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martedì 5 maggio 2009

VIOLAZIONE PRIVACY,"METAFERT" DENUNCIATA AL GARANTE!

http://corvigo.blogspot.com/2009/04/metafert-al-garante-della-privacy.html

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Da:
Corrado Vigo
A:
garante@garanteprivacy.it ,

urp@garanteprivacy.it ,

ufficiostampa@garanteprivacy.it

Oggetto:
Info denuncia
denuncia garante metafert.pdf(44222 bytes)

Il 21 aprile u.s. ho inoltrato una denuncia, relativa ad una palese violazione della privacy, a mezzo fax, denuncia che allego in formato .pdf.

Non ho ancora avuto notizie, nè sono stato contattato.
Mi dareste comunicazioni in merito?

Grazie

Corrado Vigo - agronomo

Trecastagni (CT)
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Nella foto,l'agronomo Corrado Vigo

sabato 4 aprile 2009

IL PARTITO DEMOCRATICO VA IN "CAMPAGNA"(elettorale) E SI RICORDA DELL'AGRICOLTURA SICILIANA!

COMUNICATO DEL PD,provincia di Catania
“In provincia di Catania sono circa 30.000 i lavoratori impegnati nel settore e che quest’anno, a causa delle gelate e dell’abbassamento della produzione di oltre il 70%, sono disoccupati da oltre un mese”. Questo l’allarme lanciato dal Partito democratico etneo intervenuto per sostenere il settore agrumicolo siciliano investito da una crisi gravissima che sta mettendo i ginocchio produttori e lavoratori. Nei locali della federazione catanese del partito ne hanno parlato in conferenza stampa i parlamentari nazionali Giuseppe Berretta e Giovanni Burtone e quelli regionali Nino Di Guardo e Concetta Raia. All’incontro ha preso parte anche il segretario provinciale del Pd, Luca Spataro che ha sottolineato come “oggi, il settore dell’agrumicoltura, è investito non solo dalla crisi economica generale ma anche dal maltempo dell’anno scorso che ha fortemente devastato la produzione del 2008 e compromesso la produzione di quest’anno con una riduzione di oltre il 70%”. “Al governo nazionale e regionale – ha aggiunto- chiediamo provvedimenti urgenti per sostenere il settore in questione accelerando in primis l’erogazione dell’indennità di disoccupazione e prevedendo misure ‘una tantum’ per i lavoratori. Vanno inoltre sostenute le imprese- ha concluso Spataro- prorogando alcuni pagamenti poiché si corre il rischio di mettere in ginocchio aziende molto importanti per il nostro territorio”. “La possibilità di vendere aranciate senza arance – ha invece affermato Berretta- è l’ennesimo campanello d’allarme per la nostra agrumicoltura”. “Noi vigileremo a livello parlamentare- ha assicurato- affinchè questa norma venga abrogata e a tal proposito abbiamo presentato uno specifico emendamento. Secondo Berretta “in Sicilia c’è l’esigenza di una politica complessiva per l’agricoltura, parte rilevantissima della nostra economia, che purtroppo sconta ritardi gravi. In questa battaglia saremo al fianco di chi vuole riprendere l’agricoltura e farne un elemento decisivo per lo sviluppo della nostra terra”. “Sempre in tema di agricoltura – ha poi evidenziato- riscontriamo un’altra disattenzione verso il mezzogiorno. Nella nuova disciplina delle quote latte, il ministro leghista Zaia si sta preoccupando di tutelare solo coloro i quali hanno sforato le quote latte”. “In tal senso – ha concluso Berretta- si tratta esclusivamente di produttori del nord, specificamente determinati ed elettori del Carroccio a scapito di tutti gli altri, in particolare a coloro i quali si sono attenuti rigorosamente al rispetto delle quote latte che sono un vincolo di carattere comunitario”. Giovanni Burtone ha ricordato come già “nel 2001-2006, il governo Berlusconi tentò l’operazione dell’‘aranciata senza arance’. Evidentemente – ha rilevato- c’è qualche lobby industriale per realizzare queste bevande non alcoliche di fantasia che hanno il solo compito di danneggiare la salute del cittadino e di affossare i produttori”. “Come già successo nella passata legislatura, anche oggi ci opporremo e verificheremo quale sarà l’atteggiamento della maggioranza che oggi si batte il petto, riconoscendo di aver sbagliato al Senato”. “Il governo nazionale – ha osservato- predisponga piuttosto i fondi di solidarietà attualmente azzerati ed il ministro leghista Zaia si ricordi che l’agricoltura non si ferma al Po e che c’è anche quella del sud”. Infine, il parlamentari regionali Concetta Raia e Nino Di Guardo, nel ricordare che “servono importanti misure a sostegno delle aziende agricole e commerciali siciliane”, ha ribadito quanto sia importante “l’immediata liquidazione di tutte le spettanze che devono ricevere i produttori agricoli siciliani che da anni aspettano i fondi per i danni subiti dal maltempo” e ammonito la Regione siciliana, poi, che non ha ancora “mandato la delimitazione delle aree agricole che sono state colpite da eventi calamitosi. Così non potrà essere fatta la declaratoria con il conseguente grave abbassamento del numero di giornate lavorative per i braccianti agricoli dell’Isola”.
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Il commento di Orazio Vasta:

Caro Luca...
c'è qualcosa che non riesco a capire!
L'on.Alessandra Siragusa,che, se non erro,è un deputato nazionale del Pd,eletta e residente in Sicilia,analizzando la situazione disastrosa deell'agricoltura Isolana,ha presentanto ben 2 interrogazioni al Presidente del consiglio Berlusconi e al ministro leghista Zaia...
E,a supporto della Siragusa,non ho constatato alcuna presa di posizione del tuo Partito,che,ripeto, è anche il partito della professoressa Siragusa...
Adesso,addirittura,i deputati del Pd della provincia di Catania,"insorgono" a favore dei produttori e dei lavoratori del settore agricolo etneo....
Mi chiedo,ma perchè non è stata fatta sei mesi questa "insurrezione"? ...
Un mio amico, elettore del Pd,mi fa notare che fra poco siamo in campagna elettorale,ci sono le elezioni europee....
Adesso,capisco....il Pd va in "campagna",e si ricorda dell'agricoltura...
Cordialmente,Orazio Vasta
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La replica di Luca Spataro:

"Caro Orazio, ho molta stima di Alessandra e ha avuto sempre il mio sostegno nelle sue iniziative come del partito Catanese.
I deputati del Pd della provincia di catania hanno fatto una conferenza stampa insieme a me sulla questione dell'agrumicultura non perchè siamo in campagna elettorale, ma perchè da oltre tre mesi il nostro partito su questo .territorio è impegnato in un lavoro capillare sulla crisi economica, settore per settore e tra questi, l'agrumicultura ha un ruolo fondamentale nel nostro territorio poichè occupa oltre 30.000 persone ed è ricco di un tessuto importante di piccoli e medi produttori.Il settore in questione è speciamente colpito non solo dalla crisi generale, ma dal fatto che le gelete del 2008 hanno danneggiato la produzione dell'anno scorso e ridotto di oltre il 70% quella di quest'anno, mettendo in ginicchio proprio in queste settimane migliaia di famiglie e di produttori. La conferenza stampa non è il frutto di un lavoro estemporaneo, ma il frutto di due settimani di incontri che io personalmente ho svolto insieme ai coordinatori dei circoli dei comuni interessati, oltre 15 nella nostra provincia, più i tre del siracusano, delle associazioni dei produttori e dei sindacati. Oggi non abbiamo organizzato nessuna "insurrezione", ma annunciato che chiederemo al governo regionale e al governo nazionale interventi a sostegno del settore.

I principali passi sono:Sostegno del reddito dei lavoratori che quest'anno hanno svolto in media almeno 60 giornate lavorative in meno.
Quindi, la richiesta di una misura una tantum a sostegno dei redditi e la richiesta di accelerazione per l'erogazione dei sussidi di disoccupazione.Sostegno ai produttori con il congelamento di alcuni pagamenti che compeno alla regione e allo stato.
Caro Orazio, io sono abituato a fare politica 365 giorni all'anno , non solo quando ci sono le elezioni. Quel modi di fare politica appartiene ad uno stile vecchio che non mi è mai appartenuto. E io credo di poterlo dire a gran voce. Lo rivendico".
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martedì 24 febbraio 2009

E' CARNEVALE!

L'invenzione di Pulcinella (di Gianni Rodari)
Signore e signori, fatevi avantipiù gente entra, più siete in tanti!

Correte a vedere la grande attrazione,la formidabile invenzione.

Non sono venuto su questo mercatoper vendere il fumo affumicato.

Non sono venuto a questa fieraper vendere i buchi del gruviera.

Il mio nome è Pulcinella

ed ho inventato la moz - za - rel - la!

Da questa parte, signori e signoreson
Pulcinella il grande inventore!

Per consolare i poverettiho inventato gli spaghetti.

Per rallegrare a tutti la vita

creai la pizza Margherita!

Olio, farina, pomodoro

nulla vale questo tesoro.

Ad ascoltarlo corre la gente,si diverte... e non compra niente.

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Pulcinella è una delle maschere più note della tradizione meridionale. La sua origine risale al Seicento, essendo la sua presenza documentata da diverse raffigurazioni dell'epoca. Alcuni tuttavia rintracciano le sue origini nei personaggi delle "fabulae atellanae" come Macco e Dosseno, di cui conserva alcuni caratteri esteriori e interiori, come la gobba e il ventre sporgente, unite ad una certa malizia. L'abito di scena richiama quello dello Zanni, con l'ampio camicione bianco serrato dalla cintura nera tenuta bassa sopra i calzoni cadenti. La sua maschera è nera, glabra, con gli occhi piccoli e il naso adunco, che dava alla voce degli attori una caratteristica tonalità stridula e chioccia. Alcuni attori e burattinai utilizzavano un particolare strumento detto "sgherlo" o "pivetta", per accentuare questa caratteristica della voce. Alla voce e al naso a becco sembra essere legato anche il nome pulcinella, da "pulcino". Il carattere del personaggio richiama quello dello Zanni, pur essendo più complesso e articolato. Servo sciocco e insensato, non manca spesso di arguzia e buon senso popolare. In lui si mescolano un'intensa vitalità ed un'indole inquieta, triste e sempre pronta a stupirsi delle cose del mondo. Secondo la tradizione primo interprete e principale inventore del personaggio di Pulcinella fu l'attore Silvio Fiorillo, vissuto nella seconda metà del Cinquecento, che lo condusse alla notorietà insieme alla Compagnia degli Accesi. In seguito il più grande e noto Pulcinella fu l'attore Antonio Petito (1822-76), che lo slegò da un ruolo particolare, conferendogli maggiore spessore psicologico.

lunedì 23 febbraio 2009

SONIA ALFANO AL PARLAMENTO EUROPEO!

"Sento prima di tutto la necessità di ringraziare tutte quelle persone che con la loro presenza ed il loro costante affetto mi sono state vicino. un grazie con il cuore infiammato dal mio "amore" per loro va a Salvatore Borsellino, a Benny Calasanzio, a nicolò conti e a tutta la mia famiglia. ho cercato in questi giorni di tirare le somme della mia attività e ho parlato con tantissime persone per capire quale fosse la decisione migliore in merito alla candidatura alle europee.
Sono giunta alla conclusione che forse è opportuno tirare in ballo in questa decisione quante più persone possibile.
Ciò che ci ha sempre distinto dai politicanti è stato il nostro contatto diretto con la gente ed i loro problemi, cosa mai riuscita difficile perchè siamo persone normali e quelli sono i nostri problemi presentati dalla quotidianità.
Credo quindi che per continuare in questa direzione sia opportuno coinvolgere molta gente. non voglio imporre la mia presenza a nessuno, anzi le candidature dovrebbero essere espressione del popolo ed è così che vedo la soluzione alle mie perplessità.
Su Facebook c'è un gruppo fondato da Benny Calasanzio "per convincermi a candidarmi"..utilizzate quello e ogni altra forma di interpello che reputate più idonea, ma raggiungiamo la gente e facciamo decidere loro. credo sia il modo più giusto e democratico...io ragiono in termini di raccolte firme e referendum e forse anche per questo sento la necessità di non racchiudere questa decisione. spero possiate aiutarmi nel raggiungimento dell'obiettivo, perchè per me è fondamentale capire se la gente vuole la mia candidatura.
Grazie infinite a tutti, soprattutto a chi la penserà in maniera differente da me.
La differenza rende forte la democrazia e gli ideali!
Sonia Alfano"

domenica 1 febbraio 2009

" O con la Lega. O con il Sud!" (di Erasmo Vecchio)

Ricevo e pubblico.....
Cari fratelli, Non scherziamo !

Sappiamo bene che una battaglia nobile, come quella del riscatto della Sicilia e del Sud, rappresenta un valore che non è di destra o di sinistra, e neppure del nord. Affermare di perseguire il riscatto del Sud sostenendone le rivendicazioni e contrastando le attuali ingiustizie, non è compatibile con il sostegno ad un governo romano filo-leghista.
Non è compatibile con il mantenimento nelle proprie file degli stessi squallidi soggetti politici che in questi anni hanno condotto la Sicilia ed il Sud allo stato di colonia.
Non è compatibile stando con "due piedi in una scarpa", oggi con la Lega Nord, domani contro le scelte leghiste contro il Sud!
Non è compatibile con il mantenimento delle vecchie logiche partitiche che basano il proprio accrescimento e consolidamento sulle clientele, sulla spartizione del potere e sulle connivenze con l'attuale sistema che va, invece, contrastato in ogni modo.
La questione meridionale la si può affrontare solo se si ha la libertà di scelte coraggiose e coerenti capaci di far affiorare dal basso una indispensabile sincera mobilitazione del suo Popolo.
La grandezza della rivoluzione meridionale non sta nella capacità di conquistare il potere né nel suo spregiudicato esercizio, ma nella lotta al potere, ai suoi metodi.
Da uomini liberi.
Erasmo Vecchio (PARTITO DEL SUD)

venerdì 16 gennaio 2009

L’ultima intervista video di Giuseppe Fava...

Clicca,il video:
http://www.youtube.com/watch?v=jAogBSvaSyU
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L’ultima intervista video di Giuseppe Fava
E’ l’ultima intervista in televisione a Giuseppe Fava. Da "Film dossier" di Enzo Biagi, 28 dicembre 1983.L’ultima intervista televisiva di Giuseppe Fava, il 28 dicembre 1983. Lui sarebbe stato ammazzato il 5 dicembre 1984.
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Biagi: Giuseppe Fava, giornalista, scrittore catanese, autore di romanzi e di opere per il teatro. Fava, per i suoi racconti a cosa si è ispirato?


Fava: alle mie esperienze giornalistiche. Io ti chiedo scusa ma sono esterrefatto di fronte alle dichiarazioni del regista svizzero. Mi rendo conto che c’è un’enorme confusione sul problema della mafia. Questo signore ha avuto a che fare con quelli che dalle nostre parti sono chiamati "scassapagliare". Delinquenti da tre soldi come se ne trovano su tutta la terra. I mafiosi sono in ben altri luoghi e in ben altre assemblee. I mafiosi stanno in Parlamento, sono a volte ministri, sono banchieri, sono quelli che in questo momento sono ai vertici della nazione. Bisogna chiarire questo equivoco di fondo: non si può definire mafioso il piccolo delinquente che ti impone la taglia sulla tua piccola attività commerciale… quella è piccola criminalità che credo esista in tutte le città italiane e europee. Il problema della mafia è molto più tragico e importante, è un problema di vertici della nazione che rischia di portare alla rovina, al decadimento culturale definitivo l’Italia.

Biagi: Tu hai fatto conoscenza diretta del mondo della mafia, come giornalista?

Fava: Sì, ho conosciuto diversi personaggi dell’una e dell’altra parte. Attraverso le cronache, le indagini che andavamo conducendo e che abbiamo puntualmente riferito sui nostri giornali.

Biagi: Chi ricordi di più di questi tipi? Dei vecchi mafiosi, ad esempio? Sono cambiati?

Fava: Un uomo sì. C’è un abisso tra la mafia di vent’anni fa e quella di oggi. Allora il mafioso per eccellenza era Genco Russo. Io sono stato a casa di Genco Russo e, mi si perdoni il termine, sono stato l’unico ad avere l’onore di intervistarlo. Ad avere un memoriale firmato che iniziava con le parole "Io sono Genco Russo, il re della mafia". Genco Russo governava il territorio di Mussomeli dove, da vent’anni, non c’era stato non dico un omicidio ma nemmeno uno schiaffo. Non c’era un furto, tutto procedeva in ordine, nella legalità più assoluta. Era la vecchia mafia agricola, la quale governava un territorio di una forza straordinaria che il mondo di allora non poteva ignorare. Controllava tra i 15 e i 40mila voti di preferenza.Nessun uomo politico poteva ignorare questa potenza determinate. Era sufficiente che Russo spostasse quei voti non da un partito all’altro, ma anche all’interno dello stesso partito per determinare la fortuna o meno di un uomo politico.Ecco perché poteva andare alla Regione Sicilia e spalancare con un calcio la porta degli assessori: lui era il padrone.Poi la società si modificò e i mafiosi non furono più quelli come Genco Russo.I mafiosi non sono quelli che ammazzano, quelli sono gli esecutori. Anche al massimo livello. Si fanno i nomi dei fratelli Greco. Si dice che siano i mafiosi vincenti a Palermo, i governatori della mafia. Non è vero: sono anche loro degli esecutori. Sono nella organizzazione, stanno al posto loro. Un’organizzazione che riesce a manovrare centomila miliardi l’anno. Più, se non erro, del bilancio di un anno dello Stato italiano. E’ in condizione di armare degli eserciti, di possedere flotte, di avere una propria aviazione. Infatti sta accadendo che la mafia si sia impadronita, almeno nel Medio Oriente, del commercio delle armi. Gli americani contano in questo, ma neanche loro avrebbero cittadinanza in Italia, come mafiosi, se non ci fosse il potere politico e finanziario che consente loro di esistere. Diciamo che questi centomila miliardi, un terzo resta in Italia e bisogna riciclarlo, ripulirlo, reinvestirlo. E quindi ecco le banche, questo prolificare di banche nuove. Il Generale Dalla Chiesa l’aveva capito, questa era stata la sua grande intuizione, che lo portò alla morte. Bisogna frugare dentro le banche: lì ci sono decine di miliardi insanguinati che escono puliti dalle banche per arrivare alle opere pubbliche. Si dice che molte chiese siano state costruite con i soldi insanguinati della mafia.

Biagi: una volta si diceva che la forza dei mafiosi è la capacità di tacere. Adesso?

Fava: Io sono d’accordo con Nando Dalla Chiesa: la mafia ha acquisito una tale impunità da essere diventata perfino tracotante. Le parentele si fanno ufficialmente. Certo, si alzano le mani quando qualcuno sta per essere ammazzato, si cerca di tirare fuori l’alibi personale e morale. Io ho visto molti funerali di Stato. Ora dico una cosa di cui solo io sono convinto, quindi può non essere vera: ma molto spesso gli assassini erano sul palco delle autorità.

Biagi: cosa vuol dire essere "protetti", secondo il linguaggio dei mafiosi?

Fava: Poter vivere dentro questa società. Ho letta un’intervista esemplare, a quel signore di Torino che ha corrotto tutto l’ambiente politico torinese. Diceva una cosa fondamentale, una legge mafiosa che è diventata parte della cultura nazionale: non si fa niente senza l’assenso del politico e se il politico non è pagato. Noi viviamo in questo tipo di società, dove la protezione è indispensabile se non si vuol condurre la vita da lupo solitario. Questa vita può essere anche affascinante, orgogliosamente soli fino all’ultimo, ma 60 milioni di italiani non potranno farlo.

Biagi: Vorrei fare a tutti una domanda: secondo voi cosa si deve fare per eliminare questo fenomeno?

Fava: A mio parere tutto parte dall’assenza dello Stato e al fallimento della società politica italiana. Forse è necessario creare una seconda Repubblica, in Italia, che abbia delle leggi e una struttura democratica che elimini il pericolo che il politico possa diventare succube di se stesso, della sua avidità, della ferocia degli altri, della paura o che possa anche solo diventare un professionista della politica. Tutto parte da lì, dal fallimento degli uomini politici e della politica. Della nostra democrazia, così come con la nostra buona fede l’abbiamo appassionatamente costruita e che ci si sta sgretolando nelle mani.

Dalla Chiesa: Io ci ho pensato a lungo, credo che la regola principale sia far capire che il delitto non da potere, ma che anzi lo toglie.

martedì 13 gennaio 2009

INTERROGAZIONE dell'On.SIRAGUSA:"Gli agricoltori siciliani da mesi denunciano l’aggravamento della crisi dell’intero settore"

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Gentile Vasta,
sempre a proposito della crisi agricola siciliana le invio una interrogazione presentata dall' On. Siragusa in data 10 dicembre 2008 e l'Odg accolto dal Governo in sede di conversione del decreto-legge n. 171 del 2008 presentato a seguito della bocciatura degli emendementi.

Cordialmente,
Giulia Loffredi

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Atto Camera

Interrogazione a risposta in Commissione 5-00750 presentata da ALESSANDRA SIRAGUSA mercoledì 10 dicembre 2008, seduta n.101
SIRAGUSA. Al Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali.- Per sapere - premesso che: gli agricoltori siciliani e le loro associazioni da mesi denunciano l'aggravamento della crisi dell'intero settore; tale crisi deriva, oltre che da fattori strutturali, dal crollo dei prezzi all'origine di tutti i prodotti agricoli e dal notevole incremento dei costi di produzione (energia, sementi, concimi, antiparassitari, farmaci veterinari, eccetera); i fattori sopra descritti hanno determinato il tracollo del reddito per migliaia di aziende agricole; la finanziaria 2009 ha cancellato, per il triennio 2009-2011, le agevolazioni contributive per l'assunzione di manodopera agricola, sottraendo al settore ben 150 milioni di euro; quasi un centinaio di Consigli comunali, manifestando la volontà politica dei territori e degli operatori del settore, hanno approvato un ordine del giorno proposto dalla Cia con il quale si chiede il finanziamento della legge 81/2006, ossia la proroga per altri 3 anni delle agevolazioni contributive per le aziende che assumono manodopera agricola e operano in aree svantaggiate, come le zone montane e le regioni dell'ex obiettivo 1; in caso di mancato e tempestivo intervento, l'intero settore agricolo siciliano rischia il collasso, con gravissime ricadute in termini occupazionali; tra i comparti maggiormente in sofferenza vi è quello della viticoltura, la quale, dopo il crollo dello scorso anno dovuto alla peronospora, ha visto mortificato il tentativo di recuperare la produttività perduta a causa dei prezzi nettamente al di sotto della media nazionale; nonostante la grave crisi del settore vitivinicolo, l'attuale Governo ha tagliato il fondo nazionale di 50 milioni di euro destinato a viticoltori danneggiati nel 2007 dalla peronospora; anche l'agrumicoltura soffre una grave crisi, a causa di un previsto calo della produttività previsto del 50 per cento, dovuto alle gelate della scorsa pri- mavera e per il quale si attende ancora da parte del Ministero il riconoscimento dello stato di calamità naturale; nel mese di novembre l'Assessore all'agricoltura e alle foreste della Regione Sicilia, ha proposto al Governo nazionale la dichiarazione dello stato di crisi del settore agrumicolo; anche il settore cerealicolo registra un crollo dei prezzi: in particolare, il prezzo del grano è diminuito del 70 per cento nell'arco di sei mesi, passando da 48 centesimi al chilo a circa 16; anche sulla questione sopra menzionata le organizzazioni di categoria sono intervenute chiedendo il ripristino dei dazi sul prodotto extra Ue temporaneamente eliminato lo scorso anno al fine di favorire il ritorno delle quotazioni a livelli normali; la Cia siciliana ha denunciato che molte aziende agricole dell'isola sono esposte al racket, ad estorsioni, ad usura, ad abigeato, alla macellazione clandestina, a sofisticazioni, al condizionamento dei mercati ortofrutticoli e ad un complessivo intervento delle organizzazioni criminali e mafiose nella filiera agroalimentare; la Cia ha chiesto l'istituzione di una cabina di regia per migliorare il sistema dei controlli sulle derrate agricole di provenienza extra UE; le associazioni degli agricoltori siciliani hanno promosso giornate di mobilitazione e chiesto un tavolo di confronto con il Governo regionale e con quello nazionale -: se non intenda aprire con urgenza un tavolo di confronto con le associazioni degli agricoltori siciliani, al fine di individuare misure condivise per fronteggiare la crisi del settore agricolo e le sue prospettive future; se non ritenga opportuno assumere iniziative normative volte a ripristinare il fondo di 50 milioni di euro in favore degli agricoltori colpiti dalla peronospora, impegnandosi affinché sia modificato il tetto massimo del de minimis che, attualmente, prevede un intervento non superiore a 7.500 euro in tre anni, aumentandolo a 50.000 euro, nel triennio, come avviene per gli altri settori; se non ritenga altresì opportuno assumere iniziative normative volte a introdurre agevolazioni fiscali, quali la riduzione del 50 per cento delle aliquote Iva per l'acquisto dei beni e dei servizi necessari all'esercizio dell'attività agricola, la riduzione dell'Iva al 4 per cento sui carburanti utilizzati in agricoltura e l'abolizione delle accise sulle attività agricole e zootecniche.(5-00750)

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Ordine del giorno
La Camera,
premesso che:
gli agricoltori siciliani e le loro Associazioni da mesi denunciano l’aggravamento della crisi dell’intero settore;
tra i comparti maggiormente in sofferenza vi è quello della viticoltura, la quale, dopo il crollo dello scorso anno dovuto alla peronospora, ha visto mortificato il tentativo di recuperare la produttività perduta a causa dei prezzi nettamente al di sotto della media nazionale
nonostante la grave crisi del settore vitivinicolo, l’attuale Governo ha tagliato il fondo nazionale di 50 milioni di euro destinato a viticoltori danneggiati nel 2007 dalla peronospora;
lo stanziamento di 10 milioni di euro contenuto nel provvedimento in esame per indennizzare i viticoltori danneggiati dalla peronospora nella scorsa campagna produttiva è insufficiente;
Impegna il governo
a reperire al più presto le risorse necessarie per risarcire i viticoltori siciliani.



venerdì 9 gennaio 2009

SULLA CRISI CHE INVESTE L'AGRICOLTURA SICILIANA( dell'on. A.Siragusa)

Gentile dott.Vasta,
l' On. Siragusa si è occupata della crisi che investe l'agricoltura siciliana. A tal proposito le invio di seguito l'intervento dell' Onorevole in occasione della conversione in legge del decrreto 171. Cordialmente,
Giulia Loffredi

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Resoconto dell’intervento dell’ On. Alessandra Siragusa in discussione generale sul decreto-legge 3 novembre 2008, n. 171, recante misure urgenti per il rilancio competitivo del settore agroalimentare.
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17 dicembre 2008
"Signor Presidente,
in questi giorni gli agricoltori siciliani hanno promosso una serie di manifestazioni per chiedere ascolto al Governo e al Parlamento. Il testo che stiamo esaminando, infatti, così come è stato approvato dal Senato a novembre, contiene due specifiche norme che toccano le questioni relative all'agricoltura siciliana. La prima prevede lo stanziamento di 10 milioni di euro per indennizzare i viticoltori danneggiati dalla peronospora nella scorsa campagna produttiva; la seconda proroga al 31 marzo 2009 gli sgravi contributivi per le aziende che assumono manodopera agricola nei territori montani o sottoutilizzati.Eppure questi interventi, che sono stati comunque fortemente richiesti dalla CIA siciliana, che ha avviato la mobilitazione in Sicilia a sostegno di alcune proposte concrete, sono del tutto inadeguati rispetto alle reali esigenze degli agricoltori dell'isola. Infatti, lo stanziamento di 10 milioni di euro è solo un quinto di quanto era stato precedentemente stanziato e poi sottratto agli agricoltori danneggiati dalla peronospora, e nel testo non si fa alcun riferimento alla destinazione territoriale. Ciò fa presupporre, quindi, che i 10 milioni di euro saranno destinati a tutti i viticoltori italiani danneggiati dalla peronospora, il che naturalmente è giusto e condivisibile, ma rende lo stanziamento del tutto irrisorio rispetto al fabbisogno. È infatti da sottolineare che parlare di 50 milioni di euro solo per i viticoltori siciliani o di 10 milioni di euro per tutti coloro che si trovano nella loro stessa condizione fa una grande differenza. È uno stanziamento, quello che è stato inserito in questo provvedimento, assolutamente insufficiente.La seconda misura prevede una proroga di soli tre mesi, fino al 31 marzo 2009, degli sgravi contributivi per le aziende che assumono manodopera agricola. Ciò significa che a partire dal 1o aprile 2009 le aziende agricole che assumono braccianti registreranno un aumento di quasi il 70 per cento dei costi contributivi. Si tratta di un aumento assolutamente insostenibile per migliaia di aziende agricole siciliane che sicuramente saranno costrette a non assumere manodopera, con la conseguente riduzione netta di occupati del settore, che la CIA siciliana stima possa interessare circa 15 mila unità, pari quindi a oltre il 10 per cento degli occupati del settore.In Sicilia le aziende agricole danno lavoro a ben 130 mila braccianti per un ammontare di circa 11 milioni di giornate lavorative. Quindi, mentre sarebbe urgente e necessario mettere in campo misure atte anche a sostenere l'occupazione, in agricoltura si procede ad aumentare i costi del lavoro per la parte contributiva, favorendo in tal modo la netta riduzione degli occupati, cosa di cui - ne ho parlato anche stamattina nel mio precedente intervento - non sentiamo affatto il bisogno.L'agricoltura siciliana versa in uno stato di crisi gravissima e non solo non riesce a fare reddito con gli attuali costi contributivi che fino al 31 dicembre 2008 prevedevano sgravi consistenti, ma dovrebbe addirittura fronteggiare il preannunciato aumento. Tale crisi deriva, oltre che da fattori strutturali, dal crollo dei prezzi all'origine di tutti i prodotti agricoli e dal notevole incremento dei costi di produzione (mi riferisco all'energia, alle sementi, ai concimi, agli antiparassitari, ai farmaci veterinari ecc…).Oltre alla viticoltura, gravemente colpita dalla peronospora, anche l'agrumicoltura soffre una grave crisi a causa di un calo di produttività, stimato al 50 per cento, dovuto alle gelate della scorsa primavera e per il quale si attende ancora da parte del Ministero il riconoscimento dello stato di calamità naturale;Già dal mese di novembre l'Assessore all'agricoltura e alle foreste della Regione Sicilia, ha proposto al Governo nazionale la dichiarazione dello stato di crisi del settore agrumicolo, senza avere ancora risposta.Anche il settore cerealicolo registra un crollo dei prezzi. In particolare, il prezzo del grano è diminuito del 70 per cento nell'arco di sei mesi. I nostri agricoltori oggi vendono il prodotto a circa 16 centesimi al chilo contro i 48 dei mesi precedenti. Le organizzazioni di categoria sono intervenute chiedendo il ripristino dei dazi sui prodotti che provengono dai Paesi non appartenenti all'Unione europea, temporaneamente eliminato lo scorso anno al fine di favorire il ritorno della quotazioni a livelli normali.A ciò si aggiunge, che molte aziende agricole dell'isola sono esposte al racket, alle estorsioni, all'usura, all'abigeato, alla macellazione clandestina, alle sofisticazioni, al condizionamento dei mercati ortofrutticoli e a un complessivo intervento delle organizzazioni criminali e mafiose nella filiera agroalimentare.
Gli agricoltori siciliani e le loro associazioni da mesi denunciano l'aggravamento della crisi dell'intero settore, crisi che ha determinato il tracollo del reddito per migliaia di aziende agricole. Si tratta di un problema tanto sentito che anche i consigli comunali, un centinaio addirittura, manifestando la volontà politica dei territori e degli operatori del settore, hanno approvato un medesimo ordine del giorno, proposto dalla CIA, con il quale si chiede il rifinanziamento della legge n. 81 del 2006 e, quindi, la proroga per altri tre anni delle agevolazioni contributive per le aziende che assumono manodopera agricola e che operano in aree svantaggiate, come le zone montane e le regioni dell'ex obiettivo 1, periodo che qui viene limitato a soli tre mesi.Ben altri sono quindi gli interventi necessari per ridare slancio al settore agricolo in Sicilia. Questo provvedimento fa passi indietro rispetto a quanto era previsto nella legge finanziaria 2008 varata dal Governo di centrosinistra. La CIA siciliana ha chiesto l'istituzione di una cabina di regia per migliorare il sistema dei controlli sulle derrate agricole di provenienza extra UE e un incontro urgente con il Governo per confrontarsi su questi argomenti.È necessario, infatti, trovare sistemi per abbassare i costi di produzione riducendo, per esempio, le accise sui carburanti e abbattendo le aliquote IVA sui fattori di produzione, dal gasolio ai concimi, ai fitofarmaci.Gli agricoltori siciliani chiedono l'azzeramento dell'accisa sul gasolio, utilizzato in tutte le attività agricole e zootecniche, la riduzione dell'aliquota IVA sui carburanti e di quella sul vino. Inoltre, chiedono di fissare al 4 per cento l'IVA sulla nuove strutture realizzate nell'ambito dei piani di sviluppo rurale e di ridurre del 50 per cento le aliquote relative all'acquisto dei beni e dei servizi necessari allo svolgimento dell'attività agricola.
Allora l'invito che rivolgo al Governo è di ascoltare le istanze degli operatori del settore, aprendo con urgenza un tavolo di confronto con le associazioni degli agricoltori siciliani, al fine di individuare misure condivise per fronteggiare la crisi del settore agricolo e le sue prospettive future, impegnandosi affinché sia modificato il tetto massimo del de minimis che, attualmente, prevede un intervento non superiore a 7.500 euro in tre anni, aumentandolo a 50.000 euro, nel triennio, come avviene per gli altri settori; e impegnandosi per la sua parte a introdurre agevolazioni fiscali, quali la riduzione del 50 per cento delle aliquote Iva per l'acquisto dei beni e dei servizi necessari all'esercizio dell'attività agricola, la riduzione dell'Iva al 4 per cento sui carburanti utilizzati in agricoltura e l'abolizione delle accise sulle attività agricole e zootecniche.Solo così il Governo potrà dire di avere sostenuto un settore che è strategico per lo sviluppo della Sicilia. La richiesta, quindi, in questo momento è quella di migliorare il testo in trattazione con gli emendamenti che sono stati proposti dal Partito Democratico".

martedì 6 gennaio 2009

A rarika ( dalla rassegna stampa di Luca Zaia)


a rarika: "Vedi, che a pensar male non sempre ci si azzecca e ...
17 ore fa per Orazio Vasta Eppure, il Ministro Zaia ha avuto gran cura di emettere Decreti di delimitazioni danni delle regioni del Nord-Italia avvenute appena a luglio di quest'anno. Sa il Ministro che cosa abbiamo perso con le gelate ? ...
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a rarika: Io,Corrado Vigo,il ministro Zaia e l'anticamera della ...
6 dic 2008 per Orazio Vasta Mi pare che Zaia sia piemontese... comunque erede garibaldiota... ed a proposito di arance siciliane non posso esimermi dal ricordarvi che quintali e quintali di queste, ogni anno, vengono distrutte senza rispetto per Madre Natura e ...
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11 dic 2008 per Orazio Vasta Il ministro Luca Zaia risponde a Orazio Vasta...e a Corrado Vigo. Le vostre lettere. orazio vasta scrive: Egr.Dott.Ministro,sono un giornalista,ho letto la lettera dell dott.Vigo di Trecastagni e gradirei conoscere il suo pensiero. ...a rarika - http://rarika-radice.blogspot.com/


a rarika: ZAIA-SILENZIO-SICILIANO (di Corrado Vigo)
28 nov 2008 per Orazio Vasta ZAIA-SILENZIO-SICILIANO (di Corrado Vigo) · zaiasilenziosiciliano. Se ci fosse stato di bisogno di una ulteriore conferma, eccola: Continuerò a porre la massima attenzione al settore olivicolo che, superata l'emergenza attuale, ...
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EPPUR...CI SIAMO!
13 nov 2008 per Orazio Vasta Luca Zaia nasce 38 anni fa a Conegliano in provincia di Treviso da madre casalinga e padre artigiano meccanico. E' sposato dal 1998 e risiede a Bibano di Godega di Sant'Urbano nella sinistra Piave trevigiana. ...
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IL POST DI VIGOPARLANDO:Lettera aperta al Ministro Zaia....
4 dic 2008 per Orazio Vasta Caro Ministro,. Le scrivo questa ennesima lettera per congratularmi da Siciliano con Lei. Lei è riuscito a fare ciò che decine e decine di Suoi predecessori non sono riusciti a fare:. - sistemare la vicenda delle quote latte; ...
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Caro Ministro(Luca Zaia)...di Corrado Vigo
2 nov 2008 per Orazio Vasta Caro Ministro, sono una agronomo, ma al contenpo un agrumicoltore, e discendo da famiglia di agrumicoltori. Faccio la professione da 24 anni, e da 29 coltivo arance, le tanto bistrattate arance siciliane, che tutti amano, ...
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ministro luca zaia...ci facca il piacere!!!
8 ott 2008 per Orazio Vasta non mi venite a dire che ce l'ho col ministro luca zaia. se le tira addosso! le gelate del febbraio 2008 che hanno decimato le produzioni agrumicole nel siracusano e nel catanese, e che hanno quasi azzerato le produzioni, ...
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Il Veneto,la Padania e il leghista Zaia/1
8 set 2008 per Orazio Vasta Demo anca rexoconto de un epixodio particolar e inedito, che xe stà la contestasion de tanti indipendentisti veneti al ministro del goerno talian Luca Zaia col xe ndà sora el palco e che par la prima volta el se gà catà la sorprexa de ...
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Il Veneto,la Padania e il leghista Zaia (2
8 set 2008 per Orazio Vasta Alla annuale festa di Raixe Venete svoltasi a Cittadella (PD) domenica 7 settembre, è salito sul palco per fare la sua ormai annuale apparizione alla festa Luca Zaia(nella foto sopra), ministro delle Politiche agricole alimentari e ...
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il ministro luca zaia è troppo impegnato a fare il sommelier...
2 set 2008 per Orazio Vasta il ministro luca zaia è troppo impegnato a fare il sommelier, e quindi che gli interessa di ciò che è il passato? pensa ad assaggiare il vino, custodito nelle botti, ... la mortadella ... il latte. una vergogna! una vera vergogna! " ...
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GAETA:I PESCATORI CHIAMANO IN CAUSA IL MINISTRO ZAIA
6 giu 2008 per Orazio Vasta Il consigliere Antonio Fantasia, delegato alla pesca del Comune di Gaeta, è tra gli estensori di un piano che oggi stesso sarà inviato al Ministro delle Politiche Agricole, Luca Zaia, per sostenere le altre proposte avanzate ma, ...
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"PIZZA BLOG" by "Vigopensiero" blog....
26 ott 2008 per Orazio Vasta ... Pascal Giuliano, Orazio Vasta, Filippo Bottini, bimbo scemo (così sappiamo chi è), Luther Blisset (da Palermo), don don, massaro peppe, brancolatore, zorro, alfio, ed anche Lucio Zaia, sì anche lui, e tutti gli altri . ...
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zaia,uno degli amici legaioli del governatore della sicilia,on ...
26 apr 2008 per Orazio Vasta "eccolo qui, il nuovo ministro in pectore all'agricoltura, luca zaia. festeggia un suo compleanno, ma nel frattempo una pattuglia della polstrada lo sorprende a correre lungo l'autostrada a27 nei pressi di conegliano a 193 chilometri ...
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26 dic 2008 per Orazio Vasta Ministro Luca Zaia, che ha mostrato un disinteresse verso il sud Italia come mai nessun altro Ministro (lo paragono solo al prof. Paolo De Castro e all'on.le Gianni Alemanno); - arch. Giuseppe Morale, che ha eluso la mia lettera ...a rarika - http://rarika-radice.blogspot.com/


a rarika: UNA MARTELLATA!
7 mag 2008 per Orazio Vasta Il leghista Luca Zaia sarà il nuovo Ministro. Altro che "mamma li turchi". Ci aspettano tempi bui ... e il sopravvento di una cultura agricola continentale, per nulla vicina ai bisogni del nostro territorio. ...
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il diritto dei popoli all'autodeterminazione
21 feb 2008 per Orazio Vasta l’indipendenza veneta è ulteriormente favorita dalla futilità dei proclami autonomistici dei vari galan, zaia, variati, che si scontrano contro la volontà ineffabile di roma di non concedere alcunchè di sostanziale. ...
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"Vedi, che a pensar male non sempre ci si azzecca e qualche volta si fa pure peccato?"(Luca Zaia,Ministro)

Trecastagni,agronomo a Zaia: "Le gelate ci hanno rovinato"
"Caro Ministro",inizia in questo modpo la lettera indirizzata a Luca Zaia,responsabile delle Politiche agricole e la risposta del ministro leghista non si è fatta attendere. A scrivergli è stato Corrado Vigo: "Sono una agronomo di Trecastagni, ma al contenpo un agrumicoltore, e discendo da famiglia di agrumicoltori. Faccio la professione da 24 anni, e da 29 coltivo arance, le tanto bistrattate arance siciliane, che tutti amano, ma che ci stanno portando economicamente alla rovina, perchè nonostante gli elevati prezzi di vendita al consumo, a noi vengono pagate a prezzi irrisori. L'anno scorso anche fra i 5 ed i 7 centesimi al chilo. Sì ha letto bene! 5-7 eurocentesimi al chilo. Mi rammarico, però, del fatto che lei sia poco attento alla questione, ma la vedo assai impegnato, invece, nella tutela- come è anche giusto che sia-dei prodotti della sua terra. Vorrebbe, per favore,dare un pò più di "conto e retta" alle problematiche di noi agricoltori del sud?". Corrado Vigo è il portavoce di un nutrito gruppo di agronomi etnei, e che ha posto anche l'accento sulla questione economica,vistoche al ministero è bloccata una barca di soldi:"Mi riferisco alle calamità che non sono state pagate dal 1996. Sì dal 1996 ad oggi! Eppure, il Ministro Zaia ha avuto gran cura di emettere Decreti di delimitazioni danni delle regioni del Nord-Italia avvenute appena a luglio di quest'anno. Sa il Ministro che cosa abbiamo perso con le gelate ? Nella mia azienda agricola, invece di 110 vagoni di arance (1.100.000 Kg), quest'anno ne racoglierò appena 20 di vagoni. Oltre l'80% di danno!". Ma,c'è chi sta peggio.Sull'argomento interviene Tommaso Medici,della Flai-Cgil: "E' chiaro-dice il dirigente -che le attenzioni del signor ministro,il leghista Zaia,non sono rivolte verso il Sud. La Sicilia,poi,è da sempre,anche per l'agricoltura, una specie di cenerentola.Tutto il settore agricolo e forestale siciliano è in sofferenza e,se il mio concittadino Vigo e gli altri proprietari degli agrumeti sono alla rovina,i braccianti, i lavoratori dipendenti sono sul lastrico! Senza alcuna prospettiva.Non solo nel settore agrumicolo. Ma,mi chiedo,è tutta e solo colpa del ministro Zaia? E la Regione Siciliana? L'assessore regionale all'agricoltura,il catanese La Via? I comuni? Le associazioni dei produttori?Le associazioni di categoria? E i parlamentari siciliani,tutti, che fanno? Lo stesso sindacato? Chi non è colpevole lanci... la prima arancia".

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LA RISPOSTA
Il leghista:ecco le battaglie vinte per il sud
"A chi mi accusa-risponde il ministro Zaia- di essermi dimenticato del Mezzogiorno dico che molte sono state le battaglie a favore del Sud Italia... Mi vengono in mente la crisi della mozzarella, il summit internazionale sulla pesca che riguarda tutte le regioni meridionali e che la stagione vitivinicola è stata aperta proprio in Sicilia. Per quando riguarda gli agrumi in Sicilia siamo riusciti a far arrivare all'isola 55 mln di euro.Con il completamento della ricognizione sulle superfici, da parte dell'Agea, si è ,infatti ,ottenuto il via libera al decreto per l'attuazione della riforma della PAC,Politica Agricola Comune. Se in passato, dei 120 milioni di euro un terzo arrivava alla Sicilia, ora la quota supera i 55 milioni; i premi saranno liquidati entro fine anno. Oltre 1374 sono le aziende interessate al premio produzione, alle quali sarà elargito un contributo di 643,62 euro per ogni ettaro. Mentre sono ben 9947 le aziende interessate al contributo per la trasformazione. E' da sottolineare che il nuovo meccanismo premia anche i produttori che, in passato, non rientravano nel cosiddetto "storico". Vedi, che a pensar male non sempre ci si azzecca e qualche volta si fa pure peccato?".
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REGIONE,la replica dell'assessore al ministro
La Via:troppi lacci e lacciuoli nella capitale
"Il Ministro Zaia-dicel'assessore regionale alle Politiche agricole Giovanni La Via- nulla ha fatto per quanto attiene all'aiuto al reddito dei produttori agrumicoli che,invece, deriva da un Decreto Ministeriale firmato dall'allora Ministro De Castro.Il trasferimento dei 55 milioni di euro circa ai nostri produttori agrumicoli deriva, quindi, dall'applicazione di quel decreto e nulla di aggiuntivo mi sembra che sia venuto dall'attuale governo nazionale.Per quanto attiene al tema del riconoscimento della calamità-sollevata dall'agronomo trecastagnese Corrado Vigo- relativa alle gelate del 18 e 19 febbraio 2008, che grande danno hanno determinato nelle realtà agrumicole siciliane, mi sembra che il Ministero abbia perso molto tempo richiedendo una infinità di precisazioni agli uffici regionali che mi sono sembrate pretestuose e finalizzate a ridurre al minimo l'estensione e l'entità del danno. Tali precisazioni, puntualmente fornite dagli uffici regionali, credo abbiano ormai convinto gli uffici ministeriali e spero che in tempi brevi si possa arrivare alla declaratoria. Se il Ministro Zaia lo volesse, credo che potrebbe intervenire senza difficoltà sugli uffici del suo dicastero per accelerare l'iter di approvazione della declaratoria.Inoltre,credo che il Ministro debba porsi il problema di una crisi grave che colpisce tutti i comparti produttivi dell'agricoltura italiana, che richiede un ragionamento assai diverso da quello attualmente impostato su interventi spot sul mercato".
Orazio Vasta
(Fonte:GIORNALE DI SICILIA del 2 gennaio 2009-edizione di Catania,pag.22)

martedì 30 dicembre 2008

I mandarini di Natale (di Giuseppe Barra)

I veri mandarini, quelli di una volta, e soprattutto nostrani, emanano un acre odore che stimola la fame, ma ancor più il ricordo del Natale, del mio Natale da bimbo.
Ricordo che ci riunivamo noi bambini con mamma e papà accanto al fuoco, mentre nel caminetto ad ardere vi era il ceppone accompagnato da rami d’ulivo alquanto curvi, senza forma regolare e pieni di protuberanze.
Mamma ripeteva sempre: Non toccate il fuoco, chè vi potete scottare! Ricordo ancora, dopo la magra cena natalizia, mio padre e mio fratello che andavano a controllare in casa se tutto era a posto (perché la cucina era fuori casa), mentre ci accingevamo a giocare a carte.
Chi vinceva la partita mangiava due mandarini, invece di uno.......

Per continuare a leggere,clicca.... I mandarini di Natale
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Giuseppe Barra è il direttore del mensile culturale "Il Saggio" di Eboli

martedì 23 dicembre 2008

IL MIRACOLO DI NATALE....

Che questo Natale ti doni tutta la serenità
che il tuo cuore desidera …
Spero che per miracolo leggendo questa
e-mail ti possa arrivare tutto il calore
e l’emozione che provo scrivendola.
Carmine Spera

lunedì 22 dicembre 2008

BUONE FESTE dai CDS

***********BUONE FESTE I Comitati delle Due Sicilie augurano a voi e alle vostre famiglie un sereno Natale e un prospero Anno nuovo, foriero di sempre maggiori fortune .


AUGURI da EBOLI


Il Presidente del Centro Culturale Studi Storici e Direttore editoriale de “Il Saggio”,Giuseppe Barra;
il Direttore responsabile de “Il Saggio”, Geremia Paraggio;
l’intero direttivo del Centro e i componenti del mensile “Il Saggio”, augurano a tutti gli amici un Buon Natale e un felice anno nuovo.

sabato 20 dicembre 2008

Aglio e fravaglio...

LA ROSAGNOLA
(Ballata Lazzara)
di M. Salvadore – G. Caiazzo – M.Caiano

Aglio e fravaglio

fattura ca nu' quaglia

Corno e bicorno

levam 'e jettatori 'a tuorno.

Fonnachèra o Reggiae'

d''a mia chesta Seggia!


Cap'alice e capa r'aglio

quann'è c'a mannàmme 'o squaglio?

'n'ce 'a mannàmmo 'a Jervolinocu'

'a parrocchia 'e Bassolino

'o PD d''e frate e sorecu'

'a cungrega 'e ll'assessòre


'O Cardillo 'int'a caiola

'O Gambale a se fa' 'a sola

'O Laudadio c'o crucifisso

'O Bocchino parla a ppe isso!


I'je 'sta seggia 'a sott'o mazzo

nun m'a levo... manco p' 'o c***o!

'O cunziglio comunale

resta sempe tale e quale!

Cap'alice e capa r'aglio

I'je nun aggio fatto sbaglio!


Corno e bicorno

levac 'e mariuole 'a tuorno

fa' che 'a Giunta se sconocchia

leva mano 'e figlie'n'trocchia.

Masanie' ciento spaselle

vòttancelle 'e cap'e'mbrella
'O Cardillo 'int'a caiola

'O Gambale a se fa' 'a sola

'O Laudadio c'o crucifisso

'O Bocchino parla a ppe isso!


E' Totonno ca m'à dato

'o putere delegato

Conto comme 'o quatt' e coppe

me sta bbuono ... e me ne fotto!

Aglio e fravaglio

Corno e bicorno

i'je no ca nun me metto scuorno!


§§§§§§§§§§§§§§§§
Ed. http://blog.libero.it/lavocedimegaride

Svimez:"E' la Sicilia la regione più povera"


I NOSTRI PRIMATI
da http://www.ansa.it
Svimez: indagine su redditi famiglie Al Sud nel 2005 una su tre con meno di 1. 500 euro al mese
(ANSA) - ROMA, 19 DIC - Nel 2005 al Sud una famiglia su tre (il 33,5% del totale) ha guadagnato tra 500 e 1500 euro al mese, contro il 18,4% del Centro-Nord. Emerge dall'indagine sui redditi dello Svimez relativa al 2005.
E' la Sicilia la regione piu' povera: quasi il 23% ha entrate inferiori a mille euro al mese.
Poi Calabria (19%), Basilicata (18%) Puglia, Campania e Molise (17%).
In Abruzzo e Sardegna sono in questa condizione l'11 e il 12% delle famiglie, percentuale comunque superiore al Centro-Nord (7,3%).
***********

mercoledì 17 dicembre 2008

"Senza libertà cosa farete?" (di W.Wallace)

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" Siete venuti a combattere da
uomini liberi,e uomini liberi siete:
senza libertà cosa farete?
Certo chi combatte può morire,
chi fugge resta vivo,
almeno per un po'…
Agonizzanti in un letto
fra molti anni,
siete sicuri che non sognerete
di barattare tutti i giorni che
avrete vissuto, a partire da oggi,
per avere l'occasione,
solo un'altra occasione,
di tornare qui
sul campo
ad urlare ai nostri nemici
che possono toglierci anche la vita,
ma non ci toglieranno mai
la libertà".
William Wallace (eroe della Nazione scozzese)
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==============
Sir William Wallace (Elderslie, 127023 agosto 1305) è stato un condottiero scozzese che guidò i suoi connazionali alla ribellione contro l'occupazione della Scozia da parte degli Inglesi; nel quadro delle Guerre di indipendenza scozzese, Wallace combatté anche contro re Edoardo I d'Inghilterra.
La visione popolare consolidata spesso considera Wallace come una "persona del popolo", in contrasto con il connazionale Robert the Bruce (
Roberto I di Scozia), che era di nobile lignaggio. La famiglia di Wallace discendeva da Richard Wallace (Richard il Gallese), un possidente terriero che visse sotto i primi membri della famiglia Stuart
, poi famiglia reale a pieno titolo.
Wallace nacque a
Elderslie, nel Renfrewshire (vicino a Kilmarnock, Ayrshire) attorno al 1270, il che lo rendeva ancor giovane negli anni di maggior splendore personale, tra il 1297 e il 1305.
PER CONTINUARE A LEGGERE,CLICCA:
http://it.wikipedia.org/wiki/William_Wallace

TUTTI A TRECASTAGNI...c'è il "Mercatino di Natale"...

Questa locandina non è pubblicità,è stata postata liberamente dal blog...TUTTI A TRECASTAGNI* !PER SAPERNE DI PIU', CLICCA: http://www.comune.trecastagni.ct.it/SCHEDA_NATALE_2008.HTM
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*Trecastagni,centro pedemontano a 15 chilometri da Catania...

domenica 14 dicembre 2008

EBOLI:continua la resistenza al "coso" di cemento...

BELVEDERE E SFREGIO A EBOLI

Che cosa, poi, di bel dovrei vedere
dal vostro Belveder che bel non è:
cemeto e pietre ? vetri e ferro ? e è bello,
secondo voi, di più del bello vero ?
Che è quel che il Grande Artista ha immaginato,
e fatto qui per noi superbamente,
per noi che figli siam di Eboli cara,
e d'ogni nostro avo che qui dorme,
e d' ogni viaggiatore che si bea
dal nostro Belvedere naturale ?
E Eboli morrebbe per lo scempio
che state per commetter per denaro
-da Giuda traditori - ed annebbiati
dal facile guadagno, e distruggete
il cuore millenario di un paese:
che come un condannato si ribella,
e grida: "Non lo fate ! Non lo fate !..."
Ma per davver... non ve ne vergognate ?!
Armando Bettozzi
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Continuano gli interventi per impedire la realizzazione del "coso" di cemento ad Eboli,CLICCA il link del nostro post aggiornato...http://rarika-radice.blogspot.com/2008/12/ebolino-al-coso-di-cementoper.html