mercoledì 1 ottobre 2008

Pillole di ...MUSICOTERAPIA


MUSICOTERAPIA
A cura del:
MT Rallo Luca
Tel: 3384388074
Email: lucarallo@libero.it

Che cos'è la musicoterapia
Che disturbi cura
MT Rallo Luca

Che cos'è la Musicoterapia
La musicoterapia è basata sull'idea che la musica se usata correttamente:

- agisce sul sistema neurovegetativo (che regola le funzioni del corpo quali la traspirazione, il ritmo cardiaco, la pressione sanguigna).

- facilita la liberazione delle emozioni e delle risorse creative di ciascuno.

A differenza dei metodi di cura basati sulla separazione di mente e corpo (come nella psicoterapia e nella medicina tradizionale), la terapia musicale ha un approccio olistico, che riguarda cioè sia la parte spirituale che quella fisica dell'individuo: i suoni, infatti, provocano nello stesso tempo reazioni emotive e risposte fisiologiche, per cui nella cura con la musicoterapia mente e corpo vengono considerati nella loro unità.

Diversi studi ed esperienze attuati in molti paesi hanno dimostrato l'importanza della musica nella vita dell'uomo e lo stimolo positivo o negativo che il fenomeno musicale può avere sulla sfera affettiva dell'individuo e sul suo stesso equilibrio psicofisico.
La musica, infatti, superando i filtri logici e analitici della mente, riesce a entrare direttamente in contatto con i sentimenti e le passioni più profonde e a stimolare la memoria e l'immaginazione fino a provocare vere e proprie reazioni fisiche.

Ascoltare e "fare" musica in prima persona, dunque, può rilassare, divertire, attivare le energie fisiche e mentali, favorire il contatto con le parti più profonde di noi stessi.

I campi di applicazione della musicoterapia sono diversi. Questa tecnica si è rivelata molto utile nel miglioramento dei disturbi provocati dall'ansia e dallo stress. Le sedute di musicoterapia, infatti, possono distendere efficacemente i soggetti troppo tesi o, al contrario, restituire ottimismo e vitalità a quelli che soffrono di momenti di apatia o di depressione.

-La musica può affiancare una psicoterapia, in quanto aiuta il soggetto ad esprimersi e a comunicare attraverso i suoni. In alcuni casi, poi, la terapia musicale costituisce un utile sostegno psicologico alle cure di disturbi fisici anche seri perchè offre un'occasione di svago e di gradevole rilassamento e può contribuire a uno stato di benessere generale

-L'ascolto è indicato nella preparazione al parto: le sessioni di rilassamento con la musica, infatti, sono calmanti e utili per le gestanti. Una melodia di sottofondo dolce e tranquilla, inoltre,rende più piacevole l’esperienza del parto.
La terapia musicale si rivela efficace anche nell'ambito della riabilitazione delle persone che hanno problemi motori e di origine neurologica.

-La musicoterapia, infine, è stata sperimentata con successo nella cura di malattie serie come l'autismo, una malattia che si manifesta nell'infanzia e che compromette la vita di relazione, l'uso del linguaggio e lo sviluppo mentale.

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Fonte: www.filastrock.it



La Padania? "Il peggior nemico del Veneto"

La Padania, il peggior nemico del Veneto
All’inizio, la Padania, stato federale o confederale, avrebbe dovuto garantire autonomia, indipendenza e autogoverno alle regioni del nord come Veneto, Lombardia, Piemonte ecc. ecc.
Erano previste pochissime competenze al governo centrale, giusto il minimo indispensabile, e tutti i poteri alle regioni che sarebbero diventate dei veri e propri stati, almeno così ci hanno raccontato.
Però, poi, nonostante il tramonto dell’ipotesi secessionista, il progetto Padania è rimasto nei disegni della Lega nord.
A questo punto, però, se la Padania non sarà uno stato cosa sarà?

Forse una grande regione?
Pare proprio di si!
E come nascerà?
Dalla fusione delle regioni del nord!
Visto che non c’è spazio per istituzioni intermedie tra Stato e Regione, è chiaro che l’unica possibilità di realizzare la Padania è quella di cancellare le regioni, o meglio, fonderle insieme!
Ciò non risolverà i problemi di funzionamento della cosa pubblica e lascerà irrisolti i nostri problemi economici, perché l'utopia Padana sarà un’enorme regione centralista che cancellerà quelle esistenti!
Questo particolare, però, non viene spiegato bene, tanto che quelli che lavorano per realizzare la Padania vanno dicendo, convinti, di salvaguardare l’identità Veneta, mentre stanno agendo per cancellarla!
Nessuno ci ha mai spiegato, né può farlo, questa contraddizione; infatti per creare l’identità Padana è necessario sostituirla a quella Veneta, come per creare la Padania bisogna rinunciare al Veneto: matematico!
Ma se questo non ce l’hanno detto, vuol dire che, anche questa volta, ci hanno fregato, per questo il progetto Padania può essere definito il peggior nemico del Veneto, la Padania è contro il popolo e l’identità Veneta!
Purtroppo migliaia di persone stanno lavorando a questo progetto convinte di salvaguardare l’identità Veneta e invece la stanno affossando……. meditate gente ..… meditate…..
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La cartina geografica della "Padania" l'ho ripresa dal sito del movimento giovanile della Lega Nord...e ,come sostiene l'amico Falezza ,il Veneto "padano" diventa un'espressione geografica...Orazio Vasta

Verso l’Iran – donna e nazione...

"IL MIO

NOME

E'

IRAN"
di Davar Ardalan - Nuovi Mondi - Editoria e informazione indipendente
Avvincente, piacevole e incorniciato da una raffinata prospettiva storica, Il mio nome è Iran è il racconto appassionato di una donna cresciuta tra tradizione iraniana e valori occidentali. È un libro che narra un’affascinante epopea familiare: tre generazioni di donne eccezionali le cui vite si intrecciano tra politica, religione e sentimento. Donne divise tra due paesi amati ma nettamente separati: l’Iran e l’America.
“Il mio primo nome è Iran, e in tanti modi la mia vita è stata lo specchio della mutevolezza dell’Iran, tra esperimenti di modernità, rivoluzione e Islam. C’è una foto nel mio album, è del marzo del 1982, ero in posa come Brooke Shields nella sua famosa pubblicità per i jeans di Calvin Klein. Nella pagina seguente dell’album c’è un’altra foto, risale a due anni dopo, e io sono velata. Una giovane sposa durante la nuova rivoluzione dell’Ayatollah Khomeini.All’età di 19 anni lasciai l’America per l’Iran. In un mese persi la testa per la Rivoluzione Islamica, mi comprai un chador nero, voltai le spalle a quelli tra i miei antenati di provenienza americana. Non ero una partecipante tipica della Rivoluzione. Mia nonna Helen Jeffreys era l’erede di una famiglia dell’Idaho. Si innamorò dell’Iran dopo essersi innamorata di Abul Bakhtiar, mio nonno. Mia madre, Mary Nell, crebbe, a Washington, da cattolica e da fiera sorella di un giocatore di football degli All-American. Cosa fu dunque a condurre una come me – figlia dei valori occidentali – tra le braccia della Rivoluzione?”.

Con tutti i mutamenti della sua complessa storia, l’Iran ha sempre oscillato tra tradizione e modernità, monarchia e teocrazia, secolarismo e sacralità, Oriente e Occidente. Queste contraddizioni hanno obbligato il paese e la sua gente a una continua ricerca di una propria identità e a una perenne lotta per trovare armonia ed equilibrio.L’autrice ripercorre le vicende della sua famiglia, contraddistinte da innumerevoli cambiamenti e continui inizi, e narra la sua personale ricerca di una identità – e di una nazione – a cui appartenere. Il mio nome è Iran racconta la storia di tre donne – Davar Iran, sua madre e sua nonna – e del loro inarrestabile e profondo rapporto con l’Iran. Una storia che ha come sfondo gli anni delle ancestrali tradizioni persiane e della filosofia mediorientale, ma anche gli anni dei conflitti, della modernizzazione forzata dello Scià, della Rivoluzione dell’ayatollah Khomeini, della guerra contro l’Iraq…Verso l’Iran – donna e nazione - non c’è condanna, né assoluzione. C’è solo il resoconto appassionato e umano di un paese colmo di contraddizioni ma incatevole, di una donna determinata a fuggire dal consumismo e dall’individualismo occidentali ma anche decisa a difendere la propria libertà religiosa e culturale.
Iran Davar Ardalan è direttrice di produzione per la National Public Radio. Durante la sua carriera ha prodotto molti documentari che le sono valsi importanti riconoscimenti internazionali. Ha vissuto e lavorato in ambito giornalistico anche in Iran. È madre di 4 figli.



IL FRUTTO DELL'IPOCRISIA

Di Joseph Stiglitz* - da the Guardian del 1 ottobre 2008.
La disonestà nel settore finanziario ci ha trascinati fin qui, e Washington sembra male equipaggiata a superare la crisi .
Case fatte di carta, polli che tornano ad appollaiarsi al coperto – ecco il clichè. Il nuovo picco negativo nella crisi finanziaria, che mostra notevoli similitudini con il crollo di Wall Street del 1929, è il frutto di uno schema disonesto da parte delle istituzioni finanziarie e di incompetenza da parte dei politici.
Ci siamo ormai abituati all'ipocrisia. Le banche rifiutano di ascoltare consigli che le potrebbero porre di fronte alla legge rimandando al mittente ogni misura antitrust che le aiuterebbe ad uscire dalla crisi – solo quando i problemi le colpiscono gravemente e improvvisamente, richiedono l'intervento statale: devono essere garantite; sono troppo grandi che non prendono nemmeno in considerazione l'eventualità di pòoter fallire.
Comunque stiamo imparando quanto ampia sia la rete di salvataggio. E un segno del limite delle Riserve Federali statunitensi e della volontà del Tesoro viene dimostrato dal collasso della banca di investimenti Lehman Brothers, uno dei nomi altisonanti di Wall Street.
Tuttavia il punto focale nella questione è rappresentato dal cosiddetto rischio sistemico: cosa fa estendere il collasso di un istituto bancario all'intero sistema?
Wall Street è sempre stata rapida ad affrontare i rischi sistemici – come ad esempio la crisi finanziaria messicana del 1994 – ma tuttavia è riluttante a permettere indagini sui suoi affari. La scorsa settimana il segretario del Tesoro statunitense, Henry Paulson, ha giudicato che per garantire il salvataggio dei giganti Fannie Mae e Freddie Mac ci fosse sufficiente capacità di assorbimento del rischio sistemico a differenza del caso Lehman.
L'attuale crisi deriva da un collasso catastrofico. Le banche hanno scommesso tra di loro e puntato grosse somme su risorse disponibili e prestiti. Complesse transazioni sono state preparate ad arte per muovere e contrattare risorse. In questo gioco non ci sono vincitori e sconfitti. E questa non è un bilancio a somma zero. Il bilancio è negativo. Appena la gente si risveglierà dall'incanto di fumo e di specchi messo su dal sistema finanziario, le perdite verranno; il mercato come un piombino andrà giù e tutti perderanno.
Il mercato finanziario è basato sulla fiducia e questa fiducia è stata erosa. Il collasso di Lehman è il simbolo evidente di un nuovo record negativo e il suo riverbero continuerà.
La crisi di fiducia si estende ben oltre il comparto bancario. Nel contesto globale la fiducia nei politici americani è in forte calo. Nel meeting del G8 di luglio tenutosi a Hokkaido (in Giappone, n.d.t) gli Stati Uniti hanno garantito che lo stato delle cose sarebbe andato al meglio. Le settimane successive non hanno fatto nient'altro che confermare ogni negativa percezione esperita dagli osservatori.
Quanto seriamente va preso il paragone con il crollo del 1929?
Molti economisti credono che si disponga di strumenti monetari e fiscali per evitare un collasso di tale portata. Inoltre, l'IMF e il Tesoro statunitense, congiuntamente alle banche centrali di molti paesi furono in grado di affrontare l ' operazione di salvataggio che seguì il disastro finanziario in Indonesia nel 1998. Inoltre, è difficile avere fiducia in una politica miope, incapace di prevedere l'erronea conduzione della della guerra in Iraq e la risposta all'uragano Katrina.
Se un'amministrazione è così sventata da trasformare una crisi in un'altra depressione questa è l'amministrazione Bush.
Il sistema finanziario ha fallito su due punti cruciali: gestione del rischio e allocazione del capitale. Il comparto industriale non ha fatto quello che avrebbe dovuto, ricercando soluzioni appropriate ad aiutare gli americani per affrontare rischi critici - come ad esempio rimanendo nelle proprie case quando gli interessi salivano o i prezzi delle abitazioni calavano – e ora dovrà mettere in campo notevoli cambiamenti nelle sue regole strutturali. Molte delle peggiori caratteristiche del sistema finanziario americano sono state esportate in tutto il mondo.
Tutto è stato fatto nel nome dell'innovazione e ogni iniziativa volta a regolamentare la situazione è stata tacciata di voler metter freno all'innovazione incombente.
Si è rinnovato molto, ma non nel modo che permetterebbe ad un'economia di diventare stabile e forte. Molti degli americani migliori hanno impiegato i loro talenti per raggirare gli standard e le leggi, posti per assicurare efficienza economica e sicurezza nel sistema bancario. Sfortunatamente hanno avuto buon gioco e noi tutti, proprietari case, lavoratori, investitori, contribuenti ne paghiamo il prezzo.
*J. Stiglitz è professore universitario alla Columbia University e vincitore del Premio Nobel per l'Economia nel 2001.

Sul 63° anniversario dell'Autonomia siciliana...

Ricevo (adesso )e pubblico...
Lettera aperta al Presidente dello Stato Regionale di Sicilia On. Raffaele Lombardo
Oggetto: 15 maggio 2009 - Festa dell’Autonomia
Egregio Presidente, Come Ella sa, il 15 maggio del 2009 ricorre il 63° anniversario della conquista dell’Autonomia speciale da parte del Popolo Siciliano, parte integrante, anche se ancora per la massima parte inattuata, della Costituzione della Repubblica Italiana, quale reale patto confederativo, e traguardo importantissimo, per il suo alto valore morale, nel secolare anelito del Popolo Siciliano al suo autogoverno. La nostra Associazione ha sempre operato per la valorizzazione di questa ricorrenza (www.anniversariostatutosiciliano.org), un tempo solennità civile semifestiva ed oggi purtroppo assai spesso dimenticata o celebrata nel chiuso di teatri e quindi senza quella adeguata partecipazione popolare che essa merita. La stessa Associazione ha già dato vita a due “Feste dell’Autonomia”, rispettivamente nel 2005 a Mazara del Vallo e nel 2006 a Bruxelles tra la numerosa comunità di Siciliani ivi presente. Avendo quest’anno già lanciato analoga iniziativa presso diversi comuni dell’Isola ed avendo raccolto già svariate disponibilità di massima, La informiamo intanto con la presente che la ricorrenza sarà onorata quest’anno da un rinnovato interesse nei confronti della Sicilia e delle sue istituzioni da parte di molte amministrazioni locali, le quali chiederanno certamente il patrocinio dell’ente che piú di tutti ha titolo ricordare quello storico evente, la Regione Siciliana appunto (rectius, a nostro avviso, “Stato Regionale di Sicilia”). Oltre all’alto valore civico che queste iniziative rappresenterebbero, esse potrebbero essere occasione per far conoscere ancora, in Sicilia, in Italia e all’estero quanto sia vitale l’attaccamento alla propria identità del Popolo Siciliano nonché il suo orgoglio e la sua ritrovata voglia di riscatto nei confronti di oppressioni antiche e nuove. Con la presente intendiamo acquisire una disponibilità di massima, e quindi non vincolante per l’amministrazione, a patrocinare tali iniziative ed a farsi portatrice di altre analoghe, di concerto con i dicasteri regionali competenti in materia di enti locali, cultura ed emigrazione. L’idea di massima è sempre la medesima, e cioè quella di organizzare, in spazi adeguati, una “due giorni” in cui realizzare spazi espositivi su prodotti siciliani tipici, tavole rotonde, spettacoli e intrattenimenti, anche in lingua siciliana, e con la partecipazione di personaggi siciliani di rilevante notorietà. La diffusione dell’iniziativa farebbe fiorire in tutta la Sicilia una sorta di grande “festival”, occasione per attirare arrivi e attenzione, con possibili ritorni, d’immagine ed economici, degni della massima attenzione. Qualora il Governo regionale fosse interessato la nostra Associazione si impegna a sottoporre alla stessa un serie di progetti esecutivi dettagliati da sottoporre all’approvazione degli organi competenti. Nella redazione di questi progetti l’Associazione, se richiesto dall’amministrazione, potrà avvalersi di rappresentanti della stessa in un istituendo tavolo tecnico per l’organizzazione degli eventi. Si resta, in ogni caso, in attesa di cortese riscontro.
Bruxelles, 7 settembre 2008
Francesco Paolo Catania
L’Altra Sicilia
Associazione di Diritto Internazionale, al servizio della Sicilia e dei Siciliani Bvd. de Dixmude 40/bte 5 – 1000 Bruxelles
Tel & Fax 0032 2 2174831
Cell : 0032 475 810756

CATANIA,LA VERGOGNA CONTINUA...

Il caso Catania continua a stupire.
Il CIPE ha stanziato 140 milioni di euro a fondo perduto per tappare i buchi di 1 sola persona: Scapagnini.
32 milioni di euro, tanti ne sarebbero bastati, per pagare le pratiche di "potatura straordinaria" per le gelate del 2001/02 ... non si trovano, e ... interessavano decine di migliaia di persone, che non avevano colpa del danno subìto!
Invece?

Scapagnini?
Un danno enorme!
Ecco che subito arrivano 140 milioni di euro!
Ma dove siete deputati e senatori siciliani?
Dove siete?
Cosa fate?
Inutile chiederselo ... saranno in Via Condotti ... a fare shopping ...
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Fonte:VIGOPENSIERO - http://corvigo.blogspot.com/

martedì 30 settembre 2008

IL CROLLO DI ZIO PAPERONE...e non solo.


La prima pagina dell'edizione di Palermo del Giornale di Sicilia (30 settembre 2008)

"Dialogo Veneto" - esce il numero 6

Scarica il Numero 6 (30 settembre 2008):Pubblicato il nuovo numero di “Dialogo Veneto”, la collezione degli articoli pubblicati sul sito www.pnveneto.org, che sta avendo un grande successo di lettori e popolarità
Si tratta del numero 6, l’ultimo prima della pausa estiva.
Scaricatelo, stampatelo e fatelo avere a chi non ha un computer, per aumentare la conoscenza della nostra azione politica.
Di più: invitiamo chi ha a cuore la Causa Veneta a contribuire alla comunicazione dell’enorme opportunità politica che oggi si è aperta, inviandoci articoli di qualità da pubblicare sul sito internet e ora anche su “Dialogo Veneto”.

NELLA RISERVA DEL SUD...

NOI PEGGIO DEGLI INDIANI
Non poteva essere più fortunata la tribù Crow, abitanti storici degli attuali USA che in passato si difesero con onore di fronte all’invasione inglese.
Fino a qualche tempo fa era uno dei popoli più poveri nel paese più ricco, e viveva in una riserva a loro destinata dal governo occupante nel Montata.
Infatti, è recente la notizia di una sensazionale scoperta di un ricco e vasto giacimento di carbone, proprio all’interno di quei territori a loro assegnati, ed una joint venture australiano-statunitense si occuperà dell’estrazione del prezioso minerale.
Ben diverso è il destino dei duosiciliani, che vivono in una terra occupata dagli invasori, sfruttata nel sottosuolo ieri (questione zolfo in Sicilia) come oggi (vedi il petrolio in Basilicata), depredata dai nuovi mercanti di schiavi (leggi economia politica causa dell’emigrazione di massa di gente dai territori occupati al nord) ostacolata nello sviluppo per mano dei politici meridionali che si impegnano a far varare leggi che privano il SUD di fondi destinati alla ricerca.
Morale: i CORVI INDIANI vivono meglio di noi DUOSICILIANI.
Nello Esposito
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Per conoscere i fratelli del "popolo rosso":


GAETANO ERRICO, SANTO IL CONFESSORE DI FERDINANDO IV

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(Lettera Napoletana) Il 12 ottobre sarà canonizzato da Benedetto XVI il sacerdote napoletano Gaetano Errico. Nato a Secondigliano, all’epoca casale agricolo a nord della città il 19 ottobre 1791, vi morì il 29 ottobre 1860. Predicatore instancabile, sul modello di S. Alfonso Maria de’ Liguori, avversario del giansenismo, confessore, Padre Gaetano Errico appartiene alla serie di Santi della carità napoletani. Visitava i malati terminali dell’ospedale “Incurabili” ed i carcerati. Per quasi 20 anni fu maestro comunale e sacerdote nella parrocchia dei Santi Cosma e Damiano.
Nel 1833 chiese al Re Ferdinando IV di Borbone il riconoscimento del Ritiro, nucleo della Congregazione dei Missionari dei Sacri Cuori di Gesù e Maria da lui fondata. Tre anni dopo aprì il noviziato del futuro ordine religioso. Nel 1840 Ferdinando IV, del quale Gaetano Errico era consigliere spirituale, concesse il riconoscimento governativo alla Congregazione.
Alla corte di Ferdinando IV il futuro santo era ammesso a tutte le ore.
Eletto Superiore, Gaetano Errico si dedicò alla Congregazione per tutta la vita, sia pure senza lasciare Secondigliano, dove è rimasta viva la devozione popolare nei suoi confronti.(LN12/08)

I° CONGRESSO NAZIONALE DEI COMITATI DELLE DUE SICILIE

Ricevo e pubblico...Caserta 5 ottobre 2008.
I Congresso nazionale dei Comitati Due Sicilie

Hotel Pisani Viale Carlo III città di S.Nicola La Strada (CE)
Tel.: 0823/421204
FAX: 0823/422348 .
Ore 9.00: Apertura del Congresso
Ore 9.10: Insediamento dell’ufficio di Presidenza e della Commissione per lo scrutinio.
Ore 9.30: Saluto delle Autorità:
Avv. Angelo Antonio Pascariello Sindaco della città di S.Nicola La Strada (CE).
On. Antonio Milo Deputato Parlamentare dell’Mpa.
On. Salvatore Ronghi Vicepresidente Regione Campania dell’Mpa.
Dott.sa Lucia Esposito Assessore all’Ambiente della Provincia di Caserta del PD.
Giuseppe Russo Assessore Unione dei Comuni e Consigliere Comune di S.Nicola La Strada(CE).
Ore 10.30: Comunicazioni degli operatori culturali.
Ore 11.30: Relazioni dei Coordinatori Regionali, Provinciali e zonali dei Comitati Due Sicilie.
Ore 12.30: Relazione del Presidente nazionale, dei Vicepresidenti nazionali, del Segretario Nazionale e del Tesoriere nazionale uscenti.
Ore 13.30: Pausa lavori.
Ore 15.30:Continuazione Interventi.
Ore: 16.30 Spoglio.
Ore: 17.00 Proclamazione degli eletti.
I soci potranno ritirare la scheda elettorale al momento della presentazione della propria tessera CDS e farne richiesta e ritirarla anche domenica mattina 5 ottobre.
Il Direttivo nazionale CDS.
Per ulteriori informazioni telefonare 3314067037

Ismail Kadare: Esenca e strategjisë serbe kundër shqiptarëve ishte feja e tyre


Kadare: Esenca e strategjisë serbe kundër shqiptarëve ishte feja e tyre
Në një intervistë për gazetën kroate “Globus”, shkrimtari më i njohur shqiptar, Ismail Kadare, duke vështruar situatën në Kosovë, pas shpalljes së pavarësisë, ka deklaruar se shqiptarët kanë qenë një popull i huaj për Serbinë. Ata nuk kishin asgjë të përbashkët me kulturën serbe. Shqiptarët kanë një gjuhë dhe një kulturë tjetër dhe për shumë vjet ata kanë qenë të shtrënguar të jetojnë nën administrimin serb.

Kjo ishte situatë absurde dhe tragjike.Esenca e strategjisë serbe kundër shqiptarëve ishte feja e tyre.
Është e vërtetë se Evropa e krishterë kishte mbështetur serbët ortodoksë kundër shqiptarëve të besimit islam.
Ata bënë gjithçka mundën që përkatësia myslimane e shqiptarëve të shquhej sa më shumë. Kjo arrihej duke e shoqëruar dhe duke minimizuar, fenë burimore të shqiptarëve, krishterimin.
Në të vërtetë, as Evropa, as Shetet e bashkuara nuk ranë në këtë grackë barbare, duke arritur një fitore të Perëndimit, e cila nuk i trimëroi kriminelët serbë, dhe shpëtoi ndërgjegjen e krishterimit evropian nga një njollë e rëndë. Ky akt emancipues evro-amerikan do të vlerësohet me konsekuenca pozitive në raportet e Perëndimit aktual me tërë botëm islame. Nuk mund të përjashtohet fakti që burimi i këtij akti të jetë vetë populli shqiptar, ky popull që mund të kritikohet për shumë gjëra por nuk mund të lihet anash lavdërimi për një arsye të mrekullueshme, për tolerancën fetare.
Shqiptarët kanë tri fe, fenë katolike, islame dhe fenë ortodokse.
E popujt autentikë të Ballkanit çfarë janë?
Ata mund të kundërshtohen për të gjitha motivet, por jo për religjionin. Kjo shëmbëlltyrë e qytetërimeve rezulton përgjithësisht me bezdinë antishqiptare të serbëve, prandaj ata kanë përdorë tërë forcën e mundshme për ta përçarë.
( Shënimin në gjuhën italiane e ka dërguar Orazio Vasta)
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lunedì 29 settembre 2008

Immondizia e mafia...

Vignetta ripresa da: http://partitodelsud.blogspot.com/

Ismail Kadare, la Serbia,la Kosova e la fede originale degli albanesi: il cristianesimo.

Il più noto ed importante scrittore albanese, Ismail Kadare (nella foto),riguardo la situazione della Kosova dopo la proclamazione dell’indipendenza ha dichiarato a “Globus”- rivista croata: “Gli albanesi sono stati un popolo straniero in Serbia. Loro non hanno nulla in comune dal punto di vista culturale con i serbi. Gli albanesi hanno una cultura e lingua diversa e per anni hanno dovuto vivere sotto l’amministrazione serba. Questo non è assurdo, è tragico....Una delle basi della strategia serba contro gli albanesi è stata la loro religione. Certi che l'Europa cristiana avrebbe comunque appoggiato i serbi ortodossi contro gli "albanesi musulmani, hanno fatto tutto il possibile perché la colorazione musulmana degli albanesi venisse messa in grandissimo risalto. E questo veniva accompagnato dallo sforzo contrario: minimizzare, e se possibile far sparire, la fede originale degli albanesi, il cristianesimo. Il fatto che né l'Europa né gli Stati Uniti siano caduti in questa trappola barbara costituisce una vittoria della civiltà occidentale, che si è svincolata con coraggio dai criminali serbi, salvando così la coscienza della cristianità europea da una grave macchia. Questo atto di emancipazione euro-americano avrà apprezzabili conseguenze positive nei rapporti dell'Occidente attuale con tutto il mondo musulmano. E forse non è casuale il fatto che all'origine di questo atto ci sia il popolo albanese, questo popolo che può essere criticato per molte cose, ma non smetterà mai di essere elogiato per una ragione meravigliosa: la tolleranza religiosa. Gli albanesi hanno tre religioni: sono cattolici, musulmani e ortodossi. Da autentici balcanici quali sono, possono essersi scontrati per tanti motivi, ma mai per la religione. Questa immagine di civilizzazione risultava eccessivamente fastidiosa per i progetti antialbanesi dei serbi: perciò hanno fatto tutti gli sforzi possibili per romperla”.

L'opera di divulgazione e martellamento continua...di Nello Esposito!




Che Nello è una testaccia dura- appartengo alla stessa categoria- questo l'avevo capito attraverso il suo blog "nazionedelleduesicilie"...Un abbraccio,Orazio.