lunedì 4 agosto 2008
SGARBi,iL GARiBALDiNO...


****************
Sgarbi colpisce ancora. Questa volta nelle vesti di sindaco di Salemi, con un gruppo di garibaldini restaura, ricomponendola, la lapide commemorativa per Giuseppe Garibaldi a Palazzo Marchesi di Torralta, a Salemi. Nel gruppo anche Graziano Cecchini, artista "futurista" che diventò famoso dopo aver colorato di rosso l'acqua della Fontana di Trevi a Roma-
Sgarbi colpisce ancora. Questa volta nelle vesti di sindaco di Salemi, con un gruppo di garibaldini restaura, ricomponendola, la lapide commemorativa per Giuseppe Garibaldi a Palazzo Marchesi di Torralta, a Salemi. Nel gruppo anche Graziano Cecchini, artista "futurista" che diventò famoso dopo aver colorato di rosso l'acqua della Fontana di Trevi a Roma-
Fonte "la repubblica"
*********************
MEMORIA STORICA E TARGHE...

Petizione targa ai Real Cantieri NavaliScritto da angelo
Cari compatrioti e amici delle Due Sicilie,
la petizione in allegato, scaricabile in formato pdf e in formato word, è uno sforzo significativo affinchè venga realizzata una targa commemorativa, dedicata a Ferdinando IV di Borbone che nel 1783 fondò i Real Cantieri Navali, da apporre nei pressi dell’ingresso principale dello stabilimento navale Fincantieri di Castellammare di Stabia. Dopo aver compilato SOLO il secondo foglio della petizione, tutti gli elaborati scaricati, devono essere spediti a Esposito Aniello Via Castellammare 255, 80054 Gragnano (NA), in modo da essere consegnati alla segreteria comunale dove si autenticheranno le firme sul primo foglio di tutte le petizioni che arriveranno. Contiamo sul vostro sentito apporto.
Petizione formato WORD
Petizione formato PDF
domenica 3 agosto 2008
Integralmente ripreso dal sito filo-leghista e pubblico...CHE NE PENSATE?
31/07/2008
Qui o si fa Lampedusa provincia di Bergamo o si muore!
Tornano gli sbarchi di clandestini partiti mesi fa forti dell'appoggio morale e materiale di Prodi e Ferrero e torna a fare la voce grossa la senatrice della Lega Nord e vicesindaco di Lampedusa, Angela Maraventano: "Lampedusa ha una proposta, una proposta che avanza davvero con il cuore al governo: fare dei Cpt in mare, in modo da far arrivare un messaggio forte soprattutto a quei delinquenti che sono gli scafisti e i trafficanti di carne umana. C'e' una gravissima situazione che ormai da molto tempo coinvolge il popolo di Lampedusa e non solo: i numerosi sbarchi, i continui e numerosi morti devono avere una risposta dal Parlamento. Per fermare questo massacro dobbiamo darci da fare. Non dobbiamo avere paura o farci intimorire dalle critiche che ci vengono rivolte, soprattutto ultimamente, dal Consiglio d'Europa, che altro non e' che un semplice pensatoio ridotto ad una pletora di intellettuali pagati da Bruxelles per non fare assolutamente nulla e nulla fanno da quando e' finita la guerra fredda".
**************
postato da: celticwarrior4 alle ore 23:12 link commenti (1) commenti (1) (Popup)categorie: crimini del comunismo, autodifesa padana, razzismo extra-comunitario, mangiapane a tradimento, cavoletti di bruxelles, articoli di importazione, baluba e bingo bongo, razzismo umanitario
**********
http://celticwarrior4.splinder.com/
31/07/2008Qui o si fa Lampedusa provincia di Bergamo o si muore!
Tornano gli sbarchi di clandestini partiti mesi fa forti dell'appoggio morale e materiale di Prodi e Ferrero e torna a fare la voce grossa la senatrice della Lega Nord e vicesindaco di Lampedusa, Angela Maraventano: "Lampedusa ha una proposta, una proposta che avanza davvero con il cuore al governo: fare dei Cpt in mare, in modo da far arrivare un messaggio forte soprattutto a quei delinquenti che sono gli scafisti e i trafficanti di carne umana. C'e' una gravissima situazione che ormai da molto tempo coinvolge il popolo di Lampedusa e non solo: i numerosi sbarchi, i continui e numerosi morti devono avere una risposta dal Parlamento. Per fermare questo massacro dobbiamo darci da fare. Non dobbiamo avere paura o farci intimorire dalle critiche che ci vengono rivolte, soprattutto ultimamente, dal Consiglio d'Europa, che altro non e' che un semplice pensatoio ridotto ad una pletora di intellettuali pagati da Bruxelles per non fare assolutamente nulla e nulla fanno da quando e' finita la guerra fredda".**************
postato da: celticwarrior4 alle ore 23:12 link commenti (1) commenti (1) (Popup)categorie: crimini del comunismo, autodifesa padana, razzismo extra-comunitario, mangiapane a tradimento, cavoletti di bruxelles, articoli di importazione, baluba e bingo bongo, razzismo umanitario
**********
http://celticwarrior4.splinder.com/
GARIBALDI,ADDIO!

Garibaldi: finalmente una mossa in Sicilia!
Sono naturalmente d'accordo con l'intera iniziativa del sindaco di Capo D'Orlando. Il suo gesto è fortemente simbolico, ed ha avuto l'eco che proprio il sindaco voleva avesse.
Sono naturalmente d'accordo con l'intera iniziativa del sindaco di Capo D'Orlando. Il suo gesto è fortemente simbolico, ed ha avuto l'eco che proprio il sindaco voleva avesse.
L'abbattimento storico di un falso mito come quello di Garibaldi deve passare anche attraverso simili gesti rumorosi: adesso basta stare in silenzio e muoverci nell'ombra!
Forse è la volta buona che anche i Tg nazionali e regionali parleranno di indipendentismo in Sicilia, quello che è da troppo tempo lasciato in un angolo di cui nessuno ricorda...
Nessuno ha parlato dell'intervento del prof. Mirto, indipendentista, proprio a Capo d'Orlando, o se ne hanno parlato nessun Tg ha nominato l'indipendentismo...
Spero passi ancora poco tempo, prima che se ne ricominci a parlare.
********
CATANIA:ORRORE AL CARCERE DI PIAZZA LANZA!
"Scrivi poesie quindi sei gay", giovane mafioso stuprato in carcere a CataniaIl giovane è ancora nello stesso carcere
"Scrivere poesie e' da omossessuali". Sarebbe stata questa la motivazione con la quale 8 mafiosi reclusi del carcere di piazza Lanza a Catania avrebbero violentato un ventenne detenuto, pure lui affiliato a una cosca.
L'episodio e' avvenuto due anni fa ma e' reso noto soltanto adesso dal legale della vittima, l'avvocato Antonio Fiumefreddo, intervistato durante 'Klauscondicio', la trasmissione di Klaus Davi su You Tube.
"Il ragazzo - ricorda l'avvocato - scriveva poesie e aveva modi che potremmo definire effeminati. Non so se fosse omosessuale, ma cosi' venne ritenuto dagli altri detenuti e fu trattato in carcere come tale. Fu violentato - rievoca il penalista - da un gruppo di otto detenuti, tutti in carcere per gli stessi reati, e fu costretto al ricovero in infermeria con nove punti di sutura all'ano".
"Il giovane - rivela Fiumefreddo - e' ancora in carcere, ma per quell'episodio non ci fu alcuna conseguenza o punizione per i suoi aggressori". Secondo il legale queso e' dovuto a "un problema che attiene all'ipocrisia del sistema". "L'episodio conclude Fiumefreddo - non e' l'unico, credo che sia accaduto anche molte altre volte".
Un episodio gravissimo, evidenzia l'arcigay: "Chiediamo immediati ragguagli alle autorita' competenti; chiediamo di conoscere le attuali condizioni di vita della vittima all'interno dell'Istituto di Pena di Catania, Piazza Lanza; chiediamo, al di la' dei crimini commessi dal giovane, se e quali siano le misure messe in atto per la sua protezione.
===========
Fonte:Rainews24
3 agosto 2008
Etichette:
Catania-Sicilia-sud,
Informazione
ALITALIA:è vergognoso che dei veneti suggeriscano di investire in un'operazione di stampo identitario coloniale italiano
Ricevo,condivido e pubblico....No a economia comunista su Alitalia in regione Veneto
La Regione Veneto non turbi l'economia con approcci pubblici di stampo comunista e NON acquisti alcuna quota di Alitalia per almeno 3 ragioni:
- non rientra tra i compiti di un'istituzione pubblica fare attività economiche che turbano il mercato
- non è assolutamente strategico assorbirsi il peso di un'azienda fallimentare e destinata a morte sicura come il colabrodo Alitalia
- è vergognoso che dei veneti suggeriscano di investire in un'operazione di stampo identitario coloniale italiano.
L'atteggiamento della Lega Nord-Liga Veneta come promotore di questa iniziativa è in estrema sintesi vergognoso e tradisce gli interessi del Popolo Veneto per i propri interessi economici e di potere: vergogna!
Partito Nazionale Veneto
LA MAFIA ED I SUOI PICCIOTTI ERANO AL SERVIZIO -A PAGAMENTO- DI GARIBALDI.


Ricevo e pubblico....
FRUNTI NAZZIUNALI SICILIANU -SICILIA INDIPINNENTI
FRONTE NAZIONALE SICILIANO - SICILIA INDIPENDENTE
FRUNTI NAZZIUNALI SICILIANU -SICILIA INDIPINNENTI
FRONTE NAZIONALE SICILIANO - SICILIA INDIPENDENTE
COMUNICATO STAMPA F.N.S. - KOMUNIKATU STAMPA F.N.S.
CARO CONSOLO, LA MAFIA ED I SUOI PICCIOTTI ERANO AL SERVIZIO -A PAGAMENTO- DI GARIBALDI.
CARO CONSOLO, LA MAFIA ED I SUOI PICCIOTTI ERANO AL SERVIZIO -A PAGAMENTO- DI GARIBALDI.
In ordine al contenuto della recente intervista, rilasciata da Vincenzo CONSOLO al Corriere della Sera, ci sembra di riscontrare grosse inesattezze, non sempre involontarie, in ordine alla Storia della Sicilia, a quella del Separatismo Siciliano, a quella della mafia e non ultima a quella, - personale, politica e .... militare, - di Giuseppe Garibaldi. Al quale il Comune di Capo d'Orlando ha "revocato" la intitolazione di una piazza per dedicarla alla Battaglia navale del 4 luglio 1299.
E' opportuno, pertanto, ricordare all'illustre scrittore e a noi stessi che la "CONQUISTA" della Sicilia da parte dell'Armata "Anglo-piemontese-garibaldina" trova il maggiore e forse l'unico supporto "locale" proprio nella mafia, che in quel mese di maggio del 1860 iniziò quel "SALTO DI QUALITA'", del quale ancora oggi piangiamo le conseguenze. Ovviamente, il tutto avviene nell'ambito della regìa britannica. I "PICCIOTTI DI MAFIA", impresentabili e del tutto inaffidabili nei combattimenti veri e propri, sono gli unici a dare "legittimazione" alla "IMPRESA DEI MILLE". E per questa loro UTILITA' saranno compensati con prebende, privilegi, assegnazione di terre dei DEMANI COMUNALI di USO CIVICO, sottratte alla disponibilità dei VERI CONTADINI, di pensioni (trasmissibili per più generazioni agli EREDI..... VERGOGNA!) e cose simili. La brutta impressione (per non dire altro) che fanno i PICCIOTTI DI MAFIA la testimoniano, fra gli altri scrittori "garibaldini", BEPPE BANDI, IPPOLITO NIEVO e persino GIUSEPPE CESARE ABBA, che pure avrebbe passato la propria vita ad impinguare l'AGIOGRAFIA RISORGIMENTALE esaltando al massimo - e senza pudore - l'impresa dei Mille ed il suo Duce.
E' opportuno, pertanto, ricordare all'illustre scrittore e a noi stessi che la "CONQUISTA" della Sicilia da parte dell'Armata "Anglo-piemontese-garibaldina" trova il maggiore e forse l'unico supporto "locale" proprio nella mafia, che in quel mese di maggio del 1860 iniziò quel "SALTO DI QUALITA'", del quale ancora oggi piangiamo le conseguenze. Ovviamente, il tutto avviene nell'ambito della regìa britannica. I "PICCIOTTI DI MAFIA", impresentabili e del tutto inaffidabili nei combattimenti veri e propri, sono gli unici a dare "legittimazione" alla "IMPRESA DEI MILLE". E per questa loro UTILITA' saranno compensati con prebende, privilegi, assegnazione di terre dei DEMANI COMUNALI di USO CIVICO, sottratte alla disponibilità dei VERI CONTADINI, di pensioni (trasmissibili per più generazioni agli EREDI..... VERGOGNA!) e cose simili. La brutta impressione (per non dire altro) che fanno i PICCIOTTI DI MAFIA la testimoniano, fra gli altri scrittori "garibaldini", BEPPE BANDI, IPPOLITO NIEVO e persino GIUSEPPE CESARE ABBA, che pure avrebbe passato la propria vita ad impinguare l'AGIOGRAFIA RISORGIMENTALE esaltando al massimo - e senza pudore - l'impresa dei Mille ed il suo Duce.
Chi aiutò, dunque, Garibaldi?
Non certo il Popolo Siciliano, non certo i volontari forti e puri che, almeno in Sicilia, non esistevano in quanto la Sicilia si era sempre battuta per la propria indipendenza e non certamente per diventare una COLONIA INTERNA dello Stato Sabaudo.
Garibaldi - ed è tutto documentabile - fu aiutato, ancora prima dello SBARCO da operetta a Marsala, dal Governo di Londra ed in subordine dal Governo Piemontese. Gli Inglesi misero a sua disposizione migliaia e migliaia di MERCENARI provenienti anche da Paesi extra-europei. Interessante è la sorte dei Mercenari, feroci, della LEGIONE UNGHERESE, ai quali, dopo l'unità d'Italia, fu rinnovato il contratto d'ingaggio per contrastare le eroiche ribellioni anti-piemontesi del Mezzogiorno.
Rinviamo ad altra occasione l'approfondimento delle condizioni politiche ed economiche internazionali che determinarono, nel tempo, la scelta britannica di "fare" l'ITALIA UNITA e di finanziare ed eseguire, - con l'aiuto di complici e di MOSCHE COCCHIERE, - tutte le varie operazioni necessarie e comunque connesse.
Per quanto riguarda il fatto che, con tono apodittico, il Prof. Consolo avanzi le tesi della equiparazione del Separatismo alla Mafia e della obbligatorietà della DEMONIZZAZIONE del SEPARATISMO SICILIANO, ci sembra che il tutto confermi l'accusa che Antonio GRAMSCI ebbe a rivolgere agli "STORIOGRAFI" Siciliani. E cioè quella di essere affetti da UNITARISMO OSSESSIVO.
Non aggiungiamo altro, per ragioni di spazio.
Garibaldi - ed è tutto documentabile - fu aiutato, ancora prima dello SBARCO da operetta a Marsala, dal Governo di Londra ed in subordine dal Governo Piemontese. Gli Inglesi misero a sua disposizione migliaia e migliaia di MERCENARI provenienti anche da Paesi extra-europei. Interessante è la sorte dei Mercenari, feroci, della LEGIONE UNGHERESE, ai quali, dopo l'unità d'Italia, fu rinnovato il contratto d'ingaggio per contrastare le eroiche ribellioni anti-piemontesi del Mezzogiorno.
Rinviamo ad altra occasione l'approfondimento delle condizioni politiche ed economiche internazionali che determinarono, nel tempo, la scelta britannica di "fare" l'ITALIA UNITA e di finanziare ed eseguire, - con l'aiuto di complici e di MOSCHE COCCHIERE, - tutte le varie operazioni necessarie e comunque connesse.
Per quanto riguarda il fatto che, con tono apodittico, il Prof. Consolo avanzi le tesi della equiparazione del Separatismo alla Mafia e della obbligatorietà della DEMONIZZAZIONE del SEPARATISMO SICILIANO, ci sembra che il tutto confermi l'accusa che Antonio GRAMSCI ebbe a rivolgere agli "STORIOGRAFI" Siciliani. E cioè quella di essere affetti da UNITARISMO OSSESSIVO.
Non aggiungiamo altro, per ragioni di spazio.
Puntualizziamo, però, che non è vero che, negli anni "Quaranta" del secolo scorso, il Movimento Indipendentista, quello vero, guidato da Andrea Finocchiaro Aprile e da Antonio Varvaro, fosse legato o comunque fosse espressione della Mafia. Certamente allora i partiti politici non avevano avvertito come prioritaria la lotta contro la mafia (le eccezioni in tal senso sono lodevoli, ma sono pochissime). Ma fu la mafia stessa a fare il "DISTINGUO" e si schierò, (dopo aver compiuto un giro d'orizzonte ed in perfetta coerenza con la propria tradizione), a favore di ben determinati PARTITI ITALIANI UNITARI. Come ebbe a scrivere Marcello CIMINO, il compianto intellettuale che per lungo tempo era stato anche Direttore de L'ORA, la Mafia, anzi, contribuì, nelle province dove era più forte, a smantellare l'organizzazione e le sedi del Movimento Indipendentista (quello vero). E non è un caso che la strage di Portella della Ginestra (1° maggio 1947), sulla quale il Fronte Nazionale Siciliano continua a chiedere verità e giustizia, sia stata effettuata completamente al di fuori del movimento separatista (che, peraltro, in quel periodo era in piena crisi). Mentre sono chiamati in causa e vi rientrano fino al collo i rapporti fra i partiti italiani unitari. E non mancano i sospetti di probabili interferenze di potenze straniere, anche queste nettamente d'accordo fra di loro in un solo punto. Quello di essere CONTRARIE all'ipotesi di INDIPENDENZA della Sicilia.
Con Capo d'Orlando tutte queste polemiche, collegabili ad eventi del Dopoguerra e distanti più di ottanta anni dalle vicende garibaldine cui ci riferiamo, non c'entrano affatto. E, se approfondite, ci darebbero spunti ulteriori per parlare a lungo del ruolo della mafia dal 1860 ai nostri giorni. Ci sembra che bisognerebbe, piuttosto, recuperare quelle VERITA' sul Risorgimento italiano che, invece, sono tanto utili alla crescita democratrica e civile del Popolo Siciliano.
E poi, (qualcuno lo ha ricordato meglio di me in questi giorni), è lo stesso Garibaldi, nelle sue Memorie, ad ammettere di essere stato mercenario e via dicendo. Ed è lo stesso Garibaldi che, scrivendo alla Signora Cairoli, dice di non volere tornare in Sicilia per paura di essere preso a sassate. Se lo dice Garibaldi, perchè non lo può dire il Popolo Siciliano che delle opere e dei comportamenti di un tale personaggio piange ancora le tragiche conseguenze?
Sulla opportunità di dedicare la piazza alle eroiche vittime siciliane dell'eroica battaglia navale del 4 luglio 1299, basta informarsi su quanto in proposito ha scritto il Professor Corrado MIRTO, il quale, oltre che essere il maggiore storico vivente della Guerra del Vespro, è anche - sia consentito a noi di dirlo (dato che gli altri fanno finta di non saperlo) - il Presidente del Fronte Nazionale Siciliano "Sicilia Indipendente" (Frunti Nazziunali Sicilianu "Sicilia Indipinnenti").
Con Capo d'Orlando tutte queste polemiche, collegabili ad eventi del Dopoguerra e distanti più di ottanta anni dalle vicende garibaldine cui ci riferiamo, non c'entrano affatto. E, se approfondite, ci darebbero spunti ulteriori per parlare a lungo del ruolo della mafia dal 1860 ai nostri giorni. Ci sembra che bisognerebbe, piuttosto, recuperare quelle VERITA' sul Risorgimento italiano che, invece, sono tanto utili alla crescita democratrica e civile del Popolo Siciliano.
E poi, (qualcuno lo ha ricordato meglio di me in questi giorni), è lo stesso Garibaldi, nelle sue Memorie, ad ammettere di essere stato mercenario e via dicendo. Ed è lo stesso Garibaldi che, scrivendo alla Signora Cairoli, dice di non volere tornare in Sicilia per paura di essere preso a sassate. Se lo dice Garibaldi, perchè non lo può dire il Popolo Siciliano che delle opere e dei comportamenti di un tale personaggio piange ancora le tragiche conseguenze?
Sulla opportunità di dedicare la piazza alle eroiche vittime siciliane dell'eroica battaglia navale del 4 luglio 1299, basta informarsi su quanto in proposito ha scritto il Professor Corrado MIRTO, il quale, oltre che essere il maggiore storico vivente della Guerra del Vespro, è anche - sia consentito a noi di dirlo (dato che gli altri fanno finta di non saperlo) - il Presidente del Fronte Nazionale Siciliano "Sicilia Indipendente" (Frunti Nazziunali Sicilianu "Sicilia Indipinnenti").
E gli siamo immensamente grati per entrambe le cose!
Palermo, 3 agosto 2008
GIUSEPPE SCIANO'
Segretario FNS
Palermo, 3 agosto 2008
GIUSEPPE SCIANO'
Segretario FNS
PERCHE' CREDIAMO CHE DIO ESISTE...
Dio Esiste?Perchè crediamo che Dio esiste.
Ci sono taluni che affermano che il regno di Dio, se esiste, è nell'altro mondo.
Non si può dire " il regno di Dio è nell'aldilà", è nell'altro mondo, se no non si chiamerebbe regno di Dio, cioè dello spirito". Tutto ciò che avviene "di qua", sulla terra, è frutto di come affrontiamo i problemi, dello spirito con cui affrontiamo i problemi: spirito buono o spirito cattivo. Lo spirito non si vede e quindi è difficile credere che esista? Proviamo a sostituire la parola "spirito" con "sentimento", perchè di questo si tratta. Qualcuno direbbe mai che non esiste, non può esistere l'amore tra un'uomo e una donna? Questo amore non si vede, se ne vedono gli effetti: gli effetti sono le carezze e ciò che ne consegue, ma la causa degli effetti è l'amore che provano l'uno per l'altro. Dio è sentimento d'amore infinito: infinito come tempo, in quanto esistente da sempre e creatore di tutte le cose; infinito come consistenza: totalmente amore. Amore infinitamente puro e infinitamente potente. Gesù asserisce: "Il regno di Dio è tra di voi", "è giunto a voi il regno di Dio". Il regno di Dio è nel cuore dell'uomo, è l'amore, il DNA di Dio in noi: di cui Gesù è apportatore di Parola e Di Vita. Gesù ci dice come vivere nel regno di Dio. E' giunto a noi il regno di DIo perchè Egli è Dio, presente in mezzo a noi, vivo tutt'ora (come attestato anche, nei miracoli eucaristici, le gocce di sangue cadute dalle Ostie consacrate) e seguendo Lui, le Sue parole e i Suoi insegnamenti, seguendo Lui che ha vinto la morte, anche noi vivremo, in Dio Padre ( nel nome di Gesù, perchè Gesù è la parola del Padre che si incarnata) per l'eternità.
Ci sono taluni che asseriscono che Dio non esiste perché non si vede.
Qualcuno direbbe che io e la persona con cui sto parlando o che sta leggendo non respiriamo solo perché il nostro respiro non si vede , o che io e lui non viviamo solo perché il respiro con cui io e lui teniamo in vita il nostro corpo non si vede? Qualcuno direbbe che non esiste l'alito, e che questi può essere buono o cattivo, solo perché non si vede? Se quando c'è il freddo si fa fuoriuscire l'alito esso si vede, ma diversamente, se non c'è un riscontro su qualcuno, non si sa se quell'alito è buono, nel senso di gradevole all'impatto su un altro, o cattivo, intendendo per tale sgradevole all'impatto su seconde persone. Dio non esiste perché non si vede? Anche l'amore, il sentimento d'amore che un uomo prova per una donna non si vede, eppure qualcuno direbbe mai che l'innamoramento è tutta una invenzione, una bugia? Si può non conoscere questo sentimento, non averlo mai provato, ma probabilmente si è provato un sentimento di dolcezza per un bambino piccolo, oppure per una piccola creatura animale. Come si può dire che non esiste questo sentimento? Chiunque l'ha provato. Dio quindi, l'amore quindi, l'amore infinito, esiste. Come nel Diritto penale, fino a prova contraria (nella presunzione di innocenza): di colpevolezza in Diritto, di diniego nell'argomento presente. Gesù dice: ".lo spirito di verità che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce.. rimarrà con voi sempre (Giovanni 14, 16-17). C'è, ma se non vuoi provare a crederci che ci sia, non lo vedrai mai.
Tratto dal libro "Fede e fedeltà" di Sorella Angela Musolesi. Il testo è di prossima pubblicazione.
www.dioesiste.org - Sito di solidarietà sociale e di evangelizzazione
email - info@dioesiste.org
Edizioni Carismatici Francescani
Etichette:
Fede,
Informazione-internazionale,
LIBRI
LA MALA SIGNORIA DEI MODERNI ANGIOINI

da "IL CONTRIBUTO DI SALEMI ALL'INUTILE STRAGE", di Salvatore Riggio Scaduto (magistrato)
Data parvenza di legalità alla conquista bellica con la farsa del plebiscito, nel 1861 venne estesa alla Sicilia l'onerosa ed odiata legge piemontese con cui si imponeva la coscrizione obbligatoria del servizio militare di leva della durata di ben sette anni, che sino allora era completamente sconosciuta dai Siciliani. Chi aveva soldi, però, barattava l'esonero come fece lo scrittore Giovanni Verga; chi era povero o non voleva pagare doveva subire la spropositata ferma, di leva. Assai lungo sarebbe, poi, ricordare tutte le atrocità ed i massacri compiuti dal novello Stato Unitario Italiano nei confronti dei veri o dei presunti renitenti alla leva. Ricordo per tutti il sordomuto dalla nascita Antonio Cappello da Palermo, che venne torturato a morte con ferri roventi, perché ritenuto erroneamente simulatore dal medico divisionale Antonio Rastelli di Milano. Il Rastelli, invece di essere processato e punito per il suo barbaro comportamento e per la sua crassa ignoranza, venne insignito dell'onorificenza della croce dei SS. Maurizio e Lazzaro. Sandro Attanasio nel suo libro «Gli Occhiali di Cavour» a pag. 83, così scrive: «Nella provincia di Trapani le operazioni, dirette dal colonnello Eberhardt, ebbero caratteristiche di particolare ferocia. Trapani, Salemi, Monte San Giuliano e Castelvetrano, posti sotto stato d'assedio, ebbero a subire l'interruzione delle condutture d'acqua. Anche in questi Paesi i parenti dei ricercati furono presi in ostaggio e incarcerati». Anche la nostra Salemi venne sottoposta ad operazioni di rastrellamento dei veri o presunti renitenti sotto il comando del maggiore Raìola. Per tre giorni la popolazione e gli animali vennero privati dell'acqua. Il 28 Agosto 1863 il deputato salernitano Simone Corleo inviò per tale privazione un telegramma di protesta e di denunzia al Prefetto di Trapani dal quale si apprende che anche una madre moribonda di un presunto renitente alla leva venne incarcerata. Il Corleo, chiese, perciò, che venisse subito levato il comando «a tale persona dal feroce aspetto», autore di «violenze contro leggi e contro natura» perché altrimenti sarebbe stato costretto ad andare a chiudersi a Salemi per resistere alla testa della popolazione. Agli amministratori di Marsala che ogni anno celebrano con incosciente giubilo lo sbarco garibaldino dei Mille ricordo che ben duemila soldati piemontesi cinsero letteralmente d'assedio quella città, minacciarono di rappresa glia il Sindaco se non avesse consegnato loro i renitenti entro dieci ore, arrestarono e rinchiusero in una buia cava di tufo circa tremila persone ammassandole «come sacchi di paglia» così come disse poi in Parlamento il deputato Vito D'Ondes Reggio. A Petralia il tenente Dupuys impunemente fece bruciare vivi un contadino, Alberto Gennaro Bone e due suoi figli minori. Il tre Gennaio 1862 a Castellammare del Golfo il generale piemontese Pietro Quintino, fece fucilare ben sette persone tra cui una bambina di nove anni di nome Angela Romano ed il sacerdote Benedetto Palermo. Il 13 Gennaio 1863 Francesco Crispi rivolgendosi a Garibaldi così diceva: «Ho visitato là carceri e le ho trovate zeppe di individui che ignorano il motivo per il quale sono prigionieri. E che dirvi del loro trattamento..., la popolazione in massa DETESTA IL GOVERNO D'TTALIA». Il giornale «II Movimento» di Genova del 21-9-1863 così scrisse: «Arresti persecuzioni e torture come ai tempi di Attila». L'on. Vito D'Ondes Reggio chiese un'inchiesta parlamentare sulle atrocità commesse dalle forze d'occupazione piemontesi in Sicilia, coordinate dal crudele generale Covone. La richiesta venne a gran maggioranza respinta ed il Covone, anzicchè essere sottoposto ad inchiesta e punito, ottenne una promozione. Lo stesso Garibaldi sdegnato per questi comportamenti ed altri deputati della sinistra rassegnarono le dimissioni con questa motivazione: «Per non rendersi compiici indiretti di colpe non sue dinanzi al vituperio della Sicilia». Nessun Re della tanto vituperata dinastia Borbonica si rese responsabile di tante e così gravissime nefandezze. Ecco perché il nostro grande conterraneo Ruggero Settimo, artefice della rivoluzione antiborbonica del 1848, consapevole di tutte queste nefandezze del governo savoiardo dominante in Sicilia, in seguito all'invasione garibaldina anzidetta, volle rimanere esule a Malta sino alla morte, nonostante i reiterati inviti a ritornare in patria. Stanchi di queste angherie del governo unitario savoiardo nel mese di Settembre del 1866 Palermo insorse al grido di «Viva la Repubblica e S. Rosalia» e per sette giorni e mezzo le strade di Palermo si trasformarono in un campo di battaglia. Per riconquistare Palermo e le altre Città insorte venne impiegata la Marina Militare, che bombardò duramente la Città capoluogo. Poi vennero impiegati 40.000 soldati per ristabilire l'ordine dettato e voluto dai conquistatori sotto il comando del generale Raffaele Cadorna, padre del generale sconfitto a Caporetto e nonno del partigiano comunista, che non risparmiò massacri, violenze ed atrocità nella durissima repressione che ne seguì. Questa rivoluzione conosciuta dagli studiosi come «la rivolta del sette e mezzo» perche repressa con inaudita ferocia dopo sette giorni e mezzo, è stata sempre totalmente ignorata negli insegnamenti scolastici e qualificata dagli studiosi ascarizzati, anche nostrani, come una rivolta di briganti, mentre in tutti i libri scolastici di storia non si trascura il modesto episodio di Pietro Micca. Questo comportamento si chiama mistificazione ed occultamento volontario di verità storiche inoppugnabili. Nello stesso anno (1866) della rivolta sici liana del «sette e mezzo», il governo liberal-massonico del tempo, animato da sentimenti palesemente anticlericali, approvò le leggi eversive che portarono alla soppressione delle corporazioni religiose ed all'incameramento dei beni ecclesiastici, mascherando questa maldestra operazione come un atto di giustizia sociale verso i manuali coltivatori della terra. Non potendosi portare via dalla Sicilia i beni immobili espropriati gli invasori italo-piemontesi, vendettero agli stessi siciliani, i beni espropriati alle corporazioni religiose e portarono via dalla Sicilia il cospicuo capitale liquido ricavato, depauperando così i Siciliani del denaro liquido ricavato, che ovviamente venne impiegato al Nord. Il disposto spappolamento dei conventi e l'incameramento dei beni ecclesiastici provocò inoltre un danno incalcolabile al nostro patrimonio artistico, storico, librario e culturale in genere, che in buona parte andò distrutto, disperso e in mille modi perduto. L'inesauribile e smodata sete di denaro dei governanti savoiardi italici che ci liberarono dagli innocui Borboni fu tale che inventarono un vero e proprio sistema doganale in tutti i punti di accesso alle Città, compresi quelli della campagna, al fine di spillare soldi ai cittadini: con questo sistema i cittadini erano costretti a pagare il dazio per qualsiasi prodotto, anche minimo, che dalla campagna veniva introdotto nel centro abitato. L'aborrita tassa borbonica sul macinato si rivelò, perciò, una semplice bazzecola rispetto all'odioso dazio anzidetto: eppure il lavaggio del cervello savoiardo-italico continua ancora a spiegare i suoi effetti anche sulle generazioni del nostro tempo.
**************
3 AGOSTO 1861,l'ennesimo eccidio dei Savoia...
L’ECCIDIO di Pontelandolfo e Casaldunidi Antonio Ciano da: “I Savoia e il massacro del sud” -
Grandmelò, ROMA, 1996
[...] A Pontelandolfo fremevano i preparativi per la fiera di San Donato.
Gli artigiani della zona, come ogni anno, si erano recati in massa nella cittadina sannita per vendere roncole, forche, borse, zappe, corbelle, cesti, panieri, funi.
I contadini dei paesi vicini, chi a piedi, chi con carretto, si stavano dirigendo verso Pontelandolfo per esporre i loro prodotti e fare qualche buon affare.
La fiera di San Donato era un’istituzione, permetteva scambi e conoscenze, permetteva di cantare e ballare, permetteva ai contadini di socializzare, ma quella del 1861 era ancora più importante.
I contadini aspettavano il ritorno di Francesco Il ed il ripristino del vecchio agognato regime.
Qualcosa stava per accadere, lo si sentiva nell’aria.
Chiamato dal sindaco Melchiorre, arrivò in città il colonnello della Guardia Nazionale De Marco a capo di una colonna di 200 mercenari.
Strada facendo i contadini lo invitavano ad andarsene, in quanto il generale Bosco stava marciando vittorioso su Benevento e Francesco II era prossimo a restaurare la sua corona.
Nei pressi della chiesa di San Donato gli andò incontro Don Epifanio De Gregorio. De Marco: - Pace e bene e prosperità ai Savoia.
De Gregorio: - Pace e bene al Regno delle Due Sicilie e ai suoi augusti sovrani.
De Marco, allarmato dalle voci che davano per imminente il ritorno dei Borbone, non infierì sul prelato e si diresse verso piazza del Tiglio, ove fece abbeverare i cavalli della sua truppa aspettando che arrivasse il sindaco a dargli il benvenuto.
De Marco era odiato dai contadini; dove passava con i suoi mercenari non cresceva più erba, razziava persino il fieno per i cavalli.
Appresso alla colonna infame del De Marco c’era sempre un carretto che serviva come cassaforte mobile della refurtiva.
Ad un certo punto, una cinquantina di guardie chiusero l’entrata della piazza mentre gli altri cominciarono, strada per strada, vicolo per vicolo, a razziare le case dei pontelandolfesi. Ma era rimasto ben poco da rubare, la gente era affamata.
A cotanta sfida e arroganza non poteva esimersi il sindaco Melchiorre dal far pubblica rimostranza e si avvicinò al colonnello dicendogli: ….., ma che stai combinando? Fa rientrare i tuoi uomini!
I partigiani sono nei dintorni e se la gente si ribella siamo fritti.
De Marco: - Senti, qui dobbiamo prendere tutto; la situazione sta precipitando.
Il Sud sta esplodendo, la reazione dappertutto è viva e pericolosa.
I borbonici stanno riorganizzandosi e non vi è provincia in cui non si hanno notizie di rivolta.
Dimmi dove possiamo stazionare questa notte, domani chiederò la tassa di guerra ai proprietari reazionari e chiederò altri uomini; se non me la danno andremo via.
Melchiorre: - Va bene, darò disposizione di farvi alloggiare nella chiesa di San Rocco, che è ricca di ori e argenti. Tu sai cosa fare.
Dobbiamo organizzarci e prepararci a qualsiasi evenienza.
Vado ad avvertire il delegato e l’architetto.
Intanto gli uomini di De Marco, dopo aver razziato collane, anelli, ori, bracciali e orologi, presero alloggio nella chiesa di San Rocco, che in un batter d’occhio venne saccheggiata. [...]
************
fonte:partitodelsud.blogspot.com
BUGIE E FALSI MITI...
Ricevo e pubblico...."SI' ALLA RIMOZIONE DEI MITI FALSI E BUGIARDI.
SOLIDARIETA' AL PRESIDENTE DELLA REGIONE SICILIANA E AL SINDACO DI CAPO D'ORLANDO.
Gli Indipendentisti di lu Frunti Nazziunali Sicilianu esprimono solidarietà al Sindaco di Capo d'Orlando, Enzo SINDONI, e al Presidente della Regione Siciliana, Raffaele LOMBARDO, fatti segno, recentemente, ad insolenze e ad attacchi scomposti da parte di coloro che vorrebbero, forse, che non si facesse niente per recuperare la memoria storica del Popolo Siciliano. E per rimuovere quei miti falsi e bugiardi che offendono l'intelligenza e la dignità dei Siciliani stessi.L'FNS rispetta - com'è noto - le opinioni di quanti la pensano diversamente e di quanti, in buona fede, valutano positivamente le vicende risorgimentali e ne ammirano i "protagonisti". Riteniamo, però, che non si possa non ammettere che, - nel caso specifico di Garibaldi, - questi fosse stato soprattutto la "MOSCA COCCHIERA" del progetto britannico di CONQUISTA della Sicilia e della parte continentale del Regno delle Due Sicilie, per fare delle due realtà, - a quell'epoca produttive ed altamente industrializzate, - due miserabili colonie di sfruttamento INTERNE al Regno Sabaudo e SUBORDINATE - anche culturalmente - alle Regioni Settentrionali ed ai loro interessi. Mercato di assorbimento di quanto al Nord si producesse.Sul passato di CORSARO, di MERCENARIO, di sospetto SCAFISTA ante-litteram, dell'eroe Nizzardo, basterebbe leggere tra le righe di ciò che egli stesso ebbe a scrivere nelle sue MEMORIE (1872). Per quanto riguarda il suo operato in Sicilia, basterebbe leggere i tanti decreti con i quali il Generale-Dittatore prometteva "ducati", pensioni (trasmissibili agli eredi), prebende e privilegi a chi accorresse sotto le sue insegne. I veri volontari Siciliani, infatti, erano pochissimi e si potevano contare sulle dita di una mano. Oppure si potrebbero contare le migliaia e migliaia di soldati mercenari, stranieri ed italiani (ed anche "extra-comunitari") che gli Inglesi avevano messo a disposizione dell'Eroe. Compresa la Legione Ungherese (il cui "contratto" sarà rinnovato anche dopo l'unità d'Italia).Un discorso a parte meriterebbero le migliaia di PICCIOTTI DI MAFIA che furono gli unici (Siciliani, purtroppo) a sostenere con i loro crimini e a "legittimare" l'occupazione ANGLO-PIEMONTESE-GARIBALDINA del 1860. Potremmo continuare, ma ci riserviamo di farlo in altra sede.Dalla vicenda del cambiamento di nome alla Piazza già dedicata a Garibaldi e dalle polemiche ed anche dai tanti entusiastici consensi che ne sono seguiti, nasce, intanto, l'esigenza di aprire un più ampio dibattito sul diritto dei Siciliani a conoscere quelle verità storiche (belle o brutte che siano) che sono state sostituite dai miti, appunto, falsi e bugiardi".
GIUSEPPE SCIANO'
Segretario FNS
sabato 2 agosto 2008
Addiopizzo non va in vacanza!
Da:comitato@addiopizzocatania.org
A:
oraziovasta@libero.it
Oggetto:
riunione Addiopizzo Catania
Ricevuto il:
02/08/08 21:46
Lunedì 04/08/2008
alle ore 21:00
in viale Vittorio Veneto 14,
Catania,
presso i locali della "Confesercenti" (secondo piano)
si svolgerà la riunione dell'associazione Addiopizzo Catania.
Vi aspettiamo.
Addiopizzo non va in vacanza!
Addiopizzo non va in vacanza!
***********
Iscriviti a:
Post (Atom)


