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lunedì 20 aprile 2009

QUANDO LA LEGA PARLAVA IN TEDESCO....

"La scelta tedesca è ormai chiara:può chiamarsi Europa soltanto quella massa continentale che parte dalla costa dell'Atlantico,in Francia,per finire ai piedi degli Urali,delimitata a Sud da una striscia incerta che corre fra le Alpi e il corso del Po".
Così si legge nel libro "Il Carroccio tradito" di Enzo Carnazza,pubblicato nel 1998 dalla casa editrice "ediBietti".
Secondo Carnazza,l'avversità della Lega Nord all'ingresso dell'Italia all'Euro era una azione filogermanica,azione conclusasi da parte di Bossi e leghisti con l'ingresso dell'Italia nella moneta unica europea; retromarcia che ha segnato anche la fine della politica secessionista,con la Lega che diventava "federalista".
Sull'argomento,scriveva Dario Fertilio sul "Corriera della sera" del 13 ottobre 1998: "Si puo' tradire il Carroccio in nome della Padania? Che delusione, per Bossi e i suoi, la secessione mancata! Caduto fragorosamente Helmut Kohl, padre spirituale del nuovo impero economico di rito germanico, gli indipendentisti padani hanno perso un alleato: non ancora la guerra. Ne e' convinto Enzo Carnazza, che rivolge un duro atto d'accusa alla strategia di Bossi, giovandosi della prefazione sostanziosa e tagliente firmata da Saverio Vertone. Un attacco su tutti i fronti: storico, politico, di costume, anche morale. La parola "tradimento" non e' una forzatura di copertina, perche' il bossismo, secondo Vertone e Carnazza, ha ingannato anzitutto i suoi elettori, fingendo di voler costruire mentre si limitava a distruggere, illudendo sul futuro economico della Padania quando ne preparava lo sfascio, rovesciando le alleanze secondo le convenienze. Peggio. Il leghismo ha ereditato gli aspetti piu' deleteri della Prima Repubblica: il particolarismo democristiano, privo di senso dello Stato; il razzismo nazifilo di Salo'; lo sfascismo sessantottino; la furbizia di chi si presenta come "liberista" in pubblico, salvo invocare protezionisticamente la difesa delle "pensioni padane".
Ma la denuncia piu' pesante riguarda l'alleanza segreta con la Germania. Qui si sarebbe consumato l'ultimo tradimento di Bossi: nel consenso al disegno imperiale tedesco targato Bundesbank, e volto a distruggere gli Stati nazionali per creare tante piccole patrie satelliti, all'ombra di Berlino. In Padania, come nelle altre terre "irredente", sarebbe afflluito un cospicuo finanziamento diretto a tutti i movimenti separatisti germanifilo: incluse Croazia o Slovenia, dove si sa come le cose sono poi andate a finire.
E ORA? Perso il protettore naturale dopo le elezioni tedesche, Bossi tiene in serbo (come le recentissime cronache suggeriscono) un nuovo ribaltone. Ma la strada che ha percorso, ammoniscono gli autori, e' gia' ingombra di macerie....".
Orazio Vasta

giovedì 26 marzo 2009

Il fascista francese Le Pen: "Camere a gas? Dettaglio storia"!

STRASBURGO - Le camere a gas? "Un dettaglio nella storia della Seconda Guerra Mondiale". L'affermazione shock di Jean Marie Le Pen, espressa durante la sessione plenaria dell'Europarlamento a Strasburgo, ha suscitato dure polemiche e messo seriamente in forse la possibilità che a presiedere la seduta inaugurale del Parlamento dopo il voto di giugno sia proprio il leader del partito di estrema destra francese Front National. Particolarmente acceso il botta e risposta con il capogruppo dei socialisti europei Martin Schulz, che ha definto Le Pen un negazionista dell'Olocausto e un "vecchio fascista". Il leader del Front National ha a sua volta attaccato, dicendo di essere stato vittima di accuse diffamatorie: "Mi ha accusato di essere blasfemo ma io mi sono limitato a dire che le camere a gas sono state un dettaglio della storia della seconda guerra mondiale", ha affermato Le Pen. "Chiedo al presidente del gruppo socialista di scusarsi per accuse menzognere", ha aggiunto. Schulz ha preso la parola per una breve replica. "Chi non vuole che quest'uomo presieda la prima seduta dovrebbe approvare il mio emendamento", ha detto, riferendosi alla sua proposta di modificare il regolamento parlamentare nella parte che prevede che sia il deputato più anziano a presiedere la seduta inaugurale dell'Europarlamento. Regola in base alla quale toccherebbe al decano Le Pen, che compirà 81 anni il prossimo 20 giugno e che si candida come capolista nel sud-est della Francia, presiedere la prima seduta dell'Europarlamento. "Sono preoccupato che possa farlo un negazionista dell'Olocausto", ha affermato Schulz definendo la possibilità "inaccettabile e inammissibile". In base alla modifica proposta da Shulz, che dovrebbe venire votata entro aprile, non sarebbe più il parlamentare più anziano, ma quello con più anzianità di servizio, a presiedere la seduta inaugurale del Parlamento Europeo.
L'Europarlamento è deciso a far sì che il compito non tocchi a Le Pen: la proposta di Schulz è stata sottoscritta oltre che dai Verdi, dalle principali forze politiche dell'Europarlamento. Il capo-gruppo conservatore, il francese Joseph Daul, ha annunciato che verranno ''prese tutte le misure necessarie'' per impedire a Le Pen di presiedere la sessione inaugurale che avrà luogo all'indomani delle elezioni europee del 7 giugno.
(25 marzo 2009)

fonte:la repubblica

venerdì 20 marzo 2009

Mario Borghezio: "Il regionalismo è solo una copertura. Noi siamo sempre i fascisti di un tempo".


Mario Borghezio: "Il regionalismo è solo una copertura. Noi siamo sempre i fascisti di un tempo".
Un video inchiesta francese smaschera il leader del Carroccio.
Non è stato abbastanza scaltro, questa volta, Mario Borghezio.
Ospite del movimento francese Nissa Rebela (ovvero di quel Philippe Vardon che lagiustizia d'Oltralpe ha già riconosciuto colpevole non solo di islamofobiama, anche, di ricostituzione di partito fascista) non s'è accorto di come latelecamera che lo riprendeva durante il suo intervento inneggiante al solito"Padroni a casa nostra" abbia continuato a seguirlo anche successivamente,quando, allontanatosi dalla sala ed appartatosi con alcuni esponenti delladestra di Nizza, s'è messo, sottovoce, a suggerire ai kamerati francesi la strategia da seguire al fine di poter uscire dall'isolamentopolitico.
Queste le sue parole:"Occorre insistere molto sul lato regionalista del movimento. E' un buon modo per non essere considerati immediatamente fascisti nostalgici, bensì come una nuova forza regionalista, cattolica, eccetera eccetera. ma, dietro tutto ciò, siamo sempre gli stessi".
Il video fa parte di un'inchiesta ("Ascenseur pour les fachos") dedicata all'estrema destra in tutta Europa, trasmessa venerdì sera dal francese Canal Plus.
Questo è il link del video:
Orazio Vasta

giovedì 26 febbraio 2009

OBAMA,UN UOMO CON LE PALLE!!!

Il Presidente USA Barak Obama ha fatto un importante discorso sull'energia.
Penso, che sia un discorso che meriti molta attenzione, perché le parole che usa non sono da Presidente americano:
"In un momento di così grandi sfide per l'America, nessun settore è così fondamentale per il nostro futuro come l'energia. La dipendenza dal petrolio è una delle peggiori minacce che la nostra Nazione abbia mai affrontato. (...)
E questo imminente pericolo alla nostra sicurezza nazionale ed economica è accompagnato dalla minaccia del cambiamento climatico che, se lasciato a se stesso, potrebbe riultare in violenti conflitti, terribili tempeste, restringimento delle coste e altre irreversibili catastrofi.
Questi sono i fatti, e sono ben conosciuti dalla popolazione. Dopo tutto, non c'è niente di nuovo in questi avvertimenti. I Presidenti hanno suonato l'allarme sulla dipendenza energetica per decenni. (...)
Ma anno dopo anno, decennio dopo decennio, abbiamo deciso di procrastinare le decisioni definitive.
Rigide ideologie hanno dominato sulla scienza. Interessi particolari hanno messo in ombra il buon senso. La retorica non ci ha portato al duro lavoro necessario per ottenere i risultati, ma i nostri leaders hanno alzato la voce solo quando la benzina aumentava di prezzo per poi tacere di nuovo non appena il prezzo scendeva.
Adesso l'America è arrivata a un bivio.
Nascoste nel suolo americano, nel vento e nel sole, abbiamo le risorse per cambiare.
I nostri scienziati, imprenditori e lavoratori hanno la capacità di farci andare avanti. Ricade su di noi la scelta se rischiare i pericoli della via vecchia, o perseguire l'indipendenza energetica. E per il bene della nostra sicurezza, dell'economia e del pianeta dobbiamo avere il coraggio e l'impegno di cambiare. (...)
Non abbiamo illusioni sui compiti che ci attendono. Non posso promettere soluzioni rapide. Nessuna tecnologia speciale o serie di leggi potrà venire a salvarci. Ma noi ci dedicheremo seriamente al costante, focalizzato e pragmatico perseguire un'America libera dalla dipendenza energetica e alimentata da una nuova economia energetica che darà lavoro a milioni di cittadini".

mercoledì 25 febbraio 2009

L'UNIONE EUROPEA CONTRO RAFFAELE LOMBARDO....

Ricevo e pubblico
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martedì 24 febbraio 2009
L'Unione Europea contro Raffaele Lombardo
Dopo 173 anni si ripropone una nuova "Quistione degli zolfi siciliani", ma questa volta l'oggetto del contendere è il gas.Qualche settimana fa una notizia, come non se ne erano mai sentite, riempiva le colonne dei quotidiani e le strisce sui telegiornali: degli operai inglesi protestavano contro l'assunzione presso un petrolchimico britannico, di un centinaio di operai siciliani dipendenti di una ditta siracusana, che aveva vinto un appalto presso un impianto.
"BRITISH WORK FOR BRITISH WORKERS" fu lo slogan utilizzato dai lavoratori britannici, che temendo di perdere il lavoro, protestarono duramente, tant'è che la polizia dovette intervenire affinchè si evitassero degliincidenti che potevano minare l'incolumità dei siciliani.
"E' LA GLOBALIZZAZIONE RAGAZZI", avrebbero dovuto rispondere i nostri: l'Inghilterra rappresenta oggi la patria dell'economismo liberale, il covo della finanza speculatrice globale.
Nella City di Londra si acquistano esi vendono azioni ed obbligazioni di aziende dei quattro continenti come se fossero caramelle; allo stesso modo colossi inglesi come la Shell, la British Petroleum si aggiudicano appalti miliardari all'estero, sbarazzando la concorrenza internazionale e locale.Ci è sembrato strano che Londra si facesse cogliere in fallo, in maniera così plateale e per di più in casa propria, lasciando passare quelle immagini da rivoluzione bolscevica.
Lo stesso presidente Gordon Brown si espresso molto timidamente contro quei suoi concittadini che si erano comportati in maniera molto poco "liberale" e "democratica".
Perchè?
Per poter dare una risposta dobbiamo tornare indietro di un paio di anni, quando il Movimento per l'Autonomia iniziò una dura battaglia contro il rigassificatore di Priolo della Yonio Gas, società detentrice dei diritti di costruzione dell'impianto siracusano ed appartenente alla azienda energetica anglo-olandese SHELL.
Grazie a quelle proteste, il TAR si pronunciò favorevolmente all'ipotesi di indire un referendum consultativo che desse ai cittadini priolesi la facoltà di decidere se costruire o meno l'infrastruttura:
"Il TAR di Catania con una sentenza destinata a lasciare il segno negli annali della giurisprudenza, ha dato ragione ai comitati cittadini che vogliono un referendum consultivo sulla costruzione di un rigassificatore nella zona industriale di Priolo, in provincia di Siracusa. Una battaglia che il Movimento per l'Autonomia di Siracusa e quello siciliano sostiene da tempo, perché allocare nell'area del petrolchimico un rigassificatore è un'ipotesi avventata, ai limiti della follia"fu il comunicato[1] che apparve sul sito del MPA in quei giorni.Nello stesso periodo circolò sull'etere e su internet un video[2], prodotto sempre dal partito di Raffaele Lombardo, in cui si evidenziano i gravissimi rischi che corrono gli abitanti dei paesi che sorgono nei pressi dei rigassificatori.
Ma il 16 gennaio del 2008 avviene un'evento che avrebbe cambiato le carte in tavola: la società energetica russa Gazprom, concludendo un accordo con le autorità nigeriane per la coltivazione e la liquefazione del metano estratto dai giacimenti sul Delta del Niger, si lancia prepotentemente nella mischia del mercato del GNL.
A quel punto anche il Movimento per l'Autonomia, cambia strategia e per mano dell'Assessore regionale MPA Rossana Interlandi, da il benestare della Regione Siciliana nella valutazione di impatto ambientale[3] per la realizzazione di un altro rigassificatore, quello di Porto Empedocle, società appaltante l'ENEL.
Due pesi e due misure?
Diremmo proprio di si visto che sulla costruzione del rigassificatore di Porto Empedocle premono i russi, perchè nel porto agrigentino sarà rigassificato il metano estratto in Nigeria[4], mentre quello di Priolo è in orbita inglese.
Appare chiaro come per la "Questione del gas" in Sicilia, come in Puglia (per il gasdotto Southstream) è attualmente in corso una guerra tra il blocco russo e quello anglo-americano, per accaparrarsi il controllostrategico delle reti di rifornimento energetico e di smistamento di quel gas, che tanto fece sospirare l'Eurocrazia (per il freddo) quest'inverno....
Da questa scelta e da altre, che in altri editoriali non abbiamo mai mancato di evidenziare, a Palermo, appare chiaro che la maggioranza guidata dal MPA stia appoggiando la parte russa, ostacolando invece gli interessi inglesi: da qui la "ritorsione" dei britannici, nell'amplificazione mediatica scatenata(?) dagli operai londinesi.
Queste proteste in Inghilterra ci sono sempre state, sia chiaro, ma difficilmente valicavano i confini inglesi, soprattutto se davano un'idea "protezionistica".
Ma Lombardo avrà capito che quella protesta poteva essere una ritorsione contro i bastoni che tutt'oggi il governo siciliano mette tra le ruote della Yonio Gas?
Una dichiarazione del presidente della Regione Siciliana, avvenuta nei giorni dello "strike" e riportata dalle agenzie, potrebbe aiutarci a rispondere alla domanda:
“Se fossero confermate le notizie in merito a odioxenofobo contro i siciliani, non avremmo esitazioni a interrompere le trattative con il gruppo Erg-Shell che, dall’Inghilterra, propone di realizzare un rigassificatore proprio nella provincia di Siracusa, a Priolo”[5].
Poteva dunque l'Unione Europea degli Anglo-Americani lasciare impunite le Due Sicilie ree di essersi macchiate di una simile onta?
Poteva un "piccolo" siciliano far saltare i piani delle oligarchie finanziarie anglo-americane?
Chiaro che no, e così gli Dei di Strasburgo hanno lanciato la loro maledizione a Palazzo dei Normanni: il rigassificatore di Porto Empedocle non s'ha da fare[6], negando i miliardi che avrebbero dovuto finanziare l'impianto siciliano, dirottandoli su un progetto di rigassificatore in Polonia.
Il motivo? - “Il piano di rilancio dell'Ue - ha spiegato il presidente dell'esecutivo, José Manuel Barroso - è tutto incentrato sugli investimenti intelligenti”.
Tutti i progetti - fanno notare ancora dalla Commissione - seguono il criterio della rapidità e dell’immediato impatto sull’economia. Dall’esecutivo Ue assicurano pure che - la ripartizione dei fondi e la scelta dei progetti è stata fatta in modo “oculato ed equilibrato” -. Insomma il rigassificatore di Porto Empedocle non sarebbe ne un investimento economico ne un progetto intelligente..
Stranamente però il niet di Bruxelles non è valido anche per impianto di Priolo, che sappiamo bene risulterebbe in una delle zone più sismiche d'Italia, per giunta asfissiata da km e km di raffinerie petrolchimiche; senza dimenticare che ospita già una base navale Nato ed uno dei più importanti depositi di munizioni dell'Alleanza Atlantica....
Un investimento davvero intelligente!
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martedì 27 gennaio 2009

OGGI E' LA GIORNATA DELLA MEMORIA...

L'Italia fascista partecipò attivamente alla SHOAH...con le sue odiose leggi razziali,con due campi di sterminio in territorio "italiano",con tutto il suo apparato politico-propagandistico,con le sanguinarie Brigate nere della Rsi di Mussolini...

mercoledì 7 gennaio 2009

STOP AL MASSACRO DI GAZA!

Tuesday 06/01/09
Demonstration against the Madness
Wednesday, January 7, 2009, 6.00pm
Corner of Ben Zion Blvd. and King George St., Tel Aviv

Stop the Massacre in Gaza!
Stop the bloodshed and destruction!
Stop the war crimes!
Bring back the soldiers from Gaza!
Ceasefire now – with no further delay!
Remove the siege, open the crossings, let Gaza breathe!
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domenica 28 dicembre 2008

"Letterina di un baby soldato a Babbo Natale"(di A.Bettozzi)




Ricevo dall'amico Dott. Armando Bettozzi una sua poesia che mette a nudo la gravissima realtà dei BAMBINI SOLDATO,cruda realtà presente in molti continenti...Subito dopo la poesia, segue il rapporto di Save the children’ dell'ottobre 2008. Le foto sono state inserite dal blog.
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Letterina di un baby soldato
a Babbo Natale
Per caso mi hanno detto che ci sei
e porti dei regali a noi bambini.
Ho nove anni e i genitori miei
non possono comprarne, poverini.
Perciò ti scrivo questa letterina
per chiederti un fucile più potente
che spari per lo meno un’ ottantina
di colpi tutti simultaneamente.
Così potrò ammazzare più nemici
e fare più contento il superiore,
e lui insieme a tutti i miei amici
dirà che mi son fatto tanto onore !
Io sono stato sempre un buon soldato
seppure a volte, un po’ sopra pensiero,
mi son lasciato andare ed ho pensato
di smetterla di fare il guerrigliero.
Ma mi hanno sempre detto : " E’ tuo dovere
combattere il nemico…Anzi, un piacere !".
Sarà così….! Aspetto il regaletto,
e già il leone mi ruggisce in petto !
Armando Bettozzi

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Il rapporto di ‘Save the children’
Sono più di 70 milioni i bambini e le bambine a cui ogni giorno nel mondo viene negato il diritto all’istruzione.
Per almeno 250 mila di essi, l’impegno quotidiano non è indossare uno zaino, ma imbracciare un’arma e combattere.
E’ lo sguardo sull’infanzia nel mondo di ‘Save the children’ che ha presentato a Roma il rapporto ‘Bambini e armi’, in occasione del rilancio della campagna ‘Riscriviamo il futuro’.
Tra i 250 mila piccoli soldati il 40 per cento sono bambine.
Negli ultimi anni almeno 2 milioni di minori sono stati uccisi, 6 milioni sono rimasti feriti o hanno subito traumi psicologici e 22 milioni sono i piccoli profughi o sfollati.
‘Save the children’ ha chiesto ai governi dei paesi coinvolti in conflitti armati, “più investimenti sulla scuola e meno spese per l’acquisto delle armi”.
Nel 2007 i paesi in guerra hanno speso 17,5 miliardi di dollari in armamenti, tre volte quanto servirebbe loro per assicurare l’educazione a tutti i bambini che ne sono esclusi (in queste aree sono circa 37 milioni).
A rifornirli sono stati soprattutto i paesi del G8 (Italia compresa) che, secondo quanto afferma l’organizzazione internazionale, “detengono l’84 per cento delle esportazioni di armi nel mondo”.
Questi paesi continuano a fornire armi leggere anche a gruppi e governi che commettono violazioni dei diritti umani compreso il reclutamento di minori.
Armi che finiscono nelle mani dei bambini, al posto delle matite.
Nel 2007 alla campagna ‘Riscriviamo il futuro’ gli italiani hanno contribuito con 2,5 milioni di euro.
Una somma solo di poco inferiore a quella che lo Stato ha stanziato a favore della ‘Fast track initiative’ (programma di istruzione) pari a 3 milioni.
“Non voglio incolpare nessuno - ha detto il direttore generale di ‘Save the children’ Italia, Valerio Neri - ma questo finanziamento è scandaloso”.
In occasione della presentazione dei risultati dei due anni di campagna internazionale (sei milioni di bambini in più a scuola, di cui 815 mila inseriti per la prima volta) sono intervenuti con due distinti messaggi, anche il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, sostenendo che “l’educazione scolastica costituisce il fondamento della formazione morale e civile di ogni popolo”, e il ministro degli Affari esteri, Franco Frattini, che ha ribadito l’impegno del governo italiano “nei confronti nella protezione dei diritti dei minori, con speciale attenzione ai bambini coinvolti nei conflitti armati”.

sabato 27 dicembre 2008

A rarika ha compiuto un anno...

Un anno fa,il 24 dicembre,nasceva questo blog ... il 27 dicembre,sono stati pubblicati i primi post...Ad oggi, "a rarika" conta la visita di oltre 8 mila visitatori,di cui,circa 2000 stabili...Il blog è in contatto diretto con un centinaio di blog e siti web...E,nel suo piccolo,è riuscito nell'intendo di dare vita ad una sorta di agorà,libera,senza censure...Qui c'è diritto di parola,fermo restando i principii di cui si nutre il blog:a rarika è un blog nazionalitario siciliano, internazionalista, cristiano, antimafioso,non-violento...un blog "dalla parte dei bambini"...A rarika non rappresenta nessun partito,movimento o associazione politica,culturale,religiosa e sportiva...A rarika ha costituito un "Gruppo del blog"...c'è in corso un dibattito "per e se " dare al "Gruppo" una propria identità statuaria...Con il nuovo anno,il blog cambierà impostazione...lo scopriremo assieme. Per ora festeggiamo il primo anno di vita del blog...e davanti a questa bella cassata siciliana,colgo l'occasione per ricordare agli amici siciliani di consumare in questi giorni di festa DOLCI SICILIANI! ************************
lunedì 24 dicembre 2007

LAVORI IN CORSO....
......."Un uomo che nasce in questo Paese,ad un certo momento della sua vita,deve fare una scelta"... Pippo Fava

giovedì 25 dicembre 2008

Bon Natali e filici annu novu


Italian
buon Natale e felice anno nuovo
English
merry Christmas and a happy New Year
Spanish
feliz Navidad y próspero año nuevo
French
joyeux Noël et bonne année
German
frohe Weihnachten und ein schönes neues Jahr
Russian
с Рождеством и с Новым годом
Arabic
اجمل التهاني بمناسبة الميلاد وحلول السنة الجديدة
Chinese
圣诞快乐并贺新禧
Afrikaans
geseënde Kersfees en ‘n gelukkige nuwe jaar
Aragones
Goyosa Nadal y millor año nuebo
Asturian
bon Nadal y feliz añu nuevu
Basque
zorionak eta urte berri on
Bolognese
bån Nadèl e un ân nôv pén ed felizitè
Brazilian Portuguese
feliz natal e um feliz ano novo
Bresciano
bon Nedal e bu an nof
Breton
Nedeleg laouen ha bloavezh mat
Bulgarian
Весела Коледа и щастлива Нова година!
Calabrese
buonu Natali e filici annu nuovu
Catanese
bon Natali je bon annu
Cornish
Nadelik lowen ha blydhen nowydh da
Cosentino
nu bùanu Natale e nu felice annu nùavu
Croatian
čestit Božić i sretna nova godina
Czech
veselé vánoce a šťastný nový rok
Danish
glædelig jul og godt nytår
Dutch
prettige kerstdagen en een gelukkig nieuwjaar
Dzoratâi
dzoyâo Tsalande et boun'annâïe
Esperanto
feliĉan Kristnaskon kaj prosperan Novjaron
Estonian
häid Jõule ja õnnelikku uut aastat
Fanese
bon Natal e felic ann nov
Ferrarese
auguri'd bon Nadal e bon an nòv
Finnish
Hyvää joulua ja onnellista uutta vuotta
Flemish
zalig Kerstmis en gelukkig Nieuwjaar
Furlan
bon Nadâl e bon an gnûf
Galician
bo Nadal e próspero aninovo
Greek
Καλά Χριστούγεννα κι Ευτυχισμένος ο Καινούριος Χρόνος
Greenlandic
Juullimi ukiortaasamilu pilluaritsi
Griko Salentino
Kalò Kristù ce na chrono nèo comào 'zze charà
Guarani
Tupãra'y'ára rory ha Ary Pyahu guapo!
Hebrew
חג מולד שמח ושנה טובה
Hindi
क्रिसमस और नव वर्ष मंगलमय हो
Hungarian
békés karácsonyt és boldog új évet
Icelandic
gleðileg jól og farsælt komandi ár
Japanese
クリスマス、新年おめでとうございます
Judeo-Spanish
Noel alegre i felis anyo muevo
Korean
즐거운 성탄, 새해 복 많이 받으세요
Kurdish Kurmanji
Kirîsmes u ser sala we pîroz be
Kurdish Sorani
Kirîsmes u salî nwêtan lê pîroz bê
Latin
Natale hilare et annum faustum
Latvian
priecīgus Ziemassvētkus un laimīgu Jauno Gadu
Leccese
nnu buenu natale e nnu felice annu nueu
Leonese
Bon Nadal y Prestosu Añu Nuevu
Ligurian
bon Deinà e feliçe anu növu
Limburgian
ne zaolige Kiësmes, e gelèkkig Nauwjoër, ên al wo wènselek ès!
Luxembourgish
e sche'ne Kröschtdâg an e glëcklecht neit Jaar
Maltese
Nixtieqlek il-Milied it-Tajjeb u s-Sena t-Tajba
Napulitano
buonu Natale e felice nuov'anno
Parmigiano
bon Nadèl e dla felicitè par al an nòv
Persian
کريسمس مبارک و سال نوی خوبی داشته باشيد
Piemontese
Bon Natal e Bon Ann neuv
Polish
Wesołych Świąt i szczęśliwego Nowego Roku
Portuguese
bom Natal e feliz Ano Novo
Punjabi
ਕਰਿਸਸ ਤੇ ਨਵਾੰ ਸਾਲ ਖੁਸ਼ਿਯਾੰਵਾਲਾ ਹੋਵੇ
Romagnolo
bon Nadél e feliz 'an nov
Sardinian Campidanesu
bona Paschixedda e a medas annus
Sardinian Logudoresu
bona pascas e felice annu nou
Scots Gaelic
nollaig chridheil agus bliadhna mhaith ur
Serbian
срећан Божић и срећна Нова година
Sicilian
bon Natali e filici annu novu
Slovak
veselé vianoce a šťastný nový rok
Traditional Chinese
聖誕快樂新年進步
Turkish
İyi Noeller ve mutlu bir yıl
Ukrainian
веселого Різдва і з Новим Роком
Urdu
کرسمس اور نیا سال مبارک ہو
Valencian
bon Nadal i millor any nou
Venetian

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sabato 20 dicembre 2008

"Le diete moderne le cosiddette “ Diete Acide”causano notevoli disagi e malesseri alla salute" (di Francesco Caltabiano)

www.francescocaltabiano.it
Carissimo amico ORAZIO. E' con piacere e tanta stima che ti allego il mio ultimo lavoro di ricerca, documentato da bibliografia internazionale!
Un caloroso abbraccio.
Francesco
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CIBI ACIDI , OSTEOPOROSI e PREVENZIONE
Studi recenti e ricerche, condotte da ricercatori e dal Colgan Institute reosurce for human health& performance, hanno sollevato il problema di come le diete moderne le cosiddette " Diete Acide"causano notevoli disagi e malesseri alla salute.
Tutto il problema risiede fondamentalmente nel pH e cioe’ acronimo che sta ad indicare "the power of hydrogen ".
Il pH di fatto e’ la misura della concentrazione degli Ioni di idrogeno in una soluzione. In chimica un acido e’ una sostanza che rilascia ioni di idrogeno in una soluzione,mentre un alcali e’ una sostanza che rimuove,mediante specifiche reazioni,gli ioni di idrogeno da una soluzione.
Qualcosa del genere avviene all’interno del nostro organismo mediante l’introduzione di cibi che possono essere,in base alla loro natura e provenienza, piu’ o meno acidi o alcalini. Un alimento(o una soluzione) che rilascia idrogeno all’interno del nostro organismo si dice che e’ prevalentemente acido,viceversa un alimento che rimuove i residui di idrogeno dal nostro organismo si dice che e’ alcalino. Per es, un cibo avente un pH pari a 7.0 si dice che e’ neutro e di conseguenza non e’ ne acido e ne alcalino.Un cibo con un pH con valori al di sotto di 7.0 inizia d essere tendenzialmente acido, mentre un pH con valori superiori a 7.0 e’ alcalino.
Cibi eccessivamente acidi e’ stato visto che influiscono negativamente sulla salute sotto vari aspetti provocando non solo infiammazioni e problemi gastro-intestinali ma anche riduzione e perdita di massa ossea.
Proprio perche’ l’alimentazione umana,migliaia di anni fa’, fu’ prevalentemente alcalina, ,oggi il nostro organismo e il sangue lavorano meglio in un ambiente leggermente alcalino e cioe’, ad un Ph compreso tra 7,35 – 7,45.
Anche organi vitali come il fegato, cuore, e cervello,il cui pH varia tra 7.0 – 7.2, si sono adattati, nel corso dei secoli e dell’evoluzione , a lavorare meglio in un ambiente piu’ che altro alcalino .
E’ anche vero che sangue,muscoli e gli organi appena citati, lavorano a pH differenti,ma questo dipende soprattutto da cio’ che mangiamo, dall’attivita’ fisica praticata e da quello che facciamo durante il giorno!
I muscoli scheletrici per es. hanno un pH che varia tra 6.0 – 7,2 e questo valore dipende piu’ che altro dall’intensita’ e dal tipo di allenamento svolto, infatti si e’ visto che gli esercizi fisici rendono comunque i muscoli piu’ acidi rispetto al sangue, alla saliva e agli organi.

Il pH della saliva invece varia tra 6.5 – 7.5, ma questo valore generalmente dipende dal livello di acidita’ dell’intero organismo o da cio’ che mangiamo.Si e’ visto anche che la saliva eccessivamente acida puo’ rovinare e sotrarre lo smalto ai denti.
L’urina invece assume valori di pH tra 6,2 – 7.0
La maggior parte delle popolazione appartenenti a paesi ricchi e industrializzati, a causa delle cattive abitudini alimentari e dei cibi moderni, hanno un pH acido, e l’organismo si mantiene costantemente ad un pH di circa 6,5, mentre il pH ematico varia tra 6,5 – 6,8. Gli studi hanno anche evidenziato il fatto che le diete troppo ricche di cibi acidi comportano il rilascio nell’organismo di circa 50mE di acido al giorno, e dimostrano che , nel momento in cui il pH assume valori inferiori a 7.0 ,l’organismo, mediante dei processi di omeostasi e precisi controlli di feed-back,
tende automaticamente a riportare il tutto in condizioni normali, ma questo lo fa’ prelevando calcio dalle ossa proprio perche’ non riesce ad attingersi e ad avere sufficiente biodisponibilita’ di carbonati che sono presenti in buone quantita’ nella frutta e nelle verdure, che tra l’altro sono gia’ povere di queste sostanze indispensabili per tamponare l’ acidita’ dell’organismo.
Per neutralizzare l’acidita’ apportata da determinati cibi quali per es. carne, pesce,zucchero, coca cola,formaggi, pizza, olii, marmellate, latte, gelato,mais, e le fritture,l’organismo non fa’ altro che prelevare circa 5000 mg di calcio dallo scheletro causando la inevitabile riduzione della densita’ ossea, e aumentando, non solo l’escrezione urinaria di questo prezioso minerale, ma anche l’esposizione a fratture e a malattie come l’osteoporosi.
E’ importante ricordare che tutta la frutta e le verdure sono cibi prevalentemente alcalini. Un sistema abbastanza efficace e sicuro per monitorare i livelli di acidita’ dell’organismo e’ senz’altro quello di verificare al mattino, subito dopo il risveglio per almeno una settimana,il pH nelle urine e nella saliva mediante l’utilizzo di una specifica cartina a striscie(Phydrion strips) reperibile anche in farmacia.
Gli studi hanno evidenziato l’importanza di consumare sufficienti quantita’ di frutta e verdure per contrastare l’aumentare dell ‘acidita’ all’interno dell’organismo.
E’ stato visto che il bicarbonato di potassio, che diluito in una soluzione diventa idrossido di potassio,e’ un ottimo tampone delle soluzioni acide.
Inoltre l’idrossido di potassio e’ una delle sostanze piu’ alcalinizzanti in assoluto, ed ha un pH pari a 13.
Non bisogna dimenticare che i nostri antenati si alimentavano con cibi prevalentemente alcalini e cio’ comportava un input organico di bicarbonati pari a circa 85mE al giorno. I ricercatori suppongono che una dieta ideale e ben bilanciata dovrebbe essere composta per circa il 75 % da cibi che apportano bicarbonati , e per il rimanente 25 % da cibi acidi.
L’utilizzo giornaliero di buone quantita’ di K ( potassio), contenuto soprattutto nella frutta, possono aiutare a ripristinare la concentrazione del pH sia a livello delle urine e sia a livello del sangue. E’ altresi’ indispensabile ridurre contemporaneamente i livelli di sodio contenuto nei cibi.
Tra i cibi piu’ ricchi di potassio abbiamo soprattutto l’avocado, le mandorle,i datteri, i fichi, il melone, le castagne,la farina e fiocchi d’avena e naturalmente la banana. Questi alimenti sono a basso tenore di sodio, che e’ di per se’ acidificante, e sono altamente alcalini e adatti a ripristinare il pH del sangue e delle urine.
Altri studi hanno dimostrato come alcalinizzando i livelli ematici e le urine, mediante l’assunzione di cibi ad alto contenuto di potassio ( k + ), sia possibile aumentare la densita’ ossea. Una ricerca condotta dal dottor Anthony Sebastian dell’universita’ della California( S. Francisco )ha evidenziato come l’assunzione di una dieta ricca di
frutta e verdure , e la supplementazione di potassio bicarbonato(60-120mmol), ha aumentato i livelli di potassio totale da 4,5 gr a 9 gr al giorno in un gruppo di donne in post-menopausa che sino ad allora si erano alimentate con cibi che aumentavano l’acidita’ dell’organismo. I ricercatori infatti notarono che, dopo solo 2 settimane dall’inizio dell’assunzione di cibi alcalinici e dall’assunzione di integratori di potassio carbonato,l’ acidita’ nelle urine si era abbassata di circa l’80 % mentre si era bloccata la perdita di densita’ ossea!

Francesco Caltabiano
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Bibliografia:
"Strong Bones" dottor Michael Colgan
"Nutrition for champion" M. Colgan. Vancouver science book 2007
Tucker KL , Hannan MT, Chen H , Cupples LA , Wilson PW, Kiel DP.
Potassium , magnesium, and fruit and vegetable intakes are associated with
Greater bone mineral density in elderly men and women ; 1999;69 : 727- 36
Heaney RP , Rafferty K , carbonated beverages and urinary calcium excretion
Am J , Clinical Nutrition ; 2001 ;74 : 343-7
Institute of medicine . Dietary references intakes for water, potassium,sodium,
Chloride , and sulfates . washington DC : national academy press 2004
New SA , et all . Nutrition and influences on bone mineral density ; a cross-
sectional study in pre-menopausal women. Am J. Clinical Nutrition, 1997 ;
65:1831- 39
New SA , et all. Dietary influences on bone mass and bone metabolism
Further evidence of a positive link between fruit and vegetable consumption and Bone health. Am J , Clinical Nutrition, 2000 ; 71:142 – 151
Sebastian A , et all. Improved mineral balances and skeletal metabolism in
Post-menopausal women treated with potassium bicarbonate ;
New Engl J Med , 1994;330, 1776- 81

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PER CONTATTARE IL MAESTRO FRANCESCO CALTABIANO (nella foto): frankcltb@yahoo.com

martedì 16 dicembre 2008

BRISCOLA (e non solo)A MAZZE...

Persino Blondet si è dovuto sbilanciare. Che mentre svia l'attenzione degli italiani (del nord...) sui dettagliuzzi degli attentati in India, non riesce a dedicare mezza parola a quello che succede a Palermo facendo finta di non capire. Ed invece ora ecco in arrivo aggratis (bontà sua...) la riproposizione di un bel “Pompei e Catania”. Come dire “Napoli e Palermo”. Sicilia e Campania d'accordo. Che i rispettivi vulcani li seppelliscano! 'Quando sovviemmi di cotanta speme', come disse una volta il poeta. E come ripeterà un bel dì il nostro tornando a dolersi di sua sventura...
Continua a leggere...Briscola a mazze
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Il titolo e l'immagine sono di questo blog

sabato 13 dicembre 2008

Misioni i EULEX-it kontestohet nga Prishtina(di O.Vasta)

Orazio Vasta: Misioni i EULEX-it kontestohet nga Prishtina
Dihet tashmë edhe zyrtarisht se Misioni Evropian i policisë dhe i drejtësisë, EULEX është destinuar që dalëngadalë ta zëvendësojë misionin e UNMIK-ut të OKB-së. Rreth 1.400 pjesëtarë të këtij misioni dhe 500 pjesëtarë të tjerë zyrtarë lokalë do të shtrihen në tërë territorin e Republikës së pavarur të Kosovës. Në muajin prill kur pritet që ky mision të kompletohet në tërësi, do të ketë një efektiv të përgjithshëm prej 1.900 pjesëtarëve evropianë dhe një tjetër rreth 1.100 zyrtarë vendorë.
Më gjerësisht... *

*clicca per continuare
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Per la versione in italiano:

venerdì 12 dicembre 2008

‘A Lingua Siciliana: Appunti ‘i grammatica e avutri (di Sergio Di Giorgi)

'U sicilianu havi migghiara 'i variazzioni funetichi, murfuloggici e sintattici. Nta 'sta nota cunsidiravi sulu chiddi tipici palirmitani e chiddi ca sunnu ancora nta l'usu currenti. Nta l'avutri parrati cci ponnu essiri puru, ma ponnu essiri diversi o mancari.
'I libbra ca cunsultavi sunno: Grammatica siciliana 'i Giuseppi Pitrè (c'arripigghiò n travagghiu di Wentrup) e, pi quantu arriguarda 'a parti linguisticu-atimuloggica, 'i noti linguistichi ntô dizziunariu atimuloggicu 'i Salvaturi Giarrizzu.
'A raggiuni 'i 'stu travagghiu è chidda d'aviri na basi certa (pi mia) pî reguli dû curritturi urtugraficu ca stè facennu.

Two links for sicilian language:
‘A Lingua Siciliana: Appunti ‘i grammatica e avutri by Sergio Di Giorgi. Web page totally in sicilian.

Sicilian Grammar by LinguaSiciliana.org.Sicilian grammar in english (and also in sicilian and french) in 11 lessons.
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Anniversario statuto siciliano...(di Francesco P.Catania)

Ricevo da Bruxelles e pubblico.....
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English Version
Lettera aperta al Presidente dello Stato Regionale di Sicilia On. Raffaele Lombardo
Oggetto: 15 maggio 2009 - Festa dell’Autonomia Egregio Presidente, Come Ella sa, il 15 maggio del 2009 ricorre il 63° anniversario della conquista dell’Autonomia speciale da parte del Popolo Siciliano, parte integrante, anche se ancora per la massima parte inattuata, della Costituzione della Repubblica Italiana, quale reale patto confederativo, e traguardo importantissimo, per il suo alto valore morale, nel secolare anelito del Popolo Siciliano al suo autogoverno.
La nostra Associazione ha sempre operato per la valorizzazione di questa ricorrenza (www.anniversariostatutosiciliano.org),un tempo solennità civile semifestiva ed oggi purtroppo assai spesso dimenticata o celebrata nel chiuso di teatri e quindi senza quella adeguata partecipazione popolare che essa merita.
La stessa Associazione ha già dato vita a due “Feste dell’Autonomia”, rispettivamente nel 2005 a Mazara del Vallo e nel 2006 a Bruxelles tra la numerosa comunità di Siciliani ivi presente.
Avendo quest’anno già lanciato analoga iniziativa presso diversi comuni dell’Isola ed avendo raccolto già svariate disponibilità di massima, La informiamo intanto con la presente che la ricorrenza sarà onorata quest’anno da un rinnovato interesse nei confronti della Sicilia e delle sue istituzioni da parte di molte amministrazioni locali, le quali chiederanno certamente il patrocinio dell’ente che piú di tutti ha titolo ricordare quello storico evente, la Regione Siciliana appunto (rectius, a nostro avviso, “Stato Regionale di Sicilia”).
Oltre all’alto valore civico che queste iniziative rappresenterebbero, esse potrebbero essere occasione per far conoscere ancora, in Sicilia, in Italia e all’estero quanto sia vitale l’attaccamento alla propria identità del Popolo Siciliano nonché il suo orgoglio e la sua ritrovata voglia di riscatto nei confronti di oppressioni antiche e nuove.
Con la presente intendiamo acquisire una disponibilità di massima, e quindi non vincolante per l’amministrazione, a patrocinare tali iniziative ed a farsi portatrice di altre analoghe, di concerto con i dicasteri regionali competenti in materia di enti locali, cultura ed emigrazione.
L’idea di massima è sempre la medesima, e cioè quella di organizzare, in spazi adeguati, una “due giorni” in cui realizzare spazi espositivi su prodotti siciliani tipici, tavole rotonde, spettacoli e intrattenimenti, anche in lingua siciliana, e con la partecipazione di personaggi siciliani di rilevante notorietà. La diffusione dell’iniziativa farebbe fiorire in tutta la Sicilia una sorta di grande “festival”, occasione per attirare arrivi e attenzione, con possibili ritorni, d’immagine ed economici, degni della massima attenzione.
Qualora il Governo regionale fosse interessato la nostra Associazione si impegna a sottoporre alla stessa un serie di progetti esecutivi dettagliati da sottoporre all’approvazione degli organi competenti.
Nella redazione di questi progetti l’Associazione, se richiesto dall’amministrazione, potrà avvalersi di rappresentanti della stessa in un istituendo tavolo tecnico per l’organizzazione degli eventi.
Si resta, in ogni caso, in attesa di cortese riscontro. Bruxelles, 7 settembre 2008
Francesco Paolo Catania
L’Altra Sicilia -Associazione di Diritto Internazionale, al servizio della Sicilia e dei Siciliani
Bvd. de Dixmude 40/bte 5 – 1000 Bruxelles
Tel & Fax 0032 2 2174831
Cell : 0032 475 810756

martedì 2 dicembre 2008

AlbaniaNews,quotidiano sociale online

Chi siamo
AlbaniaNews nasce da una tela di contatti e di corrispondenti presenti nella communità albanese residente in Italia e da giornalisti, professori, studiosi o studenti che risiedono nel paese delle aquile per dare vita ad un network di informazione indipendente , costituito da un portale in lingua italiana AlbaniaNews.it.

AlbaniaNews.it è anche il frutto dell'esperienza ottenuta dal sito AlbStudent.eu (in lingua albanese e italiana).
Le informazioni vengono raccolte da fonti locali ed elaborate dalle sedi di AlbaniaNews presenti in Albania, Kossovo e Italia e tradotte in italiano.
AlbaniaNews viene dopo una esperienza pluriennale nel campo del giornalismo e della mediazione culturale.
AlbaniaNews.it si presenta come il primo giornale online che vi spiega la vita quotidiana degli albanesi in Albania, Kosove e Italia.
Tutte le ultime informazioni riguardo al mondo della politica, calcio, spettacolo, cultura ecc.

Quotidiano sociale online
Direttore: Olti Buzi
Vice Direttore: Darien Levani
Caporedattore: Alban Trungu

Collaboratori:
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domenica 30 novembre 2008

Oggi,SANT'ANDREA apostolo (di Domenico Agasso)

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Tra gli apostoli è il primo che incontriamo nei Vangeli: il pescatore Andrea, nato a Bethsaida di Galilea, fratello di Simon Pietro. Il Vangelo di Giovanni (cap. 1) ce lo mostra con un amico mentre segue la predicazione del Battista; il quale, vedendo passare Gesù da lui battezzato il giorno prima, esclama: "Ecco l’agnello di Dio!". Parole che immediatamente spingono Andrea e il suo amico verso Gesù: lo raggiungono, gli parlano e Andrea corre poi a informare il fratello: "Abbiamo trovato il Messia!".
Poco dopo, ecco pure Simone davanti a Gesù; il quale "fissando lo sguardo su di lui, disse: “Tu sei Simone, figlio di Giovanni: ti chiamerai Cefa”".
Questa è la presentazione.
Poi viene la chiamata.
I due fratelli sono tornati al loro lavoro di pescatori sul “mare di Galilea”: ma lasciano tutto di colpo quando arriva Gesù e dice: "Seguitemi, vi farò pescatori di uomini" (Matteo 4,18-20).
Troviamo poi Andrea nel gruppetto – con Pietro, Giacomo e Giovanni – che sul monte degli Ulivi, “in disparte”, interroga Gesù sui segni degli ultimi tempi: e la risposta è nota come il “discorso escatologico” del Signore, che insegna come ci si deve preparare alla venuta del Figlio dell’Uomo "con grande potenza e gloria" (Marco 13).
Infine, il nome di Andrea compare nel primo capitolo degli Atti con quelli degli altri apostoli diretti a Gerusalemme dopo l’Ascensione.
E poi la Scrittura non dice altro di lui, mentre ne parlano alcuni testi apocrifi, ossia non canonici.
Uno di questi, del II secolo, pubblicato nel 1740 da L.A. Muratori, afferma che Andrea ha incoraggiato Giovanni a scrivere il suo Vangelo.
E un testo copto contiene questa benedizione di Gesù ad Andrea: "Tu sarai una colonna di luce nel mio regno, in Gerusalemme, la mia città prediletta. Amen".
Lo storico Eusebio di Cesarea (ca. 265-340) scrive che Andrea predica il Vangelo in Asia Minore e nella Russia meridionale.
Poi, passato in Grecia, guida i cristiani di Patrasso.
E qui subisce il martirio per crocifissione: appeso con funi a testa in giù, secondo una tradizione, a una croce in forma di X; quella detta poi “croce di Sant’Andrea”.
Questo accade intorno all’anno 60, un 30 novembre.
Nel 357 i suoi resti vengono portati a Costantinopoli; ma il capo, tranne un frammento, resta a Patrasso.
Nel 1206, durante l’occupazione di Costantinopoli (quarta crociata) il legato pontificio cardinale Capuano, di Amalfi, trasferisce quelle reliquie in Italia.
E nel 1208 gli amalfitani le accolgono solennemente nella cripta del loro Duomo.
Quando nel 1460 i Turchi invadono la Grecia, il capo dell’Apostolo viene portato da Patrasso a Roma, dove sarà custodito in San Pietro per cinque secoli. Ossia fino a quando il papa Paolo VI, nel 1964, farà restituire la reliquia alla Chiesa di Patrasso.
Domenico Agasso

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Fonte: "Famiglia Cristiana"




sabato 22 novembre 2008

La matematica non è un'opinione:una lingua+una cultura+una storia= una nazione,la SICILIA!

Devo ringraziare Orazio tanto per la attenzione che ha avuto nel volermi coinvolgere in queste recenti discussioni sviluppatesi sul suo blog, tanto per la pazienza con cui ha atteso questo mio intervento che, prometto, innanzi a sì tanto profluvio di paroloni neoborbonici, sarà breve.Il mio intervento è quello di un giornalista indipendentista che, per merito o ventura, è anche vice segretario del Movimento per l'Indipendenza della Sicilia.
Che è, lo ribadisco, un movimento aperto e trasversale, e non un partito.Il MIS è aperto a singoli, gruppi, associazioni e partiti che ambiscano a raggiungere l'indipendenza della Sicilia. Non ha quindi l'ardire di essere l'interlocutore unico di tutti i siciliani (giacché esistono non pochi siciliani che non vogliono l'indipendenza o che addirittura non si sentono siciliani, ma italiani o, evidentemente, napoletani come Davide Cristaldi), ma di quei siciliani che, consapevoli della propria identità nazionale, desiderano tornare alla propria indipendenza.
Ora, come si può sostenere che il Regno, poi denominato "delle Due Sicilie", fosse lo stesso fondato da Ruggero II?
Quel Regno fu il Regno di Sicilia, quei sette secoli di statualità ed indipendenza furono siciliani, non napoletani o "duosiciliani". E se è vero che il Regno di Sicilia ebbe, per periodi anche lunghi, una estensione che andò al di là dello Stretto, preferirei si accusassero gli allora regnanti siciliani dell'essere "invasori" e "colonizzatori" che non dire che Sicilia e Napolitania siano la stessa cosa.
Si vedano Sardegna e Corsica: hanno molto in comune, finanche (almeno, in parte), la bandiera nazionale (anche se in Sardegna hanno finalmente riscoperto l'albero eradicato),per un periodo sono state un unico Stato, ma nessuno si sognerebbe di dire che sono la stessa nazione storica.Una parentesi statuale in comune non significa dover stare insieme per forza. Altrimenti, saremmo costretti a credere l'autorità dello Stato Italiano sulla Sicilia come perpetua ed intoccabile. E questo, è lampante, non è così, giacchè lo Stato Italiano è un fenomeno umano, e come tale destinato a sparire.
Altra cosa sono le nazioni, che vanno oltre le generazioni e gli accadimenti politici.
Noi Siciliani eravamo Siciliani già quando parlavamo quel dialetto sanscrito che era il Siculo e che ha lasciato importantissimi lasciti nella nostra lingua di oggi, il Siciliano, e finanche l'antico nome della nostra terra: "trinacie" ("trinakyia" in Sanscrito), il "giardino" poi diventato "trinakria". E se oggi diciamo "cuteddu" o "matri" con quella particolarissima pronuncia, lo dobbiamo a quei nostri progenitori.
Ebbene, io potrei, se volessi, scrivere in Siciliano questo mio intervento, ma gli amici napoletani impazzirebbero nel leggerlo e, almeno di certi tratti, non coglierebbero il significato.
Una lingua+una cultura+una storia= una nazione. Questa semplice somma è valida per la Sicilia, non per le fantomatiche "Due Sicilie".
Il Regno Duosiciliano fu il risultato dell'annessione giuridica del Regno di Sicilia a quello di Napoli.
Nel 1816, infatti, con il Regno di Sicilia cessò anche la "Apostolica Legatia".Quindi, le argomentazioni degli amici nostalgici dei regnanti borbonici sono mal poste, e del tutto analoghe a quanti sostengono l'italianità della Sicilia o di Napoli.Qui, oggi, si fa un discorso di vere Patrie, non di Stati postnapoleonici.
Qui si fa il futuro con le radici ben piantate nella storia e nella cultura, non un paradossale e grottesco "Risiko" fantapolitico.Ma a "Risiko" credo che vogliano giocare gli amici dei comitati duosiciliani, e del PdSud.
Onestamente, la figura di Raffaele Lombardo e dell'Mpa è sotto gli occhi di tutti.
Se vogliamo far rinascere le nostre terre e le nostre città alla luce della pulizia morale e dell'onestà, non si può parlare di «tornare con un ricco bottino».
Preferisco non avere una sede, incontrare i fratelli indipendentisti per strada, piuttosto che accettare la sede dell'Mpa. Preferisco rimanere extraparlamentare (anche perché, tranne che avere una maggioranza schiacciante, tra l'avere una "tribuna parlamentare" e il non averne cambia poco...tranne che per le tasche del tribuno di turno!) tutta la vita, che legarmi agli umori e alle volontà di un estraneo. Ma credo, e temo, che troppo spesso si mischino "opportunità" e "opportunismo".
L'Mpa è arrivato dov'è per semplice scissione dall'Udc ed una campagna mediatica pilotata (le famose elezioni di Catania in cui l'Mpa esordì furono tutt'altro che un successo di voti per Lombardo e soci, che pure sostennero Scapagnini e il collasso che quella giunta e quella coalizione causarono) ma la stampa irregimentata fece ciò che era previsto: sostenere la presunta novità, il "caso Mpa". E non dimentichiamoci del voto di scambio e dei "patronati", con buste della spesa, ricariche telefoniche, buoni benzina, banconote, bimbi degli orfanotrofi messi davanti alle scuole a dividere fac-simili...Ecco, da gente che fa questo, io, siciliano, indipendentista, e giornalista mai men che sincero e onesto (al costo della povertà), non accetterei nemmeno una caramella.
Figuriamoci fare accordi "politici"!
Sempre, ricordando che il MIS non è un partito, non ha nelle elezioni il proprio cardine, ma la sensibilizzazione, la formazione, l'informazione, la rivoluzione incruenta che riporterà alla vita lo Stato Siciliano Indipendente.
E qui mi viene una riflessione: appurato che qualsiasi associazione di diritto debba conformarsi alle leggi italiane, cosa che il MIS fa con grande attenzione (pur contestando a livello ideale molte leggi italiane, ma senza voler fare il gruppo di "fuori legge"), certe affermazioni sul PdSud mi fanno pensare.Il MIS ha un regolare tesseramento.
Perché è obbligatorio accettare al proprio interno la regola democratica: non si possono creare associazioni "chiuse" o segrete. Ogni associazione può respingere, ai sensi del proprio statuto, una richiesta di iscrizione, ma l'iscrizione deve essere possibile. Si deve poter distinguere tra l'iscritto, che ha una regolare tessera, e il non iscritto. Altro discorso è il dire che, data la propria struttura statutaria, il MIS è aperto alla adesione (al pari di un vero e proprio "network" quale è sempre stato) di interi gruppi o associazioni, e che è comunque possibile partecipare al MIS e alle sue attività senza averne la tessera o avendo quella "simpatizzante" o quella "onoraria". Ma un membro che non sia effettivo, non può ambire ad una carica tecnica o dirigenziale del Movimento.
Ora mi chiedo:se gli iscritti del PdSud sono «tutti i "meridionali"», questo Partito può definirsi veramente tale?
Uno di un partito o fa parte, o non fa parte.
E dato che, secondo la loro visione, io sarei un "meridionale", ma non voglio fare parte del PdSud, come faccio a disiscrivermi?
E se invece volessi diventarne il Segretario?
Convoco autonomamente e solitariamente un Congresso con 10 "meridionali" amici fidati e mi faccio eleggere? Spero che gli amici del PdSud, e soprattutto quanti si possono definire "dirigenti" o "coordinatori" dello stesso mi chiariscano questo dubbio, perché la memoria mi va a quel giorno in cui un iscritto della Lega Nord,Comino, osò a norma di statuto avanzare la propria candidatura a Segretario della Lega, e in tutta risposta venne pubblicamente picchiato.
Ma la Lega non venne sciolta d'autorità, come pure sarebbe dovuto accadere.
Eppure, c'è chi per ragioni di "opportunità"(o, temo, di "opportunismo"), cerca di andare con quel fantoccio leghista che è "Allenza Federalista", vecchio pallino di Bossi &co. che di tanto in tanto viene riesumato.
Ma certe deliranti affermazioni di Chiappori sono facilmente reperibili su internet, e si commentano da sole.
Il fatto è che, mentre ci siamo sempre più volenterosi che ci impegnamo in campagne contro la mafia, contro la distruzione del nostro territorio e del nostro ambiente, per la tutela della nostra lingua e cultura, riuscendo talora a far eleggere dei nostri consiglieri comunali pronti e agguerriti nel dimostrare che un futuro diverso è possibile e necessario, altri soggetti, forti di una limitatissima militanza (o di una militanza "virtuale", cioè virtualmente allargata a interi popoli e entità sovranazionali),non fanno altro che organizzare convegni e convegnucci per "pianificare strategie elettorali" e immaginare allucinanti "macroregioni".
Noi, che magari saremmo "storti e stolti" ma sempre di più, invece preferiamo andare per strada ad attaccare adesivi e diffondere viso a viso, cuore a cuore il nostro messaggio ogni giorno, ogni momento, indebitandoci per stampare materiale informativo e propagandistico, e per far rivivere la gloriosa bandiera di lotta dell'EVIS.
E onestamente non capiamo.
Non capiamo questo "do un des", questi "vernissage" in sale d'albergo,questi isterismi quando,come Orazio fa magnificamente da una vita, osiamo protestare la nostra unica vera identità: quella di Siciliani, figli di una unica millenaria nazione.
E non importa se certa stampa preferisce, perché gli fa comodo, dare spazio a certe operazioni tra il "folk" e l'affaristico: potranno ignorarci («Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci» Gandhi), ma la nostra forza di volontà e spirito di sacrificio sono più forti di qualsiasi "silenzio stampa":quando le sedi del MIS vennero chiuse e i dirigenti deportati dall'Italia del CLN sulla base di leggi solidamente fasciste, ci inventammo il "giornale parlato", che dura tutt'oggi.E, da giornalista, non riesco ad accettare che si rimproveri ad Orazio, che di lotta e giornalismo mi è maestro (al di là del fatto che, per la reticenza di entrambi a "iscriverci" nei registri italiani dei giornalisti, alla fine abbia "ceduto" prima io, che pure sono più giovane) si rimproveri la mancata aderenza alle basilari norme deontologiche e comportamentali del corretto informare.
"A Rarika" è nato come spazio aperto (al pari, ad esempio, del forum del MIS su www.siciliaindipendente.org ), e questa sulla presunta "meriodionalità" o "napoletanità" dei siciliani (e sulla opportinutà di certi gruppi di andare a braccetto con Lombardo o Bossi) è una chiacchierata, magari a toni serrati, ma del tutto orizzontale.
Orazio, da libero cittadino e fervente indipendentista siciliano, ha detto la sua opinione.
E se è vero che un giornalista è sempre, e tutta la vita. è anche vero che se lo stesso Orazio avesse voluto "diffondere notizie" da un trono o da un podio, non lo avrebbe fatto con un blog.
Avrebbe fatto il solito giornaletto on-line (o anche cartaceo) del tutto inutile quanto autoreferenziale.
Ma Orazio non è e non è mai stato così.
Concludo, scusandomi se non sono stato breve come promesso, e se ho infastidito qualcuno.
Prima di querelarmi o insultarmi, provate a dialogare:io ho i miei dubbi e le mie certezze, e le estrinseco tutte.
Con onestà: invece di scusarmi per la lunghezza e la mancata promessa, potrei andare in cima a questo testo e modificarlo...Meno onesto deve essere chi, qualche ora fa, ha cercato (invano) di fare illecitamente accesso alla casella email del Movimento per l'Indipendenza della Sicilia.
Torno a fare ciò che noi del MIS stiamo facendo già da tempo (e che ha causato il ritardo con cui sto accogliendo l'invito di Orazio): lavorare insieme agli altri popoli oppressi per far sentire una sola voce in Europa e nel mondo.
E, soprattutto, parlare alla gente dando la notizia: la liberazione della Sicilia è possibile e sarà, dipende da noi come e quando.
Rimbocchiamoci le maniche.
Roman H.Clarke