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mercoledì 26 novembre 2008

IN USCITA NUOVO STUDIO SUL BRIGANTAGGIO

Ricevo dagli amici dell'Editoriale Il Giglio e pubblico....
(Lettera Napoletana) È dedicato al Brigantaggio il nuovo libro dell’Editoriale Il Giglio, in uscita nel mese di dicembre.
“Uno Dio ed uno Re. Il brigantaggio come guerra nazionale e religiosa”
è un saggio di Antonella Grippo, ricercatrice lucana, che ha già pubblicato uno studio sul 1799 (“Le immagini della Memoria”, Controcorrente, Napoli 1999).
Il titolo del libro è una citazione dalla rivista “La Civiltà Cattolica” che elogiava l’orgoglio dei soldati borbonici dopo la capitolazione: “Quando vollero persuadere i soldati napoletani che, per trarsi di quella miseria, si risolvessero di ingaggiarsi al servizio del governo sardo, quelli recatisi in atteggiamento nobilmente altiero, che facea singolare contrasto coi cenci ond’erano coperti, risposero recisamente: Uno Dio ed uno Re !”.
Gli articoli de “La Civiltà Cattolica” sul Brigantaggio - il nome assolutamente improprio con il quale si designa la resistenza del Sud all’invasione - sono stati pubblicati dall’Editoriale Il Giglio (“Brigantaggio, legittima difesa del Sud”, a cura di Giovanni Turco, Napoli 2000) .
Il nuovo saggio di Antonella Grippo offre nuovi contributi alla conoscenza di figure controverse come Carmine Crocco ed a personaggi eroici come lo sfortunato volontario carlista Josè Borjes, esamina le interpretazioni storiografiche sul cosiddetto brigantaggio, ed aggiunge nuovi documenti per una lettura del fenomeno in una prospettiva di difesa dell’identità nazionale e della religione cattolica.
(LN13/08)

mercoledì 11 giugno 2008

Il PORTO DEL SOLE E NELLO MUSUMECI...

CATANIA
Oggi Musumeci incontra il comitato "Porto del sole"
Oggi MERCOLEDI'11,alle ore 19,presso l'istituto Nautico,Nello Musumeci,candidato a sindaco,incontrerà,nell'ambito di un pubblico dibattito, i responsabili del comitato cittadino "Porto del sole":"L'onorevole Musumeci-si legge in una nota del comitato-ha chiesto di conoscere il parere dei cittadini sul mancato sviluppo delle attività marittime ed in particolare sulla inspiegabile carenza di scali portuali per la formazione tecnica di giovani Catanesi nei quadri della Marina Mercantile e di scali per lo sviluppo del diporto turistico e del lavoro marittimo". All'incontro,a cui partecipa anche Erasmo Vecchio,coordinatore regionale del Partito del Sud,sono stati invitati a partecipare anche gli altri candidati sindaci.

mercoledì 7 maggio 2008

La GROELANDIA verso l'indipendenza nazionale...

La bandiera nazionale della Groelandia
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Da La Repubblica del 7 maggio 2008:
Ieri la firma del trattato bilaterale, entro la fine dell'anno referendum e voto
La capitale del nuovo Stato sarà Nuuk, 15mila abitanti e due ristoranti
La lunga marcia della Groenlandia per la secessione dalla Danimarca
dal nostro corrispondente ANDREA TARQUINI
BERLINO-Sta per nascere una nuova nazione, e di fatto sarà il primo Stato eschimese. E una lingua eschimese diventerà ufficiale, lassù tra i ghiacci eterni del grande nord. La Groenlandia, la più grande isola del mondo, ha cominciato ieri a scogliere gli ultimi legami con la madrepatria Danimarca, l'ex potenza coloniale. Lentamente, ma nascerà uno Stato vasto come sei Germanie e abitato da appena 57 mila persone. Sarà nazione sovrana grazie alle ingenti risorse di petrolio, metalli preziosi e altre materie prime, ma dovrà appoggiarsi a Copenaghen e al resto della Vecchia Europa per formare la sua classe dirigente.E per la prima volta dal dopo-colonialismo uno Stato europeo perderà il 98 per cento del suo territorio.La svolta è cominciata ieri, con la firma di un trattato tra il premier conservatore danese, Anders Fogh Rasmussen, e il governatore-premier di Groenlandia, il socialdemocratico Hans Enoksen. Entro fine anno un referendum in Groenlandia e un voto del Parlamento reale danese daranno il responso già ora scontato: si andrà step by step verso l'indipendenza e il diritto alla secessione.I sogni volano alto, anche quando è difficile. Anche quando la capitale del futuro Stato eschimese indipendente, Nuuk, ha sì e no 15mila abitanti, come un grosso villaggio europeo, e appena due ristoranti di lusso, entrambi dipendenti ogni giorno dalle forniture di cibo fresco che arrivano da Copenaghen.
Da qualche anno anche il grande mondo globale si è accorto che la Groenlandia esiste. Per caso, grazie a un film, Il senso di Smilla per la neve, storia di una giovane in cerca di identità. Sulle orme di Smilla, i groenlandesi sono decisi a non mollare, vogliono procedere sulla via indicata dal Trattato: addio a Copenaghen, addio dolce ma senza ritorno.
Siamo appena agli inizi. La Danimarca versa ancora a Nuuk 3 miliardi di corone l'anno, cioè oltre 400 milioni di euro, che fanno 7000 euro per ogni abitante dell'immensa isola dei ghiacci eterni. E così la tiene in vita. Gli Airbus cargo della parte danese della Sas, la compagnia aerea scandinava, atterrano ogni giorno in Groenlandia: portano tutto, dalla frutta, alla birra, alle medicine. Gli F16 della Royal Danish Air Force pattugliano ancora i cieli del futuro Stato eschimese, spesso in incontri ravvicinati con i bombardieri atomici Tupolev che Putin ha rimesso in volo di pattuglia armata permanente. Ma da ieri, il divorzio lento è avviato, irreversibile. Ai danesi resterà solo, temporaneamente, la politica estera, come fece Dublino quando si sganciò da Londra.Petrolio in abbondanza, e altre materie prime, saranno la base della sovranità, promette Enoksen.
"Dobbiamo difendere il diritto di proprietà dei groenlandesi sulle loro risorse", dice il leader socialdemocratico. Ma non è solo questione di soldi, anche di cultura nazionale riscoperta. Spesso troppo diversa da quella europea rappresentata dai danesi.
"La caccia, alle foche, ai trichechi, alle balene per noi è parte del quotidiano, mangiare carne di balena o prosciutto di foca è tradizione", spiega all'inviato della Sueddeutsche Zeitung Job Hellmann, cacciatore di professione, nome danese ma lingua eschimese. "Abbiamo inventato noi l'igloo, il kayak, l'eskimo, e ci sentiamo trattati dall'Unione europea e da Copenaghen come barbari.
E cosa sono allora gli europei che vengono nelle nostre acque con le loro flotte di pescherecci atlantici e ci tolgono il pane?", chiede polemicamente Kupik Kleist, parlamentare, presidente del Partito per l'indipendenza, affine alla sinistra radicale."Tutto quello che arriva in aereo da Copenaghen qui costa molto più che in Danimarca", mugugna Jeppe-Eiving Nielsen, capocuoco del miglior ristorante di Nuuk, "mentre il pesce di qui è così fresco che i filetti ancora tremano quando li tagli".La via verso l'indipendenza sarà dura: troppi poveri, troppo pochi i giovani qualificati per una futura classe dirigente. Ma già fanno capolino nuovi gruppi emergenti. Come Bjarke de Renouard, manager: è danese, ha sposato una groenlandese, della lingua locale non capisce una parola "ma - dice - i miei figli la parlano correntemente, sarà la loro identità domani".
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Quello che segue è il commento di L'ALTRA SICILIA-Antudo, Movimento politico del Popolo Siciliano "al di qua e al di là del Faro"
Bvd. de Dixmude 40 bte 5 (B) - 1000 Bruxelles
Tel/Fax: 0032 02 2174831 Cell. 0032 475 810756
posta: laltrasicilia-antudo@skynet.be
"Indipendenza della Groenlandia...a poco a poco
Per chi dice che la Sicilia "è povera", "non ce la può fare da sola", ed espressioni simili.
Esiste un altro paese, molto più "mantenuto" di noi, molto meno autosufficiente economicamente, che sta dimostrando il coraggio di camminare sulle proprie gambe, magari con la dovuta gradualità; vedrete che col tempo l'indipendenza porterà benessere anche a quelle latitudini, il tempo di convertirsi dall'assistenzialismo allo sviluppo. Non sarà facile, ma ce la faranno,...e naturalmente ci supereranno....
Dormiamo, fratelli siciliani, dormiamo,... meglio restare italiani mantenuti e denigrati ogni giorno, meglio essere offesi ogni giorno da italiani del nord che ci considerano degli scansafatiche, magari dimenticando quante nostre risorse prendono ogni giorno gratuitamente il volo per il continente, che essere siciliani e basta, che essere un popolo normale come siamo stati per millenni e come non siamo più".

venerdì 2 maggio 2008

LA BATTAGLIA FISCALE DEI LIGURI...

Ricevo e pubblico...
M.I.L.-Movimento Indipendentista Ligure
COMUNICATO STAMPA
Venerdì 2 maggio 2008 a cura di Franco Bampi e Vincenzo Matteucci
Alla cortese attenzione di Orazio Vasta
Forum del M.I.L.Esprimi la tua opinione su questo comunicato cliccando qui!
Si può firmare anche via e-mail e si può scaricare il modulo per la raccolta firme
Federalismo fiscale per la Liguria
------- La "battaglia" sulle "tasse portuali" -----
Dobbiamo portarla avanti noi, semplici Cittadini, perché i Partiti della Liguria sono "condizionati" dalle loro Segreterie "romane o padane".
Umberto Bossi ha già dichiarato che vuole il "federalismo fiscale modello Lombardia che prevede che l'80% dell'Iva e il 15% dell'Irpef restino sul territorio".
Alla LIGURIA questo NON BASTA perché, contrariamente alla Lombardia che non ha i Porti, nel nostro territorio ci sono TRE PORTI da cui Roma prende ogni anno circa 5 miliardi di tasse portuali, mentre lascia in LIGURIA TUTTI gli inquinamenti provocati dai "traffici portuali".
La LIGURIA deve quindi "PRETENDERE" che nel "federalismo fiscale" sia previsto che anche l'80% di TUTTE le TASSE PORTUALI restino sul territorio! E dobbiamo essere NOI CITTADINI a "sollecitare" il Consiglio Regionale affinché porti avanti questa giusta "battaglia"!
Centinaia di Cittadini hanno già firmato la "RACCOLTA di FIRME". Invitiamo caldamente a CONTINUARE a farlo, servendosi del modulo qui allegato:
MODULO PER LA RACCOLTA FIRME
per il formato pdf cliccare qui *** per il formato doc/rar cliccare qui
Il testo del comunicato è stato distribuito anche come volantino per il formato pdf cliccare qui *** per il formato htm cliccare qui
N.B. Questi due link potrebbero non essere immediatamente disponibili.
Il Presidente Vincenzo Matteucci, il Segretario Franco Bampi
M.I.L. -Movimento Indipendentista Ligure
Via XX Settembre 21/7 (4° piano)16121 Genova
Tel e Fax 010-585263
Il sito ufficiale www.mil2002.org
Il sito delle risposte: www.liguriaindipendente.org
Il Forum del M.I.L.: http://mil.forumfree.org

venerdì 11 aprile 2008

SULLA STORIA DEL POPOLO BASCO


INDIANI D'EUROPA
il nuovo libro di Gianni Sartori prodotto da Raixe Venete
-co 18.00 euro de contributo (spexe de spedisión conprexe!) :
Inte’l panorama połitico europeo l’Euskadi ła xe senpre sta vista justamente come na realtà da ciapare come exenpio par tuti quei che ga a core l’autodeterminasión e ła łibartà dei Popołi.Gianni Sartori el xe on veneto che da ani el scrive e el ne informa come jornałista sora tuti i avenimenti połitici e culturałi che capita so sto cantón d’Europa, tajà in do da l’ocupasión foresta dei francexi da na parte e dei spagnołi da st’altra.Da na s-cianta de ani a sta parte l’ocupasión ła se ga fato se posibiłe ‘ncora pì viołenta contro el popoło euskara: umiłiasión, torture e deportasión, ma no soło. Arquanti mass media in łengoa basca xe stai sarà (ma a dimostrasión de ła forsa de ła cultura basca riverti in prèsia co altre denominasión).Sto łibro el vol esare el contributo del popoło veneto par far vegner fora ła questión nasionałe basca e par dimostrare ła amicìsia che łiga idealmente i nostri do popołi, insieme a tuti st’altri popołi che inte l’Europa e sol mondo i xe drio darse da fare par ła so Łibartà.
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"Di Euskal Herria si parla quasi esclusivamente in occasione di tragici attentati, ma in realtà la 'questione basca' è molto più complessa e tocca problemi di fondo come il diritto all'autodeterminazione dei Popoli, le molteplici violazioni dei diritti umani perpetrati dagli stati e la difesa della propria identità culturale. Questo libro vuole essere un'espressione di solidarietà nei confronti del popolo più antico d'Europa, mettendo in discussione gli stereotipi periodicamente diffusi dalla stampa ufficiale"
INDIANI D'EUROPA più di 100 foto (di cui molte raccoltenell'inserto a colori del libro)352 pagine-12 interviste esclusive-la storia del Popolo Basco e di Euskal Herria dalle origini al 2004".
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Per informazioni : www.raixevenete.net