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venerdì 12 settembre 2008

GRECIA:NON E' LA NOSTRA DENISE!


La bambina trovata sull'isola greca di Kios non è Denise Pipitone.
Lo ha riferito la polizia greca dopo gli esami preliminari del Dna da cui è emerso che la piccola è effettivamente la figlia della trentenne albanese che l'aveva in custodia.
La piccola era stata notata in una spiaggia da una turista -a cui aveva venduto un braccialetto -perchè parlava in italiano. La sua presenza era stata subito segnalata alla polzia locale,che l'aveva presa in custodia, avviando le verifiche necessarie per stabilirne l identità.
In serata, il test del Dna ha dato esito negativo: la bambina non è la nostra Denise
.
All'amarezza per l'esito negativo del Dna bisogna aggiungere un'altra amarezza:è bastato classificare la donna come "ZINGARA ALBANESE" per innescare,nell'immaginario collettivo,la consapevolezza (SIC!) di essere davanti,in ogni caso,ad una LADRA DI BAMBINI.
Le indagini della polizia greca hanno dimostrato nettamente il contrario.
ORA,CONTINUIAMO A CERCARE LA NOSTRA DENISE!

giovedì 11 settembre 2008

Nell'isola greca di Kos: E' DENISE?

Fonte:RAINEWS24
Roma-11 settembre 2008
Tovata in Grecia una bimba di otto anni, è Denise?
Intervista a Piera Maggio, mamma di Denise Pipitone~ Caso Denise. Intervista a Federica Sciarelli, Chi l'ha visto~ Caso Denise. Intervista a Dimitri Deliolanes, corrispondente ERT da Roma ~ Al telefono il giornalista greco Michalopoulos (ERT) che ha seguito il caso
È stata trovata sull'isola greca di Kos una bimba di otto anni che parla perfettamente l'Italiano.L'Interpol, attivata dalla polizia greca, ha inviato in Italia un campione del dna della piccola nell'ipotesi che possa trattarsi di Denise, la bimba scomparsa quattro anni fa in Sicilia mentre giocava in pieno giorno nel giardino della sua casa. L'Interpol ha già arrestato la donna di trent'anni che sosteneva di essere la madre della piccola, ma non parlava una parola di italiano.A portare gli agenti dalla bambina, un turista italiano che aveva acquistato da lei un braccialetto ed era rimasto colpito dal perfetto italiano della piccola.I primi test del Dna effettuati in Grecia confermano che nessun legame di parentela lega la donna alla bimba. Campioni di Dna sono stati inviati quindi in Italia in aereo per confermare l'identità della piccola.La scomparsa di Denise.

E' il primo settembre del 2004, mercoledì.
A Mazara del Vallo, in provincia di Trapani, Denise Pipitone, 4 anni, sparisce nel nulla, mentre gioca davanti casa, in via Domenico La Bruna.La bambina è affidata alla nonna materna che però la lascia da sola per qualche minuto. Quando torna a cercarla, della piccola non c'è più traccia... La denuncia è immediata così come le ricerche dei carabinieri. Nelle prime ore il procuratore capo di Marsala, Silvio Sciuto, che coordina le indagini è ottimista: «La bambina è viva e si trova in città», dice davanti a telecamere e giornalisti. La pista privilegiata è quella di una vendetta privata, maturata nell’ambito familiare, fatto di contrasti e gelosie tra la nuova e la vecchia famiglia del padre di Denise.
Per tutto il mese Mazara del Vallo è passata al setaccio. Polizia, carabinieri, reparti speciali e unità cinofile, percorrono strade, fiumi, grotte, pozzi e anfratti senza successo. Alle prime ipotesi se ne aggiugono dunque altre: quella di un sequestro legato a riti occulti, traffici di organi o di pedofilia.L’Italia si mobilita e da diversi angoli del paese arrivano segnalazioni e notizie di avvistamenti. Intanto, Piera Maggio, la madre di Denise continua a tenere viva l'attenzione sulla vicenda parlando di lei sui i giornali, in tv, durante convegni e manifestazioni. Il volto di Denise, la bimba castana dai grandi occhi scuri e una cicatrice appena sotto l’occhio, è di dominio pubblico.
Le varie piste

Nell’ottobre del 2005 le indagini sembrano imboccare la pista giusta. Un filmino girato con un videotelefono da una guardia giurata davanti una banca di Milano mostra una bambina, Danas, in compagnia di una donna rom. Le immagini fanno il giro dell’Italia, rimbalzano da una tv all’altra. La madre giura di riconoscere nella piccola la sua bambina e afferma sicura: «È lei Denise ».
Gli investigatori, però, restano cauti mentre le segnalazioni continuano.Tutti gli accertamenti però hanno un esito negativo e la pista familiare torna credibile ed attuale: a maggio del 2005, Jessica Pulizzi, la sorellastra di Denise, all’epoca dei fatti 17enne, viene iscritta nel registro degli indagati. A tradirla, secondo gli inquirenti, una frase, pronunciata pochi giorni dopo la scomparsa della bambina e registrata dalle cimici mentre aspettava di essere sentita in Questura. Jessica, parlando con la madre, che le chideva dove fosse al momento della sparizione di Denise, afferma «Io a casa ci ’a purtai». L'indizio, insieme al tabulato telefonico che dimostra che la 17enne il primo settembre era poco lontano dal luogo del sequestro, convince gli inquirenti che Jessica Pulizzi ha avuto un ruolo nella vicenda. Gli investigatori sospettano che la bimba sia stata rapita dalla sorellastra e consegnata poi ai rom per farla sparire. Nel dicembre 2007 le indagini si arricchiscono di nuovi elementi: Giuseppe D'Assaro, l'ex compagno di Rosalba Pulizzi, sorella del padre naturale di Denise e quindi zia della piccola, durante accertamenti sull'omicidio di una donna avvenuto in Sicilia nel luglio dello stesso anno, confessa di aver contribuito a far sparire il corpo della bimba. Secondo D'Assaro, il giorno del sequestro, la bambina sarebbe stata portata a casa della Pulizzi dove però si sarebbe sentita male. Per aiutarla, qualcuno le avrebbe fatto prendere dei tranquillanti ma, forse a causa dei farmaci, la bimba sarebbe morta poco dopo. Il cadavere sarebbe stato trasportato allora a Palermo e sistemato da Rosalba Pulizzi dentro un congelatore. D'Assaro, su richiesta della ex compagna, l'avrebbe poi buttato nelle acque al largo del capoluogo siciliano. Le dichiarazioni di D'Assaro non vengono però ritenute credibili dagli investigatori.
Le ricerche dunque continuano.
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Trovata bimba, forse è Denise:parla italiano,ora l'esame del dna
di Caterina Mangiaracina
English version
La storia della scomparsa della piccola
VIDEO: un filmato del comitato "Cerchiamo Denise"
Potrebbe essere lei. Dopo 4 anni, le ricerche della piccola Denise Pipitone, la bambina scomparsa l’1 settembre 2004 a Mazara del Vallo, nel Trapanese, potrebbero essere arrivate al capolinea. L’ultima segnalazione arriva dall’isola di Kos, in Grecia, ed è di poche ore fa. Ad intercettare la bambina (che, come Denise, ha circa 8 anni) è stata una turista italiana che si sarebbe fermata proprio dalla piccola a comprare un braccialetto. Colpita dal perfetto Italiano della bambina, ma anche dalla significativa somiglianza con Denise Pipitone, la donna si è rivolta alle forze dell’ordine, raccontando quanto aveva visto. Scattate le ricerche, ecco le prime verifiche: la donna con cui la bambina si trovava, e che ha dichiarato di essere la madre, è stata arrestata.
Avrebbe una trentina di anni e, a differenza della bambina, non parlerebbe l’Italiano. Strano…così strano da indurre la polizia a fare il test del dna, al quale la donna sarebbe risultata negativa. In sostanza, la donna non sarebbe la madre della piccola. Ed è per questo che la polizia greca l’ha già arrestata, mentre ha inviato un campione di sangue della piccola in Italia per eseguire il confronto con il dna di Piera Maggio, la madre della piccola mazarese.Non è la prima volta che si verificano avvistamenti di questo tipo. Già, in tutte le altre occasioni, ai primi esami, l’identità delle bimbe in questione ha portato ad escludere che si trattasse di Denise. Come era accaduto nel dicembre 2005, quando al test è stata sottoposta una bimba di 6 anni fermata a Vicenza in compagnia di una nomade. O come era successo un mese prima con una bimba di tre anni e mezzo residente a Bergamo. E anche i controlli svolti dall’Interpol nell’agosto del 2005 su tutti i bambini dell’età di Denise presenti in un campo nomadi di Nizza hanno dato esito negativo.Piera Maggio, dal canto suo, mantiene il controllo delle emozioni, non trascurando di sottolineare, però, qualche particolare incoraggiante. Come il taglio degli occhi della bambina. I carabinieri, infatti, hanno già fatto vedere alla Maggio alcune foto della piccola avvistata in Grecia: “Il taglio degli occhi sembra quello di mia figlia - ha commentato la donna - ma non voglio farmi delle illusioni. Sono tranquilla, ma aspetterò il campione di sangue”.Le ricerche vanno avanti da quattro anni ormai e la procura di Marsala ha battuto diverse piste: da quella del sequestro da parte di un gruppo di nomadi, a quella dell’allontanamento volontario terminato tragicamente con un incidente, per arrivare a quella delle controversie familiari. La principale indagata nell’inchiesta rimane la sorellastra (la figlia del padre naturale). Solo qualche mese fa, un sedicente collaboratore ha dichiarato che Denise venne rapita e poi morì per una massiccia dose di tranquillanti. L’uomo ha tirato in ballo la zia di Denise e altri familiari, ma finora non è stato possibile fare luce sulle sue dichiarazioni. La madre di Denise, Piera Maggio, continua la sua battaglia e non smette di credere che “la bimba sia viva”. Tanto che solo qualche settimana fa è riuscita ad ottenere un incontro con il Guardasigilli, Angelo Alfano, che si dovrebbe tenere entro la fine di settembre, per sottoporre al ministro della Giustizia l’idea di un disegno di legge ad hoc per istituire il reato di sequestro di minori non a scopo di estorsione. Una battaglia a tutto campo la sua: dalle ricerche della piccola, all’aspetto normativo della questione.

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Fonte: www.oknotizie.alice.it/
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Articolo segnalato al blog dall'amico-fratello Natale Cuccurese del blog www.partitodelsud.emiliaromagna,blogspot.com



giovedì 21 agosto 2008

TROVIAMO I BAMBINI !

Nel 2008 in Italia
al 2 aprile 2008
sono già scomparsi
368 minori


Minori scomparsi
dal 2005 al 2008
aggiornati al 2 aprile 2008
Fonte POLIZIA DI STATO
2.492 +440 (2004)
TOTALE 2.932 Minori scomparsi
MS_2005-2008.pdf

Dati Regionali scomparse minori 2007
aggiornati al 3 gennaio 2008
Fonte POLIZIA DI STATO
MS_2007 Regionali.pdf

Dati Regionali scomparse minori 2006
aggiornati al 3 gennaio 2008
Fonte POLIZIA DI STATO

MS_2006 Regionali.pdf

Dati Regionali scomparse minori 2005
aggiornati al 3 gennaio 2008
Fonte POLIZIA DI STATO

MS_2005 Regionali.pdf

IMPORTANTE
Nelle statistiche NON risultano
i minori scomparsi da minorenni
che alla data della statistica
risultano maggiorenni.

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Fonte: www.troviamoibambini.it



martedì 1 aprile 2008

IL RACKET DEGLI ORGANI DEI BAMBINI

Dal sito web WWW.TROVIAMOIBAMBINI.IT
18 settembre 2007
Shivdhar Dubey, mostra nella foto l’addome di Sua figlia di 4 anni Sonia, il cui rene sinistro è stato arbitrariamente rimosso e probabilmente venduto da un dottore con un intervento che incredibilmente si è svolto l’anno scorso all’interno di un ospedale governativo ad Amritsar.
Il signor Dubey sta inutilmente domandando giustizia per quanto accaduto alla Sua bambina.
Qualcuno afferma che siano "leggende metropolitane"….
Qualcuno dice: "Impossibile"…
Chissà questa bambina di 4 anni cosa direbbe, sentendo, che "Lei è una leggenda metropolitana"…
Gli stati ricchi acquistano da quelli poveri, tutto, ma proprio tutto, e non pensiamo avvenga solo in India… Organi freschi, signore e signori, se poi sono di bambini, ancora meglio…
Leggiamo il perchè…
"CASO RENE ESPIANTATO DA CADAVERE A VIVENTE"
La percentuale di sopravvivenza ad un anno dall’intervento nei pazienti trapiantati con rene prelevato da cadavere si avvicina al 95% e la funzionalità dell’organo è del 91% negli adulti e del 100% nei bambini (trattati con terapia immunosoppressiva usando come farmaco principale l’FK 506). Grazie all’
FK 506 ed ad altri recenti farmaci immunosoppressivi, la qualità di vita dei pazienti trapiantati di rene è nettamente migliorata e l’aspettativa di vita è certamente superiore rispetto a quella dei pazienti in dialisi cronica. Mentre un tempo la dialisi era applicata a pazienti relativamente giovani, oggi, con l’innalzamento della vita media, pazienti di età avanzata vengono sottoposti a trattamento dialitico cronico e, di conseguenza, aumenta anche il numero dei pazienti che possono essere inseriti in lista d’attesa per trapianto di rene. Purtroppo però, all’incremento del numero dei candidati al trapianto non corrisponde un aumento delle donazioni e dei prelievi di organi da cadavere, con la chiara conseguenza per i pazienti candidati al trapianto del dilatarsi del tempo di attesa in lista.
Generalmente, l’intervento di trapianto dura dalle 2 alle 5 ore e può essere eseguito su pazienti di età compresa tra pochi mesi di vita fino ad oltre 70 anni di età. Il rene trapiantato viene posizionato in una area diversa da quella del rene nativo, e precisamente in una delle due fosse iliache, senza aprire il peritoneo. L’arteria renale viene anastomizzata alla arteria iliaca, e la vena renale alla vena iliaca del ricevente. Infine, l’uretere viene impiantato nella vescica, in modo da fare fluire liberamente l’urina in quest’ultima. Nella maggior parte dei casi, i reni nativi non vengono rimossi, a meno che non si ritenga che possano essere causa di complicazioni cliniche successive.
Il farmaco in questione viene prodotto in Giappone dalla Fujisawa Pharmaceutical
"CASO ESPIANTO RENE TRA VIVENTI"
In Italia la donazione di rene da donatore vivente è regolata dalla
legge n. 458 del 26/6/1967. Questo approccio terapeutico è una valida alternativa al trapianto di rene da cadavere e consente di supplire in parte alla carenza di organi. Il donatore vivente può essere un parente stretto del ricevente (fratello, sorella, madre, padre) o, in casi particolari, esservi legato da relazioni affettive (moglie/marito, fidanzato/a, o amico/a). Prima di eseguire l’intervento di trapianto, caso per caso, la legittimità della donazione da vivente è esaminata dall’organo giudiziario competente, che tiene conto del parere tecnico favorevole espresso da un collegio medico, accerta la spontaneità del gesto da parte del donatore e, infine, accorda l’eventuale autorizzazione a procedere.
******************Amritsar è la città principale dello stato indiano del Punjab, ed è il centro culurale (???) e spirituale della religione Sikh. E meno male che è il centro culturale… La popolazione supera il millione di abitanti, quindi chissà quanti bambini saranno messi come Sonia…
Kathmandu (AsiaNews) – Continuano le indagini sulle ramificazioni mondiali del racket dei trapianti elaborato dal medico indiano Amit Kumar Ravat, arrestato in Nepal e da giorni deportato in India.
Secondo fonti della polizia nepalese, Amit vendeva i reni per cifre da 400mila a 800mila rupie indiane (10-20mila dollari), mentre li pagava 75-100mila rupie (1.900-2.500 dollari circa). E’ ritenuto il cervello di un racket all’opera da anni in numerosi Paesi. E’ venuto in Nepal il 30 dicembre proveniente dal Canada, via Abu Dhabi. Pare che volesse impiantare una sua clinica anche in Nepal.
Alla polizia avrebbe ammesso di avere condotto oltre 3mila trapianti, ma ha negato di averlo fatto "per denaro", come pure di averlo fatto in regioni dove ciò sia reato.
Commento del Comitato: Perchè esistono regioni dove NON E’ REATO ?
Ha pure affermato di avere preso gli organi solo da donatori consenzienti, seppure dando loro denaro.
"I donatori – ha detto – erano indiani poveri, i beneficiari ricchi stranieri. Sono stato solo un intermediario. Prendevo solo un compenso per il mio servizio". "Sono un dottore", "fare trapianti di reni è la mia occupazione principale".
C’è polemica in India perché il suo ospedale a Gurgaon, nello Stato di Haryana, è stato aperto e funzionante per 15 anni, senza alcun intervento delle autorità. Solo a gennaio, chiamata da una vittima, la polizia è intervenuta nella clinica e ha arrestato 4 persone. Le legge indiana proibisce la cessione di reni in vita, a meno che il donante non sia un parente o il coniuge o le due famiglie concordino "uno scambio".
In Italia non succede… vero ?
(…) Non solo in India e in Brasile, ma ora anche in Russia e nelle Repubbliche dell’ex Unione sovietica e negli stessi Balcani, vengono segnalati traffici di organi espiantati a ragazzi di strada che vengono uccisi o gravemente mutilati. Il fenomeno ora si è esteso all’Ucraina e al Kazakhistan dove il mercato internazionale di organi può fare leva sulla compiacenza di alcune cliniche "legali" che ricevono gli organi accompagnati da falsi certificati. Ma, evidentemente, se c’è una offerta di organi, specie di bambini, è perché esiste una domanda ben localizzata in alcuni Paesi ricchi dell’Europa, dell’America e degli Emirati arabi. In Italia, nell’agosto scorso, la procura per i minori di Lecce ha individuato nella zona del Salento un crocevia della tratta di bambini, destinati all’espianto di organi. Dinanzi a questo triste scenario abbiamo, allora, il dovere, prima come uomini e poi come legislatori, di individuare tutte le misure possibili, siano esse preventive, repressive o dissuasive, per contrastare questo fenomeno che coinvolge ormai anche il nostro Paese. (…)
Fonte Camera dei Deputati progetto di legge n. 7550
Ma saranno sicuramente leggende
metropolitane
…
Il Comitato TROVIAMO I BAMBINI (possibilmente VIVI e SENZA "PEZZI MANCANTI")-