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lunedì 19 gennaio 2009

ISRAELE-PALESTINA:DENTRO IL CONFLITTO...

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Le guerre tra Israele e i paesi arabi confinanti iniziano nel 1948, quando nasce lo Stato ebraico. I palestinesi rigettano il piano di spartizione delle Nazioni Unite (due stati per due popoli) e una coalizione di stati arabi, tra i quali Iraq, Giordania, Siria ed Egitto attacca Israele,che riesce a difendersi e a ricacciare indietro le truppe avversarie.
LA PALESTINA SECONDO L'ONU
I territori che per le Nazioni Unite spettano alla Palestina sono la Cisgiordania, Gerusalemme est e la Striscia di Gaza.
NASCE L'OLP
Nel 1956 Israele, sfruttando la crisi di Suez, attacca l’Egitto ma viene fermato dalla comunità internazionale.
Nel 1964 nasce l’Organizzazione per la Liberazione della Palestina che punta a dare una rappresentanza ai palestinesi, slegandoli dalla dipendenza dai paesi arabi. Poco dopo ne diventa capo Yasser Arafat che la guiderà fino alla morte.
GUERRA...SOLO GUERRA
Nel 1967 scoppia la guerra dei Sei Giorni con la quale Israele occupa la Striscia di Gaza, la Cisgiordania e Gerusalemme est.
Nel 1973 Egitto e Siria attaccano Israele; è la guerra dello Yom Kippur. Israele occupa il Sinai in Egitto e le alture del Golan in Siria.
Nel 1979 l’Egitto firma un accordo di pace con Israele. Finiscono così le guerre tra Israele e gli stati arabi, da questo momento in poi allo stato ebraico si contrapporrà solo l’Olp.
Nel 1982 Israele invade e occupa la parte meridionale del Libano per distruggere le basi palestinesi.
INTIFADA
Dal 1987 al 1992 i palestinesi cominciano una forma di resistenza popolare, chiamata Intifada.
GLI ACCORDI DI OSLO
Nel 1993 vengono firmati gli Accordi di Oslo e sembra che il conflitto stia per finire, ma i nodi principali restano irrisolti e rimandati a un secondo turno di negoziati: la nascita di uno stato palestinese indipendente, il ritorno dei profughi palestinesi, il controllo delle scarse risorse idriche e lo status di Gerusalemme.
Nel 1994 la Giordania firma un accordo di pace con Israele.
NASCE L'ANP,CON ARAFAT PRESIDENTE
Nelle zone che dovrebbero diventare il futuro stato palestinese comincia una forma di autogoverno guidata dall’Autorità Nazionale Palestinese, presidente della quale viene eletto nel 1996 Yasser Arafat. Dopo l’entusiasmo degli Accordi, la diplomazia internazionale arresta la sua pressione e israeliani e palestinesi non riescono a trovare un accordo.
Israele si è ritirato dal Libano nel 2000.
SECONDA INTIFADA
La tensione ricomincia a salire e, nel settembre 2000, comincia la seconda Intifada scatenata da una provocatoria passeggiata dell’allora candidato premier israeliano Ariel Sharon sulla Spianata delle Moschee.
Le principali formazioni militari palestinesi
Le Brigate Izz ad-Dīn al-Qassām (braccio armato di Hamas), la Jihad Islamica, il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, le Brigate dei Martiri di al-Aqsa (braccio armato del partito Fatah).
MUORE ARAFAT
Il conflitto ha cominciato a calare d’intensità quando, l’11 novembre 2004, muore Arafat. Il governo israeliano, guidato da Ariel Sharon, e le cancellerie delle grandi potenze mondiali, si dichiarano di nuovo pronte al confronto con i palestinesi, dopo che Arafat era stato considerato negli ultimi anni un interlocutore poco credibile.
ABU MAZEN SUCCEDE AD ARAFAT
Nel gennaio 2005 si tengono le elezioni presidenziali in Palestina e successore di Arafat viene nominato Mahmoud Abbas (Abu Mazen).
Il dialogo riprende, ma il governo Sharon decide unilateralmente di sgomberare la Striscia di Gaza, occupata nel 1967, ad agosto 2005. L’esercito di Tel Aviv sgombera con la forza i coloni israeliani e lascia l’amministrazione del territorio ai palestinesi.
PALESTINA,ELEZIONI POLITICHE:VINCE HAMAS
Il 25 gennaio 2006, le elezioni politiche in Palestina sanciscono la vittoria del partito (armato) degli islamisti di Hamas. Il nuovo governo di Hamas ha però vita breve, dato che viene da subito boicottato dalla comunità internazionale e da Israele. Quest'ultimo sostiene Abu Mazen, sia apertamente che sottobanco, fornendo armi alle forze di Fatah e liberandone i prigionieri, mentre all'opposto i deputati eletti di Hamas vengono arrestati.
HAMAS CATTURA IL CAPORALE ISRAELIANO SHALIT
Nel giugno 2006 Hamas cattura, al confine con la Striscia, il caporale israeliano Gilad Shalit, allora diciannovenne.
Israele, però, rifiuta di barattarne la liberazione con quella di tutti i bambini e le donne palestinesi detenuti, come proposto da Hamas.
GAZA SOTTO IL CONTROLLO DI HAMAS
Nel febbraio del 2007 (in mezzo c'è stata la guerra tra Israele e Libano dell'estate 2006), Hamas e Fatah accettano di formare un governo di unità nazionale, sulla base di un accordo raggiunto alla Mecca. La crisi inter-palestinese continua però ad aggravarsi progressivamente, fino a quando, nel giugno del 2007, sfocia in scontri aperti che culminano con la conquista della Striscia di Gaza da parte di Hamas, mentre in Cisgiordania Fatah accusa il partito islamico di aver fatto un colpo di Stato, e fonda un governo di Emergenza. Israele nei mesi successivi dichiara Gaza “entità nemica” e stringe la Striscia sotto un durissimo embargo, impedendo l'apertura dei confini, incluso quello di Rafah, tra la Striscia e l'Egitto. Un embargo che nel gennaio 2008 spinge Hamas a distruggere tratti della barriera di confine, per consentire alla popolazione di sfondare in Egitto in massa, per procurarsi generi di prima necessità.
COLLOQUI ISRAELE-ANP
Sull'altro fronte, nel novembre 2007, Israele e l'Autorità Palestinese di Abu Mazen e del premier Salam Fayyad, iniziano un percorso di colloqui di pace con la supervisione Usa ad Annapolis. Le trattative, però, procedono da subito a rilento per l'indisponibilità da parte di Israele a discutere i temi chiave del conflitto: lo status di Gerusalemme e quello dei profughi palestinesi. Non solo, Israele prosegue anche imperterrito la costruzione e l'ampliamento delle colonie in Cisgiordania, allo scopo di creare dati di fatto sul terreno, che non potranno essere coinvolti nella trattativa. Le proteste in questo senso della Segretario di Stato Usa, Condoleezza Rice, rimangono inascoltate, mentre le concessioni israeliane ad Abu Mazen si limitano alla liberazione di alcuni detenuti con pene in scadenza, e di militanti delle Brigate dei Martiri di Al Aqsa, a condizione che rinuncino alla lotta armata. Il colloqui di Annapolis promettevano di portare alla nascita di uno Stato palestinese entro la fine del 2008. Ma,nell'autunno 2008, la carriera del premier israeliano Olmert viene compromessa da guai giudiziari che portano la ministro degli Esteri Tzipi Livni a prendere il controllo del partito Kadima. La scadenza dei colloqui a quel punto diventa impossibile da rispettare, e tutto slitta al 2009, dopo le elezioni in Israele e la fine del mandato di Abu Mazen. La contesa per il futuro governo israeliano è soprattutto tra la Livni e Banjamin Netanyahu del Likud, la destra oltranzista. Mentre ancora non è affatto certo che le elezioni palestinesi si terranno.
HAMAS DICHIARA UNA TREGUA CON ISRAELE
Nel giugno 2008, Hamas aveva dichiarato una tregua con Israele, impegnandosi a cessare il lancio di razzi verso il sud del territorio israeliano in cambio della riapertura dei valichi della Striscia. Una tregua interrotta da diversi raid israeliani attuati per compiere omicidi mirati di miliziani, e da sporadici lanci di razzi da parte delle milizie non direttamente legate con Hamas. Nel frattempo i confini della Striscia vengono aperti solo di rado, e la popolazione di Gaza continua a impoverirsi sfiorando in più periodi un'autentica crisi umanitaria.
COMMANDOS ISRAELIANI COLPISCONO A GAZA
Tra novembre e dicembre 2008, corpi speciali israeliani compiono piccoli attacchi dentro la Striscia, provocando la reazione di Hamas che, allo scadere della tregua, il 18 dicembre 2008, riprende massicciamente il lancio di razzi, lasciando intendere l'intenzione di concordare una nuova tregua, che garantisca la reale apertura dei confini.
CAST LEAD,PIOMBO FUSO
Israele non reagisce per alcuni giorni finché, il 27 dicembre, lancia a sorpresa l'offensiva denominata Cast Lead, Piombo Fuso. La Striscia di Gaza viene bombardata per cinque giorni e successivamente viene invasa dall'esercito israeliano...
VITTIME
Le guerre tra Israele e i paesi arabi confinanti, del 1948 al 1973, hanno causato la morte di circa 100mila persone. La prima Intifada, dal 1987 al 1992, ha causato la morte di 2 mila persone, in massima parte palestinesi. Dall'inizio della seconda Intifada (settembre 2000) al 20 giugno 2007, hanno perso la vita 4626 palestinesi e 1050 israeliani. Almeno 214 palestinesi sono morti negli scontri tra le milizie di Hamas e Fatah. Il bilancio provvisorio della guerra nella Striscia di Gaza del dicembre2008/gennaio 2009 è di oltre 1000 palestinesi morti, più della metà civli, e meno di 20 le vittime israeliane.
RISORSE CONTESE
Rispetto al conflitto generale innescato dalla rivendicazione dei Palestinesi per la nascita di un loro stato indipendente, il problema è quello sia dello Stato di Israele che dei palestinesi per il controllo dell’accesso ai fiumi e alle riserve idriche, scarse, della zona.
FORNITURE ARMAMENTI
Israele riceve armi e addestramento soprattutto dagli Stati Uniti, ma anche dalla Francia e dalla Germania, anche se riesce a produrre da solo la massima parte degli armamenti che servono alle sue forze armate. I vari gruppi palestinesi ricevono armamenti ed addestramento dall’Arabia Saudita, dall’Iran dalla Siria.

lunedì 5 gennaio 2009

5 GENNAIO 2009,RICORDIAMO IL GIORNALISTA PIPPO FAVA,UCCISO,25 ANNI FA,A CATANIA,DALLA BESTIA MAFIOSA!

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Nella foto,Pippo Fava,il direttore Pippo Fava,in "trincea",mentre preparava gli articoli che hanno sancito la sua condanna a morte!



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Sot, më 5 janar, në Katania të Sicilisë përkujtohet 25-vjetori i vrasjes së gazetarit Pippo Fava nga mafia shtazarake
Në librin e tij “Hulumtimet e Sicilianëve” të botuar në vitet 80 të shekullit të kaluar, gazetari i mirënjohur nga Sicilia, Pippo Fava, i vrarë pabesisht nga Mafia, 25 vjet më parë veç tjerash ka shkruar: “Po shndërrohem krejtësisht në një katanez, fëmijët e mi janë lindur dhe janë rritur në Katania, ku kam pak miq dhe shumë armiq. Në këtë qytet kam përjetuar të gjitha dhembjet e mia, ankthin, dyshimet dhe gëzimet të lumturisë njerëzore nga ana ime. E dua këtë qytet me një ndjenjë sentimentale... Në vitin 1981 Pippo Fava ka shkruar: "Unë udhëhiqem nga një koncept moral i gazetarisë. Një gazetari e faktuar me të vërtetën, e cila vazhdimisht pengohet nga korruptimet, e cila frenohet nga dhuna e kriminaliteti, e cila pretendon funksionimin e shërbimeve shoqërore, një gazetari e zellshme e cila i imponohet qeverisjes së mirë...." .
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Fonte: http://www.radiokosovaelire.com/

http://www.youtube.com/watch?v=jAogBSvaSyU


venerdì 2 gennaio 2009

"Buon 2009 a tutti i Veneti e a tutti gli amici dei Veneti!"(di Gianluca Busato-Pnv)

Lo statalismo neocanagliesco primo nemico della libertà dei Veneti
Molti ritengono di secondaria importanza la questione economica nell’analisi politica. Si può convenire che la profondità delle argomentazioni stia altrove, nella giustizia, nella filosofia, nella letteratura, nell’arte (anche quella militare), nelle scienze sociali, o nelle scienze tout court.Sì, senz’altro è vero, i soldi sono poca cosa di per sé e quel poco anche molto volgare.E come non essere d’accordo?
Già. Però non si capisce perché sul soldo sonante si intrecci l’interesse di chi ci governa, di chi ora ci sprona all’ottimismo.
Se il soldo è così importante, in tempo di crisi varrà pure la pena di tenerlo da parte, no?Proprio perché siamo ottimisti e prevediamo un 2009, forse un 2010, di sicuro un 201X con il nostro Veneto indipendente e felice, vale la pena di tenercelo per tempi migliori questo piccolo soldo che ci è rimasto.
Non si capisce perché dobbiamo cominciare noi cittadini, figli di nessuno, a ingenerare l’ottimismo nelle facce di bronzo che ci hanno portato nella situazione attuale.
Risparmio, risparmio, solo risparmio, questo è l’unico consiglio che come indipendentisti veneti ci sentiamo di dare.
Se proprio non ve la sentite di fare altrimenti, investite solo in fondi obbligazionari i cui emittenti abbiano la tripla A.
Comprate terra.
Aprite un conto all’estero per lasciare un piccolo deposito di salvaguardia, fatelo al più presto: ci si mette veramente poco tempo ad andare una mattina in stati meno malmessi di quello italiano, Austria, o Svizzera, per esempio.Molte banche svizzere o austriache hanno uffici di rappresentanza nelle città venete. Hanno personale che parla la nostra lingua, preparato e cordiale, che saprà darvi preziosi consigli, disinteressati dalla “salvaguardia dello stato italiano” che tanto commuove i nostri politicanti e i vari rappresentanti delle “parti sociali(ste)” che anche in questi giorni si premurano di convincerci a lavorare gratis per il Grande Fratello italiano che soffre del nostro egoismo.Altrimenti continuate pure a fidarvi dei barzellettieri e di coloro che non hanno mai dovuto lavorare un giorno nella loro vita, grazie alla vostra solidarietà.
Ecco il nostro augurio per l’anno che verrà: vi auguriamo che sappiate resistere alle sirene dei giornali e delle tv italiane che cercheranno di convincervi a spendere i vostri soldi per tappare il colabrodo di uno stato la cui vita finanziaria ha i giorni contati e che forse non vedrà nemmeno il 2010.
Resistete anche ai falsi consiglieri finanziari, sotto qualsiasi forma essi si presentino, che cercheranno di rubarvi i vostri risparmi per arginare la diga pericolante di carta straccia degli oltre 330 miliardi di euro di bot italici in scadenza nel prossimo marzo.
Imparate a distinguere bene il vostro più grande nemico, tra i molti mostri che minacciano la nostra felicità, ovvero questo stato tricoloruto tenuto in piedi malvagiamente con gli artifizi diabolici dei nostri mefistofelici governanti assetati dei nostri (pochi) soldi.
Ricordiamoci che più poveri saremo e meno libertà potremo avere, anche quelle fondamentali.A quel punto la cultura, la filosofia, la musica, l’arte e le scienze resterebbero solo un ricordo di quando avevamo da parte il tempo da dedicarci.
Tenetevi stretti i vostri soldi e le libertà che essi vi assicurano.
E aderite in fretta alla causa per l’indipendenza veneta, perché solo uno Stato Veneto leggero e giusto saprà rispettare i cittadini Veneti, unici sovrani e artefici della propria felicità.
Buon 2009 a tutti i Veneti e a tutti gli amici dei Veneti!
Gianluca Busato
Segretario Pnv

lunedì 22 dicembre 2008

Il M.I.L. augura a tutti Buon Natale e Felice anno nuovo...VERSO L'INDIPENDENZA!

*******AUGURI a Orazio Vasta !!!
Il M.I.L. augura a tutti
Buon Natale e Felice Anno Nuovo
nell'attesa che possa realizzarsi quello che è scritto nell'interpellanza parlamentare presentata dall'allora Sen. Aleandro Longhiil 18 luglio 2002, che recita:
"La perdita, illegittimamente subìta, dell'indipendenza di un popolo(in questo caso di quello ligure),dei suoi valori e della sua civiltà è inestimabile e non risarcibile se non con il ristabilimento del diritto leso".

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Il Presidente Vincenzo Matteucci e il Segretario Franco Bampi
M.I.L.-Movimento Indipendentista Ligure
Via XX Settembre 21/7 (4° piano) 16121 Genova
Tel e Fax 010-585263
Il sito ufficiale www.mil2002.org





giovedì 18 dicembre 2008

Addio alle menti. Un´ipoteca sul futuro.(di Paolo Bernardini)

Ricevo e pubblico...
Mi hanno fatto riflettere, in questi giorni, due notizie.
La prima pubblicata sul "Chronicle of Higher Education", uno dei più importanti giornali dedicati al mondo universitario, americano e non solo.
La Cina sta facendo ritornare, in quello che l´articolista chiama "reverse brain drain", i suoi cervelli migliori dall´America.
Ma anche diversi cervelli americani stanno ora guardando alla Cina, per la carriera accademica.
E il fenomeno si rivela preoccupante anche per gli atenei americani.
L´altra notizia riguarda un solo studioso, invece, e che io sappia non è mai stata pubblicata sui giornali.
Un filosofo, giovane e di fama internazionale, ha lasciato l´università italiana per tornare in Inghilterra.
Ora, poiché entrambi siamo stati "biografati" nel medesimo libro, di gran successo, del 2001, Cervelli in fuga, e forse qualche volta in passato le nostre strade si sono incrociate, la cosa mi ha colpito; poiché entrambi nel 2001, io in Australia, e lui da qualche parte nel mondo, esprimevamo in un modo o nell´altro una nostalgia per l´Italia, intesa come luogo degli affetti, certo non per l´abominio ITA, lo stato.
Evidentemente in quasi un decennio questa "nostalgia" è venuta meno, almeno per lui.
Non credo che la stampa abbia parlato delle sue dimissioni.
Svilita dall´essere mani dello stato, milioni di euro di finanziamento pubblico vanno ai principali quotidiani, e ai principali media, la stampa preferisce di occuparsi del calciatore che arriva, delle tette delle veline, della strage di Erba, cercando di gettare un velo di menzogna sul disastro che si avvicina, mischiando sesso sangue e denaro nel modo più vile, tanto da rendere un film snuff moralmente più corretto e visivamente più godibile.
Uno studioso di grande valore che va via non fa notizia.
E chi se ne frega!
Non ha milioni di tifosi pronti a morire, e a uccidere per lui, dando infinita gioia ai presidenti delle società di calcio, che per ogni morto allo stadio sentono cresciuta la loro importanza, e il loro ruolo del mondo, legati come sono al mondo pubblico di ITA, in quella cloaca massima che è il massimo campionato di calcio.
Panem et circenses.
Ma la miseria cresce, e gli spettacoli dovranno diventare sempre più estremi, per poter intrattenere.
Si darà in pasto alle fiere Pippo Baudo, Fiorello verrà fatto combattere contro un leopardo?
E invece, per ogni studioso di valore che si allontana,
la misera ITA diventa ancora più misera e triste.
E´ un degrado costante;
cadono i tetti delle scuole,
muoiono gli studenti,
le università sono ridotte a scuole superiori di basso livello,
la ricerca è altrove,
le strutture eccellenti sono altrove,
i buoni docenti sono altrove, o vanno altrove.
Nella Venetia libera non sarà così.
Sarà il contrario.
Ma non è neanche il caso di ribadirlo.
Il degrado è davanti agli occhi di tutti, nel nostro sistema universitario.
E in generale in tutti i settori dell´istruzione, la Cenerentola nel paese delle Cenerentole, la Cenerentola al Quadrato.
Un giorno le università della Venetia rifioriranno.
Non dubito.
Quando la libertà sarà riconquistata.
Paolo Bernardini

Presidente Partito Nasional Veneto

mercoledì 17 dicembre 2008

"Senza libertà cosa farete?" (di W.Wallace)

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" Siete venuti a combattere da
uomini liberi,e uomini liberi siete:
senza libertà cosa farete?
Certo chi combatte può morire,
chi fugge resta vivo,
almeno per un po'…
Agonizzanti in un letto
fra molti anni,
siete sicuri che non sognerete
di barattare tutti i giorni che
avrete vissuto, a partire da oggi,
per avere l'occasione,
solo un'altra occasione,
di tornare qui
sul campo
ad urlare ai nostri nemici
che possono toglierci anche la vita,
ma non ci toglieranno mai
la libertà".
William Wallace (eroe della Nazione scozzese)
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Sir William Wallace (Elderslie, 127023 agosto 1305) è stato un condottiero scozzese che guidò i suoi connazionali alla ribellione contro l'occupazione della Scozia da parte degli Inglesi; nel quadro delle Guerre di indipendenza scozzese, Wallace combatté anche contro re Edoardo I d'Inghilterra.
La visione popolare consolidata spesso considera Wallace come una "persona del popolo", in contrasto con il connazionale Robert the Bruce (
Roberto I di Scozia), che era di nobile lignaggio. La famiglia di Wallace discendeva da Richard Wallace (Richard il Gallese), un possidente terriero che visse sotto i primi membri della famiglia Stuart
, poi famiglia reale a pieno titolo.
Wallace nacque a
Elderslie, nel Renfrewshire (vicino a Kilmarnock, Ayrshire) attorno al 1270, il che lo rendeva ancor giovane negli anni di maggior splendore personale, tra il 1297 e il 1305.
PER CONTINUARE A LEGGERE,CLICCA:
http://it.wikipedia.org/wiki/William_Wallace

domenica 14 dicembre 2008

SOCIAL CARD,UTILI PER LE BANCHE...(di Cristiano Seddone)

Social Card, utili per le banche.
Lo Stato Italiano aiuta le banche.
iRS sostiene chi ne è vessato.
Ancora una volta i partiti italiani ci fanno capire quanto sia urgente ottenere la nostra indipendenza. Non solo questioni di carattere culturale, storico, linguistico ma una vera carenza di diritti di cittadinanza, anche di tipo economico, spingono ... [+]
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sabato 13 dicembre 2008

Misioni i EULEX-it kontestohet nga Prishtina(di O.Vasta)

Orazio Vasta: Misioni i EULEX-it kontestohet nga Prishtina
Dihet tashmë edhe zyrtarisht se Misioni Evropian i policisë dhe i drejtësisë, EULEX është destinuar që dalëngadalë ta zëvendësojë misionin e UNMIK-ut të OKB-së. Rreth 1.400 pjesëtarë të këtij misioni dhe 500 pjesëtarë të tjerë zyrtarë lokalë do të shtrihen në tërë territorin e Republikës së pavarur të Kosovës. Në muajin prill kur pritet që ky mision të kompletohet në tërësi, do të ketë një efektiv të përgjithshëm prej 1.900 pjesëtarëve evropianë dhe një tjetër rreth 1.100 zyrtarë vendorë.
Më gjerësisht... *

*clicca per continuare
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Per la versione in italiano:

E se lo "STRAPPO" lo facesse,dalla Sicilia, il Presidente Raffaele Lombardo?

Crisi di governo e ritorno alle urne in Sicilia Cuffaro detta la linea a Casini?
Tutto e’ possibile nell'Isola
ieri, 12 dicembre 2008
Tanto tuono’ che piovve.

Mpa e capo del governo per la prima volta fuori dal tavolo della maggioranza di centrodestra.
Il meeting romano dei capi di FI, AN e UDC a Palazzo Madama, sede del Senato della Repubblica – un'iniziativa del senatore Cuffaro? – resta, storicamente, il primo strappo formale dei due partner del Governatore: non invitare Lombardo non e’ solo un scortesia ne’ un avvertimento ma la stipula di un patto fra le tre componenti della maggioranza di centrodestra.
Dopo le polemiche, i messaggi aspri, le critiche e le iniziative legislative “esterne” al governo, e’ arrivata la formalizzazione di un dissenso che potrebbe portare a nuove elezioni regionali ove non dovesse essere composto.
Dissenso su tutto – la sanità, l’organizzazione amministrativa, le societa’ regionali partecipate – e conseguente stop al bilancio ed alla finanziaria regionali.
Un guaio per la Sicilia in tempi di crisi.
A sentire loro, si tratta di normale amministrazione, anzi il rinvio del bilancio e l’apertura della procedura di supplenza del documento finanziario, cioè l’esercizio provvisorio per potere pagare gli stipendi e far fronte alle spese correnti.
C’e’ in corso un tentativo di mettere dentro dell’altro, bisognerà aspettare per capire.
La partita e’ complicata.
L’UDC di Cuffaro gioca a tutto campo ed ha le carte giuste per diventare determinante, nonostante l’apparente debolezza.
L’Udc non fa parte della maggioranza a Roma ma le porte aperte di Berlusconi che non hanno emozionato Casini e Buttiglione, potrebbero essere attraversate dai siciliani dell’Udc.
A quale condizioni?
La testa di Lombardo, che ha tradito il patto di ferro stipulato da Cuffaro e Lombardo alla vigilia delle elezioni.
Non e’ necessario, in verità, che si arrivi a tanto, che si passi il Rubicone, basta mostrare di potere prendere in considerazione la questione.
Crisi di governo a Palermo e ritorno alle urne, passaggio di una fetta importante dell’Udc nel centrodestra: corriamo troppo?
Certo ma questi argomenti aleggiano a Roma Più’ di quanto non si creda.
Lo strappo romano e’ stato motivato da fatti ben precisi, come l‘approvazione di sei provvedimenti legislativi proposti dal governo da parte del gruppo parlamentare del PD, che sta all’opposizione, e delle spiegazioni che il Governatore ha dato di questo voto, le cosiddette geometrie variabili.
Lombardo ha spiegato l’utilità’ politica per il suo governo, di rivolgere l’attenzione altrove ogni volta che le circostanze lo richiedano.
Invece che illustrare un incidente di percorso da parte della maggioranza a causa di questioni particolarmente delicate, ha voluto legittimare i voti favorevoli del PD con il risultato che sia nel centrodestra quanto nell’opposizione e’ successo il finimondo e invece di discutere sul merito, il contenuto delle leggi, ci si e’ accapigliati sulla rottura della maggioranza da parte del MPA.
Dal fronte dell’opposizione non hanno spiegato, come sarebbe stato lecito aspettarsi, le buone ragioni del loro voto, ma hanno detto e ripetuto di avere dato una mano a Lombardo per mettere allo scoperto le contraddizioni interne al centrodestra, che e’ sicuramente un obiettivo che qualunque opposizione persegue, ma che nella fattispecie finisce con mettere all’angolo la questione principale, il tentativo di evitare sprechi nell’amministrazione regionale.
Tentativo che viene condotto, a questo punto, unicamente al Governatore, che appare allo stato, come il Più’ coerente fautore di una svolta a lungo attesa.
Di contro il patto romano sembra disegnare una linea Marginot della vecchia politica siciliana.
Che le cose non stiano cosi’ deve essere spiegato ai siciliani con argomenti diversi da quelli delle geometrie variabili da respingere o della destabilizzazione del centro destra da parte del PD.
Possibile che non si capisca?
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una considerazione del blog:il centrodestra "siciliano" si riunisce a Roma (sic!)per discutere,"in modo informale",sulla presidenza della Regione Siciliana. Forse,con il "richiesto"rientro dell'Udc nella maggioranza del governo Berlusconi,si prepara a Roma,con la complicità del centrodestra "Isolano",lo "STRAPPO" contro il Presidente della Regione Siciliana.
Non crediamo che lor signori abbiamo intenzione di andare a nuove elezioni regionali,crediamo che vorranno condizionare "da Roma" il Presidente della Regione,il quale,ultimamente,ha dato chiari segnali d'insofferenza nei confronti degli "alleati".
E,poi,non sarà mai perdonato al Presidente della Regione Siciliana di non aver condannato lo sciopero generale della Cgil...
Ma,ci chiediamo,e se lo "STRAPPO" lo facesse,dalla Sicilia, il Presidente Raffaele Lombardo?
A rarika

venerdì 12 dicembre 2008

Storia con la S maiuscola!

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"La Nazione Siciliana-dal 469 agli arabi (di Natale Turco)"
1 commento - Mostra post originale
nebros ha detto...
si vabbè, la storia si studia nei particolari, con documenti, e non alla carlona; soprattutto non mi piace l'uso della "storia" ai fini propagandistici. vogliamo fare come i piemontesi?non basta avere una istituzione indipendente o autonoma affinchè ci sia benessere; altrimenti tra mille anni si dirà:" bravi gli italiani che riconobbero alla sicilia la loro autonomia che viveva in libertà e prosperità".
ANTUDO
22:41
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Caro "nebros",
che non so chi sei,visto che hai inviato il tuo commento con una e-mail anonima...ma, cosa dici?
Alla "carlona"?
"Come i piemontesi"?
"Storia a fini propagandistici"?
Se vuoi tutti i dettagli,anzi i minimi dettagli,della Storia della Nazione Siciliana ti suggerisco di incominciare a leggere il primo volume della "STORIA DELLA NAZIONE SICILIANA" dell'avvocato professore Natale Turco...volume da cui lo stesso Turco aveva "tirato fuori" la sintesi pubblicata nel libretto "Cosa vogliono i Siciliani",sintesi di cui abbiamo pubblicato una parte nel post da te "commentato"...
Alla carlona,amico sconosciuto e anonimo,la STORIA della Sicilia la conoscerai tu o chi per te,da queste parti,abbiamo avuto la grande FORTUNA di aver conosciuto e frequentato Siciliani come Natale Turco...
Abbiamo avuto la FORTUNA e l'ONORE di attingere da questo grande FIGLIO DELLA NAZIONE SICILIANA la nostra Storia,comprendere il nostro DNA di Popolo,condividere il BISOGNO DI LIBERTÀ'...
Personalmente,sono stato a fianco di Natale,quando lui era il segretario del Distretto di Catania del Fronte Nazionale Siciliano-Sicilia Indipendente...allora,io,non ancora ventenne, ero stato eletto dai giovani di Catania segretario distrettuale della Lega Giovanile Indipendentista,il movimento giovanile autonomo del Fns...
In seguito,durante la lotta contro l'installazione dei missili atomici Cruise della Nato a Comiso,Natale Turco,Turi Lima e il sottoscritto siamo stati espulsi dal Fns perché accusati,ingiustamente,di essere "filosovietici"...
Ma,questa,caro "nebros" è un'altra Storia,per te,ovviamente...non da queste parti.
Comunque,grazie per la cortese attenzione,
per il blog A rarika,
cordialmente,
Orazio Vasta
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nebros ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "La Nazione Siciliana-dal 469 agli arabi (di Natale...": a parte il fatto che per scrivere non bisogna conoscersi, ma cmq ho inserito il sito, basta cliccare sul nome.poi io mi riferivo al tuo articolo e non al libro che non ho letto.cmq cerca di fare meno il fanatico; chi ti scrive è un indipendentista, ma anche se non lo fossi stato nessuno ti autorizzerebbe ad accusare chi non la pensa come te.questo modo di fare fà odiare gli indipendentisti.
ANTUDO
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Caro nebros...: "fonte:"Cosa Vogliono i Siciliani",scritto dall' avvocato Natale Turco e pubblicato nei primi anni '80 dal distretto di Catania del Fronte Nazionale Siciliano-Sicilia Indipendente",così c'è scritto alla fine del post a cui fai riferimento. Quindi,è assai ovvio che non si tratta di un mio articolo,ma della pubblicazione di un capitolo del volumetto scritto da Turco,e gli altri capitoli continueremo a pubblicarli su questo blog...Premesso ciò,non comprendo perché sono un "fanatico". Non ho mai condannato chi non la pensa come me. Esprimo liberamente il mio pensiero,e nel blog lo possono esprimere tutti...e tu ne sei la prova.
Ma,se divulgare la Nostra Storia,che ho capito che è anche la tua,la Storia della Nazione Siciliana, è un atto di fanatismo?
Qui,nella colonizzata Sicilia,c'è chi scambia DUCEZIO per il DUCE del fascismo. Addirittura,scandalizzata,una professoressa siciliana,impegnata "nel sociale",mi ha dato del "FASCISTA" perché fra i link del blog c'è il logo di DUCEXIUS...e dei CAVALIERI DI SICILIA.Un altro mi ha accusato d'essere "un mafioso" perché la bandiera dell'Evis (nell immagine sopra) è per lui "la bandiera americana della banda Giuliano e della mafia". Un professore siciliano che vive e lavora a Torino da decenni ha pensato bene di sottolinearmi che "la storia della Sicilia non può non avere che una sola chiave di lettura,quella dell'Italia"...Esempi banali,forse,ma che nella loro "banalità" testimoniano che la NOSTRA STORIA necessita di essere DIVULGATA,ora e ovunque abbiamo la possibilità di farlo.
E' ovvio,che ognuno è libero di pensare quello che vuole,ma per questo blog è vitale divulgare la Nostra Storia,a rischio di passare per "propagandisti","fanatici" o essere di essere"odiati".
Senza polemiche,un fraterno saluto siciliano.
Orazio Vasta

‘A Lingua Siciliana: Appunti ‘i grammatica e avutri (di Sergio Di Giorgi)

'U sicilianu havi migghiara 'i variazzioni funetichi, murfuloggici e sintattici. Nta 'sta nota cunsidiravi sulu chiddi tipici palirmitani e chiddi ca sunnu ancora nta l'usu currenti. Nta l'avutri parrati cci ponnu essiri puru, ma ponnu essiri diversi o mancari.
'I libbra ca cunsultavi sunno: Grammatica siciliana 'i Giuseppi Pitrè (c'arripigghiò n travagghiu di Wentrup) e, pi quantu arriguarda 'a parti linguisticu-atimuloggica, 'i noti linguistichi ntô dizziunariu atimuloggicu 'i Salvaturi Giarrizzu.
'A raggiuni 'i 'stu travagghiu è chidda d'aviri na basi certa (pi mia) pî reguli dû curritturi urtugraficu ca stè facennu.

Two links for sicilian language:
‘A Lingua Siciliana: Appunti ‘i grammatica e avutri by Sergio Di Giorgi. Web page totally in sicilian.

Sicilian Grammar by LinguaSiciliana.org.Sicilian grammar in english (and also in sicilian and french) in 11 lessons.
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Anniversario statuto siciliano...(di Francesco P.Catania)

Ricevo da Bruxelles e pubblico.....
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English Version
Lettera aperta al Presidente dello Stato Regionale di Sicilia On. Raffaele Lombardo
Oggetto: 15 maggio 2009 - Festa dell’Autonomia Egregio Presidente, Come Ella sa, il 15 maggio del 2009 ricorre il 63° anniversario della conquista dell’Autonomia speciale da parte del Popolo Siciliano, parte integrante, anche se ancora per la massima parte inattuata, della Costituzione della Repubblica Italiana, quale reale patto confederativo, e traguardo importantissimo, per il suo alto valore morale, nel secolare anelito del Popolo Siciliano al suo autogoverno.
La nostra Associazione ha sempre operato per la valorizzazione di questa ricorrenza (www.anniversariostatutosiciliano.org),un tempo solennità civile semifestiva ed oggi purtroppo assai spesso dimenticata o celebrata nel chiuso di teatri e quindi senza quella adeguata partecipazione popolare che essa merita.
La stessa Associazione ha già dato vita a due “Feste dell’Autonomia”, rispettivamente nel 2005 a Mazara del Vallo e nel 2006 a Bruxelles tra la numerosa comunità di Siciliani ivi presente.
Avendo quest’anno già lanciato analoga iniziativa presso diversi comuni dell’Isola ed avendo raccolto già svariate disponibilità di massima, La informiamo intanto con la presente che la ricorrenza sarà onorata quest’anno da un rinnovato interesse nei confronti della Sicilia e delle sue istituzioni da parte di molte amministrazioni locali, le quali chiederanno certamente il patrocinio dell’ente che piú di tutti ha titolo ricordare quello storico evente, la Regione Siciliana appunto (rectius, a nostro avviso, “Stato Regionale di Sicilia”).
Oltre all’alto valore civico che queste iniziative rappresenterebbero, esse potrebbero essere occasione per far conoscere ancora, in Sicilia, in Italia e all’estero quanto sia vitale l’attaccamento alla propria identità del Popolo Siciliano nonché il suo orgoglio e la sua ritrovata voglia di riscatto nei confronti di oppressioni antiche e nuove.
Con la presente intendiamo acquisire una disponibilità di massima, e quindi non vincolante per l’amministrazione, a patrocinare tali iniziative ed a farsi portatrice di altre analoghe, di concerto con i dicasteri regionali competenti in materia di enti locali, cultura ed emigrazione.
L’idea di massima è sempre la medesima, e cioè quella di organizzare, in spazi adeguati, una “due giorni” in cui realizzare spazi espositivi su prodotti siciliani tipici, tavole rotonde, spettacoli e intrattenimenti, anche in lingua siciliana, e con la partecipazione di personaggi siciliani di rilevante notorietà. La diffusione dell’iniziativa farebbe fiorire in tutta la Sicilia una sorta di grande “festival”, occasione per attirare arrivi e attenzione, con possibili ritorni, d’immagine ed economici, degni della massima attenzione.
Qualora il Governo regionale fosse interessato la nostra Associazione si impegna a sottoporre alla stessa un serie di progetti esecutivi dettagliati da sottoporre all’approvazione degli organi competenti.
Nella redazione di questi progetti l’Associazione, se richiesto dall’amministrazione, potrà avvalersi di rappresentanti della stessa in un istituendo tavolo tecnico per l’organizzazione degli eventi.
Si resta, in ogni caso, in attesa di cortese riscontro. Bruxelles, 7 settembre 2008
Francesco Paolo Catania
L’Altra Sicilia -Associazione di Diritto Internazionale, al servizio della Sicilia e dei Siciliani
Bvd. de Dixmude 40/bte 5 – 1000 Bruxelles
Tel & Fax 0032 2 2174831
Cell : 0032 475 810756

Israele e Palestina. "E' tempo di una teologia liberata,coraggiosa,ponte fra le storie e i mondi..."(di Khaled F.Allam)

Ricevo e pubblico con piena condivisione...
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Platone afferma nella "Repubblica" che le cose andranno sempre male in politica finché i filosofi non diventeranno re nella città o i re non diven-teranno seri filosofi. Ma quando il filosofo gioca a fare il re contraddicendo ogni spirito filosofico, è la saggezza che viene meno perdendosi nei meandri dell'ideologia. E ciò che lo scrittore Jean Paulhan ribadiva nel suo saggio "Il terrore nelle lettere".
Ed è ciò che è successo nella grave questione del boicottaggio alla presenza di Israele a Torino per la fiera del Libro.
Molti scrittori arabi e un famoso teologo dell'islam europeo, Tariq Ramadan, si sono opposti a quella presenza.
Io ho considerato molto pericolosa quella presa di posizione.
Non solo perché non distingue ciò che è uno stato nella sua formulazione politica da ciò che è uno stato in quanto comunità di culture, luogo in cui si scrive, si dipinge, si compone musica, nella gioia come nella sofferenza.
Vi è un altro elemento che considero fondamentale proprio per la riuscita di un dialogo fra i popoli e le culture, la questione della peculiarità dello stato di Israele: sono trascorsi sessant'anni dalla sua nascita, e se per molti della parte araba questo suona come una ferita, io ritengo che per noi arabi, anche arabi della diaspora, sia oggi necessario guardare a quell'evento da un'altra angolazione: vale a dire come la questione europea che si è delineata nel XX secolo con il dramma della Shoah.
Ciò è l'esperienza, impossibile da trasmettere, del male assoluto, della distruzione scientifica, «industriale», di un popolo, di una cultura, di una civiltà, che pone per l'Europa la questione della memoria.
Israele è anche una bandiera, un esercito, un governo, una democrazia, ma per me rappresenta essenzialmente quell'esperienza dei limiti, che hainterrogato e continua a interrogare l'Europa intera.
Ogni qualvolta rifletto su tutto ciò trovandomi nell'emiciclo del Parlamento italiano, mi vengono i brividi apensare che in quello stesso luogo sono state votate le leggi razziali.
Bisogna che noi arabi cominciamo a capire che per la coscienza europea quella è stata l'esperienza del male assoluto; di qui il debito di riconoscimento che si è creato fra Europa e Israele.
Tutti sappiamo che la presenza dello stato di Israele non cancella il conflitto attualmente in corso; ma la Fiera è stata un laboratorio di libertà per gli uomini per le culture; se viene meno questo, è l'umanità stessa che perde. Con ciò non si deve assolutamente occultare la questione del dramma palestinese, l'urgenza di uno stato palestinese capace di vivere democraticamente accanto allo stato di Israele.
Ma noi arabi, se vogliamo fare progressi, dobbiamo capire come sia fondamentale la questione dell'oblio e della memoria, del sangue e delle lacrime di un popolo martoriato che voleva anch'esso vivere pacificamente accanto agli altri popoli e che all'indomani di quella tragedia presentò al mondo un volto resuscitato.
Per noi arabi è troppo grande il rischio di lasciarsi guidare da ideologie cieche, che rischiano di sconfinare in un nuovo antisemitismo; è tempo ormai nel mondo musulmano di pensare ad una teologia che sia capace di accogliere la questione della memoria della Shoah, è tempo di una teologia liberata, coraggiosa, ponte fra le storie e i mondi, per le generazioni future, per spezzare il monopolio di un fondamentalismo che è per me un'altra nakba (disastro), una nakba del pensiero.
Khaled Fouad Allam

giovedì 11 dicembre 2008

Il M.I.L.- Movimento Indipendentista Ligure ha deciso di portare avanti la "battaglia per l'idrogeno ANCHE in LIGURIA"!

Ricevo dagli amici liguri del M.I-L. e pubblico....
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M.I.L.-Movimento Indipendentista Ligure
COMUNICATO STAMPA
a cura di Franco Bampi e Vincenzo Matteucci
Alla cortese attenzione di Orazio Vasta
Forum del M.I.L.Esprimi la tua opinione su questo comunicato cliccando qui!
"Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono, poi vinci" -Gandhi
L'idrogeno anche in LIGURIA! (quello che già stanno facendo ad AREZZO)
Il M.I.L.- Movimento Indipendentista Ligureha deciso di portare avanti la "battaglia per l'idrogeno ANCHE in LIGURIA"!
È dal 2003 che abbiamo iniziato una vera e propria "battaglia per le energie alternative pulite" con uno specifico "spazio" sul nostro sito Internet (
clicca qui).
Genova e la Liguria devono puntare ad essere il "Territorio meno inquinato del mondo".
Il settimanale "L'Espresso" N°48 del 4 dicembre 2008 ha dedicato la sua copertina a"Crisi economica. L'ecologia ci salverà. La recessione si supera con l'hi-tech verde e con le energie rinnovabili. La tesi di Rifkin. I progetti di Obama. Le sfide per l'Europa. I ritardi dell'Italia".
E all'interno riporta un articolo dell'economista Jeremy Rifkin che, fra le altre cose ha scritto:
"L'industria dell'auto è un segnale di allarme precoce, che ci fa comprendere come ci stiamo avvicinando al tramonto della seconda rivoluzione industriale... Dobbiamo saper cogliere questa circostanza... spostare il dibattito, passando dagli interventi di soccorso e di salvataggio in extremis dell'industria del motore a combustione interna alimentato a benzina, alla ricerca, lo sviluppo, l'utilizzo di veicoli elettrici e ricaricabili a idrogeno con celle a combustibile, alimentati da energie rinnovabili... le rivoluzioni nei mezzi di trasporto sono sempre state parte integrante delle rivoluzioni nelle infrastrutture più ampiamente intese... L'elettricità che produrremo nei nostri edifici, a partire dalle energie rinnovabili, potrà essere utilizzata anche per alimentare le automobili elettriche ricaricabili o per creare idrogeno che alimenti i veicoli con celle a combustibile... La terza rivoluzione industriale comporta una nuova era di capitalismo allargato, in virtù del quale milioni di proprietari di case e di aziende esistenti e nuove, diventeranno produttori di energia... passare dalla seconda alla terza rivoluzione industriale... creare nuove opportunità economiche nel Ventunesimo secolo".
Non possiamo aspettare "i ritardi dell'Italia"!
È sempre più INDISPENSABILE che la LIGURIA abbia, di nuovo, POTERI DECISIONALI SOVRANI !
La Liguria può RIAVERLI, perché ha il DIRITTO INTERNAZIONALE di poter RI-tornare INDIPENDENTE, non essendo MAI stata chiamata a votare i "plebisciti di annessione al regno d'Italia" come invece hanno fatto le altre regioni italiane (clicca qui per saperne di più).
Alla luce di tutto questo, spetta al Consiglio Regionale Ligure fare la "battaglia politica" perché questo avvenga.
Venerdì 12 dicembre alle ore 19,45, su TELEGENOVA, durante la trasmissione "Cara Franca ti scrivo", Vincenzo Matteucci e la conduttrice Franca Brignola parleranno ANCHE di questo.
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M.I.L.-Movimento Indipendentista Ligure
Il sito ufficiale www.mil2002.org

mercoledì 3 dicembre 2008

Turi Lima:"Chiddu ch'è certu, sugnu: e sugnu sicilianu"...

SUGNU SICILIANU !
Nasceva il 18 agosto 1925, in Sicilia, nella contadina Catenanuova, da Carmelo e Giuseppina Muni, Venero Maccarrone, che, alla fine degli anni settanta, con lo pseudomino Turi Lima, ha dato vita ad una "poesia rivoluzionaria" in lingua siciliana, tutta votata alla Sicilia, Sicilia intesa come Patria del Popolo Siciliano, come Nazione cancellata, che, attraverso un'opera si sensibilizzazione culturale tesa al recupero della specificità dell'identità degli Isolani, poteva essere riconquistata dai Siciliani: "Si sugnu lava o sùrfuru / si sugnu aranciu o pala / si sugnu jnestra o mènnulu ju non lu pozzu diri. Chiddu ch'è certu, sugnu: e sugnu sicilianu"
CLICCA PER CONTINUARE: Orazio Vasta - 18/11/2008

"Comitato anti Savoia" di Gaeta e dintorni...

Ricevo da Antonio Ciano e pubblico integralmente...
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VOLANTINO IN DISTRIBUZIONE A GAETA IL 06/12/08
I Savoia hanno chiesto alla nostra Repubblica 270 milioni di Euro come danni per il loro dorato esilio, 170 per il padre Sig. Vittorio Emanuele, e 90 per il figlioccio Emanuele Filiberto, senza ritegno.
Sabato, 6 dicembre c.m. il Consiglio Comunale di Gaeta, in seduta straordinaria, alle ore 16,00, si riunirà per discutere ciò che accadde nella città dai primi di novembre del 1860 al 13 febbraio del 1861, quando fu massacrata e rasa al suolo da 160 mila bombe e dalle truppe dei Savoia, senza dichiarazione di guerra.
I danni dell'assedio furono chiesti dai nostri amministratori di allora e ammontaro a 2.047.702,15 lire di allora, corrispondenti a 220 milioni di euro attuali.
Il Regno di Sardegna prima e il Regno d'Italia dopo, non hanno mai pagato detti danni, Gaeta li pretende.
Bisogna solo accertare storicamente chi li procurò.Visto che non ci fu dichiarazione di guerra i danni dovrebbero essere pagati dal capo di quell'esercito, cioè Vittorio Emanuele II, o da chi ha preso la sua eredità, ossia coloro i quali hanno chiesto alla nostra Repubblica il risarcimento di cui sopra, essendo eredi diretti.
I consiglieri comunali, siamo sicuri, si spoglieranno delle loro vesti partitiche, bisogna difendere gli interessi di Gaeta e la sua dignità,oltre agli interessi della nostra repubblica attaccata dagli eredi di una monarchia che ha causato all'Italia intera lutti e dolori.
Questa repubblica è nata il 2 giugno del 1946 sulle ceneri di casa Savoia, francesi di lingua e di origine.
Sabato si scriverà una pagina di storia Patria, finalmente un Comune di questa Italia martoriata ha preso il coraggio di portare nella massima assise democratica della città i conti con la storia.
Diamo atto a tutti i partiti, da destra a sinistra, di aver recepito il messaggio e il grido di indignazione che sale dall'Italia tutta.
W GAETA , W L'ITALIA REPUBBLICANA
Comitato anti Savoia
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Sicuramente è un dato positivo quello che sta accadendo a Gaeta.
E' ovvio che la richiesta di risarcimento chiesta ai Savoia è vista con favore da tutti i popoli,dalla Sicilia al Veneto,passando per la Campania e la Liguria,che hanno subito la violenza dell'annessione.
E' un'operazione,questa di Gaeta,a cui rivolgiamo il nostro plauso,ricordando,nello stesso momento,che l'Italia Repubblicana ha sancito il proseguimento dell'ANNESSIONE consumata dai Savoia. Allora,io mi chiedo,se l'Italia repubblicana è continuazione dell'Italia monarchica,perché non chiedere il risarcimento per i danni subiti dall'annessione direttamente allo Stato italiano?
Mi chiedo,come farà l'Italia repubblicana a condannare le malefatte dei Savoia,considerando che l'atto di nascita dello Stato italiano è stato sancito con i massacri che portano il nome di "Risorgimento italiano"?
Orazio Vasta