Visualizzazione post con etichetta sud. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta sud. Mostra tutti i post

lunedì 27 aprile 2009

"FIGLIO MIO" (di Vittoria Mariani)

FIGLIO MIO

Nei tuguri delle menti senza tempo e senza Dio.

troneggia il primeggiare ,

soffocando i buoni

facendogli del male ,

aleggia la menzogna e la protervia

di color che comandano questa vita impervia .

Comincian sin da piccoli ad esser Caini

figli di genitori vili malandrini

lor si accaniscon come fiere su fanciulli inermi

lieti di trionfar sulle altrui disgrazie .

E come un turbine violento si accomunano

poiché il laido e il marrano

da sempre si cercano

e si stringono la mano,

allora vedi il bullo ed il capetto

che sin da età scolare vien protetto

amico di qualcuno in alto

con "santi in Paradiso"

eppur segnato dalla man di DIO

nell´aspetto e nel pavido sorriso .

Segnato da DIO ed acclamato dai mortali

che per astuzie e inganni

i mentecatti rende tutti uguali .

Se mentecatti son i giovani d´oggi

bisogna ringraziar chi li protegge

e chi li educa a manovre di piccolo cabotaggio

da genitore squallido e malvagio.

E´ vero, si, ognuno ha il suo carattere!

Ma è pur vero, si, che il tale albero dà i suoi frutti!

Figlio mio non ti curar di loro ,se son brutti

la lor bruttezza d´animo è l´emblema

di chi ha lingua lunga e poco cuore ,

abbi pazienza ,aspetta ,

ci penserà nostro Signore !

E se dovrai aspettare per qualche tempo,

raddrizza la schiena fiero,

nessun lamento

abbi con te nel cuore sempre ilarità

lascia lontano i dispiaceri e chi te li procura

il tempo è galantuomo

domani costoro saranno spazzatura .

Vittoria Mariani

Napoli,26 aprile 2009
**********
Nella foto,Vittoria Mariani

mercoledì 25 febbraio 2009

"PER NAPOLI,ROBERTO SAVIANO SINDACO!"

LETTERA APERTA A ROBERTO SAVIANO
Mittente della sollecitazione il Movimento Insorgenza Civile che attraverso le pagine della testata Il Brigante ed i manifesti affissi a Napoli chiede allo scrittore di candidarsi quale sindaco della città partenopea.
Rivolgerti un appello, caro Roberto, per noi napoletani è, prima di tutto, un’imperiosa necessità, perché disperate sono le condizioni della nostra città. Non è, invece, un atto politico, perché noi napoletani non abbiamo neppure il ricordo di che cosa sia la buona politica.
E’, ad ogni modo, un dichiarato tentativo di estrema e spregiudicata strumentalizzazione della tua figura e di quello che "Gomorra" rappresenta innanzi all’opinione pubblica mondiale.
E confidiamo che tu non intenda sottrarti alla bisogna.
Invochiamo la “tua diretta discesa in campo" perché vogliamo sventolare "Gomorra" come un vessillo per farne la bandiera di chi, in maniera corale e convinta, denunzia come inaccettabile lo sfacelo civile di questa nostra magnifica terra e di chi a questo infausto destino non intende ineluttabilmente soggiacere.
Caro Saviano, ti siamo grati per l'opera che hai compiuto, ma la nostra gratitudine e la tua mirabile iniziativa editoriale, da soli, non basteranno a salvarci.
Hai certamente già compreso quale è la preghiera che intendiano rivolgerti."Gomorra", se restasse esclusivamente fine a se stesso, acquisterebbe il significato della consacrazione di una incondizionata e corale resa civile consumata a mezzo della più superlativa operazione editoriale di tutti i tempi, ed il dramma di Napoli ne sarebbe soltanto uno squallido strumento.
Occorre assolutamente sventare, invece, che questo accada perché la tua implacabile denunzia degli spietati sistemi di potere criminale che imperano in Campania rappresenta un’opportunità che non può andare vanamente dispersa.
Da Gomorra può partire un impetuoso moto di Resurrezione civile e popolare. E se tu vorrai disporti a mettere al servizio di un popolo svilito il tuo esempio di dignità, per Napoli può ancora esserci un destino diverso dalla vile rassegnazione. Perchè è di questo che ti stiamo parlando, non sorprenderti.
Roberto, noi non vogliamo arrenderci!
E Napoli, la Campania, il Sud non devono genuflettersi e chinare il capo segnando la resa incondizionata innanzi all’orrore di "Gomorra".
Noi, Roberto, non vogliamo alzare le mani e gettare la spugna a miglior gloria delle caste e delle cosche che tu ha contribuito a disvelare nella loro agghiacciante miseria.
Napoli non è soltanto Gomorra, è anche Sodomia perché il potere politico e di comitati di affari locali hanno eretto la sodomia ad arte del governo della cosa pubblica.
Ripartire è, forse, ancora possibile: ci vuole uno scatto di reni collettivo, un corale atto di coraggio ed un miracolo politico, forse si può ancora realizzare un miracolo napoletano, stavolta.
L’obiettivo c’è, si chiama Resurrezione Civile.
E se tu sarai alla testa ed insieme alla Napoli che non ci sta e che vuole risorgere, forse questo miracolo napoletano si può fare.Gomorra, ormai, non è soltanto un’opera editoriale e cinematografica di grande successo. O almeno non è più soltanto questo.
Gomorra non Ti ha reso soltanto successo, celebrità e denaro.
Gomorra, caro Roberto, ti ha trasformato in un simbolo di coraggio, di onestà, di sprezzante rifiuto per ogni assurda logica di sfruttamento e di malaffare.
Forse non era questo l’obiettivo cui miravi nel descrivere il gorgo infernale in cui Napoli sprofonda. Ma, Caro Roberto, non puoi non riconoscere la speranza che in questo momento rappresenti e sfuggire alla scelta - dagli effetti storici esiziali - cui non ti è dato più sottrarti: Cosa intendi incarnare?
Disfatta o riscatto?
Speranza o rassegnazione?
Resa alla barbarie o anelito di civiltà?
Morte sociale o resurrezione civile?
Troppi napoletani, anche fra quelli che soffrono dei mali più profondi, si sono piegati alla rassegnazione, mentre la borghesia cittadina, la cosiddetta “società civile”, da troppo tempo è iscritta al libro paga della malavita e dalla malapolitica.
La Jervolino non si dimette. Non può dimettersi. Non deve dimettersi! Perché nessuno lo ha mai fatto tanto nel Pd quanto nel Pdl. E nessuno si dimetterà. Il bipolarismo d’accatto sta scrivendo già le sue fondamentali regole comuni. Il primo comandamento assoluto è: "Non dimettersi, Mai!"
Nel frattempo Napoli emigra,
Napoli viene offesa,
violentata e vilipesa.
Si lavora alacremente e con risultati civili sconfortanti per insinuare la rassegnazione tra la gente, e per fare credere che l’orrore di Gomorra sia normale, inevitabile, ineluttabile quotidianità.
Si ripete che il mostro Gomorra c’è sempre stato, che Gomorra è sempre esistita, non è mai cambiata.
E che, pertanto, mai cambierà.
Caro Saviano tu sai bene quanto tutto questo sia falso.
E conosci perfettamente il gioco e l’obiettivo perseguito dalla grande menzogna.
Se ci convincono che nulla può cambiare, nulla cambierà.
Noi te rivolgiamo, invece, questo disperato appello perché non ci hanno ancora convinto di nulla, e non ci convinceranno mai.
Per questo aspettiamo anche, Caro Saviano, ed abbiamo fiducia che tu non disdegni di scendere in campo con Napoli, alla testa di un’onda che può montare evocando un sogno, una parola d’ordine ed una speranza. La speranza, almeno quella, può tornare a vivere a Gomorra se anche tu effettivamente lo vorrai.
Scusa la nostra impudenza, il nostro ardimento o, se vuoi, la nostra pazzia. Ma è soltanto il nostro modo di dirti che il nostro intendimento è quello di resistere e che, siamo convinti, tu adesso, più di ogni altro, puoi aiutare Napoli perché una tua candidatura rappresenterebbe uno schiaffo definitivo alla rassegnazione ed il primo segnale di cedimento del Sistema.
Gomorra? No grazie: ROBERTO SAVIANO SINDACO di NAPOLI
************
Informazioni di contatto:
E-mail:
Sito Web:
http://www.insorgenza.it
Movimento INSORGENZA CIVILE


mercoledì 14 gennaio 2009

A.SIRAGUSA:"L'INTERO SETTORE AGRICOLO RISCHIA IL COLLASSO!"

TRECASTAGNI.Il caso sollevato dall'agronomo Vigo approda alla Camera con una interrogazione
Agricoltori in crisi
Interrogazione a Zaia
TRECASTAGNI
La protesta degli agricoltori siciliani partita da Trecastagni approda alla Camera con una interrogazione di Alessandra Siragusa del Pd al leghista Luca Zaia,Ministro per le politiche agricole .

"La crisi-dice Siragusa-derivata dal crollo dei prezzi all'origine di tutti i prodotti agricoli e dal notevole incremento dei costi di produzione,determinando il tracollo del reddito per migliaia di aziende agricole.Inoltre, la finanziaria 2009 ha cancellato le agevolazioni contributive per l'assunzione di manodopera agricola, sottraendo al settore ben 150 milioni di euro. L'intero settore agricolo siciliano rischia il collasso, con gravissime ricadute in termini occupazionali e tra i comparti maggiormente in sofferenza vi è quello della viticoltura,a cui l'attuale Governo ha tagliato il fondo nazionale di 50 milioni di euro destinato a viticoltori danneggiati nel 2007 dalla peronospora; anche l'agrumicoltura soffre una grave crisi, a causa di un previsto calo della produttività previsto del 50 per cento, per le gelate e si attende il riconoscimento dello stato di calamità naturale.Inevasa la richiesta dell 'Assessorato regionale all'agricoltura dello stato di crisi. Nel settore cerealicolo c'è il crollo dei prezzi: quello del grano è diminuito del 70 per cento in sei mesi, passando da 48 centesimi al chilo a circa 16".
Orazio Vasta

**************
Dal GIORNALE DI SICILIA del 13 gennaio 2009-ediz. di Catania,pag.20

lunedì 12 gennaio 2009

La Sicilia,Zaia,La Via e..."il pensare male"(di Patrizia Follari)

La sensazione è quella di un totale scollamento di idee e di progettualità tra il Governo centrale e il Governo dell’Isola!
Oserei dire anche all’interno del Governo dell’Isola!
Si ha l’idea, ma "solo l’idea" però, che al governo centrale delle problematiche dell’agricoltura siciliana non interessi più di tanto!
Basterebbe dare un’occhiata sul sito per rendersi realmente conto di ciò che è stato fatto:

Mi chiedo però, perché l’Assessore La Via abbia dichiarato solo ora, pubblicamente e in maniera così forte e chiara, ciò che gli agricoltori ed i tecnici siciliani avevano già capito da parecchio tempo.
Un plauso particolare va all’onorevole Sig.ra Alessandra Siragusa ( PD) l’unica voce, da oggi, dei parlamentari siciliani, che abbia sostenuto le parole dell’Assessore La Via (Pdl).
“Vuoi vedere che a pensar male qualche volta ci si azzecca?”.
Patrizia Follari

venerdì 2 gennaio 2009

"IL TEMPO NON PASSA,ARRIVA!" (di Marina salvadore)

Ricevo-e pubblico- dall'irriducibile Marina Salvadore questo interessante intervento...Come ho già scritto qui, in occasione di altre pubblicazioni di Marina,non condivido tutto quello che sostiene Marina,ma ritengo i suoi interventi,oltre che "interessanti",un contributo a non spegnere i cervelli,a chiedersi 'come,quando e perché' accade quello che accade o che non accade...Grazie Marina,duemila nove grazie!
Orazio Vasta
_____________
Duemila nove buoni motivi per resistere
di Marina Salvadore
E' nell'aria!
Segnali di cambiamento, di rigenerazione, si moltiplicano e "Megaride" battezza il 2009 "anno della Giustizia" non solo per la riforma annunciata dal Governo che, probabilmente, non toccherà nemmeno i temi a noi cari, dovendo cautamente procedere poiché - di qui o di là - ognuno dei poltronisti ha i suoi scheletri nell'armadio o in qualche maniera è compromesso in qualcosa. E' la logica del Potere che vive di sotterfugi, di bieche complicità. Di timore reverenziale. come il giustiziere Di Pietro e figlio stanno dimostrando ampiamente, paratosi il culo in illo tempore dietro la campagna vessatoria dell'IDV contro il vicere' Bassolino eppoi manifestatisi in tutta la loro goffa spavalderia accattoni ed affaristi nell'affare Mautone. tantoché han finito addirittura col regalare a Bassolino un punto di vantaggio, in fatto di "onestà". anche se nella notte di San Silvestro, sappiamo, molti napoletani e molti romani, in un rito tribale hanno brindato con l'esorcizzante tarocco del Moet & Chandon della "capa gloriosa" di Enrico Durazzo patron di Napolimania: il benaugurate spumante autoctono "Mo' esce Antonio", filtro magico più scaramantico dell'abusato corno di corallo.
Nel meriggiare pallido e assorto dell'anno che ci lasciamo alle spalle, sul rovente muro di gomma dei misteri nazionali molti "squagli" hanno prodotto falle riducendolo ad un groviera ed attraverso i buchi della "Rete" si inanellano serpenti e spirano olezzanti venticelli di calunnia. Siamo alla resa dei conti, finalmente!
Il regime di sinistra si sta miseramente polverizzando, con i suoi miti del '48 ed i suoi argonauti del '92 che non riuscirono nella conquista del vello d'oro e - scornati - come fiere ferite, con " un piccone imbracciato sotto la quercia Violantina"*, menavano colpi mortali alla democrazia, spalancando le porte di tante "bastiglie italiote", praticando sacrifici umani ai "Robespierre" di provincia, epurando nelle patrie galere scomodi servitori dello Stato, versando pinte di lacrime e sangue mescolati alla bava vischiosa! Violante e Caselli.. i Danton ed i Marat.
Le ghigliottine, i boia e le toghe rosse. Le schifezze umane che si sono inventate il "socialnetwork" della gestione dei pentiti, strumentalizzato all'uso di patti scellerati tra lo Stato e certa Mafia, per destabilizzare la Nazione, stuprarla e saccheggiarla, oggi strisciano melliflui perchè hanno capitombolato per eccesso di autorità e per troppa ostentazione ed ora, come riferisce dal suo blog, con innocenza da bambino, persino quel Roberto Galullo fresco di volgare liason con la nostra amica Agnesina Pozzi (che abbiamo integralmente pubblicato per il giudizio dei posteri) traballa squallidamente anche l'opera omnia del vittimificio di Stato - quello degli unici e soli risarciti che si sono vergognosamente schierati con gli aguzzini e gli assassini dei loro eroici morti - e scoppiano misere querelle tra vedove, orfani e fratelli di vittime illustri della Mafia; ognuno invidioso dell'altro. ognuno a contare nel borsellino i trenta o più danari del riscatto o la seggiola, il trono, lo sgabello conquistato in Società.
Una lotta intestina tra maschere in gramaglie, tra signori Nessuno che praticano la pesca a strascico dei loro cadaveri eccellenti, gli agnelli sacrificali due volte assassinati dal Potere. che meriterebbero solo l'onore del Ricordo. Del Rispetto! L'associazionismo vittimista monocolore - con tutti i piccoli satelliti sempre alla ricerca di soldi e sovvenzioni per i suoi boy-scouts - trema al solo paventarsi della possibile revisione di alcuni dei più importanti processi ( Contrada, D'Antone ecc.) poiché l'esito, alla luce dei fatti certi e documentati - ignorati fino ad ora - finirebbe col mettere in dubbio lo spirito medesimo dell'associazionismo vittimista di fazione, venendo meno l'oggetto del contendere, il capro espiatorio fino ad ora utile quale bersaglio. Lasciamo che si pizzichino tra loro, auto disintegrandosi perché non più credibili e sostenibili presso l'intelligenza media degli italiani medi.
Duemila nove verità andremo cercando per la nostra Dignità di esseri senzienti, con sempre nuova energia e, per dirla con Sant'Agostino "Mettiamo il passato nella misericordia di Dio, il futuro nella sua provvidenza e facciamo del presente un atto di immenso amore"Con spirito propositivo noi continueremo a rivendicare il buonsenso della Verità, consapevoli che c'è un tempo per ogni cosa e guardando ad ogni San Silvestro non come al funerale di un figlio virtuale di Chronos ma come il raggiungimento dell'ennesima stazione di posta sul lungo sentiero che porta alla Giustizia ed alla Verità.
Perché c'è un tempo per ogni cosa, per ogni stagione della vita nostra e di una Nazione. Perchè il TEMPO NON PASSA. ARRIVA!


(nota* rif. al libro Il Piccone e la Quercia di Luciano Violante/1992)

domenica 21 dicembre 2008

AUGURI!

Auguri dalla redazione de "La Voce di Megaride"
Auguri alla nostra meravigliosa Napoli
A tutti gli amici... agli amici degli amici di Diva Parthenia...
Auguri perchè la serva Napoli si liberi dei suoi papponi e stupratori e riconquisti la LUCE della sua grandezza!
Auguri ai napoletani perbene che soffrono ed a tutti coloro che, spogliatisi dei beceri luoghi comuni dell'ignoranza, continuano a voler bene ai napoletani
Auguri alla nostra bellissima città ed ai suoi figli migliori .

http://blog.libero.it/lavocedimegaride

sabato 20 dicembre 2008

"Per gli uomini di buona volontà"...gli auguri del sindaco di Acquaviva delle Fonti(BA)

Ricevo dal sindaco di Acquaviva delle Fonti, nu comune 21.613 'e crestiane d''a pruvincia 'e Bari,e ricambio fraternamente!
****************
Natale 2008 Capodanno 2009
Nella ricorrenza delle Festività Natalizie e dell’inizio del Nuovo Anno 2009 formulo l’auspicio che la prossima festività del S. Natale possa arrecare a Te e ai Tuoi Cari una grande ed intima gioia, così da scoprire ancora di nuovo le cose essenziali ed i valori autentici della nostra esistenza che sono la serenità dell’animo, la gioia domestica da vivere insieme nell’amore e nella armonia, la capacità di rinnovarci per arricchire la nostra personalità, la profonda solidarietà con tutti gli uomini, insieme ai quali ci è dato di compiere il cammino della nostra vita in questo momento della storia, non facile, ma pure ricco di possibilità e di promesse per gli uomini di buona volontà.
Auguri, inoltre, di un felice, fortunato e prospero
Anno Nuovo 2009.
FRANCESCO PISTILLI
SINDACO DI ACQUAVIVA D. FONTI
****
nella foto,la cattedrale di Acquaviva delle Fonti (BA)

giovedì 20 novembre 2008

INDIPENDENZA SICULA, CAMPANA, SARDA, PUGLIESE, CALABRESE…







===========================================
Ricevo questo interessante intervento dal Veneto,che posto con la massima condivisione,con due note:
1)Da questo blog abbiamo sempre sostenuto che LA SICILIA NON E' SUD,che la Sicilia è una identità nazionale occupata e "cancellata" dall'imperialismo dei Savoia.Non ci riconosciamo nella "questione meridionale",rivendichiamo la "QUESTIONE SICILIANA",come questione nazionale del popolo siciliano.Di conseguenza,NON SIAMO,e come Siciliani non potremmo esserlo,MERIDIONALI o "DUOSICILIANI",ne tanto meno "orfani" del Regno delle Due Sicilie...i Borboni hanno oppresso il SACRO SUOLO SICILIANO,hanno represso con ferocia la gente di Sicilia,hanno escluso l'Isola dallo sviluppo industriale e hanno "ceduto"a Garibaldi la Sicilia...con i loro generali venduti ai Savoia...La rinascita della Sicilia passa esclusivamente dalla capacità che avremo noi siciliani nazionalitari,con metodi non violenti-di dare vita alla nostra INDIPENDENZA NAZIONALE E SOCIALE. I siciliani nazionalitari non sederanno MAI e non riconosceranno MAI alcun "PARLAMENTO DEL SUD",che da molte parti si sta auspicando con il sostegno della Lega Nord(SIC!).
2)Nessuno può negare che lo sfruttamento economico colonialistico dei Territori di quello che era il "Regno delle Due Sicilie",annessi dagli imperialisti con il tricolore, è stato incassato dai poteri forti capitalistici e massoni che non avevano certamente residenza a Palermo o a Napoli. Due esempi "siculi":lo stato "unitario" ha preteso dalla Sicilia di fornire capitale attraverso le rimesse degli emigrati e il debito "nazionale" e di fornire forza lavoro a basso reddito attraverso l'emigrazione in Lombardia e Piemonte. E' ovvio,che lo sviluppo economico di quelle aree è stato garantito attraverso lo sfruttamento colonialistico e capitalistico della Sicilia e di tutte le altre Terre "del Sud". I finanziamenti "a pioggia" e le Casse del Mezzogiorno non hanno sostenuto la nostra economia,ma bensì l'economia "del voto di scambio",delle cupole mafiose,delle segreterie romane dei partiti "nazionali",degli askari...In Sicilia,praticamente,sono rimaste solo le grandi industrie INQUINANTI,il resto è cimitero! La più grande "industria" è tutt'oggi la M A F I A,che,con la sua presenza impedisce il fiorire in Sicilia di un movimento sociale veramente alternativo.
L'errore che s'incorre da "queste parti" ,quando si parla di sfruttamento "nordista".è quello di non dimenticare o non capire che il "NORD",come il "SUD", è una identità astratta,che non esiste,espressione prettamente geografica di un'operazione imperialistica che si chiama SISTEMA ITALIA.
Orazio Vasta
****************
L'intervento dell'amico del PNV:
Mi è capitato più di una volta di leggere opinioni che danno la colpa al Nord per il mancato sviluppo del Sud.
Le prime volte ho ignorato tali commenti come semplici provocazioni causate dal perpetuo urlo leghista che incrimina il Sud di arrecare danno al Nord.
Come veneto, e non conoscendo la realtà calabrese o pugliese, di primo impatto tali affermazioni sembrano solo ridicole.
Come poter ignorare decenni di travaso fiscale?
Sentendoci personalmente accusati ci identifichiamo con il gruppo incolpato.
Ci lasciamo convogliare da queste etichette cardinali (Nord, Sud, settentrionale, meridionale) che catalogano siciliani, campani, sardi, veneti, liguri, ecc… sempre rispetto a un unico e indiscusso contenitore: l’Italia.
Questi schieramenti geografici ci convincono che lo svantaggio di una popolazione equivalga al guadagno di un’altra, come se fosse un gioco a somma zero.
Ci ostiniamo a voler correre con la caviglia legata al compare da una fascia tricolore (credendo forse di raddoppiare la velocità?).
Ci incolpiamo a vicenda di avere una palla al piede, ma guai slacciare il sacrosanto tricolore.
Non siamo più nell’Ottocento, epoca di nazionalismi e imperi. Siamo nell’Unione Europea e viviamo un periodo di integrazione economica dove il mercato globale offre un’opportunità per tutti, a prescindere dai confini politici.
Ciò che conta per crescere e competere nel mondo è uno stato snello, vicino alle esigenze dei propri cittadini, e capace di adattarsi per sfruttare il vantaggio comparato del proprio territorio.
Riporto nel grafico qui sotto dei dati di Eurostat sul Pil pro capite della Grecia e dell’Italia meridionale, rispetto alla media europea.
Due regioni mediterranee, entrambe in periferia dell’Europa:La Grecia, con solo 11 milioni di abitanti, ha saputo rispondere alle opportunità economiche del momento.Perché? Atene è stata in grado di applicare una politica consona alle esigenze dei suoi cittadini.
Nessuno dubita delle capacità siciliane, calabresi o napoletane.
Non è la cultura mediterranea o la posizione periferica il problema. La colpa è la distanza delle esigenze territoriali dal potere decisionale, dove invece prevale la cultura di prelevare ai poveri nelle regioni ricche per dare ai ricchi nelle regioni povere.
Un esempio parallelo? La Germania dell’Est era la più sviluppata del blocco comunista. La Slovacchia invece era la regione più sfortunata della Cecoslovacchia socialista:
La Germania dell’Est scelse la strada dell’unificazione, e andò a far parte di un colosso di 80 milioni di abitanti (in un sistema federale, mi raccomando).
Fu ricoperta di fondi strutturali per lo sviluppo.
Berlino, come capitale della Germania unita raggiunse presto livelli di Pil pro capite degna di una metropoli occidentale.
Il resto della Germania dell’Est non fu da meno, ricevendo più finanziamenti pubblici europei di qualsiasi altra regione (Mezzogiorno, Grecia, …).
Il risultato di questa politica assistenzialista?
La Germania dell’Est ora arranca (assieme al resto della Germania), mentre tutti gli altri staterelli dell’Est avanzano con notevoli tassi di crescita.
La Slovacchia scelse la strada opposta.
Nel 1993 preferì l’indipendenza dalla Repubblica Ceca, e per quanto riceva anche lei fondi europei, Bratislava ha saputo abbinarli ad una politica adatta per lo sviluppo di questo paese di solo 5 milioni di abitanti.
Nel 2008 gli slovacchi hanno sorpassato in Pil pro capite medio campani, siculi e calabresi, il che è una tristezza data la potenzialità soffocata. Pugliesi, napoletani, calabresi, siciliani e sardi hanno bisogno ognuno di uno stato che li rappresenti: una capitale più vicina alle loro esigenze, e anni luce da questo indegno stato di sudditanza.
Lodovico Pizzati-Partito Nazionale Veneto
***************
IL DIBATTITO E' APERTO!... a rarika





mercoledì 5 novembre 2008

IL GENOCIDIO AMBIENTALE DAVANTI ALLE EOLIE!

Ricevo da
Da:
Nebrodi News e pubblico.....
***************
Come sotto riportato, trasmetto il testo fatto pervenire dallo scrittore Giuseppe Alibrandi, originario di S. Giorgio di Gioiosa Marea, riguardante ciò che egli stesso definisce, senza mezzi termini, un 'genocidio ambientale, una mattanza per la popolazione e per il borgo marinaro.
Si tratta di una lottizzazione con annessa speculazione edilizia, camuffata da porticciolo turistico, più precisamente da bacino di alaggio.
Prego tutte le persone sensibili alle tematiche ambientali, per la propria competenza, a volere riprodurre e moltiplicare l'appello.

Grazie.
***************
Data: lunedì 3 novembre 2008 18.23
Vi allego in foto l'Ecomostro che sta per sorgere nel mare di San Giorgio davanti alle Eolie, nel comune di Gioiosa Marea in provincia di Messina:

Si tratta di un bacino protetto di 68400 m2, per 304 posti barca per imbarcazioni di 12 m. Aree edificate annesse al porto come negozi vari, ristorante, bar per una superficie di m2 1853, club nautico 297 m2, alaggio 1500 m2, parcheggio 312 m2.
Il paese con la sua spiaggia verrà espropriato, tolto il diritto di accesso ai residenti e villeggianti: una vera mattanza per il borgo marinaro famoso per la sua tonnara di corsa!
La capitaneria di porto di Milazzo ha già autorizzato la concessione demaniale marittima per mq 132.606,00 alla Volturno Sas, piazza Veneto n° 15 90143 PalermoIl prot. della domanda è il n° 03.03.02/22893 Sezione Demanio.
Pratica n° GIO 265, pubblicata all'Albo pretorio dal 3.8.08 al 3.10.08.La spiaggia del costruendo porto turistico con annessa speculazione edilizia si trova tra Porto Rosa e il porto turistico di Sant'Agata.
La spiaggia erosa è stata interessata a un primo ripascimento con i fondi comunitari e regionali. Un secondo ripascimento è previsto come seconda tranche di lavori.
Non esiste depuratore nè ve ne è uno in progettazione, è in funzione un pennello a mare che scarica a 1200 mt. circa dalla spiaggia; il depuratore progettato e realizzato con i fondi della Comunità Europea negli anni ' 70 per il risanamento del golfo di Patti è nato sottodimensionato e non è entrato mai in funzione. Attualmente l'acqua potabile erogata ai residenti la frazione San Giorgio sa di sale: il tecnico comunale, il difensore civico e il vicesindaco residente in frazione San Giorgio a chi chiede spiegazioni rispondono che è un fatto interno tra gli uffici comunali, insomma sarebbe coperto da privacy, molto probabilmente come il porto su cui i residenti non hanno diritto di informazione.
In paese, a ridosso della spiaggia, vi sono i resti della tonnara: un edificio tardoottocentesco vincolato dalla Soprintendenza e inutilmente demolito dalla Spa di cemento nella parte centrale.
Il Comune, pur avendo deliberato l'istituzione museale, non si è mai attivato per il rercupero delle tradizioni marinare del borgo di San Giorgio.
Anche a allora erano stati promessi a piene mani posti di lavoro. Nell'analisi costi del progetto preliminare è stato previsto un organico di 15 addetti a fronte di 132.606,00 mq che verranno sottratti alla comunità di San Giorgio.
Si prepara il genocidio ambientale di un borgo marinaro destinato a diventare una delle tante località balneari del paese.
Giuseppe Alibrandi

martedì 4 novembre 2008

4 NOVEMBRE,GIORNATA DI LUTTO,NON DI FESTA!

La festa del 4 novembre fu una ricorrenza istituita dal fascismo per trasformare le vittime di una guerra spietata e non voluta in eroi coraggiosi che si immolavano per la Patria italica.
Furono costruiti monumenti ai caduti e agli insegnanti fu chiesto di celebrare le forze armate. Questa eredita' non e' stata sufficientemente sottoposta a critica con l'avvento della Repubblica.
L'Italia entrò nella prima guerra mondiale nonostante l'Austria avesse promesso la restituzione di Trento e Trieste in cambio nella non belligeranza.
L'intento era ,dopo le annessioni a Sud, infatti,quello di espandere l'Italia verso territori esteri (come avvenne con la conquista del Sud Tirolo) seguendo il mito dell'imperialismo romano, che ebbe poi nel fascismo la sua massima celebrazione. Dopo la guerra si parlo' di "vittoria mutilata" perche' le mire espansionistiche non furono coronate. La prima guerra mondiale fu un affare per grandi industriali, politici corrotti, funzionari statali senza scrupoli, alti ufficiali con le mani in pasta. Le commesse di guerra fruttarono profitti cosi' scandalosi che fu nominata una commissione di inchiesta parlamentare, prontamente sciolta dal fascismo dopo la marcia su Roma.
Perche' allora si festeggia la prima guerra mondiale?
Una risposta ci viene da un testo scolastico: G. De Vecchi, G. Giovannetti, E. Zanette, "Moduli di storia 2", ed. scolastiche B. Mondadori.
"L'idea di una "guerra grande" non per l'orrore e la sofferenza bensi' per l'eroismo e il patriottismo dei suoi protagonisti e la bonta' dei suoi obiettivi, nacque soltanto dopo il conflitto. Essa fu il risultato delle commemorazioni ufficiali dei governi liberali dell'immediato dopoguerra e poi del regime fascista. Questa idea si concretizzo', fin dagli anni immediatamente successivi al conflitto, in una serie di iniziative finalizzate a tenere vivo negli italiani il ricordo della guerra: cerimonie pubbliche, istituzione di festivita' (per esempio il 4 novembre, anniversario della vittoria), intitolazione di vie e scuole a eroi della guerra, diffusione nelle stesse scuole e nei centri ricreativi dei canti patriottici. Ma lo strumento piu' efficace furono i monumenti ai caduti. Fu soprattutto il regime fascista a favorirne la diffusione, imponendone la costruzione in tutti i paesi e citta' d'Italia. Quali erano la funzione e le caratteristiche dei monumenti ai caduti?
Il loro obiettivo immediato era la commemorazione dei soldati morti sul campo di battaglia, in particolare di quelli originari della località in cui era costruito il monumento. Tuttavia, nei testi che apparivano sulle lapidi e nel tipo di raffigurazione emergeva un altro e piu' importante obiettivo. Si trattava, infatti, di iscrizioni e di sculture che descrivevano la guerra come una sofferenza giusta e necessaria; i soldati vi erano rappresentati come degli eroi che, consapevolmente e volontariamente, avevano sacrificato la propria vita per la patria. In sostanza, i monumenti e le lapidi presentavano la guerra come un momento di "grandezza" dell'Italia e degli italiani, dunque come un'esperienza estrema ma assolutamente positiva. Niente di piu' lontano dalla realtà.Appare allora chiaro che i monumenti erano progettati non solo per offrire alle famiglie un conforto e una giustificazione per la morte dei loro cari, ma anche e soprattutto per costruire la memoria di una guerra "grande" che ne falsificava la realta' nascondendone gli aspetti piu' violenti e assurdi.
La memoria non ufficiale e l'opposizione alla guerra
La memoria ufficiale della guerra non fu pero' l'unica forma di commemorazione del conflitto.Soprattutto nel biennio 1919-20, vi furono associazioni e forze politiche (in genere di sinistra) che cercarono di mantenere in vita il ricordo dell'opposizione alla guerra e delle sofferenze che essa aveva causato ai soldati e ai civili.Anche questa versione alternativa si manifesto' attraverso lapidi e monumenti in genere costruiti nei comuni guidati da sindaci socialisti. Si trattava pero' di monumenti molto diversi da quelli ufficiali. Le lapidi "alternative" erano ben piu' precise ed esplicite nel descrivere l'orrore del conflitto. I soldati morti erano descritti come vittime e non come eroi".

A Bussonelo (TO) una lapide cominciava con queste parole:
PER QUELLO CHE FU
SOFFERTO
NELL'OZIO DEPRAVANTE DELLA CASERMA
SOTTO IL BASTONE DELLA SERVITU'
NEL LEZZO DELLE TRINCEE
NELLE VIGILIE DI MAGNIFICATE CARNEFICINE...

Essa fu distrutta nel 1921 dai fascisti.
Il monumento ai caduti di Tolentino (MC), distrutto dai fascisti nel 1922,
recava questa lapide:
POSSA LA SANTITA' DEL LAVORO REDENTO
FUGARE E UCCIDERE PER SEMPRE
IL SANGUINANTE SPETTRO DELLA GUERRA
PER NOI E PER TUTTE LE GENTI DEL MONDO
QUESTA LA SPERANZA E LA MALEDIZIONE NOSTRA
CONTRO CHI LA GUERRA VOLLE E RISOGNA

Questi monumenti ebbero vita breve e difficile.
Gia' i primi governi liberali del dopoguerra ne ostacolarono o vietarono la costruzione; con la salita al potere del fascismo, nella cui ideologia tanta parte aveva l'esaltazione della nazione e della guerra, essi vennero tutti distrutti.
Un mito presente ancora oggi
"L'interpretazione ufficiale della guerra rimase prevalente anche dopo la caduta del fascismo, non solo a causa dell'efficacia della propaganda del regime, ma anche perche', messa a confronto con la seconda guerra mondiale - che in Italia nessuno, a parte il regime fascista, aveva voluto - la Prima guerra appariva meno insensata e drammatica. E' solo a partire dagli anni sessanta che nelle interpretazioni degli storici, così come nella mentalita' degli italiani, ha cominciato a riaffiorare una memoria critica della guerra. A testimoniare la sopravvivenza del mito della Grande guerra vi sono ancora i monumenti di epoca fascista; in molti casi ne e' stata modificata la dedica, estendendola anche ai morti della seconda guerra mondiale e della Resistenza. Solo in pochissime realta', in genere nel corso degli anni settanta e ottanta, sono stati sostituiti con nuovi monumenti che rappresentano la guerra non come un giusto sacrificio per il bene della patria, ma come un orrore da evitare per sempre."
(Fonte: G. De Vecchi, G. Giovannetti, E. Zanette, "Moduli di storia 2", ed.
scolastiche B. Mondadori).
OGGI
E'
UNA
GIORNATA
DI LUTTO,
NON DI FESTA!

sabato 1 novembre 2008

BASTA! (di Nello Esposito)

Anche io mi unisco al coro lanciato da Balìa: BASTA!
Dico Basta sprecare tempo e parole per infangare la gente che lotta per il SUD.
BASTA con la voglia di protagonismo
BASTA con la vigliaccheria
Basta con i falsi proclami da rivoluzionari per poi nascondersi dietro allo schermo dei computer
Basta con la corsa agli apparentamenti, tanto per i partiti toscopadani contiamo solo in termini NUMERICI
Basta con il chiamarci meridionali o suddisti, io personalmente non mi sento meridionale di nessuno, ed al nord della mia nazione c'è il NIENTE.
Basta con le persone che si elevano, senza titolo, a meridionalisti o duosiciliani per poi immobilizzarsi nelle loro ideologie e criticando tutti quelli che non la pensano come lui.
Basta col dire noi siamo in 500, piuttosto che 1000, l'insieme di tutti i gruppi meridionalisti, suddisti, duosiciliani ecc. porterebbe alla creazione di un gruppo di (volendo essere buoni) cinquemila persone, che non hanno lo stesso pensiero e lotterebbero per accaparrarsi una poltrona in prima fila.
Finchè si ragionerà in termini partitocratici non ci sarà mai l'unione delle forze meridionaliste, bisogna iniziare a pensare che siamo una nazione.
Nello Esposito *
**********
Nella foto l'amico Nello:ho inserito la foto di Nello ,perchè quello che diciamo sui nostri blogs lo diciamo con la nostra faccia.Con il nostro nome e cognome. E quando c'incazziamo, lo facciamo con i nostri attributi!
Orazio Vasta

STASERA,su RaiTre:VIAGGIO NEL REGNO DELLE DUE SICILIE...

Viaggio nel Regno delle Due Sicilie: alla scoperta di splendori e segreti
In onda sabato 1 novembre 2008 alle 21.30
“Ulisse, il piacere della scoperta”, il programma di Piero e Alberto Angela, per la regia di Michelangelo Pepe, dedica una puntata al Regno delle Due Sicilie, un capitolo di storia dell’Italia pre-unitaria per molti versi sorprendente e poco conosciuto. Tra tutti i Regni italiani, infatti, quello delle Due Sicilie era di gran lunga il più esteso, il più ricco e il più popolato. Quasi 10 milioni di persone, vale a dire un abitante su tre della nostra penisola, viveva sotto l’egida della casata dei Borbone.

E Napoli era il cuore di questo regno: era una delle città più grandi d’Europa, seconda solo a Parigi, la quinta nel mondo, meta di studiosi e viaggiatori del tempo. In questa puntata scopriamo perché i re Borbone, da sovrani amati e rispettati, furono poi ferocemente combattuti dal loro popolo e perché il loro regno, ricco di primati economici, conquiste tecnologiche e tesori culturali, è passato alla storia come un mondo chiuso e retrogrado, responsabile dei mali che ancora affliggono il nostro meridione.Lo scopriamo insieme in un viaggio appassionante, ricco di luci e ombre.
Un viaggio nel Regno delle Due Sicilie.
*************


sabato 18 ottobre 2008

ANATEMA PER I POLITICI NAPOLETANI,di Vittoria Mariani

*********************************
CARO ORAZIO,TI SAREI GRATA SE LO PUBBLICASSI E LO FACESSI GIRARE.
UN SINCERO ABBRACCIO
VITTORIA MARIANI

**********************
ANATEMA per i politici napoletani
di Vittoria Mariani
Quando l'ebbrezza giovanile mi esaltava ad ogni credo, ad ogni dogma, ogni tanto mi richiudevo nel guscio del mio pensieroso io. E quando l'incedere dei passi stanchi dei vecchi partenopei evocava alla memoria gesta, battaglie e fulgida antica luce di un tempo che fu, allora prepotente in me si risvegliava la voglia di ostentare lo storico passato delle mie genti, il sublime ricordo dei racconti dei nonni che pur tra mille difficoltà ebbero il dono d'avere altra sorte. Altra sorte!

Sì, la sorte di chi con signorilità d'animo e con tanta pazienza, costruiva, nell'intento e nella certezza, l'economia di una città che non ha mai avuto pari per clima, per bellezza, cultura e intelligenza.

Allora, io pensavo nel mio cuore "Questa città è benedetta da NOSTRO SIGNORE!"...

Eppoi l'emozione di camminare su quei ciottoli di lava sconnessi dei decumani, un tempo calpestati da milioni di passi, belli, lisci, ancora pieni dell'energia di quei passi, pronti ad ospitare anche le mie orme, respirando l'aria del Maestrale che dolce ci accarezza, ci trasporta nel sogno ad occhi aperti della nostra Civiltà. quale beata rigenerazione!

Tutte le volte che socchiudevo gli occhi, visitavo il buio pesto dell'inferno e avevo sempre timore di non poter più vivere questo sogno eterno: il sogno eterno della freschezza della mia città . che ogni giorno gratifica chi merita... ed anche e più chi meriti non ne ha.

La spuma che superba s'infrange sulla scogliera al'alba, al mattino, alla sera, al ritmo del sospiro del mondo, persino quando è inverno fa piacere, perché sa di un vento caldo, di una brezza sferzante di piacere!

Quando piove, poi, e l'aria rinfresca è come una risata, una vera gioia, tra scrosci e dispettose "ventecate", il dondolio delle barche e le bordate. e pare che la risacca intoni una canzone per questo suo popolo innocente come uno scugnizzo, geneticamente immorale perché libero nonostante le catene di scatenare la fantasia; un popolo di buoni e di mascalzoni, di tenori, baritoni e voci bianche che intonano una canzone che tutti, lungo ogni coordinata, possono ascoltare insieme all'eco del canto delle sirene, che siano figli degni o peccatori del malaffare.... E torno ancora alla giovanile ebbrezza. che palpito. che sogno. quale carezza!

E' la carezza antica della mia città che con la sua aureola, ogni giorno, il sorriso di un saluto mi da. Anche nella solitudine della vita incompresa mi sussurra sempre due parole, mi spinge ad alzare la testa, mi da il suo calore, mi riempie d'amore. e so che ho sempre un rifugio sicuro, ermetico, nel profondo di questo mare che raccoglie le mie confidenze. Saccheggiatori di Napoli, d'ogni specie e tempo, siete condannati alla solitudine dell'animo, perché animo e cuore sono regali degni delle persone che amano la propria terra, che non la umiliano!

Assassini d'ogni tempo, morirete anche voi e per voi ci sarà una scia di vomito e di vergogna a sentiero verso l'inferno.

Non passerete mai alla storia, perché la storia si purga delle nefande carogne, ammassi putrescenti dell'illusione del potere dei potenti che usurpano, predano, saccheggiano l'amata terra dei nostri padri.

Questo mare non è per voi e alla fine v'inghiottirà e vomiterà fuori le vostre carogne; questo sole non è per voi e prima o poi brucerà le vostre sporche carcasse; questo vento è per voi e non vi darà sollievo dal fuoco, anzi vi risucchierà, portandovi lontano come la tempesta azzera e distrugge tutto.

Maledetti!

Voi non siete degni di questo dono della natura Divina, eppure siete ancora qui ad oltraggiarla!

Quando scoccheranno le ultime ore della vostra permanenza sarete chiamati a Giudizio. E non dai giudici cui avete legato le mani e cucito la bocca. e scoprirete com'è facile perire ad opera di voi stessi, scoprirete che il potere non è mai eterno, che il pugno nel quale stringete i trenta danari non sarà più capace di trattenere che un granello di sabbia e le vostre bocche partoriranno empie disperazioni quando dovrete abbandonare la gerla dei doni di cui non siete mai stati degni!
*****************
Cara Vittoria sei GRANDEEEEEEE!
Mi hai fatto venire i brividi!
Grazie,Orazio Vasta

lunedì 13 ottobre 2008

E si illudono di essere delle persone...(di Vittoria Mariani)

*******************************
Nella foto,la battagliera VittoriaCaro ORAZIO
questo articolo potrebbe servire ,forse ad aprire gli occhi a chi si finge cieco , se credI opportuno pubblicalo e giralo ad altri colleghi giornalisti , comunque grazie
Vittoria Mariani

*****************
Contenitori vuoti , che recitano a soggetto ,
inseguono ideali quando sono vincenti ,
sono le banderuole di ogni tempo,
di ogni partito ..
si svegliano ogni mattino ,pronti a cambiarsi
di abito a secondo delle circostanze .
chissà se poi avranno capito che a furia di girare
appresso alla ruota della convenienza , dimenticano
il loro passato e chi erano ,
chissà se rompono gli specchi per la nausea di guardarsi,
chissà….!
Al posto dei sogni hanno una calcolatrice e se i conti
Non quadrano , i sogni devono essere soppressi .
Che vergogna nel guardare se stessi
Essere l’ombra del ricordo che erano !
Per sentirsi a proprio agio devono recitare una parte
La migliore che al momento gli si confà ,
dimenticando cuore , palpito e passione .
si immergono negli abiti mettendoci dentro
i loro corpi e raramente qualche pensiero
tanto, basta apparire, non è importante essere .
corrono instancabili , si accalorano nel recitare
la loro parte ,scevri da vomitevoli sentimenti ,
lontani anni luce dallo sguardo fiero di una sincera
stretta di mano : sono i lacchè , giovani e vecchi
rampanti , ma dentro ammuffiti e fulminati
tutti quanti !
non ce la fanno più , annaspano , riemergono
e quel che è più buffo , in punto di morte
tenteranno pure di redimersi ,
gente da poco , brutta gente…..
se un giorno cercassero veramente
di capire chi sono , ho la convinzione
che non troverebbero niente ,
oltre le corazze firmate ,
oltre le vergogne malcelate
oltre le paure insabbiate
oltre le certezze costruite a suon di soldi
e di potere ,nessuna qualità può brillare !
Nella baldanza di esser potenti
perché ancorati saldamente alle poltrone
c’è solo il vuoto, il vuoto di una generazione
che vizi ne ha molti e nessuna virtù ,
eppure oggi regnano sovrani e incontrastati,
e turlupinano le menti di poveri mentecatti.
Saremo sciocchi noi che non vogliamo comprendere
ciò che da tempo abbiamo già capito,
già vissuto, già subito , il gioco è sempre
lo stesso è la logica di ogni partito:
logica sporca ed ingorda , che mai si sazia,
che prende mille imbecilli , li imbalsama
e li porta in piazza , e mentre noi poveri idioti
ci crediamo veramente, loro si accordano
alle spalle della povera gente .
Contenitori vuoti , persone senza scrupoli,
vigliacchi, malviventi , sopraffattori
di tutti gli umani elementi ,
che per cupidigia hanno venduto tutto
persino il loro passato e la loro dignità ,
questi sono i ricchi potenti della città
recitano bene la loro parte
e se il gioco ancora funziona
si costruiscono addosso l’idea,
l’illusione di essere delle persone ,
sostantivo di cui non potranno mai degnarsi realmente.
Vittoria Mariani
Napoli 12/10/08
***

Contatta Vittoria Mariani al 3338298289


lunedì 29 settembre 2008

CRIMINALE? NO,GIORNALISTA!

Due

pequisizioni

in otto giorni.

Criminale?

No, giornalista!

Intervista di Gabriele Paglino con Gianluca Di Feo - da www.radiocittaperta.it
Parla il redattore de L'Espresso: "E' stato perquisita la sede di un giornale? L'intera classe politica e i grandi media se ne sono beatamente fregati". Pochi giorni fa, in seguito alla pubblicazione di un'inchiesta sugli affari della Camorra nel nord Italia, su ordine della procura di Napoli, la Guardia di finanza ha perquisito (per la seconda volta nell'arco di otto giorni) la redazione del settimanale l'Espresso, a Roma, e gli appartamenti dei giornalisti che hanno firmato l'inchiesta...


( Leggi Tutto... )




venerdì 26 settembre 2008

"Si deve ritornare indipendenti:è una necessità storica"


E' l'ora del Plebiscito
Meglio l’indipendenza che essere una delle due Italie.

Dopo tre tentativi andati a vuoto la Lega Nord, con un governo composto da nordisti e da alcuni servi meridionali, riuscirà ad applicare in Italia il federalismo fiscale. Il Sud, così, ormai non più utile ai bisogni coloniali dei tosco-padani, verrà buttato via come un limone spremuto, quadruplicando la disparità con il Nord, tanto che la "questione meridionale" si trasformerà in "Italia divisa in due".
Il federalismo, infatti, prevede di lasciare alle Regioni l'80% dell'Iva, un gettito Irpef non inferiore al 15% e il Fisco applicato a giochi e tabacchi. Da evidenziare che l’IVA pagata dal Sud a imprese che hanno sede legale al Nord è conteggiata (e resta) al Nord.
In Lombardia così rimarrebbero 22 miliardi di euro, in Veneto 10 miliardi, in Emilia Romagna 9,3 miliardi, in Piemonte 8,2 miliardi, in Campania 5,8 miliardi e in Puglia 4,6 miliardi. La regione che più dovrà preoccuparsi è la Basilicata, che, anche se produce il 18% di petrolio consumato in Italia, avrebbe un deficit di 2 mila euro per abitante, seguita dalla Calabria con 1.789 euro e dal Molise con 1.776 euro.
L’ amoralità di questo federalismo fiscale sta, dunque, nella voluta dimenticanza delle enormi risorse drenate dal Sud verso il nord, dal 1860 fino ad oggi. Tra le quali son da ricordare gli enormi sussidi concessi alle aziende settentrionali, il forzato consumismo dei meridionali a vantaggio delle industrie del Nord, a loro volta realizzate e portate al successo col sudore di generazioni di emigrati dal Sud, fino ai veri espropri, spesso in connivenza con le mafie, di tutte le risorse locali, nazionali e comunitarie che le classi dirigenti meridionali, quasi sempre conniventi, hanno "dovuto" far gestire all'imprenditoria e alle istituzioni del nord - che hanno "operato" con la illegalità del "liberismo" padano - alla finanza dei Sindona e dei Calvi, a tangentopoli, alla Parmalat, ecc. Questo federalismo è, quindi, antimeridionale, come avviene sempre con i provvedimenti primari del governo "italiano" di turno. La prima conseguenza sarà quella di permettere alle organizzazioni criminali di gestire sovranamente i propri affari, anche perché al Sud lo Stato non è mai presente. La seconda è che il Sud nel 2013 sarà escluso dai fondi europei per le sue relative migliori condizioni rispetto ai Paesi ultimi entrati nell'Unione, cosa che non avverrebbe se il Sud fosse indipendente.
Oggi, all'assistenzialismo a cui è stato relegato il Sud, che paradossalmente le statistiche scoprono essere fenomeno maggiormente diffuso a Nord, si risponde col fare un faraonico ponte sullo Stretto, appaltato alla Impregilo (Fiat) e ad altre aziende del Nord, cioè con soldi che si faranno apparire inviati al Sud e che invece ritorneranno, come sempre, al Nord. è, poi, prevista anche una "Banca del Sud" (sarà la stessa entrata nelle recenti inchieste della magistratura?) per metterci i risparmi e le tasse dei meridionali da trasferire più facilmente al Nord.
A parte, ovviamente, tutti gli altri enormi interventi per risolvere il "malessere" del Nord, vedi Malpensa, l’Expo, le autostrade, ecc. ecc.Questo è il vero volto di questo federalismo fiscale che è, in pratica, il riconoscimento ufficiale del dominio effettivo del Nord sul Sud, come impone il capitalismo, soprattutto non globalizzato, affinché la parte produttiva possa scaricare quotidianamente le proprie merci con minori costi possibili nel più vicino mercato di consumo e comodamente incassare il prezzo, incluse le risorse fiscali autoctone.
Basta!
Bisogna dare un alt a queste rapine legalizzate a nostro danno.
Ogni giorno in modo subdolo, vergognosamente spudorato, l’economia del Sud viene saccheggiata senza opposizione da parte della nostra classe dirigente, passiva, prona ai dominatori tosco-padani?
Si deve ritornare indipendenti: è una necessità storica.
Potremmo avere sicuro sviluppo solo se liberi da questa parassita Italia, mafiosa e massonica, fondata nel 1860 da ladri famelici, assassini, servi sciocchi, traditori furbi, ruffiani avidi e ignoranti. è con l’Italia unita che queste jene sono nate e hanno formato, senza soluzione di continuità tra i vari regimi succedutisi, la classe dirigente di questo Stato cosiddetto "italiano" che, per noi del Sud, per come siamo da sempre trattati, non è il nostro Stato e, meno che meno, la nostra nazione.
Indicativa, in proposito, è l’intervista fatta il 15.12.2005 da Antonio Di Pietro ad Angelo Notarnicola: «C’è una rete trasversale di potere politico-economico e finanziaria che non è mai stata smantellata, che è impossibile smantellare, che determina chi deve andare al governo, chi deve andare in Parlamento e chi deve fare il Governatore della banca d’Italia. Si adatta al colore politico emergente, a quello verso cui i cittadini sembrano in un determinato momento provare una certa fiducia». La rete trasversale è quella massonica.
Chissà se Di Pietro, quand’era al Governo, era cosciente di essere una semplice marionetta.
Questa Italia è marcia.
E' nata marcia.
E per nascondere le sue vergogne non smette mai di coprirle con le menzogne del "risorgimento", vile propaganda per ingannare l’opinione pubblica sulla guerra di conquista fatta dai piemontesi con l’aiuto degli inglesi e dei francesi.
E a scuola si continua a insegnare che il Regno delle Due Sicilie era povero, arretrato, con un Re quasi barbaro, crudele, oppressivo, mentre il regno piemontese, al contrario, era progredito, benestante, liberale, "europeo".
Assassini e terroristi, come Garibaldi, Cavour, Savoia II, Cialdini e Mazzini, sono considerati "eroi". E vengono nascosti i genocidi fatti dai piemontesi nel Sud. E che si legittimò la criminale conquista con falsi plebisciti. Le menzogne create dai beceri Savoia non sono più giustificabili oggi che c’è una repubblica. Con queste ormai puerili menzogne è evidente che l’apparato statale è sempre lo stesso del 1860. I Savoia furono cacciati nel 1946 perché non fossero di impedimento ai ladroni di turno.
Lo Stato è contro il Sud.
Basta, dunque, con questa Italia che ha riempito il Sud di rifiuti tossici delle industrie del Nord, del quale fatto, sui media, non si parla mai anzi si insiste solo e sempre con il mostrare le proteste "selvagge" della "plebe" napoletana.Basta con questa Italia che sfrutta il Sud come mercato per le industrie del Nord. Basta con questa Italia che non tralascia occasione per far risaltare il sottosviluppo del Sud per coprire il malgoverno del Nord.
E’ l’ora, dunque, di un altro plebiscito per far conoscere al mondo la nostra determinazione a non voler star più con questa Italia. Uno Stato mafioso e massonico che non ci appartiene, che semina odio e che pian piano sta distruggendo l’identità della nostra gente in un crescendo ormai quasi irreversibile.
Antonio Pagano

lunedì 15 settembre 2008