sabato 4 ottobre 2008

CATANIA:ASSURDO DONO BERLUSCONI, INTERROGAZIONE EUROPEA

Ricevo da "Forza Nuova" e pubblico....
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Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha regalato alla giunta di centro destra del Comune di Catania 140 milioni di euro per risanare un buco nelle casse della città sicula.Per sistemare i conti ne servirebbero secondo alcuni 300 ancora, secondo altri ce ne vorrebbero almeno 700 e forse di più.
L'Onorevole Roberto Fiore di Forza Nuova non ci sta e protesta: "il dono del Presidente del Consiglio è fuori luogo ed anzichè risolvere i problemi di Catania finirà con l'inasprirli: non può essere lo stato a coprire buchi inspiegabili e che sanno di sporco senza pretendere chiarimenti su come e dove sono stati buttati i soldi di Catania. E' evidente il trattamento di favore nei confronti del farmacologo di Berlusconi, il sindaco Umberto Scapagnini, che nel luglio 2008 risulta indagato, assieme ad altri 40 funzionari comunali, per il buco di bilancio creato durante i suoi 8 anni di amministrazione." prosegue Fiore: "qualcuno ha comprensibilmente parlato dell'ombra della mafia: il Governo dovrebbe esigere chiarimenti e non salvare a priori l'amministrazione di centro destra dando vita ad un circolo vizioso. Per questo, sto preparando un'urgente interrogazione al Parlamento Europeo."

Catania:Consiglio Comunale, lunedì 6 ottobre a partire dalle ore 18.00

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Alla cortese attenzione, con preghiera di pubblicazione
Le associazioni CittàInsieme, Gapa, Grilli dell'Etna invitano tutti i cittadini catanesi a venire a seguire la seduta del Consiglio Comunale di lunedì 6 ottobre a partire dalle ore 18.00.

Alla seduta prenderà parte anche il Sindaco che relazionerà sull'attuale situazione economico-finanziaria del Comune.
Una grave situazione che riguarda tutti noi;
una grave situazione che non è stata causata da eventi calamitosi naturali ma dall'azione degli amministratori che hanno governato Catania negli ultimi sei/otto anni.
Venire tutti a questa seduta consiliare è un'ottima occasione per fare capire ai nostri rappresentanti che i cittadini ci sono, partecipano, controllano.
Distinti saluti,
CittàInsieme
Catania, 3 ottobre 2008
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Nella foto il sindaco di Catania

Delle crisi finanziarie, dell´Italia, della destra e della sinistra e del Veneto schiavo

Ricevo dal fratello segretario del PNV e pubblico...Dopo qualche pausa, come per incanto ritornano nei media i soliti ritornelli. Ci risiamo, eccoli risuonare.
Le parole sono sempre le solite, destra contro sinistra, sinistra contro destra.
Tutto viene interpretato con queste parole che sono la spiegazione per tutto.In realtà, a ben vedere, tali categorie non sono più nemmeno ideologiche. Le politiche delle destre italiane non si differenziano poi molto da quelle delle sinistre tricolori.
Entrambe sono ben unite poi nella salvaguardia dell’unità (multi)nazionale e scattano sull’attenti al minimo accenno di orgoglio veneto, lombardo, siciliano, sardo, ligure e dei Popoli tutti soffocati e repressi da uno stato di plasticume avariato.
Ai telegiornali si sentono parlare per ore oscuri personaggi, con bagagli culturali e di intelligenza spesso quantomeno dubbi, che si attaccano l’un l’altro appunto con accuse trite e ritrite e incomprensibili ai più: “è colpa del governo precedente”, “è in pericolo la democrazia”, “interessi personali”, “buffoni”, “papponi”, “giustizialisti” e simili dotte argomentazioni.
Anche in questi giorni di crisi finanziaria mondiale, succede quindi che l’atteggiamento sia lo stesso e la chiave di lettura dei politici italiani sia identica all’argomentare quotidiano sul nulla, dimostrando in estrema sintesi un’incapacità generale a dare soluzione ai problemi.
Alla triste commedia italiana si aggiunge il dramma dell’agonia politica crepuscolare del forse peggiore presidente della storia degli Stati Uniti d’America, che pone in seria crisi anche istituzionale la figura di “presidente imperiale” e dimostra quanto sia necessario ovunque introdurre strumenti di democrazia diretta territoriale che neutralizzino il dirigismo politico.
All’incirca il virus finanziario sta intaccando un giro d’affari di circa 20-30 mila miliardi di dollari tra mutui e MBS (Mortgage-Backed Security, ovvero i titoli garantiti da mutui residenziali), tra mancati pagamenti sicuri e incertezza sulla sicurezza del pagamento delle rate.
Ma cosa si sta pensando di fare ora, con l’accordo delle dirigenze praticamente a livello planetario e con un format ben rappresentato dal folle piano Paulson?
Appunto, liberare le banche dall’infezione finanziaria che crea la crisi di liquidità, la “disidratazione del credito”, per passare la malattia agli stati.
In tal modo, si dice, le banche potranno ricominciare ad allentare la stretta sul credito, perché nel frattempo avranno passato l’aids finanziario alle economie pubbliche che si fanno garanti del pagamento.
Il tutto ovviamente a base di iniezioni di soldi pubblici, ovvero per quello che ci riguarderà, quando questa soluzione sarà adottata anche in Italia grazie al Tremonti-pensiero, di soldi veneti buttati nel lazzaretto finanziario italico.
Se per gli americani è una drammatica prima volta, per noi veneti sarà un déjà vu.Ormai il danno è fatto, ha vinto lo statalismo ed è stata premiata l’irresponsabilità finanziaria e quindi bisogna ragionare sulle possibilità concrete che restano, che si traducono appunto nella limitazione del danno stesso.Forse è più intelligente a questo punto un pagamento diretto da parte dello stato delle rate che andranno in default, o, forse strada più praticabile, di una parte di esse e non una nazionalizzazione delle schifezze finanziarie, per mezzo della cessione alle banche di titoli di stato emessi a copertura (che nel caso americano lascerebbe comunque in circolo il 90% dell’aids finanziario) e che nel caso italiano suonerebbe come ridicolo.
In tal modo sparirebbe il più grave agente patogeno appunto della crisi di liquidità: l’incertezza sul pagamento delle rate.Resta sempre più evidente che noi veneti non possiamo più permetterci di lasciare la nostra economia, oltrechè la nostra cultura, nelle mani degli affaristi italiani senza scrupoli e intelletto.
Dobbiamo quanto prima recuperare la nostra indipendenza politica e per farlo non possiamo pensare di delegare questo compito ai passacarte dei partiti italiani in Veneto, scelti perché senza testa e senza valori, ma è fondamentale rafforzare lo strumento di liberazione nazionale, il PNV, firmando la petizione per l’indipendenza che oggi ha raggiunto quota 500 firme e iscrivendosi al primo partito indipendentista veneto.Dobbiamo farlo in fretta, perché questa buriana politico-finanziaria può mettere in crisi l’Italia, dato che i conti pubblici, con il raddoppiamento del deficit, cominciano a mostrare i primi segni delle crepe.Pensiamo a cosa succederà l’anno prossimo, quando lo stato italiano non raccoglierà più le tasse delle imprese che quest’anno stanno vivendo una crisi economica senza precedenti. Se lo stato crollerà sotto la tempesta finanziaria internazionale e fiscale interna, dobbiamo essere pronti a fornire un’alternativa politica ai veneti.
Treviso, 4 ottobre 2008
Gianluca Busato

Segretario Partito Nasional Veneto

La "trovata" di "mangiare" l'Autonomia Speciale della Regione Siciliana...

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Ricevo da Pippo Scianò e pubblico...
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KOMUNICATU STAMPA F.N.S. – COMUNICATO STAMPA F.N.S.
LA RIFORMA IN SENSO FEDERALISTA DELLA REPUBBLICA ITALIANA NON PUO' ESSERE ESTESA AUTOMATICAMENTE ALLA SICILIA. ESISTE, INFATTI, UN PACTUM BILATERALE CHE FA DELLO STATUTO SICILIANO UN UNICUM NON RIFORMABILE CHE DA' ALLA REGIONE SICILIANA UN RUOLO PARITARIO RISPETTO ALLO STATO.
La riforma in senso federalista della Repubblica italiana non può trascurare la esigenza giuridico-costituzionale, oltre che politica, della piena attuazione dello Statuto Speciale di Autonomia per la Regione Siciliana. Uno Statuto, quello Siciliano, che ha radici federaliste e che è fondato su un "PACTUM", oggi non modificabile, perchè storicamente ed istituzionalmente legato alle vicende storiche della lotta del Popolo Siciliano per l'Indipendenza della Sicilia.
Gli Indipendentisti di lu Frunti Nazziunali Sicilianu ritengono che sia sbagliato, oltre che politicamente sleale, considerare, pertanto, la Regione Siciliana alla stregua delle altre Regioni, a statuto ordinario o a statuto speciale che queste siano.
Piaccia o non piaccia: lo Statuto Siciliano è un UNICUM e come tale va rispettato. Ne consegue che la riforma in senso federalista va trattata - esclusivamente per le parti che la Regione Siciliana riterrà utili alla Sicilia - come evoluzione naturale del contenuto della "propria"Carta Costituzional-Statutaria. E dovrà essere discussa e concordata in modo bilaterale fra i Rappresentanti del Governo della Repubblica Italiana e i Rappresentanti della nostra Regione.
Ovviamente, soltanto dopo che lo Satuto sarà stato applicato integralmente. E dopo che l'Alta Corte per la Regione Siciliana sarà stata ripristinata e sarà tornata in possesso delle proprie funzioni istituzionali. Ogni iniziativa - ancorquando adottata con legge costituzionale- che vada contro i valori, contro le ragioni giuridico-costituzionali, contro la maestà del Diritto, contro il PACTUM, sarebbe priva di valore giuridico, in uno Stato di Diritto quale quello italiano vuole essere.
Va da sè una piccola riflessione.
La "trovata" di "mangiare" l'Autonomia Speciale della Regione Siciliana, con il pretesto della riforma federalista in corso, ricorda molto la "trovata" di Ferdinando di Borbone, allorchè questi, nel 1816, con il pretesto della istituzione del Regno delle Due Sicilie, si "mangiò" lo Stato Indipendente e Sovrano del Regno di Sicilia.
E quest'ultimo - guarda caso- aveva pure uno "STATUTO COSTITUZIONALE" speciale ed unico.
Palermo, 4 Ottobre 2008
GIUSEPPE SCIANO'
Segretario Politico FNS
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La fotografia è a cura da "A rarika"

Catania:in un altro paese dimissioni e manette non sarebbero tardate.

Scapagnini
Dal vicesegreterio del Mis-Movimento per l'Indipendenza della Sicilia... Roman Clarke...ricevo e pubblico...
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...Ma che dire di quanti, appartenenti alla stessa maggioranza, vogliono "rifarsi una verginità" addossando tutto su Scapagnini?

Che dire dell'ex assessore al bilancio, attualmente indagato, per il quale hanno inscenato ad arte la pantomima del "rifiuto della poltrona" (la stessa sedendo sulla quale ha affossato Catania), per poi vedersi attribuire addirittura la guida della FCE?
E il Sindaco Sen.Stancanelli, che dall'eventuale dichiarazione di dissesto non avrebbe patito né politicamente né personalmente non essendo nemmeno residente a Catania (ma nella natìa Regalbuto), come pensa di restituire alla città la vitalità perduta?
Riaprirà in prima persona i negozi chiusi grazie agli ipermercati e adesso diventati dozzinali magazzini cinesi?
Per non parlare dell'attuale presidente della Regione Siciliana...non riesco come faccia a professare sul tema la propria innocenza...come se di quella maggioranza lui e l'MPA non fossero non solo parte, ma i principali artefici... In un altro paese dimissioni e manette non sarebbero tardate.
Ma adesso siamo in Italia.
Ma un giorno, spero presto, saremo nuovamente in Sicilia, terra che fu Stato indipendente per sette secoli.

Le trasmissioni televisive del Movimento per l'Autonomia della Romagna

Ricevo e pubblico....
Cesena, 4 ottobre 2008
Trasmissioni del M.A.R. in diretta su Video regione ed R1TV per il 2008
martedì 14 ottobre dalle ore 20:25 alle ore 21:00
martedì 28 ottobre, stesso orario
martedì 11 novembre, stesso orario
martedì 25 novembre, stesso orario
martedì 02 dicembre, stesso orario
martedì 16 dicembre, stesso orario
martedì 30 dicembre, stesso orario
N.B. Le trasmissioni del 25 novembre e del 2 dicembre non rispettano la alternanza quindicinale per evitare che le trasmissioni successive coincidano con i giorni comandati delle feste natalizie.
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Replica: trasmissioni del M.A.R. su Tele 11 e Video Regione per il 2008
martedì 21 ottobre alle ore 09:05
martedì 04 novembre alle ore 09:05
martedì 18 novembre alle ore 09:05
martedì 10 dicembre alle ore 09:05
martedì 23 dicembre alle ore 09:05

La bancarotta del Comune di Catania

Sono nato a Catania e vivo a Catania da 34 anni, ho di recente comprato casa e non so se pentirmene o meno. La tentazione di andare via è forte, quando vedi le cose che vanno male per cattiva amministrazione e la gente che in massa da di nuovo il voto alle stesse persone a o a dei loro scagnozzi.
C'e' un sacco di gente che alle elezioni si fa comprare il voto per una busta della spesa o mezza banconota da 50!!
A volte penso che questo sia un popolo schiavo. Senza il nostro consenso certa gentaglia potrebbe al massimo lavare scale.
E invece sono li, ignoranti fra gli ignoranti, a prendere decisioni sul nostro misero futuro.
Vincenzo Costa 02.10.08 -

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Nella foto,il senatore Scapagnini
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Fonte:http://www.beppegrillo.it/2008/10/la_bancarotta_dei_comuni/index.html

venerdì 3 ottobre 2008

“Raccolta – Raccolta”


Carissimi amici,il 4 ottobre 2008, alle ore 19,30, nella chiesa di San Lorenzo (Centro storico), sarà presentato il libro “Raccolta – Raccolta” di Rosario D’Andrea.

Coordina Cosma Alessandrini

Presentano Angela Furcas e Geremia Paraggio

La serata è corredata dalla mostra fotografica dell’autore

Con stima,
Giuseppe Barra

I catanesi, in quanto popolo, siano minorenni...

Minorenni
Gli abitanti di Catania hanno deciso che bisogna lasciare l'immondizia per le strade, che bisogna tenere la città al buio, che non bisogna pagare i comunali, che i politici si debbono prendere tutti i soldi che vogliono e che bisogna vendere il teatro Bellini al Qatar e Sant'Agata ai giapponesi. L'anno deciso in piena libertà due volte, prima votando Scapagnini e poi dando l'ottanta per cento dei voti agli amici suoi.

Poi si sono messi a piangere: "Siamo senza una lira! C'è buio! C'è puzza! Aiuto, settentrionali!".

E il buon coglione di Bergamo (o di Torino, o di Pescara, o di Bari: insomma, qualcuno che ci ha i soldi perché lavora) commosso s'è impietosito, ha messo la mano in tasca e: "To', eccoti 'sti centoquaranta milioni!

E bada di non spenderteli subito come al solito, bricconcello!".

Che i catanesi, in quanto popolo, siano minorenni, non c'è il minimo dubbio.

Non i politici, proprio i cittadini.

Purtroppo, un quattrocento milioni se l'è beccati pure er Popolo de Roma, cor centurione in testa.

Eppoi, gli americani, che stanno strillando?

Lo senti?

"Sono pieno di debiti! Non voglio pagarli io! Chin-chin-chin, sceicco Hussein, Ivan, non mi lasciate fallire! Datemi una mano!".

Vabbe'.

Consolamoci così.

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I CATANESI CHE NON BACIANO LE MANI A NESSUNO...

http://www.controcorrentesatirica.com/vignette/non-mi-arrendo.gif

Scapagnini(e l'assessore) 1 anno fa:"La Catania del presente e del futuro prossimo che, con entusiasmo e passione, insieme a Voi vogliamo costruire"

"7 maggio 2007 COMUNICATO STAMPA del COMUNE DI CATANIA.
SCUOLA: PRESENTATO QUESTA MATTINA LA GUIDA "CONOSCERE CATANIA", LA CITTA' VISTA DAI GIOVANI ALUNNI DELLE SCUOLE DELL'OBBLIGO...".
"Governare oggi una città è compito non facile. Una sfida continua. Senza soste. Un confronto permanente con il resto del mondo che si propone e appare ai nostri occhi con nuove infinite varianti. A volte accettabili, a volte incredibili. Eppure reali, concrete. Davanti a noi. Come macigni. Sembra quasi che vengano da un altro pianeta. E invece, no. I portatori del cambiamento sono individui, esseri umani come noi. Siamo tutti protagonisti del cambiamento. Che, a guardar bene, c'è sempre stato nella storia della vita. La differenza, rispetto a prima, è nella rapidità del cambiamento. È un po' quello che accade nello sport. I movimenti e il gioco diventano sempre più tecnici e veloci; e negli sport di squadra la capacità di saper stare insieme conta più della bravura del singolo. Vincere insieme, perdere insieme, saper immaginare insieme la prossima competizione. Catania, la nostra Catania, vive il suo presente. Si esprime, si propone, si incontra, si scontra, si confronta. Con la plurale vitalità dei singoli cittadini e con una proposta amministrativa che, con il lavoro di tutti, diventa progetto complessivo attraverso il percorso segnato dalle regole e dai tempi del processo democratico. Catania, i catanesi, vivono il presente e immaginano il futuro. I tanti cambiamenti strutturali realizzati con le grandi opere tuttora in corso rappresentano la volontà di voler fare, di andare avanti. Certo, il cambiamento vero è nella capacità dello stare insieme, nel progettare e realizzare insieme nella consapevolezza di un destino comune. Conoscere Catania, la guida della città scritta e illustrata dagli studenti delle elementari e medie, è un progetto da noi immaginato e voluto con la convinzione che si può vivere il presente e progettare il futuro partendo dalla conoscenza del nostro passato e dalla scoperta della nostra identità. Un passato troppo lontano o conosciuto attraverso i libri di scuola, spesso diventa, per i ragazzi, esercizio astratto e non coinvolgente. A noi interessava che facessero esperienze sul campo, con i loro docenti, alla scoperta della città. Un viaggio a partire dalle strade, dai vicoli, dalle piazze, dai quartieri, dalle feste patronali, dai racconti dei nonni, dai mercati rionali, dalle parrocchie, dai campetti di periferia, dai giardini, dalle botteghe artigiane, dai teatrini di quartiere. Dall'esperienza quotidiana alla città. Dal particolare a Catania. Ne è venuto fuori, grazie all'impegno dei curatori e dei docenti referenti, un lavoro originale e creativo che la scuola catanese consegna alla città e ai turisti in visita. Il confronto permanente alimentato da inesauribile curiosità, con il mondo che cambia, è avviato. Le illustrazioni a tutta pagina che arricchiscono e punteggiano il percorso narrativo di Conoscere Catania, appaiono come bagliori improvvisi, squarci fantastici, luoghi dell'immaginario, folgoranti intuizioni prodotte dalla incessante creatività dei giovani. Sono il racconto visivo della Città Immaginata. La città del presente e del futuro prossimo che, con entusiasmo e passione, insieme a Voi vogliamo costruire.
Grazie ragazzi ".
Umberto Scapagnini Sindaco di Catania

Giuseppe Maimone Assessore alla Cultura e Politiche Scolastiche

Scapagnini,appena 1 anno fa:"Catania è cambiata in meglio e così in fretta dopo anni d’immobilismo ..."

"A Rarika" pubblica un articolo del 22 settembre 2007 ,nella sua versione on line,de "Il Giornale", articolo firma di Gabriele Villa...non lo commentiamo,si commenta da se...i fatti parlano da soli...
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Le nostre vittorie : lotta alla prostituzione, al bullismo e all’abusivismo.
Umberto Scapagnini -sindaco di Catania da 7 anni
Imperturbabile. E magnanimo. Così magnanimo, il professor Umberto Scapagnini, da suggerire al suo irriducibile antagonista, l’ex sindaco, l’ex ministro dell’Interno, l’ex per antonomasia, Enzo Bianco, l’ultima chance per tentare di fargli del male, di scalfirlo almeno : i riti woodoo.
Un primo mandato, poi la rielezione nel 2005 a furor di popolo e di schede elettorali (« Bianco ha fatto ricorso al Tar e il risultato è che, alla fine dei conti, ne ho guadagnate un migliaio ») il farmacologo che ha messo sulla via dell’immortalità Silvio Berlusconi, si affaccia su piazza del Duomo e contempla l’opera omnia del suo ingegno di scienziato : la nuova Catania.
La Catania cui deve aver iniettato il siero dell’eterna giovinezza, la Catania cui, nei suoi sette anni di amministrazione, ha regalato più sicurezza, più imprese, più occupazione. E persino, come omaggio della ditta, una movida notturna che ha fatto nascere dal nulla piccoli e grandi esercizi commerciali e di ristorazione. Che ha ridato smalto e speranza a facce e a monumenti avvizziti.
E ha fatto magicamente dilatare, riqualificandolo, il centro storico della città. Visto l’entusiasmo travolgente dell’uomo che ci racconta tutto ciò potremmo già fidarci sulla parola e uscircene da Palazzo degli Elefanti. Ma lui, il sindaco dei fatti, ci tiene a mostrare cifre, progetti, risultati.
Sindaco, l’altra notte ho girato a piedi, solo, fino alle due : Catania sembrava la Svizzera, ma abitata da gente con le facce allegre. Mi è andata bene o aveva deportato i mariuoli ?
« Diciamo che ha toccato con mano la sicurezza della città. L’esplosione di una nuova gioia di vivere, la nostra movida. Che attira gioventù e ricchezza in zone dove sette anni fa nessuno osava andare in giro dopo le otto di sera. Hanno aperto ristoranti e stuzzicherie, bar e locali dove si ascolta e si fa musica. È il nuovo centro storico, che non è più solo Piazza del Duomo ma piazza Università, piazza del Teatro Massimo, Castel Ursino, luogo quest’ultimo, che fino a pochi anni fa era solo uno scheletro di brutture. E ora in questo enorme salotto, invaso pacificamente ogni notte da migliaia di persone non avviene più uno scippo, una rapina. Perché il primo, miglior deterrente alla delinquenza sono i catanesi che si sono ripresi la loro città... ».
Immagino che, oltre alla movida, serva altro per garantire sicurezza e ordine pubblico...
« Proprio per tutelare la nuova vivibilità di Catania ma, bene inteso, senza concedere tregua alla delinquenza tradizionale, abbiamo concentrato i nostri sforzi con successo anche su altri fronti : la lotta alla prostituzione, al bullismo, alla vendita di materiale contraffatto e all’abusivismo. Perché anche il parcheggiatore abusivo è una presenza fastidiosa e allarmante, considerato che il confine tra la richiesta di un paio d’euro per farti sistemare l’auto e la microestorsione è molto labile. Poi, da maneggiare con cura, c’è la sensibile crescita di imprese che abbiamo registrato a Catania : dal 2004 ad oggi c’è stato un incremento del 7,5 per cento. È un traguardo che ci riempie di soddisfazione, è ovvio, ma nuove imprese possono anche voler dire in qualche caso riciclaggio di denaro o richiesta di pizzo. Per questo monitoriamo la situazione con la Prefettura e la Guardia di finanza ».
Ma la guerra si fa con uomini e mezzi...
« Gli uomini stanno arrivando. Per il grande assalto turistico dell’estate abbiamo potuto contare sulle squadre di riserva mobile della polizia, e trenta agenti sono già arrivati nel rinnovato aeroporto di Fontanarossa, che oggi, per volume di traffico, è diventato il terzo scalo italiano. Con i nostri stanziamenti e gli aiuti di Regione e Provincia, i fondi sono già iscritti in bilancio, potremo non solo pagare gli straordinari alla polizia municipale per rafforzarne la presenza con pattugliamenti e presidi anche dalle due di notte all’alba in tutta Catania e lungo gli itinerari turistici, ma anche aumentare l’organico dei nostri agenti, attualmente sono circa seicento, e provvedere al loro aggiornamento professionale. A supportare questo sforzo c’è il progetto da un milione 300mila euro per la video sorveglianza di tutti gli accessi al centro storico e nelle aree verdi con la predisposizione di colonnine Sos controllate, e l’ulteriore ampliamento della rete d’illuminazione cittadina. Quanto alla lotta contro l’abusivismo e la vendita di materiale contraffatto anche in questo caso lavoriamo in piena collaborazione con la Guardia di finanza ».
Avrebbe potuto e dovuto pensarci il suo predecessore, Bianco, ex ministro degli Interni, alla sicurezza della sua Catania...
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Bianco si è riempito la bocca di patti sulla sicurezza ma non ha spuntato nulla. L’unico patto serio è stato quello che abbiamo stretto con Provincia e Prefettura e quello che ho sottoscritto due mesi fa col vice ministro Marco Minniti che si concretizzerà col varo di nuovi provvedimenti. Nell’ambito del piano abbiamo anche avanzato proposte normative, per esempio che la prostituzione su strada diventi reato e reato diventi il parcheggio abusivo ».
Ne consegue che se i delinquenti non colpiscono in centro hanno traslocato in periferia...
« Non voglio certo sostenere che a Catania siano scomparsi scippi e rapine. Purtroppo la nostra città continuerà a pagare ancora per un pezzo i danni dell’indulto che ha rimesso in libertà criminali che non hanno certo perso vizi congeniti. Ma noi abbiamo pensato anche a loro, agli indultati. Abbiamo varato un progetto per il loro reinserimento nelle cooperative di servizi del Comune. Li valutiamo con il supporto degli assistenti sociali, stiliamo una graduatoria e cerchiamo di mandarli a lavorare. Anche questo è un modo per prevenire o arginare la delinquenza, o no ?
».
Che mi dice degli alveari del degrado e del malaffare tipo San Berillo, San Giorgio, Librino...
«
San Berillo ai tempi del mio predecessore Bianco era solo un enorme bordello. Ora è un quartiere pulito e ripulito dalla prostituzione restituito ai catanesi e ai turisti. Un quartiere che ha ritrovato la sua dignità, le sue radici perché stanno riprendendo vigore le piccole imprese e l’artigianato. San Giorgio vantava un particolare record negativo : era la più lunga strada di liquami d’Italia. Sei chilometri di fogna a cielo aperto di cui nessuno degli esponenti del centrosinistra si era mai accorto. Oggi le fognature stanno dove dovrebbero stare, cioè sottoterra. Perché le fognature noi le abbiamo fatte e così dai 125 km di fogne che c’erano quando sette anni fa abbiamo cominciato ad amministrare Catania oggi siamo a 550 chilometri : il 90 per cento della città ».
Anche coi liquami sotto terra in qualche classifica Siena resta il paradiso e Catania l’inferno...
« Come si fa a paragonare Siena a Catania ? Solo il Librino, il quartiere di Catania abbandonato per decenni, fa i 70mila abitanti di Siena. E quella del Librino è stata una rivoluzione, una sorta di scommessa che, con la mia squadra, abbiamo vinto. Era solo un dormitorio, abbiamo cominciato con l’illuminazione poi abbiamo asfaltato le strade, aperto il poliambulatorio, l’ufficio postale e consegnato 1700 abitazioni. Abbiamo ridato linfa e risorse all’ospedale San Marco con un centro d’eccellenza in ortopedia. E al Librino sorgeranno sui nostri terreni la nuova Questura e la seconda caserma dei carabinieri e il nuovo Centro direzionale dove traslocheranno metà degli uffici comunali. Con già oltre 90 cantieri aperti, i 450 milioni di euro di opere pubbliche già appaltate per una mole di investimenti che supera il miliardo di euro. Il risultato è che oggi secondo l’Istat, a Catania, la disoccupazione è scesa di ben 7 punti percentuali, il Pil per abitante, ha raggiunto il 20.1, il dato più alto del Sud e paragonabile alla media europea
».
Ma qualcuno la vuol cacciare a tutti i costi...
« Ci hanno provato in tutti i modi. Coi ricorsi al Tar, con una serie di interrogazioni, con le denunce alla Corte di conti. Con gli ispettori e con il polverone sollevato contro "Catania Risorse", una società interamente del Comune, concepita per gestire, trasferire e dismettere il patrimonio immobiliare municipale nel modo più trasparente possibile. Se pensate che Veltroni a Roma ha venduto 1400 appartamenti e un grattacielo senza che nessuno battesse ciglio... È una reazione insensata, quella di una parte dell’opposizione. Incarnata da un avversario politico che non ha mai accettato la sconfitta, né la volontà popolare espressa chiaramente per due volte consecutive. E che non riesce ad accettare che la città sia cambiata in meglio e così in fretta dopo anni d’immobilismo sotto la sua amministrazione. Così facendo non si accanisce contro di me, ma contro Catania ».

Raffaele Stancanelli:"Adesso comincia il lavoro duro e vero"...(SIC!)

"Adesso comincia il lavoro duro e vero...Questi finanziamenti ci permettono di affrontare l'emergenza con i fornitori. Ma adesso dobbiamo continuare a lavorare: a programmare, tagliare, razionalizzare e intervenire sulle linee di azioni annunciate e che esporrò il 6 ottobre prossimo al Consiglio comunale".
Il sindaco di Catania, il senatore del Pdl-An Raffaele Stancanelli.

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Il sindaco-senatore di Catania dice grazie "anche a coloro che a questa soluzione non credevano ma che alla fine si sono accodati".
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SIC! ...commento da "A Rarika"...

La vera storia dell'ex sindaco di Catania, Scapagnini, oggi nell'occhio del ciclone per il buco nel bilancio del Comune...

Umberto chi? La vera storia dell'ex sindaco di Catania, Scapagnini, oggi nell'occhio del ciclone per il buco nel bilancio del Comune: una piccola epopea tra candidature, ripescaggi e una guerra dei cent'anni tutta etnea
Va in onda la miniserie politica catanese “Umberto chi? Umberto di chi” nell’ambito della telenovela “La guerra dei cent’anni”.

Umberto è Scapagnini, due volte eletto sindaco di Catania per volontà dei partiti che lo sostenevano, non essendo lui, nel lontano 2000, né leader politico né detentore di voti e consensi e clientele. Lo vollero i partiti della Cdl, fu deciso dopo alcune riunioni catanesi e romane.Lui era stato già in ballo nel 1996, ma allora si viveva il clou dell’era Bianco, lui raccontò urbi et orbi di essere troppo amico di Enzo e declinò l’offerta. Candidatura scaricata sulle robuste spalle di politico e rugbista di destra Benito Paolone, mandato non allo scontro, ma al macello.
Scapagnini restò il medico di fiducia di Berlusconi, girando per salotti tv a parlare di antiaging ed elisir di lunga vita, oltre che di medicina miracolosa anche per performance sessuali.
Roba che agli italiani, Berlusconi compreso, piace, figurarsi ai catanesi eredi dell’insaziabile Paolo il caldo di Brancati ossessionati, però, anche dal tarlo del Bell’Antonio, che non era esattamente il gallo rampante che pareva.
Così Scapagnini diventò famoso e nel 2000, quando Bianco andò a fare il ministro dell’Interno, la destra catanese decise di riprendersi la città.
Ma con chi?
Latteri?
Palumbo?
Ziccone?
Ognuno dei tre presunti favoriti aveva progetti alternativi: Latteri il Rettorato, Palumbo la riconferma a Montecitorio, Ziccone, che il sindaco l’aveva già fatto, la conferma a Palazzo Madama.
Ci voleva uno che andasse bene a tutti senza dare fastidio a nessuno.
Umberto, appunto.
Brillante, popolare, da anni trapiantato a Catania, con la fama di Don Giovanni che non guastava, amico personale di Lui (vero, ma ricorrente sino all’esasperazione, ricordate il film con Totò e Tognazzi “Sua Eccellenza si fermò a mangiare”, sul medico personale di quell’altro Lui?...).
Beh, Umberto scese in campo, il centrosinistra e la sinistra, che aveva vissuto il sogno e l’incubo al calor Bianco, il sindaco di tutti che, per l’appunto, si era preso i voti di tutta l’area progressista, decise che, effettivamente, la città andava restituita al legittimo proprietario, la destra, la vecchia Dc, la nuova Dc e, soprattutto, l’invincibile armata del Cavaliere.
Così Scapagnini passeggiò sulle ceneri di un centrosinistra che bruciò in una sola fiammata l’esperienza Bianco, lasciando perdere, senza l’onore delle armi, l’accoppiata impossibile Libertini-Bonura.
Cominciò l’era Scapagnini, cui fu messo accanto un esperto vicesindaco&tutor, niente meno che Raffaele Lombardo.
Per due anni, raccontano le cronache postume, fece tutto lui, il vice, feeling con Raffaè poco, quello giusto per stare tutti a galla e amministrare.
Ma dietro l’angolo c’erano le elezioni per la Provincia e Lombardo, emigrò per andarsi a prendere Palazzo Minoriti. Campo libero a Umberto, che restava il medico di sua Eccellenza, che litigava con l’assessore alla Cultura, che sfoggiava la fascinosa fidanzata brasiliana.
La prima legislatura andava avanti così, quindi arrivavano i poteri speciali per l’emergenza traffico che Berlusconi accordava a Catania e si accelerava con le rotatorie, giù ponti a rischio, progetti e lavori in corso un po’ dappertutto. Ma, nel frattempo, Scapagnini aveva costruito qualche rapporto politico privilegiato locale, perché un sindaco conta e dietro la porta fanno la fila amici vecchi, amici nuovi, amici possibili.
In Forza Italia si stava forse mica ritagliando un pezzettino di potere Umberto?
Per forza, di cose.
Arrivando a scegliere anche il direttore generale.
Negli ultimi due anni del primo ciclo amministrativo, però, cominciavano anche quelli che saranno scoperti (molto dopo), come i buchi neri del bilancio.
Ma a Scapagnini non toccava contare, non questo.
Quando stava finendo il tempo, perciò, su Umberto e la sua quasi naturale ricandidatura calavano strani veti. Non era più detto che fosse lui. “Forse dovremmo dar retta ai sondaggi. Rischiamo di perdere contro Bianco".
Chi parlava?
Parlavano i potenti di Forza Italia e non mandavano a dire, dicevano a mezzo stampa.
Che forse Scapagnini era cotto e Musumeci avrebbe vinto più facilmente la partita contro l’ex sindaco che riscendeva in campo.
Mesi di pressioni, si diceva che per sanare tutto, per non scontentare l’amico Umberto, ma non deludere i forti Firrarello e Castiglione, Berlusconi avrebbe chiamato a Roma al governo Scapagnini dando il via libera a Musumeci. E qui, però, che c’era la svolta inattesa.
Protagonista?
Ovviamente Raffaele Lombardo, che, mentre accadevano tutte queste belle cose, aveva mandato a quel paese l’Udc (ma non l’amico Cuffaro) e fondato l’Mpa.
A Catania prova generale, calando quattro liste, Berlusconi si convinceva che Umberto doveva riprovarci, a quel punto anche il senatore Firrarello diceva che, se proprio si doveva, beh sarebbe stato. Ed era. Arrivava Berlusconi a Catania alla vigilia del voto e passava subito dalla Provincia, a rendere visita a Lombardo. Passerà alla storia la foto di Scapagnini che baciava la mano a Silvio, ma, in effetti, chi guidava tutto è Raffaè.
Così è, così va.
Così andò.
Scapagnini batteva Bianco, con quel po’ po’ di voti che prendevano gli autonomisti e la solita dose di Fi, An e spiccioli di Udc. Musumeci vice sindaco, ma per poco. Nel giro di pochi mesi la spaccatura nella Cdl catanese era totale, Lombardo versus Firrarello, all’ennesima potenza. Scapagnini in mezzo, ma il sindaco non era più il medico di Sua Eccellenza, non solo.
Era l’emanazione stessa al Comune di Lombardo, che con l’Mpa travolgeva tutti, ma salvava Umberto.
Anni di dure lotte, Scapagnini sembrava diventato leader di una corrente forzista, parlava da leader, sceglieva da leader.
E Catania?
Dal 2003 ad oggi stava accumulando debiti su debiti, ma non se ne accorgeva nessuno. Forse. Ma una via d’uscita bisognava pur trovarla, perché sotto sotto si capiva che qualcosa non andava. Il Palazzo era assediato dai primi creditori, Lombardo mandava il suo assessore al Bilancio di fiducia, il primo e l’unico dell’era Scapagnini. Poi mandava il suo ragioniere generale di fiducia.
Ma come si usciva dal tunnel?
Così come tutti si aspettavano da tempo e per questa soluzione invocavano un miracolo.
Ancora una volta era il centrosinistra a dare una mano. Elezioni anticipate.
Scapagnini,che intanto era stato colpito da un male piuttosto complicato, lasciava e Berlusconi gli garantiva il posto al Senato. Si trattava di scegliere il successore, colui il quale avrebbe ricevuto in eredità mezzo miliardo in contanti. Di debiti.
Mentre Umberto era già lontano, la scelta cadeva su Giuseppe Castiglione, alla Provincia, invece, Raffale Stancanelli, uomo di An, molto legato a Lombardo, dicevano i bene informati.
E anche i mediamente informati. Ma in piena guerra dei cent’anni, Lombardo mescolava le carte e invertiva le destinazioni.
Boh. Stancanelli sindaco, Castiglione alla Provincia.
E Scapagnini?
Senatore.
Su di lui calavano tonnellate di maledizioni, perché era pur sempre stato il sindaco, no?
Lo accusava il centrosinistra, lo accusava parte del centrodestra, imprecavano spazzini, operatori sociali, maestre, cittadini al buio o caduti nelle buche dei lavori in corso.
“Ma non è colpa del noto farmacologo di fama internazionale diventato sindaco. Non poteva certo controllare lui i bilanci perché di numeri non se ne intende?”L’ultima frase, la domanda delle domande, è cronaca ed è di Raffaele Lombardo. Chi ha orecchie per intendere intenda, chi ha avuto assessori al bilancio, non faccia lo gnorri.
Umberto poteva star lì pure a controllare i numeri affidati all’altra ala del partito?
Nel frattempo per chiudere la sua storia con Catania Umberto raccoglie l’ennesimo gesto di affetto di Berlusconi in persona.
“I soldi a Catania li darò, perché è giusto salvare Umberto, che ha fatto tutto quel che poteva fare” Parole del gran capo. Altro che medico di sua eccellenza.
E ora?
Niente, niente.
E’ solo che la guerra dei cent’anni ha visto passare anche Scapagnini da quelle parti.
Né il primo, né l’ultimo.
Andrea Lodato - www.lasicilia.it
30 settembre 2008



Catania:nelle maglie di questi “famigerati” debiti fuori bilancio...

Tra parcelle e custodia auto,la lunga lista dei debiti fuori bilancio
La Redazione de www.ildito.it/

Moltissime parcelle di avvocati per cause di lavoro, sentenze che condannano il Comune a pagare somme ai ricorrenti a vario titolo, ma anche 1 milione 250 mila euro per l’organizzazione del Prix Italia nel 2004, spese di piccola entità per l’ospitalità di delegazioni straniere (una dal New Jersey, una nigeriana, un’altra cinese).
E ancora contributi per festeggiamenti religiosi, congressi e seminari. Ecco un primo elenco dei debiti fuori bilancio del Comune, “eterna” spina nel fianco di chi tenta di certificare l’esatto ammontare del buco nei conti del Comune. Un folto elenco di debiti censiti, inviato dall’Ufficio Consiglio alla Ragioneria generale per avere contezza che l’elenco dei debiti fuori bilancio da riconoscere sia questo e non ci siano altre poste. Una lunga lista (allegata alla nota prot. N 155883 del 7 agosto scorso) che prende le mosse dal 2005 per arrivare al 30 giugno 2008, data dell’ultima annotazione.
In questo documento in nostro possesso per moltissime voci mancano le cifre e alla fine non c’è il computo globale dell’ammontare.
Però è un buon punto di partenza per guardare da vicino nelle maglie di questi “famigerati” debiti fuori bilancio, che non sono una cosa “illegittima” di per sé, ma sono spese che non nascono dalla normale gestione del bilancio. Da alcuni sono definiti le “spese occulte negli enti locali” (dove occulte sta per non previste e dunque da riconoscere successivamente a condizione che esistano determinati elementi). La Corte dei Conti, lo scorso giugno scriveva: "continua a crescere l’ammontare dei debiti fuori bilancio del Comune. Infatti a fronte di debiti già verificati, all’atto dell’insediamento del Commissario straordinario, pari a circa 80 milioni di euro, ancora da ripianare, esistono debiti di cui la Ragioneria generale non è tuttora a conoscenza e per i quali è in corso una verifica".
Guardando a fondo in questo elenco, tra i debiti rilevati, si scopre il contributo di 5 mila euro per i festeggiamenti della Madonna delle Grazie a Cibali, o la compartecipazione alle spese del congresso della Società italiana di neurologia pediatrica dell’ottobre 2004 (3 mila euro), o ancora la spesa per l’organizzazione di un seminario su “Armonizzazione vita privata-lavoro (1.483 euro), o il contributo per il convegno sulla tutela internazionale dei beni culturali nei conflitti armati: nuove tendenze nel 50esimo anniversario della convenzione dell’Aia” (2 mila e 800 euro).
Più corposo l’importo (55 mila euro) relativo a pagine pubblicitarie per eventi vari dovuto alla Publikompass o la liquidazione alla CONSAP (servizi assicurativi pubblici) di 28 mila euro a seguito di sentenza del Tribunale di Catania.
Ancora: 4 800 euro per l’acquisto di una scultura raffigurante il simbolo della città di Catania, risalente al 2006.
Ci sono anche i 58 mila euro dovuti alla Sogea (2007) in seguito a ricorso per esecuzione di giudicato; gli straordinari agli autisti di rappresentanza per vari anni (ma non sono descritti gli importi).
Anche verso il Teatro Massimo Bellini c’è un debito di 16 mila e 500 euro a seguito di fatture emesse nei confronti dell’assessorato Cultura.
Cifre ben maggiori sono iscritte invece a favore di società che effettuano la custodia veicoli: 45 mila per la Soccorso Etna Snc, 305 mila per la Soccorso Stradale San Salvatore Srl, 30 mila per Parking. Persino 158 mila euro dovuti alla Sidra per espurgo pozzi neri.
E poi, 108 mila euro alla Multiservizi per servizi di manutenzione aree a verde eseguiti a dicembre 2004, gettoni di presenza per la Commissione edilizia comunale per gli anni 2004 e 2006, 8 mila euro alla Salvatore Messina Srl per la pulitura pareti di via Crociferi a supporto della casa di produzione Tevere Film per le riprese del “Bell’Antonio”; un lungo elenco di voci provenienti dai servizi socio sanitari: la custodia e il mantenimento di gatti e cani randagi, l’assistenza domiciliare a favore di anziani, ricovero indigenti e ricovero minori sottoposti a provvedimenti dell’autorità giudiziaria.
Insomma un lungo elenco di 12 pagine, che potrebbe non essere quello definitivo.