venerdì 12 dicembre 2008

La Nazione Siciliana-dal 469 agli arabi (di Natale Turco)

La crescita della Nazione Siciliana.
Quando (...)la spinta dei popoli indo-germanici determinò il crollo dello Stato romano d'Occidente e della sua mostruosa organizzazione carceraria, anche la Sicilia si vide libera, nel 469, per lo sbarco dei Vandali. Vandali, Goti e Ostrogoti si mostrarono civilissimi con i Siciliani: e, nei settant'anni durante i quali vi ebbero giurisdizione, nell'Isola regnò la pace e il lavoro. L'artigianato, il commercio e l'agricoltura rifiorirono per completo e tutte le città poterono ricostituire quei loro organi amministrativi autonomi che il nefando dominio coloniale di Roma aveva svuotato di ogni dignità curiale. L'accorta politica economica di Odoacre e di Teodorico, risparmiando tra l'altro ai Siciliani il peso di tutti i gravami fiscali che li avevano dissanguati per il passato, assicurò all'Italia la sopravvivenza alimentare.Ma il folle sogno giustinianeo della ricostituzione dell' Impero romano doveva ostruire ancora per secoli la lunga marcia del nostro popolo verso la libertà; i Bizantini, infatti, invasero l'Isola nel 535 e la tennero fino alla metà del IX secolo. Si deve tuttavia riconoscere, che , a differenza di quella per l'Italia, Giustiniano promulgò per la Sicilia una particolare Costituzione, anteriormente al 554: che fino ai primi decenni del VII secolo l'Isola ebbe un'amministrazione civile, militare e finanziaria propria, e che la profonda riforma dello Stato bizantino, dal VII secolo in avanti, riconobbe esplicitamente la personalità etnica , politica e territoriale dell'Isola, col farne appunto uno dei ventinove distretti autonomi nei quali si articolò. Questi motivi di grande valore storico e giuridico dimostrano che anche Bisanzio, dopo Roma, riconobbe il passato e il diritto sovrano della Sicilia, oltre che la sua formidabile collocazione geo-politica nel Mediterraneo.Ciò però non poteva bastare a un popolo che non ha mai rinunciato all'indipendenza, e la sfida all'egemonia burocratica e militare della grande potenza bizantina si ebbe regolarmente nelle sollevazioni del 668, del 716 e del 781.Nell'827, infine, il moto capeggiato da Eufemio riuscì in gran parte allo scopo, con l'aiuto degli Arabi; e se il destino volle che Eufemio morisse un anno dopo, sotto le mura di Enna, il fatto che dal 947 si costituì nell'Isola un Emirato siciliano ereditario e indipendente dall'impero Islamico è di per sé abbastanza dimostrativo del progresso sostanziale della Nazione verso la sua mèta storica. In ogni caso, la pacifica coesistenza di razze, di costumi e di religioni; il rispetto più assoluto della libertà individuale, della proprietà privata e delle singole attività; l'incessante crescita culturale e tecnologica; il benessere economico raggiunto da tutte le classi tra il IX e l'XI secolo sono i dati positivi che, in quel periodo di barbarie, di schiavitù e di fame per l'Italia e l'Europa, si registrano solo per la Sicilia araba.
Natale Turco
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fonte:"Cosa Vogliono i Siciliani",scritto dal 'avvocato Natale Turco e pubblicato nei primi anni '80 dal distretto di Catania del Fronte Nazionale Siciliano-Sicilia Indipendente.

5 commenti:

nebros ha detto...

si vabbè, la storia si studia nei particolari, con documenti, e non alla carlona; soprattutto non mi piace l'uso della "storia" ai fini propagandistici. vogliamo fare come i piemontesi?
non basta avere una istituzione indipendente o autonoma affinchè ci sia benessere; altrimenti tra mille anni si dirà:" bravi gli italiani che riconobbero alla sicilia la loro autonomia che viveva in libertà e prosperità".

ANTUDO

Orazio Vasta ha detto...

Caro "nebros",che non so chi sei,visto che hai unviato il tuo commento con una e-mail anonima...ma, cosa dici? Alla "carlona"?
"Come i piemontesi"?
"Storia a fini propagandistici"?
Se vuoi tutti i dettagli,anzi i minimi dettagli,della Storia della Nazione Siciliana ti suggerisco di incominciare a leggere il primo volume della "STORIA DELLA NAZIONE SICILIANA" dell'avvocato professore Natale Turco...volume da cui lo stesso Turco aveva "tirato fuori" la sintesi pubblicata nel libretto "Cosa vogliono i Siciliani",sintesi di cui abbiamo pubblicato una parte nel post da te "commentato"...
Alla carlona,amico sconosciuto e anonimo,la STORIA della Sicilia la conoscerai tu o chi per te,da queste parti,abbiamo avuto la grande FORTUNA di aver conosciuto e frequentato Siciliani come Natale Turco...Abbiamo avuto la FORTUNA e l'ONORE di attingere da questo grande FIGLIO DELLA NAZIONE SICILIANA la nostra Storia,comprendere il nostro DNA di Popolo,condividere il BISOGNO DI LIBERTA'...Personalmente,sono stato a fianco di Natale,quando lui era il segretario del Distretto di Catania del Fronte Nazionale Siciliano-Sicilia Indipendente...allora,io,non ancora ventenne, ero stato eletto dai giovani di Catania segretario distrettuale della Lega Giovanile Indipendentista,il movimento giovanile autonomo del Fns...In seguito,durante la lotta contro l'installazione dei missili atomici Cruise della Nato a Comiso,Natale Turco,Turi Lima e il sottoscritto siamo stati espulsi dal Fns perchè accusati,ingiustamente,di essere "filosovietici"...Ma,questa,caro "nebros" è un'altra Storia,per te,ovviamente...non da queste parti.
Comunque,grazie per la cortese attenzione,per il blog A rarika,Orazio Vasta

nebros ha detto...

a parte il fatto che per scrivere non bisogna conoscersi, ma cmq ho inserito il sito, basta cliccare sul nome.
poi io mi riferivo al tuo articolo e non al libro che non ho letto.
cmq cerca di fare meno il fanatico; chi ti scrive è un indipendentista, ma anche se non lo fossi stato nessuno ti autorizzerebbe ad accusare chi non la pensa come te.
questo modo di fare fà odiare gli indipendentisti.

ANTUDO

Orazio Vasta ha detto...

Caro nebros...: "fonte:"Cosa Vogliono i Siciliani",scritto dall' avvocato Natale Turco e pubblicato nei primi anni '80 dal distretto di Catania del Fronte Nazionale Siciliano-Sicilia Indipendente",così c'è scritto alla fine del post a cui fai riferimento. Quindi,è assai ovvio che non si tratta di un mio articolo,ma della pubblicazione di un capitolo del volumetto scritto da Turco,e gli altri capitoli continueremo a pubblicarli su questo blog...Premesso ciò,non comprendo perché sono un "fanatico". Non ho mai condannato chi non la pensa come me. Esprimo liberamente il mio pensiero,e nel blog lo possono esprimere tutti...e tu ne sei la prova.
Ma,se divulgare la Nostra Storia,che ho capito che è anche la tua,la Storia della Nazione Siciliana, è un atto di fanatismo?
Qui,nella colonizzata Sicilia,c'è chi scambia DUCEZIO per il DUCE del fascismo. Addirittura,scandalizzata,una professoressa siciliana,impegnata "nel sociale",mi ha dato del "FASCISTA" perché fra i link del blog c'è il logo di DUCEXIUS...e dei CAVALIERI DI SICILIA.Un altro mi ha accusato d'essere "un mafioso" perché la bandiera dell'Evis (nell immagine sopra) è per lui "la bandiera americana della banda Giuliano e della mafia". Un professore siciliano che vive e lavora a Torino da decenni ha pensato bene di sottolinearmi che "la storia della Sicilia non può non avere che una sola chiave di lettura,quella dell'Italia"...Esempi banali,forse,ma che nella loro "banalità" testimoniano che la NOSTRA STORIA necessita di essere DIVULGATA,ora e ovunque abbiamo la possibilità di farlo.
E' ovvio,che ognuno è libero di pensare quello che vuole,ma per questo blog è vitale divulgare la Nostra Storia,a rischio di passare per "propagandisti","fanatici" o essere di essere"odiati".
Senza polemiche,un fraterno saluto siciliano.
Orazio Vasta

nebros ha detto...

non avevo fatto caso alla fonte; di conseguenza quello che ho scritto va riferito al pezzo del libro da te riportato.
quel frammenteo, letto nell'articolo non può essere scambiato per una elencazione di fatti storici, in quanto in essa si vede che c'è uno scopo dietro e vale a dire una giustificazione all'indipendentismo.
io sono un gran appassionato di storia siciliana ed anche indipendentista, come già detto, ma la storia non deve essere usata per fini politici (per questo ho fatto l'esempio dei piemontesi). la storia si legge a 360 gradi ed i siciliani la devono conoscere tutta, sia nei fatti positivi, che negativi.
non è che tutto ciò che è stato prima del 1860 sia positivo, ma l'importante è che i siciliani sappiano di avere una storia alle loro spalle, bella o brutta che sia.
se sosteniamo che prima era tutto rose e fiori, non saremmo credibili.

l'indipendenza siciliana deve basarsi oltre che sulla rivendicazione di una identità propria, dei siciliani, anche e soprattutto su questioni economiche e sociali.


ps
anche santi correnti nel suo libro "storia della sicilia, come storia del popolo siciliano" sostiene che il libro di natale turco è leggermente fazioso.

ANTUDO