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martedì 30 dicembre 2008

I mandarini di Natale (di Giuseppe Barra)

I veri mandarini, quelli di una volta, e soprattutto nostrani, emanano un acre odore che stimola la fame, ma ancor più il ricordo del Natale, del mio Natale da bimbo.
Ricordo che ci riunivamo noi bambini con mamma e papà accanto al fuoco, mentre nel caminetto ad ardere vi era il ceppone accompagnato da rami d’ulivo alquanto curvi, senza forma regolare e pieni di protuberanze.
Mamma ripeteva sempre: Non toccate il fuoco, chè vi potete scottare! Ricordo ancora, dopo la magra cena natalizia, mio padre e mio fratello che andavano a controllare in casa se tutto era a posto (perché la cucina era fuori casa), mentre ci accingevamo a giocare a carte.
Chi vinceva la partita mangiava due mandarini, invece di uno.......

Per continuare a leggere,clicca.... I mandarini di Natale
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Giuseppe Barra è il direttore del mensile culturale "Il Saggio" di Eboli

lunedì 22 dicembre 2008

AUGURI da EBOLI


Il Presidente del Centro Culturale Studi Storici e Direttore editoriale de “Il Saggio”,Giuseppe Barra;
il Direttore responsabile de “Il Saggio”, Geremia Paraggio;
l’intero direttivo del Centro e i componenti del mensile “Il Saggio”, augurano a tutti gli amici un Buon Natale e un felice anno nuovo.

giovedì 18 dicembre 2008

EBOLI:"Un luogo che potrebbe essere ovunque ..." (di Antonella Dell'Orto)

"...nel "non luogo"non c'è spazio per la memoria,per la storia,per la percezione sensoriale..."
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Continuano gli interventi per impedire la realizzazione del "coso" di cemento ad Eboli,CLICCA il link ,per saperne di più ...http://rarika-radice.blogspot.com/2008/12/ebolino-al-coso-di-cementoper.html
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E'da ieri che,dopo il colloquio con il sindaco, ripenso al "non luogo".Vago in rete alla ricerca del "non uogo "e trovo : Marc Augè,antropologo francese,identifica il "non luogo"come spazio non identitario,non relazionario nè storico.
Un luogo che potrebbe essere ovunque poichè assolutamente slegato dal genius loci del territorio che lo circroscrive,un luogo in cui l'individuo svanisce,diluendosi nella solitaria e silenziosa massa...nel "non luogo"non c'è spazio per la memoria,per la storia,per la percezione sensoriale...in questo contesto l'uomo perde la sua funzione di soggetto e diviene mero ingranaggio di un oliatissimo meccanismo tutto votato ad azzerare il tempo...
Questo è per il sindaco l'Ermice.
Ed è da questa premessa che lui giustifica ogni intervento.
Per noi" ultimi dei romantici" l'Ermice è un "luogo antropologico"..quel luogo occupato dagli indigeni che vi vivono,vi lavorano,lo difendono,ne difendono le frontiere,reperendovi allo stesso tempo la traccia delle potenze celesti,degi antenati o degli spiriti che ne popolano e ne animano la geografia intima...Il luogo antropologico ha almeno tre caratteri esso è:identitario,relazionale e storico.
L'uomo che troviamo nel luogo antropologico è il viaggiatore che lì incontra altri viaggiatori che seguono rotte diverse ed intersecantesi con la propria.
Il viaggiatore è un uomo che è in quanto percepito dal territorio e questa percezione viene segnata dalle forme spaziali semplici che costituiscono la geometria del luogo stesso.
Questo è l'Ermice e ancora di più per cui ogni intervento teso a STRAVOLGERE tale identità è da ritenersi una VIOLENZA.Ma, la nostra è una protesta sentimentale,
"SENZA CULTURA..."
Antonella Dell'Orto (romantica)

domenica 14 dicembre 2008

EBOLI:continua la resistenza al "coso" di cemento...

BELVEDERE E SFREGIO A EBOLI

Che cosa, poi, di bel dovrei vedere
dal vostro Belveder che bel non è:
cemeto e pietre ? vetri e ferro ? e è bello,
secondo voi, di più del bello vero ?
Che è quel che il Grande Artista ha immaginato,
e fatto qui per noi superbamente,
per noi che figli siam di Eboli cara,
e d'ogni nostro avo che qui dorme,
e d' ogni viaggiatore che si bea
dal nostro Belvedere naturale ?
E Eboli morrebbe per lo scempio
che state per commetter per denaro
-da Giuda traditori - ed annebbiati
dal facile guadagno, e distruggete
il cuore millenario di un paese:
che come un condannato si ribella,
e grida: "Non lo fate ! Non lo fate !..."
Ma per davver... non ve ne vergognate ?!
Armando Bettozzi
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Continuano gli interventi per impedire la realizzazione del "coso" di cemento ad Eboli,CLICCA il link del nostro post aggiornato...http://rarika-radice.blogspot.com/2008/12/ebolino-al-coso-di-cementoper.html

sabato 13 dicembre 2008

EBOLI,no al "coso" di cemento!

Continuano gli interventi per impedire la realizzazione del "coso" di cemento ad Eboli,CLICCA il link del nostro post aggiornato...http://rarika-radice.blogspot.com/2008/12/ebolino-al-coso-di-cementoper.html

giovedì 11 dicembre 2008

EBOLI,no al "coso" di cemento!Proteggiamo la cultura e le tradizioni!

Nella bellissima foto,la foce del fiume Sele
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Ricevo da Eboli,dal mio amico Peppe Barra,presidente del "Centro Culturale Studi Storici",questo appello-denuncia contro un "coso" di cemento,spacciato per un "belvedere".
SOSTENIAMO la battaglia di Peppe e degli amici ebolitani per proteggere la cultura e le tradizioni di Eboli e del suo popolo...
Contattate Beppe,scrivete al seguente indirizzo email:
Orazio Vasta
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I nostri politici devono imparare che prima di manomettere un luogo devono informarsi cosa vogliono stravolgere.
Poi ci lamentiamo che Eboli non attrae turisti?
L’Ermice e la sua fontanella hanno ispirato, oltre a Felice Cuomo (chi vuole una copia venga alla redazione de “Il Saggio”), anche Antonio Barra, Aniello Ferraioli e qualche altro.
Quel luogo è così, forse, prima del ‘700 quando fu riparato l’acquedotto che portava l’acqua da San Donato ad Eboli.Si parla di ambientalismo.
Si parla di proteggere la parte storica del paese.
Solo ora gli ebolitani se ne sono accorti perchè siamo alla fine dell’autunno e la gente sta in casa.
Si vuol inaugurare per il 20 dicembre 2008 un belvedere.
Di belvedere naturali, lì sopra ve ne sono tanti, perchè farne uno in cemento?
Basta salire qualche metro più in alto dove c’è quello spazio dove tutti noi andavamo, da piccoli, a giocare il pallone.
A che serve?
Per spendere soldi?
Ci sono tante opere pubbliche da fare nel Centro storico, necessarie per la vivibilità.
I progettisti di quel “coso” sono certamente persone che con Eboli non hanno nulla a che vedere se no non avrebbero mai pensato di realizzare una colata di cemento ricoperta di pietre, per salirvi sopra e ammirare il panorama di una Eboli martirizzata dagli stessi che giorno per giorno dicono di amministrarla ma la svenano.
Vergogna!
Il Centro Culturale Studi Storici, con 800 soci, si oppone a questo deturpamento ambientalistico.
A noi non interessa la politica partitica ma il bene della città.
Ci interessa proteggere la cultura e le tradizioni.
Giuseppe Barra,
Presidente del Centro Culturale
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Caro Peppe,questa mail, mi riempie di amarezza,poichè l'Ermice, come sai, rappresenta, oltreche ad un "luogo sacro" da punto di vista ambientale,è anche il luogo dove anche noi abbiamo trascorsola nostra adolescenza, giocando, sbucciandonci nonsolo della frutta a merenda, ma anche i gomitie le ginocchia, arrampicandoci su sentieri erti.
E' una cosa abominevole quanto mi dici,mi rattrista sapere che ogni volta cheverrò a trovarti vi sono luoghi ormai" lapidati" da chi non conosce affattoil valore di "luoghi fondamentali" come l'Ermice.
Un caloroso abbraccio di solidale comprensione,se lo ritieni opportuno puoi rendere pubblica questa mail.
Roberto Naponiello
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Carissimi amici,sta suscitando in tutti eguale sgomento la totale insensibilità da partedell'amministrazione ad intervenire urbanisticamente su luoghi ed ambienti che la memoria collettiva ritiene di identificare nelle prorie radici ed identità.
Il fallimento al Borgo evidentemente non ha insegnato nulla, si continua aperseverare l'idea che la trasformazione urbana sia un "questione privata" tra tecnici ed amministratori.
Un ulteriore esempio la rotatoria aione sulla qualità urll'entrata di Eboli con l'illuminazione " arlecchina" senza alcuna valutazione sulla qualità urbana complessiva dell'area. Il continuare a perseverare la strada della presunzione e della non condivisione delle scelte in materia di urbanistica è quanto di più tragico si possa immaginare per una città che vuole riqualificarsi mantenendo identità e tradizione.
Al sindaco rivolgo l'invito a fermarsi e ritrovare la strada dellacondivisione.
Chi verrà dopo di noi ha tutto il diritto di ereditare unacittà bella ed accogliente come noi l'abbiamo ereditata.
Damiano Capaccio
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Gi interventi di Roberto Napiniello e di Damiano Capaccio sono 2 e-mail inviate a Peppe Barra,che,con l'autorizzazione degli interessati,le ha inviate al blog per la pubblicazione.
a rarika
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Cari amici vi inoltro la lettera che mi ha fatto pervenire l'Onorevole Abdon Alinovi, ebolitano che resiede a Napoli ma che ama Eboli. Diffondetela.Grazie,Giuseppe Barra
Caro Direttore Barra,avevo appreso la triste notizia della violenza consumata all'Ermice ed ho scritto la nota che di seguito ti allego. Lì è espresso il mio pensiero. Desidererei che questa nota venisse diffusa ampiamente, non solo attraverso gli organi di stampa, ma anche direttamente ai cittadini attraverso una lettera aperta agli ebolitani, da me firmata. Se “Il Saggio” potesse interessarsi della cosa, sarei molto grato. Se vi fossero delle difficoltà, potrei provvedere direttamente qui da Napoli ma, certo, la distribuzione dovrebbe essere curata in Eboli. Mi permetto di insistere sulla necessità di formare un Comitato Cittadino largamente unitario.Vogliate tenermi informato, cortesemente.
Abdon Alinovi
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Sono sbalordito ed indignato. Quella fontana -non fontanella- era un gioiello rappresentativo della civiltà montana-pastorale dell'antica Eboli. Non da decine di anni, ma da secoli gli ebolitani sono andati lì a bere, a fare merenda o, come si è detto dopo, il pic-nic. Le costruzioni, il cemento su quel pianoro, che è stato accogliente per gli ebolitani e per i fuggiaschi d'ogni parte durante la guerra guerreggiata sui nostri territori, costituiscono una violenza barbarica contro la civiltà e la storia, privano le giovani generazioni di un patrimonio inalienabile di benessere e di un rapporto stupendo tra uomo e natura. Sopra quel pianoro, insieme alla fontana c'erano querce secolari: Ci sono?La lotta per cancellare lo scempio non deve essere rinviata. Ora, subito occorre mettere su un Comitato cittadino, preparare una memoria sul misfatto, denunciare gl'interessi meschini che hanno generato lo scempio, investire tutte le istituzioni regionali, statali, provinciali e comunali, non escludere azioni legali, convocare giovani e anziani per un corteo di protesta da reiterare ad ogni risposta negativa o elusiva.La difesa della collina e della montagna, la loro valorizzazione paesistica e civile avrebbe dovuto, deve essere una priorità di tutti gli ebolitani dotati di amore per la propria terra e per la propria cultura. Bisogna correggere una sciagurata tendenza a costruire miserabili "villette"per qualche mezza giornata all'anno, nei siti dolci e delicati del territorio. C'è ancora la fontanellla di Monte Suevo che ricorda la dominazione normanna-sveva di 800-900 anni or sono? Vicino vi era una piccola cappella dei Sivolella. C'è ancora? Distruggere fontane, chiesette, casolari è segno di barbarie. Che cosa sarebbe Roma senza le fontane, senza le memorie di civiltà naturale e materiale dei secoli passati? In Inghilterra le querce sono proprietà della Corona, anche se situate in proprietà private ed i proprietari hanno l’obbligo di curarle, solo i fulmini possono abbatterle. Da noi chi ha il potere dei fulmini?Uno stupido bombardamento distrusse la basilichetta romanica di San Giovanni, che sarebbe stata restaurata, una testimonianza d'arte di prima del 1000.Che cosa aspettate, ebolitani del XXI secolo?
Muovetevi, muovetevi.
La democrazia è forte se i cittadini si appropriano dei pubblici beni e li difendono, li custodiscono, li curano, ne godono, li trasmettono.
Ero bambino quando fu abbattuto il campanile di San Rocco, con una bella cupola maiolicata.
Era sopravvissuto ai terremoti, non resistè sotto i picconi dell’ignoranza e del fascismo.
Ma allora nessuno poteva opporsi. Ora c'è la democrazia. Siete in tempo.
Consideratemi un ebolitano a disposizione della giusta causa della civiltà comune.
Abdon Alinovi
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Ho ricevuto dal caro amico Giovanni Grasso dalla Sicilia, una e-mail che inoltro a voi cari amici.Con stima,Giuseppe Barra
Caro Peppe,la penna veste la toga dell'inquisizione e pone l'accento nel più bel punto della natura. IL RISPETTO DELL'AMBIENTE E DELLE TRADIZIONI che sono alla base delle persone "pensanti" una canzone di Celentano, in tempi forse ancora non sospetti, faceva "...la dove c'era l'erba ora c'è una città.....".
Il tempo è passato (tanto ne è passato) ma la gente non ne tiene conto, non rispetta la tradizione, non rispetta la natura.
La politica, anzi, il modo di far politica, è VERAMENTE caduto in basso.
Spero -e mi auguro- che qualcuno senta questa voce che grida nel deserto dell'incomprensione e, lasciamelo dire, anche dell'ignoranza e del pusillanimismo.
Auguri perchè si possa trovare una felice soluzione nel rispetto della NATURA, anzitutto e, poi, delle TRADIZIONI che sono il sale DEI NOSTRI RICORDO E delle nostre esperienze. Con un forte NON TI FERMARE
Un abbraccio di tutto cuore:Giovanni Grasso

sabato 5 luglio 2008

www.ilsaggio.it

Da Madrid Susana Corrales Moreno
Il corpo della donna e la pubblicità
Penso che i mezzi di comunicazione attuali utilizzino il corpo della donna come un mezzo di reclame per l’ottenimento di successo, trionfo e ricchezza.
Ma non utilizzano qualsiasi corpo, se non quelli giovani, belli, snelli, con degli attributi fisici perfetti, dentro un canone di bellezza che non sempre corrisponde alla realtà.
A volte valutano le donne soltanto per il loro aspetto fisico. Valori che potenziano la competizione tra le donne e che svegliano desiderio e superficialità negli uomini.
Molte volte quando guardo la TV, immagino quello che potrebbe pensare un abitante di un altro pianeta se arrivasse sulla Terra e vedesse gli annunci pubblicitari: cosa capirebbe delle donne? Penso che vedrebbero una figura che generalmente porta pochi vestiti, che deve muoversi con difficoltà per i tacchi delle sue scarpe o per la strettezza delle sue vesti, che ha le ghiandole sudoripare che non funzionano, che si deteriora subito e che non è bella perché ha le rughe, è grossa, deve aumentare il suo petto, deve farsi interventi di chirurgia estetica in generale, tinture per i capelli.., e tutto questo per essere più giovane e bella.

Possiamo parlare di diversi annunci che utilizzano l’immagine della donna come strumenti di vendita:
*La donna come casalinga in esclusiva: prodotti per la pulizia della casa.
*La donna come amo sessuale: bevande alcooliche e automobili. *La donna come oggetto imperfetto e in continuo deterioramento: prodotti di cosmetica.

In nessun caso si valuta la donna come un essere naturale, un essere reale come la propria vita.
Ma questa classificazione di annunci pubblicitari la possiamo vedere in tutto quello che trasmette la TV:film, programmi, concorsi, telegiomali, perché in tutto questo non si trovano donne con più di 35 anni?
Penso con molta tristezza che ancora v’è molto cammino da percorrere perché le donne e gli uomini possano scegliere liberamente che posto vogliano occupare in questa dura e critica società che abbiamo costruito.
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Tratto dal mensile"Il Saggio"di Eboli-
www.ilsaggio.it

sabato 26 aprile 2008

Sant'Arsenio(SA):PREMIO DI POESIA RELIGIOSA "EMBRICE"

Nella foto,un angolo storico diel Comune di Sant'Arsenio(SA)
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Ricevo e pubblico....
II Edizione Concorso Internazionale di Poesia Religiosa-Premio “EMBRICE”- Sant’ Arsenio (SA),organizzato dall’ Associazione Movimento Laicale Ave Gratia Plena,Parrocchia S. Maria Maggiore, in collaborazione con il Centro Culturale Studi Storici di Eboli,col patrocinio della BCC Monte Pruno di Roscigno & Laurino.
Il Concorso/Premio “EMBRICE" si articola in un unica sezione:
Sezione A - Poesia religiosa
Testi- Le poesie pervenute non verranno restituite e saranno utilizzate per essere pubblicate su “Il Saggio”. Non è richiesta nessuna quota di partecipazione.
Copie - I concorrenti debbono inviare 5 copie per ogni poesia, una ulteriore copia completa di nome e cognome, indirizzo, recapito telefonico ed eventuale indirizzo mail.
Onde evitare errori d’interpretazione le poesie debbono essere inviate scritte in stampatello, digitate o anche su floppydisk o via e-mail al seguente indirizzo: centroculturale@ilsaggio.it con la dicitura: Concorso/Premio “EMBRICE” Sant’ Arsenio (SA).
Annotazione - Ogni poesia dovrà indicare la dicitura: “dichiaro che l’opera partecipante è frutto esclusivo del mio ingegno”. Le poesie oggetto di plagio saranno automaticamente escluse dal Concorso/Premio ed il partecipante sarà cancellato dall’elenco dei partecipanti.
Scadenza del bando - Le poesie dovranno pervenire entro e non oltre il 30 Aprile 2008 al seguente indirizzo: Centro Culturale Studi Storici - via don Paolo Vocca, 13 - 84025 Eboli (SA) oppure a centroculturale@ilsaggio.it.e la busta se la spedizione è via PT è necessario accludere la seguente dicitura: contiene Poesia partecipazione Concorso/Premio “EMBRICE” Sant’ Arsenio (SA) lo stesso vale anche per la spedizione via mail.
Premi - La Giuria, il cui giudizio è insindacabile ed inappellabile, premierà i primi dieci classificati con targhe e diplomi; al primo classificato verrà assegnato un premio di €. 500,00 messo a disposizione dal Direttore della BCC Monte Pruno di Roscigno & Laurino, filiale di Sant’ Arsenio (SA), dott. Michele Albanese. Ogni poeta dovrà ritirare personalmente il premio attribuitogli e solo in presenza di gravi motivi gli è consentito delegare per iscritto qualcuno in sua vece.
La cerimonia di premiazione avrà luogo in Sant’Arsenio (SA) il 1 Giugno 2008 alle ore 18.30 c/o la chiesa della S.S. Annunziata.