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venerdì 10 aprile 2009

"Ma perché stupisce meraviglia l’idea di persone scomparse, senza che nessuna ne abbia fatto la denuncia?"


a Orazio Vasta:
Sono da anni vicina al mondo dell'immigrazione e con gli immigrati lavoro in iniziative, manifestazioni, e in un giornale.
Ho anch'io pensato subito agli "invisibili" del terremoto, sapendo quanti sono venuti in Italia e non sono ancora regolari, chissà, mi sono detta, quanti sono quelli che non risultano "dispersi".
Il loro destino mi ha fatto soffrire.
Volevo però aggiungere che purtroppo ho aspettato invano un messaggio di solidarietà da parte delle numerose associazioni di migranti, albanesi, romeni, marocchini, senegalesi ecc. che risiedono e lavorano (in un modo o nell'altro..) in Italia.
Noi li consideriamo nostri concittadini, ma loro?
Non siamo riusciti a farci amare abbastanza?
RAFFAELLA BOTTO
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Questi” Invisibili” perché mai esistiti...
Quando una reazione è aggressiva,di solito ,è perché è andata troppo vicina alla verità..
Ma perché stupisce meraviglia l’idea di persone scomparse, senza che nessuna ne abbia fatto la denuncia?
Perché ci meravigliamo?..
Basterebbe girare per i quartieri delle nostre città, per vedere come e in quanti vivono gli extracomunitari e non, gli “Invisibili” appunto.
Ma ricordiamoci di Milano e dei cinesi che dormivano nell’albergo sotterraneo…
Gli operai messi in regola? Per usare una frase di Saviano: “quando muoiono gli operai, muoiono sempre il primo giorno di lavoro”. Perché…..?
Gli affitti dichiarati?
Sarebbe come auto- denunciarsi, allora ecco che è meglio nascondere.. Queste persone, trattate come mai esistiti come “ invisibili”, scappavano già da terre martoriate……
“L'Italia non è un Paese sotto-sviluppato dell'Africa. L'Italia non è un Paese dei Balcani. L'Italia è un Paese civile ed europeo,democratico e dalle radici cristiane.” Dichiara il Dott. Giovanni Genovese..
Come può dichiarare l’Italia un Paese Europeo, Democratico , dalle radici cristiane e poi offendere così l’Africa ed i Balcani e le sue genti?
Se civile significa vedere morire quasi 300 persone per non aver rispettato le minime norme antisismiche...
Se per civile significa annientare la vita di interi paesi ..
Se civile e cristiano significa pensare esclusivamente al proprio interesse personale…
Se per cristiano si intende far vivere negli scantinati gli immigrati, clandestini e non...
Allora, Io non voglio essere ne Civile ne Cristiana..
Io voglio essere un “Imbecille”.
PATRIZIA FOLLARI
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Gli immigrati invisibili....
Credo che di immigrati invisibili ce ne siano in tutt'Italia e siano moltissimi. Girando per le citta' del nord, ne trovo in ogni angolo....soprattutto guando vuoi e puoi fermarti a chiaccherare con loro.
Quello che mi fa piu' rabbia e' quando vieni a conoscenza del loro stato , cosi precario,perche' lavorano molto e tutto in nero.
Noi cerchiamo di parlare con la gente (italiana)per farli mettere" in regola" e dar loro la dignita' che gli aspetta di diritto, rispondono che non conviene metterli "a posto".
A loro sta bene cosi....
Ne hanno bisogno per farli lavorare pero' non li rispettano.
Ecco allora spiegato" gli invisibili" dell'Aquila....
Sarebbe come autodenunciarsi...
Anzi mi viene il dubbio che il premier Berlusconi non abbia voluto gli aiuti di volontariato straniero propio per questo motivo....
Esagero ???? Mha! penso di no.
Un caloroso pensiero a tutti gli "invisibili" morti per il terremoto all'Aquila ,con "Ciao a voi , arrivederci un giorno".
ALFONSINA MARTINET
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Fonte: http://www.albanianews.it/ ,commenti all'articolo "Terremoto in Abruzzo e gli immigrati 'invisibili' "di Orazio Vasta

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Ciao Orazio,Rispondo a Raffaella Botto.
Parlo da albanese che sono.
Cara Raffaella!
In questi momenti coinvolgenti per tutti noi (senza distinzione italiani o stranieri, perchè viviamo in Italia e questo dolore ha toccato tutti, sono delle ferite per tutti noi), sarebbe meglio con buon senso e soprattutto nel rispetto del dolore e del momento che un intero paese vive, di non guardare le formalità superficialmente.
Io vivo tra italiani e albanesi, e porto la mia testimonianza che la tragedia è stata vissuta profondamente dalla comunità albanese (come del resto penso anche dalle altre comunità). La reazione e la riflessione è stata vissuta e sentita pienamente, nè più nè meno dell'animo di un italiano, ed è questo che conta prima di tutto e non le formalità (c'è chi li fa, ma c'è chi li sente veramente).
iornali per gli albanesi in Italia (per non parlare quelli in Albania per giorni interi media e masmedia), hanno scritto e partecipato animamente sulla tragedia.
Abbiamo dato in nostro piccolo contributo (quello che può ogn'uno di noi) perchè amiamo e soffriamo insieme con gli italiani da anni qui e viviamo con testa e anima in questo paese malgrado i problemi.
Mi dispiace che lei mette in dubbio il nostro amore per gli italiani (bisogna venire in Albania a questo punto per capire quanto gli italiani sono amati dagli albanesi; se facessi la "cattiva" le direi, mi viene spontaneo: non so quanto gli italiani amano gli albanesi..).
Ma non è il momento di polemiche, non vorrei mai questo, lungi da me; ho solo risposto perchè fare caso fino qui a certe formalità lo vedo esagerato.
Nel suo piccolo ogni individuo (straniero o non)pensa, partecipa, rifflette, agisce, ama, soffre e vive nella società in cui appartiene, e sotto questo aspetto gli albanesi si sentono pienamente parte integrante del corpo (e anche di indole direi) del popolo italiano.
Kaltra Viola
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giovedì 25 dicembre 2008

Lettera a Babbo Natale (di Beppe Grillo)

Da:
Beppe Grillo

A:
oraziovasta@libero.it

24 Dicembre 2008
Lettera a Babbo Natale
"Caro Babbo Natale,nel 2008 non sono stato buono, anche quest’anno ho mandato a fanculo tanta gente.
Ho trattato male i giornalisti, gli editori, i politici, gli imprenditori con le pezze al culo. Portami lo stesso qualcosa.
Te lo prometto, l’anno prossimo cambierò. E’ un fioretto che ti faccio. Sarò ancora più cattivo, più fetente, non perdonerò più niente a nessuno.
Il 2009 sarà il mio Vaffanculo Year.
Tu che porti regali a tutti.
Tu che hai trasformato la nascita di Gesù in un supermercato.
Tu che sei il nonno dello psiconano e che gli hai suggerito la social card.
Tu, con le tue renne, che fai il testimonial del consumismo.
A te chiedo in questa notte di portarmi alcuni doni per l’anno che verrà.Non far morire più gli operai, 1.300 sono scomparsi nel 2008, hanno già dato.
Cambia categoria, passa ai politici e ai direttori di giornali e delle televisioni. Un piccolissimo incidente sul lavoro a Riotta o a Vespa o a Giordano, una telecamera sul piede. Una disgrazia lieve a Cicchitto, a Gasparri o a D’Alema, una pensione minima e un monolocale in un ballatoio di periferia.
Porta una sveglia con una suoneria eccezionale a Morfeo Napolitano e, se serve, anche un apparecchio acustico e un paio di occhiali. Forse si sveglierà e vedrà nella giusta luce giudiziaria il suo ex compagno Bassolino e si vergognerà del Lodo Alfano.
Ai precari, ai disoccupati, ai padri di famiglia, alle madri single, agli extracomunitari finiti in questo delirio che è l’Italia regala la speranza di un Paese democratico e civile, nel 2009 oltre alla speranza non avranno altro.Allo psiconano regala dieci giudici della scuola di Paolo Borsellino dalle Procure d’Italia.
Nella slitta non caricare avvocati, ne ha già troppi in casa e in Parlamento. Con loro passa i sabati e le domeniche a giocare a guardie e prescritti. Lui fa la parte del prescritto, è quella che gli viene meglio. Portagli anche un elicottero della marca di quello di Ceaucescu, nel 2009 può tornargli utile.
A Tremonti non portare nulla. Lui gioca da sempre con i condoni e con le aste pubbliche dei titoli di Stato.
Cerca di vendere i debiti della politica ai cittadini. Non dargli più i nostri soldi.
Un’asta dei BOT deserta a primavera gli cambierà la vita. Potrà ritirarsi sotto falso nome nel Parco dello Stelvio insieme al figlio di Bossi.
Alla Lega dai questo federalismo, sono trent’anni che Umberto Garibaldi lo vuole. Porta la Mafia e la Camorra e la Ndrangheta anche nelle valli bergamasche e nell’edilizia lombarda. Ognuno deve avere la sua Mafia federale.
Ma questo lo hai già fatto, mi dimenticavo.
A tutti gli italiani porta un muro.
Alto come quello di Berlino. Lungo come la muraglia cinese. Più resistente delle mura di Gerico.
E falli schiantare contro per risvegliarli prima che sia troppo tardi.
Buon Natale a tutti gli italiani onesti."

Beppe Grillo

sabato 8 novembre 2008

SICILIA:CONTINUA LA GUERRA DEL LAVORO!

Operaio muore folgorato a Catania
E' morto folgorato dopo avere urtato un cavo dell'energia elettrica mentre era all'opera in un cantiere per la costruzione di una villetta.

E' successo a Mascalucia, nel catanese, dove questa mattina alle 13 circa un operaio trentaduenne di Catania stava effettuando dei lavori in una villetta a due piani in costruzione, per una ditta di Motta Sant'Anastasia, insieme al padre e ad un altro operaio.
L'uomo, mentre maneggiava un 'regolo' in alluminio (asta metallica di circa 4 metri, ndr)su un ballatoio al primo piano dell'abitazione, per cause in corso di accertamento,ha urtato un filo dell'energia elettrica di un palo che si trovava nelle vicinanze.

Su di lui si è abbattuta una violenta scarica di energia elettrica e i soccorsi, giunti sul posto con una ambulanza, non hanno potuto che tentare inutilmente di rianimarlo e poi constatarne il decesso.
Il cantiere e l'immobile sono stati sottoposti a sequestro per ulteriori accertamenti.
Le indagini in corso sono a cura dei carabinieri di Mascalucia e Gravina.
Fonte:Rainews24- 8 novembre 2008

lunedì 1 settembre 2008

CONTINUA LA GUERRA DEL LAVORO....

Travolti da un treno sulla Catania-Palermo: morti due operai.
La disgrazia a Motta S.Anastasia
Due operai delle Ferrovie sono morti in un incidente sul lavoro avvenuto sulla tratta Catania-Palermo, nei pressi della stazione di Motta Sant'Anastasia. Secondo i primi rilievi le due vittime, Giuseppe Virgillito, di 35 anni, e Fortunato Calabrese, di 55, indossavano le cuffie antirumore e non avrebbero sentito i fischi del treno regionale in arrivo che li ha travolti.
Sull'episodio indaga la polizia ferroviaria del compartimento di Catania.
Sul posto anche i carabinieri della compagnia di Paternò.
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Fonte:Rainews24

lunedì 25 agosto 2008

"ODIO VERSO QUESTA ITALIA che invia i suoi rappresentanti di governo solo AI FUNERALI DEGLI OPERAI ..."

Pubblichiamo questa lettera inviata da Iva.S. al Presidente della Repubblica italiana...
"Buongiorno Presidente,con la presente sono a GRIDARE il mio sdegno in merito al silenzio che attornia le malattie professionali che portano alla morte degli operai che non riescono neanche ad arrivare all'età pensionabile; uno di questi era MIO PADRE...S. S., 50 anni, morto il 15/02/2008 dopo 1 anno e mezzo di lotta contro il carcinoma al polmone indicato come EFFETTO COLLATERALE di una professione potenzialmente pericolosa: il saldatore!

Ho visto mio padre trasformarsi da metalmeccanico infaticabile alto 1,80m e del peso di 90kg a pensionato coatto indigente di 60kg; solo gli occhi sorridenti potevano ricordare l'uomo forte, testardo, sensibile, carismatico, innamorato della moglie, delle figlie e della vita che era prima che fosse travolto dallo tsunami CANCRO e dal ciclone INDIFFERENZA ISTITUZIONALE.
Egli non aveva scelto una professione né pericolosa né remunerativa ma era soddisfatto ed orgoglioso di essere un OPERAIO; certo, lo stipendio immutato per anni, non gli ha certo risparmiato ansie famigliari e lotte sindacali ma tutto sommato "a casa non mancava niente" e lui era riuscito a far prendere il diploma a me e a far continuare gli studi a mia sorella N. che "sarà la prima S. con una laurea".
Mi manca da morire mio padre, sono incazzata con il mondo per la sua morte; poteva dare ancora così tanto sia alla sua famiglia che alla società nonostante quest'ultima si sia dimenticata che senza gli operai saremmo solo un paese di affaristi.
Presidente Napolitano, ho deciso di scriverle perché ho ancora la forte ILLUSIONE (ahimè eredità di mio padre) che da "vecchio" sindacalista sia interessato alla storia della mia famiglia che si sente sempre più abbandonata a sé stessa. Pensi, che non siamo ancora riusciti, nonostante l'ausilio del Patronato ad ottenere la rendita ai superstiti NECESSARIA AD UNA VITA DECENTE nella quale si riesca a pagare l'affitto e le spese di casa con le giuste scadenze. Mio padre ha sempre ottemperato alle scadenze con i modi e i tempi dovuti ed é INTOLLERABILE che le istituzioni INAIL E INPS non riescano a fare altrettanto...Lui é morto per provvedere alla sua famiglia in modo onesto e NON CI SONO GIUSTIFICAZIONI per le quali QUESTO STATO non debba riconoscere pubblicamente quanto fatto nella sua breve vita...e per riconoscimento intendo sia quello economico necessario a mia madre per sopravvivere sia quello MORALE necessario a far vivere me e mia sorella senza ODIO VERSO QUESTA ITALIA che invia i suoi rappresentanti di governo solo AI FUNERALI DEGLI OPERAI ma che fa finta di non conoscere la mancanza di strutture di controllo sicurezza nei cantieri e nelle aziende in generale e soprattutto SI ATTORNA DI OMERTA' DI FRONTE A CHI E' AMMALATO DI CANCRO SOLO PER AVER FATTO IL PROPRIO DOVERE.
Consapevole di averle scritto una e-mail piena di rabbia, spero comunque che lei mi risponda e che veda, come me, il lato positivo di tutta questa storia: le scrive una figlia che continua a seguire le orme del padre, che porterà gli insegnamenti ricevuti ai figli che verranno.
La ringrazio per l'attenzione e buona giornata”.

martedì 5 agosto 2008

L'Italia è di gran lunga il Paese europeo dove si muore di più sul lavoro.

OMICIDI, SONO META' DELLE MORTI BIANCHE
ROMA - In Italia si muore di più durante le attività ordinarie, come il lavoro o guidare in strada, che non a causa della criminalità o di episodi violenti. I morti sul lavoro, infatti, sono quasi il doppio delle vittime di omicidi, i decessi sulle strade 8 volte più degli assassinii. E' quanto rileva il Censis, con un'analisi dei dati delle fonti ufficiali, e rilevando che "tuttavia, gran parte dell'attenzione pubblica si concentra sulla dimensione della sicurezza rispetto ai fenomeni di criminalità".



- OMICIDI IN ITALIA E ALL'ESTERO: Gli omicidi in Italia continuano a diminuire. Sono passati da 1.042 casi nel 1995 a 818 nel 2000, fino a 663 nel 2006 (meno 36,4% in 11 anni). Sono molti di più negli altri grandi Paesi europei, dove pure si registra una tendenza alla riduzione: 879 casi in Francia (erano 1.336 nel 1995 e 1.051 nel 2000), 727 casi in Germania (erano 1.373 nel 1995 e 960 nel 2000), 901 casi nel Regno Unito (erano 909 nel 1995 e 1.002 nel 2000).


- NELLE CITTA' EUROPEE: Anche rispetto alle grandi capitali europee, nelle città italiane si registra un numero minore di omicidi. Nel 2006 a Roma si sono contati 30 casi, quasi come Parigi (29 omicidi, ma erano 102 nel 1995), 33 a Bruxelles, 35 ad Atene, 46 a Madrid, 50 a Berlino, 169 a Londra, che aveva toccato la punta massima (212 omicidi) nel 2003.

- MORTI SUL LAVORO: Piccoli numeri, spiega il Censis, se paragonati alle morti sul lavoro. Nel 2007 sono stati 1.170 i decessi per motivi di lavoro in Italia, di cui 609 in infortuni "stradali", ovvero lungo il tragitto casa-lavoro ("in itinere") o in strada durante l'esercizio dell'attività lavorativa. L'Italia è di gran lunga il Paese europeo dove si muore di più sul lavoro. Se si escludono gli infortuni in itinere o comunque avvenuti in strada, non rilevati in modo omogeneo da tutti i Paesi europei, si contano 918 casi in Italia, 678 in Germania, 662 in Spagna, 593 in Francia (in questo caso il confronto è riferito al 2005).


- INCIDENTI STRADALI: Nel 2006 in Italia i decessi sulle strade sono stati 5.669, più che in Paesi anche più popolosi del nostro: Regno Unito (3.297), Francia (4.709) e Germania (5.091). Gli altri Paesi hanno fatto meglio di noi negli interventi tesi a ridurre i decessi sulle strade. Nel 1995 la Germania era "maglia nera" in Europa, con 9.454 morti in incidenti stradali, ridotti a 7.503 già nel 2000, per poi diminuire ancora ai livelli attuali. Nel 1995 in Francia i morti sulle strade erano 8.892, ridotti a 8.079 nel 2000, per poi diminuire ancora ai livelli attuali. La riduzione in Italia c'é stata (i morti erano 7.020 nel 1995, 6.649 nel 2000, fino agli attuali 5.669), ma non in maniera così rapida, tanto da diventare il Paese europeo in cui è più rischioso spostarsi sulle strade.


- GIUSEPPE ROMA: "Gran parte dell'impegno politico degli ultimi mesi è stato assorbito dall'obiettivo di garantire la sicurezza dei cittadini rispetto al rischio di subire crimini violenti", osserva Giuseppe Roma, direttore generale del Censis, commentando i dati. "Tuttavia, se si amplia il concetto di incolumità personale, e si considerano i rischi maggiori di perdere la vita, risalta in maniera evidente la sfasatura tra pericoli reali e interventi concreti per fronteggiarli. Il luogo di lavoro e la strada mancano ancora di presidi efficaci per garantire la piena sicurezza dei cittadini, e spesso si pensa che perdere la vita in un incidente stradale sia una fatalità. I dati degli altri Paesi europei dimostrano che non è così".
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Fonte: LIBERO NEWS - 5 agosto 2008


giovedì 31 luglio 2008

MORTI BIANCHE

Dal libro "Morti Bianche" di Samanta Di Persio .
"Sono Pietro Mirabelli, operaio della TAV e rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS). Da dodici anni sono presente sul cantiere del Cavet (Consorzio Alta Velocità Emilia e Toscana) l’impresa che ha vinto l’appalto per la realizzazione del tratto che permetterà di collegare Bologna a Firenze. In questi anni ho visto decine e decine di operai infortunarsi, diventare invalidi e morire.Manca poco alla fine della realizzazione. Molti uomini e donne saliranno sui treni e non immagineranno quanto sangue è stato versato, quante madri hanno pianto per i loro figli e quante mogli sono rimaste sole. L’attenzione sugli infortuni sul lavoro è forte quando ci sono incidenti nei luoghi di lavoro, se ne parla una settimana, e poi tutto viene messo nel conservatorio della dimenticanza. Ma ogni giorno muoiono lavoratori in aziende sconosciute, nell’edilizia, nell’agricoltura. Poi, quando accadono ad esempio stragi come quella di Torino, allora qualcuno se ne occupa. In uno dei tanti incidenti avvenuto nella realtà dove lavoro, ci fu un infortunio mortale nel tratto emiliano. Sull’articolo di giornale non ne è stato riportato nemmeno il nome.Il problema principale non lo affronta nessuno. Sulle procedure di sicurezze presenti sui piani operativi di sicurezza (POS) c’è scritto ciò che si può fare e ciò che non si può fare. Un lavoratore consapevole del rischio che va ad affrontare, volendo potrebbe rifiutarsi di eseguire un incarico pericoloso. Ma a pericolo identificato si pensa alla famiglia, non si vuole mettere a rischio il posto di lavoro considerando quanto è difficile oggi trovarne uno.L’ex Presidente del Consiglio Romano Prodi nella trasmissione di Fazio “Che tempo che fa”, ricordò il collegamento veloce fra Bologna-Firenze sottolineando 17 gallerie. Non un accenno ai lavoratori che hanno lasciato la vita per dare la possibilità a tutti gli italiani di accorciare le distanze. Pasqualino Giordano, 20 anni, è morto al primo giorno di lavoro, vogliamo ricordarlo?Io mi sento parte fondamentale della nostra società. Oggi però, televisione e giornali parlano dell’Isola dei famosi, mentre noi lavoriamo nel sottosuolo, dove il pericolo può arrivare da qualsiasi parte: dall’alto, dal basso, da destra e da sinistra. Ci sono macchine in movimento, esplosione di mine, fango, ecc. Un RLS o un RSU dovrebbe essere presente per ogni squadra. A volte i preposti alla sorveglianza o sono poco formati, o sono parenti dei datori di lavoro. Cosa significa? Se venisse riscontrata una situazione di rischio non si può fermare subito la produzione, si va avanti piano, piano cercando di fare attenzione. Si deve sempre sperare che non succeda niente. Quando ci vengono consegnati gli ordini di servizio,li firmiamo per ricevuta consegna. Poi ci viene data una mascherina antipolvere, un elmetto, guanti e tute ad alta visibilità. Oggi facciamo un corso su come utilizzare quanto ci viene fornito, ma solo dopo pressioni fatte dai RLS e RSU. Mi domando se queste protezioni siano sufficienti. Mio padre era minatore come me, l’ho visto ammalarsi di silicosi, l’ho visto spegnersi giorno dopo giorno all’età di 70 anni, un’agonia lenta. Io sono calabrese, della provincia di Crotone, dalle nostre parti non c’è occupazione. Metà del mio paese lavora nelle galleria. Un lavoro che non vuole fare più nessuno ed è comprensibile. Un lavoro usurante.Nel cantiere non è presente solo la ditta Cavet, alcuni lavori sono stati subappaltati. Ci sono più squadre che lavorano insieme. Io mi sono trovato a fare sopralluoghi per la sicurezza, dove c’erano squadre di piccole aziende subappaltatrici e non venivano rispettate le norme di sicurezza. Inoltre non c’è solo un problema di coordinamento fra squadre di operai che non si conoscono, ma anche di lingua. Perché ci sono molti extracomunitari, secondo me sfruttati perché li ho visti lavorare anche per 12/13 ore per turno.Spesso non conoscono i loro diritti. Io nella mia esperienza di RLS, ho fatto piccole conquiste, ma è presumibile che il pericolo non finisca una volta che il consorzio Cavet riconsegnerà il lavoro terminato. Il Cavet ha capito l’esigenza di fare corsi, anche se di poche ore, sulla sicurezza e sulla formazione. Mi consola l’idea di aver insegnato a qualcuno l’importanza del rispetto delle leggi per la sicurezza di noi operai. Purtroppo l’applicazione delle norme è fondamentale e i sindacati devono impegnarsi.Noi operai non solo siamo dimenticati presto, ma neanche ci viene data giustizia. Nel 2001 l’operaio Pasquale Adamo perse la vita mentre stava perforando il monte Morello con l’ausilio di uno speciale macchinario. Il suo giubbotto si è impigliato nella trivella, lo ha avvolto e stritolato. La condanna per i responsabili è stata una multa. Non si può pagare una multa per una vita umana. Non è possibile che per omicidio colposo il massimo della pena siano 5 anni. Proviamo a pensare che il nostro lavoro non è stato scelto per piacere, ma perché non c’era alternativa. Quando un giovane laureato del mio paese si trova in un cantiere a fare una mansione obbligata da questa società, dove solo i figli dei ministri devono fare i consulenti, possiamo pensare che lavora in uno stato di malessere? L’Italia paga milioni di euro a causa di infortuni sul lavoro. Più sicurezza e denunce rappresenterebbero, non solo un costo inferiore per lo Stato, ma anche un beneficio sulla qualità produttiva."
Samanta Di Persio dal libro "Morti Bianche"

mercoledì 2 luglio 2008

CONTINUA LA GUERRA DEL LAVORO...

Frana il terreno, muore operaio albanese
Ricevo da
www.albanianews.it e pubblico...
Ennesima morte bianca. Un manovale albanese è deceduto su un cantiere stradale dove stava prestando servizio. Inutili i soccorsi
NAPOLI - Ennesimo misfatto su un luogo di lavoro. Stavolta la roulette russa in atto tragicamente ogni giorno sui cantieri ha sfornato un'altra vittima. Si tratta di un operaio albanese.
L'uomo è morto al confine tra Cardito e Afragola (provincia di Napoli) in un incidente avvenuto su un cantiere stradale. In particolare, i lavori in cui era impegnato il manovale riguardano la ristrutturazione della rete fognaria di Cardito. Secondo le prime notizie, pare che il terreno gli sia franato sotto i piedi nel corso dello scavo.
La caduta non gli ha lasciato scampo.
INDAGINI - Secondo quanto si apprende i vigili del fuoco hanno estratto il corpo dell’uomo che sarebbe rimasto travolto a causa dello smottamento di una parte del terreno. Sul posto, in corso Meridionale, è intervenuto anche il 118. Sono stati aperti due fascicoli di indagine da parte di Ispettorato al lavoro e Procura.

giovedì 17 aprile 2008

ANCORA VITTIME DELLA GUERRA DEL LAVORO!

----------------------------------------------------------------------------------------------- Ancora morti! Ancora vittime della guerra del lavoro! Ancora...sulla pelle dei lavoratori...
La guerra sul lavoro
"... il regolare tributo di membra umane, mani, braccia, ossa, piedi, teste e facce che viene pagato all'industria moderna super[a] in quantità quello di molte battaglie reputate fra le più micidiali." (K.Marx, La situazione delle fabbriche in Gran Bretagna, 1859)