sabato 6 dicembre 2008

6 DICEMBRE:VIVA SAN NICOLA!

La sua fama è universale, documentata da chiese e opere d’arte, da istituzioni e tradizioni legate al suo nome. Ma sulla sua vita le notizie certe sono pochissime.
Nato probabilmente a Pàtara di Licia, in Asia Minore (attuale Turchia), è poi eletto vescovo di Mira, nella stessa Licia.
E qui, dicono alcune leggende, compie un miracolo dopo l’altro.
Come accade alle personalità forti, quasi ogni suo gesto è trasfigurato in prodigio: strappa miracolosamente tre ufficiali al supplizio; preserva Mira da una carestia, con altri portenti...
Qui può trattarsi di fatti autentici, abbelliti da scrittori entusiasti. Forse per gli ufficiali egli ha ottenuto la grazia dell’imperatore Costantino (al quale chiederà anche sgravi d’imposta per Mira); e contro la carestia può aver organizzato rifornimenti tempestivi.
Ma si racconta pure che abbia placato una tempesta in mare, e resuscitato tre giovani uccisi da un oste rapinatore...
Un “Passionarium” del VI secolo dice che ha sofferto per la fede nelle ultime persecuzioni antecedenti Costantino, e che è intervenuto nel 325 al Concilio di Nicea.
Nicola muore il 6 dicembre di un anno incerto e il suo culto si diffonde dapprima in Asia Minore (25 chiese dedicate a lui a Costantinopoli nel VI secolo).
Ci sono pellegrinaggi alla sua tomba, posta fuori dell’abitato di Mira. Moltissimi scritti in greco e in latino lo fanno via via conoscere nel mondo bizantino-slavo e in Occidente, cominciando da Roma e dal Sud d’Italia, soggetto a Bisanzio. Ma oltre sette secoli dopo la sua morte, quando in Puglia è subentrato il dominio normanno, “Nicola di Mira” diventa “Nicola di Bari”.
Sessantadue marinai baresi, sbarcati nell’Asia Minore già soggetta ai Turchi, arrivano al sepolcro di Nicola e s’impadroniscono dei suoi resti, che il 9 maggio 1087 giungono a Bari accolti in trionfo: ora la città ha un suo patrono. E forse ha impedito ad altri di arrivare alle reliquie. Dopo la collocazione provvisoria in una chiesa cittadina, il 29 settembre 1089 esse trovano sistemazione definitiva nella cripta, già pronta, della basilica che si sta innalzando in suo onore.
E’ il Papa in persona, Urbano II, a deporle sotto l’altare.
Nel 1098 lo stesso Urbano II presiede nella basilica un concilio di vescovi, tra i quali alcuni “greci” dell’Italia settentrionale: c’è già stato lo scisma d’Oriente.
Alla fine del XX secolo la basilica, affidata da Pio XII ai domenicani, è luogo d’incontro tra le Chiese d’Oriente e d’Occidente, e sede dell’Istituto di Teologia Ecumenica San Nicola.
Nella cripta c’è anche una cappella orientale, dove i cristiani ancora “separati” dal 1054 possono celebrare la loro liturgia.
Scrive Gerardo Cioffari, del Centro Studi San Nicola: "In tal modo la basilica si presenta... come una realtà che vive il futuro ecumenico della Chiesa". Nicola di Mira e di Bari, un santo per tutti i millenni.
Nell'iconografia San Nicola è facilmente riconoscibile perché tiene in mano tre sacchetti (talvolta riassunti in uno solo) di monete d'oro, spesso resi più visibili sotto forma di tre palle d'oro.
Racconta la leggenda che nella città dove si trovava il vescovo Nicola, un padre, non avendo i soldi per costituire la dote alle sue tre figlie e farle così sposare convenientemente, avesse deciso di mandarle a prostituirsi. Nicola, venuto a conoscenza di questa idea, fornì tre sacchietti di monete d'oro che costituirono quindi la dote delle fanciulle, salvandone la purezza.
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Fonte: www.santiebeati.it
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Solenni festeggiamenti per S.Nicola,patrono di Trecastagni
Oggi 6 dicembre,i festeggiamenti a San Nicola di Bari,Patrono di Trecastagni,hanno vissuto il momento della solennità liturgica. Alle ore 11,Santa Messa animata dagli alunni dell'Istituto comprensivo "E.Patti";alle 17,giro del corpo musicale cittadino per le vie di Trecastagni;alle 17.30,incontro,in Chiesa Madre,con i rappresentanti della Chiesa Ortodossa;alle 18,Santa Messa solenne presieduta dall'Arciprete Rosario Currò;alle 19,le reliquie e il simulacro di San Nicola sono state portate in processione per le vie del centro cittadino.Domani,Domenica,alle ore 19,in Chiesa Madre,dopo la Santa Messa celebrata da don Antonino Russo,concerto della Fanfara del 12° battaglione "Sicilia" dell'Arma dei Carabinieri. I festeggiamenti a San Nicola sono organizzati dall'Arcipretura e dal Comitato San Nicola,presidente Salvatore Pasqualino,con il patrocinio del Comune di Trecastagni.
Orazio Vasta


giovedì 4 dicembre 2008

OGGI,GAETA,chiede ai Savoia i danni di guerra del 1861.

CLICCA sotto:
http://www.youtube.com/watch?v=7oDOywrhwH8
Fonte:tg2.rai
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I SAVOIA:
“La richiesta promossa dall’Assessore di Gaeta Ciano è demenziale e frutto di un singolo, tuttavia non ci meraviglia.
Nessuno si sarebbe sognato neppure di pensarla nell’ultimo dopoguerra. Sino ad allora, il Risorgimento, la coscienza e l’orgoglio nazionali erano tali che persino il Fronte popolare si presentavano alle elezioni con un simbolo effige di Garibaldi; ed al referendum del 1946 in tutto il Mezzogiorno la Monarchia ne era uscita in larga maggioranza.
Poi, poco alla volta, si è cominciato non solo ad intensificare gli attacchi a Casa Savoia, ma anche a demonizzare il Risorgimento, l’Unità d’Italia, con argomentazioni che sono divenute più persuasive mano a mano che scomparivano i testimoni dell’epoca.
Mi sembra che tutto ciò faccia parte di un programma che rende più facile la disgregazione: il Nord contro il Sud e la supremazia delle Regioni sullo Stato Nazionale.

L’assedio di Gaeta non è stato l’assedio dei Savoia.
E’ stata un’operazione del processo risorgimentale dello Stato Italiano.
Se Gaeta crede di aver sofferto dei danni per quell’assedio dovrebbe rivolgersi allo Stato, non agli Eredi della Dinastia che promosse l’Unità all’Italia.
Con questo passo potremmo innescare una serie di cause contro gli eredi di Napoleone, degli Asburgo: Alemanno potrebbe fare causa ai discendenti di Nerone per aver bruciato Roma!
Cogliamo l’occasione per lanciare l’allarme ed invitare tutti a recuperare la conoscenza della cultura italiana e ritrovare l’orgoglio di essere italiani prima di tutto”.

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Patito del Sud:
Questi signori parlano di orgoglio italiano.

L’Italia, siamo noi.
Voi, originari della Savoia, di lingua francese, non potete parlare, siete senza patria, con gran vergogna avete venduto alla Francia la vostra terra di provenienza: la Savoia, e per fare il paio a Garibaldi, avete svenduto anche la italianissima Nizza.
Per la guerra persa abbiamo dovuto cedere anche l’Istria e la Dalmazia.
Demenziale e stupida è stata la richiesta per danni morali per l’esilio dorato che hanno subito. I Savoia, padre e figlio, han chiesto alla nostra sacra Repubblica nata il 2 giugno del 1946 sulle ceneri della monarchia sabauda, ben 270 milioni di Euro.

Il Partito del Sud non criminalizza il risorgimento italiano, ma quello piamontese.
Il Risorgimento italiano ha scacciato i Savoia e la loro sanguinaria epopea.
I Tanto bistrattati Borbone difesero sugli spalti di Gaeta, fino alla morte, i veri italiani, il cosiddetto re soldato, Vittorio Emanuele Terzo, fuggì con la corte e con Badoglio verso la vergogna.
La lotta partigiana era iniziata l’11 maggio del 1860 con i contadinii delle due Sicilie chiamati Briganti dai barbari di lingua francese venuti dal Nord.
I morti furono oltre un milione, tutti trucidati, fucilati, torturati, seppelliti vivi.
Dopo quella invasione furono costretti all’emigrazione oltre 30 milioni di meridionali, una emigrazione biblica che nemmeno gli ebrei hanno avuto.
L’assedio di Gaeta è stato un vile attacco ad uno Stato Libero, avvenuto senza dichiarazione di guerra, dall’esercito piemotese e non da quello italiano.
Il Regno d’Italia è nato col sangue meridionale il 17 marzo 1861.
Gaeta fu attaccata ai primi di novembre del 1860 e terminò il 13 febbraio del 1861. I danni della seconda guerra mondiale sono stati pagati dallo stato Italiano, ed oggi Berlusconi sta pagando alla Libia i danni procurati dall’Italia Savoiarda.
La richiesta dei danni di guerra fu avviata il 28 febbraio del 1861 dal Sindaco della città Raffaele Ianni, seguita quella del sindaco Domenico Vellucci, e fu reitareta fino al 1914 dal sindaco Gennaro Migiarra.
I danni furono anche quantificati, su richiesta di Vittorio Emanuele II in visita a Gaeta il 28 aprile del 1862, ma Torino rispose picche.
La richiesta, come si vede non è dell’assessore Ciano, ma dalla città tutta. 160 mila bombe desertificarono e massacrarono la città, con migliaia di morti, ruberie, terre tosate, case svaligiate dalla truppa savoiarda. Amedeo di Savoia, l’estate scorsa, ha avuto l’umiltà di chiedere scusa alla nostra città davanti al Sindaco e all’Arcivescovo di Gaeta.

I Carignano invece ci chiedono 270 milioni di Euro come danno per l’esilio dorato patito.
I Borbone morirono in terra straniera e mai fatti rientare in Italia dagli avi di codesta progenie.
Il Partito del Sud chiederà in consiglio comunale anche i danni morali,
oltre a quelli materiali.

E le leggi razziali del 1938?
Chi paga i danni agli ebrei?
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COMUNE DI GAETA:
Gaeta, consiglio comunale per i danni di guerra del 1861
Chiesti 220 milioni di euro, 2 milioni di lire dell’epoca
Il 6 dicembre, alle ore 16, il consiglio comunale di Gaeta si riunirà per approvare la delibera per richiedere i danni di guerra, subiti dalla città durante l’assedio del 1860-61, alla famiglia Savoia. L’importo si aggira intorno ai 220 milioni di euro, corrispondenti a 2 milioni di lire dell’epoca.
"La caduta di Gaeta, avvenuta il 13 febbraio 1861, è l’emblema della situazione del Sud Italia: quella data segna la nascita della Questione Meridionale che dura ancora oggi – esordisce Raimondi - Basti pesare che fino alla metà dell’Ottocento erano gli abitanti del Nord che emigravano all’estero, mentre alla fine dello stesso secolo furono gli abitanti Mezzogiorno a lasciare le loro terre e dirigersi prevalentemente verso l’America del Nord e del Sud. Questa migrazione, sia pure diretta verso altre mete, continua ancora oggi".
"Gaeta ha pagato un prezzo altissimo per essere stata la Fedelissima del Regno delle Due Sicilie. Nel novembre 1860 la città ha subito una guerra non dichiarata che ha causato grandissimi danni, come si può leggere nelle cronache dell’epoca e nei documenti ufficiali del decurionato – prosegue il Sindaco di Gaeta - I governanti di allora non hanno avuto la possibilità di sedersi ad un tavolo di trattativa: sono stati occupati e basta. Gaeta, da quando divenne fortezza, riceveva un compenso per ospitare nelle sue caserme le guarnigioni dei soldati: dal febbraio del 1861 tutti gli edifici furono requisiti sottraendo all’erario cittadino questa importante entrata. Ancora oggi ne paghiamo le conseguenze con l’indisponibilità di edifici e strade che appartengono al demanio proprio a causa di quelle requisizioni e ciò ha impedito, nel corso degli anni, un vero sviluppo della città".
"Il primo centenario dell’Unità d’Italia si festeggiò a Gaeta alla presenza dell’allora Presidente del Consiglio Amintore Fanfani – aggiunge Antonio Raimondi - Quasi cinquanta anni dopo, il nome di Gaeta o di altre città del Sud non appare nei programmi dello Stato Italiano per i festeggiamenti del 150° anniversario.
Chiediamo un riconoscimento morale ed economico per poter migliorare l’aspetto di Gaeta.
Non si tratta di nostalgie borboniche, ma di un atto di giustizia storica. La vera Resistenza, il vero Risorgimento è stato quello contro l’invasore straniero nazifascista che ha portato alla nascita della Repubblica il 2 giugno 1946".
"Ancora oggi si cercano i responsabili di stragi ed eccidi che ancora devono essere punite come quelle naziste in Italia (è il caso di Sant’Anna di Stazzena), il genocidio degli Ebrei, durante la Seconda Guerra Mondiale, o del popolo Armeno tra il 1915 e il 1916 – conclude il Sindaco -Sono Sindaco di una città repubblicana e ho giurato di essere fedele alla Costituzione Italiana.

Il tempo trascorso dall’assedio, 147 anni, non possono farci dimenticare cosa comportò quella guerra mai dichiarata.
Con questo consiglio comunale vogliamo ridare dignità storica ed un riconoscimento morale alle tante sofferenze dei nostri concittadini e di tanti meridionali che hanno visto le loro città distrutte senza più avere la possibilità di riprendersi non solo economicamente ma anche sotto il profilo sociale.
I danni del 1861, quantificati all’epoca in 2 milioni di lire, corrispondono a circa 220 milioni di euro: chiediamo questa cifra per rendere giustizia alle tante vittime civili e militari, per dare seguito alle medesime richieste dei nostri amministratori indirizzate al Parlamento tra il 1861 e il 1914 e per dare a Gaeta quello sviluppo che non ha mai potuto avere a causa dell’indisponibilità dei suoi beni e del suo territorio".
Gaeta, 4 dicembre 2008
Segreteria del Sindaco
Giovanni Fantasia

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IL POST DI VIGOPARLANDO:Lettera aperta al Ministro Zaia....


Caro Ministro,
Le scrivo questa ennesima lettera per congratularmi da Siciliano con Lei.
Lei è riuscito a fare ciò che decine e decine di Suoi predecessori non sono riusciti a fare:
- sistemare la vicenda delle quote latte;
- acquistare 100.000 forme di parmigiano, senza che la CE abbia per questo aperto una infrazione per aiuti di Stato;
- sistemare la questione suini;- sistemare la vicenda del Brunello;
- sistemare la questione mozzarelle;e tante altre potrei anche indicarne.
Caro Ministro, da Siciliano il complimento debbo farglielo, e a gran voce. Davvero Bravo.
Ma adesso le chiedo: può fare il 5% di ciò che ha fatto per tutti in favore stavolta della nostra vituperata Sicilia?
Può occuparsi per favore della questione agrumi, uva da tavola, olio, grano duro, e soprattutto può occuparsi della riduzione della produzione cartacea voluta dalla burocrazia, produzione che aumenta a dismisura ogni giorno che passa?
Caro Ministro il 5%, le chiedo solo di fare il 5% di ciò che ha già fatto.
Grazie
Corrado Vigo - agronomo

mercoledì 3 dicembre 2008

Rivendichiamo la "QUESTIONE SICILIANA"!

CLICCA E LEGGI:
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MOVIMENTO PAR LA INDEPENDENSA DEŁA VENETIA
VENETI
TEL.: 3489065372
FAX: 04441380378

Turi Lima:"Chiddu ch'è certu, sugnu: e sugnu sicilianu"...

SUGNU SICILIANU !
Nasceva il 18 agosto 1925, in Sicilia, nella contadina Catenanuova, da Carmelo e Giuseppina Muni, Venero Maccarrone, che, alla fine degli anni settanta, con lo pseudomino Turi Lima, ha dato vita ad una "poesia rivoluzionaria" in lingua siciliana, tutta votata alla Sicilia, Sicilia intesa come Patria del Popolo Siciliano, come Nazione cancellata, che, attraverso un'opera si sensibilizzazione culturale tesa al recupero della specificità dell'identità degli Isolani, poteva essere riconquistata dai Siciliani: "Si sugnu lava o sùrfuru / si sugnu aranciu o pala / si sugnu jnestra o mènnulu ju non lu pozzu diri. Chiddu ch'è certu, sugnu: e sugnu sicilianu"
CLICCA PER CONTINUARE: Orazio Vasta - 18/11/2008

SALVIAMO IL SOLDATO CIANO! (di Mario Di Mauro)

Ricevo e pubblico....
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Salviamo il soldato Ciano!
L'obiettivo di presentare un conto simbolico alla casata savojarda è giusto.
E' certo che per accukkiari una maggioranza in consiglio comunale, a Gaeta come altrove, un minimo di tattica ci vuole.
Il soldato Ciano ha il mio sostegno,
la mia amicizia,
la mia solidarietà politica e umana.
Basta con queste chiacchiere.
Viva Ciano!
Mario Di Mauro

"Da come ho capito a Gaeta sabato pomeriggio ci..."

Ricevo e pubblico...
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Assà bbinirica a tutti,
da come ho capito a Gaeta sabato pomeriggio ci dovrebbe essere una delibera, un'ordine del giorno da parte del consiglio comunale, in cui viene chiesto risarcimento per i bombardamenti subiti nel 1860-1861.
Da un certo punto di vista sarebbe un buon punto a favore di tutto il movimento legato alla rinascita delle nostre genti contro i sorprusi del regno sabaudo.
Su questo aspetto penso che avrebbe dovuto dare molta pubblicità allargata a tutti, ed avere il sostegno di tutti.
Speriamo solo che l'amministrazione comunale di cui Antonio Ciano fa parte, porti avanti questa battaglia fino in fondo per i danni subiti. E' pur sempre un atto di coraggio come fece quest'estate il Sindaco di Capo d'Orlando.
E' una battaglia anche culturale per non dimenticare le "malefatte" commesse nei confronti di tutte le nostre genti.
A maggior ragione adesso che ci prepariamo alla nuova competizione elettorale per il Parlamento Europeo, dove dovremmo conquistare quella visibilità politica a tutte le nostre genti dell'antico regno di Sicilia e di coloro che sono emigrati o esiliati, come dice il nostro caro Mario Di Mauro, che non sarà più mediata dai partiti burattini di destra e sinistra, ma che possa essere protagonista per il recupero socio-economico delle nostre terre.
E' insopportabile che certe scelte per favorire la ripresa economica vengano decisi da personaggi politici, di cui molti dei loro seguaci ha un atteggiamento quasi razzista e/o di superiorità nei ns. confronti, provenienti dal nord della penisola e con la compiacente assertività di molti politici provenienti dal regno, facciano solo scelte per difendere particolari interessi di mercato, o meglio di salvaguardia della loro colonia.
Rrusariu
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"Aiutati che l'Io ti aiuta" (di Gabriele B.Fallica)

Ricevo e pubblico...Ciao Gabrielle!Comunicato stampa
Nuovo libro del giornalista Gabriele B. Fallica
"Aiutati che l'Io ti aiuta"
Short stories
Con gentile preghiera ai colleghi delle redazioni
di dare - se possibile - notizia del meccanismo
relativo alla Produzione dal Basso.

Grazie.
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Catania, 3/12/2008
Al via una nuova produzione dal basso per Gabriele B. Fallica. Si tratta di "Aiutati che l'Io ti aiuta", settimo libro del giornalista catanese classe 1975, direttore di Assud.it e webmaster di "Words on Mud", community web di scrittori emergenti.
Dopo "Lo stile è una risposta a tutto", anch'esso produzione dal basso, l'autore si avvicina al mondo del lavoro, dei precari e di chi è vittima di capiufficio bisbetici, di colleghi fannulloni, di chi cerca lavoro senza riuscirci e di colloqui assurdi che finiscono in rissa e pugni in faccia.
E' un libro di short stories dedicato ai pendolari che salgono sui bus e sui treni ogni mattina e affrontano con rassegnazione il via vai quotidiano in attesa che arrivi la fine del mese (o il giorno dello stipendio) per dire ancora una volta "l'ho fatta franca".
Non mancano il cinismo e la "cattiveria" che da sempre, contraddistinguono lo stile graffiante dell'autore.
A tutto si somma la consapevolezza, un po' amara, che nella vita non ci aiuta mai nessuno e che, anzi, tanti (troppi) sono dediti alla teoria della "coltellata alle spalle preventiva"... se possono i colleghi, gli amici, i familiari ti fanno lo sgambetto e ti fanno rovinare per terra insieme ai tuoi sogni... il perché non te lo diranno mai.
E' un nuovo mondo, quello del lavoro, esplorato da Gabriele B. Fallica.

La tecnica di scrittura è ancora una volta quella del "flusso di coscienza" - illustrata da Jack Kerouac - ossia al "primo pensiero e alle parole che quel pensiero comporta" senza mentire a se stesso con riletture, revisioni e correzioni.
La lezione di fondo è quella della letteratura americana che Fallica definisce di "Libertà": da Mark Twain a Kerouac passando per Hemingway, Henry Miller, la Beat Generation e Henry Charles Bukowski. Ancora una volta, l'autore, fa riferimento al genere della short story: racconti brevi, efficaci, e filmici.

Il lettore riesce a immaginare la scena nella propria mente come se la stesse vivendo in prima persona.
Il titolo del libro riprende un vecchio detto popolare "Aiutati, che Dio ti aiuta" ma per l'autore persino Dio si è dimenticato di lui e del suo mondo reale ma non del tutto autobiografico al 95% (tante storie sono "prese in prestito" e rielaborate da vicende altrui.
Non rimane che rimboccarsi le maniche e pensare "Aiutati, che l'Io ti aiuta".
La produzione dal basso.

E' un meccanismo democratico e virtuoso che consente al lettore non solo di scegliere cosa leggere ma di produrre la propria copia o le copie che vorrà comprare direttamente dall'autore.
Il lettore si collega alla piattaforma web di Produzioni dal Basso (www.produzionidalbasso.com/pdb_307.html
) e decide quante copie acquistare.
L'autore ha già fissato la tiratura, la tiratura minima e il costo del progetto.

In tal modo più copie sono prenotate e meno costa il libro a chi prenota.
Non ci sono tempi precisi.

Il libro sarà stampato non appena sarà raggiunto un numero di prenotazioni pari alla tiratura minima.
Di solito non si tratta di tempi estremamente lunghi: 90-120 giorni.
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"Comitato anti Savoia" di Gaeta e dintorni...

Ricevo da Antonio Ciano e pubblico integralmente...
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VOLANTINO IN DISTRIBUZIONE A GAETA IL 06/12/08
I Savoia hanno chiesto alla nostra Repubblica 270 milioni di Euro come danni per il loro dorato esilio, 170 per il padre Sig. Vittorio Emanuele, e 90 per il figlioccio Emanuele Filiberto, senza ritegno.
Sabato, 6 dicembre c.m. il Consiglio Comunale di Gaeta, in seduta straordinaria, alle ore 16,00, si riunirà per discutere ciò che accadde nella città dai primi di novembre del 1860 al 13 febbraio del 1861, quando fu massacrata e rasa al suolo da 160 mila bombe e dalle truppe dei Savoia, senza dichiarazione di guerra.
I danni dell'assedio furono chiesti dai nostri amministratori di allora e ammontaro a 2.047.702,15 lire di allora, corrispondenti a 220 milioni di euro attuali.
Il Regno di Sardegna prima e il Regno d'Italia dopo, non hanno mai pagato detti danni, Gaeta li pretende.
Bisogna solo accertare storicamente chi li procurò.Visto che non ci fu dichiarazione di guerra i danni dovrebbero essere pagati dal capo di quell'esercito, cioè Vittorio Emanuele II, o da chi ha preso la sua eredità, ossia coloro i quali hanno chiesto alla nostra Repubblica il risarcimento di cui sopra, essendo eredi diretti.
I consiglieri comunali, siamo sicuri, si spoglieranno delle loro vesti partitiche, bisogna difendere gli interessi di Gaeta e la sua dignità,oltre agli interessi della nostra repubblica attaccata dagli eredi di una monarchia che ha causato all'Italia intera lutti e dolori.
Questa repubblica è nata il 2 giugno del 1946 sulle ceneri di casa Savoia, francesi di lingua e di origine.
Sabato si scriverà una pagina di storia Patria, finalmente un Comune di questa Italia martoriata ha preso il coraggio di portare nella massima assise democratica della città i conti con la storia.
Diamo atto a tutti i partiti, da destra a sinistra, di aver recepito il messaggio e il grido di indignazione che sale dall'Italia tutta.
W GAETA , W L'ITALIA REPUBBLICANA
Comitato anti Savoia
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Sicuramente è un dato positivo quello che sta accadendo a Gaeta.
E' ovvio che la richiesta di risarcimento chiesta ai Savoia è vista con favore da tutti i popoli,dalla Sicilia al Veneto,passando per la Campania e la Liguria,che hanno subito la violenza dell'annessione.
E' un'operazione,questa di Gaeta,a cui rivolgiamo il nostro plauso,ricordando,nello stesso momento,che l'Italia Repubblicana ha sancito il proseguimento dell'ANNESSIONE consumata dai Savoia. Allora,io mi chiedo,se l'Italia repubblicana è continuazione dell'Italia monarchica,perché non chiedere il risarcimento per i danni subiti dall'annessione direttamente allo Stato italiano?
Mi chiedo,come farà l'Italia repubblicana a condannare le malefatte dei Savoia,considerando che l'atto di nascita dello Stato italiano è stato sancito con i massacri che portano il nome di "Risorgimento italiano"?
Orazio Vasta

Torneo di Calcio per le nazionali senza Stato!

Ricevo e pubblico...
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Ufficializzazione della nascita della squadra nazionale di calcio DUE SICILIE.
Finalmente anche noi nel Torneo di Calcio per le nazionali senza Stato!

http://comitatiduesicilie.org/

Nuovo DIZIONARIO ITALIANO-GENOVESE

Ricevo dall'amico Franco e pubblico fraternamente...
COMUNICATO STAMPA
Sabato 6 dicembre 2008, dalle ore 16.00 alle ore
17.30
Franco Bampi sarà alla Fiera del Libro in Galleria Mazzini (altezza del civico 3)per discutere, con tutte le persone interessate, del suo
Nuovo DIZIONARIO ITALIANO - GENOVESE ILLUSTRATO E COMMENTATO in grafia ufficiale con la PRONUNCIA DI TUTTE LE PAROLE
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I "vocabolari storici" del genovese (quelli Ottocenteschi, per intenderci) avevano lo scopo di insegnare l'italiano: ecco perché presentano la parte genovese - italiano. Oggi la situazione è opposta: occorre avere uno strumento che possa fornire informazioni non sull'italiano ma sul genovese sia per parlarlo sia per non perderne la ricchezza linguistica. Ecco perché questo ultimo lavoro del prof. Franco Bampi, svolto in collaborazione con la Nuova Editrice Genovese, presenta la parte italiano - genovese.
Ma la vera novità è che il dizionario adotta, per la prima volta, la
grafia ufficiale proposta dall'Academia Ligustica do Brenno. In questo modo è possibile conoscere l'esatta pronuncia di ogni parola genovese scritta nel dizionario (quindi non solo quelle dei lemmi). Un comodo segnalibro allegato al libro riporta il simbolo dell'Academia Ligustica do Brenno e uno snello prontuario per sapere come pronunciare le varie vocali accentate e no e le consonanti più tipiche della lingua genovese. Il dizionario presenta, nei casi più difficili, il plurale dei nomi e, per i verbi, la prima persona dell'indicativo presente e il participio passato.
Coerentemente con la finalità di insegnare il genovese, il dizionario offre una ricca fraseologia composta di proverbi, modi di dire e frasi colloquiali. Anche le molte illustrazioni sono corredate da alcuni versi in genovese.
Un'opera nuova, quindi, adattissima ai tempi per risolvere i dubbi non solo di scrittura, ma anche di come le singole parole vadano correttamente pronunciate in un genovese verace e "portoliano",
come da antica tradizione.
Per informazioni:
Franco Bampi tel 320-43.67.060

Sabato 6 Dicembre Seminario di Studi ad Auletta e Pertosa sul Terremoto del 23 Novembre 1980

A Trent'anni dal devastante terremoto del 23 Novembre 1980, Seminario di Studi, tra "Analisi e prospettive", ad Auletta e Pertosa.
Per informazioni: http://monesti.blog.tiscali.it

"CINESERIE" MADE IN PADANIA

Non si tratta di un fotomontaggio,si tratta di "cineserie" made in Padania!
Infatti,si tratta di "miscela di caffè Padano":
"Miscela di caffè Padano torrefatto macinato normale-Sovvenzione Euro 5.00 cad.(più spese di spedizione postali)quantità minima 3 barattoli ".
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"Cialde caffè espresso confezione da 100 pezzi -Sovvenzione Euro 30.00(più spese di spedizione postali)".
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NIENTE FOTOMONTAGGIO:"Il Caffè della Padania" è regolarmente in vendita on-line attraverso il sito ufficiale della Lega Nord-Padania (www.leganord.org )...

IL POST DI VIGOPARLANDO:L'Altra Terra....

Ieri
mi hanno segnalato
l'apertura di un altro blog siciliano che tratta di agricoltura: l'
Altra Terra.
Vediamo di che tratta ....
il link è
qui.


Per adesso c'è scritto
"nasco oggi".