sabato 10 gennaio 2009

INTERROGAZIONE AL MINISTRO ZAIA!

________________________________
"Il caso Vigo". A Montecitorio le perplessità dell'agronomo con una interrogazione della Siragusa---Sorbello:"Sia dibattito in tutti i comuni"
Trecastagni, Consiglio crisi agrumicola-Interrogazione al ministro Luca Zaia
====================
Orazio Vasta
TRECASTAGNI
Approda in Consiglio comunale la protesta dell'agronomo Corrado Vigo nei confronti del Ministro delle Politiche agricole,accusato di non fare nulla per l'agricoltura siciliana."Nell'ordine del giorno della prossima assise -dice Armando Sorbello(Udc),Presidente del consiglio-sarà affontata la questione sollevata dall'agronomo.Io stesso,proporrò una analoga iniziativa al presidente del Consiglio della Provincia regionale e a tutti i sindaci della provincia etnea interessati al comparto agricolo" . L'assessore regionale "all'Agricoltura",Giovanni La Via(Pdl-FI)ribadisce come:"A Luca Zaia vanno poste anche questioni dalle quali dipende il futuro della nostra agricoltura ed alle quali mi sembra che sino ad oggi non abbia dato risposte convincenti. In primo la fiscalizzazione degli oneri sociali per le aree svantaggiate che rischia sicuramente di determinare,qualora non prorogata dopo il 30 marzo, un reale tracollo dell'attività produttiva agricola in molte aree del mezzogiorno d'Italia.Poi,il tema della dotazione del fondo di solidarietà nazionale che risulta sostanzialmente non in grado di offrire iristoro ai produttoridanneggiati".
Per il centrosinistra interviene Alessandra Siragusa,deputato nazionale del Pd:"Già dal mese di novembre, l'assessore La Via, ha proposto al Governo nazionale la dichiarazione dello stato di crisi del settore agrumicolo, senza avere ancora risposta.In attesa,anche il settore cerealicolo registra un crollo dei prezzi. In particolare, il prezzo del grano è diminuito del 70 per cento nell'arco di sei mesi. I nostri agricoltori oggi vendono il prodotto a circa 16 centesimi al chilo contro i 48 dei mesi precedenti. A ciò si aggiunge il peso del racket e il condizionamento dei mercati. Ho in mente una interrogazione per porre fine al balletto delle responsabilità fra Pdl isolano e nazionale".
Orazio Vasta
Giornale di Sicilia (edizione di Catania) del 7 gennaio 2009,pag.2O
=============
Trecastagni,agronomo a Zaia: "Le gelate ci hanno rovinato"
"Caro Ministro",inizia in questo modpo la lettera indirizzata a Luca Zaia,responsabile delle Politiche agricole e la risposta del ministro leghista non si è fatta attendere.
A scrivergli è stato Corrado Vigo: "Sono una agronomo di Trecastagni, ma al contenpo un agrumicoltore, e discendo da famiglia di agrumicoltori. Faccio la professione da 24 anni, e da 29 coltivo arance, le tanto bistrattate arance siciliane, che tutti amano, ma che ci stanno portando economicamente alla rovina, perchè nonostante gli elevati prezzi di vendita al consumo, a noi vengono pagate a prezzi irrisori. L'anno scorso anche fra i 5 ed i 7 centesimi al chilo. Sì ha letto bene! 5-7 eurocentesimi al chilo. Mi rammarico, però, del fatto che lei sia poco attento alla questione, ma la vedo assai impegnato, invece, nella tutela- come è anche giusto che sia-dei prodotti della sua terra. Vorrebbe, per favore,dare un pò più di "conto e retta" alle problematiche di noi agricoltori del sud?". Corrado Vigo è il portavoce di un nutrito gruppo di agronomi etnei, e che ha posto anche l'accento sulla questione economica,vistoche al ministero è bloccata una barca di soldi:"Mi riferisco alle calamità che non sono state pagate dal 1996. Sì dal 1996 ad oggi! Eppure, il Ministro Zaia ha avuto gran cura di emettere Decreti di delimitazioni danni delle regioni del Nord-Italia avvenute appena a luglio di quest'anno. Sa il Ministro che cosa abbiamo perso con le gelate ? Nella mia azienda agricola, invece di 110 vagoni di arance (1.100.000 Kg), quest'anno ne racoglierò appena 20 di vagoni. Oltre l'80% di danno!". Ma,c'è chi sta peggio.Sull'argomento interviene Tommaso Medici,della Flai-Cgil: "E' chiaro-dice il dirigente -che le attenzioni del signor ministro,il leghista Zaia,non sono rivolte verso il Sud. La Sicilia,poi,è da sempre,anche per l'agricoltura, una specie di cenerentola.Tutto il settore agricolo e forestale siciliano è in sofferenza e,se il mio concittadino Vigo e gli altri proprietari degli agrumeti sono alla rovina,i braccianti, i lavoratori dipendenti sono sul lastrico! Senza alcuna prospettiva.Non solo nel settore agrumicolo. Ma,mi chiedo,è tutta e solo colpa del ministro Zaia? E la Regione Siciliana? L'assessore regionale all'agricoltura,il catanese La Via? I comuni? Le associazioni dei produttori?Le associazioni di categoria? E i parlamentari siciliani,tutti, che fanno? Lo stesso sindacato? Chi non è colpevole lanci... la prima arancia".
************
LA RISPOSTA
Il leghista:ecco le battaglie vinte per il sud
"A chi mi accusa-risponde il ministro Zaia- di essermi dimenticato del Mezzogiorno dico che molte sono state le battaglie a favore del Sud Italia... Mi vengono in mente la crisi della mozzarella, il summit internazionale sulla pesca che riguarda tutte le regioni meridionali e che la stagione vitivinicola è stata aperta proprio in Sicilia. Per quando riguarda gli agrumi in Sicilia siamo riusciti a far arrivare all'isola 55 mln di euro.Con il completamento della ricognizione sulle superfici, da parte dell'Agea, si è ,infatti ,ottenuto il via libera al decreto per l'attuazione della riforma della PAC,Politica Agricola Comune. Se in passato, dei 120 milioni di euro un terzo arrivava alla Sicilia, ora la quota supera i 55 milioni; i premi saranno liquidati entro fine anno. Oltre 1374 sono le aziende interessate al premio produzione, alle quali sarà elargito un contributo di 643,62 euro per ogni ettaro. Mentre sono ben 9947 le aziende interessate al contributo per la trasformazione. E' da sottolineare che il nuovo meccanismo premia anche i produttori che, in passato, non rientravano nel cosiddetto "storico". Vedi, che a pensar male non sempre ci si azzecca e qualche volta si fa pure peccato?".
****************
REGIONE,la replica dell'assessore al ministroLa Via:troppi lacci e lacciuoli nella capitale
"Il Ministro Zaia-dicel'assessore regionale alle Politiche agricole Giovanni La Via- nulla ha fatto per quanto attiene all'aiuto al reddito dei produttori agrumicoli che,invece, deriva da un Decreto Ministeriale firmato dall'allora Ministro De Castro.Il trasferimento dei 55 milioni di euro circa ai nostri produttori agrumicoli deriva, quindi, dall'applicazione di quel decreto e nulla di aggiuntivo mi sembra che sia venuto dall'attuale governo nazionale.Per quanto attiene al tema del riconoscimento della calamità-sollevata dall'agronomo trecastagnese Corrado Vigo- relativa alle gelate del 18 e 19 febbraio 2008, che grande danno hanno determinato nelle realtà agrumicole siciliane, mi sembra che il Ministero abbia perso molto tempo richiedendo una infinità di precisazioni agli uffici regionali che mi sono sembrate pretestuose e finalizzate a ridurre al minimo l'estensione e l'entità del danno. Tali precisazioni, puntualmente fornite dagli uffici regionali, credo abbiano ormai convinto gli uffici ministeriali e spero che in tempi brevi si possa arrivare alla declaratoria. Se il Ministro Zaia lo volesse, credo che potrebbe intervenire senza difficoltà sugli uffici del suo dicastero per accelerare l'iter di approvazione della declaratoria.Inoltre,credo che il Ministro debba porsi il problema di una crisi grave che colpisce tutti i comparti produttivi dell'agricoltura italiana, che richiede un ragionamento assai diverso da quello attualmente impostato su interventi spot sul mercato".
Orazio Vasta
GIORNALE DI SICILIA del 2 gennaio 2009 (edizione di Catania)pag.22

1 commento:

IL SUDISTA ha detto...

Solita minestra:
1) scarsa attenzione ai problemi che attanagliano l'economia delle regioni
meridionali;
2) solita diffidenza ed esagerata puntigliosità nell'esaminare richieste
provenienti da regioni meridionali;
3) "smoderata" fiducia ed iter burocratico facilitato se la regione
richiedente è nordista.
Forse qualche buontempone economista polentone avrà pensato o capito che la
crescita economica meridionale comporta minori consumi di prodotti nordisti
e quindi un decremento di quell'economia. Non vogliono farci crescere
economicamente, qualunque prodotto preferiscono importarlo da paesi
extracomunitari con i quali scambiare i loro prodotti; per loro è più
vantaggioso.
La domanda è sempre la stessa: cosa fare? come reagire? chi può fare
qualcosa (i nostri parlamentari) probabilmente è più preoccupato a mantenere
la propria poltrone e qualche privilegio ........ in barba alla comunità
meridionale. Noi altri? aspettiamo.......chi? non lo so