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domenica 21 settembre 2008

ONORE AL "GIUDICE RAGAZZINO"!


21/09/1990 - IL GIUDICE ROSARIO LIVATINO

UCCISO MENTRE SI RECA IN TRIBUNALE....

Rosario Livatino è nato a Canicattì il 3 ottobre 1952, dal papà Vincenzo, laureato in legge e pensionato dell'esattoria comunale, e dalla mamma Rosalia Corbo.
Rosario conseguì la laurea in Giurisprudenza all'Università di Palermo il 9 luglio 1975 a 22 anni col massimo dei voti e la lode. Il conseguimento della laurea, alla prima sessione utile, era solo la momentanea conclusione di una brillantissima carriera scolastica iniziata alla scuola elementare De Amicis, proseguita alla scuola media Verga e conclusa al Liceo Classico Ugo Foscolo di Canicattì sempre con voti e giudizi ottimi, compreso un lusinghiero "dieci" in matematica.Il 21 aprile '90 conseguì con la lode il diploma universitario di perfezionamento in Diritto regionale. Giovanissimo entra nel mondo del lavoro vincendo il concorso per vicedirettore in prova presso la sede dell'Ufficio del Registro di Agrigento dove restò dal 1° dicembre 1977 al 17 luglio 1978.
Nel frattempo però partecipa con successo al concorso in magistratura e superatolo lavora a Caltanissetta quale uditore giudiziario passando poi al Tribunale di Agrigento, dove per un decennio, dal 29 settembre '79 al 20 agosto '89, come Sostituto Procuratore della Repubblica, si occupò delle più delicate indagini antimafia, di criminalità comune ma anche (nell'85) di quella che poi negli anni '90 sarebbe scoppiata come la "Tangentopoli siciliana". Fu proprio Rosario Livatino, assieme ad altri colleghi, ad interrogare per primo un ministro dello Stato.
Dal 21 agosto '89 al 21 settembre '90 Rosario Livatino prestò servizio presso il Tribunale di Agrigento quale giudice a latere e della speciale sezione misure di prevenzione. Dell'attività professionale di Rosario Livatino sono pieni gli archivi del periodo non solo del Tribunale di Agrigento ma anche degli altri uffici gerarchicamente superiori.Molto rari gli interventi pubblici così come le immagini.
Gli unici interventi pubblici, fuori dalle aule giudiziarie, che costituiscono una sorta di testamento sono rappresentati da "Il ruolo del Giudice in una società che cambia" del 7 aprile 1984 e "Fede e diritto" del 30 aprile 1986 (i documenti integrali sono consultabili nel libro “Il piccolo giudice. Fede e Giustizia in Rosario Livatino” di Ida Abate per Editrice Ave mentre l'Associazione sta valutando l'utilità di ristamparli e diffonderli soprattutto tra i Magistrati).
Rosario non volle mai far parte di club o associazioni di qualsiasi genere.
Rosario Livatino fu ucciso, in un agguato mafioso, la mattina del 21 settembre '90 sul viadotto Gasena lungo la SS 640 Agrigento-Caltanissetta mentre - senza scorta e con la sua Ford Fiesta amaranto - si recava in Tribunale.
Per la sua morte sono stati individuati, grazie al supertestimone Pietro Ivano Nava, i componenti del commando omicida e i mandanti che sono stati tutti condannati, in tre diversi processi nei vari gradi di giudizio, all'ergastolo con pene ridotte per i "collaboranti".
Rimane ancora oscuro il “vero” contesto in cui è maturata la decisione di eliminare un giudice ininfluenzabile e corretto...



giovedì 28 agosto 2008

Fa parte di un'antica consuetudine uccidere le persone due volte: prima fisicamente e poi nella memoria

Aeroporto di Comiso, cancellata l'intitolazione a Pio La Torre
"Scarso gradimento" per l'ex segretario del Pci ucciso dalla mafia
La giunta comunale di Comiso, in provincia di Ragusa, ha deciso di cambiare l'intitolazione dell'aeroporto. Pio La Torre lascerà il posto al generale dell'aeronautica Vincenzo Magliocco, caduto in Africa orientale nel 1936. "Come annunciato in campagna elettorale - ha dichiarato il sindaco di centrodestra Giuseppe Alfano - abbiamo ripristinato la denominazione dell'infrastruttura che ere stata intestata a Magliocco fin dalla sua costruzione avvenuta fra il 1937 e il 1939".
Il 30 aprile dello scorso anno lo scalo siciliano era stato intitolato a Pio La Torre, proprio in occasione del venticinquesimo anniversario del suo assassinio avvenuto a Palermo nel 1982 per mano della mafia. Nell'agguato perse la vita anche il collaboratore del segretario regionale del Pci, Rosario Di Salvo.
Il sindaco Alfano, eletto appena un mese fa, ha assicurato che "il provvedimento non vuole porre assolutamente in discussione la figura e gli straordinari meriti di Pio La Torre. Riteniamo tuttavia più giusto conservare una denominazione che fa parte da più di mezzo secolo della memoria collettiva della città".
"Vincenzo Magliocco - ha spiegato Alfano - fu anche docente di materie giuridiche all'Università di Palermo, prima di distinguersi nella guerra di Etiopia. E' quindi personaggio di grande rilievo di cui ci sembrava ingeneroso cancellare il ricordo. D'altra parte, come rileva un sondaggio effettuato a suo tempo sul sito web dell'amministrazione comunale, l'intitolazione a La Torre aveva riscontrato scarso gradimento fra i cittadini".
"Fa parte di un'antica consuetudine siciliana uccidere le persone due volte: prima fisicamente e poi nella memoria". Questo il commento dell'ex sindaco di Comiso, Pippo Digiacomo, oggi parlamentare regionale del Pd. Era stato lui ad intitolare lo scalo a Pio La Torre. "Vincenzo Magliocco - aggiunge Digiacomo - è il vecchio nome dell'aeroporto militare e non c'entra nulla con la nuova destinazione civile dello scalo. Inoltre, e non è una considerazione secondaria, anche su Comiso, oltre che su Sigonella, La Torre fece le sue grandi battaglie pacifiste".Da qualche settimana sembra che la battaglia politica in Sicilia si giochi sulle targhe delle vie e degli edifici pubblici..." .
Fonte:Rainews24

martedì 27 maggio 2008

SICILIA,MEMORIA E RIVOLTA...


Centre International de Recherches sur l'Anarchisme (CIRA)
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Auteur Orazio VASTA

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Quale Sicilia per i siciliani ? : con documenti e un elenco delle formazioni indipendentiste e autonomiste isolane / Orazio VASTA
Orazio VASTA
Editeur :
Sicilia punto L (Ragusa)
Année de publication :
[1985]
Collection :
Storia-interventi num. 7
Importance :
94 p.
Présentation :
ill.
Format :
17 cm
Langues :
Italien (ita)
Catégories :
ITALIE:Histoire ; LIBÉRATION NATIONALE ; ANTIMILITARISME ; NATIONALISME
Permalink :
http://www.cira.ch/catalogue/index.php?lvl=notice_display&id=6728
Imprimé
CIRA - Beaumont
Bibliothèque
Disponible
*****************************
Rivolte e memoria storica : atti del convegno 1945-1995: le sommosse contro il richiamo alle armi cinquant'anni dopo. Ragusa 6 gennaio 1995 ; Contro la guerra e contro la storia / Pippo GURRIERI
Auteurs :
Pippo GURRIERI; Giovanni IACONO; Fulcantono GIOFFRE; Giovanni PLUCHINO ZISA; Maria OCCHIPINTI; Orazio VASTA; Natale MUSARRA; Emanuele SCHEMBRARI; Pino SALME; Gianni FERRARO; Laura BARONE; Giuseppe MICCHICHE; Franco LEGGIO
Editeur :
Sicilia Punto L edizioni (Ragusa)
Année de publication :
1995
Importance :
111 p.
Format :
17 cm
Langues :
Italien (ita)
Catégories :
FEMMES ; ITALIE:Histoire:1940-1945 ; ANTIMILITARISME ; PRESSE:Études
Résumé :
La rivolta a Ragusa tra spontaneità politica e storiografia / Pippo Gurrieri .Maria Occhipinti / Laura Barone .Rivolte e memoria storica / Natale Musarra.La rivolta a Catania ed il movimento independista / Orazio Vasta.Il mio "non si parte" / dal diario di Giovanni Iacono.
Permalink :
http://www.cira.ch/catalogue/index.php?lvl=notice_display&id=10892
Imprimé
CIRA - Beaumont
Bibliothèque
Disponible
**************

lunedì 31 marzo 2008

Siamo malati di Lombardosi? (VIDEO)

Ricevo questo spot "pubblicitario",che propone uno dei metodi possibili per curarsi dalla contagiosa LOMBARDOSI ...CLICCA sull'indirizzo web:
http://www.youtube.com/watch?v=smJuW6f9Fpk

lunedì 24 marzo 2008

CATANIA:RIUNIONE "ADDIOPIZZO".

RICEVO,CONDIVIDO,SOSTENGO E PUBBLICO...


Si informa, che, Martedì 25/03/2008 ,alle ore 21:00 ,in viale Vittorio Veneto 14, Catania, presso i locali della "Confesercenti", si svolgerà la riunione dell'associazione Addiopizzo Catania.
L'incontro è finalizzato alla formazione; sarà ospite Gabriella Guerini,presidente dell' Associazione Antiracket Antiusura Etnea, per parlarci dell'accesso al fondo di solidarietà per le vittime delle richieste estorsive (L. 44 del 23/2/99).
Vi aspettiamo!

venerdì 21 marzo 2008

CONTRO LA MAFIA,sempre!

Appello per una Manifestazione nazionale contro la mafia, in occasione del Forum sociale antimafia 2008, a 30 anni dall'assassinio di Peppino Impastato
9 Maggio 1978 - 9 Maggio 2008 - Cinisi (PA) Sono passati ormai trent'anni dall'assassinio politico-mafioso di Peppino Impastato e 29 dalla manifestazione nazionale contro la mafia che abbiamo organizzato a Cinisi in occasione del primo anniversario della sua morte.Non possiamo dire che da allora nulla sia cambiato; abbiamo raggiunto obiettivi importanti con il nostro impegno e con la lotta quotidiana che abbiamo condotto io, mia madre, i compagni di Peppino, Umberto Santino e Anna Puglisi fondatori del Centro siciliano di documentazione di Palermo, successivamente dedicato a Peppino, seguiti da una parte della sinistra e dei movimenti legati alla nostra storia e alla nostra lotta.Abbiamo affrontato un lungo percorso di fatica e di sofferenza che ci ha portato anche a sperimentare l'amarezza e la rabbia quando abbiamo toccato con mano le collusioni tra la politica, le istituzioni e la mafia.Il lavoro di memoria e le attività portati avanti in questi anni sono stati difficili, ma non certo inutili: hanno contribuito a sviluppare una coscienza antimafiosa nelle nuove generazioni che hanno recepito positivamente il nostro messaggio.Il pensiero, le idee di Peppino e la sua esperienza di militante comunista che guardava tutte le sfaccettature della realtà lo conducevano a partire dal basso, riprendendo la linea delle lotte contadine, anticipando i tempi e accelerando un processo di crescita e di presa di coscienza rispetto al pericolo costituito dalla mafia, fino ad allora volutamente sottovalutato: la sua era una vera e propria lotta di classe contro un sistema criminale basato sullo sfruttamento e sulla sopraffazione.Non è stato facile per lui, così come non è stato facile per noi: abbiamo raccolto la sua eredità e siamo andati avanti, cercando di continuare giorno dopo giorno per costruire un progetto di antimafia sociale che partisse dall'esperienza di Peppino, dalle sue lotte nel territorio contro la speculazione edilizia, contro la disoccupazione, a fianco dei contadini di Punta Raisi che venivano affamati dall'esproprio delle proprie terre.Peppino era in prima fila a Palermo nelle lotte studentesche del 1968 e nei movimenti del 1977, sempre alla ricerca di metodi innovativi, sfruttando al meglio con la sua fantasia e la sua passione i poveri mezzi di comunicazione che aveva a disposizione. Facendo tesoro delle sue scelte e del suo percorso nel 1979 abbiamo sfilato per le troppo silenziose strade di Cinisi nella prima manifestazione nazionale contro la mafia, organizzata da Radio Aut, dal Centro di documentazione di Palermo, assieme ai compagni di Democrazia Proletaria e a quella parte di movimento che era rimasta profondamente colpita dall'uccisione di Peppino. Eravamo in duemila: persone che venivano da ogni parte d'Italia, con un misto di rabbia, dolore, determinazione ed entusiasmo per i nuovi contenuti che portavamo in piazza. La mafia non era più un fenomeno locale, circoscritto alla Sicilia, ma un fenomeno che aveva invaso pericolosamente tutto il territorio nazionale, coniugandosi con ogni forma di speculazione, di corruzione, di collusione con le istituzioni e con il potere politico ed economico, accumulando grandi masse di capitale con il traffico di droga che provocava migliaia di morti per overdose.Siamo stati poi catapultati in una situazione pesante; ci siamo scontrati con una realtà drammatica: la mafia aveva alzato il tiro uccidendo chiunque tentasse di ostacolare il suo processo di espansione. Giudici, poliziotti, politici, militanti della sinistra, giornalisti, tutti ammazzati uno dopo l'altro in una mattanza che è durata molti anni, troppi, ed è culminata con la strategia dello stragismo.Abbiamo vissuto tutto questo sulla nostra pelle mentre eravamo impegnati nella ricerca della verità e non solo riguardo l'omicidio di Peppino, denunciando e mettendo in evidenza gli ostacoli più turpi, quelli più dilanianti, quelli causati dalla collusione mafiosa con una parte delle istituzioni. Le vicende giudiziarie riguardo il "caso Impastato" lo dimostrano: forze dell'ordine, magistrati, politici hanno tentato in tutti i modi di non farci arrivare alla giustizia, orchestrando un depistaggio vergognoso e tacciando Peppino di essere un terrorista-suicida. Non ci sono riusciti. Parlare di legalità oggi significa anche riportare alla luce la versione veritiera di quanto è accaduto a Peppino e più in generale dal dopoguerra in poi, da quei grandi movimenti di liberazione che furono la Resistenza antifascista e il Movimento contadino. Le stragi di stato e le trame nere hanno insanguinato il nostro paese: Portella della Ginestra, le bombe nelle camere del lavoro, l'eliminazione di circa 40 sindacalisti e militanti della sinistra, il piano Solo, Piazza Fontana, il golpe Borghese, Piazzale della Loggia, l'Italicus, il sequestro Moro, il ruolo di Gladio, la stazione di Bologna, il Rapido 904 ed altri eventi sono tappe fondamentali nel nostro vissuto, nel vissuto di un paese costretto con la violenza a rispettare gli equilibri e gli accordi internazionali e bloccato nel suo processo di rinnovamento.La repressione del sistema è scattata costantemente e in maniera scientifica ogni qualvolta si è cercato di apportare dei cambiamenti nel sistema sociale e ogni qualvolta il regime democristiano è stato messo in crisi. L'intolleranza rispetto ad una vittoria delle sinistre alle elezioni e alla loro avanzata ha scatenato la violenza del potere reazionario e dei gruppi fascisti contro ogni tutela democratica.Non parliamo di vicende remote e lontane nel tempo: ancora oggi pesano le impunità delle azioni criminali fasciste dovute alle coperture e complicità istituzionali, ed è per questo che è necessario insegnare l'antifascismo nelle scuole come uno dei pilastri fondamentali della nostra Costituzione (...).

È ora di attivarsi: dal 9 maggio in poi vogliamo cominciare a respirare aria pura, intrisa di libertà; vogliamo iniziare a vivere la gioia della bellezza.Peppino, con il suo sacrificio, ci ha dato tanto. Non basta ricordarlo. Bisogna raccogliere quanto ci ha lasciato e continuare; dare nuova vita al suo pensiero e alla sua azione di uomo libero, ma soprattutto di siciliano libero.
Giovanni Impastato (
fratello di Peppino)
Per informazioni adesioni e contatti:Associazione Peppino Impastato-Casa Memoria -C.so Umberto 220- 90045 Cinisi (Pa)Tel. 0918666233-3341689181
email: giovannimapstato@gmail.com
web: http://www.peppinoimpastato.com
Centro Siciliano di Documentazione "Giuseppe Impastato"
Via Villa Sperlinga, 15 - Palermo
Tel. 0916259789-Fax 091348997
email: csdgi@tin.it
web: http://www.centroimpastato.it/