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martedì 5 maggio 2009

VIOLAZIONE PRIVACY,"METAFERT" DENUNCIATA AL GARANTE!

http://corvigo.blogspot.com/2009/04/metafert-al-garante-della-privacy.html

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Da:
Corrado Vigo
A:
garante@garanteprivacy.it ,

urp@garanteprivacy.it ,

ufficiostampa@garanteprivacy.it

Oggetto:
Info denuncia
denuncia garante metafert.pdf(44222 bytes)

Il 21 aprile u.s. ho inoltrato una denuncia, relativa ad una palese violazione della privacy, a mezzo fax, denuncia che allego in formato .pdf.

Non ho ancora avuto notizie, nè sono stato contattato.
Mi dareste comunicazioni in merito?

Grazie

Corrado Vigo - agronomo

Trecastagni (CT)
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Nella foto,l'agronomo Corrado Vigo

mercoledì 22 aprile 2009

AGRIGENTO,"NO!" AL RIGASSIFICATORE!

AGRIGENTO -Stravincono i 'no' al rigassificatore nella consultazione popolare indetta dal sindaco di Agrigento Marco Zambuto. I cittadini contrari all'impianto che si dovrebbe realizzare a Porto Empedocle il 93,85% dei votanti.

martedì 14 aprile 2009

METAFERT,IRRISIAS e dintorni....

Presidente del Consiglio dell'Ordine degli Agronomi
ROMA

e p.c. all'Assessore all'Agricoltura e Foreste della Regione Sicilia, prof. Giovanni La Via

al Vice Presidente del Consiglio dell'Ordine degli Agronomi

al Segretario del Consiglio dell'Ordine degli Agronomi

al Presidente della Federazione degli Ordini degli Agronomi della Sicilia

al Presidente dell'Ordine degli Agronomi di Catania

al Segretario dell'Ordine degli Agronomi di Catania

Oggetto: Richiesta eliminazione software METAFERT ed IRRISIAS.

Preg.mo Presidente,

Le scrivo per portare alla Sua conoscenza lo svilimento della nostra professione di Agronomi dopo l'applicazione del software METAFERT nel territorio della Regione Siciliana, applicazione obbligatoria non solo nelle misure agroambientali del PSR, ma anche in tutte quelle aziende che ricadono, ahimè, nelle zone vulnerabili ai nitrati, zone nella nostra regione, fra l'altro, indicate in maniera assai discutibile, al pari del manuale allegato, che "fa acqua" da tutte le parti.
Ritorno al METAFERT. Questo software, elaborato da funzionari della Regione Siciliana, costringe un pò tutti a redigere piani di concimazione senza alcun senso, ma soprattutto al di fuori della realtà.
Oltre a ciò la nostra figura professionale, ovvero dell'agronomo che va in campagna e che dopo decenni e decenni di osservazioni e consigli in una data azienda, adesso si vede costretto a sedersi dietro ad un computer per decidere le sorti produttive di quella azienda, senza tenere per nulla conto delle potenzialità produttive, della climatologia, della pluviometria, delle produzioni che in annate diverse si ottengono.
Il software elabora un dato, partendo da campionamenti di terreno, e basta; non si tiene conto delle asportazioni effettuate dalle piante in base alla produzione (che varia di anno in anno), non si tiene conto delle analisi fogliari, non si tiene conto dei periodi in cui viene effettuata una produzione: nulla. Solo l'analisi del terreno.
Il software indica cosa apportare come azoto, fosforo e potassio! Nella maggior parte dei casi, inoltre, il software ci indica di non concimare.
E tutti gli altri microelementi? Tutti quei microelementi che noi apportiamo con concimazioni fogliari mirate?
Come può un software sostuire la nostra presenza in campo? Gettiamo gli stivali?
Oltre a tutto ciò il software non è stato certamente redatto da un tecnico: l'inserimento dei dati, infatti, comporta un dispendio di tempo assai elevato; se in una azienda debbo inserire i dati di n. 5 appezzamenti, faccio prima dal mio studio ad andarci, girarmela tutta ed infine esercitare il mio ruolo: quello dell'agronomo!
In tutte le altre regioni d'Italia questo software non esiste! Abbiamo "il privilegio" di averlo solo noi! Un privilegio negletto!
Sentiti molti colleghi, inoltre, il responso è unanime: nessuno vuole questo software! Vorremmo ritornare a fare gli agronomi, e soprattutto vorremmo procedure snelle e non raffazzonate, e prive di senso, come il METAFERT!
Oltre al METAFERT la Regione Siciliana ha anche inventato l'IRRISIAS, un altro software che non tiene conto dei periodi irrigui, delle produzioni/Ha, delle varie colture. Da indicazioni in base alla localizzazione GPS e basta. E che facciamo, giochiamo? Ma facciamo sul serio?

La invito di raccordarsi con il nostro Assessore, che ci legge in copia, che è un collega, e che potrà senz'altro darci una mano di aiuto, in questa mini-battaglia, che sarà una grande prova della nostra professionalità.

Siamo agronomi, e non possiamo venire sostituiti da software, fra l'altro scritti e gestiti "con i piedi".

Cordiali saluti
Corrado Vigo - agronomo

venerdì 10 aprile 2009

"Ma perché stupisce meraviglia l’idea di persone scomparse, senza che nessuna ne abbia fatto la denuncia?"


a Orazio Vasta:
Sono da anni vicina al mondo dell'immigrazione e con gli immigrati lavoro in iniziative, manifestazioni, e in un giornale.
Ho anch'io pensato subito agli "invisibili" del terremoto, sapendo quanti sono venuti in Italia e non sono ancora regolari, chissà, mi sono detta, quanti sono quelli che non risultano "dispersi".
Il loro destino mi ha fatto soffrire.
Volevo però aggiungere che purtroppo ho aspettato invano un messaggio di solidarietà da parte delle numerose associazioni di migranti, albanesi, romeni, marocchini, senegalesi ecc. che risiedono e lavorano (in un modo o nell'altro..) in Italia.
Noi li consideriamo nostri concittadini, ma loro?
Non siamo riusciti a farci amare abbastanza?
RAFFAELLA BOTTO
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Questi” Invisibili” perché mai esistiti...
Quando una reazione è aggressiva,di solito ,è perché è andata troppo vicina alla verità..
Ma perché stupisce meraviglia l’idea di persone scomparse, senza che nessuna ne abbia fatto la denuncia?
Perché ci meravigliamo?..
Basterebbe girare per i quartieri delle nostre città, per vedere come e in quanti vivono gli extracomunitari e non, gli “Invisibili” appunto.
Ma ricordiamoci di Milano e dei cinesi che dormivano nell’albergo sotterraneo…
Gli operai messi in regola? Per usare una frase di Saviano: “quando muoiono gli operai, muoiono sempre il primo giorno di lavoro”. Perché…..?
Gli affitti dichiarati?
Sarebbe come auto- denunciarsi, allora ecco che è meglio nascondere.. Queste persone, trattate come mai esistiti come “ invisibili”, scappavano già da terre martoriate……
“L'Italia non è un Paese sotto-sviluppato dell'Africa. L'Italia non è un Paese dei Balcani. L'Italia è un Paese civile ed europeo,democratico e dalle radici cristiane.” Dichiara il Dott. Giovanni Genovese..
Come può dichiarare l’Italia un Paese Europeo, Democratico , dalle radici cristiane e poi offendere così l’Africa ed i Balcani e le sue genti?
Se civile significa vedere morire quasi 300 persone per non aver rispettato le minime norme antisismiche...
Se per civile significa annientare la vita di interi paesi ..
Se civile e cristiano significa pensare esclusivamente al proprio interesse personale…
Se per cristiano si intende far vivere negli scantinati gli immigrati, clandestini e non...
Allora, Io non voglio essere ne Civile ne Cristiana..
Io voglio essere un “Imbecille”.
PATRIZIA FOLLARI
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Gli immigrati invisibili....
Credo che di immigrati invisibili ce ne siano in tutt'Italia e siano moltissimi. Girando per le citta' del nord, ne trovo in ogni angolo....soprattutto guando vuoi e puoi fermarti a chiaccherare con loro.
Quello che mi fa piu' rabbia e' quando vieni a conoscenza del loro stato , cosi precario,perche' lavorano molto e tutto in nero.
Noi cerchiamo di parlare con la gente (italiana)per farli mettere" in regola" e dar loro la dignita' che gli aspetta di diritto, rispondono che non conviene metterli "a posto".
A loro sta bene cosi....
Ne hanno bisogno per farli lavorare pero' non li rispettano.
Ecco allora spiegato" gli invisibili" dell'Aquila....
Sarebbe come autodenunciarsi...
Anzi mi viene il dubbio che il premier Berlusconi non abbia voluto gli aiuti di volontariato straniero propio per questo motivo....
Esagero ???? Mha! penso di no.
Un caloroso pensiero a tutti gli "invisibili" morti per il terremoto all'Aquila ,con "Ciao a voi , arrivederci un giorno".
ALFONSINA MARTINET
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Fonte: http://www.albanianews.it/ ,commenti all'articolo "Terremoto in Abruzzo e gli immigrati 'invisibili' "di Orazio Vasta

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Ciao Orazio,Rispondo a Raffaella Botto.
Parlo da albanese che sono.
Cara Raffaella!
In questi momenti coinvolgenti per tutti noi (senza distinzione italiani o stranieri, perchè viviamo in Italia e questo dolore ha toccato tutti, sono delle ferite per tutti noi), sarebbe meglio con buon senso e soprattutto nel rispetto del dolore e del momento che un intero paese vive, di non guardare le formalità superficialmente.
Io vivo tra italiani e albanesi, e porto la mia testimonianza che la tragedia è stata vissuta profondamente dalla comunità albanese (come del resto penso anche dalle altre comunità). La reazione e la riflessione è stata vissuta e sentita pienamente, nè più nè meno dell'animo di un italiano, ed è questo che conta prima di tutto e non le formalità (c'è chi li fa, ma c'è chi li sente veramente).
iornali per gli albanesi in Italia (per non parlare quelli in Albania per giorni interi media e masmedia), hanno scritto e partecipato animamente sulla tragedia.
Abbiamo dato in nostro piccolo contributo (quello che può ogn'uno di noi) perchè amiamo e soffriamo insieme con gli italiani da anni qui e viviamo con testa e anima in questo paese malgrado i problemi.
Mi dispiace che lei mette in dubbio il nostro amore per gli italiani (bisogna venire in Albania a questo punto per capire quanto gli italiani sono amati dagli albanesi; se facessi la "cattiva" le direi, mi viene spontaneo: non so quanto gli italiani amano gli albanesi..).
Ma non è il momento di polemiche, non vorrei mai questo, lungi da me; ho solo risposto perchè fare caso fino qui a certe formalità lo vedo esagerato.
Nel suo piccolo ogni individuo (straniero o non)pensa, partecipa, rifflette, agisce, ama, soffre e vive nella società in cui appartiene, e sotto questo aspetto gli albanesi si sentono pienamente parte integrante del corpo (e anche di indole direi) del popolo italiano.
Kaltra Viola
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Abruzzo:sono diventati "invisibili" i cittadini stranieri regolari ed irregolari che vivevano nella città di L'Aquila...

C'è un dato oggettivo e impressionante:in seguito alla scossa di terremoto micidiale che ha colpito l'Abruzzo,sono diventati "invisibili" i cittadini stranieri regolari ed irregolari che vivevano nella città di L'Aquila,capoluogo di regione.Da notizie raccolte attraverso canali "non ufficiali",sembra,che il 90% degli scantinati e dei seminterrati del centro storico di L'Aquila erano stati affittati a loro. La stragrande maggioranza in nero. Clandestini, immigrati comunitari, extra comunitari regolari, tutti ammassati.
Dopo il terremoto,dove sono finiti?
Si tratta di centinaia di persone che non risultano all'anagrafe, che non compaiono nelle liste dei morti,de dispersi, dei feriti.
Insomma,non esistono!A loro volta,i proprietari delle case che si sono messi in salvo non ne denunciano la presenza e,di conseguenza, neanche la scomparsa.
Ma dove sono finiti?
"Sono gli 'invisibili'- commenta una nota dell'agenzia Adnkronos-quelli il cui nome da vivi era conosciuto solo da pochi e forse un nome non l'avranno neanche da morti. E' una tragedia nella tragedia quella degli stranieri regolari e irregolari di cui non si hanno più notizie dalla tremenda scossa delle 3,32 di lunedì, quando il terremoto ha colpito al cuore l'Aquila e l'Abruzzo".
Ma chi sono questi "invisibili
"?

Ma la maggioranza degli stranieri a L'Aquila provenivano dall'Albania,dalla Kosova,dalla Macedonia e dalla Romania,e svolgevano quasi tutti il lavoro di muratore.

Ed è la comunità' albanese che,dai dati fin qui raccolti, ha a pagato il prezzo più alto della tragedia con vittime e dispersi
.
Io ho pubblicato nel tardo pomeriggio in Facebook l'allarme su questo dramma.
Molti lettggendo,sono rimasti scioccati.

Altri mi hanno chiesto verifiche.

Altri,ancora, mi hanno INSULTATO: "L'Italia non è un Paese sotto-sviluppato dell'Africa.
L'Italia non è un Paese dei Balcani. L'Italia è un Paese civile ed europeo,democratico e dalle radici cristiane. Le Foibe,signor Vasta, l'hanno utilizzate i suoi amici slavi. E in Abruzzo nessuno ha attivato le foibe per fare scomparire i suoi amici kossovari. Lei è un altro IMBECILLE,e andrebbe denunciato alla Procura della Repubblica per PROCURATO ALLARME! Dott.Giovanni Genovese".
Intanto,la notizia è in rete,ripresa ...gli "invisibili" sono esseri umani e hanno il diritto ad essere trattati come tali,qualunque sia la loro condizione giuridica nei confronti dello Stato italiano. Onorandomi di essere un "IMBECILLE" per il Dott.Genovese,ripeto: DOVE SONO FINITI i miei amici e fratelli kosovari, macedoni,rumeni,a
lbanesi?
Orazio Vasta

sabato 4 aprile 2009

IL PARTITO DEMOCRATICO VA IN "CAMPAGNA"(elettorale) E SI RICORDA DELL'AGRICOLTURA SICILIANA!

COMUNICATO DEL PD,provincia di Catania
“In provincia di Catania sono circa 30.000 i lavoratori impegnati nel settore e che quest’anno, a causa delle gelate e dell’abbassamento della produzione di oltre il 70%, sono disoccupati da oltre un mese”. Questo l’allarme lanciato dal Partito democratico etneo intervenuto per sostenere il settore agrumicolo siciliano investito da una crisi gravissima che sta mettendo i ginocchio produttori e lavoratori. Nei locali della federazione catanese del partito ne hanno parlato in conferenza stampa i parlamentari nazionali Giuseppe Berretta e Giovanni Burtone e quelli regionali Nino Di Guardo e Concetta Raia. All’incontro ha preso parte anche il segretario provinciale del Pd, Luca Spataro che ha sottolineato come “oggi, il settore dell’agrumicoltura, è investito non solo dalla crisi economica generale ma anche dal maltempo dell’anno scorso che ha fortemente devastato la produzione del 2008 e compromesso la produzione di quest’anno con una riduzione di oltre il 70%”. “Al governo nazionale e regionale – ha aggiunto- chiediamo provvedimenti urgenti per sostenere il settore in questione accelerando in primis l’erogazione dell’indennità di disoccupazione e prevedendo misure ‘una tantum’ per i lavoratori. Vanno inoltre sostenute le imprese- ha concluso Spataro- prorogando alcuni pagamenti poiché si corre il rischio di mettere in ginocchio aziende molto importanti per il nostro territorio”. “La possibilità di vendere aranciate senza arance – ha invece affermato Berretta- è l’ennesimo campanello d’allarme per la nostra agrumicoltura”. “Noi vigileremo a livello parlamentare- ha assicurato- affinchè questa norma venga abrogata e a tal proposito abbiamo presentato uno specifico emendamento. Secondo Berretta “in Sicilia c’è l’esigenza di una politica complessiva per l’agricoltura, parte rilevantissima della nostra economia, che purtroppo sconta ritardi gravi. In questa battaglia saremo al fianco di chi vuole riprendere l’agricoltura e farne un elemento decisivo per lo sviluppo della nostra terra”. “Sempre in tema di agricoltura – ha poi evidenziato- riscontriamo un’altra disattenzione verso il mezzogiorno. Nella nuova disciplina delle quote latte, il ministro leghista Zaia si sta preoccupando di tutelare solo coloro i quali hanno sforato le quote latte”. “In tal senso – ha concluso Berretta- si tratta esclusivamente di produttori del nord, specificamente determinati ed elettori del Carroccio a scapito di tutti gli altri, in particolare a coloro i quali si sono attenuti rigorosamente al rispetto delle quote latte che sono un vincolo di carattere comunitario”. Giovanni Burtone ha ricordato come già “nel 2001-2006, il governo Berlusconi tentò l’operazione dell’‘aranciata senza arance’. Evidentemente – ha rilevato- c’è qualche lobby industriale per realizzare queste bevande non alcoliche di fantasia che hanno il solo compito di danneggiare la salute del cittadino e di affossare i produttori”. “Come già successo nella passata legislatura, anche oggi ci opporremo e verificheremo quale sarà l’atteggiamento della maggioranza che oggi si batte il petto, riconoscendo di aver sbagliato al Senato”. “Il governo nazionale – ha osservato- predisponga piuttosto i fondi di solidarietà attualmente azzerati ed il ministro leghista Zaia si ricordi che l’agricoltura non si ferma al Po e che c’è anche quella del sud”. Infine, il parlamentari regionali Concetta Raia e Nino Di Guardo, nel ricordare che “servono importanti misure a sostegno delle aziende agricole e commerciali siciliane”, ha ribadito quanto sia importante “l’immediata liquidazione di tutte le spettanze che devono ricevere i produttori agricoli siciliani che da anni aspettano i fondi per i danni subiti dal maltempo” e ammonito la Regione siciliana, poi, che non ha ancora “mandato la delimitazione delle aree agricole che sono state colpite da eventi calamitosi. Così non potrà essere fatta la declaratoria con il conseguente grave abbassamento del numero di giornate lavorative per i braccianti agricoli dell’Isola”.
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Il commento di Orazio Vasta:

Caro Luca...
c'è qualcosa che non riesco a capire!
L'on.Alessandra Siragusa,che, se non erro,è un deputato nazionale del Pd,eletta e residente in Sicilia,analizzando la situazione disastrosa deell'agricoltura Isolana,ha presentanto ben 2 interrogazioni al Presidente del consiglio Berlusconi e al ministro leghista Zaia...
E,a supporto della Siragusa,non ho constatato alcuna presa di posizione del tuo Partito,che,ripeto, è anche il partito della professoressa Siragusa...
Adesso,addirittura,i deputati del Pd della provincia di Catania,"insorgono" a favore dei produttori e dei lavoratori del settore agricolo etneo....
Mi chiedo,ma perchè non è stata fatta sei mesi questa "insurrezione"? ...
Un mio amico, elettore del Pd,mi fa notare che fra poco siamo in campagna elettorale,ci sono le elezioni europee....
Adesso,capisco....il Pd va in "campagna",e si ricorda dell'agricoltura...
Cordialmente,Orazio Vasta
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La replica di Luca Spataro:

"Caro Orazio, ho molta stima di Alessandra e ha avuto sempre il mio sostegno nelle sue iniziative come del partito Catanese.
I deputati del Pd della provincia di catania hanno fatto una conferenza stampa insieme a me sulla questione dell'agrumicultura non perchè siamo in campagna elettorale, ma perchè da oltre tre mesi il nostro partito su questo .territorio è impegnato in un lavoro capillare sulla crisi economica, settore per settore e tra questi, l'agrumicultura ha un ruolo fondamentale nel nostro territorio poichè occupa oltre 30.000 persone ed è ricco di un tessuto importante di piccoli e medi produttori.Il settore in questione è speciamente colpito non solo dalla crisi generale, ma dal fatto che le gelete del 2008 hanno danneggiato la produzione dell'anno scorso e ridotto di oltre il 70% quella di quest'anno, mettendo in ginicchio proprio in queste settimane migliaia di famiglie e di produttori. La conferenza stampa non è il frutto di un lavoro estemporaneo, ma il frutto di due settimani di incontri che io personalmente ho svolto insieme ai coordinatori dei circoli dei comuni interessati, oltre 15 nella nostra provincia, più i tre del siracusano, delle associazioni dei produttori e dei sindacati. Oggi non abbiamo organizzato nessuna "insurrezione", ma annunciato che chiederemo al governo regionale e al governo nazionale interventi a sostegno del settore.

I principali passi sono:Sostegno del reddito dei lavoratori che quest'anno hanno svolto in media almeno 60 giornate lavorative in meno.
Quindi, la richiesta di una misura una tantum a sostegno dei redditi e la richiesta di accelerazione per l'erogazione dei sussidi di disoccupazione.Sostegno ai produttori con il congelamento di alcuni pagamenti che compeno alla regione e allo stato.
Caro Orazio, io sono abituato a fare politica 365 giorni all'anno , non solo quando ci sono le elezioni. Quel modi di fare politica appartiene ad uno stile vecchio che non mi è mai appartenuto. E io credo di poterlo dire a gran voce. Lo rivendico".
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mercoledì 4 marzo 2009

MA,NON DOVREBBE ESSERE LO STATO D'ISRAELE A PAGARE LA RICOSTRUZIONE DI GAZA?

Il Presidente Silvio Berlsuconi ha annunciato che l'Italia donerà 100 milioni di dollari per la ricostruzione della Striscia di Gaza.
L'annuncio è arrivato per bocca dello stesso Berlusconi, nell'ambito della Conferenza internazionale su Gaza,a Sharm el Sheikh, in Egitto. Berlusconi ha sottolineato la necessità di trovare i fondi per la ricostruzione di Gaza, assicurando chel'Italia "farà la sua parte",appunto,con 100 milioni di euro.
MI CHIEDO:Ma, la Striscia di Gaza da chi è stata distrutta? Chi ha bombarbato Gaza?
LA RISPOSTA: Israele,anzi lo Stato d'Israele!
MI CHIEDO:Allora,considerando che i palestinesi hanno subito un torto-visto che lo stesso Berlusconi "farà la sua parte" con le tasche dei contribuenti dello stato italiano per la ricostruzione di Gaza-perchè non paga lo Stato d'Israele la ricostruzione di Gaza?
LA RISPOSTA: Ancora una volta,lo stato d'Israele ne esce "pulito".
MI CHIEDO: E Berlusconi,il generoso Berlusconi?
LA RISPOSTA:Berlusconi,appena l'altro ieri, all'annuncio della proposta di dar vita a un assegno di disoccupazione ,ha liquidato, al vertice dell' Ue a Bruxelles, l'idea lanciata da Bari dal segretario del Pd Dario Franceschini :«L'esecutivo - ha spiegato Berlusconi - vorrebbe fare ancora di più, ma noi viviamo in Europa e abbiamo quindi vincoli europei. Abbiamo un debito troppo alto. L'assegno di disoccupazione non è sostenibile, ci costerebbe 1,5 punti di pil».
MI CHIEDO:E i 100 milioni per ricostruire Gaza distrutta dall'"amico" Stato d'Israele da dove li prende il presidente Berlusconi?
Ripeto,CENTO MILIONI DI EURO
LA RISPOSTA: Gli "amici" dello Stato d'Israele si coprono,i DISOCCUPATI...NO!
MI CHIEDO: TU,CHE NE PENSI?

domenica 1 marzo 2009

SICILIA: NESTLE' E TETRAPAK CONDANNATE!

La Codacons vince, Nestlé e TetraPak pagheranno
Domenica 01 Marzo 2009 15:52

Dalla Sicilia arriva la prima sentenza, che condanna una multinazionale del latte e delle multinazionali di confezionamento TetraPack, in solido tra loro, al pagamento a favore dei genitori delle piccole che avevano utilizzato il prodotto alimentare adulterato sia del danno patrimoniale che del danno non patrimoniale nonchè‚ al pagamento delle spese legali. Sentenza emessa dal giudice Salvatore Fisichella dando ragione alla Codacons. Per il Segretario Segretario Nazionale, Francesco Tanasi "anche contro colossi internazionali difesi da primari studi legali italiani, e' possibile ottenere giustizia: la vittoria del Codacons in Sicilia contro Nestle' e TetraPack servira' a fare giurisprudenza in una controversia che appariva ai piu' persa in partenza proprio per la notevole differenza di forze in campo". La sentenza ha riguardato il caso del latte prodotto dalla Nestlè Italiana S.p.a. in TetraPack e sequestrato il 22 novembre 2005 in esecuzione dell`ordinanza della procura della Repubblica di Ascoli Piceno. La misura precauzionale del sequestro era stata disposta a seguito dei risultati delle analisi dell'Arpa, Agenzia regionale per la protezione ambientale della Regione Marche. Tali analisi accertarono, nelle confezioni in scadenza a maggio/settembre 2006, l`alterazione del latte e la presenza di tracce di un componente chimico, utilizzato per gli inchiostri nella fabbricazione di imballaggi TetraPak a stampa off-set. In pratica il componente aveva contaminato gli alimenti contenuti negli involucri. I genitori di due bambine, che avevano consumato il latte in questione si rivolsero al Codacons per la tutela dei loro diritti e per chiedere al giudice il risarcimento del danno.
Il giudice di pace di Giarre ha stabilito che "la commercializzazione del 'prodotto inquinato' comporta una responsabilità di natura contrattuale ed extracontrattuale in quanto si profila non solo una ipotesi di inadempimento contrattuale ma anche una ipotesi di responsabilità per il danno alla salute che la commercializzazione comporta".

giovedì 26 febbraio 2009

OBAMA,UN UOMO CON LE PALLE!!!

Il Presidente USA Barak Obama ha fatto un importante discorso sull'energia.
Penso, che sia un discorso che meriti molta attenzione, perché le parole che usa non sono da Presidente americano:
"In un momento di così grandi sfide per l'America, nessun settore è così fondamentale per il nostro futuro come l'energia. La dipendenza dal petrolio è una delle peggiori minacce che la nostra Nazione abbia mai affrontato. (...)
E questo imminente pericolo alla nostra sicurezza nazionale ed economica è accompagnato dalla minaccia del cambiamento climatico che, se lasciato a se stesso, potrebbe riultare in violenti conflitti, terribili tempeste, restringimento delle coste e altre irreversibili catastrofi.
Questi sono i fatti, e sono ben conosciuti dalla popolazione. Dopo tutto, non c'è niente di nuovo in questi avvertimenti. I Presidenti hanno suonato l'allarme sulla dipendenza energetica per decenni. (...)
Ma anno dopo anno, decennio dopo decennio, abbiamo deciso di procrastinare le decisioni definitive.
Rigide ideologie hanno dominato sulla scienza. Interessi particolari hanno messo in ombra il buon senso. La retorica non ci ha portato al duro lavoro necessario per ottenere i risultati, ma i nostri leaders hanno alzato la voce solo quando la benzina aumentava di prezzo per poi tacere di nuovo non appena il prezzo scendeva.
Adesso l'America è arrivata a un bivio.
Nascoste nel suolo americano, nel vento e nel sole, abbiamo le risorse per cambiare.
I nostri scienziati, imprenditori e lavoratori hanno la capacità di farci andare avanti. Ricade su di noi la scelta se rischiare i pericoli della via vecchia, o perseguire l'indipendenza energetica. E per il bene della nostra sicurezza, dell'economia e del pianeta dobbiamo avere il coraggio e l'impegno di cambiare. (...)
Non abbiamo illusioni sui compiti che ci attendono. Non posso promettere soluzioni rapide. Nessuna tecnologia speciale o serie di leggi potrà venire a salvarci. Ma noi ci dedicheremo seriamente al costante, focalizzato e pragmatico perseguire un'America libera dalla dipendenza energetica e alimentata da una nuova economia energetica che darà lavoro a milioni di cittadini".

mercoledì 25 febbraio 2009

L'UNIONE EUROPEA CONTRO RAFFAELE LOMBARDO....

Ricevo e pubblico
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martedì 24 febbraio 2009
L'Unione Europea contro Raffaele Lombardo
Dopo 173 anni si ripropone una nuova "Quistione degli zolfi siciliani", ma questa volta l'oggetto del contendere è il gas.Qualche settimana fa una notizia, come non se ne erano mai sentite, riempiva le colonne dei quotidiani e le strisce sui telegiornali: degli operai inglesi protestavano contro l'assunzione presso un petrolchimico britannico, di un centinaio di operai siciliani dipendenti di una ditta siracusana, che aveva vinto un appalto presso un impianto.
"BRITISH WORK FOR BRITISH WORKERS" fu lo slogan utilizzato dai lavoratori britannici, che temendo di perdere il lavoro, protestarono duramente, tant'è che la polizia dovette intervenire affinchè si evitassero degliincidenti che potevano minare l'incolumità dei siciliani.
"E' LA GLOBALIZZAZIONE RAGAZZI", avrebbero dovuto rispondere i nostri: l'Inghilterra rappresenta oggi la patria dell'economismo liberale, il covo della finanza speculatrice globale.
Nella City di Londra si acquistano esi vendono azioni ed obbligazioni di aziende dei quattro continenti come se fossero caramelle; allo stesso modo colossi inglesi come la Shell, la British Petroleum si aggiudicano appalti miliardari all'estero, sbarazzando la concorrenza internazionale e locale.Ci è sembrato strano che Londra si facesse cogliere in fallo, in maniera così plateale e per di più in casa propria, lasciando passare quelle immagini da rivoluzione bolscevica.
Lo stesso presidente Gordon Brown si espresso molto timidamente contro quei suoi concittadini che si erano comportati in maniera molto poco "liberale" e "democratica".
Perchè?
Per poter dare una risposta dobbiamo tornare indietro di un paio di anni, quando il Movimento per l'Autonomia iniziò una dura battaglia contro il rigassificatore di Priolo della Yonio Gas, società detentrice dei diritti di costruzione dell'impianto siracusano ed appartenente alla azienda energetica anglo-olandese SHELL.
Grazie a quelle proteste, il TAR si pronunciò favorevolmente all'ipotesi di indire un referendum consultativo che desse ai cittadini priolesi la facoltà di decidere se costruire o meno l'infrastruttura:
"Il TAR di Catania con una sentenza destinata a lasciare il segno negli annali della giurisprudenza, ha dato ragione ai comitati cittadini che vogliono un referendum consultivo sulla costruzione di un rigassificatore nella zona industriale di Priolo, in provincia di Siracusa. Una battaglia che il Movimento per l'Autonomia di Siracusa e quello siciliano sostiene da tempo, perché allocare nell'area del petrolchimico un rigassificatore è un'ipotesi avventata, ai limiti della follia"fu il comunicato[1] che apparve sul sito del MPA in quei giorni.Nello stesso periodo circolò sull'etere e su internet un video[2], prodotto sempre dal partito di Raffaele Lombardo, in cui si evidenziano i gravissimi rischi che corrono gli abitanti dei paesi che sorgono nei pressi dei rigassificatori.
Ma il 16 gennaio del 2008 avviene un'evento che avrebbe cambiato le carte in tavola: la società energetica russa Gazprom, concludendo un accordo con le autorità nigeriane per la coltivazione e la liquefazione del metano estratto dai giacimenti sul Delta del Niger, si lancia prepotentemente nella mischia del mercato del GNL.
A quel punto anche il Movimento per l'Autonomia, cambia strategia e per mano dell'Assessore regionale MPA Rossana Interlandi, da il benestare della Regione Siciliana nella valutazione di impatto ambientale[3] per la realizzazione di un altro rigassificatore, quello di Porto Empedocle, società appaltante l'ENEL.
Due pesi e due misure?
Diremmo proprio di si visto che sulla costruzione del rigassificatore di Porto Empedocle premono i russi, perchè nel porto agrigentino sarà rigassificato il metano estratto in Nigeria[4], mentre quello di Priolo è in orbita inglese.
Appare chiaro come per la "Questione del gas" in Sicilia, come in Puglia (per il gasdotto Southstream) è attualmente in corso una guerra tra il blocco russo e quello anglo-americano, per accaparrarsi il controllostrategico delle reti di rifornimento energetico e di smistamento di quel gas, che tanto fece sospirare l'Eurocrazia (per il freddo) quest'inverno....
Da questa scelta e da altre, che in altri editoriali non abbiamo mai mancato di evidenziare, a Palermo, appare chiaro che la maggioranza guidata dal MPA stia appoggiando la parte russa, ostacolando invece gli interessi inglesi: da qui la "ritorsione" dei britannici, nell'amplificazione mediatica scatenata(?) dagli operai londinesi.
Queste proteste in Inghilterra ci sono sempre state, sia chiaro, ma difficilmente valicavano i confini inglesi, soprattutto se davano un'idea "protezionistica".
Ma Lombardo avrà capito che quella protesta poteva essere una ritorsione contro i bastoni che tutt'oggi il governo siciliano mette tra le ruote della Yonio Gas?
Una dichiarazione del presidente della Regione Siciliana, avvenuta nei giorni dello "strike" e riportata dalle agenzie, potrebbe aiutarci a rispondere alla domanda:
“Se fossero confermate le notizie in merito a odioxenofobo contro i siciliani, non avremmo esitazioni a interrompere le trattative con il gruppo Erg-Shell che, dall’Inghilterra, propone di realizzare un rigassificatore proprio nella provincia di Siracusa, a Priolo”[5].
Poteva dunque l'Unione Europea degli Anglo-Americani lasciare impunite le Due Sicilie ree di essersi macchiate di una simile onta?
Poteva un "piccolo" siciliano far saltare i piani delle oligarchie finanziarie anglo-americane?
Chiaro che no, e così gli Dei di Strasburgo hanno lanciato la loro maledizione a Palazzo dei Normanni: il rigassificatore di Porto Empedocle non s'ha da fare[6], negando i miliardi che avrebbero dovuto finanziare l'impianto siciliano, dirottandoli su un progetto di rigassificatore in Polonia.
Il motivo? - “Il piano di rilancio dell'Ue - ha spiegato il presidente dell'esecutivo, José Manuel Barroso - è tutto incentrato sugli investimenti intelligenti”.
Tutti i progetti - fanno notare ancora dalla Commissione - seguono il criterio della rapidità e dell’immediato impatto sull’economia. Dall’esecutivo Ue assicurano pure che - la ripartizione dei fondi e la scelta dei progetti è stata fatta in modo “oculato ed equilibrato” -. Insomma il rigassificatore di Porto Empedocle non sarebbe ne un investimento economico ne un progetto intelligente..
Stranamente però il niet di Bruxelles non è valido anche per impianto di Priolo, che sappiamo bene risulterebbe in una delle zone più sismiche d'Italia, per giunta asfissiata da km e km di raffinerie petrolchimiche; senza dimenticare che ospita già una base navale Nato ed uno dei più importanti depositi di munizioni dell'Alleanza Atlantica....
Un investimento davvero intelligente!
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CATANIA:PEPERONI ROSSI DALLA SPAGNA!(di Corrado Vigo)

Continua la carrellata di ortofrutta di origine spagnola introdotta nei nostri supermercati, qui a Catania.
A parte il prezzo, che è ben lontano da quello che viene dato ai produttori, anello sempre più debole della filiera, i peperoni incriminati provengono dalla Spagna.
Ne mancavano a Vittoria?
Se il prezzo fosse stato di 0,50 €/Kg., avrei compreso, ma con questi prezzi?
Nessun deputato, Zaia compreso, guarda, osserva?
E la CIA, Coldiretti, Confagricoltura?
Un appello a Gerardo Diana, che finora si è dimostrato molto attivo: prendiamo in considerazione questo fenomeno e cerchiamo di fare qualcosa contro questi "scippi"?
Corrado Vigo

mercoledì 18 febbraio 2009

"Alle 14.14 mi chiama l'Assessore all'Agricoltura prof. Giovanni La Via..."

Alle 14.14 mi chiama l'Assessore all'Agricoltura prof. Giovanni La Via.
"pronto" dico io.
"habemus papam" dice lui.
Ed io "nooooo".
E lui "siiiiii"!
Di che stiamo parlando?
Il Ministro Luca Zaia ha firmato la delimitazione dei danni delle gelate nella Sicilia Orientale di appena un anno fa!
Un anno di battaglie, un anno di pressioni, un anno ... stancante, ma alla fine...ce l'abbiamo fatta.
Certo, ce n'è voluto, fotografie, fax, email, ed alla fine il pressing mediatico ... ha vinto su tutto, anche sulla "lagnosìa" Ministeriale, anche sulla Burosauropazzia!
Sono contento, anche se in ritardo, ma sono contento.
Ma sono stanco di lottare così per tutto ciò che ci è dovuto!
E siamo stanchi tutti, stanchi di essere trattati di "serie D", stanchi di essere malvisti, stanchi, stanchi ... stanchi.
Corrado Vigo
http://www.corvigo.blogspot.com/

(nella foto,l'agronomo trecastagnese Corrado Vigo)


mercoledì 4 febbraio 2009

LA RABBIA DEGLI AGRICOLTORI SICILIANI!

Il blog di Corrado Vigo - agronomo
Il blog è di nuovo a lutto per le gelate del 2008
martedì 3 febbraio 2009


la rabbia
Il blog ritorna "a lutto".La rabbia che scaturisce dalle ultime affermazioni razziste del Ministro leghista Luca Zaia farà sopravvivere le nostre aziende agrumicole, ma lo sdegno che l'intera vicenda fa nascere non verrà rimosso facilmente.
Il Ministro ha fatto sapere al giornalista Orazio Vasta che non ci sono soldi per le gelate.
Però ... per le regioni del nord, danneggiate in data successiva, i soldi c'erano, tant'è che le delimitazioni sono state fatte.
Molto bene.
La denuncia penale che il Ministro ed il suo sotto posto dott. Giuseppe Pennucci riceveranno, non riguarderà più solo "omissioni e ritardi di atti d'ufficio", ma anche "voto di scambio" ed "interessi privati in atti d'ufficio".
Giorno 16 febbraio la denuncia, poi ... la storia racconterà i fatti seguenti!
CIA, Coldiretti e Confagricoltura Siciliane, dove siete?????

mercoledì 14 gennaio 2009

A.SIRAGUSA:"L'INTERO SETTORE AGRICOLO RISCHIA IL COLLASSO!"

TRECASTAGNI.Il caso sollevato dall'agronomo Vigo approda alla Camera con una interrogazione
Agricoltori in crisi
Interrogazione a Zaia
TRECASTAGNI
La protesta degli agricoltori siciliani partita da Trecastagni approda alla Camera con una interrogazione di Alessandra Siragusa del Pd al leghista Luca Zaia,Ministro per le politiche agricole .

"La crisi-dice Siragusa-derivata dal crollo dei prezzi all'origine di tutti i prodotti agricoli e dal notevole incremento dei costi di produzione,determinando il tracollo del reddito per migliaia di aziende agricole.Inoltre, la finanziaria 2009 ha cancellato le agevolazioni contributive per l'assunzione di manodopera agricola, sottraendo al settore ben 150 milioni di euro. L'intero settore agricolo siciliano rischia il collasso, con gravissime ricadute in termini occupazionali e tra i comparti maggiormente in sofferenza vi è quello della viticoltura,a cui l'attuale Governo ha tagliato il fondo nazionale di 50 milioni di euro destinato a viticoltori danneggiati nel 2007 dalla peronospora; anche l'agrumicoltura soffre una grave crisi, a causa di un previsto calo della produttività previsto del 50 per cento, per le gelate e si attende il riconoscimento dello stato di calamità naturale.Inevasa la richiesta dell 'Assessorato regionale all'agricoltura dello stato di crisi. Nel settore cerealicolo c'è il crollo dei prezzi: quello del grano è diminuito del 70 per cento in sei mesi, passando da 48 centesimi al chilo a circa 16".
Orazio Vasta

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Dal GIORNALE DI SICILIA del 13 gennaio 2009-ediz. di Catania,pag.20

lunedì 12 gennaio 2009

La Sicilia,Zaia,La Via e..."il pensare male"(di Patrizia Follari)

La sensazione è quella di un totale scollamento di idee e di progettualità tra il Governo centrale e il Governo dell’Isola!
Oserei dire anche all’interno del Governo dell’Isola!
Si ha l’idea, ma "solo l’idea" però, che al governo centrale delle problematiche dell’agricoltura siciliana non interessi più di tanto!
Basterebbe dare un’occhiata sul sito per rendersi realmente conto di ciò che è stato fatto:

Mi chiedo però, perché l’Assessore La Via abbia dichiarato solo ora, pubblicamente e in maniera così forte e chiara, ciò che gli agricoltori ed i tecnici siciliani avevano già capito da parecchio tempo.
Un plauso particolare va all’onorevole Sig.ra Alessandra Siragusa ( PD) l’unica voce, da oggi, dei parlamentari siciliani, che abbia sostenuto le parole dell’Assessore La Via (Pdl).
“Vuoi vedere che a pensar male qualche volta ci si azzecca?”.
Patrizia Follari

domenica 11 gennaio 2009

IL MINISTRO ZAIA E LA SICILIA (di Pippo Barbagallo)

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Agricoltura
IL MINISTRO ZAIA E LA SICILIA
Scrivo in merito a un articolo pubblicato il 2 gennaio,nelle pagine della provincia di Catania,a pagina 22,a firma di Orazio Vasta,dal titolo "TRECASTAGNI,AGRONOMO A ZAIA:LE GELATE CI HANNO ROVINATO.
Nell'articolo traspare chiaramente la rottura che c'è al momento fra il ministro per le Politiche agricole Luca Zaia della Lega nord e il "nostro" assessore regionale "al ramo",Giovanni La Via del Pdl-Forza Italia."Il ministro Zaia-ha dichiarato La Via al giornalista-nulla ha fatto per quanto attiene all'aiuto al reddito dei produttori agrumicoli".E ancora:"Il ministro deve porsi il problema di una grave crisi che colpisce tutti i comparti produttivi dell'agricoltura italiana,che richiede un ragionamento assai diverso da quello attualmente impostato su interventi spot sul mercato".
Che dire?
Personalmente,sto con il "nostro" La Via,anche se non sono del Pdl.Però,mi chiedo:ma l'on. Zaia non dovrebbe essere "amico" del presidente Raffaele Lombardo?
Mi rendo conto, che non sono tutte del ministro padano le colpe del dell'attuale disastro dell'agricoltura siciliana,ma permettetemi di scandalizzarmi quando il ministro Zaia convoca un tavolo con le regioni del Sud,per discutere la triste realtà in cui versano i nostri uliveti e non invita la Sicilia.Ripensandoci,ha proprio ragione Zaia:la Sicilia non fa parte del sud,la Sicilia è solo Sicilia,l'antica Terra di Trinakria.
PIPPO BARBAGALLO -Trecastagni
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Dal Giornale di Sicilia,edizione nazionale, del 9 gennaio 2009,pag.30,rubrica "Lettere"
°°°°°°°°°°°°°°°°°à
Nota del blog:Pippo Barbagallo(impiegato),ex assessore comunale di Trecastagni(CT),è presidente del "COMITATO CASINO' ETNA".

sabato 10 gennaio 2009

INTERROGAZIONE AL MINISTRO ZAIA!

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"Il caso Vigo". A Montecitorio le perplessità dell'agronomo con una interrogazione della Siragusa---Sorbello:"Sia dibattito in tutti i comuni"
Trecastagni, Consiglio crisi agrumicola-Interrogazione al ministro Luca Zaia
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Orazio Vasta
TRECASTAGNI
Approda in Consiglio comunale la protesta dell'agronomo Corrado Vigo nei confronti del Ministro delle Politiche agricole,accusato di non fare nulla per l'agricoltura siciliana."Nell'ordine del giorno della prossima assise -dice Armando Sorbello(Udc),Presidente del consiglio-sarà affontata la questione sollevata dall'agronomo.Io stesso,proporrò una analoga iniziativa al presidente del Consiglio della Provincia regionale e a tutti i sindaci della provincia etnea interessati al comparto agricolo" . L'assessore regionale "all'Agricoltura",Giovanni La Via(Pdl-FI)ribadisce come:"A Luca Zaia vanno poste anche questioni dalle quali dipende il futuro della nostra agricoltura ed alle quali mi sembra che sino ad oggi non abbia dato risposte convincenti. In primo la fiscalizzazione degli oneri sociali per le aree svantaggiate che rischia sicuramente di determinare,qualora non prorogata dopo il 30 marzo, un reale tracollo dell'attività produttiva agricola in molte aree del mezzogiorno d'Italia.Poi,il tema della dotazione del fondo di solidarietà nazionale che risulta sostanzialmente non in grado di offrire iristoro ai produttoridanneggiati".
Per il centrosinistra interviene Alessandra Siragusa,deputato nazionale del Pd:"Già dal mese di novembre, l'assessore La Via, ha proposto al Governo nazionale la dichiarazione dello stato di crisi del settore agrumicolo, senza avere ancora risposta.In attesa,anche il settore cerealicolo registra un crollo dei prezzi. In particolare, il prezzo del grano è diminuito del 70 per cento nell'arco di sei mesi. I nostri agricoltori oggi vendono il prodotto a circa 16 centesimi al chilo contro i 48 dei mesi precedenti. A ciò si aggiunge il peso del racket e il condizionamento dei mercati. Ho in mente una interrogazione per porre fine al balletto delle responsabilità fra Pdl isolano e nazionale".
Orazio Vasta
Giornale di Sicilia (edizione di Catania) del 7 gennaio 2009,pag.2O
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Trecastagni,agronomo a Zaia: "Le gelate ci hanno rovinato"
"Caro Ministro",inizia in questo modpo la lettera indirizzata a Luca Zaia,responsabile delle Politiche agricole e la risposta del ministro leghista non si è fatta attendere.
A scrivergli è stato Corrado Vigo: "Sono una agronomo di Trecastagni, ma al contenpo un agrumicoltore, e discendo da famiglia di agrumicoltori. Faccio la professione da 24 anni, e da 29 coltivo arance, le tanto bistrattate arance siciliane, che tutti amano, ma che ci stanno portando economicamente alla rovina, perchè nonostante gli elevati prezzi di vendita al consumo, a noi vengono pagate a prezzi irrisori. L'anno scorso anche fra i 5 ed i 7 centesimi al chilo. Sì ha letto bene! 5-7 eurocentesimi al chilo. Mi rammarico, però, del fatto che lei sia poco attento alla questione, ma la vedo assai impegnato, invece, nella tutela- come è anche giusto che sia-dei prodotti della sua terra. Vorrebbe, per favore,dare un pò più di "conto e retta" alle problematiche di noi agricoltori del sud?". Corrado Vigo è il portavoce di un nutrito gruppo di agronomi etnei, e che ha posto anche l'accento sulla questione economica,vistoche al ministero è bloccata una barca di soldi:"Mi riferisco alle calamità che non sono state pagate dal 1996. Sì dal 1996 ad oggi! Eppure, il Ministro Zaia ha avuto gran cura di emettere Decreti di delimitazioni danni delle regioni del Nord-Italia avvenute appena a luglio di quest'anno. Sa il Ministro che cosa abbiamo perso con le gelate ? Nella mia azienda agricola, invece di 110 vagoni di arance (1.100.000 Kg), quest'anno ne racoglierò appena 20 di vagoni. Oltre l'80% di danno!". Ma,c'è chi sta peggio.Sull'argomento interviene Tommaso Medici,della Flai-Cgil: "E' chiaro-dice il dirigente -che le attenzioni del signor ministro,il leghista Zaia,non sono rivolte verso il Sud. La Sicilia,poi,è da sempre,anche per l'agricoltura, una specie di cenerentola.Tutto il settore agricolo e forestale siciliano è in sofferenza e,se il mio concittadino Vigo e gli altri proprietari degli agrumeti sono alla rovina,i braccianti, i lavoratori dipendenti sono sul lastrico! Senza alcuna prospettiva.Non solo nel settore agrumicolo. Ma,mi chiedo,è tutta e solo colpa del ministro Zaia? E la Regione Siciliana? L'assessore regionale all'agricoltura,il catanese La Via? I comuni? Le associazioni dei produttori?Le associazioni di categoria? E i parlamentari siciliani,tutti, che fanno? Lo stesso sindacato? Chi non è colpevole lanci... la prima arancia".
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LA RISPOSTA
Il leghista:ecco le battaglie vinte per il sud
"A chi mi accusa-risponde il ministro Zaia- di essermi dimenticato del Mezzogiorno dico che molte sono state le battaglie a favore del Sud Italia... Mi vengono in mente la crisi della mozzarella, il summit internazionale sulla pesca che riguarda tutte le regioni meridionali e che la stagione vitivinicola è stata aperta proprio in Sicilia. Per quando riguarda gli agrumi in Sicilia siamo riusciti a far arrivare all'isola 55 mln di euro.Con il completamento della ricognizione sulle superfici, da parte dell'Agea, si è ,infatti ,ottenuto il via libera al decreto per l'attuazione della riforma della PAC,Politica Agricola Comune. Se in passato, dei 120 milioni di euro un terzo arrivava alla Sicilia, ora la quota supera i 55 milioni; i premi saranno liquidati entro fine anno. Oltre 1374 sono le aziende interessate al premio produzione, alle quali sarà elargito un contributo di 643,62 euro per ogni ettaro. Mentre sono ben 9947 le aziende interessate al contributo per la trasformazione. E' da sottolineare che il nuovo meccanismo premia anche i produttori che, in passato, non rientravano nel cosiddetto "storico". Vedi, che a pensar male non sempre ci si azzecca e qualche volta si fa pure peccato?".
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REGIONE,la replica dell'assessore al ministroLa Via:troppi lacci e lacciuoli nella capitale
"Il Ministro Zaia-dicel'assessore regionale alle Politiche agricole Giovanni La Via- nulla ha fatto per quanto attiene all'aiuto al reddito dei produttori agrumicoli che,invece, deriva da un Decreto Ministeriale firmato dall'allora Ministro De Castro.Il trasferimento dei 55 milioni di euro circa ai nostri produttori agrumicoli deriva, quindi, dall'applicazione di quel decreto e nulla di aggiuntivo mi sembra che sia venuto dall'attuale governo nazionale.Per quanto attiene al tema del riconoscimento della calamità-sollevata dall'agronomo trecastagnese Corrado Vigo- relativa alle gelate del 18 e 19 febbraio 2008, che grande danno hanno determinato nelle realtà agrumicole siciliane, mi sembra che il Ministero abbia perso molto tempo richiedendo una infinità di precisazioni agli uffici regionali che mi sono sembrate pretestuose e finalizzate a ridurre al minimo l'estensione e l'entità del danno. Tali precisazioni, puntualmente fornite dagli uffici regionali, credo abbiano ormai convinto gli uffici ministeriali e spero che in tempi brevi si possa arrivare alla declaratoria. Se il Ministro Zaia lo volesse, credo che potrebbe intervenire senza difficoltà sugli uffici del suo dicastero per accelerare l'iter di approvazione della declaratoria.Inoltre,credo che il Ministro debba porsi il problema di una crisi grave che colpisce tutti i comparti produttivi dell'agricoltura italiana, che richiede un ragionamento assai diverso da quello attualmente impostato su interventi spot sul mercato".
Orazio Vasta
GIORNALE DI SICILIA del 2 gennaio 2009 (edizione di Catania)pag.22

venerdì 9 gennaio 2009

SULLA CRISI CHE INVESTE L'AGRICOLTURA SICILIANA( dell'on. A.Siragusa)

Gentile dott.Vasta,
l' On. Siragusa si è occupata della crisi che investe l'agricoltura siciliana. A tal proposito le invio di seguito l'intervento dell' Onorevole in occasione della conversione in legge del decrreto 171. Cordialmente,
Giulia Loffredi

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Resoconto dell’intervento dell’ On. Alessandra Siragusa in discussione generale sul decreto-legge 3 novembre 2008, n. 171, recante misure urgenti per il rilancio competitivo del settore agroalimentare.
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17 dicembre 2008
"Signor Presidente,
in questi giorni gli agricoltori siciliani hanno promosso una serie di manifestazioni per chiedere ascolto al Governo e al Parlamento. Il testo che stiamo esaminando, infatti, così come è stato approvato dal Senato a novembre, contiene due specifiche norme che toccano le questioni relative all'agricoltura siciliana. La prima prevede lo stanziamento di 10 milioni di euro per indennizzare i viticoltori danneggiati dalla peronospora nella scorsa campagna produttiva; la seconda proroga al 31 marzo 2009 gli sgravi contributivi per le aziende che assumono manodopera agricola nei territori montani o sottoutilizzati.Eppure questi interventi, che sono stati comunque fortemente richiesti dalla CIA siciliana, che ha avviato la mobilitazione in Sicilia a sostegno di alcune proposte concrete, sono del tutto inadeguati rispetto alle reali esigenze degli agricoltori dell'isola. Infatti, lo stanziamento di 10 milioni di euro è solo un quinto di quanto era stato precedentemente stanziato e poi sottratto agli agricoltori danneggiati dalla peronospora, e nel testo non si fa alcun riferimento alla destinazione territoriale. Ciò fa presupporre, quindi, che i 10 milioni di euro saranno destinati a tutti i viticoltori italiani danneggiati dalla peronospora, il che naturalmente è giusto e condivisibile, ma rende lo stanziamento del tutto irrisorio rispetto al fabbisogno. È infatti da sottolineare che parlare di 50 milioni di euro solo per i viticoltori siciliani o di 10 milioni di euro per tutti coloro che si trovano nella loro stessa condizione fa una grande differenza. È uno stanziamento, quello che è stato inserito in questo provvedimento, assolutamente insufficiente.La seconda misura prevede una proroga di soli tre mesi, fino al 31 marzo 2009, degli sgravi contributivi per le aziende che assumono manodopera agricola. Ciò significa che a partire dal 1o aprile 2009 le aziende agricole che assumono braccianti registreranno un aumento di quasi il 70 per cento dei costi contributivi. Si tratta di un aumento assolutamente insostenibile per migliaia di aziende agricole siciliane che sicuramente saranno costrette a non assumere manodopera, con la conseguente riduzione netta di occupati del settore, che la CIA siciliana stima possa interessare circa 15 mila unità, pari quindi a oltre il 10 per cento degli occupati del settore.In Sicilia le aziende agricole danno lavoro a ben 130 mila braccianti per un ammontare di circa 11 milioni di giornate lavorative. Quindi, mentre sarebbe urgente e necessario mettere in campo misure atte anche a sostenere l'occupazione, in agricoltura si procede ad aumentare i costi del lavoro per la parte contributiva, favorendo in tal modo la netta riduzione degli occupati, cosa di cui - ne ho parlato anche stamattina nel mio precedente intervento - non sentiamo affatto il bisogno.L'agricoltura siciliana versa in uno stato di crisi gravissima e non solo non riesce a fare reddito con gli attuali costi contributivi che fino al 31 dicembre 2008 prevedevano sgravi consistenti, ma dovrebbe addirittura fronteggiare il preannunciato aumento. Tale crisi deriva, oltre che da fattori strutturali, dal crollo dei prezzi all'origine di tutti i prodotti agricoli e dal notevole incremento dei costi di produzione (mi riferisco all'energia, alle sementi, ai concimi, agli antiparassitari, ai farmaci veterinari ecc…).Oltre alla viticoltura, gravemente colpita dalla peronospora, anche l'agrumicoltura soffre una grave crisi a causa di un calo di produttività, stimato al 50 per cento, dovuto alle gelate della scorsa primavera e per il quale si attende ancora da parte del Ministero il riconoscimento dello stato di calamità naturale;Già dal mese di novembre l'Assessore all'agricoltura e alle foreste della Regione Sicilia, ha proposto al Governo nazionale la dichiarazione dello stato di crisi del settore agrumicolo, senza avere ancora risposta.Anche il settore cerealicolo registra un crollo dei prezzi. In particolare, il prezzo del grano è diminuito del 70 per cento nell'arco di sei mesi. I nostri agricoltori oggi vendono il prodotto a circa 16 centesimi al chilo contro i 48 dei mesi precedenti. Le organizzazioni di categoria sono intervenute chiedendo il ripristino dei dazi sui prodotti che provengono dai Paesi non appartenenti all'Unione europea, temporaneamente eliminato lo scorso anno al fine di favorire il ritorno della quotazioni a livelli normali.A ciò si aggiunge, che molte aziende agricole dell'isola sono esposte al racket, alle estorsioni, all'usura, all'abigeato, alla macellazione clandestina, alle sofisticazioni, al condizionamento dei mercati ortofrutticoli e a un complessivo intervento delle organizzazioni criminali e mafiose nella filiera agroalimentare.
Gli agricoltori siciliani e le loro associazioni da mesi denunciano l'aggravamento della crisi dell'intero settore, crisi che ha determinato il tracollo del reddito per migliaia di aziende agricole. Si tratta di un problema tanto sentito che anche i consigli comunali, un centinaio addirittura, manifestando la volontà politica dei territori e degli operatori del settore, hanno approvato un medesimo ordine del giorno, proposto dalla CIA, con il quale si chiede il rifinanziamento della legge n. 81 del 2006 e, quindi, la proroga per altri tre anni delle agevolazioni contributive per le aziende che assumono manodopera agricola e che operano in aree svantaggiate, come le zone montane e le regioni dell'ex obiettivo 1, periodo che qui viene limitato a soli tre mesi.Ben altri sono quindi gli interventi necessari per ridare slancio al settore agricolo in Sicilia. Questo provvedimento fa passi indietro rispetto a quanto era previsto nella legge finanziaria 2008 varata dal Governo di centrosinistra. La CIA siciliana ha chiesto l'istituzione di una cabina di regia per migliorare il sistema dei controlli sulle derrate agricole di provenienza extra UE e un incontro urgente con il Governo per confrontarsi su questi argomenti.È necessario, infatti, trovare sistemi per abbassare i costi di produzione riducendo, per esempio, le accise sui carburanti e abbattendo le aliquote IVA sui fattori di produzione, dal gasolio ai concimi, ai fitofarmaci.Gli agricoltori siciliani chiedono l'azzeramento dell'accisa sul gasolio, utilizzato in tutte le attività agricole e zootecniche, la riduzione dell'aliquota IVA sui carburanti e di quella sul vino. Inoltre, chiedono di fissare al 4 per cento l'IVA sulla nuove strutture realizzate nell'ambito dei piani di sviluppo rurale e di ridurre del 50 per cento le aliquote relative all'acquisto dei beni e dei servizi necessari allo svolgimento dell'attività agricola.
Allora l'invito che rivolgo al Governo è di ascoltare le istanze degli operatori del settore, aprendo con urgenza un tavolo di confronto con le associazioni degli agricoltori siciliani, al fine di individuare misure condivise per fronteggiare la crisi del settore agricolo e le sue prospettive future, impegnandosi affinché sia modificato il tetto massimo del de minimis che, attualmente, prevede un intervento non superiore a 7.500 euro in tre anni, aumentandolo a 50.000 euro, nel triennio, come avviene per gli altri settori; e impegnandosi per la sua parte a introdurre agevolazioni fiscali, quali la riduzione del 50 per cento delle aliquote Iva per l'acquisto dei beni e dei servizi necessari all'esercizio dell'attività agricola, la riduzione dell'Iva al 4 per cento sui carburanti utilizzati in agricoltura e l'abolizione delle accise sulle attività agricole e zootecniche.Solo così il Governo potrà dire di avere sostenuto un settore che è strategico per lo sviluppo della Sicilia. La richiesta, quindi, in questo momento è quella di migliorare il testo in trattazione con gli emendamenti che sono stati proposti dal Partito Democratico".