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sabato 14 marzo 2009

PLACIDO RIZZOTTO E IL FENOMENO MAFIOSO (di Pippo Scianò)

Ricevo dal segretario del FRONTE NAZIONALE SICILIANO-SICILIA INDIPENDENTE...
MAFIA: QUESTO È IL PROBLEMA.
NELLA RICORRENZA DEL 61° ANNIVERSARIO DELL'ASSASSINIO DÌ PLACIDO RIZZOTTO È NECESSARIA UN'AMPIA RIFLESSIONE SUL FENOMENO MAFIOSO
In questi giorni da parte dell´opinione pubblica e dei Massmedia, giustamente, è stata data molta attenzione alla ricorrenza del 61° anniversario del MARTIRIO del Sindacalista PLACIDO RIZZOTTO, assassinato a CORLEONE il 10 marzo del 1948, appunto, dalla Mafia. Ed il cui cadavere fu recuperato soltanto il 13 dicembre del 1949 in una delle "FOIBE" di ROCCA BUSAMBRA.
L´FNS ha, con l´occasione, ricordato l´impressionante numero di sindacalisti e di dirigenti politici "assassinati" dalla mafia nel solo periodo che va dal 1944 alle soglie degli anni 50 del secolo scorso: Andrea RAJA, ucciso a Casteldaccia (PA) il 6 agosto 1944; Nunzio PASSAFIUME, ucciso a TRABIA (PA) il 7 giugno 1945; Agostino D´ALESSANDRO, ucciso a FICARAZZI (Pa) l´11 settembre 1945; Giuseppe LO CICERO, ucciso a MAZZARINO (Cl) il 25 Novembre 1945; Giuseppe PUNTARELLO, ucciso a VENTIMIGLIA DÌ SICILIA (Pa) il 5 dicembre 1945; Antonino GUARISCO, ucciso a BURGIO (Ag) il 7 marzo 1946; Pino CAMILLERI, ucciso a NARO (Ag) il 28 giugno 1946; Giovanni CASTIGLIONE e Girolamo SCACCIA, uccisi ad ALIA (Pa) il 22 settembre 1946; Giuseppe BIONDO, ucciso a Santa NINFA (Tp) il 2 ottobre 1946; i fratelli Giovanni, Giuseppe e Vincenzo SANTANGELO (una vera strage familiare) uccisi a BELMONTE MEZZAGNO (Pa) il 2 NOVEMBRE 1946; Giovanni SEVERINO, ucciso a JOPPOLO GIANCAXIO (Ag) il 25 novembre 1946; Paolo FARINA, ucciso a COMITINI (Ag) il 28 novembre 1946; Nicolò AZOTI, ucciso a BAUCINA (Pa) il 21 dicembre 1946; Accursio MIRAGLIA, ucciso a SCIACCA (Ag) il 4 gennaio 1947; Pietro MACCHIARELLA, ucciso a FICARAZZI (Pa) il 19 febbraio 1947.1
A tale impressionante elenco di Martiri vanno aggiunti i nomi delle tante, troppe vittime dello stesso periodo e dei periodi successivi. Ed è stato aggiunto il nome di Carmelo Battaglia erroneamente escluso dalla prima stesura dall´elenco di cui alla legge regionale n. 20 del 1999. Battaglia fu assassinato il 24 marzo del 1960 a Tusa, mentre a dorso di un mulo si recava a lavorare.
***
Certamente un capitolo a se stante costituisce la strage di Portella della Ginestra, avvenuta il 1° maggio del 1947. una strage per la quale gli Indipendentisti FNS ritengono che si debbano ancora chiarire molti aspetti e che va condannata senza riserve. I nomi delle 11 vittime anche in questo caso andrebbero ricordati, - in ogni città e paese della Sicilia, - uno per uno, perché dietro ogni nome c´è un volto, una storia, una famiglia, una vita intensa. Anche se breve. Ma vi è, soprattutto, il gravissimo "VULNUS" dalla Mafia, dal Banditismo, dai poteri occulti contro la Società Civile Siciliana e contro la Sicilia stessa.
***
La ricorrenza degli anniversari ci obbliga ad alcune specifiche riflessioni e a domandarci se la mafia sia stata definitivamente sconfitta, dopo tante lotte, dopo tanti sacrifici e tante vittime. Molti martiri meritano di essere considerati come dei veri e propri Eroi. Molti i Martiri anche fra le Forze dell´Ordine e fra i Magistrati.
***
Non vi sono dubbi sul fatto che nella lotta contro la Mafia si siano conseguiti grandi risultati e successi, inimmaginabili nella prima metà del secolo scorso.
Ed anche, se vogliamo, negli anni immediatamente successivi. Quando i silenzi e le connivenze con la MAFIA erano maggiori di quanto non lo siano ai giorni nostri.
Uno di questi risultati, - forse il maggiore, - è il fatto che oggi la coscienza civile del Popolo Siciliano (nella sua stragrande maggioranza) condanni severamente e respinga sdegnosamente il fenomeno mafioso, la cultura mafiosa. Nonché i complici, i capi ed i "soldati" della Mafia stessa.
Non possiamo però negare che il territorio sia ancora "controllato" quasi totalmente dalla mafia. Non possiamo negare che in Sicilia la vita economica sia in gran parte e pesantemente condizionata dalla mafia. Non possiamo negare che la legislazione vigente, - non adatta fondamentalmente alle effettive esigenze della realtà siciliana, - amplifichi la sfera d´azione della mafia e spesso le crei nuovi spazi.
Ecco perché, da parte dell´FNS, si chiede che il Corpo Legislativo, vigente in Sicilia, non sia la brutta copia di quello programmato e realizzato per altre realtà "geo-politiche", ambientali, economiche, sociali e geografiche.
E che sia, invece un Corpo Legislativo, specifico, finalizzato a dare adeguata risposta alle effettive esigenze del Popolo Siciliano. Compresa quella, prioritaria, di contrastare la mafia.
Non va trascurato, infine, il problema dell´etica prevalente nella "politica politicata" sempre più criticabile. Anche perché questa ultima accetta e fa proprie alcune delle "regole" mafiose, come quelle della lottizzazione, del tangentismo, del clientelismo scientifico, della strumentalizzazione del bisogno del "controllo" del territorio inteso come SERBATOIO di voti e di AFFARI personali, personalizzati e "riservati" ai CLAN di appartenenza.
Ovviamente esistono le eccezioni; ma si sa: le eccezioni spesso confermano la regola.
Per i veri sicilianisti, nella lotta alla mafia, deve prevalere ovunque e comunque il principio che la Sicilia deve essere contro la mafia perché la magia è contro la Sicilia.
E perché la Sicilia non sarà mai veramente libera, se non si sarà, prima, "liberata" dai tentacoli della Mafia.
Palermo 13 marzo 2009
Il Segretario Politico FNS
Giuseppe Scianò
scianogiuseppe@libero.it

mercoledì 25 febbraio 2009

SULLE FOIBE (di Mario Di Mauro)

www.terraeliberazione.org
archivio-2003
Foibe. Assassinati due volte.
Le genti dell´Adriatico avevano convissuto in pace per secoli...Venezia e le città dalmate, Trieste e Fiume...Adriatico!.
Il nome viene dalla città di Adria: fondata da Siracusa, dai Sikelioti, dai Siciliani.
Ma chi le sa queste cose?.
Che ne sa Gasparri? Cosa può dire Veltroni, lui che la Jugoslavia l´ha bombardata non sessantanni fa, ma l´altro ieri!.
Il bue dice cornuto all´asino. Dopo sessantanni di silenzi e censure indecenti, eccoci alla riesumazione della tragedia delle foibe. La retorica italiana trasforma la tragedia in una messinscena ripugnante.
Gli eredi pentiti di quel fascismo che invase e torturò per anni la Jugoslavia, gli eredi di quel Regime fanfarone che trascinò l´Italia in una guerra orrenda, che causò -o no?- anche la perdita dell´Istria, gli eredi di chi organizzò le pulizie etniche nei Balcani...mettono in scena la retorica patriottarda usando i caduti nelle foibe come se fossero i loro morti e non le loro vittime italiane.
Come se a invadere la Jugoslavia, a deportare e annichilire 600.000 sloveni italiani, ai quali si tagliò la lingua e si cambiarono d´ufficio perfino i cognomi, ad appendere i giovani partigiani jugoslavi agli uncini delle macellerie di Zagabria con la scritta "carne fresca"...non fossero stati gli italiani fascisti brava gente e i loro alleati ustascia croati di quel nazista di Ante Pavelic.
Li leggano i libri di Roberto Bassi ("Scaramucce sul lago Ladoga", Sellerio), di Raoul Pupo ("Il lungo esodo", Rizzoli), di Claudio Magris e Predrag Matvejevic...Si leggano Angelo Del Boca, Antonio Ciano, Nicola Zitara...L´Italia è uno staterello fondato sulle bugie.
Hanno violentato la Verità tacendo per sessantanni sulla tragedia delle foibe (temendo la risposta di Belgrado), e continuano a violentarla oggi, non dicendo tutta la Verità.
Non c´è Pietà, non c´è rigore storiografico, ma solo commedia, retorica, ipocrisia. Le genti dell´Adriatico avevano convissuto in pace per secoli...Venezia e le città dalmate, Trieste e Fiume...Adriatico!. Il nome viene dalla città di Adria: fondata da Siracusa, dai Sikelioti, dai Siciliani. Ma chi le sa queste cose?.
Che ne sa Gasparri?
Cosa può dire Veltroni, lui che la Jugoslavia l´ha bombardata non sessantanni fa, ma l´altro ieri!.
L´Italia savoiarda, fascista, repubblicana, piduista...è nata col massacro dei contadini e dei "briganti" siciliani e terroni.
Ancora stiamo aspettando la fine della censura di regime sui crimini commessi in Etiopia e Libia!. Millenovecentoundici.
L´imperialismo straccione italiano -come venne definito all´epoca- aggredì e invase la Libia, subito proclamata la "quarta sponda".
Cosa ci sia di eroico in una aggressione coloniale è difficile, se non logicamente impossibile, da dimostrare. Ma la logica non abita il Palazzo.Cosa fecero gli "italiani brava gente" in Libia prima di impossessarsi della patria di un altro popolo?.
Deportazioni di massa, bombardamenti con bombe di iprite, campi di concentramento, rappresaglie indiscriminate, stragi di civili, confisca di beni e terreni.
Le pagine nere dei crimini commessi dalle truppe italiane in Libia sono ben note a milioni di persone, ma non in Italia, dove i film, i documentari, i libri che se ne occupano onestamente sono censurati. Non si vuole aprire un dibattito serio sull´argomento.
Qualcuno preferisce ancora insultare Gheddafi la cui unica vera "colpa" è quella di aver conquistato e difeso l´Indipendenza del suo Popolo, il petrolio del suo Paese.
Un Paese meraviglioso e immenso abitato da un popolo civile (e pure ricco) che si autogoverna col metodo della democrazia diretta. Questo è la Jamahiria libica. Un Paese giovane, è nato nel 1969, che ha avuto tanti problemi, ma ha avuto anche il coraggio di affrontarli. (...)Ve ne dico una sola sugli "italiani brava gente": l´Italia fascista aveva firmato a Ginevra, il 17 giugno 1925, con altri venticinque paesi, un trattato internazionale che proibiva l´utilizzazione delle armi chimiche e batteriologiche, ma, tre anni dopo, "violava il solenne impegno usando fosgene ed iprite contro le popolazioni libiche".
Poi, vista l´indomabile Resistenza del Popolo libico, vennero anche i campi di sterminio. "Graziani predisponeva il trasferimento di 100mila civili dalla Marmarica e dal Gebel el-Ackdar ai campi di concentramento che aveva fatto costruire nella Sirtica, una delle regioni più inospitali dall´Africa del Nord. Quando i lager vennero definitiva- mente sciolti nel 1933, i sopravvissuti erano appena 60mila. Gli altri 40mila erano morti durante le marce di trasferimento, per le pessime condizioni sanitarie dei campi (per i 33mila reclusi nei lager di Soluch e di Sidi Ahmed el-Magrun c´era un solo medico), per il vitto insufficiente e spesso avariato, per le inevitabili epidemie di tifo petecchiale, dissenteria bacillare, elmintiasi, per le violenze compiute dai guardiani e per le esecuzioni sommarie per chi tentava la fuga". Lo scrive il prof. Del Boca. Ma all´Università di Tripoli mi hanno consegnato una serie di dossier raccapriccianti. Si dovrebbero studiare nelle scuole italiane. E forse le guerre e guerrette dell´italietta avrebbero meno consenso. Nel febbraio del 1930, alla fine delle operazioni per la riconquista del Fezzan, Graziani spinse un migliaio di mugiahidin, con le loro famiglie, verso il confine con l´Algeria e per due giorni consecutivi lanciò tutti gli aerei a sua disposizione sulle mehalla in fuga. Fu una carneficina, come testimonia lo stesso inviato de Il Regime Fascista, Sandro Sandri, il quale assistette ai bombardamenti e mitragliamenti del «gregge umano composto, oltreché degli armati, da una moltitudine di donne e bambini».
Lo stesso Gheddafi ha un braccio maciullato da una mina italiana (che uccise due suoi cuginetti)...Le foibe peggiori sono quelle che occultano la Verità. Peggio degli eredi pentiti del fascismo ci sono solo gli eredi pentiti del comunismo. La chiamano "riconciliazione". Nel canovaccio della commedia italiana questa parola si traduce in scaramuccia mediatica con assoluzione reciproca finale.
Italiani brava gente? Sporcaccioni!.
Grazie a Dio sono Siciliano!.
2003. Mario Di Mauro
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Lettera. A integrazione del tuo prezioso articolo ti voglio far sapere che nel 1930 i capi della RIVOLTA libica furono da Graziani internati dentro il Manicomio di Palermo, nella zona cosiddetta della Vignicella. Di questi uomini si persero completamente le tracce nel giro di qualche mese. E poi dicono che la psichiatria dei dissidenti è stata inventata dallo stalinismo!.
Totò Morana - Bagheria (Pa)

giovedì 29 gennaio 2009

"NECESSARIO UN CASINO' NELLA PROVINCIA DI CATANIA"(P.Barbagallo)

Ricevo e pubblico....
"In questi giorni,la Federturismo Sicilia ha diffuso dati allarmanti sullo stato di salute del turismo nell'Isola:flessione del 10°/° e paralisi per gli alberghi. E,nell'attuale crisi economica mondiale,il crollo del turismo,rappresenta per la Sicilia una vera e propria catastrofe!Credo, che in tale scenario,oggi più di ieri,riprende quota la necessità dell'apertura nel territorio della provincia di Catania del "CASINO' ETNA",un vero e proprio consorzio fra i privati e i Comuni della provincia,compreso il Comune di Catania e la stessa Provincia Regionale di Catania. Nell'ambito della ritrovata e rinnovata spinta autonomista,è il momento di attuare quest'uniziativa,una grande iniziativa dalla Sicilia e per la Sicilia, in nome del grande turismo, il quale porterebbe in tutta l'Isola un reale boom economico, uno sviluppo totale della dell'economia siciliana. La Sicilia verrebbe proiettata verso un turismo sicuramente diverso dal passato e dal presente. Una grande iniziativa,che potrebbe ridare vitalità a strutture come l'ex Siace di Fiumefreddo,fare dell'Etna un "parco" naturalista attrezzato, con i servizi attivi 365 giorni su 365,fare della nostra Plaja un polo turistico d'attrazione internazionale,ridare luce al nostro grande patrimonio monumentale e culturale... Davanti a questa proposta,tanti dicono che lo Stato italiano non darà mai l'autorizzazione per aprire il Casinò in Sicilia. Se le cose stanno così,allora dovremmo avere il coraggio di chiedere,in tutte le sedi istituzionali,di CHIUDERE IN ITALIA TUTTI I CASINO'! Credo,invece,che fino adesso è mancata la giusta volontà politica per poter avanzare questa iniziativa. La nuova stagione autonomistica, da qualche mese apertasi in Sicilia con il Presidente Raffaele Lombardo, fa ben sperare che la battaglia per il CASINO' ETNA non è un miraggio.
Pippo Barbagallo (MPA_Trecastagni) ".
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martedì 6 gennaio 2009

A rarika ( dalla rassegna stampa di Luca Zaia)


a rarika: "Vedi, che a pensar male non sempre ci si azzecca e ...
17 ore fa per Orazio Vasta Eppure, il Ministro Zaia ha avuto gran cura di emettere Decreti di delimitazioni danni delle regioni del Nord-Italia avvenute appena a luglio di quest'anno. Sa il Ministro che cosa abbiamo perso con le gelate ? ...
a rarika - http://rarika-radice.blogspot.com/


a rarika: Io,Corrado Vigo,il ministro Zaia e l'anticamera della ...
6 dic 2008 per Orazio Vasta Mi pare che Zaia sia piemontese... comunque erede garibaldiota... ed a proposito di arance siciliane non posso esimermi dal ricordarvi che quintali e quintali di queste, ogni anno, vengono distrutte senza rispetto per Madre Natura e ...
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11 dic 2008 per Orazio Vasta Il ministro Luca Zaia risponde a Orazio Vasta...e a Corrado Vigo. Le vostre lettere. orazio vasta scrive: Egr.Dott.Ministro,sono un giornalista,ho letto la lettera dell dott.Vigo di Trecastagni e gradirei conoscere il suo pensiero. ...a rarika - http://rarika-radice.blogspot.com/


a rarika: ZAIA-SILENZIO-SICILIANO (di Corrado Vigo)
28 nov 2008 per Orazio Vasta ZAIA-SILENZIO-SICILIANO (di Corrado Vigo) · zaiasilenziosiciliano. Se ci fosse stato di bisogno di una ulteriore conferma, eccola: Continuerò a porre la massima attenzione al settore olivicolo che, superata l'emergenza attuale, ...
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EPPUR...CI SIAMO!
13 nov 2008 per Orazio Vasta Luca Zaia nasce 38 anni fa a Conegliano in provincia di Treviso da madre casalinga e padre artigiano meccanico. E' sposato dal 1998 e risiede a Bibano di Godega di Sant'Urbano nella sinistra Piave trevigiana. ...
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IL POST DI VIGOPARLANDO:Lettera aperta al Ministro Zaia....
4 dic 2008 per Orazio Vasta Caro Ministro,. Le scrivo questa ennesima lettera per congratularmi da Siciliano con Lei. Lei è riuscito a fare ciò che decine e decine di Suoi predecessori non sono riusciti a fare:. - sistemare la vicenda delle quote latte; ...
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Caro Ministro(Luca Zaia)...di Corrado Vigo
2 nov 2008 per Orazio Vasta Caro Ministro, sono una agronomo, ma al contenpo un agrumicoltore, e discendo da famiglia di agrumicoltori. Faccio la professione da 24 anni, e da 29 coltivo arance, le tanto bistrattate arance siciliane, che tutti amano, ...
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ministro luca zaia...ci facca il piacere!!!
8 ott 2008 per Orazio Vasta non mi venite a dire che ce l'ho col ministro luca zaia. se le tira addosso! le gelate del febbraio 2008 che hanno decimato le produzioni agrumicole nel siracusano e nel catanese, e che hanno quasi azzerato le produzioni, ...
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Il Veneto,la Padania e il leghista Zaia/1
8 set 2008 per Orazio Vasta Demo anca rexoconto de un epixodio particolar e inedito, che xe stà la contestasion de tanti indipendentisti veneti al ministro del goerno talian Luca Zaia col xe ndà sora el palco e che par la prima volta el se gà catà la sorprexa de ...
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Il Veneto,la Padania e il leghista Zaia (2
8 set 2008 per Orazio Vasta Alla annuale festa di Raixe Venete svoltasi a Cittadella (PD) domenica 7 settembre, è salito sul palco per fare la sua ormai annuale apparizione alla festa Luca Zaia(nella foto sopra), ministro delle Politiche agricole alimentari e ...
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il ministro luca zaia è troppo impegnato a fare il sommelier...
2 set 2008 per Orazio Vasta il ministro luca zaia è troppo impegnato a fare il sommelier, e quindi che gli interessa di ciò che è il passato? pensa ad assaggiare il vino, custodito nelle botti, ... la mortadella ... il latte. una vergogna! una vera vergogna! " ...
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GAETA:I PESCATORI CHIAMANO IN CAUSA IL MINISTRO ZAIA
6 giu 2008 per Orazio Vasta Il consigliere Antonio Fantasia, delegato alla pesca del Comune di Gaeta, è tra gli estensori di un piano che oggi stesso sarà inviato al Ministro delle Politiche Agricole, Luca Zaia, per sostenere le altre proposte avanzate ma, ...
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"PIZZA BLOG" by "Vigopensiero" blog....
26 ott 2008 per Orazio Vasta ... Pascal Giuliano, Orazio Vasta, Filippo Bottini, bimbo scemo (così sappiamo chi è), Luther Blisset (da Palermo), don don, massaro peppe, brancolatore, zorro, alfio, ed anche Lucio Zaia, sì anche lui, e tutti gli altri . ...
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zaia,uno degli amici legaioli del governatore della sicilia,on ...
26 apr 2008 per Orazio Vasta "eccolo qui, il nuovo ministro in pectore all'agricoltura, luca zaia. festeggia un suo compleanno, ma nel frattempo una pattuglia della polstrada lo sorprende a correre lungo l'autostrada a27 nei pressi di conegliano a 193 chilometri ...
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26 dic 2008 per Orazio Vasta Ministro Luca Zaia, che ha mostrato un disinteresse verso il sud Italia come mai nessun altro Ministro (lo paragono solo al prof. Paolo De Castro e all'on.le Gianni Alemanno); - arch. Giuseppe Morale, che ha eluso la mia lettera ...a rarika - http://rarika-radice.blogspot.com/


a rarika: UNA MARTELLATA!
7 mag 2008 per Orazio Vasta Il leghista Luca Zaia sarà il nuovo Ministro. Altro che "mamma li turchi". Ci aspettano tempi bui ... e il sopravvento di una cultura agricola continentale, per nulla vicina ai bisogni del nostro territorio. ...
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il diritto dei popoli all'autodeterminazione
21 feb 2008 per Orazio Vasta l’indipendenza veneta è ulteriormente favorita dalla futilità dei proclami autonomistici dei vari galan, zaia, variati, che si scontrano contro la volontà ineffabile di roma di non concedere alcunchè di sostanziale. ...
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lunedì 29 dicembre 2008

"Ai miei studenti ho consigliato di visitare questo blog..." (di Tiziana Toscano)

Caro Orazio,amici del gruppo del blog.
Vi seguo da circa sei mesi,e vi ringrazio per avermi aiutata,nonostante i miei studi e la mia professione,ad aprire gli occhi e la mente davanti alla storia della mia,nostra Sicilia.
Ho 44 anni,sono di Enna,ma vivo e lavoro a Palermo,avevo sentito e letto interventi "sicilianisti",ma li avevo sempre rifiutati perché "ottocenteschi",basati sul vittimismo,autarchici,isolazionisti,spesso di chiara marca fascista o reazionaria.
In estate,visitando questo blog attraverso un post sul caso Denise,la piccolina scomparsa,sono rimasta colpita dal fatto che il blog si dichiarava "nazionalitario siciliano" e pubblicava senza commenti gli interventi di partiti e movimenti indipendentisti o autonomisti del Veneto,della Liguria,delle Due Sicilie,del Friuli,della Sardegna,del Kosovo,della Lombardia.Da quel giorno,sono diventata una di Voi.
E sono contenta di potervi manifestare tutto il mio apprezzamento per il servizio che svolgete.
Ai miei studenti ho consigliato di visitare questo blog,indipendentemente da come la pensino,per incontrare e scoprire tante realtà umane e sociali che sembrano,nella realtà di tutti i giorni,inesistenti.
Non solo,ho detto ai ragazzi che questo blog è il chiaro significato della tanto abusata parola che sta per DEMOCRAZIA.
Auguri,quindi,per il Primo compleanno del blog,principalmente al giornalista Orazio Vasta!
Mi piacerebbe fare parte attiva del Gruppo del blog.
Tiziana Toscano

giovedì 25 dicembre 2008

Gli auguri di Franco Zavaglia...

CARISSIMI AMICI E COMPATRIOTI,

GIUNGANO A VOI E FAMIGLIA

I MIGLIORI AUGURI DI

BUON NATALE

CON LA SPERANZA DI UN FUTURO MIGLIORE PER TUTTI NOI

E PER LA NOSTRA AMATA PATRIA




Franco Zavaglia

sabato 20 dicembre 2008

Aglio e fravaglio...

LA ROSAGNOLA
(Ballata Lazzara)
di M. Salvadore – G. Caiazzo – M.Caiano

Aglio e fravaglio

fattura ca nu' quaglia

Corno e bicorno

levam 'e jettatori 'a tuorno.

Fonnachèra o Reggiae'

d''a mia chesta Seggia!


Cap'alice e capa r'aglio

quann'è c'a mannàmme 'o squaglio?

'n'ce 'a mannàmmo 'a Jervolinocu'

'a parrocchia 'e Bassolino

'o PD d''e frate e sorecu'

'a cungrega 'e ll'assessòre


'O Cardillo 'int'a caiola

'O Gambale a se fa' 'a sola

'O Laudadio c'o crucifisso

'O Bocchino parla a ppe isso!


I'je 'sta seggia 'a sott'o mazzo

nun m'a levo... manco p' 'o c***o!

'O cunziglio comunale

resta sempe tale e quale!

Cap'alice e capa r'aglio

I'je nun aggio fatto sbaglio!


Corno e bicorno

levac 'e mariuole 'a tuorno

fa' che 'a Giunta se sconocchia

leva mano 'e figlie'n'trocchia.

Masanie' ciento spaselle

vòttancelle 'e cap'e'mbrella
'O Cardillo 'int'a caiola

'O Gambale a se fa' 'a sola

'O Laudadio c'o crucifisso

'O Bocchino parla a ppe isso!


E' Totonno ca m'à dato

'o putere delegato

Conto comme 'o quatt' e coppe

me sta bbuono ... e me ne fotto!

Aglio e fravaglio

Corno e bicorno

i'je no ca nun me metto scuorno!


§§§§§§§§§§§§§§§§
Ed. http://blog.libero.it/lavocedimegaride

domenica 7 dicembre 2008

Io,Corrado Vigo,il ministro Zaia e l'anticamera della verità...

Dal sito ufficiale del Ministro Zaia(nella foto): www.lucazaia.it
"Le vostre lettere
orazio vasta scrive:
Egr.Dott.Ministro,sono un giornalista,ho letto la lettera dell dott.Vigo di Trecastagni e gradirei conoscere il suo pensiero. Grazie! Orazio Vasta ************Caro Ministro, sono una agronomo, ma al contempo un agrumicoltore, e discendo da famiglia di agrumicoltori.
Faccio la professione da 24 anni, e da 29 coltivo arance, le tanto bistrattate arance siciliane, che tutti amano, ma che ci stanno portando economicamente alla rovina, perché nonostante gli elevati prezzi di vendita al consumo, a noi vengono pagate a prezzi irrisori. L'anno scorso anche fra i 5 ed i 7 centesimi al chilo.
Sì ha letto bene! 5-7 €urocent al chilo.
Mi rammarico, però, del fatto che Lei sia poco attento alla questione, ma la vedo assai impegnato, invece, nella tutela (come è anche giusto che sia) dei prodotti della Sua terra.
Vorrebbe, per favore,dare un pò più di "conto e retta" alle problematiche di noi agricoltori del sud?
Corrado Vigo
Trecastagni,2 novembre 2008 °°°°°°°°°°°°°°°°°

Luca Zaia risponde:
Buongiorno signor Vasta,a chi mi accusa di essermi dimenticato del Mezzogiorno dico che molte sono state le battaglie a favore del Sud Italia... mi vengono in mente la crisi della mozzarella, abbiamo organizzato un summit internazionale sulla pesca che riguarda tutte le regioni meridionali e si è aperta la stagione vitivinicola proprio in Sicilia. per quanto riguarda gli agrumi in sicilia siamo riusciti a far arrivare all'isola 55 mln di euro.con il completamento della ricognizione sulle superfici, da parte dell'Agea, si è infatti ottenuto il via libera al decreto per l'attuazione della riforma della PAC. se in passato dei 120 mln di euro un terzo arrivava alla Sicilia, ora la quota supera i 55 mln; i premi saranno liquidati entro fine anno. Oltre 1374 sono le aziende interessate al premio produzione, alle quali sarà elargito un contributo di 643,62 euro per ogni ettaro. mentre sono ben 9947 le aziende interessate al contributo per la trasformazione. è da sottolineare che il nuovo meccanismo premia anche i produttori che, in passato, non rientravano nel cosiddetto storico. Vedi, che a pensar male non sempre ci si azzecca e qualche volta si fa pure peccato? ".

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Che dire?
L'on.Zaia liquida la "questione siciliana" dicendo che "a pensar male non sempre ci si azzecca e qualche volta si fa pure peccato" ...
A me,invece,mi viene in mente la frase:"IL SOSPETTO E' L'ANTICAMERA DELLA VERITÀ'!"....
Voi che leggete,che ne pensate?

giovedì 4 dicembre 2008

OGGI,GAETA,chiede ai Savoia i danni di guerra del 1861.

CLICCA sotto:
http://www.youtube.com/watch?v=7oDOywrhwH8
Fonte:tg2.rai
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I SAVOIA:
“La richiesta promossa dall’Assessore di Gaeta Ciano è demenziale e frutto di un singolo, tuttavia non ci meraviglia.
Nessuno si sarebbe sognato neppure di pensarla nell’ultimo dopoguerra. Sino ad allora, il Risorgimento, la coscienza e l’orgoglio nazionali erano tali che persino il Fronte popolare si presentavano alle elezioni con un simbolo effige di Garibaldi; ed al referendum del 1946 in tutto il Mezzogiorno la Monarchia ne era uscita in larga maggioranza.
Poi, poco alla volta, si è cominciato non solo ad intensificare gli attacchi a Casa Savoia, ma anche a demonizzare il Risorgimento, l’Unità d’Italia, con argomentazioni che sono divenute più persuasive mano a mano che scomparivano i testimoni dell’epoca.
Mi sembra che tutto ciò faccia parte di un programma che rende più facile la disgregazione: il Nord contro il Sud e la supremazia delle Regioni sullo Stato Nazionale.

L’assedio di Gaeta non è stato l’assedio dei Savoia.
E’ stata un’operazione del processo risorgimentale dello Stato Italiano.
Se Gaeta crede di aver sofferto dei danni per quell’assedio dovrebbe rivolgersi allo Stato, non agli Eredi della Dinastia che promosse l’Unità all’Italia.
Con questo passo potremmo innescare una serie di cause contro gli eredi di Napoleone, degli Asburgo: Alemanno potrebbe fare causa ai discendenti di Nerone per aver bruciato Roma!
Cogliamo l’occasione per lanciare l’allarme ed invitare tutti a recuperare la conoscenza della cultura italiana e ritrovare l’orgoglio di essere italiani prima di tutto”.

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Patito del Sud:
Questi signori parlano di orgoglio italiano.

L’Italia, siamo noi.
Voi, originari della Savoia, di lingua francese, non potete parlare, siete senza patria, con gran vergogna avete venduto alla Francia la vostra terra di provenienza: la Savoia, e per fare il paio a Garibaldi, avete svenduto anche la italianissima Nizza.
Per la guerra persa abbiamo dovuto cedere anche l’Istria e la Dalmazia.
Demenziale e stupida è stata la richiesta per danni morali per l’esilio dorato che hanno subito. I Savoia, padre e figlio, han chiesto alla nostra sacra Repubblica nata il 2 giugno del 1946 sulle ceneri della monarchia sabauda, ben 270 milioni di Euro.

Il Partito del Sud non criminalizza il risorgimento italiano, ma quello piamontese.
Il Risorgimento italiano ha scacciato i Savoia e la loro sanguinaria epopea.
I Tanto bistrattati Borbone difesero sugli spalti di Gaeta, fino alla morte, i veri italiani, il cosiddetto re soldato, Vittorio Emanuele Terzo, fuggì con la corte e con Badoglio verso la vergogna.
La lotta partigiana era iniziata l’11 maggio del 1860 con i contadinii delle due Sicilie chiamati Briganti dai barbari di lingua francese venuti dal Nord.
I morti furono oltre un milione, tutti trucidati, fucilati, torturati, seppelliti vivi.
Dopo quella invasione furono costretti all’emigrazione oltre 30 milioni di meridionali, una emigrazione biblica che nemmeno gli ebrei hanno avuto.
L’assedio di Gaeta è stato un vile attacco ad uno Stato Libero, avvenuto senza dichiarazione di guerra, dall’esercito piemotese e non da quello italiano.
Il Regno d’Italia è nato col sangue meridionale il 17 marzo 1861.
Gaeta fu attaccata ai primi di novembre del 1860 e terminò il 13 febbraio del 1861. I danni della seconda guerra mondiale sono stati pagati dallo stato Italiano, ed oggi Berlusconi sta pagando alla Libia i danni procurati dall’Italia Savoiarda.
La richiesta dei danni di guerra fu avviata il 28 febbraio del 1861 dal Sindaco della città Raffaele Ianni, seguita quella del sindaco Domenico Vellucci, e fu reitareta fino al 1914 dal sindaco Gennaro Migiarra.
I danni furono anche quantificati, su richiesta di Vittorio Emanuele II in visita a Gaeta il 28 aprile del 1862, ma Torino rispose picche.
La richiesta, come si vede non è dell’assessore Ciano, ma dalla città tutta. 160 mila bombe desertificarono e massacrarono la città, con migliaia di morti, ruberie, terre tosate, case svaligiate dalla truppa savoiarda. Amedeo di Savoia, l’estate scorsa, ha avuto l’umiltà di chiedere scusa alla nostra città davanti al Sindaco e all’Arcivescovo di Gaeta.

I Carignano invece ci chiedono 270 milioni di Euro come danno per l’esilio dorato patito.
I Borbone morirono in terra straniera e mai fatti rientare in Italia dagli avi di codesta progenie.
Il Partito del Sud chiederà in consiglio comunale anche i danni morali,
oltre a quelli materiali.

E le leggi razziali del 1938?
Chi paga i danni agli ebrei?
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COMUNE DI GAETA:
Gaeta, consiglio comunale per i danni di guerra del 1861
Chiesti 220 milioni di euro, 2 milioni di lire dell’epoca
Il 6 dicembre, alle ore 16, il consiglio comunale di Gaeta si riunirà per approvare la delibera per richiedere i danni di guerra, subiti dalla città durante l’assedio del 1860-61, alla famiglia Savoia. L’importo si aggira intorno ai 220 milioni di euro, corrispondenti a 2 milioni di lire dell’epoca.
"La caduta di Gaeta, avvenuta il 13 febbraio 1861, è l’emblema della situazione del Sud Italia: quella data segna la nascita della Questione Meridionale che dura ancora oggi – esordisce Raimondi - Basti pesare che fino alla metà dell’Ottocento erano gli abitanti del Nord che emigravano all’estero, mentre alla fine dello stesso secolo furono gli abitanti Mezzogiorno a lasciare le loro terre e dirigersi prevalentemente verso l’America del Nord e del Sud. Questa migrazione, sia pure diretta verso altre mete, continua ancora oggi".
"Gaeta ha pagato un prezzo altissimo per essere stata la Fedelissima del Regno delle Due Sicilie. Nel novembre 1860 la città ha subito una guerra non dichiarata che ha causato grandissimi danni, come si può leggere nelle cronache dell’epoca e nei documenti ufficiali del decurionato – prosegue il Sindaco di Gaeta - I governanti di allora non hanno avuto la possibilità di sedersi ad un tavolo di trattativa: sono stati occupati e basta. Gaeta, da quando divenne fortezza, riceveva un compenso per ospitare nelle sue caserme le guarnigioni dei soldati: dal febbraio del 1861 tutti gli edifici furono requisiti sottraendo all’erario cittadino questa importante entrata. Ancora oggi ne paghiamo le conseguenze con l’indisponibilità di edifici e strade che appartengono al demanio proprio a causa di quelle requisizioni e ciò ha impedito, nel corso degli anni, un vero sviluppo della città".
"Il primo centenario dell’Unità d’Italia si festeggiò a Gaeta alla presenza dell’allora Presidente del Consiglio Amintore Fanfani – aggiunge Antonio Raimondi - Quasi cinquanta anni dopo, il nome di Gaeta o di altre città del Sud non appare nei programmi dello Stato Italiano per i festeggiamenti del 150° anniversario.
Chiediamo un riconoscimento morale ed economico per poter migliorare l’aspetto di Gaeta.
Non si tratta di nostalgie borboniche, ma di un atto di giustizia storica. La vera Resistenza, il vero Risorgimento è stato quello contro l’invasore straniero nazifascista che ha portato alla nascita della Repubblica il 2 giugno 1946".
"Ancora oggi si cercano i responsabili di stragi ed eccidi che ancora devono essere punite come quelle naziste in Italia (è il caso di Sant’Anna di Stazzena), il genocidio degli Ebrei, durante la Seconda Guerra Mondiale, o del popolo Armeno tra il 1915 e il 1916 – conclude il Sindaco -Sono Sindaco di una città repubblicana e ho giurato di essere fedele alla Costituzione Italiana.

Il tempo trascorso dall’assedio, 147 anni, non possono farci dimenticare cosa comportò quella guerra mai dichiarata.
Con questo consiglio comunale vogliamo ridare dignità storica ed un riconoscimento morale alle tante sofferenze dei nostri concittadini e di tanti meridionali che hanno visto le loro città distrutte senza più avere la possibilità di riprendersi non solo economicamente ma anche sotto il profilo sociale.
I danni del 1861, quantificati all’epoca in 2 milioni di lire, corrispondono a circa 220 milioni di euro: chiediamo questa cifra per rendere giustizia alle tante vittime civili e militari, per dare seguito alle medesime richieste dei nostri amministratori indirizzate al Parlamento tra il 1861 e il 1914 e per dare a Gaeta quello sviluppo che non ha mai potuto avere a causa dell’indisponibilità dei suoi beni e del suo territorio".
Gaeta, 4 dicembre 2008
Segreteria del Sindaco
Giovanni Fantasia

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mercoledì 3 dicembre 2008

"Da come ho capito a Gaeta sabato pomeriggio ci..."

Ricevo e pubblico...
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Assà bbinirica a tutti,
da come ho capito a Gaeta sabato pomeriggio ci dovrebbe essere una delibera, un'ordine del giorno da parte del consiglio comunale, in cui viene chiesto risarcimento per i bombardamenti subiti nel 1860-1861.
Da un certo punto di vista sarebbe un buon punto a favore di tutto il movimento legato alla rinascita delle nostre genti contro i sorprusi del regno sabaudo.
Su questo aspetto penso che avrebbe dovuto dare molta pubblicità allargata a tutti, ed avere il sostegno di tutti.
Speriamo solo che l'amministrazione comunale di cui Antonio Ciano fa parte, porti avanti questa battaglia fino in fondo per i danni subiti. E' pur sempre un atto di coraggio come fece quest'estate il Sindaco di Capo d'Orlando.
E' una battaglia anche culturale per non dimenticare le "malefatte" commesse nei confronti di tutte le nostre genti.
A maggior ragione adesso che ci prepariamo alla nuova competizione elettorale per il Parlamento Europeo, dove dovremmo conquistare quella visibilità politica a tutte le nostre genti dell'antico regno di Sicilia e di coloro che sono emigrati o esiliati, come dice il nostro caro Mario Di Mauro, che non sarà più mediata dai partiti burattini di destra e sinistra, ma che possa essere protagonista per il recupero socio-economico delle nostre terre.
E' insopportabile che certe scelte per favorire la ripresa economica vengano decisi da personaggi politici, di cui molti dei loro seguaci ha un atteggiamento quasi razzista e/o di superiorità nei ns. confronti, provenienti dal nord della penisola e con la compiacente assertività di molti politici provenienti dal regno, facciano solo scelte per difendere particolari interessi di mercato, o meglio di salvaguardia della loro colonia.
Rrusariu
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mercoledì 19 novembre 2008

"Cagnano 'e tiempe e cagnano 'padruni sulo 'int' e sacche nostre nun ce vene mai 'a fortuna"

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Ricevo questa segnalazione dal mio amico Nello del blog nazionedelleduesicilie.blogspot.com ...
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TERESA DEI SIO SU RAI3
Ricevo e pubblico dalla Brigantessa Teresa De Sio...
In anteprima Teresa presenta il nuovo video "O PARAVISO N TERRA"
Questa sera al TG3 NIGHT LINE, da mezzanotte all'una ,Teresa sarà ospite del direttore Di Bella per presentare il nuovo video del singolo "O Paraviso 'n Terra" tratto dal CD "SACCO E FUOCO", Edizione DeLuxe.
Il video, il primo in Europa realizzato ad IMPATTO ZERO, è stato girato con l'utilizzo di pannelli fotovoltaici (solari).
Pubblicato da duesicilie
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Il blog A rarika approndisce l'argomento e posta anche un video:
“SACCO E FUOCO” DI TERESA DE SIO CANTA I BRIGANTI E I RIFIUTI DI NAPOLI .....
CLICCA:
Sacco e Fuoco” è il nuovo cd di Teresa De Sio, che affronta, con il folk sofisticato che contraddistingue la cantautrice napoletana, i mali di Napoli e il rinnovato tema del brigantaggi.Sacco e Fuoco infatti sono i due briganti che danno il nome alla title track del disco, che hanno scelto la strada delle montagne, bevono l’acqua della pioggia, mangiano la neve e combattono a fianco dei poveri che sono rimasti nei secoli lo strato più debole della popolazione: “Cagnano ‘e tiempe e cagnano ‘e padruni sulo ‘int’ e sacche nostre nun ce vene mai ‘a fortuna”.La riflessione di Teresa De Sio cade inevitabilmente sui disagi della sua città, che in “AmèN”, mix sonoro tra Napoli e Giamaica, tra tarantella e reggae, racconta il sangue e la violenza insensata e troppo tollerata da tutti, che ogni giorno oscurano e devastano lo splendore di questa città.Non manca in “AmèN”, e continua ad echeggiare anche negli altri brani, il richiamo all’emergenza rifiuti di Napoli:Oi Madonna d’a munnezza scinne tu a lavà sta chiazza, manco ll’aria fa chiarezza pe sti pisce dint’a rezza”.“Sacco e Fuoco”, prodotto da Teresa De Sio e Maria Laura Giulietti, contiene anche la cover di “Tambureddu” di Domenico Modugno.

sabato 15 novembre 2008

" Mi chiamo Concetto Gallo, sono indipendentista, il comandante dell'EVIS "

Ricevo l'intervista che segue da Giovanni di "Meridio Siculo",intervista che,a suo tempo,oltre 30 anni fa lessi,perchè ,nel collettivo della sinistra extraparlamentare dove militavo, il socialista "Mondo operaio" era di casa...Ho riletto il tutto alcuni anni dopo,e,in un programma che curavo alla radio ANTENNA TRINACRIA, "Senza Tregua",il nome del mio programma di contro-informazione,.......al microfono ho letto integralmente l'intervista al comandante Concetto Gallo(nella foto sotto,con la bandiera dell'EVIS).Rileggendola ora,dopo tanti anni,mi accorgo della sua ATTUALITA',sembra,in un certo senso,che il tempo in Sicilia si sia fermato...Da Enzo Magrì, // Mezzogiorno negli anni della Repubblica, Mondo Operaio, Edizioni Avanti!, 1977.
Quasi trent'anni fa la Sicilia combattè la sua guerra di indipendenza contro l'Italia; una guerra della quale ora sono in pochi a ricordare i particolari: una vera e propria guerra con eserciti schierati in campo che culminò in una battaglia campale che venne combattuta il 29 dicembre 1945 nei pressi di Caltagirone, tra l'esercito italiano comprendente cinquemila uomini e l'EVIS, l'esercito dei volontari per l'indipendenza della Sicilia al comando di Concetto Gallo. Pur appartenendo alla nostra storia più recente, si può dire alla cronaca, la vicenda dell'indipendentismo siciliano, che ebbe i suoi morti, è ancora una delle pagine più oscure della nostra vita nazionale.
Forse perché i suoi protagonisti si sono chiusi in uno sdegnato silenzio e hanno lasciato a storici e saggisti il compito di interpretare gli avvenimenti.
Il risultato, però, è stato tutta una serie di nuovi interrogativi.
Per esempio: come nacque, realmente, l'indipendentismo?
È vero che dietro agli indipendentisti siciliani c'erano poi gli americani che volevano fare della Sicilia la « quarantanovesima stella »?
E ancora: che ruolo ebbe la mafia nelle vicende dell'indipendentismo?
E Giuliano? Il bandito Salvatore Giuliano che ruolo giocò nell'esercito siciliano?
E, infine, è vero che i Savoia avrebbero voluto fare della Sicilia la loro testa di ponte per riconquistare l'Italia dopo il referendum del 1946?
PER CONTINUARE,clicca:


Aglio cinese e apparato digerente.

Caro Orazio,
ahimè è storia vecchia quella degli agli cinesi e non solo, sembra proprio che nel nostro paese siamo obbligati ad importare cibi da pattume dei paesi d'oriente che oltre a distruggere l'economia della fertile terra del sud ,avvelena i nostri corpi garantendoci di qui a qualche anno come regalo qualche nuova malattia neoplastica a carico dell'apparato digerente.
Che dire ! ....è il corollario di una serie di atti delinquenziali ai danni della povera gente che come sempre viene tenuta all'oscuro , e come sempre non deve sapere , il tutto logicamente studiato pragmaticamente .
Noi possiamo solo denunciare e divulgare le notizie .
Vittoria Mariani
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Nella foto la vulcanica Vittoria in "trincea"...

venerdì 14 novembre 2008

A proposito della questione dell'aglio cinese...

Caserta 14 novembre 2008
Caro Orazio
A proposito della questione dell'aglio cinese gradirei esporti anche il mio pensiero.
E’ da poco che siamo venuti a conoscenza che la tappezzeria del teatro S.Carlo è stata pervasa da materiali cinesi , il tutto a due passi dalle seterie di S.Leucio di Caserta, lustro e vanto della produzione del tessile della nostra Terra di Lavoro.
Si corre il rischio di passare per settari, oscurantisti ed anacronistici ogni qualvolta si tenta di porre un freno alle catastrofi che accadono nel territorio che fu un tempo il regno delle Due Sicilie.
Si corre il rischio si, ma non bisogna demordere, mai!
Quello che accade è un incredibile, abominevole stillicidio che si perpetua drammaticamente a spese della nostra gente, della nostra cultura e del futuro oramai irrimediabilmente impoverito del nostro Mondo.
Tempo addietro si erano alzate le voci illustri come quella del dottore Marfella nei confronti e contro la mozzarella campana, a suo dire oramai infetta al punto che l’illustre medico dichiarò di essere stato contaminato dal gustoso prodotto caseario, le conclusione oggi da trarre sono che : il professore Marfella gode di ottima salute e che il buon Dio lo conservi mentre le piccole botteghe e molti produttore del settore hanno chiuso definitivamente l’attività, mentre in altre zone del suolo italico il latticino ha preso il volo per vendita non certo per qualità.
Io mi chiedo ma a che gioco stiamo giocando?
Abbiamo smesso di essere un popolo 150 anni fa, scambiando un’autonomia quasi millenaria ricevendone in cambio la qualifica di sperduta provincia italiana.
Ora domando: la vogliamo finire?
Quand’è che rialziamo il capo?

Fino a che punto di immiserimento si deve arrivare per risollevare la schiena?
Le nostre voci son piccine con un suono quasi da oltretomba, ma sono le uniche ed ultime a tutela di un popolo quindi non smettiamo mai di denunciare ed indirizzare la nostra gente verso quello che succede intorno a noi.
Così come è successo con la denuncia dell’aglio cinese.
Per settecento anni siamo stati aperti allo “straniero” nell’ultimo secolo e mezzo siamo costretti a subire tutto quello che ci viene imposto e propinato dal mondo anglofano, è tempo di rinsavire e reagire, da un sito, un paese, un giornale, un foglio, una radio alziamo la voce e mettiamo un freno a questo salasso selvaggio.
E’ tempo di rinsavire prima che sia troppo tardi.
Forza e onore
Fiore Marro
Segretario Nazionale
Comitati Due Sicilie

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nella foto sopra,il segretario dei CDS
www.comitatiduesicilie.org

giovedì 13 novembre 2008

AGLIO CINESE A TRECASTAGNI(CT):"Un consiglio?ACQUISTIAMO PRODOTTI SICILIANI"

In seguito al post sull'aglio cinese a Trecastagni...Per Alfio Gambino -del forum on line "alservizioditrecastagni"- "sembra quasi un beffa ritrovare un prodotto "made in Cina" come l'aglio che nelle piazze di Trecastagni,che,da secoli, è famoso per la vendita dell'aglio nostrano durante la festa di S.Alfio".
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Caro Orazio
Ti scrivo da San Francisco. Tornero' a Trecastagni domani sera.

Lungi da me' di essere protezionista, ma se vogliamo incentivare culture e tradizioni locali dovremmo fare almeno due cose facili.
La prima trasformare quelle feste anonime, squallide e di cattivo gusto che si svolgono ormai abitualmente il sabato e la domenica in piazza, dove nel nome del castagno si vendono giubbotti e lavatrici.
L'altra cosa potrebbe essere spingere il comune a gestire in parte o completamente un esercizio da gestire direttamente o affidandolo a giovani del paese, magari organizzati in cooperativa per vendere tutti i prodotti tipici del paese e, se vuoi,anche della zona.
A presto Nino G.
dell'associazione trecastagnese "Casa Pertini"
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L'invasione dei prodotti cinesi preoccupa non solo per i prezzi che vanno in concorrenza sleale ai nostri, a causa dei costi della manodopera irrisori, ma soprattutto perchè non sappiamo cosa mangiamo, e come vengono coltivati i prodotti che ci vengono propinati.
Le legislazioni dei vari paesi extra-comunitari, infatti, sono assai diverse dalle nostre, e la maggior parte delle volte i livelli dei residui di fitofarmaci sono ben più alti, e di conseguenza nocivi.
A volte, inoltre, in paesi extra-comunitari vengono utilizzati fitofarmaci addirittura cancerogeni, fitofarmaci da noi "banditi" da tempo.
Un consiglio?
Cercate di acquistare prodotti siciliani.
Li sappiamo coltivare molto bene, e sarete soddisfatti dai sapori ed anche dai colori che essi sprigionano!
Corrado Vigo
del blog Vigopensiero
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È impensabile, in una Terra di straordinarie tradizioni agricole improntate da secoli su salubrità, genuinità e qualità quale è la nostra Sicilia, che prodotti d'importazione come l'aglio cinese possano trovare posto sui banchi dell'ortofrutta.
Sebbene i soliti "bastian contrari" siano pronti a decantare le qualità organolettiche di tale prodotto asiatico, la verità è che la ricaduta sanitaria ed occupazionale in Sicilia di merci alimentari prodotte in Cina è quantomeno allarmante.
Infatti, ai ben noti allarmi su carni, uova e latticini provenienti dalla Repubblica Popolare Cinese, va affiancata la consapevolezza che prodotti come l'aglio subiscono trattamenti conservativi e anticrittogamici con prodotti e quantità nemmeno lontanamente ipotizzabili in Europa. E per una semplice questione di prezzo, ai nostri prodotti sani, sicuri e che non necessitano di alcun trattamento grazie alle caratteristiche loro intrinseche e della terra siciliana di cui sono frutto, vanno sostituendosi autentiche "bombe" biologiche e chimiche.
Questo, perché il regime colonialista italiano ha deciso da tempo immemore di trasformare la Sicilia da terra fervida e produttiva a serbatoio di consumo compulsivo della produzione allogena e di potenziali emigrati.
Questo, perché i siciliani sono sempre più poveri, grazie alla sistematica spoliazione italiana e alle dissennate politiche impositive dell'Unione Europea.
Questo, perché sempre meno siciliani, bersagliati da una campagna mediatica assimilazionista non solo nella cultura linguistica e storica, ma anche consumistica e di "lifestyle", accettano di lavorare la terra, in Sicilia.
È assolutamente necessario che si ponga un blocco totale alla importazione di prodotti d'importazione che già abbiano un corrispettivo preesistente "made in Sicily"; e in generale è doveroso evitare l'arrivo in Sicilia di qualsiasi merce, alimentare o non, che possa rappresentare un pericolo per i siciliani, e non solo per la loro salute.
Ma è nostro fondato timore che ciò potrà accadere solo quando, comunque presto, i siciliani avranno ripreso il pieno esercizio della propria sovranità nazionale proclamando l'indipendenza.
Il Movimento per l'Indipendenza della Sicilia, anche per protestare con forza contro la sistematica repressione dello stato cinese opposta a dissidenti politici, religiosi, dell'informazione, nonché verso le popolazioni oggetto di occupazione come quelle del Tibet, ha già da tempo intrapreso un solido e sistematico boicottaggio avverso alle merci ed agli esercizi commerciali cinesi.
Nessuna ostilità contro il glorioso popolo cinese e la sua cultura, ma non possiamo assolutamente accettare che un regime pseudosocialista possa rappresentare un pericolo tanto per il Tibet e la Sicilia, quanto per se stesso.
Roman Henry Clarke
Vice Segretario del Movimento per l'Indipendenza della Sicilia
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Da Trecastagni,Pippo Barbagallo:"NIURO,e neanche scolorito!"

Ricevo e pubblico..
Mi chiamo PIPPO BARBAGALLO,questa è la mia foto.
Sugnu di TRECASTAGNI, cittadina siciliana a 560 metri sul livello del mare,a 15 chilometri da Catania.
Conosco Orazio da quasi ventanni e abbiamo fatto,nonostante le nostre provenienze politiche diverse,io di destra e lui di sinistra,tantissime iniziative assieme,da fratelli,in nome della nostra Terra,la Sicilia!
A leggere certe cose divento 'NCAZZATU NIURU!
L'ho detto, NERO,e neanche scolorito!

L'hai recepito il messaggio,razzista di...(li metto i puntini,prima che lo faccia Vasta).
Ciao Arazzieddu!
Pippo

mercoledì 5 novembre 2008

Un'altra rapina ai danni del Sud

Ricevo da http://azionenapolitana.myblog.it/ e pubblico...
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Le mani del nord sul risparmio del SUD
Checché se ne dica sulla deficienza economica del SUD, ci sono milioni di persone che vivono, lavorano e risparmiano in questo meraviglioso territorio e il denaro che circola passa tra banche che di meridionale hanno solo il nome, mentre i depositi sono gestiti da amministrazioni nordiche e non certo per favorire lo sviluppo napolitano. Prendendo in esame il secondo incitamento,...
Per continuare, clicca sul link di seguito:


domenica 2 novembre 2008

CAMPANIA:IL FRIGO VECCHIO? PUOI BUTTARLO PER LE STRADE DELLA TOSCANA!

Via libera al decreto legge sui rifiuti Bertolaso: «Arresto per chi li abbandona»
ROMA (31 ottobre) - Chi abbandona rifiuti “ingombranti” (lavatrici, materassi, ecc) se colto in flagrante potrà essere arrestato: lo prevede il decreto approvato oggi dal Consiglio dei ministri che vale però solo per la Campania. Lo ha annunciato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Guido Bertolaso.

«Con questa norma - ha spiegato - chi abbandona rifiuti pesanti in strada rischia da 6 mesi a 3 anni di reclusione e, se colto in flagrante, può essere arrestato».
Commento :
“Da loro lo statuto albertino e da noi la legge pica”
Nicola Longobardi
Cds sezione C/mare di Stabia.

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Fonte: http://nazionedelleduesicilie.blogspot.com



sabato 1 novembre 2008

E' VOMITEVOLE!

Riprendo dal blog http://loradelvespro.blogspot.com/ ....
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Sulla tanto decantata dominazione araba in Sicilia Dal blog A Rarika, riporto un analisi storica "contro corrente" della dominazione araba in Sicilia. Analisi realizzata e pubblicata da Forza Nuova Palermo:
Qui riporterò solo un passaggio:
Esemplare fu l’uccisione del siracusano Niceta di Tarso, acerrimo nemico del Profeta di Allah e dei suoi seguaci. Catturato con molti altri nella chiesa del San Salvatore, fu scorticato dal petto in giù e gli venne strappato il cuore quindi si accanirono ulteriormente su di lui finendolo a morsi e a colpi di pietra...
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In seguito al mio post con il documento storico in questione,ho ricevuto-l'ha ricevuto anche il blog che l'ha ripreso-questo "commento":
"E' veramente vomitevole la pubblicazione di questa "analisi storica contro corrente".
Ma come fate,"L'ora del Vespro" e Orazio Vasta,a propagandare l'odio razziale-non è un caso che la pubblicazione in questione è di Forza Nuova-contro gli arabi per il solo fatto che sono islamici e non cattolici?
E'vomitevole!
Francesca Rapisarda"
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Francesca Rapisarda,come dici di chiamarti nell'anonimato dell'e-mail,su una cosa siamo perfettamente d'accordo:
E'vomitevole!
E'vomitevole accusarmi di "propagandare l'odio razziale"!
Ma,tu mi conosci?
Hai mai letto quello che scrivo?
Hai letto il documento storico che liberamente ho deciso di pubblicare sul mio blog.
Oppure,ti è bastato sapere che era stato realizzato da Forza Nuova per bollarmi con l'infame marchio di razzista anti-arabo?
E'vomitevole questo atteggiamento irrazionale,isterico,
perdente,colonizzato di chi pretende di sentenziare verdetti finali senza sapere di che cosa stiamo parlando!
Ma la conosci la storia della Sicilia,tu che,da come ti firmi,dovresti essere figlia di questa Terra?
Hai mai sentito parlare della dominazione araba in Sicilia? Sai che significa DOMINAZIONE?
Ho pubblicato il documento di Forza Nuova perchè è un contributo per capire quel periodo storico della mia Patria-la Sicilia,ovviamente!-con una storiografia,fin troppo "di parte",che ha trasformato la DOMINAZIONE araba in una sorta di EDEN per la Sicilia e i Siciliani.
E' vomitevole che,invece di discutere il documento,Francesca Rapisarda,liquidi me e "L'ora del Vespro" con la bolla dell'odio razzistico!
E' vomitevole!
Orazio Vasta