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lunedì 23 marzo 2009

Borghezio confessa che la Lega è una stampella italiana...

Ricevo dagli amici del Partito nazionale Veneto e pubblico....********************
Mario Borghezio:
“Il regionalismo è solo una copertura. Noi siamo sempre i fascisti di un tempo”.
La Lega nord getta la maschera e ci spiega come hanno preso in giro i Veneti da oltre 20 anni. Bene, per noi è un altro motivo per procedere a passi spediti verso l’indipendenza, abbandonando le bufale dell’autonomismo e degli appelli allo statuto speciale che è semplicemente impossibile da ottenere a roma.
Ci basterà
un milione di voti, o forse meno.
Leggi tutta la storia qui e gustati il video qui: http://www.youtube.com/watch?v=d8IhiWftXV0





lunedì 22 dicembre 2008

Bon Nadal 2008 dal PNV

Ricevo e pubblico con tanto affetto...Durante questo 2008, che sta per andare via,fra questo blog e gli amici del Partito Nazionale Veneto è nata una fraterna vicinanza,internazionalitaria-
Auguri agli amici del Pnv e al Popolo Veneto!
Orazio Vasta

Un àno longo el xe squaxi pasà e Nadal da novo el xe rivà, a portarne gioia e serenità.
Grasie de cuor a chi che in sti mexi gà suportà ła Cauxa Veneta co l’asion, col pensiero, col’afeto, coła stima e coła speransa che ne fa Veneti ogni dì pì libari.
El 2008 el xe sta un àno un mucio inportante, chel gà visto conpiar dei pasi decixivi par ła conquista deła nostra sovranità.
El 2008 el xe sta in particolar l’àno deła nasita del Partito Nasional Veneto e deła nova połitica veneta alternativa a na politica tałiana buxiara e cativa, che se merita sol che carbòn.
El Partito Nasional Veneto augura donca a tuti quanti, visini e lontani, un Nadal pien cargo de amor e gioia e un 2009 gioioxo che ne portarà ancora pì visini ała nostra indipendensa e fełisità.
Semo tuti consapevołi chel momento el xe difisiłe par ła nostra vita de ogni dì, par ła nostra tranquiłità economica, par el nostro lavoro, par el nostro futuro.
Nuvołe cariche de preocupasion łe gira sora łe nostre teste, ma naltri dovemo ver ła forsa de saver apresar un momento de gioia e serenità familiar che sti dì de festa ne dà.
E dovemo saver che ogni momento de ris-cio el se porta drio anca dele oportunità straordinarie de canbiamento pal mejo.
Par naltri Veneti insieme l’oportunità e el canbiamento se ciamarà apunto indipendensa.
E co l’indipendensa, ła libertà, ła giustisia, ła felicità.
Bone Feste a tuti valtri e ale Vostre Fameje!
Partito Nasional Veneto

sabato 20 dicembre 2008

venerdì 12 dicembre 2008

Primi evidenti segnali di crack, Italia allo sbando (di G.Busato)

Ricevo dall'amico Gianluca Busato del PNV e pubblico....
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Il ministro italiano del lavoro (che ahinoi sarebbe Veneto, se non ci tradisse come tanti suoi colleghi per il potere romano) - rispondendo ad una giornalista - si è arrampicato sugli specchi attorno alla sua preoccupazione riportata da varie fonti a proposito del rischio di bancarotta dello stato italiano e di ventilate critiche al collega ministro del tesoro che nel frattempo si è corretto sulla retroattività della norma che ostacola gli sgravi fiscali del 55% sul risparmio energetico - che oggi per inciso ha scatenato una baraonda che ha bloccato milioni di investimenti nel settore immobiliare già martoriato e prossimo al collasso.
Bene, per finire l’allegra follia della combriccola del bar italia, il premier tricolore, che da consumato comunicatore ha ribaltato la frittata Sky cercando di cavarsela meglio come poteva, ha rilanciato la follia italiana evocando il “
controllo internazionale della rete internet“.
Scenario birmano, direbbe qualcuno. Forse sarà per quello che l’Unione Europea ha dato incarico a un ex segretario di un ex partito comunista italiano come proprio rappresentante proprio nel regime dittatoriale del sud-est asiatico: chi infatti meglio dei politici italiani capisce in Europa i concetti di censura e repressione?
Prepariamoci al peggio.

La buriana economica della baracca italiana - che è solo accentuata da quella finanziaria internazionale - è solo agli inizi. Fra poco si inizia a ballare sul serio e allora l’indipendenza resterà con evidenza l’unica scelta possibile per noi Veneti.
Gianluca Busato


Partito Nasional Veneto---

domenica 30 novembre 2008

Cartoline dalla Venetia libera: la Chiesa di San Geminiano a Venezia(di Paolo Bernardini)


Questa è una cartolina che per ora non posso inviare. Ché la bellissima chiesa opera del Sansovino venne distrutta per volontà di Napoleone nel 1807. Questi vergognosi accadimenti non siamo gli unici certo a denunciarli, repetita iuvant, tuttavia. E vediamo ad esempio come il 19 gennaio del 2006 nel sito dell’AIDA, Associazione Internazionale del Diritto e dell’Arte, veniva commentata la presenza napoleonica a Venezia:
Venezia, 19 gennaio 2006.

Qualcuno ha proposto di dichiarare il 19 gennaio “Giornata di Lutto” per Venezia. E ve ne sarebbe motivo: quel giorno, esattamente 200 anni fa tornava a Venezia Napoleone. Il Bonaparte, ormai consolidato il suo potere ed assurto a primo Imperatore “repubblicano” della storia, non avendo più tra i piedi gli Asburgo, ha potuto far man bassa della città, dei suoi tesori e dei suoi abitanti. Sconvolgendola, sventrandola. Abbattendo interi quartieri, chiese, palazzi, realizzando nuove strade come la Via Eugenia (la via Garibaldi di oggi). Giusto come oggi, iniziò a demolire la chiesa di San Geminiano del Sansovino che fronteggiava la Basilica marciana per farsi un salone da ballo. Eliminò gli antichi magazzini sul Bacino per realizzare il “suo” palazzo reale e i suoi giardinetti. Troppo lunga - e gravissima - la serie di efferatezze di cui l’ex caporale corso si rese responsabile per poter essere dimenticata. Eppure, in questa città che ha inventato il concetto neoborghese di “decoro”, e che è viceversa ormai indifferente a qualsiasi cosa che non sia il denaro, non una voce si è levata. Questo è un silenzio che preoccupa, che avvilisce. E che dimostra il livello di estrema marginalità cui è stata relegata la dignità di chiamarsi “veneziano”. Il sommo sfregio fatto dall’infame a questa città e a questa cultura, di cui sopravvivono ancora alcuni “portatori sani”, è a tutt’oggi tollerato: l’abbattimento dei due leoni col doge a Palazzo Ducale. Mentre nel 1896 lo scultore Giovanni Bottasso realizzava il grande gruppo con il Doge Gritti inginocchiato davanti al Leone che andava a riempire il vuoto sopra il finestrone ogivale della piazzetta, a tutt’oggi resta vuoto l’analogo spazio sul fronte Bacino. Chi guarda quel vuoto - ben esposto ai crocieristi delle grandi navi - sappia che finché non vi tornerà un leone (lo facciano i francesi!), almeno “un” veneziano continuerà a provare vergogna.
Sono bellissime parole. Noi non siamo i soli a volere un riscatto della Venetia. Forse non siamo neppure i soli ad aver dato a questo riscatto un nome preciso, INDIPENDENZA. Non “autonomia”, non “federalismo”, sono concetti vuoti e morti. Sono morti, anche se sembrano vivi, coloro che li sostengono, superati dalla storia, e dalla loro falsa coscienza: cacciatori di poltrone, di “careghe”, e basta. Perché sanno benissimo che sono stati perfettamente assorbiti dal sistema, come gli anticorpi affinché l’indipendenza non avvenga mai. Illudono gli altri con promesse, e intanto prendono le prebende di ITA.

Nella Venetia libera San Geminiano sarà edificata di nuovo. Fosse pure tra mille anni io voglio essere presente, vivrò abbastanza per vederne l’inaugurazione.Per colmo di vergogna e svergognatezza, per colmo di ironia e di insulto al popolo della Venetia, anni fa il Comune di Venezia acquistò a caro prezzo un abominevole semilavorato neoclassico, cui troppo bonariamente è stato dato il nome di “statua”, rappresentante proprio Napoleone, per essere esposto al Correr, ad un passo dalla chiesa demolita. Ma l’avessero pure scolpita Canova e Carradori insieme, come è possibile una simile onta? E’ come se la città di Norimberga acquistasse una statua di Julius Streicher, e la mettesse vicino alla Sinagoga. Costui era un accolito di Hitler, fece demolire nel 1938 la sinagoga di Norimberga per costruire al suo posto un planetarium. Poi si macchiò di orrendi crimini verso gli ebrei, e la sua ultima apparizione in questo mondo fu qualche spasmo dal patibolo, penzolava proprio a Norimberga, condannato a morte per “crimini contro l’umanità”. Prima di morire – racconta il giovane Enzo Biagi, allora inviato a seguire il processo – fu uno dei pochi che non si pentì, rimase coerente fino in fondo e le sue ultime parole furono “Heil Hitler”. Che io sappia però statue sue a Norimberga non ne hanno mai esposte.
Si sono illusi di aver oscurato la memoria di questi crimini e di questi criminali per sempre, ma la memoria vive anche se in letargo, anche se umiliata dal silenzio e dalle due righe dedicate nei libri di storia del regime coloniale alle “repubbliche marinare”, vive perché è la vita contro la morte, la verità contro la menzogna, l’onesta contro la corruzione, lo spirito contro la lettera.

W San Geminiano. Tornerà presto a guardare in volto San Marco.

La statua di Napoleone invece finirà su ebay. Senza prezzo di riserva. Può darsi che qualcuno la compri per metterla in giardino come ottavo nano (purché Biancaneve non ne abbia orrore e la seppellisca prontamente), per farne il tiro al bersaglio, o per qualche altro poco nobile uso che senz’altro merita.
Paolo Bernardini-
Presidente PNV

giovedì 27 novembre 2008

La Groenlandia è libera e indipendente(di Demetrio Serraglia)

Ricevo e pubblico...SOLIDARIETA' AL POPOLO DELLA GROENLANDIA LIBERA!Anche il Popolo della Groenlandia ha scelto l'indipendenza; ormai questa è una tendenza inarrestabile e sempre più i Popoli del mondo la vogliono praticare. Essa si trasformerà in una valanga che travolgerà gli Stato central-colonialisti.
Gli speculatori, le lobby economiche, i guerrafondai hanno ingannato i poveri e depauperato le risorse delle nazioni, gettando nella fame, nella miseria e nella disperazione milioni di persone.
I Popoli si stanno ribellando e ciò è giusto, dobbiamo recuperare sia le risorse economiche che quelle politiche e culturali, per il benessere delle nostre famiglie e della nostra società.I Popoli devono ottenere attraverso il referendum, come la Groenlandia, la loro indipendenza. Se invece i guerrafondai central-colonialisti pensassero di scatenare una guerra come alternativa alla nostra libertà sappiano fin d'ora che i Popoli stessi trasformeranno le guerre d'aggressione in guerre patriottiche che daranno la libertà e l'indipendenza ai Popoli oppressi.
Ci impegniamo come Veneto Serenissimo Governo, erede e continuatore della storia, cultura e tradizioni della Veneta Serenissima Repubblica, a fare quanto è possibile per impedire nuove guerre, questo è un avviso che i guerrafondai devono prendere seriamente in considerazione.
Viva la libertà dei fratelli della Groenlandia!
Referendum subito per l’autodeterminazione del Popolo Veneto!
Oggi la Groenlandia domani la Veneta Serenissima Repubblica!
Longarone, 27 novembre ’08
Per il Veneto Serenissimo Governo
Il Ministro degli Esteri
Demetrio Serraglia

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Veneto Serenissimo Governo
Casella Postale 64- 36022 – Cassola (VI)
VENETO
pepiva@libero.it

giovedì 20 novembre 2008

FERMIAMO LA GUERRA ED I GUERRAFONDAI!

RICEVO E PUBBLICO.....
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Fermiamo la guerra ed i guerrafondai
Ci troviamo di fronte ad una crisi economico-finanziaria-politica e d’identità epocale simile a quella che è scaturita nella rivoluzione francese o nella caduta dell’impero romano, e ciò è sotto gli occhi di tutti.
Dinanzi a questa immane catastrofe mondiale, che travolge anche le Popolazioni della penisola italiana, il nostro buon senso di gente comune e la nostra dignità di persone sono costretti a subire insulti da parte della Confindustria, da chi ha in mano le leve finanziarie, dai vertici sindacali, dal Governo italiano e dalla sinistra che è all’opposizione.
Stando a quanto afferma Confindustria la risposta per l’uscita dalla crisi è l’apertura delle frontiere ad un’immigrazione senza freni e senza nessun tipo di regole, con l’eliminazione di ogni diritto e tutela del lavoratore: il tutto infarcito da “aiuti di Stato” alle imprese e non ai lavoratori che perdono quotidianamente il proprio posto di lavoro. Ma a cosa serve questa massa di disoccupati immigrati che gli industriali senza scrupoli vorrebbero immettere nel mercato del lavoro della penisola? Serve ad istaurare un clima di odio tra poveri, un clima di insofferenza ed intolleranza tra lavoratori che cercano di mantenere quel misero reddito che gli permette di arrivare alla terza settimana del mese, e aspiranti occupati che sperano di trovare qualche modo per sopravvivere. Si va ad infoltire quindi un “esercito industriale di riserva” composto da tutte le persone che sono alla ricerca di lavoro, e come arma di ricatto verso tutta la popolazione che ha un lavoro: quest’opera di pressione tende a comprimere le giuste rivendicazioni dei lavoratori, i quali sono preoccupati di difendere il lavoro (la pagnotta) e non più di migliorare le condizioni occupazionali.
La Confindustria (tassello italiano dell’industria mondiale), oggi come sempre, opera quella classica strategia di innescare tensioni e paure tra i lavoratori per far distogliere gli occhi dalle sue responsabilità oggettive rispetto alla crisi. Non si è sentita una sola autocritica da parte degli industriali e dalla finanza rispetto all’attuale situazione economica mondiale: tutte le colpe sono imputate agli Stati con le loro troppe o poche regole di mercato (regole che puntualmente sono state richieste dagli stessi imprenditori), le responsabilità sono scaricate ai lavoratori che vogliono tutelati i loro diritti, l’instabilità sociale viene addebitata agli extracomunitari che ad arte vengono immessi nel mercato del lavoro degli Stati dai Governi con il benestare di Confindustria.
Alla fine sappiamo che, se non ci sarà un forte cambiamento della situazione sociale e di impostazione economica, in questo periodo di crisi coloro che ci rimetteranno saranno i comuni lavoratori di ogni settore, mentre industriali e finanzieri, come avvoltoi, banchetteranno sui resti di questa tragedia globale.
La storia ci insegna che per uscire da una crisi economica epocale come questa gli stati central colonialisti non esiteranno a scatenare una guerra mondiale (vedi la crisi del 1929 e la successiva guerra mondiale), compito dei Patrioti Veneti sotto la guida del Veneto Serenissimo Governo, ed in stretta alleanza con tutti i Popoli del mondo, sarà quello di trasformare la guerra imperialista in guerra patriottica per l’indipendenza nazionale dei Popoli.
Noi, come Veneto Serenissimo Governo, lavoreremo perché la trasformazione economica ci sia, ma che non sia frutto dell’odio e dell’intolleranza che certi settori economici cercano di instillare nelle nostre coscienze. Ogni Popolo deve ricercare il proprio destino e ciò non come frutto di contrapposizioni ma per creare delle comunità in crescita, che controlleranno la propria economia e la propria cultura, amanti della pace e in grado di difendersi e di collaborare. Il Popolo Veneto lotterà per la propria felicità, portando i vantaggi del progresso tra gli abitanti della propria terra indipendentemente dalla propria provenienza, in uno spirito di fratellanza e di condivisione di valori positivi, un mondo in cui le comunità si autogestiscano collaborando per una crescita partecipata: questa è la via che permetterà all’umanità di poter vedere un futuro che non sia afflitto periodicamente da crisi economiche devastanti. Noi, come Popolo Veneto, dobbiamo attuarci per quest’obbiettivo, con la consapevolezza che la rinascita della Veneta Serenissima Repubblica potrà fare la differenza per l’esistenza dei Veneti se tenderà ad avere una politica economico-sociale differente in cui lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo sarà rigettato, e con esso le politiche di odio e di intolleranza. Il Veneto Serenissimo Governo, erede e continuatore della storia, cultura e tradizioni della Veneta Serenissima Repubblica, fa appello a tutti gli uomini di buona volontà, qualsiasi sia la loro origine, per costruire un ampio fronte contro gli affamatori, gli speculatori, i guerrafondai il quale lavoro farà precipitare il mondo nel baratro di una guerra mondiale.
Longarone, 20 novembre 2008
Il Presidente del Veneto Serenissimo Governo
Luca Peroni
______________
Veneto Serenissimo Governo
Casella Postale 64- 36022 – Cassola (VI)
VENETO
pepiva@libero.it
– cancellierevsg@alice.it
tel. 349 1847544 - 340 6613027
www.serenissimogoverno.org

INDIPENDENZA SICULA, CAMPANA, SARDA, PUGLIESE, CALABRESE…







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Ricevo questo interessante intervento dal Veneto,che posto con la massima condivisione,con due note:
1)Da questo blog abbiamo sempre sostenuto che LA SICILIA NON E' SUD,che la Sicilia è una identità nazionale occupata e "cancellata" dall'imperialismo dei Savoia.Non ci riconosciamo nella "questione meridionale",rivendichiamo la "QUESTIONE SICILIANA",come questione nazionale del popolo siciliano.Di conseguenza,NON SIAMO,e come Siciliani non potremmo esserlo,MERIDIONALI o "DUOSICILIANI",ne tanto meno "orfani" del Regno delle Due Sicilie...i Borboni hanno oppresso il SACRO SUOLO SICILIANO,hanno represso con ferocia la gente di Sicilia,hanno escluso l'Isola dallo sviluppo industriale e hanno "ceduto"a Garibaldi la Sicilia...con i loro generali venduti ai Savoia...La rinascita della Sicilia passa esclusivamente dalla capacità che avremo noi siciliani nazionalitari,con metodi non violenti-di dare vita alla nostra INDIPENDENZA NAZIONALE E SOCIALE. I siciliani nazionalitari non sederanno MAI e non riconosceranno MAI alcun "PARLAMENTO DEL SUD",che da molte parti si sta auspicando con il sostegno della Lega Nord(SIC!).
2)Nessuno può negare che lo sfruttamento economico colonialistico dei Territori di quello che era il "Regno delle Due Sicilie",annessi dagli imperialisti con il tricolore, è stato incassato dai poteri forti capitalistici e massoni che non avevano certamente residenza a Palermo o a Napoli. Due esempi "siculi":lo stato "unitario" ha preteso dalla Sicilia di fornire capitale attraverso le rimesse degli emigrati e il debito "nazionale" e di fornire forza lavoro a basso reddito attraverso l'emigrazione in Lombardia e Piemonte. E' ovvio,che lo sviluppo economico di quelle aree è stato garantito attraverso lo sfruttamento colonialistico e capitalistico della Sicilia e di tutte le altre Terre "del Sud". I finanziamenti "a pioggia" e le Casse del Mezzogiorno non hanno sostenuto la nostra economia,ma bensì l'economia "del voto di scambio",delle cupole mafiose,delle segreterie romane dei partiti "nazionali",degli askari...In Sicilia,praticamente,sono rimaste solo le grandi industrie INQUINANTI,il resto è cimitero! La più grande "industria" è tutt'oggi la M A F I A,che,con la sua presenza impedisce il fiorire in Sicilia di un movimento sociale veramente alternativo.
L'errore che s'incorre da "queste parti" ,quando si parla di sfruttamento "nordista".è quello di non dimenticare o non capire che il "NORD",come il "SUD", è una identità astratta,che non esiste,espressione prettamente geografica di un'operazione imperialistica che si chiama SISTEMA ITALIA.
Orazio Vasta
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L'intervento dell'amico del PNV:
Mi è capitato più di una volta di leggere opinioni che danno la colpa al Nord per il mancato sviluppo del Sud.
Le prime volte ho ignorato tali commenti come semplici provocazioni causate dal perpetuo urlo leghista che incrimina il Sud di arrecare danno al Nord.
Come veneto, e non conoscendo la realtà calabrese o pugliese, di primo impatto tali affermazioni sembrano solo ridicole.
Come poter ignorare decenni di travaso fiscale?
Sentendoci personalmente accusati ci identifichiamo con il gruppo incolpato.
Ci lasciamo convogliare da queste etichette cardinali (Nord, Sud, settentrionale, meridionale) che catalogano siciliani, campani, sardi, veneti, liguri, ecc… sempre rispetto a un unico e indiscusso contenitore: l’Italia.
Questi schieramenti geografici ci convincono che lo svantaggio di una popolazione equivalga al guadagno di un’altra, come se fosse un gioco a somma zero.
Ci ostiniamo a voler correre con la caviglia legata al compare da una fascia tricolore (credendo forse di raddoppiare la velocità?).
Ci incolpiamo a vicenda di avere una palla al piede, ma guai slacciare il sacrosanto tricolore.
Non siamo più nell’Ottocento, epoca di nazionalismi e imperi. Siamo nell’Unione Europea e viviamo un periodo di integrazione economica dove il mercato globale offre un’opportunità per tutti, a prescindere dai confini politici.
Ciò che conta per crescere e competere nel mondo è uno stato snello, vicino alle esigenze dei propri cittadini, e capace di adattarsi per sfruttare il vantaggio comparato del proprio territorio.
Riporto nel grafico qui sotto dei dati di Eurostat sul Pil pro capite della Grecia e dell’Italia meridionale, rispetto alla media europea.
Due regioni mediterranee, entrambe in periferia dell’Europa:La Grecia, con solo 11 milioni di abitanti, ha saputo rispondere alle opportunità economiche del momento.Perché? Atene è stata in grado di applicare una politica consona alle esigenze dei suoi cittadini.
Nessuno dubita delle capacità siciliane, calabresi o napoletane.
Non è la cultura mediterranea o la posizione periferica il problema. La colpa è la distanza delle esigenze territoriali dal potere decisionale, dove invece prevale la cultura di prelevare ai poveri nelle regioni ricche per dare ai ricchi nelle regioni povere.
Un esempio parallelo? La Germania dell’Est era la più sviluppata del blocco comunista. La Slovacchia invece era la regione più sfortunata della Cecoslovacchia socialista:
La Germania dell’Est scelse la strada dell’unificazione, e andò a far parte di un colosso di 80 milioni di abitanti (in un sistema federale, mi raccomando).
Fu ricoperta di fondi strutturali per lo sviluppo.
Berlino, come capitale della Germania unita raggiunse presto livelli di Pil pro capite degna di una metropoli occidentale.
Il resto della Germania dell’Est non fu da meno, ricevendo più finanziamenti pubblici europei di qualsiasi altra regione (Mezzogiorno, Grecia, …).
Il risultato di questa politica assistenzialista?
La Germania dell’Est ora arranca (assieme al resto della Germania), mentre tutti gli altri staterelli dell’Est avanzano con notevoli tassi di crescita.
La Slovacchia scelse la strada opposta.
Nel 1993 preferì l’indipendenza dalla Repubblica Ceca, e per quanto riceva anche lei fondi europei, Bratislava ha saputo abbinarli ad una politica adatta per lo sviluppo di questo paese di solo 5 milioni di abitanti.
Nel 2008 gli slovacchi hanno sorpassato in Pil pro capite medio campani, siculi e calabresi, il che è una tristezza data la potenzialità soffocata. Pugliesi, napoletani, calabresi, siciliani e sardi hanno bisogno ognuno di uno stato che li rappresenti: una capitale più vicina alle loro esigenze, e anni luce da questo indegno stato di sudditanza.
Lodovico Pizzati-Partito Nazionale Veneto
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IL DIBATTITO E' APERTO!... a rarika





martedì 18 novembre 2008

GIU' LE MANI DALLA BANDIERA DEL POPOLO VENETO!

Ricevo dgli amici del PNV questo comunicato che posto con condivisione. Mi chiedo,ma che c'entra la gloriosa e storica bandiera del LEONE DI SAN MARCO con Bossi e legaioli? La Nazione Veneta è un'altra cosa!Grave comportamento anti-veneto della "cupola" del CSM italiano contro il Tribunale Veneto di Treviso
Inaudita perdita di tempo e denaro pubblico dell´organo di autogoverno dei giudici italiani, che dimostrano anche di non conoscere le leggi venete.
Ancora una volta la NOSTRA BANDIERA, il glorioso GONFALONE DI SAN MARCO, è preso in ostaggio da parte della propaganda politica italiana.

Si ripete insomma un constante e deplorevole insulto alla memoria e alla gloria della SERENISSIMA, oltreché un vero e proprio oltraggio all´emblema più sacro della NAZIONE VENETA.La stampa locale oggi riporta infatti la notizia della clamorosa, quanto ignobile e anonima segnalazione, fatta al Consiglio Superiore della Magistratura italiana, per l´esposizione al Tribunale di Treviso di quella che viene definita la "bandiera della Liga Veneta - Lega Nord" e la conseguente perdita di tempo e denaro pubblico da parte di quella che Montanelli non ebbe dubbi nel definire la "cupola" di autogoverno dei giudici italici, data la ben nota infiltrazione partitocratica da parte della casta politica italiana.Si consuma così l´ennesimo oltraggio al simbolo più sacro della NAZIONE VENETA.Se in questa triste e infame circostanza il GONFALONE di SAN MARCO, per l´ignoranza del delatore, da un lato viene associato ad un simbolo partitico, dall´altro per sudditanza o astuzia politica si precisa che c´è differenza fra la bandiera della Regione Veneto e quella marciana, e quest´ultima: "...nulla centra con quella che sventola sul Tribunale accanto a quella d´Italia e d´Europa ... " e ci mancherebbe, (aggiungiamo noi). Una precisazione insomma che politicamente riordina la presunta supremazia politica italiana rispetto anche ai simboli più sacri per il POPOLO VENETO.E stupiscono in tale contesto anche le parole remissive e opportunistiche del ministro italiano leghista che precisa che si tratta di"un errore grossolano confondere il gonfalone veneto con uno di partito". Ma ai Veneti quella bandiera non parla italiano e non importa se viene sfruttata impropriamente dal suo partito italico... e un simbolo non lo si difende di certo rinnegandolo!I Veneti in cuor loro ben sanno che il gonfalone di San Marco rappresenta la NAZIONE VENETA dimostrano di averlo imparato anche i rappresentati del CSM che palesano la paura estrema di uno stato alla frutta che agita spauracchi contro il nostro vessillo, pur di esorcizzare la prossima indipendenza politica della Venetia.
Una cosa è certa: se oggi i patrioti Serenissimi ripetessero il loro gesto eroico della liberazione del campanile in piazza San Marco, sarebbero milioni i Veneti pronti a scendere in loro aiuto: dopo 11 anni e poco più il clima politico è oggi decisamente un altro.
Indipendenza ora e sempre!
W San Marco
Partito Nasional Veneto

lunedì 10 novembre 2008

SECONDA CONFERENZA MEDITERRANEA DELLE NAZIONI SENZA STATO

La nostra Asociasión VENETO NOSTRO - RAIXE VENETE xe stà invità a mandàr na létarache vegnarà leta in ocaxión de la"2ª Conferència Mediterràniade Nacionssense Estat"(Seconda Confarensa de le Nasión sensa Stato del Mediteràneo).Publichemo qua sóto el nostro intervento.
___________________
Cari Amici,
prima di tutto desideriamo portarVi i saluti di tutti noi, dei nostri associati e, idealmente, di tutti i Veneti che si riconoscono nella nostra millenaria Nazione.
La nostra Associazione Culturale "Veneto Nostro - Raixe Venete" da anni si sta battendo per la tutela, la valorizzazione e la diffusione della storia, della cultura e della lingua veneta.
Il Popolo Veneto è stato indipendente per più di 1.100 anni, con la Repubblica Serenissima di Venezia, la Repubblica più lunga al mondo.
La nostra lingua, il veneto, è stata per secoli lingua internazionale dei commerci e della diplomazia in tutto il mondo. Ma da grande stato indipendente i Veneti poco più di 200 anni fa hanno perso la loro sovranità, entrando a far parte dello stato italiano dopo diverse vicissitudini storiche nel 1866 con un plebiscito che, a detta di moltissimi storici, fu una vera e propria truffa.
Lo stato italiano non ha mai rispettato le culture dei popoli che ne fanno parte ed ha attuato fin da subito una politica tesa a cancellare le diversità e culture locali, imponendo una cultura e storia "nazionale" uguale in tutto il territorio italiano.
Ecco quindi che, per esempio, pittori ed artisti come Canaletto, Tiziano, Palladio, Canova, il Veronese, Giorgione, Tiepolo da veneti sono diventati improvvisamente artisti italiani. Ci hanno detto che il popolo veneto non esiste ma che esiste il popolo italiano, che la nostra non è una lingua ma che parliamo un dialetto o un italiano parlato male e, altra cosa grave, nei libri di scuola dove i giovani veneti sono costretti a studiare, i 1.100 anni della Repubblica Veneta sono ridotti mediamente in 10 misere righe: questa di fatto è una vera e propria censura culturale. L'Italia sta tenendo un popolo che ha inglobato al suo interno nella più totale ignoranza, volutamente!
Noi crediamo che questo sia un atto di vero e proprio razzismo contro la cultura veneta, una violenza che continua da quando l'Italia è nata.
Perfino la nostra lingua veneta non trova spazio nei programmi scolastici e non viene insegnata: da una parte quindi non possiamo impararla e dall'altra psicologicamente ci viene trasmessa l'idea che sia una "lingua inferiore", che non merita attenzione, a differenza di quello che vogliono farci passare come l'"illustre" italiano.
"Impara l'italiano e non il veneto se vuoi trovarti bene a scuola e nella vita": questo è stato per anni e anni ed è tutt'ora il messaggio subdolo che ci viene trasmesso. Così facendo la nostra lingua, seppur ancora forte e parlata spontaneamente fra la gente, muore.
E con essa rischia di morire il nostro Popolo e la sua storia.
Prima di qualsiasi impegno politico, riteniamo dunque fondamentale partire dalla cultura e in particolar modo dalla lingua, sensibilizzando e trasmettendo alla nostra gente la memoria storica che altri tengono volutamente nascosta.
Per concludere, Vi ringraziamo davvero per aver dato attenzione alla nostra situazione.
Il nostro è un grido di dolore, ma crediamo che, mettendo assieme le nostre forze e condividendo le singole nostre esperienze di Popoli senza Stato, riusciremo sicuramente a dar maggior forza alle nostre azioni, a dare un peso e una visibilità maggiori alle nostre esigenze e a vedere realizzata quanto prima una Europa espressione vera dei Popoli che la compongono.
Grazie.
Semo na Nasión!

domenica 9 novembre 2008

FEDERALISMO FISCALE,CALDEROLI,D'ALEMA e FINI...amola!!!

Ricevo e pubblico...
Ieri ad Asolo Fini e D´Alema hanno parlato di Federalismo Fiscale......

· D´Alema ha detto che ci vuole una commissione bicamerale per scelte bi-partisan, che tradotto dal politichese al linguaggio di tutti i giorni vuol dire: "Ne dobbiamo parlare e discutere a lungo senza concludere niente..... come al solito hanno fatto tutte le commissioni bicamerali...."
· Fini ha detto che bisogna fare il federalismo senza disarticolare lo stato, che tradotto dal politichese al linguaggio di tutti i giorni vuol dire: "Dobbiamo far credere di fare il federalismo, ma dobbiamo star ben distanti dal farlo sul serio......"
· Calderoli qualche giorno prima aveva presentato un disegno di legge sul federalismo fiscale, ma questo disegno, eccetto che fissare qualche principio generale non dice nulla, perché non è altro che una delega al governo per attuare l´art. 119 della Costituzione (in vigore già dal 2001). In pratica non si dice altro che il governo avrà 2 anni di tempo, da quando (e se) verrà approvata questa legge, per attuare l´art. 119 della Costituzione!!!
Se qualcuno vuole studiarselo eccolo qua:
http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Ddlpres&leg=16&id=314667
Non entro nel merito di questi principi generali basati soprattutto sulla perequazione (cioè togliere ai Veneti e non solo per dare agli altri...art. 7), ma sul fatto indiscutibile che dopo 8 anni dall´entrata in vigore della nuova costituzione, si vuole ancora tergiversare e prendere tempo!
Indipendenza della Venetia subito!!!!
Francesco Falezza

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www.falezza.com

lunedì 3 novembre 2008

Domani è il 4 novembre...LUTTO!

Ricevo da press @ PNV pubblico....
Quattro cose sul quattro novembre
Moneglia, Repubblica di Genova, 2 novembre. Una giornata di sole autunnale, il mare tra l´azzurro e il grigio, lievemente mosso, alcuni bimbi biondi, forse tedeschi, che si buttano tra le onde, incuranti dell´acqua fredda ma non più di quanto lo sia l´aria, frizzante, pulita, aria ligure, sempre vagamente odorosa di mimosa. La dolcezza delle piccole onde d´acqua, e di quelle minime di sabbia, la dolcezza del clima e del cibo, la focaccia al formaggio, viene turbata dall´apparizione subitanea di un turpe manifesto, dove è scritto:
"4 Novembre. In onore dei caduti, in difesa della pace".
Vi si vedono le "Frecce tricolori" volteggiare, e sotto la firma in piccolo della locale amministrazione comunale. Un brivido di orrore mi assale ogni volta che sento evocare la grande guerra, chiamata così da piccoli storici e minimi statisti, pronti a farsi belli del sangue degli altri, una dei maggiori massacri della storia, una vergogna senza fine. Ma come sono svergognati, osceni, squallidi e tristi i politici di ITA, che sviliscono la storia per il loro bieco fine, di mantenere 60 milioni di individui in schiavitù, perfino utilizzando il sangue innocente di 600.000 mila morti tra il 1915 e il 1918, e molti dopo per i traumi e le ferite subite. E allora per questi morti, alla memoria di questi bambini sacrificati da ITA e da numerosi altri stati rapaci e assassini, da imperi moribondi e da presidenti "idealisti", vorrei ricordare, qui ora, quattro cose, per questa data infausta. E farne materia di pubblica riflessione.
1. La Prima Guerra Mondiale, quella che un papa illuminato come Benedetto XV (genovese) chiamò "inutile strage", è stata probabilmente la più insensata carneficina di Stato della storia, con numeri tali da far impallidire Hitler e Stalin. Riporto di seguito una tabella dei morti, assai interessante, per quanto sia difficile una contabilità precisa. Anche se ovviamente lo Stato sabaudo la tentò, durante le trattative della pace di Versailles, per "mettere sul piatto" un bel numero di cadaveri. Non ricordo la cifra ma era proprio esatta esatta, tipo 621.345, una cosa da ragionieri precisini precisini come notoriamente sono i ragionieri dello Stato, i burocrati che tengono conto di quante sono le ghiande nel Porcile.
VITTIME
Penso che non ci sia niente da aggiungere.
2. Al contrario di quanto dicono i servi di ITA, assessori, professori, pennivendoli, scrivani, scribi e farisei, onorevoli, deputati, senatori, rappresentanti delle forze armate di terra, cielo, mare, compresi i poveri amministratori del feudo di Moneglia, l´Italia non difese una mazza di niente. Aggredì l´Impero austro-ungarico dopo un voltafaccia repentino, in maniera ignobile. Il Piave mormorò dalla vergogna e dall´imbarazzo, il 24 Maggio 1915, dalla tristezza infinita nel vedere migliaia di giovani andare a morire per niente, 600 mila morti per conquistare territori dove vivevano, in pace, 400 mila "italofoni" (più o meno) che poi d´allora innanzi hanno fatto se non di tutto, molto per ritornare all´Austria. Quella vergognosa guerra rappresentò il culmine del disprezzo e della violenza perpetrata sugli "Italiani" dal governo sabaudo a partire dal 1859, uomini o più spesso bambini erano considerati carne da macello, personaggi biechi, che sembravano usciti da un romanzo di Sade, come Graziani e Cadorna, facevano fucilare i loro uomini con una facilità estrema: una volta, come racconta di recente in Milord Edgardo Bartoli, Andrea Graziani - il futuro boia di Mussolini in Africa, il Kaltenbrunner "de noaltri" - fece fucilare un soldato italiano perché al suo passaggio non si era tolto il sigaro di bocca. Lo sanno questo gli amministratori pubblici che lordano i muri di Moneglia, della Liguria e del Veneto tutto, con cotale sudiciume, rettorico e falso? Forse no, forse sì, e continuano a propagare una menzogna dalle gambe lunghe, che svilisce loro per primi. Per fortuna vi sono sempre più storici che, privi dei paraocchi e delle briglie fornite da politici-cocchieri, guardano a quella strage - 65 milioni di morti, come se tutti gli abitanti di Italia e più della metà di quelli della Svizzera fossero spazzati via - come alla vergogna che è stata. Penso ad esempio ad esempio a Dynamic of Destruction: Culture and Mass Killing in the First World War di Alan Kramer (OUP, 2007).
3. Per cui, la mia terza idea è questa: si dichiari il 4 Novembre il vero giorno dei morti, non il 2, o si faccia un secondo giorno dei morti. Il primo giorno ricorreranno i morti tutti, che la natura ha portato via. Il secondo, i morti per la protervia, l´ambizione e la nequizia degli Stati, e il 4 Novembre è data perfetta
.
4. In ultimo: il manifesto monegliese, con le frecce tricolori, mi ha riportato alla mente un episodio di cui è ricorso il ventennale quest´anno. Un´altra "piccola" strage MADE IN ITA. Ma che val la pena ricordare. Le frecce tricolori erano intente, in quel di Ramstein, in Germania, in un terso giorno d´Agosto, a disegnare la figura acrobatica del "cardiode", una sorta di cuore, sui cieli germanici. Bene, per errore umano o per chissà quale disdetta, il cardiode in questione fece cessare di battere 70 cuori, dopo averne ben bene abbrustolite le carni. Perché vi fu un incidente in aria, e alcuni aerei si scontrarono cadendo in fiamme al suolo.67 spettatori e tre piloti. Ora qualcuno può spiegare il senso di queste morti? Sono gli Stati nazionali di origine ottocentesca così duri a morire loro stessi, ma così abili nel far morire gli altri. Così la nostra pietà va verso i 65 milioni di morti della prima guerra mondiale, verso i 70 morti del 28 agosto 1988, ma non va verso chi si ostina a mantenere in vita cotali Stati, che continuano imperterriti a creare sciagure mentre stravolgono la storia, chiamando "vittoria" e "difesa patriottica" la pagina forse più nera della storia del genere umano, la prima guerra mondiale.
Paolo Bernardini-PNV-Partito Nazionale Veneto

venerdì 31 ottobre 2008

Il 4 novembre non dice nulla ai Veneti: solidarietà alla scuola media di Villafranca Padovana

Ricevo e pubblico....
Il Partito Nazionale Veneto esprime la propria solidarietà al preside della scuola media “Dante Alighieri” di Villafranca Padovana e al dirigente scolastico Maria Grazia Bollettin, fatti oggetto di indebita e arrogante pressione di stampo colonialista da parte degli esponenti già fascisti pentiti (alla faccia delle coerenza) e assolutamente NON VENETI Ignazio La Russa e Gianfranco Fini.La decisione dell’istituto di non esporre il tricolore e di non far partecipare gli alunni alle celebrazioni civili e religiose del 4 Novembre, organizzate da Comune e associazione Combattenti e Reduci è enconomiabile e, al di là della motivazioni, nella sostanza completamente condivisibili, almeno in virtù del fatto che simili celebrazioni offendono la nostra identità veneta.L’unica bandiera che rappresenta il nostro sacro suol è il gonfalone di San Marco che proprio gli strapagati politici italiani ci impediscono di far salire al vento da solo a dimostrare la nostra identità nazionale.Crediamo proprio sia il caso di smetterla una volta per tutte di sprecare i nostri soldi per manifestazioni inutili e non sentite, dato che ormai anche l’ultima persona che aveva combattuto se n’è andata, pace all’anima sua.
Basta Italia, basta fanfare, parate, passarelle e medagliette stucchevoli che ci offendono nel momento in cui una crisi strutturale sta invece ponendo fine a uno stato fallimentare nato con l’inganno e che a breve la smetterà di infastidirci con la propria ingordigia e con i soprusi di una casta politica incapace, nesciente, inadeguata e sprecona.Per rispondere poi anche alle provocazioni storiografiche del presidente della camera dei deputati più famelici del mondo e meno capaci di alcunché se non di opprimerci, condividiamo con lui l’importanza della conoscenza della storia per capire e affrontare il presente e per costruire il nostro futuro, ma non comprendiamo altrettanto bene perché allora a noi veneti non sia concesso di studiare e celebrare la nostra gloriosa e millenaria di storia, che anzi ci viene nascosta e il suo insegnamento bandito dalla scuole italiane, con i rigidi, anti-veneti e menzogneri programmi ministeriali: forse che i Fini e i La Russa e i Veltroni e i Berlusconi e tutti i teatranti politicanti italici temono il confronto inevitabile che i giovani veneti possono fare tra le glorie storiche venete e le umiliazioni storiche italiane?
Facciamo infine presente che per noi veneti del trittico 4 novembre, 2 giugno e 25 aprile, l’unica data che riveste importanza sacrale è proprio il 25 aprile, ma perché si festeggia San Marco.Ecco quale sarà la festa nazionale dopo l’indipendenza veneta!
Gianluca Busato
Segretario PNV

mercoledì 22 ottobre 2008

PADOVA:un commerciante, per non chiudere definitivamente il proprio negozio, è costretto a "essere razzista"!

Recentemente, a Catania,il titolare di un piccolo bar di un quartiere "a rischio" ha subito la chiusura forzata da parte della Polizia di stato perchè all'interno del pubblico locale erano stati identificati dei pregiudicati. Il titolare del bar ha protestato energicamente:"Non sono un poliziotto,non posso chiedere ai clienti il certificato penale!". Inoltre,ha esposto all'esterno del suo bar le fotografie di noti politici locali e "nazionali" che hanno problemi con il codice penale...Ora,a Padova,un altro bar è stato chiuso dalla Polizia di stato perchè l'esercizio commerciale è frequentato anche da extracomunitari irregolari. Per protesta,il titolare del bar si trasforma "razzista" e, provocatoriamente, espone un cartello che vieta l'ingresso al bar "ai negri irregolari e pregiudicati"...Ma,i titolari dei negozi,della Sicilia e del Veneto,devono trasformarsi in agenti della squadra catturanti?...SIC!...Sull'argomento,di seguito,sui fatti di Padova,un intervento di Michele Milanetto del Partito Nazionale Veneto e, da padova24ore.it ,la dichiarazione antirazzista del titolare del bar veneto.
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"Esprimo la mia solidarietà ai titolari del bar TRE BOTTI, che da quanto emerge nei giornali di oggi, sicuramente le posizioni ideologiche dei vari partiti che rappresentano lo stato italiano, non il Popolo Veneto, accuseranno di razzismo.
La famiglia ha aperto un bar nella zona di Padova ad alta concetrazione di immigrati, e la sua clientela era per lo più composta da queste persone venute nella nostra terra, in maggior parte di loro, in cerca di lavoro per migliorare la propria situazione.Il Bar, costituisce, come ogni piccola impresa, l´attività di lavoro e di sussistenza famigliare dell´esercente, che per avviarlo sicuramente ha fatto sacrifici economici e chiesto magari finanziamenti.E´ successo il bar è stato chiuso due volte dalla polizia perchè vi sono stati trovati immigrati irregolari, andando a colpire così una famiglia nella sua attività lavorativa.Persone che sicuramente non hanno il compito e tanto meno l´obbligo di dover controllare i documenti di chi entra.Adesso rischiano la revoca della licenza, vedendo andare in fumo i sacrifici fatti.La provocazione della Famiglia esercente è stata quella di mettere fuori dalla porta un cartello "VIETATO L´INGRESSO AI NEGRI IRREGOLARI E PREGIUDICATI".
Quasi sicuramente la notizia farà scalpore, mettendo in evidenza tutte le questioni ideologiche che carfatterizzano lo strano paese ITA, non cogliendo il vero problema della questione.
Io non mi sento di condannare i titolari, cosciente dei sacrifici che bisogna fare per una propria attività, anzi se ci sono delle persone non razziste credo siano propiro loro, visto che la loro clientela era composta principalmente da immigrati.Il problema è invece lo Stato Italiano, che con le sue leggi spuntate, e la sua invadenza sul nostro splendido territorio Veneto, va a colpire le persone oneste che lavorano, invece di intervenire efficacemente sull´immigrazione clandestina.
Quasi sicuramente i clandestini presi saranno liberi di circolare per le nostre strade tra pochi giorni sotto altro nome, mentre una famiglia Veneta, onesta e lavoratrice, rischia di chiudere il locale.Non mi resta che concludere con la considerazione che non sono gli immigrati il "problema" , ma è l´Italia ad essere il vero nemico del Popolo Veneto".
Michele Milanetto-PNV Padova
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"Ci hanno chiusi perchè non vogliono vedere africani nella zona "
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''Vietato ai negri, irregolari e pregiudicati''. Questo il cartello messo dai titolari del bar 3 Botti di via Buonarroti all'Arcella davanti al proprio locale. Si tratta di una provocazione secondo i titolari, per spiegare a modo loro il senso della chiusura su ordinanza del questore a cui è stato sottoposto il bar nell'ultimo mese. A manifestare oggi c'era l'intera famiglia D'Andrizza :''La verità è che ci hanno chiusi perchè non vogliono vedere africani nella zona - commenta amara Luciana De Florio, titolare del bar assieme alla figlia Vincenza - siamo stanchi di essere penalizzati solo perchè svolgiamo la nostra funzione: quella di servire tutti, senza guardare al colore della pelle''.

VENETO: 21/22 ottobre 1866: 640.700 sì, 69 no ...

Ricevo dagli amici del Pnv e pubblico...
142 anni fa si celebrava un rito truccato che legava il Popolo Veneto a uno stato ottocentesco mai esistito prima e nato dalle ideologie nazionaliste massimaliste di quell´epoca.
Lasciamo agli storici spiegare quali oscenità furono fatte passare per pronunciamento democratico nella più totale mancanza di rispetto almeno del buongusto.
640.700 sì, 69 no recitavano le cronache del già manipolato regime informativo italico dell´epoca e che sancirono una pagina da dimenticare nella gloriosa storia veneta, una pagina di falsità e di furto del nostro orgoglio che fu quindi duramente soffocato dal colonialismo culturale che tentò di cancellare la nostra cultura prima e di denigrarla poi con l´osceno neorealismo italiano, fino a offenderla oggi tacciandola di razzismo ed egoismo ad ogni piè sospinto, salvo derubarci tutta, o quasi la ricchezza che produciamo con il nostro ingegno e il nostro spirito di sacrificio, spaccandoci la schiena e la testa, lavorando sempre di più per ricevere sempre meno.
E oggi?
Cosa resta oggi di quell´inganno storico?
Facciamo un esperimento.
Domani provate a chiedere a tutti i Veneti che incontrerete cosa pensino dell´Italia "unita".
Provate a chiedere loro di mettere sulla bilancia il Veneto schiavo nello stato italiano e il Veneto indipendente.
Provate ad immaginare cosa vi risponderà il 90% dei Veneti cui chiederete questa semplice cosa.
Noi non abbiamo dubbi.
Dopo 142 anni, l´esperimento storico italico è definitivamente fallito e il disastro è sotto gli occhi di tutti.
Così come è ancor più evidente che quando nelle riunioni pubbliche del PNV abbiamo modo e tempo di spiegare cosa possa essere il Veneto indipendente, vediamo tanti occhi lucidi di genuina commozione.
Venite ad ascoltare cosa potrà essere il nostro fiero Stato Veneto indipendente, scoprirete allora che non servirà più nemmeno fare raffronti con la tristezza dell´oggi, ne uscirete come uomini nuovi, come Veneti fieri di avere riscoperto la grandezza della vostra identità storica.
E allora diciamolo tutto d´un fiato cosa sarà il Veneto indipendente, pregustiamolo già.
Dopo 142 anni di inganni e falsità, oramai ci manca poco per vivere la nostra nuova dimensione politica di uomini veneti liberi e felici.
E con l´indipendenza, solo per fare qualche veloce esempio, avremo finalmente una giustizia snella e veloce, la libertà, la meritocrazia, la felicità, senso civico, uno stato leggero, poche tasse raccolte e gestite localmente, controllo delle frontiere, sicurezza, pensioni sicure, libertà di pensiero, libertà economica, ospedali curati e responsabilizzati, stato sociale proporzionale all´economia veneta e non pari all´assistenzialismo italiano, aumento dei commerci, il rinascimento culturale, poche leggi essenziali e certe, rappresentanti veneti nel mondo, banche controllate, salari più alti, scuole più sane ed efficienti, informazione libera e garantita, una sana ed etica gestione dello stato, un futuro di speranza per i giovani, un ambiente tutelato e valorizzato, nessun potere ai partiti e ai sindacati corrotti, la difesa della nostra lingua veneta, capacità e velocità di decisione, la riscoperta della nostra storia millenaria, una dimensione di stato perfetta per la globalizzazione, la tutela della pace, una politica energetica ecosostenibile, il risparmio energetico, una nuova classe dirigente veneta.
E ci volevano 142 anni per capirlo?
Buona indipendenza a tutti!
Gianluca Busato, Segretario PNV

venerdì 10 ottobre 2008

Il premier e il capo dello stato sono in panico...

Ricevo dal PNV e pubblico....
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Incredibile
Tale suona infatti l’ipotesi di fermare i mercati avanzata oggi del cavaliere in svendita (c’è proprio la sua Mediaset tra i bocconcini appetitosi che fanno venire l’acquolina in bocca alla speculazione finanziaria internazionale).
Oggi intanto l’Unicredit attacca le banche locali venete e le accusa di
sciacallaggio
e allora noi veneti rispondiamo con le picche a lor signori delle banche italiane: sono degli incapaci ed è giusto che falliscano.
Il PNV esprime pertanto piena solidarietà al sistema delle banche locali venete e invita senz’altro i risparmiatori veneti a privilegiarle come istituti sicuramente più solidi e probabilmente meno intaccati dalle schifezze finanziarie dei grandi gruppi del credito tricolore.
Sempre nella sagra dell’ipocrisia italiana, anche Napolitano oggi fa la sua parte dicendo ai giornalisti “Niente allarmismi”.
Noi interpretiamo questa frase in altro modo e proviamo a ritradurla: ”cari giornalisti, non dite ai cittadini la verità. Non dite loro che stiamo cercando di salvare il didietro a qualche nostro amico banchiere fingendo una crisi mondiale. Non diteglielo, sennò questi vengono qui e il didietro lo fanno a noi.”
Ecco qui sotto pubblicata invece un’altra informazione di pubblico dominio nel 2006, mostrata un paio di giorni fa da
Michele Boldrin
, che spiega perché i Napolitano e i Berlusconi sanno bene di cosa stiamo parlando.
Dimostrava che alcune banche erano piene di quell’aids finanziario che oggi qualcuno spaccia per qualcosa di diverso.
Il polverone che si sta sollevando è solo il redde rationem dei lupi, che purtroppo sarà pagato da noi cittadini veneti (per quanto ci riguarda e interessa).
Una
lezione per il futuro? C’è n’è solo una per noi e si chiama INDIPEDENDENZA.
giane
—
Tratto da noisefromamerika.org
La tabellina qui sotto l’ho ricevuta oggi da un conoscente che si occupa di CDS quando non dorme, e dorme poco. È notizia pubblica, fra gli adetti ai lavori, quindi non svelo alcun segreto militare: Fitch pubblicò questi dati un anno fa.
La prima colonna riporta il nome della banca.
La seconda riporta l’ammontare (in miliardi di Euro) di “liquidity facilities” che la banca “garantiva” al 31/12/2006.
Concedetemi venia (è notte tarda) se non mi dilungo a spiegare cosa siano esattamente le liquidity facilities legate a Asset Backed Commercial Paper: credetemi, roba pericolosa e simile alle MBS o ABS.
La terza colonna indica il rapporto percentuale (all’interno del portafoglio della banca in questione) fra quanto aveva garantito in liquity facilities ed il funding a sua disposizione via depositi e debito proprio emesso sul mercato. Questa informazione era pubblica a fine 2006 ed inizio 2007.
Ora vi lascio indovinare quali, fra queste banche,sono oggi in sofferenza o sono state intervenute dalle autorità monetarie o soffrono di seri problemi di liquidità.
Di informazione così, nei cassetti giusti, ce n’è parecchia.
Chi sta male e chi sta bene forse non è così difficile da scoprire, basta un po’ di sforzo.
A buon intenditor, poche parole.



mercoledì 8 ottobre 2008

VENETO AGGREGATOR

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a rarika: Articolo su "La Nuova Venezia":Il «Partito Nasional ...
Articolo su "La Nuova Venezia":Il «Partito Nasional Veneto» si presenta alle amministrative. Pubblicato da Orazio Vasta a martedì, ottobre 07, 2008. Etichette: Informazione, Veneto--indipendentismo-autonomismo-federalismo-internazionale ...

Articolo Originale
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http://veneto.aggregate.it

martedì 7 ottobre 2008

Le deliranti richieste della Presidente di Confindustria

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Ricevo dal VENETO SERENISSIMO GOVERNO e pubblico...
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Crisi economica: Veneti la libertà è vicina!Questo capitalismo, straccione e parassitario, ha gettato la maschera: la presidente di Confindustria, tale Marcegaglia, ha chiesto l’intervento dello Stato per appianare i buchi determinati dalla loro incapacità; questo intervento deve essere “per poco tempo” dice la presidente, “tanto per pagare i debiti”; a debiti appianati ci penseranno i parassiti ad appropriarsi dei ricavi.
Questa battilamiere ci ha preso tutti per dei cretini?
Chiediamo alla Marcegaglia dov’è andato a finire il blaterare sul mercato, sulle capacità di autoregolamentazione, sul “meno Stato e più mercato”? Abbia il buongusto di stare zitta, abbia un po’ di dignità personale, si dimetta e vada a fare il fabbro.
Non ha né capacità né idee per rappresentare qualcuno o qualcosa. Questi cialtroni e parassiti sono alla canna del gas; non possono sperare che sia il popolo a salvarli.
Mettiamo sull’avviso sia Berlusconi che Tremonti di non toccare i risparmi del Popolo Veneto per salvare degli incapaci: se lo faranno saranno giudicati dal nostro Popolo.

Non ci saranno né immunità, né età avanzate per impedire a questi di entrare ai piombi, a riflettere sui loro crimini economici.
Popolo Veneto, abbiamo concretamente la possibilità di estirpare la gramigna, che investe la nostra economia, senza spargimento di sangue e senza lacerazioni, ed in forma legale.


La parola d’ordine deve essere:

Ritirare tutti i nostri risparmi dalle banche!

Ritirare i BOT!

Ritirare tutti i soldi che con il nostro lavoro abbiamo investito in fondi, azioni, e quant’altro!

Non più un euro per questi cialtroni e parassiti!
Viva il Veneto Libero!
Longarone, 7 ottobre 2008
Per il Veneto Serenissimo Governo
Il Vicepresidente Vicario Penitenziario
Valerio Serraglia

Articolo su "La Nuova Venezia":Il «Partito Nasional Veneto» si presenta alle amministrative




giovedì 2 ottobre 2008

PNV,Vicenza: bene Variati per la sfida allo stato, male per la fascia tricolore

Ricevo e pubblico...
Il Partito Nazionale Veneto appoggia il sindaco di Vicenza nella propria coraggiosa decisione di sfidare lo stato italiano, confermando l’indizione del referendum previsto per domenica prossima, nonostante l’atto liberticida e anti-veneto di un organo di oppressione e colonialismo quale il consiglio di stato italiano.
Nel contempo il PNV si rattrista enormemente del fatto che Achille Variati, soprattutto in questo momento, abbia fatto della sua fascia tricolore un motivo di vanto e in questo sicuramente gli indipendentisti veneti non lo seguono affatto e anzi ritengono che il primo cittadino abbia perso un’occasione di diventare un simbolo più in generale per la Causa Veneta.
Nello stesso modo il PNV si dispiace del fatto che i 300 sindaci veneti che sono scesi a Roma guidati da Antonio Guadagnin per elemosinare ai nostri oppressori italiani un misero 20% di irpef abbiano indossato a loro volta quel simbolo di schiavitù, invece di sventolare il gonfalone di San Marco, la nostra bandiera nazionale che è patrimonio di tutti i veneti.
Il PNV ribadisce in ogni caso la propria posizione che non è né faovrevole né contraria preguidizialmente alla base, ma ritiene importante che sia data voce ai Veneti, e in questo caso specifico ai Vicentini, per decidere cosa si fa sul loro territorio, pertanto invita e li sollecita ad andare a votare ed esprimere così il loro parere profittando di questo strumento di democrazia diretta che noi tanto auspichiamo venga esteso in una Venetia libera ed indipendente.
Ciò che appare con sempre maggiore evidenza a tutti ogni giorno che passa è che i veneti in questo stato ci stanno sempre più malvolentieri e che l’indipendenza è ogni giorno sempre più vicina.
Partito Nasional Veneto