sabato 11 ottobre 2008

NON E' PIU' TEMPO DI IDEALISMI EVISTI... /2



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Ricevo e pubblico...(Venerdì 10 ottobre 2008)
"Se mi proporrai di lottare per l'Indipendenza della mia Sicilia meravigliosa, senza compromessi, a qualsiasi costo, sarò incondizionatamente con te; allo stesso tempo, spero che mi si eviti di parlare di autonomia ( i risultati sono sotto gli occhi di tutti).
Dovrò dunque morire senza poter prima incontrare un Movimento Autentico di Indipendentisti, senza parvenze, senza compromessi, senza politici di turno, senza ruffiani ?
Se ci sei batti un colpo e sarò da te".

Paololucio
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Caro Paololucio,questo blog si autodefinisce "libero e pensante,siciliano nazionalitario e internazionalista,nonviolento e antimafioso,zona franca per la poesia e per il gusto di vivere...". Quindi,io e gli amici nazionalitari del blog non dobbiamo battere nessun colpo,ci siamo già!
Personalmente, non credo che potrà mai esistere in Sicilia un UNICO MOVIMENTO INDIPENDENTISTA.
Questo errore è costato assai caro al nostro popolo.Esistono tante espressioni politiche e culturali che non potranno mai annesse da questa o da quell'altra sigla "autenticamente indipendentista".
La stessa storia del glorioso Mis sostiene questa verità!
La stessa storia recente della galassia indipendentista rispecchia ciò.
Avrai capito che non sono per un movimento-partito unico!
La maturità di un'area politica come quella indipendentista siciliana non potrà mai indotta per proclami.
Inoltre,chiedere allo Stato italiano il rispetto e l'applicazione dello Statuto dell'Autonomia è oggettivamente indispensabile,politicamente necessario,storicamente realistico.
Ma,veramente possiamo credere che un manipolo di "autentici indipendentisti",pronti a dare anche la propria vita,possa generare nel popolo siciliano la voglia di Indipendenza?
Non è più tempo di idealismi evisti,l'autodeterminazione della Sicilia non passa attraverso Murazzu Rotto-evento tragico della lotta indipendentista,evento che appartiene alla storia della Trinakria.
La conquista della nostra AUTODETERMINAZIONE passa attraverso la capacità dei nazionalitari siciliani di stare fra il popolo siciliano,giorno per giorno,a contatto diretto con i reali bisogni della nostra gente.
Io(Orazio Vasta) e gli amici nazionalitari del blog.

11 ottobre 2008

Caro Orazio,ho letto il tuo messaggio relativo al programma del Vostro Movimento, del quale, comunque, ho apprezzato la sua chiarezza cristallina, unita ad una specificità che fa onore ai Suoi Componenti : Esso, purtroppo, non fa per me e per le mie convinzioni profonde e radicate che si ispirano all'Indipendentismo più radicale, ma assolutamente pacifico.Ritenevo, infatti, e ritengo, che la nostra Terra Meravigliosa sarà indipendente, libera e sovrana, e quindi ricca, munifica ed opulenta, se noi non più giovani coltiveremo, quale sacerdozio di pubblica educazione, la Storia autentica della nostra Isola, consegnandola gratuitamente alla nostra gioventù : Il riscatto partirà da quest'ultima e gli altri non potranno più mascherare le verità che ci appartengono.Un abbraccio ed un augurio di fecondo lavoro.Paololucio.

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Laurentius ha lasciato commento sul post "NON E' PIU' TEMPO DI IDEALISMI EVISTI...": Salve, Orazio. Ho letto la tua risposta a Paoluccio e... permettimi di non essere del tutto d'accordo. D'accordissimo sul fatto che non sia più il tempo di reazioni eviste: la Sicilia, tra le altre cose, riceve già i colpi martellanti di una violenza mafiosa che la mette già al tappeto di suo, e figuriamoci se s'intendesse tornare alla vera e propria guerriglia evista. Anzi, proprio l'indipendentismo siciliano non sarebbe altro che la possibilità di dimostrare che il siciliano non è la bestia assetata di sangue per come la disegnano i mass-madia italiani, anzi: il siciliano è chi desidera la libertà del proprio status, la libertà di potersi dire 'siciliano' senza vergogna alcuna, cosa difficile da realizzare in questa Italia. Parli di 'autonomia'... ma vorrei meglio comprendere di quale autonomia parli: paradossalmente, ad oggi, l'attuazione dello Statuto d'Autonomia appare meno probabile di un'indipendenza, e poco importa che si ratti di una legge costituzionale già approvata ed esistente, poiché l'Italia (cosa ampiamente dimostrata in più di 60 anni di storia... e mi chiedo di quali ulteriori prove dovremmo aver bisogno...) non ha permesso, non permette e non permetterà MAI l'attuazione del nostro Statuto Speciale. Quindi, unirci insieme per lottare per l'unico e realmente raggiungibile scopo che è l'indipendenza è un mezzo indispensabile ma, naturalmente, costoso, e mettiamoci in testa ciò! Nel MIS, ad esempio, esistono tante teste differenti (di Destra e di Sinistra, cristiani e non cristiani, cattolici e non cattolici), eppure tutte disposte a guardare e lavorare INSIEME per l'unico fine comune: una Sicilia indipendente. Detto ciò, non comprendo per quale motivo tu sostenga che un tale atteggiamento, volto al raggiungimento di un obiettivo comune, sia impossibile. Nel MIS ci stiamo riuscendo, e non vedo perché non ci si potrebbe riuscire in contesti più ampi e sotto un unico simbolo: quello della Trinacria su sfondo rosso e giallo.

Saluti.

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Senza preamboli e politichese,i nazionalitari di questo blog non siamo "autonomisti" e neanche "separatisti".
Appunto,siamo "nazionalitari".
Ci poniamo come area d'opinione-non siamo un movimento politico,per adesso...-e non c'identifichiamo con nessun partito o movimento "sicilianista"o "indipendentista"...
Abbiamo seguito con interesse la proposta del Partito del Sud, siamo apertamente amici del Fronte Nazionale Siciliano e abbiamo una corsia preferenziale con Roman Clarke(Mis)...ma non facciamo parte di queste forze politiche....
Quando sosteniamo che siamo contro il "partito unico" della Trinakria,non intendiamo dire che siamo contro l'UNITA' di quest'area. Anzi,sosteniamo che nella sua OGGETTIVA diversità storica,ideologica,religiosa e strutturale sta la vera UNITA' di un'aera eterogenea che mira all'indipendenza della Sicilia.
Le ammucchiate "siamo tutti fratelli" non c'incantano! E,politicamente,sono destinate alla sconfitta.
Com'è già successo!
L'UNITA' DELL'AREA INDIPENDENTISTA-noi preferiamo chiamarla NAZIONALITARIA-non si costituisce con le "ammucchiate" o le "annessioni",ma con il percorso da compiere dentro il sentiero della LOTTA NON-VIOLENTA PER L'AUTODETERMINAZIONE,AUTODETERMINAZIONE CHE DEVE ESSERE LIBERAZIONE SOCIALE e non solo conquista dell'Indipendenza nazionale...
A RARIKA

1 commento:

Anonimo ha detto...

Il nazionalitarismo (che somiglia molto a 'nazionalismo') è una parola che stona un po' nelle mie orecchie (o nei miei occhi, visto che in questo contesto l'ho solo letta...) non perché mi piaccia definirmi a tutti i costi 'indipendentista', ma in quanto semplice laureato e studente di antropologia. Ciò che richiama al 'nazionalismo' è pericoloso e assolutamente falsificante di qualcosa che esiste già di suo (l'essere siciliani) ma per ben altri motivi. Perdonate la forse inutile precisazione, ma personalmente non vi conosco e non so cosa intendiate con precisione quando parlate di 'nazionalitarismo'.
Tornando al discorso principale: voi dite di non appartenere ad alcun movimento/partito autonomista o indipendentista, ma (sempre se non ho capito male) vi limitate solo (un po' come il sito unionesiciliana.com) a pubblicare informazioni pubblicate o relative ai singoli movimenti sicilianisti e indipendentisti senza per questo prendere le parti dell'uno o dell'altro. E' una scelta che rispetto e che in parte condivido, ma la condivido proprio perché credo sia un'azione unificante, da parte vostra (estranei ai suddetti movimenti/partiti), di tutte quelle idee che riguardano la nazione siciliana, il cui titolo di 'nazione' è da sempre abortito dallo Stato italiano, che sia da un punto di vista autonomista come da un punto di vista indipendentista. Ma ciò in parte vi contraddice, perché se è vero che compiete quest'opera unificatoria, nello stesso tempo auspicate che autonomisti e indipendentisti restino divisi per non creare calderoni di idee discordanti e, alla fine, perdenti. Ma mi chiedo: quanto è vincente rimanere divisi? "Divide et impera", era il motto del senato romano, e questo motto s'è sempre rivelato letale per le nostre speranze d'indipendenza: sarà che potrebbe essere il momento di cambiare strategia, visto che il restar divisi ha portato a un bel nulla? Sarebbe bello, e non vi nego che sarebbe un mio personalissimo sogno, perché vorrebbe dire che allora esisterebbe davvero una coscienza nazionale matura, matura perché unita, e solo allora saremmo davvero pronti per l'indipendenza: siamo tutti noi, insieme, ad essere i potenziali veicoli per l'autodeterminazione e la liberazione sociale della nostra Patria... se solo lo volessimo. Ma forse non lo vogliamo veramente, ed è questo il vero problema.