizate.Sa vlerë do të kishte e drejta për vetëvendosje e cila do të përfundonte me një sovranitet të kufizuar?A kanë të drejtë unionistët shqiptarë, të cilët thirren në bashkimin kombëtar, për të krijuar një shtet të përbashkët?Etnocentrizmi a i sjellë dëm vizionit të Kosovë si shtet qytetar?Disa mbështesin qëndrimin se Kosova është shtet i qytetarëve të Kosovës, disa të tjerë se Kosova është shteti i dytë i shqiptarëve në Ballkan.Të parët shquajnë lindjen e një kombi të ri kosovar, i themeluar mbi vlerat e përgjithshme perëndimore, një komb me një të ardhme që ka në qendër qytetarin. (demokracinë, të drejtat njerëzore, të drejtat e pakicave, etj). Të dytët këmbëngulin që kombi kosovar do të ishte një deklarim denigrues dhe një mjet shkombëtarizues.Egocentristët e mbështesin të drejtën e tyre në bashkimin kombëtar, sipas përkatësisë së gjakut, të territorit, gjuhës dhe së kaluarës historike.Përveç kësaj simbolet e shteti të ri konsiderojnë pavarësinë si një lloj “intermeco” derisa të realizohet bashkimi kombëtar si e drejtë etnike, historike dhe politike e shumicës shqiptare të Kosovës. Në cilën rrugë po ecën Kosova, cila do të jetë e ardhmja e njërit ndër shtetet e vonuara të botës?
( Këtë koment e zgjodhi dhe e afishoi në A RARIKA, Orazio Vasta, korrespondent i Radios-Kosova e lirë, në Sicili).
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dal sito web di www.radiokosovaelire.com
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http://rarika-radice.blogspot.com/2008/09/alcuni-sostengono-che-il-kosovo-lo.html

mercoledì 27 agosto 2008

Medvedev ka deklaruar se Rusia njeh pavarësinë e Osetisë jugore dhe të Abkhazisë

Dal sito: www.radiokosovaelire.com
E mërkurë 27 gusht 2008

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Lajmet
Medvedev ka deklaruar se Rusia njeh pavarësinë e Osetisë jugore dhe të Abkhazisë
Kryetari i Rusisë, Dimitri Medvedev ka deklaruar se Rusia formalisht njeh pavarësinë e rajoneve gjeorgjiane të Osetisë jugore dhe të Abkhazisë. Kjo deklaratë e kreut të Kremlinit u dha pas rekomandimit të djeshëm të Parlamentit rus që kryetari i Rusisë të njohë ato dy rajone. Ky vendim i kryetarit Medvedev ka ngjallë reagime të shumta në botën perëndimore, e cila kërkon të ruhet sovraniteti dhe integriteti i Gjeorgjisë.

(Orazio Vasta)

martedì 26 agosto 2008

Armenia,Osetise e Abkhazise...

Dal sito : www.radiokosovaelire.com
E martë 26 gusht 2008
Lajmet
Medvedev ka deklaruar se Rusia njeh pavarësinë e Osetisë jugore dhe të Abkhazisë
Kryetari i Rusisë, Dimitri Medvedev ka deklaruar se Rusia formalisht njeh pavarësinë e rajoneve gjeorgjiane të Osetisë jugore dhe të Abkhazisë. Kjo deklaratë e kreut të Kremlinit u dha pas rekomandimit të djeshëm të Parlamentit rus që kryetari i Rusisë të njohë ato dy rajone. Ky vendim i kryetarit Medvedev ka ngjallë reagime të shumta në botën perëndimore, e cila kërkon të ruhet sovraniteti dhe integriteti i Gjeorgjisë.

Armenia, për të mos e harruar
Armenia, shteti i parë i krishterë në histori, në fillim të shekullit XX ka përjetuar terrorin e pashembullt të gjenocidit nga Perandoria Osmane, pastaj masakra dhe depërtime në epokën e komunizmit sovjetik. Sot Republika e Armenisë është një shembull i stabilitetit politik dhe i zhvillimit më të shprehur ekonomik nga të gjitha vendet e Kaukazit. Martirizimi i saj ende mohohet si nga Shteti i Turqisë, ashtu edhe nga bota postkomuniste e Rusisë.
(Orazio Vasta)
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Sopra,la bandiera nazionale dell'Armenia

lunedì 14 aprile 2008

DALLA KOSOVA UN "VOTO" PER LA SICILIA INDIPENDENTE!

Ho ricevuto ieri mattina,dalla Kosova indipendente(a destra la bandiera dell'indipendenza kosovara),dal mio fraterno amico direttore della RKL-Radio Kosova e Libertà-questa bellissima e-mail, che mi onoro di pubblicare in questo blog siciliano "nazionalitario e internazionalista",un messaggio forte e augurale che va ben oltre il momento elettorale...L'ambasciata della Repubblica Kosovara a Palermo e quella della Repubblica Siciliana a Pristina...
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Oggetto:"Votiamo" per la Sicilia. Viva la Sicilia.
Ricevuto il:13/04/08 08:04

Carissimo Vasta!
Si, il Kosovo aprirà le sue prime ambasciate all'estero nelle principali capitali occidentali nel mese di giugno, anche a Roma. Speriamo anche per una ambasciata a Catania, o a Palermo, nel futuro.
Auguriamo ai Siciliani il momento in cui possono riaffirmare il diritto alla propria autodeterminazione come Popolo e come Nazione.
Noi indipendentisti di Kosova "votiamo" per la Sicilia Indipendente, per la sua autodeterminazione.
Viva la Sicilia indipendente!
Fraternamente,Ahmet Qeriqi
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http://www.radiokosovaelire.com/