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venerdì 31 ottobre 2008

VILLAFRANCA PADOVANA,4 novembre e dintorni...

Ricevo da Roberta Zilio(di Villafranca Padovana ): Ho letto stamani la lettera che avete pubblicato sul blog sul perchè nella mia città non sarà esposta in occasione del 4 novenmbre la bandiera tricolore.
Non entro nel merito delle considerazioni del segretario del Pnv sul 4 novembre,ma non posso far passare la sua lettera per puro vangelo.
Le cose a Villafranca Padovana non stanno come è stato scritto.
Ma,quale patriottismo di San Marco!
C'è ben altro!
Leggete l' articolo pubblicato mercoled' 29 ottobre sul sito www.ilgiornale.it !
Grazie per l'attenzione.
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"A scuola vietato il 4 Novembre Motivo: "Umilia le minoranze"
di Paolo Beltramin
"Cari maestri, non raccontate ai bambini cosa fu la Prima guerra mondiale: le minoranze potrebbero sentirsi discriminate. L’ultimo reduce della Grande guerra, Delfino Borroni, se ne è andato la scorsa domenica a 110 anni, dopo una vita passata ad aggiustare biciclette. Adesso non è rimasto più nessuno, di quei tre milioni e 760mila soldati in trincea. Per ottenere un’onorificenza i superstiti dovettero attendere il 1968, esattamente 50 anni dopo l’armistizio firmato a Villa Giusti. Otto chilometri più a est, a Villafranca Padovana, gli insegnanti adesso hanno deciso di non mandare gli alunni alla commemorazione del 4 novembre, festa della vittoria e soprattutto ricordo delle vittime.
Il motivo?
«La scuola deve tutelare le minoranze».
L’istituto comprensivo di Villafranca Padovana, 800 studenti tra elementari e medie, non ha spiegato al Comune quali sono le minoranze che si sentirebbero offese, di fronte al rito civile dell’alzabandiera e alla deposizione di una corona di fiori davanti al monumento ai caduti.
Forse i bimbi con le lentiggini?
Forse i più grassottelli, o i più magri?
Oppure, visto che va tanto di moda, gli immigrati?
«L’ultima ipotesi è la più assurda di tutte – spiega il sindaco, Beatrice Piovan –. Qui a Villafranca, diecimila abitanti, gli extracomunitari sono meno del 4 per cento, e sono perfettamente integrati. Molti di loro il giorno della cerimonia saranno in piazza, come ogni anno».
Ma la ragione più profonda è un’altra, banale, verrebbe da dire «scontata». Però scontata, evidentemente, oggi non lo è più.
«La memoria collettiva è il fondamento di ogni Paese – continua il sindaco –. Chi vive nel nostro territorio, per un anno o per tutta la vita, bianco o nero, ateo cristiano o musulmano, deve conoscere la nostra storia, anche tragica, e rispettarla».
La direttrice, Maria Grazia Bollettin, non parla coi giornalisti.
Peccato, sarebbe interessante chiederle cosa c’è di razzista nell’inchinarsi alla memoria delle migliaia di morti senza nome seppelliti nel fango sull’altopiano di Asiago, o dei più fortunati arrivati fino al sacrario di Redipuglia.
Oppure sapere chi offenderà, il 4 novembre, il capo dello Stato, quando visiterà Vittorio Veneto, il paese dove è terminata la carneficina.
Il dirigente scolastico provinciale, cioè il responsabile amministrativo di tutte le scuole pubbliche della Provincia di Padova, intervistato dal Gazzettino se l’è cavata così: «Questa decisione è profondamente sbagliata, ma noi non possiamo far nulla. Ogni scuola ha il potere di decidere a quali cerimonie partecipare e a quali no».
Lo scorso 9 maggio 25 chilometri a sud, nel piccolo comune di Teolo, alla tradizionale «festa dello sport» la preside aveva portato via dalla piazza tutti i bambini perché il parroco aveva iniziato a recitare il Padre Nostro.
«Se volete fatelo voi, ma non mettetemi in difficoltà»,
aveva urlato al sindaco prima di andarsene, davanti a tutti i bimbi in fila. Nel Veneto bianco, arcaico e conservatore, è arrivata una strana versione di multiculturalismo.
Vietato pregare, vietato guardare i soldati che alzano la bandiera tricolore: i bambini potrebbero restare traumatizzati".

lunedì 27 ottobre 2008

VENETO.Stipendi ritardati di un mese alle maestre di ruolo: Italia vicino alla bancarotta, indipendenza subito!

La notizia ha del clamoroso e il silenzio generale dei media è ancora più inquietante della notizia stessa.I fatti. In diverse scuole dell’alto padovano, del vicentino e del trevisano, ne abbiamo contate almeno una decina, gli stipendi delle maestre di ruolo è stato pagato dallo stato italiano con quasi un mese di ritardo. Succede infatti che gli stipendi di settembre siano stati pagati il 22 di ottobre, senza addurre alcuna spiegazione, invece del canonico 27 di settembre.
Cosa significa questo?
Semplice, che l’Italia sta procedendo a passi spediti verso il default, la bancarotta finanziaria, con il silenzio complice di giornali e televisioni. E pur non avendo più soldi per le maestre venete, regalano centinaia di milioni di euro a Roma e Catania: vergogna eterna a tutti i parlamentari veneti che hanno votato un simile provvedimento di furto deliberato delle nostre risorse prodotte con il nostro duro lavoro.Segnaliamo un altro fenomeno “particolare”: controllate i vostri conti correnti, poiché abbiamo avuto notizia di ripetuti episodi di doppia contabilizzazione dei prelievi al bancomat da parte di alcune banche, salvo poi effettuare gli storni dopo qualche giorno, mettendo ovviamente in conto agli ignari correntisti la differenza in valuta.Teniamo gli occhi bene aperti e prepariamoci alla fine delle illusioni, il mostro sta morendo e negli ultimi istanti di vita cercherà di portarci nell’abisso con lui.
L’indipendenza del Veneto è ora la strada obbligata per non farci risucchiare dalla miseria.
Viva San Marco!
Partito Nasional Veneto

martedì 23 settembre 2008

PNV: A LAMPEDUSA, POPULISMO RAZZISTA


[ info@ pnv] a rarika : LAMPEDUSA:parte la campagna antirazzistica "PUZZO ANCH'IO"
Ricevuto il:
23/09/08 23:26
Buonasera Orazio,il populismo razzista purtroppo prende sempre più piede...bisogna sempre denunciarlo!!

Complimenti per il Vostro blog e un grande in bocca al lupo per la Vostra battaglia!!

Gianluca Busato-PNV
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domenica 10 agosto 2008

Lo spirito olimpico del Presidente della Georgia Saakashvili

Profughi dell'Ossenzia del Sud...
Ieri i profughi kosovari...
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Ricevo da Luca Peroni,Presidente del "VENETO SERENISSIMO GOVERNO",quest'intervento,che pubblico integralmente,anche se non lo condivido integralmente: per esempio,non santifico la Russia e sto con la Kosova indipendente.CHE NE PENSA L'AREA NAZIONALITARIA VENETA?
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Lo spirito olimpico del Presidente della Georgia Saakashvili
L’esercito della Georgia su ordine del suo Presidente ha lanciato un attacco generalizzato contro l’Ossezia del Sud, tentando una Blitzkrieg. Questo proditorio attacco è fallito, per la reazione del Popolo dell’Ossezia e delle truppe di interposizione volute dalla comunità internazionale. Quest’aggressione della Georgia fa carta straccia di tutti i trattati stipulati dall’ONU.
Il Veneto Serenissimo Governo chiede all’ONU di dare mandato alle truppe russe di ristabilire l’ordine e fare rientrare nelle caserme l’esercito di Saakashvili. Chiede inoltre di arrestare Saakashvili e di processarlo al tribunale internazionale dell’Aia, per i crimini commessi e la pulizia etnica nei confronti dell’Ossezia del Sud.
Il Veneto Serenissimo Governo richiama i contendenti, e chi ha legami di interessi nella regione, ad esaminare i precedenti storici per evitare di commettere gli stessi errori fatti nel 1938 a Monaco. Le potenze occidentali devono analizzare che il nemico non è la Russia, ma sul piano economico è la Cina; sul piano del terrorismo sono gli stati canaglia, con alla testa l’Iran e il suo programma nucleare. Pertanto in primis gli USA e la Russia devono trovare una piattaforma minima comune per arginare e contrattaccare questi Paesi, disposti a scatenare guerre economiche e militari per conquistare l’egemonia globale.
In questo contesto il Veneto Serenissimo Governo ritiene interessante la proposta del Presidente Putin di installare nel territorio russo i sistemi antimissili che gli USA vogliono installare nell’Europa orientale. Questa collaborazione potrebbe essere foriera di nuovi accordi, atti a prevenire guerre più o meno locali.
Il Veneto Serenissimo Governo inoltre analizza le posizioni degli USA riguardo la crisi caucasica quando affermano: “Mosca, reazione sproporzionata”. È evidente che anche per Washington la responsabilità è di Tiblisi; casomai il problema è l’entità della reazione, non la reazione. Il Veneto Serenissimo Governo afferma che la reazione è proporzionata all’aggressività del piccolo Napoleone del Caucaso, evitando che esso si comporti come Hamas e gli Hezbollah; colpire duro per raggiungere la pace.
Il Veneto Serenissimo Governo accusa l’Unione Europea di usare pesi e misure diverse: per il Kosovo andava bene secedere, tant’è che ha foraggiato i terroristi dell’UCK, e sta assumendosi l’onere finanziario dello Stato fantoccio del Kosovo, mentre nel contempo nega il libero arbitrio ad altri Popoli d’Europa, in primis i Popoli del Veneto.
Il Veneto Serenissimo Governo è convinto che la futura presidenza USA sarà in grado di analizzare e risolvere queste contraddizioni. Siamo inoltre convinti che il Presidente Mc Caine sarà equilibrato e competente, per guidare un grande e amico Paese come gli Stati Uniti d’America.
Longarone, 10 agosto ’08
Il Presidente del Veneto Serenissimo Governo
Luca Peroni
I Vicepresidenti
Valerio Serraglia – Andrea Viviani – Demetrio Serraglia
Veneto Serenissimo Governo
Casella Postale 64- 36022 – Cassola (VI)
VENETO
pepiva@libero.it
tel. 349 1847544 - 340 6613027
www.serenissimogoverno.org

domenica 3 agosto 2008

ALITALIA:è vergognoso che dei veneti suggeriscano di investire in un'operazione di stampo identitario coloniale italiano

Ricevo,condivido e pubblico....

No a economia comunista su Alitalia in regione Veneto
La Regione Veneto non turbi l'economia con approcci pubblici di stampo comunista e NON acquisti alcuna quota di Alitalia per almeno 3 ragioni:

- non rientra tra i compiti di un'istituzione pubblica fare attività economiche che turbano il mercato

- non è assolutamente strategico assorbirsi il peso di un'azienda fallimentare e destinata a morte sicura come il colabrodo Alitalia

- è vergognoso che dei veneti suggeriscano di investire in un'operazione di stampo identitario coloniale italiano.

L'atteggiamento della Lega Nord-Liga Veneta come promotore di questa iniziativa è in estrema sintesi vergognoso e tradisce gli interessi del Popolo Veneto per i propri interessi economici e di potere: vergogna!
Partito Nazionale Veneto

mercoledì 16 luglio 2008

Lutto per Bronislaw Geremek

Polonia: morto Bronislaw Geremek
Europarlamentare, ex ministro esteri e leader Solidarnosc
(ANSA) - VARSAVIA, 13 LUG - Bronislaw Geremek , europarlamentare ed ex ministro degli Esteri polacco, e' morto in un incidente stradale nei pressi di Poznan. Jeremek, 76 anni, era dei capi storici del movimento Solidarnosc. Secondo le prime informazioni, era al volante della sua Mercedes ed era solo. La sua auto sarebbe finita nella carreggiata opposta di una superstrada ed avrebbe avuto un impatto frontale con una Fiat Ducato, nei pressi di Lubien, non lontano da Poznan
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Ricevo e pubblico...
VENETO SERENISSIMO GOVERNO
Ufficio di Presidenza

Lutto per Bronislaw Geremek

Apprendiamo la tragica fine del patriota polacco Bronislaw Geremek.
Questa è una grave perdita, non solo per la democrazia polacca, ma per tutti coloro che sono impegnati sul campo della libertà contro la dittatura. Ai tempi della lotta contro il potere oppressivo del Patto di Varsavia Bronislaw Geremek ha dato dignità politica ed intellettuale a tutto il movimento di Solidarnosc ed è stato un faro per i Popoli oppressi dal socialimperialismo.
Il Veneto Serenissimo Governo abbruna le sue bandiere ed esprime l’alto senso del proprio cordoglio.
Esprimo anche il mio personale dolore, avendo avuto modo di conoscere questo fine e profondo intellettuale e Patriota Polacco.
Venezia, 14 luglio ’08
Per il Veneto Serenissimo Governo
Il Vicepresidente Vicario Plenipotenziario
Valerio Serraglia

lunedì 14 luglio 2008

VENETO:GIOVANI NON-VIOLENTI PER L'INDIPENDENZA.

dal sito www.giovani-veneti.org
Perché creare un movimento indipendentista Veneto basato e diretto da giovani?
Il Movimento Giovani Veneti è nato per riunire, coordinare, formare e promuovere spinte giovanili in favore della Causa Veneta. Fondato da Giovani orgogliosi di essere Veneti, si rivolge non solo ai Giovani Veneti appunto, ma anche a coloro (magari né giovani, né Veneti, perché no?!?!) che condividono la nostra visione per così dire "ideologica" sullo stato di cose nelle Terre Venete e sulle soluzioni possibili, vedono come noi nei giovani la speranza per il futuro del Popolo Veneto e, in ultima analisi, intendono partecipare più o meno attivamente al processo indipendentista. La scelta di fondare nel 2007 un movimento indipendentista di Giovani Veneti è stata frutto della fusione di due valutazioni: una che si può definire "strutturale" ed una "contingente". Per quanto riguarda quest’ultima, riteniamo che la contingenza storica, appunto, sia tale che: sul fronte interno si può vedere un riemergere dell’apprezzamento, anche nei giovani, delle proprie origini e peculiarità venete che procede parallelamente all’inveterato tentativo istituzionale, economico e sociale dello Stato italiano di demonizzare il Popolo Veneto; inoltre il sistema central-colonialista italiano è da tempo immerso in una crisi strutturale congenita che è innanzitutto di valori, e che si ripercuote sull’economia, sulla giustizia, sulla sfera sociale, tanto da determinare anche sul piano internazionale una certa insofferenza per le pretese dello Stato italiano, per i suoi atteggiamenti doppiogiochisti, per l’inaffidabilità e l’aggressività dimostrate contro gli stati ed i popoli considerati inferiori o più deboli, sempre parallele alla totale mancanza di polso e decisione nei confronti delle contingenze storiche, e questo dimostrato in poco più di un secolo di esistenza. La valutazione strutturale è invece connessa alla consapevolezza che se l’identità Veneta si perde in questa generazione, per la prossima sarà estremamente più difficile (se non quasi impossibile) recuperare i valori della società Veneta ed il concetto stesso di Popolo Veneto meritevole di sovranità ed autodeterminazione, visto l’avanzamento del processo di italianizzazione attuato dallo Stato italiano fin dal primo giorno di occupazione.
Perché lo specifico rifiuto della violenza?
Anche l’esplicitazione del rifiuto della violenza si compone di due ragioni. La prima è di carattere negativo, ossia è espressa con lo scopo di limitare a priori l’agire nostro e dei nostri sostenitori, che intendiamo essere su tutti i piani che riusciremo a raggiungere e con tutti i mezzi che il momento storico ci offrirà, escluso a priori il ricorso alla violenza di qualsiasi tipo. Ciò significa che non solo garantiamo che la violenza non sarà mai applicata da parte nostra, né mai fomentata né giustificata, ma anche che vogliamo mettere in guardia chiunque potrebbe pensare di servirsi impunemente della violenza offensiva, mascherando dietro la lotta per l’indipendentismo veneto degli scopi ulteriori che nulla hanno a che fare con la legittima aspirazione di un Popolo alla sua Libertà. La seconda motivazione è invece di carattere positivo, cioè di un assioma inderogabile posto alla base di ogni rapporto anche personale, e a maggior ragione fondante la comune volontà di fratellanza tra i popoli, che è tale solo se vige il rispetto reciproco. A garanzia di questo rispetto, poniamo il monito per il quale se vi sarà attacco violento ad un Popolo, ad esso spetterà il diritto tutelato (se non il dovere) di rispondere sullo stesso piano dell’offensiva per tutelare la propria Libertà e, in casi estremi, la sopravvivenza sua o di suoi componenti.

domenica 29 giugno 2008

Tibet: si avvicinano le olimpiadi e Pechino prosegue la repressione

RICEVO E PUBBLICO...
VENETO SERENISSIMO GOVERNO
Dipartimento Gioventù e Sport
Tibet: si avvicinano le olimpiadi e Pechino prosegue la repressione
La tedofora Yin Xiangmei ha dunque fatto sfilare la fiaccola olimpica attraverso le strade di Lhasa, capitale del Tibet. Lo show è durato solamente un giorno, a fronte dei tre programmati in origine, ma è stato sufficiente perché il regime dispotico cinese mostrasse ancora una volta il suo volto.
Dietro le ipocrite dichiarazioni di tal Qin Yizhi, dirigente locale del partito comunista, secondo cui il passaggio della fiaccola "ha infiammato ulteriormente lo spirito patriottico del popolo", vi è la realtà quotidiana del Tibet, oggetto di annichilimento culturale e persecuzione dei propri patrioti.
La stessa organizzazione dell’evento prevedeva solo un modesto numero di persone, ovviamente filocinesi, accreditate ai lati del percorso; per il resto tibetani costretti in casa, negozi obbligatoriamente chiusi e città "off limits" per giornalisti e corrispondenti stranieri.
Nel frattempo i tibetani incarcerati per la rivolta dello scorso marzo, nella totale indifferenza di cancellerie e pacifisti vari, continuano a patire nelle carceri cinesi. Per chi è ancora libero, se mai lo si può essere in un paese senza contatti con il resto del mondo, proseguono maltrattamenti e violazioni dei diritti umani fondamentali.
Frattanto, avvicinandosi la data di apertura dei giochi olimpici, sembra doveroso ricordare a tutti gli uomini liberi che il silenzio e l’omertà nei confronti dei misfatti di Pechino in Tibet significano appoggio a tale regime liberticida nonché alla sua scellerata politica.
In considerazione dei recenti sviluppi, il Veneto Serenissimo Governo, in qualità di erede e continuatore della storia, cultura e tradizioni della Veneta Serenissima Repubblica invita i Veneti atleti a boicottare i prossimi giochi olimpici e a dimettersi da ogni federazione affiliata al comitato olimpico italiano che non ha ancora preso posizione sui fatti tibetani.
Free Tibet now!
Venezia, 23 giugno `08
Il responsabile Dip. Gioventù e Sport
Andrea Bonesso
Veneto Serenissimo Governo
Casella Postale 64
36022 Cassola (VI)
VENETO
pepiva@libero.it
kancelliere@katamail.it

martedì 10 giugno 2008

147 ANNI DI COLONIALISMO ITALIANO...

In seguito all'intervento dei "Giovani Veneti" di ieri,ricevo e pubblico l'intervento del mio amico fraterno Nello Esposito...
Sfortunatamente i "regali" da scambiarci sono molti, se noi vi dobbiamo rendere i rifiuti, voi dovete restituirci la mafia che viene a pulire i loro "euri" nelle città del nord.
L'altro giorno ho sentito dell'anniversario festeggiato in Brasile per il primo arrivo di emigranti giunto nel 1874, una nave di Veneti. E questo "regalo" che il governo sabaudo Vi ha fatto penso che nessuno lo possa restituire.
L'amicizia che ci lega è minacciata da 147 anni da scelte fatte da persone che si autoinnalzano a rappresentanti del popolo, e propagandata da giornalisti legati da un modo di scrivere ereditato dai loro precedessori del 1860.
Penso che anche l'intervento del presidente rientri nella politica di difesa nei confronti dei movimenti indipendentisti che ultimamente stanno ricevendo consensi sempre maggiori.
Nello Esposito

mercoledì 28 maggio 2008

AUTODETERMINAZIONE:10 domande,10 risposte dal VENETO...(2

Pubblichiamo oggi,ripresa dal sito dei GIOVANI VENETI, la seconda domanda(e la seconda risposta) sul diritto dei Veneti all'AUTODETERMINAZIONE...
2)Perché volere l’indipendenza e non l’autonomia o il federalismo?
Il Popolo Veneto, in prima analisi, merita l’indipendenza perché è un popolo storico dell’Europa, che ha contribuito in maniera fondamentale alla creazione dell’Europeità che nell’assetto basso-medioevale e rinascimentale sembra aver trovato la sua migliore espressione, coincidente con l’inarrestata ascesa della Serenissima, che giunse al suo acme proprio quando l’Europa accorse a Lepanto per difendere sé stessa sia sul piano militare che su quello identitario. Dal punto di vista politico e giuridico, invece, il Popolo Veneto merita l’indipendenza poiché il suo territorio storico è stato mutilato ed occupato in particolare dallo Stato italiano (ma non solo), e solo la piena, indiscussa e fattiva indipendenza potrà mettere in ombra gli indicibili soprusi subiti dal Popolo Veneto, che tuttavia mai e con nessuna ricompensa potranno essere cancellati dalla memoria storica dei Veneti. Ciò non toglie, comunque, che eventuali offerte da parte dello Stato italiano concernenti maggiori poteri o addirittura forme di auto-governo per il Popolo Veneto riteniamo dovrebbero essere accettate, poiché di certo sarebbe errato non alleviare le sofferenze che il popolo Veneto sta subendo: non sarà il martirio del Popolo Veneto la via per la sua indipendenza. Contemporaneamente, tuttavia, dobbiamo affermare che tali ipotesi riguardo a offerte dello Stato occupante sono altamente improbabili poiché, sulle basi e con i criteri del materialismo storico e dialettico, pare pressoché impossibile che uno Stato in condizioni di regressione economica ed etica costante come quello italiano rinunci a scaricare su oltre 5 milioni di Veneti le proprie enormi deficienze strutturali oltre ai costi dei costanti e svariati stati di emergenza in cui versa questo Stato fantoccio (continua).

giovedì 22 maggio 2008

IO STO CON LA KOSOVA INDIPENDENTE!

Combattente dell'UCK
Manifestazione di "Forza Nuova" a Catania-Sicilia
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Il 18 maggio,abbiamo pubblicato un comunicato del neo-costituito PNV-Partito Nazionale Veneto,dove,fra l'altro, si esprimeva solidarietà e vicinanza all'INDIPENDENZA KOSOVARA. Ieri abbiamo ricevuto una replica da parte di altri componenti dell'area nazionalitaria veneta,delle critiche alle posizioni del PNV. Qui,pubblichiamo l'intervento di Germano Battilana . Di seguito, la replica del PNV e l'intervento del mio fraterno amico Ahmet Qeriqi,direttore della mitica RKL-Radio Kosova e Lire(Radio Kosova e Libertà),di cui mi onoro di essere il corrispondente dalla Sicilia...E,concludendo,orrende fotografie sui massacri consumati dai militari del boia Milosevic ai danni del popolo kosovaro...Massima disponibilità da questo blog per tutti,ma non nascondo,come non ho mai fatto,che IO STO CON LA KOSOVA INDIPENDENTE! (Senza se e senza ma!)
Orazio Vasta
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Il Punto di Germano Battilana: Il PNV e il Che Guevara dei poveri
Il 18 maggio ’08 a Castelfranco Veneto si è costituito il Partito Nasional Veneto.
Questo Partito si caratterizza per due aspetti significativi:
1- il suo obbiettivo è presentarsi alle elezioni regionali nel 2010;
2- avere come presidente del partito un genovese: Paolo Bernardini. Il quale non è molto conosciuto nel Veneto, fa eccezione la sua partecipazione alle elezioni europee del 2004 come candidato nelle liste radicali assieme a Bonino, Pannella, Cappato, D’Elia, ecc.( a titolo di curiosità elenchiamo i voti raccolti da tale Bernardini: Belluno 5, Padova 31, Rovigo 0, Treviso 8, Venezia 14, Vicenza 0, Verona 5, il tutto per un totale di 63 preferenze). Dopo questa esperienza ha deciso di entrare nel mondo venetista.
Ma soffermiamoci su questo Paolo Bernardini: possiamo considerarlo il Che Guevara dei poveri. Difatti il Che, invece di combattere per la sua terra argentina è andato a fare il mercenario in tutto il mondo. A fronte di ciò uno potrebbe domandarsi: perché il Bernadini non va a Genova con il suo Popolo ma viene a creare confusione nel Veneto? O forse spera di venire eletto consigliere regionale nel 2010? Io credo che la sua fine sarà uguale a quella del Che in Congo (cacciato via dal Popolo congolese) o in Bolivia (disprezzato dagli stessi campesinos che era andato a liberare). Il Veneto non ha bisogno di menti “eccelse” né di “grandi timonieri”. O siamo in grado di trovare risorse intellettuali ed umane all’interno del nostro Popolo o non saremo ancora maturi per l’autodeterminazione.
È evidente che l’impostazione intellettuale del Bernardini è di tipo idealista-trotzkista, e fa dell’entrismo la leva tattica per lo scardinamento dell’avversario. Tattica che il movimento patriottico Veneto guidato dal Veneto Serenissimo Governo ha ampiamente combattuto sul terreno teorico e pratico.
Voglio ricordare ai Veneti e a tutti i nostri amici oltre il Veneto che il Bernardini alimenta la confusione sul piano internazionale: ha equiparato i terroristi dell’UCK con altri movimenti autenticamente autonomisti ed indipendentisti, ciò è un crimine contro il Popolo Serbo e non solo. Invito il Bernardini a non interferire nella politica Veneta e a lavorare per la libertà del Popolo ligure.
20 maggio 2008
Germano Battilana
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Solidarietà a Paolo Bernardini
In merito ai volgari attacchi ricevuti ieri, il Partito Nazionale Veneto fa quadrato attorno al proprio presidente esprimendogli la più totale solidarietà.
Il prof. Paolo Bernardini non necessita di sicuro di difese da parte di nessuno né d’altro canto esse risultano difficili, data la grande stima e il rispetto generale da parte di chiunque che il presidente del Partito Nazionale Veneto si è conquistato sul campo di una carriera unica né tanto meno sarebbero necessarie nei confronti dei cantori e apologeti del criminale di guerra Slobodan Milosevic.
Ignorarne la statura e la coerenza intellettuale equivale ad esempio a sminuire l’apporto che il napoletano Guglielmo Pepe ebbe nella difesa di Venezia.
Ecco che proprio l’origine genovese del nostro presidente ci aiuterà a far capire al meglio il paradosso di Egmont e l’approccio al nazionalismo inclusivo del PNV.
Immaginiamo senz’altro che alcuni di scarsa levatura intellettuale fatichino a comprenderlo, soprattutto quando la loro azione risulta funzionale ora a questo partito di Milano ora a quell’altro partito di Roma. E in generale, tutti questi partiti possono anche far finta di aprire delle succursali, delle filiali a Venezia, ma tali resteranno - con la testa e gli interessi ben saldi a Milano e a Roma - se continueranno ad affidarsi a servi sciocchi e ignoranti.
Il PNV invita tutte le forze politiche venete a rivolgere responsabilmente i loro strali contro chi ci nega la libertà e non contro i fratelli veneti che perseguono l’obiettivo dell’indipendenza veneta.
Gianluca Busato
segretario nasional del pnv
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Da:
info@radiokosovaelire.com
A:
oraziovasta@libero.it
Oggetto:
Eppur, esiste la verità
Ricevuto il:
21/05/08 12:29
Carrissimo Vasta!
Ho letto l'articolo di Forza Nuova e di altri, sul Kosovo sul tema del riconoscimento tra storia, tradizioni e terrorismo islamista.
La penso come te sulla natura libera e ostile alla censura dell'informazione. Lo capisco.
Eppur, esiste la verità.
I Serbi , ma anche i Sloveni sono arrivati nei Balcani nel VII-VIII secolo. Sono stati le orde barbariche che hanno scaricato tutto sui Balcani. Abbiamo molti argomenti storici. ( Viechi albanesi, dardani, iliri, greci sono stati abitanti etnichi dei Balcani).
Nel 1918 le Forze Mondiali, a Versailles, con un grande sostegno della Russia, hanno formato la Jugoslavia,con un governo solamente di Serbi, Croati e Sloveni. Fra il 1912 e il 1913, la Serbia ha occupato circa 30.000 Km. di territorio dove hanno vissuto albanesi etnici. Sul terorismo serbo contro gli albanesi etnichi ha scritto anche Leon Trockij ( pubblicato A RARIKA...). In quei tempi, i serbi uccisero circa 400.000 mile albanesi, turchi, ebrei.
Non solo nostra storia, ma anche la Storia del Mondo sa di queste pulizie etniche, vedete per esempio: "Misha Glenny: La Storia di Balcan 1804-1999", London 2000. 233-248.
La Serbia è stata, anche oggi lo è,uno strumento dl Cremlino per estendere l'egemonia russa e serba nel territorio dei Balcani.
I Serbi sono stati colonizatori anche in Slovenia, Croazia, Bosnja e Herzegovina, Mecedonia, Vojvodina, Sanxhak etc.
Se parliamo di terrorismo, allora abbiamo il terrorismo statale Serbo e Russo, una vecchia alleanza, un terrorismo brutale, come ieri in Croatia, Bosnia, Kosova, oggi in Cecenia etc.
Se parliamo di terrorismo allora parliamo di Milosevic, Karagic, Mladic, Arkan, Seselj, Lazarevic, Pavkovic, Stomatovic, anche di altri centinaia come loto, che uccisero 200.000 musulmani in Bosnja e Herzegovina. 30.000 croati e sloveni, circa 20.000 albanesi, principalmente donne, bambini, anziani ...La nostra guerra contro colonialismo serbo e russo è stata una guerra giusta, è stata una grande lotta per l´esistenza, sostenuta non solo dell'America e dalla NATO, ma anche tutte le forze antikolonialiste del mondo...
Con fraterna amicizia
Ahmet Qeriqi
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A RARIKA RIPRENDE E PUBBLICA le prove sui massacri consumati dai Serbi in Kosova
Il periodico italiano "Panorama" (del 9/04/99) le pubblica spacciandole per recenti ed inedite scatenando l'ira de "L'Espresso", che, invece, dichiara di averle già stampate nel 1998.
Le foto, in ogni caso,sono molto crude, risalgono al marzo 1998, e ne consigliamo la visione ai lettori adulti e di "stomaco".