sabato 24 maggio 2008

COMUNALI CATANIA, NELLO MUSUMECI: "ARRIVEREMO AL BALLOTTAGGIO E VINCEREMO"

Scritto dall' Ufficio Stampa di "CON NELLO MUSUMECI PER CATANIA"
sabato 24 maggio 2008

“Il voto disgiunto sarà l’arma che consentirà a Catania di tornare a respirare e di non iscriversi più al partito dei rassegnati”.
Parola di Nello Musumeci, candidato a sindaco che stamattina ha presentato alla stampa i cinque assessori designati al primo turno della sua eventuale Giunta e le linee guida del proprio programma elettorale.
“Grazie al voto disgiunto – ha affermato l’europarlamentare - andremo in ballottaggio, con la serena consapevolezza di vincere questa battaglia non per una parte ma per tutti i catanesi, perchè il 15 giugno non si scontreranno soltanto due modelli di governo, ma due prospettive: quella di una Catania che vuole restare in ginocchio e quella di una città che vuole risorgere e tornare protagonista del proprio futuro”.
Per l’ex presidente della Provincia “Catania deve necessariamente risalire la china e può farlo con un sindaco che sappia autonomamente lavorare con coraggio, che abbia la forza di dire ‘signori la ricreazione è finita, adesso ognuno faccia il proprio dovere’”.
Al suo fianco, oltre a Gianni Ciampi, assessore dell’eventuale Giunta provinciale, i componenti della sua ‘squadra’ di governo nominati in prima battuta: Pina Grasso, avvocato civilista, presidente dell’Ande e della Camera civile, già assessore della prima Giunta provinciale Musumeci; Ferdinando Testoni, cassazionista, già governatore del Rotary e consigliere nazionale della Camera Civile; Ruggero Razza, avvocato, già candidato alla presidenza della Regione; Enrico Trantino, penalista, con una esperienza di consigliere al Comune di Catania negli anni ’90; Marella Ferrera, stilista, definita da Musumeci “il più bel biglietto da visita che Catania porta in giro per l’Europa”.
“Naturalmente la squadra – ha aggiunto l’europarlamentare - sarà completata appena entreremo nel decisivo ballottaggio, al quale arriveremo anche con il voto di tanti elettori di sinistra, i quali sanno che se si vogliono sconfiggere gli apparati non si può che consentirci di andare al secondo turno”.
Musumeci pensa positivo perché “c’è una città in fermento, c’è tanta gente che sta con noi, avendo capito che si può votare per il proprio candidato consigliere ma si può votare anche per un altro sindaco”.
L’ex presidente della Provincia ha auspicato una campagna elettorale caratterizzata da “un confronto sereno sulle cose da fare e sulle responsabilità che hanno determinato la condizione di paralisi. Avremmo il diritto di puntare l’indice accusatore, perché noi siamo l’unico gruppo umano e politico che non ha partecipato alla gestione della città negli ultimi anni, ma credo che questo non serva”.
Sul mancato accordo con il centrodestra al Comune, Musumeci è stato perentorio: “chi mi conosce sa che noi al potere abbiamo rinunciato già nel settembre del 2005, quando abbiamo detto no a facili carriere, per non tradire le attese della gente”. Per Catania “abbiamo un grande progetto di respiro internazionale – ha spiegato ancora il candidato sindaco - che consenta alla città di diventare la capitale economica e morale del bacino euro-afro-asiatico. Noi sappiamo come si governa un ente locale, lo abbiamo già fatto con grande passione e con grande onestà, avendo riguardo al ruolo dei partiti che debbono essere essenziale elemento di collegamento tra la società e le istituzioni, che debbono essere luogo di selezioni della classe dirigente e luogo di elaborazione di progettualità”.
Secondo l’eurodeputato tutti i catanesi “devono riconoscersi nel Comune che deve essere un presidio di legalità e trasparenza, un centro di programmazione e di propulsione per le attività culturali e sociali; per dare fiato alla solidarietà; per dare dignità alle periferie abbandonate a se stesse; per ridare ai cittadini la certezza di potere girare per le strade in qualunque ora del giorno e della notte; per ridare la speranza a una città che non solo non ha più un bilancio ma che ha smesso di amarsi, perché non ha più fiducia nel presente e nel futuro”.

“Per rilanciare la città abbiamo varato una lista civica trasversale (“Con Nello Musumeci per Catania” guidata dallo stesso ex presidente della Provincia ) che non guarda agli schieramenti, aperta al contributo di tutti i catanesi e che comprende anche rappresentanti del Partito del Sud di Erasmo Vecchio, dei Democratici federalisti e di altre culture politiche”.

"L'INDIPENDENTISMO SOCIALMENTE ORIENTATO E MILITANTE"

Ricevo e pubblico...
FOCUS TRINAKRIA
'ppi la kultura siciliana 'nto munnu
Via Brunetto Latini, 26 - 90141 Palermo
Tel 091329456 - fax 091329456
e-mail:
focustrinakria@yahoo.it
COMUNICATO STAMPA - PRESS RELEASE
FOCUS TRINAKRIA: esaminata la situazione politica Siciliana.
Si è riunita,nei giorni scorsi, a Palermo, nei locali di Via Brunetto Latini, l'Assemblea del sodalizio "FOCUS TRINAKRIA " per discutere della situazione politica siciliana. Al termine della riunione è stato diffuso il seguente comunicato stampa:
Gli Aderenti a "FOCUS TRINAKRIA - 'ppi la Kultura Siciliana 'nto Munnu" , letta la relazione del Presidente, Fabio Cannizzaro, lontano per lavoro, la approvano.
Concordano ed approvano il senso ed il merito dell'azione politico-culturale intrapresa per l'allargamento e la ricomposizione di una vasta area culturale indipendentista forte ed autonoma e schiettamente democratica e progressista.
Un 'Area che può e deve essere in grado di esprimere posizioni chiare e mai gravate da condizionamenti che non siano quelli dell'Interesse generale in nome del Popolo e della Nazione Siciliana.
Tale posizione deve è può essere sintesi del meglio della cultura siciliana, e deve altresì, tenersi lontana dalle derive populiste, demagogiche che oggi attraversano ed infeudano anche l'autonomismo e certi settori sicilianisti.
FOCUS TRINAKRIA si impegnerà sempre più affinché, anche attraverso il lavoro, si possa, di concerto con altre forze e gruppi, sinceramenti impegnati, imprimere maggior forza e visibilità all'Indipendentismo Siciliano.
A tal fine FOCUS TRINAKRIA. ribadisce che il suo impegno è proiettato, senza se e senza ma, a favorire reali, condivisi processi di aggregazione dei movimenti culturali e espressioni della società civile in nome del Popolo e della Nazione Siciliana.
Nessuno poi si nasconde, che sempre più importante e centrale è divenuto il ruolo di FOCUS TRINAKRIA che è divenuto, per una serie composita di motivi, punto di riferimento di settori notevoli dell'Indipendentismo socialmente orientato e militante.
In tale ottica deve e può avere giocato un ruolo il fatto che FOCUS TRINAKRIA ha sempre nettamente caratterizzato e pubblicizzato le proprie prese di posizione culturali e le scelte seguite a queste.
In nome dei suoi valori e dei suoi ideali FOCUS TRINAKRIA si è sempre impegnato e battuto.
Quegli stessi ideali che, oggi qui, inoltre ribadiamo, confermando la nostra convinta adesione al progetto politico-organizzativo du Frunti Nazziunali Sicilianu - Sicilia Indipinnenti quale espresso e sintetizzato nell'ultimo, XII° Kungressu Nazziunali.
Nello specifico inoltre FOCUS TRINAKRIA condivide e sottoscrive la scelta du F.N.S. di sganciarsi da qualsivoglia collaborazione e di proseguire per la sua strada.
Ciò significa, poi, nello specifico, che l'F.N.S. e con esso FOCUS TRINAKRIA, non sosterranno né appoggeranno direttamente alcuna lista, per le prossime Amministrative e/o Provinciali, di Giugno.
Ci riserveremo invece il compito, altrettanto importante, di essere forza di pungolo e proposta al servizio di tutti coloro che amano la Sicilia, la Nazione Siciliana e per essa si impegnano.
Ciò inoltre ci permetterà ,come FOCUS TRINAKRIA, di affinare e intensificare la nostra inziaitiva CONTRO l'ALIENAZIONE CULTURALE e CONTRO L'ASCARISMO INTELLETTUALE per il RILANCIO DELLA CULTURA NAZIONALE SICILIANA.
L'Assemblea, molto partecipata, si poi conclusa con l'ascolto dell'inno storico degli indipendentisti " Suona la tromba intrepido " tratto da un'aria di Bellini e con un breve ricordo di Attilio Castrogiovanni.
Palermu, 17 MAJU 2008.
Si ringrazia per la cortese attenzione.
L'Addetto alla Comunicazione e alle P.R.
(Giovanni Basile)




LA LiGURIA E LE TASSE PORTUALI...

Ricevo e pubblico...
Alla cortese attenzione di Orazio Vasta
Forum del M.I.L.Esprimi la tua opinione su questo comunicato cliccando qui!
Si può firmare anche via e-mail e si può scaricare il modulo per la raccolta firme
Federalismo fiscale per la Liguria
Tasse portuali: si muovono le istituzioni
Il M.I.L.-Movimento Indipendentista Ligure ha emesso ultimamente
due Comunicati e diffuso migliaia di volantini per invitare il Consiglio Regionale a fare pressioni sul Governo centrale italiano affinché, nella futura legge sul Federalismo fiscale, venissero "lasciate in Liguria" almeno l'80% delle "Tasse Portuali" riscosse dai Porti Liguri (circa 5 miliardi di Euro ogni anno!).
Il Consiglio del Municipio VIII-Medio Levante ha approvato, con un solo voto contrario, un Ordine del giorno presentato dal Capogruppo Lega Nord, Renzo Di Prima, che
"Chiede al Consiglio Regionale Ligure di attivarsi affinché l'80% delle imposte portuali, rimanga nelle disponibilità territoriali locali, sulla base di un utilizzo strategico utile, al contempo, all'economia genovese e ligure ma, anche, a quella del Paese nel suo insieme".
Il M.I.L.-Movimento Indipendentista Ligure, invierà una lettera ai 4 Consigli Provinciali Liguri, ai 235 Consigli Comunali Liguri e agli altri Consigli Municipali di Genova, con allegato l'Ordine del giorno approvato dal Consiglio Municipale VIII-Medio Levante, affinché facciano altrettanto, in modo da poter esercitare una civile, democratica ma anche notevole "pressione" sul Consiglio Regionale Ligure.
Il testo del comunicato è stato distribuito anche come volantino
per il formato pdf cliccare qui *** per il formato htm cliccare qui
Il Presidente Vincenzo Matteuccii ,il Segretario Franco Bampi
M.I.L.-Movimento Indipendentista Ligure
Via XX Settembre 21/7 (4° piano) 16121 Genova
Tel e Fax 010-585263
Il sito ufficiale www.mil2002.org
Il sito delle risposte: www.liguriaindipendente.org
Il Forum del M.I.L.: http://mil.forumfree.org

venerdì 23 maggio 2008

16 ANNI FA,a Capaci(Pa),LA MAFIA MASSACRAVA FALCONE,LA MOGLIE E LA SCORTA! SUBITO DOPO,SAREBBE TOCCATO A BORSELLINO...


CATANIA:il PdSud-Con Nello Musumeci, e il Mis da solo...

Il Mis è presente alle elezioni amministrative di Catania con il proprio simbolo,con un proprio candidato sindaco,l'ingegnere Pino Altamore,e ,ovviamente,con una propria lista. (a rarika)
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Ricevo dal coordinamento regionale del PARTITO DEL SUD e pubblico....



L'incontro tra il PdSUD e l'europarlamentare Nello Musumeci, già fondatore del movimento neo-autonomista siciliano "Alleanza siciliana", ha dato vita ad una lista civica "Con Nello Musumeci per Catania" aperta a qualificate componenti della società civile catanese.
La lista concorre alle elezioni amministrative comunali e provinciali di Catania con candidato Sindaco proprio Musumeci.
In prima linea al Consiglio comunale quali candidature "indipendenti" il coordinatore regionale del PdSUD Erasmo Vecchio, alla Provincia regionale di Catania ,Collegio di Paternò ,l'indipendentista Franco Crupi. ed al Collegio di Trecastagni il Coordinatore provinciale del PdSUD Francesco Fassari. Un impegno finalizzato a dare visibiltà agli obiettivi del Partito del Sud ed per conquistare posizioni istituzionali in grado di accelerare il processo di riscatto culturale, economico, sociale ed identitario della Sicilia.
In merito alla presenza della lista del Movimento Indipendentista siciliano alle elezioni comunali di Catania Erasmo Vecchio ha lasciato la seguente dichiarazione: "Ci sono diversi modi di difendere i valori del sicilianismo. Ho grande rispetto per questa inziativa ed auguro ai promotori di raggiungere risultati eccellenti. Se il MIS e il PdSUD eleggeranno propri rappresentanti a Palazzo degli Elefanti, come auspico, sono certo che troveranno le ragioni per condurre dentro il "palazzo" una battaglia in nome dei comuni ideali".
Alle elezioni amministrative di Militello Val di Catania è candidato il coordinatore comunale del PdSUD Sebastiano Scicli in una lista civica che sostiene Giuseppe Astorina, candidato Sindaco.
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giovedì 22 maggio 2008

CANDIDATI DEL PARTITO DEL SUD CON NELLO MUSUMECI

COMUNALI CATANIA: MUSUMECI CANDIDATO A SINDACO
Dal sito www.ladestrasiciliana.it/ ...
Scritto da Ufficio Stampa
mercoledì 21 maggio 2008
E’ ufficiale: Nello Musumeci correrà per la poltrona di sindaco di Catania. L’europarlamentare ed ex presidente della Provincia etnea sarà sostenuto da una lista civica denominata “Con Nello Musumeci per Catania”. La decisione di scendere in campo è arrivata dopo che era sfumato l’accordo con i partiti del centrodestra per i veti di Alleanza nazionale.
“Ancora una volta – scrive in una nota il Coordinamento delle liste civiche riconducibili a Musumeci - l’arroganza di Alleanza nazionale fa prevalere gli odi e i rancori di parte sugli interessi generali, impedendo di creare anche al Comune un’ampia coalizione di centrodestra. La candidatura di Nello Musumeci diventa dunque la naturale risposta della città ai proconsoli protetti da Roma che già si sentono i nuovi padroni di Catania”. E’ quanto sostiene in una nota il Coordinamento delle liste civiche “Con Nello Musumeci per Catania” e “Con Nello Musumeci per la provincia”.
Il coordinamento si è anche soffermato sull’apparentamento alla Provincia di Catania siglato ieri tra la lista “Con Nello Musumeci per la Provincia” e i partiti del centrodestra che “invece è frutto della ampia apertura del candidato alla presidenza on. Giuseppe Castiglione, il quale non si è voluto privare dell’apporto di idee e di esperienza riconducibili all’ex presidente della Provincia Musumeci”.
Di alto profilo i cinque assessori che Musumeci ha nominato in prima battuta: l’avvocato Pina Grasso, presidente Ande, la stilista Marella Ferrera, l’avvocato Ferdinando Testoni, il penalista Enrico Trantino e il dott. Ruggero Razza.
A Catania sono otto i candidati a sindaco e 16 liste per il consiglio comunale. I pretendenti alla poltrona di primo cittadino: Massimiliano Catanzaro (Forza Nuova), Grazia Giurato (Lista amici di Beppe Grillo insieme alla societa' civile) Giovanni Burtone (Pd, Con Bianco per Catania e pdci), Giuseppe Altamore (Movimento per l'indipendenza della Sicilia), Raffaele Stancanelli (Centro democratico siciliano lista Forzese, Mpa, Pdl, Sicilia forte e libera Lombardo presidente, Udc, Lista per Stancanelli sindaco e Democratici autonomisti), Toti Domina (liberare Catania), Nello Musumeci (Con Nello Musumeci per Catania) e Francesco Condorelli Caff (Ms-Fiamma Tricolore).
Tra gli assessori designati al primo turno da Castiglione, il chirurgo Giovanni Ciampi, consigliere comunale uscente de La Destra, in rappresentanza della Lista civica "Con Nello Musumeci per la provincia".
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COMUNICATO STAMPA
Il Partito del Sud con Nello Musumeci alle amministrative di Catania.
Il movimento sicilianista e meridionalista del PdSUD parteciperà con proprie qualificate candidature alle elezioni amministrative di Catania insieme alla lista civica "CON NELLO MUSUMECI PER CATANIA" . Erasmo Vecchio, coordinatore regionale del PdSUD precisa": "alla base dell’intesa ci sono comuni valori che riguardano la valorizzazione della nostra autonomia e la ferma volontà ad accelerare il processo di riscatto identitario, culturale, sociale ed economico della nostra Terra. I catanesi non hanno dimenticato che Nello Musumeci, già Presidente della nostra Provincia, ha dato esempio di buongoverno della cosa pubblica dimostrando ampiamente che la politica può essere messa al servizio dei cittadini con il fine esclusivo di affrontare i problemi per rispondere alle giuste attese della nostra comunità.
Al Comune di Siracusa il PdSUD presenterà, invece, una propria autonoma lista contraddistinta dal proprio simbolo, a sostegno di Salvatore Sparatore alla carica di Sindaco.
Con preghiera di pubblicazione.
Catania, 19/5/2008

IO STO CON LA KOSOVA INDIPENDENTE!

Combattente dell'UCK
Manifestazione di "Forza Nuova" a Catania-Sicilia
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Il 18 maggio,abbiamo pubblicato un comunicato del neo-costituito PNV-Partito Nazionale Veneto,dove,fra l'altro, si esprimeva solidarietà e vicinanza all'INDIPENDENZA KOSOVARA. Ieri abbiamo ricevuto una replica da parte di altri componenti dell'area nazionalitaria veneta,delle critiche alle posizioni del PNV. Qui,pubblichiamo l'intervento di Germano Battilana . Di seguito, la replica del PNV e l'intervento del mio fraterno amico Ahmet Qeriqi,direttore della mitica RKL-Radio Kosova e Lire(Radio Kosova e Libertà),di cui mi onoro di essere il corrispondente dalla Sicilia...E,concludendo,orrende fotografie sui massacri consumati dai militari del boia Milosevic ai danni del popolo kosovaro...Massima disponibilità da questo blog per tutti,ma non nascondo,come non ho mai fatto,che IO STO CON LA KOSOVA INDIPENDENTE! (Senza se e senza ma!)
Orazio Vasta
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Il Punto di Germano Battilana: Il PNV e il Che Guevara dei poveri
Il 18 maggio ’08 a Castelfranco Veneto si è costituito il Partito Nasional Veneto.
Questo Partito si caratterizza per due aspetti significativi:
1- il suo obbiettivo è presentarsi alle elezioni regionali nel 2010;
2- avere come presidente del partito un genovese: Paolo Bernardini. Il quale non è molto conosciuto nel Veneto, fa eccezione la sua partecipazione alle elezioni europee del 2004 come candidato nelle liste radicali assieme a Bonino, Pannella, Cappato, D’Elia, ecc.( a titolo di curiosità elenchiamo i voti raccolti da tale Bernardini: Belluno 5, Padova 31, Rovigo 0, Treviso 8, Venezia 14, Vicenza 0, Verona 5, il tutto per un totale di 63 preferenze). Dopo questa esperienza ha deciso di entrare nel mondo venetista.
Ma soffermiamoci su questo Paolo Bernardini: possiamo considerarlo il Che Guevara dei poveri. Difatti il Che, invece di combattere per la sua terra argentina è andato a fare il mercenario in tutto il mondo. A fronte di ciò uno potrebbe domandarsi: perché il Bernadini non va a Genova con il suo Popolo ma viene a creare confusione nel Veneto? O forse spera di venire eletto consigliere regionale nel 2010? Io credo che la sua fine sarà uguale a quella del Che in Congo (cacciato via dal Popolo congolese) o in Bolivia (disprezzato dagli stessi campesinos che era andato a liberare). Il Veneto non ha bisogno di menti “eccelse” né di “grandi timonieri”. O siamo in grado di trovare risorse intellettuali ed umane all’interno del nostro Popolo o non saremo ancora maturi per l’autodeterminazione.
È evidente che l’impostazione intellettuale del Bernardini è di tipo idealista-trotzkista, e fa dell’entrismo la leva tattica per lo scardinamento dell’avversario. Tattica che il movimento patriottico Veneto guidato dal Veneto Serenissimo Governo ha ampiamente combattuto sul terreno teorico e pratico.
Voglio ricordare ai Veneti e a tutti i nostri amici oltre il Veneto che il Bernardini alimenta la confusione sul piano internazionale: ha equiparato i terroristi dell’UCK con altri movimenti autenticamente autonomisti ed indipendentisti, ciò è un crimine contro il Popolo Serbo e non solo. Invito il Bernardini a non interferire nella politica Veneta e a lavorare per la libertà del Popolo ligure.
20 maggio 2008
Germano Battilana
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Solidarietà a Paolo Bernardini
In merito ai volgari attacchi ricevuti ieri, il Partito Nazionale Veneto fa quadrato attorno al proprio presidente esprimendogli la più totale solidarietà.
Il prof. Paolo Bernardini non necessita di sicuro di difese da parte di nessuno né d’altro canto esse risultano difficili, data la grande stima e il rispetto generale da parte di chiunque che il presidente del Partito Nazionale Veneto si è conquistato sul campo di una carriera unica né tanto meno sarebbero necessarie nei confronti dei cantori e apologeti del criminale di guerra Slobodan Milosevic.
Ignorarne la statura e la coerenza intellettuale equivale ad esempio a sminuire l’apporto che il napoletano Guglielmo Pepe ebbe nella difesa di Venezia.
Ecco che proprio l’origine genovese del nostro presidente ci aiuterà a far capire al meglio il paradosso di Egmont e l’approccio al nazionalismo inclusivo del PNV.
Immaginiamo senz’altro che alcuni di scarsa levatura intellettuale fatichino a comprenderlo, soprattutto quando la loro azione risulta funzionale ora a questo partito di Milano ora a quell’altro partito di Roma. E in generale, tutti questi partiti possono anche far finta di aprire delle succursali, delle filiali a Venezia, ma tali resteranno - con la testa e gli interessi ben saldi a Milano e a Roma - se continueranno ad affidarsi a servi sciocchi e ignoranti.
Il PNV invita tutte le forze politiche venete a rivolgere responsabilmente i loro strali contro chi ci nega la libertà e non contro i fratelli veneti che perseguono l’obiettivo dell’indipendenza veneta.
Gianluca Busato
segretario nasional del pnv
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Da:
info@radiokosovaelire.com
A:
oraziovasta@libero.it
Oggetto:
Eppur, esiste la verità
Ricevuto il:
21/05/08 12:29
Carrissimo Vasta!
Ho letto l'articolo di Forza Nuova e di altri, sul Kosovo sul tema del riconoscimento tra storia, tradizioni e terrorismo islamista.
La penso come te sulla natura libera e ostile alla censura dell'informazione. Lo capisco.
Eppur, esiste la verità.
I Serbi , ma anche i Sloveni sono arrivati nei Balcani nel VII-VIII secolo. Sono stati le orde barbariche che hanno scaricato tutto sui Balcani. Abbiamo molti argomenti storici. ( Viechi albanesi, dardani, iliri, greci sono stati abitanti etnichi dei Balcani).
Nel 1918 le Forze Mondiali, a Versailles, con un grande sostegno della Russia, hanno formato la Jugoslavia,con un governo solamente di Serbi, Croati e Sloveni. Fra il 1912 e il 1913, la Serbia ha occupato circa 30.000 Km. di territorio dove hanno vissuto albanesi etnici. Sul terorismo serbo contro gli albanesi etnichi ha scritto anche Leon Trockij ( pubblicato A RARIKA...). In quei tempi, i serbi uccisero circa 400.000 mile albanesi, turchi, ebrei.
Non solo nostra storia, ma anche la Storia del Mondo sa di queste pulizie etniche, vedete per esempio: "Misha Glenny: La Storia di Balcan 1804-1999", London 2000. 233-248.
La Serbia è stata, anche oggi lo è,uno strumento dl Cremlino per estendere l'egemonia russa e serba nel territorio dei Balcani.
I Serbi sono stati colonizatori anche in Slovenia, Croazia, Bosnja e Herzegovina, Mecedonia, Vojvodina, Sanxhak etc.
Se parliamo di terrorismo, allora abbiamo il terrorismo statale Serbo e Russo, una vecchia alleanza, un terrorismo brutale, come ieri in Croatia, Bosnia, Kosova, oggi in Cecenia etc.
Se parliamo di terrorismo allora parliamo di Milosevic, Karagic, Mladic, Arkan, Seselj, Lazarevic, Pavkovic, Stomatovic, anche di altri centinaia come loto, che uccisero 200.000 musulmani in Bosnja e Herzegovina. 30.000 croati e sloveni, circa 20.000 albanesi, principalmente donne, bambini, anziani ...La nostra guerra contro colonialismo serbo e russo è stata una guerra giusta, è stata una grande lotta per l´esistenza, sostenuta non solo dell'America e dalla NATO, ma anche tutte le forze antikolonialiste del mondo...
Con fraterna amicizia
Ahmet Qeriqi
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A RARIKA RIPRENDE E PUBBLICA le prove sui massacri consumati dai Serbi in Kosova
Il periodico italiano "Panorama" (del 9/04/99) le pubblica spacciandole per recenti ed inedite scatenando l'ira de "L'Espresso", che, invece, dichiara di averle già stampate nel 1998.
Le foto, in ogni caso,sono molto crude, risalgono al marzo 1998, e ne consigliamo la visione ai lettori adulti e di "stomaco".




GIUSTIZIA PER IL PICCOLO TOMMY!

Tommy, per noi, è speciale, come “un segnale”, che abbiamo voluto cogliere…
Questo angioletto, ucciso, in un modo, così violento, da lasciarci tutti, senza respiro, mentre le lacrime, ci scendono dal viso, tutte le volte che leggiamo e vediamo, foto o notizie che ricordano, un bambino, che non doveva morire…
E… ogni volta, che cerchiamo gli articoli che riassumono questa storia orribile, è come avere una lama infilata nel cuore…
1 aprile 2006
PARMA - “L’ho ucciso io: non sopportavo il suo pianto”. Queste parole, agghiaccianti, spengono ogni speranza di ritrovare vivo Tommaso Onofri, il bimbo sequestrato il 2 marzo scorso nei pressi di Parma. A pronunciarle è Mario Alessi (nella foto a sinistra), manovale nella ristrutturazione della residenza degli Onofri, a Casalbaroncolo: nel pomeriggio di oggi, messo di nuovo sotto torchio dagli inquirenti, l’uomo, indagato e poi sottoposto a fermo, crolla e confessa. Rivelando che il piccolo, 18 mesi, strappato dal suo seggiolone sotto gli occhi di mamma, papà e fratellino, un mese fa, a casa non tornerà mai.
La scoperta del cadavereSubito dopo la polizia, guidata dallo stesso Alessi, ha cominciato a cercare il corpicino di Tommy in località Sant’Ilario, lungo il torrente Enza, a pochi chilometri da Casalbaroncolo. In tarda serata il corpo è stato ritrovato, integro: giaceva in un casolare abbandonato, sotto terra, vicino a un covone di paglia. A giudicare dai segni presenti sul volto, il piccolo potrebbe essere stato ucciso a colpi di pala sulla faccia. (…)

Un anno e mezzo dopo…
Un anno e mezzo dopo, la tragedia di Tommaso Onofri, rapito e ucciso a Casalbaroncolo nel marzo 2006, torna a Parma. La Corte d’Assise è infatti chiamata a giudicare Mario Alessi, il muratore siciliano che per l’accusa uccise materialmente il piccolo, e la sua compagna, Antonella Conserva, che per i pm della Dda bolognese, partecipò all’ideazione e all’esecuzione del sequestro. Alessi non è presente in aula.
La giustizia ha già detto una prima parola su questa vicenda. Due dei quattro accusati del sequestro sono stati giudicati con rito abbreviato dal gip di Bologna Rita Zaccariello: Salvatore Raimondi, l’ex pugile siciliano che in scooter rapì il piccolo con Alessi, è stato condannato a 20 anni. Il rito abbreviato gli ha assicurato lo sconto di un terzo della pena. Pasquale Barbera, il capomastro amico di Paolo Onofri, il padre di Tommy, è stato assolto sempre con rito abbreviato. E Alessi ha fatto sapere, attraverso il suo legale, di essere “sconvolto” per l’assoluzione di Barbera..
Alessi e Conserva non hanno chiesto l’abbreviato. Per questo il processo torna a Parma, non se ne occuperà il gip di Bologna, ma la Corte composta da due giudici togati e sei popolari. Saranno Eleonora Fiengo il presidente e Gennaro Mastroberardino il giudice a latere. Le difese hanno rinunciato allo sconto di pena implicito nel rito alternativo perché contano di provare in aula da un lato l’estraneità al rapimento (per Conserva), dall’altro la non esecuzione materiale dell’infanticidio (per Alessi), commesso invece, secondo il muratore, da Raimondi. (…)

29 ottobre 2007
La pubblica accusa ha mostrato in aula, durante il processo per la morte di Tommaso Onofri che si sta svolgendo a Parma, le foto del ritrovamento del cadavere del bimbo di 17 mesi: l’orrore è quindi così entrato in tribunale.
Fotografie terribili che hanno mostrato un bimbo gettato nel letame, tra i rifiuti: il dirigente della Polizia Scientifica di Bologna, Geo Ceccaroli, che ha illustrato la sequenza fotografica, ha spiegato come il bavaglino del bimbo fosse sporco di sangue e che presentasse ferite sulle mani e in testa. “Il viso — ha detto — era affondato nel fango”. Il bimbo venne trovato alle 22.20 del primo aprile, all’incirca dove Mario Alessi disse di aver visto Raimondi lasciarlo. Davanti a quelle immagini, Antonella Conserva (nella foto a sinistra), accusata insieme al compagno Mario Alessi del rapimento del bimbo, ha piegato la testa, rifiutandosi di guardare le fotografie.
Si è trattato di un momento durissimo anche per lo zio del bimbo, Cesare Fontanesi: “Sono immagini molto crude — ha detto — che purtroppo conoscevo già. Mi ha colpito moltissimo rivedere le scarpine di Tommy, quelle scarpe che mio figlio gli aveva regalato. Potete bene immaginare quale sia il mio stato d’animo: questa gente ha commesso un atto ingiustificabile, un atto di una gravità inammissibile. Se è uscito il sangue, il cuore batteva: non raccontiamoci storie”. Assenti invece i genitori del piccolo, Paolo e Paola Onofri: “Queste foto — ha continuato Fontanesi — non le hanno mai viste, meglio così. Hanno fatto bene a non venire. Spero solo che adesso gli assassini abbiano la punizione che si meritano. L’hanno ucciso con l’indifferenza più assoluta: come se si fossero fumati una sigaretta”.

15 maggio 2008
L’avvocato Donata Giorgia Cappelluto, legale dei genitori di Tommy e dei due fratelli della vittima ha chiesto questa mattina alla Corte d’Assise di condannare Mario Alessi e la moglie Antonella Conserva un risarcimento per le quattro parti civili di 1,5 milioni di euro a testa. Le parti civili sono: il padre Paolo Onofri, la madre Paola Pellinghelli e il fratellino di Tommy, Sebastiano. La quarta persona è Carlo Alberto, un fratello di Tommy, nato dal precedente matrimonio di Paolo Onofri. L’avvocato ha chiesto una provvisionale immediatamente esecutiva non inferiore a un milione di euro per ogni parte civile.
L’avvocato Stefano Catellani, che assiste i nonni e due zii del piccolo, ha formulato la stessa richiesta, portando così a 12 i milioni di euro richiesti. L’avvocato ha anche chiesto una provvisionale immediatamente esecutiva non inferiore a 400mila euro per ogni parte civile.
Mario Alessi in aula per la prima volta: la moglie, Antonella Conserva, esce dal tribunale
Mario Alessi per la prima volta, questa mattina si è presentato nell’aula in cui viene celebrato il processo per l’omicidio del piccolo Tommaso Onofri e nella prossima udienza del 21 maggio, quando prenderanno la parola i difensori, rilascerà delle dichiarazioni spontanee.
La moglie di Alessi, Antonella Conserva, per la quale il pm ha chiesto una pena di trent’anni, non appena visto il marito entrare in aula ha chiesto di poter uscire dall’aula del tribunale di Parma. Un modo per marcare la sua presa di distanza da quello che viene considerato l’assassino materiale del bambino e anche un modo per dimostrare alla Corte la propria presunta estraneità.
Alessi durante l’udienza è rimasto sempre tranquillo, ma è sobbalzato dalla sedia quando ha sentito i legali delle parti civili dire che è stato lui ad uccidere Tommy, come sostenuto anche dai pm della Dda, e che il delitto era probabilmente premeditato.
Questo Comitato, vuole giustizia, senza sconti e senza false “scuse”, il massimo della pena, perchè i mostri, devono stare in galera, perchè i bambini non devono morire a badilate in faccia, affogando nel fango, perchè è ora che vi siano sentenze giuste, perchè chiunque si azzarderà a rifarlo, sappia, che non riceverà nessuna pietà.
Giustizia per Tommy !
Sarai sempre nel nostro cuore…
IL COMITATO TROVIAMO I BAMBINI

martedì 20 maggio 2008

KOSOVA:continua il dibattito sull'Indipendenza del 17 febbraio 2008

Nel Kosovo "serbo"....
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Ricevo e pubblico due interventi che contestano in modo netto l'indipendenza del "Kosovo". Ringrazio chi ha inviato questi interventi,perchè,nonostante A RARIKA sostiene da sempre il DIRITTO DELLA KOSOVA ALL'AUTODETERMINAZIONE,si riconosce a questo blog una natura libera e ostile alla censura. E, ai due interventi annunciati,di seguito,pubblichiamo un bellissimo articolo tratto dal sito ANTENNE DI PACE dal titolo "Nel Kossovo indipendente una stella anche per i Rom"...

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FORZA NUOVA

Kosovo: il terrorista diventa presidente
Per il Kosovo Tirana esulta; Pristina si divide tra gli applausi degli albanesi-kosovari e l’indignazione dei serbi; Washington incassa un risultato che gli è costato soldi e manovre geopolitiche al fine di disintegrare la Serbia; i terroristi dell’Uck alzano la testa e si fanno chiamare "ex guerriglieri" pur restando militanti di un’organizzazione militare con una struttura cellulare e territoriale, modellata sui clan albanesi; Belgrado prevede tempi duri e nuove guerre; Mosca insiste nelle trattative diplomatiche; l’Europa tace e acconsente e la Nato continua a tenere aperte le porte degli hangar. E così, sull’onda delle elezioni svoltesi in Kosovo in queste ultime ore, tornano in primo piano scenari difficili, per molti versi imprevedibili. Tutto avviene in seguito alla consultazione locale che - osteggiata dalla minoranza serba che si oppone ai progetti albanesi di proclamare l'indipendenza da Belgrado - ha visto la vittoria dell’uomo dell’Uck, Hashim Thaci, chiamato "serpente" perché non va per il sottile con nessuno.

Elezione contestata e osteggiata, tutto sommato invalidata, pur se dalle urne è uscito un risultato che va oltre il 35% dei voti, superando per la prima volta dalla fine della guerra nel 1999 la Lega democratica degli eredi di Ibrahim Rugova. ?

Ed ora la parola è a Thaci, il terrorista dell’Uck che, forte della consultazione elettorale, punta a guidare l’intera regione verso l’indipendenza totale da Belgrado, cercando di formare un governo di coalizione inglobando la "Lega democratica" che fu di Rugova. Ma non è solo una questione di governo perché Thaci cerca di accelerare i tempi annunciando - con un processo di cicatrizzazione - che l’indipendenza del Kosovo sarà annunciata il 10 dicembre. C’è quindi una data ben precisa che dovrebbe segnare la nascita in Europa di una nuova nazione. Che sarebbe pur sempre un "satellite" dell’Albania e una sorta di "protettorato" americano. Thaci manda a dire all’occidente che con la sua vittoria "comincia il nuovo secolo". Non precisa quali saranno le strategie del paese e quali i rapporti che stabilirà in Europa. Ma è chiaro che si giungerà - stando anche alle bandiere americane esposte nel momento della vittoria elettorale - ad un Kosovo legato più che mai a Washington, quindi ben disposto ad ospitare basi militari per appoggiare il Pentagono nella sua escalation verso le aree dell’Iran e dell’Iraq. Si annunciano catastrofi storiche e politiche.Si sa, intanto, che la data del 10 dicembre rappresenta la scadenza delle trattative a oltranza fra serbi, albanesi e comunità internazionale per definire lo status della provincia. La maggioranza albanese vuole l’indipendenza subito e senza compromessi, ma la minoranza serba è pronta a opporsi con ogni mezzo a questa ipotesi. Thaci, comunque, prevede un futuro normale sostenendo anche che "i kosovari hanno mandato un messaggio al mondo, mostrando che siamo una società democratica, pronta a portare il nostro Paese nell’Unione Europea".La realtà è ben diversa e non si esclude che attorno al nodo dell’indipendenza si riaccenda il conflitto fra serbi e albanesi. Intanto Belgrado torna a farsi sentire dopo aver sollecitato i serbi kosovari a tenersi lontani dalle urne. Le accuse serbe sono rivolte in particolare agli americani, ritenuti da sempre colpevoli della guerra contro la Jugoslavia. La Casa Bianca - secondo la dirigenza serba - persegue ''una brutale politica di forza, apertamente ispirata alla disintegrazione della Serbia''. E Kostunica - l’attuale primo ministro che è stato l’uomo simbolo della rivolta contro il regime socialnazionalista di Slobodan Milosevic nel 2000 - interviene con una serie di dichiarazioni tese tutte a sollecitare l'orgoglio nazionale serbo. Arriva a dichiarare che quanto fatto da Washington nei confronti del Kosovo va considerato come "una provocazione". Non solo, ma Kostunica sostiene ora che "Gli Stati Uniti e la Nato bombardarono brutalmente e illegalmente la Serbia'' nel 1999 non già per fermare la repressione del regime di Milosevic in Kosovo, ma ''semplicemente per strappare alla Serbia il 15% del suo territorio''. ''La Serbia - torna ad ammonire Kostunica - non riconoscerà mai la costituzione di un'entità illegale sul proprio territorio e insisterà ogni giorno e in ogni angolo del mondo a ricordare che il Kosovo non può essere un trofeo di guerra della Nato. E che i confini riconosciuti di uno Stato sovrano sono destinati a restare immutati fino a quando esisterà la Carta dell'Onu''. E mentre il primo ministro ribadisce la linea della fermezza sulla questione kosovara il segretario del ministero per il Kosovo e Metohija nel governo di Serbia - Du?an Prorokovi? - rilancia un’ipotesi di trattativa precisando che i negoziati sulla soluzione dello status del Kosovo non hanno alternativa.Ma nello stesso tempo per Belgrado sembra annunciarsi un nuovo fronte, anche questo carico di incognite. Torna ad affacciarsi, infatti, sulla scena della geopolitica balcanica, la questione della regione della Vojvodina (21mila chilometri quadrati, con due milioni di abitanti) che si trova in Serbia, ma che è contesa da Budapest che insiste sulla forte presenza della popolazione magiara. L’intera zona - è noto - ha un carattere altamente strategico per Belgrado. Ha una posizione geografica che la pone al centro dell'Europa Sud-Orientale e di conseguenza come snodo di traffici fra il Nord e il Sud, l'Ovest e l'Est del continente. Da Novi Sad - capitale della Vojvodina - si raggiungono Trieste o Capodistria in sei ore, Budapest in tre, Vienna in cinque e Salonicco in otto, utilizzando percorsi interamente o quasi interamente autostradali…Ma oltre alle questioni di carattere "ambientale" e "logistico", per Belgrado il problema maggiore è che nella regione di Novi Sad la componente serba - pur essendo maggioritaria - si trova pur sempre a fare i conti con gli ungheresi e con le altre minoranze: slovacca, romena e rutena, quest’ultima originaria della Ucraina sub-carpatica. Il rischio è che nella Vojvodina prenda corpo un movimento secessionista alimentato dai nazionalisti di Budapest: per Belgrado si potrebbe aprire un nuovo e pericoloso fronte. Tanto più che a Novi Sad operano già attivamente formazioni neonaziste.C’è stato, in proposito, un fatto che ha messo la regione di confine al centro di scontri che il mondo serbo non intende sottovalutare. Tutto è avvenuto nelle settimane scorse quando la comunità islamica della Serbia si è spaccata in due blocchi alla vigilia del Bairam, la più importante festività dei musulmani; nel corso dei festeggiamenti ci sono stati seri incidenti durante alcune manifestazioni a Novi Sad.Per Belgrado la Vojvodina diviene così una regione a rischio. Tenendo anche conto del fatto che qui operano alcune Organizzazioni non governative, come l’Helsinki Committee for Human Rights, che percepiscono fondi e finanziamenti da parte di George Soros, banchiere e uomo di fiducia della famiglia Rothschild, nelle cui mani si accentrano numerose società e multinazionali che hanno colonizzato la Vojvodina. E sempre a Novi Sad ci sono forze che fomentano conflitti etnici e sociali, tanto che si arriva a pensare che la Vojvodina potrebbe rappresentare il Kosovo del futuro, essendo una terra di confine contesa da tempo con l'Ungheria e al cui interno si trovano, appunto, minoranze etniche pronte ad agire per rivendicare la propria indipendenza. E c’è anche dell’altro. E cioè che la Vojvodina, rientra nel "Progetto Danubio", promosso dalla stessa famiglia Rothschild per creare, insieme con Croazia, Ungheria e Romania, una sorta di Regione europea. Per raggiungere tale scopo sono da tempo iniziate le acquisizioni di cooperative agricole, raffinerie di zucchero, caseifici, raffinerie di petrolio e banche. Molti degli appezzamenti di terreno della Vojvodina sono stati acquistati da società croate: "Agrokor" ha acquistato "Dijamant" e "Frikom", il "Nekse Group" ha acquistato "Polet IGK", "Strazilovo" e alcune partecipazioni di "Toza Markovic", società per la produzione di materiali di costruzione. Anche Austria e Germania, stanno posizionando le loro società, come la tedesca "Nordzucker", la "Commerce MG" , "Stada" e "VAC" , mentre la "Austrian Erste Bank", insieme con la "OTC banking group and Metals bank" stanno prendendo il controllo di Novi Sad. Allo stesso tempo, si sta assistendo ad una massiccia penetrazione di società ungheresi in Serbia, grazie sempre all'intercessione dei Rothschild. Si è, forse, alla vigilia di nuovi sconvolgimenti nel cuore dell’Europa che potrebbero condizionare pesantemente il futuro.
www.forzanuova.org

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VENETO SERENISSIMO GOVERNO
Dipartimento lotta contro l´integralismo
Kosovo: il riconoscimento tra storia, tradizioni e terrorismo islamista.
A tre mesi dalla fatidica data del 17 febbraio 2008, che ha visto il parlamento di Pristina proclamare l’indipendenza della regione serba del Kosovo, solamente 40 stati, di cui 33 europei fra i quali 19 appartenenti all’Unione, hanno riconosciuto ufficialmente la nuova entità politica.
La maggior parte dei paesi non ritiene opportuno affrettare i tempi o si è dichiarata contraria allo stabilire regolari rapporti diplomatici con il nuovo stato.
Evidentemente i timori legati alla mutilazione arbitraria dello stato serbo, alla proclamazione unilaterale dribblando il diritto internazionale, nonché il deliberato insulto e la ferita inferta alla nazione serba che in quella terra ha avuto origine, hanno frenato le decisioni di molte cancellerie.
Il Veneto Serenissimo Governo, in quanto erede e continuatore della storia, cultura e tradizioni della Veneta Serenissima Repubblica, già da tempo ha espresso la propria assoluta contrarietà nei confronti dell’indipendenza kosovara, ricordando alla comunità internazionale che detto passo, oltre ad essere un’amputazione della Serbia ignorando le norme del diritto internazionale, rappresenta un gravissimo e deliberato attacco alle radici culturali e religiose europee e istituzionalizza una zona franca per terroristi e traffici illeciti che si consolida quale avamposto dell’islamismo in Europa.
Non sorprende la sollecitudine con cui il governo italiano allora in carica, grazie al fattivo contributo del ministro degli esteri Massimo D´Alema, ha provveduto, lo scorso 21 febbraio, al riconoscimento dello stato del Kosovo.
L’Italia, infatti, è sempre in prima linea nel momento in cui si tratta di avvallare violazioni del diritto internazionale e calpestare i diritti e le tradizioni dei popoli.
Si ricorda a tutte le diplomazie che gli ultimi regimi che hanno sostenuto l’esistenza di un fantomatico stato kosovaro sono stati le dittature fascista italiana (1941-1943) e nazista tedesca (1943-1945). Pertanto chiunque appoggi l’indipendenza del Kosovo si candida ad esserne legittimo erede.
Venezia, 16 maggio `08
Il responsabile Dip. lotta contro l’integralismo
Andrea Bonesso
Veneto Serenissimo Governo
Casella Postale 64
36022 Cassola (VI)
VENETO
pepiva@libero.it - kancelliere@katamail.it


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Nel Kossovo indipendente una stella anche per i Rom. Intervista a Gjyzel Shaljani
Le stelle sulla nuova bandiera del Kossovo includono anche i Rom.

Il nuovo governo ha preparato un documento strategico per l'integrazione di Rom, Ashkali e Egypti che affronta: educazione, salute, affari sociali, lavoro, cultura. Le speranze di Gjyzel: Rom, impegnata nelle ONG e al Ministero dell'Educazione, intellettuale e attivista.
Sara Cossu e Nadja Rainer (Caschi Bianchi a Prizren, Kossovo) ...
Il nostro viaggio nell'altra faccia del Kossovo indipendente inizia a Koloni, nella periferia di Gjakova. Percorriamo una salita incorniciata da sporcizia e rifiuti e raggiungiamo una distesa dove vivono poco più di centocinquanta famiglie rom, piene di bambini che corrono scalzi con piedini neri di fango, qualche volta inciampando dentro scarpe da adulto lunghe il doppio dei loro passi, dove annegano gambe scarne e graffiate. I rom di Koloni vivono senza vestiti, senza cibo, senza acqua, senza elettricità, senza rete fognaria. I neonati non vengono registrati alla nascita. I matrimoni non sono ufficializzati. Le case di lamiere, eternit, plastica, neve, vento e pioggia che visitiamo accompagnante dal capo della comunità, sono circondate da distese d'immondizia. E non si tratta solo del ferro che per secoli i rom hanno lavorato e che ora raccolgono dai cassonetti per rivenderlo. Gjakova scarica parte dei suoi rifiuti in quelle lande kosovare senza benedizione.
I rom di Koloni vivono in un'enclave dimenticata, esattamente come tanti dei rom sparsi per un'Europa che propone al Kossovo modelli vincenti di politiche di rispetto delle minoranze e si fa portavoce di un senso civico dato per maturo, fondato spesso su troppe apparenze. A Koloni e in tanti insediamenti rom i diritti si nascondono dietro alibi e inadempienze, liquidati con un eterno capro espiatorio che su alcuni popoli è marchiato a fuoco, e che ricorre in Kossovo e ovunque i rom si spostino. I loro diritti sono condannati da chi sentenzia sempre la loro volontà di vivere in quella smisurata miseria; sono cancellati insieme alle colpe di chi fa di loro un popolo che nessuno potrà forse mai capire nel bisogno di libertà
incondizionata, nella gestione ariosa degli spazi, delle strade da percorrere, dei confini e delle frontiere da varcare, nel rifiuto del nostro tempo postfordista che non dà spazio a chi non vuole o non si sa adeguare a ritmi stressati che ingoiano la vita.
A Koloni l'unico spazio dove i bambini hanno accesso ad una qualche "educazione" che non sia quella ricevuta in famiglia, è un edificio colorato costruito nel 2000 e mandato avanti con il sostegno di alcune organizzazioni internazionali. Lì prendiamo parte ad una mattinata dedicata all'importanza dell'igiene, in una stanzetta piccolissima dove si accalcano odori acri e nauseabondi e circa cinquanta bambini. E in quei corpicini sporchi, vestiti di cenci laceri, le manine che la maestra invita a lavare di continuo con filastrocche fatte di ripetuti Pastroj duart! Lava le mani!, diventano piccoli guanti di raso che non superano il polso ma che chiedono di poter stringere con dignità la mano di chiunque a questo mondo. E ti cedono volentieri un angolino per sederti anche tu, vicino a loro. Ti chiamano per nome, ti salutano divertiti e ti chiedono con gesti fantasiosi di trasformare i loro volti illuminati da occhi vivaci, in foto da portare dappertutto, per mostrare che in questo angolo di mondo dimenticato esistono anche loro.
Il centro si propone di fornire un'educazione che prepari i bambini alla scuola pubblica, offre sostegno psico-sociale all'intera comunità rom, educa all'igiene e alla salute, con grosse difficoltà legate alla carenza di materiale e strutture commisurate ai problemi. C'è anche una mensa dove possono ricevere un pasto solo centodieci bambini. Pochi rispetto a quelli che ne avrebbero realmente bisogno. Mancando un piano urbanistico per l'intera area, molti potenziali donors non si avventurano a finanziare l'ampliamento degli spazi da destinare a nuove attività.
Gjyzel Shaljani voleva che vedessimo tutto questo prima di concedersi alla nostra intervista. A Koloni tutti la conoscono. Le vanno incontro a decine e in pochi secondi è circondata da bambini, donne, anziani che le chiedono sostegno e aiuto. È una delle pochissime donne rom ad essere impegnata ad alti livelli, una di quelle che le grandi organizzazioni non dimenticano mai di invitare alle loro tavole rotonde. È una donna che difficilmente dimentichi: una manager delle battaglie di chi non ha diritti; una famosa intellettuale e attivista che parla inglese fluente, albanese, turco e serbo, e regala sorrisi e lacrime, le tante volte che si commuove. Tra una chiamata al cellulare ed una corsa sul taxi, non ferma le sue giornate se non a mezzanotte, dopo il lavoro come funzionaria al Ministero dell'Educazione, e il tempo che resta speso per la propria ONG. Pranziamo in un ristorante dove porta gli amici più cari. E dove cena con suo marito, un funzionario dell'ONU giunto in Kossovo dall'India, che ha sposato per amore e al quale ha dato una bambina che di lui ha preso la pelle scurissima e i capelli talmente neri da brillare.
Raccontaci qualcosa di te... cosa ti ha portato ad essere la donna che sei oggi?

Quando ero piccola mia madre un giorno mi disse: "Sono un'insegnante, tuo padre è un coreografo. Tu vuoi fare la domestica? Ebbene, se non vuoi, devi andare a scuola. Altrimenti, se non ti va, ti dico: Fai come vuoi, pulisci e fai la serva tutta la vita!". E io scelsi di andare a scuola. Noi siamo stati sempre una famiglia integrata. Mio padre nel 1964 si rivolse alla municipalità di Prizren, acquistò un terreno e ci costruì sopra una casa. Io avevo due anni allora. I miei genitori erano entrambi poverissimi e sono riusciti a costruire il nostro futuro. Le scuole superiori le ho frequentate a Zagabe e a Belgrado e in questa città mi sono laureata in microbiologia molecolare. Io so che cos'è il razzismo. "Sei rom!", mi dicevano a scuola con disprezzo. Lavoro come un robot per dare al mio popolo condizioni di vita migliori, preparando progetti da presentare a ONG e organizzazioni internazionali che possano ascoltare la voce dei rom in Kossovo.
La tua gente, il tuo popolo, la tua comunità... chi sono?

I rom sono partiti dall'India circa 1000 anni fa e sono giunti nei Balcani 300 anni dopo, attraversando il Pakistan, la Turchia, l'Egitto, l'Iran. Si spostano... L'hanno sempre fatto. Appena scoppiava una crisi, una guerra, andavano via. Desideravano vivere in pace, non in mezzo ai conflitti. E ovunque sono stati, la discriminazione li ha colpiti. Ci sono circa 5500 rom a Prizren, 300.000 nella ex Jugoslavia. Per i rom il grande problema è l'educazione. Essendo analfabeti, i rom non trovano lavoro. E il lavoro diventa l'altro grandissimo problema.

Come convincere le famiglie dell'importanza dell'educazione?

"Chi sei tu per dirmi che devo mandare mio figlio a scuola?

Chi mi da i soldi per comprare libri, quaderni e vestiti?".

Questo è ciò che mi chiedono. Molti genitori trovano mille scuse o verità: dicono che hanno paura che i bambini vadano a piedi fino alla scuola più vicina perché temono le auto.

Ma la triste verità è che moltissimi minori in età scolare vengono assoldati dalle loro stesse famiglie per raccogliere l'alluminio nei cassonetti dell'immondizia. E quei cassonetti sono più lontani della scuola. Altri non li mandano perché non hanno i soldi per comprare vestiti, borse e il materiale che occorre.
Come si concretizza il tuo impegno per la tua gente?

Coordino un'ONG, Foleja, fondata nel 2005 che ha sede a Prizren. Ha già portato a termine 8 progetti sull'educazione all'igiene, sui diritti delle donne rom, ashkali ed egypti. Lavoro nel weekend nella nostra sede e organizzo training rivolti alle mamme e ai loro bambini. Arrivano tantissimi rom a chiedere aiuto per risolvere gravi problemi di fronte ai quali purtroppo mi trovo del tutto disarmata. Posso fornire i contatti delle istituzioni che si occupano nello specifico di quei problemi, con la speranza che qualcuno si occupi di loro. Sono le istituzioni che per prime devono assicurare i diritti e i servizi alle persone in difficoltà. Le NGO dei rom sparse per il mondo purtroppo non hanno tanti contatti l'una con l'altra. Mi piacerebbe creare un network. Dobbiamo lavorare insieme, senza paura di condividere le poche risorse. Dobbiamo impegnarci per dire "No! Basta! Siamo poveri ma non siamo animali. La mia pelle è scura ma non sono diverso da te. Ho la lingua per parlare. Sono un essere umano anch'io!".
Il Kossovo indipendente è un neoStato multietnico. Che importanza ha essere rappresentati da una delle sei stelline nella nuova bandiera, insieme agli albanesi, ai serbi, ai turchi, ai bosgnacchi e ai gorani(1)?

Il Kossovo è sempre stato multietnico! Non è di certo una novità! Al suo interno siamo stati una comunità purtroppo troppo spesso manipolata. I rom si sono sempre occupati di lavori faticosi, fisici. Sono sempre stati domestici, servi. Ora dobbiamo migliorare la nostra condizione ma la transizione sarà difficile: come integrarsi? Come incominciare? Da dove? Sono parecchio preoccupata per il futuro. Con l'indipendenza cambierà qualcosa per le comunità più fragili solo se gli internazionali continueranno a monitorare la situazione. Ora siamo uno Stato indipendente. Ma nessuno parla delle condizioni in cui vivono i rom, della loro povertà. Uno Stato è multietnico se tutti hanno pari diritti. I rom non hanno lavoro, non vanno a scuola, vivono condizioni di vita terribili. Non sono integrati come altre comunità. Si deve cercare una formula reale d'integrazione. Se non abbiamo il cibo, se non abbiamo il lavoro per comprare il pane, sarà la selezione biologica ad uccidere questo popolo affamato. Rom, egypti e ashkali... siamo un unico popolo. La stella sulla bandiera è importantissima. Significa riconoscere che anche noi esistiamo. Il Governo ha promesso che farà tanto per le minoranze. Per queste sei stelle. Ha preparato un documento strategico per l'integrazione di rom, ashkali e egypti che affronta sette tematiche: educazione, salute, affari sociali, lavoro, cultura, diritti delle donne. I rom si aspettano che si faccia di più per loro, perché siano integrati quanto le altre minoranze. Aspettiamo che tale documento venga implementato, e siamo pronti a cooperare in maniera attiva con le istituzione e con gli attori internazionali per cambiare lo stato attuale delle cose.
Note:
1. Gorani: gruppo etnico di origine slava che vive tra l'Albania, la Macedonia ed il Kossovo meridionale. Bosgnacchi : popolazione slava presente in Bosnia Herzegovina, Kosovo, Serbia e Montenegro.
http://www.antennedipace.org


IL NUOVO BRANO DI FRANCESCO DE GREGORI, "CELEBRAZIONE".

Ciao Orazio Vasta,di seguito il link per scaricare in anteprima il nuovo brano inedito "Celebrazione" di Francesco De Gregori: http://www.repubblica.it/speciale/2008/de_gregori/index.html?ref=autodem

A 16 ANNI DALLA STRAGE DI CAPACI...

Ricevo e pubblico...
A 16 anni da quel tragico giorno, CittàInsieme e i cittadini catanesi, che non intendono dimenticare la morte di Falcone, Borsellino e di tutte le vittime della mafia, si riuniranno per celebrare la memoria di questi uomini, che hanno testimoniato con la loro vita di credere nella possibilità di un mondo in cui le giovani generazioni potranno respirare "il fresco profumo della libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale, dell'indifferenza, della contiguità e quindi della complicità" (P. Borsellino).
In occasione dell'anniversarsio della strage di Capaci, pertanto, CittàInsieme, insieme alla collaborazione dell'Associazione Nazionale Magistrati di Catania, organizza per venerdì 23 Maggio ore 20.00 un momento di commemorazione davanti alla scalinata del Palazzo di Giustizia (Piazza Verga), a Catania.
Introdurranno l'incontro Padre Salvatore Resca per CittàInsieme ed un magistrato in rappresentanza dell'ANM. La serata vedrà la presenza di numerose scuole che interverranno con rappresentazioni, letture e canti aventi come comune denominatore il valore della legalità.
Le scuole che hanno già aderito sono:
la Scuola media Cavour di Catania,
la Scuola superiore E.Pantano-Olivetti di Giarre,
la Comunità Laura-Eusebia di Nunziata di Mascali,
l'Associazione Culturale Terre Forti,
l'Associazione Culturale Gruppo Santo Calì,
l'I.T.G Colajanni di Riposto,
l'IPSSS Lucia Mangano di Catania.
Distinti saluti,
CittàInsiemeCatania, 18 maggio 2008
www.cittainsieme.it


CAMILLERI,CANEPA E DINTORNI...

Ricevo e pubblico...
A MARGINE DELLO SCRITTO DI ANDREA CAMILLERI SU ANTONIO CANEPA PUBBLICATO NELL’INSERTO CULTURALE R2 DE “LA REPUBBLICA”
Nell’occasione del Festival di Massenzio, Andrea Camilleri ha offerto, in linea con il tema della manifestazione, legato ad una confronto con la Storia, uno scorcio letterario, ma per questo non meno interessante, sulla vita e sulla storia di Antonio Canepa e con esso di uno scorcio di storia contemporanea della Sicilia.Camilleri lo ha fatto nell’inserto R2 CULTURA de “La Repubblica” del 20 maggio c.a.
Non ci sforziamo di individuare, né vogliamo trovare, da sicilianisti e indipendentisti, nello scritto di Camilleri, forme di outing sicilianista.
Del resto è noto, e lo stesso Autore ce lo ricorda, che Camilleri non è e non è mai stato “separatista”.E pur tuttavia Camilleri è siciliano.
E da siciliano sente che la Sicilia ed i Siciliani forse troppo poco e comunque male hanno riflettuto, comunque la si pensi, sulla figura, l’esperienza e l’idealità di Antonio Canepa e con Lui di quella generazione di allora giovani ( che oggi sono e/o sarebbero ottantenni ) che lo seguirono e s’infiammarono all’idea di una Sicilia Indipendente, Autodeterminata e senza sfruttati né sfruttatori.
Certo nessuno nasconde,né mai ha nascosto, e men che mai Noi, che l’uomo Canepa visse, in sé e su di sé, evidenti quanto palesi contraddizioni.Antinomie che politicamente e biograficamente permettono di separare la sua vita in 3 distinti periodi.
Premesso ciò vogliamo scrivere che la pubblicazione dell’intervento di Camilleri segna una interessante, da non sottovalutare “svolta” culturale nel ricordo e nella percezione che settori italianisti della cultura ufficiale fanno su Canepa e quindi gioco forza sull’Indipendentismo siciliano di quegli anni .Inoltre vorremmo invitare i nostri lettori e chi è rimasto colpito o anche solo incuriosito da Canepa con l’occasione a rileggere un interessante e non lungo articolo su di Lui, che qualche anno fa, scrisse Fabio Cannizzaro ( nome ben noto ai frequentatori del nostro blog ).
Questo articolo, allora pubblicato dal periodico “ Nazione Siciliana “ e richiedibile presso ‘u F.N.S., forse permetterà a qualcuno di farsi una prima idea su quanto e cosa Canepa ha rappresentato e continua a rappresentare, ancora oggi, idealmente e valorialmente, per l’Indipendentismo democratico Siciliano.
Detto ciò resta inteso che Canepa e i suoi giovani compagni Carmelo Rosano e Giuseppe Lo Giudice caduti, a Murazzu Ruttu, a Randazzo, verranno, come ogni anno, lì ricordati il prossimo giugno grazie alla manifestazione organizzata da ‘u Frunti Nazziunali Sicilianu – Sicilia Indipinnenti .
Manifestazione a cui noi di “laquestionesiciliana” non faremo mancare pubblicità, appoggio , presenza e/o collaborazione.

UNA GOCCIA NEL MARE DI MONNEZZA ...

Ricevo e pubblico...
Lettera inviata al Sindaco di Castellammare di Stabia
Chiarissimo Signor Sindaco,
in questa fase nervosa della gestione dei rifiuti, tutti cercano il colpevole guardando dal lato destro o sinistro degli schieramenti politici, ma penso che tutti ad iniziare da noi cittadini dobbiamo collaborare con le istituzioni per gestire questa fase nera della nostra storia.
Le istituzioni da parte loro devono educarci, perché in un paese dove la sensazione di abbandono è tangibile il cittadino si sente autorizzato, mostrando la propria inciviltà, ad infierire sulla riduzione in discarica degli spazi pubblici.
E’ necessario che si attui un programma di educazione civile rivolto ai cittadini, ed effettuato mediante privazione e soppressione dei servizi abusivi e superflui che difficilmente sono gestiti dalla maggioranza dei cittadini e dei commercianti, nonché dalla repressione verso tutti quegli atti incivili che sporcano i pubblici spazi;
Le soluzioni e le parole usate sono pesanti, ma l’impiego di tali misure sarebbe emblematico e rilevante, mostrando il chiaro impegno da parte dell’Amministrazione di risolvere il problema partendo dalla radice.
Ma ecco alcuni punti che sarebbero, a mio modesto avviso, d’aiuto all’educazione civile dei cittadini stabiesi:
Sospensione a tempo indeterminato di tutte le attività di volantinaggio e distribuzione di opuscoli gratuiti in TUTTO il territorio cittadino. Sono superflue e controproducenti la distribuzione di migliaia di volantini e opuscoli dei centri commerciali (es. Auchan) o negozi (es. Expert, Euronics ecc.) che ogni giorno invadono le strade. D'altronde le tasse dei fruitori di tali servizi non ripagano certamente il lavoro di pulizia fatto dagli operatori ecologici.
Repressione, mediante incremento dei controlli e sanzioni, di tutti gli atti di imbrattamento dei pubblici spazi. Il gesto recidivo di gettare la carta a terra, piuttosto che la mancata raccolta degli escrementi lasciati dagli animali domestici, o chi butta la cicca di sigaretta dall’auto, devono essere punite con sanzioni amministrative, così come è previsto dalla legge;
Vietare la vendita dei piatti di plastica, dal momento che non sono riciclabili;
Incrementare il controllo su tutte quelle attività abusive che producono rifiuti in grandi quantità. Le porto l’esempio di una parte del territorio stabiese dimenticato da tutti (ad eccezione della multiservizi che utilizza tale spazio per il trasbordo della spazzatura dai furgoncini ai camion compattatori) l’uscita di Gragnano dal raccordo autostradale. Tutti i fine settimana un venditore abusivo esercita la vendita di prodotti ortofrutticoli e alimenti cucinati per strada (carciofi). Non solo a dispetto di tutte le norme igieniche, dal momento che la merce viene appoggiata sulla sede stradale, ma anche a dispetto del senso civico, visto che il vicino sottoponte è stato trasformato in una discarica di tutti i rifiuti da lui prodotti (Vedi Foto);

Signor Sindaco, anche se sono una goccia nel mare, penso che tali provvedimenti possano infondere un senso di educazione ai cittadini e di presenza delle istituzioni su tutto il territorio cittadino.
Nello Esposito

http://nazionedelleduesicilie.blogspot.com

lunedì 19 maggio 2008

CATANIA:il PdSUD nella lista "CON NELLO MUSUMECI PER CATANIA"...

Ricevo dall'arch.Erasmo Vecchio...
PARTITO DEL SUD-ALLEANZA MERIDIONALE
SEGRETERIA REGIONALE
Sede di Catania
095-491068 Fax 095-7124464
www.partitodelsud.it
COMUNICATO STAMPA
Il Partito del Sud con Nello Musumeci alle amministrative di Catania.
Il movimento sicilianista e meridionalista del PdSUD parteciperà con proprie qualificate candidature alle elezioni amministrative di Catania insieme alla lista civica "CON NELLO MUSUMECI PER CATANIA" . Erasmo Vecchio, coordinatore regionale del PdSUD precisa": "alla base dell’intesa ci sono comuni valori che riguardano la valorizzazione della nostra autonomia e la ferma volontà ad accelerare il processo di riscatto identitario, culturale, sociale ed economico della nostra Terra. I catanesi non hanno dimenticato che Nello Musumeci, già Presidente della nostra Provincia, ha dato esempio di buongoverno della cosa pubblica dimostrando ampiamente che la politica può essere messa al servizio dei cittadini con il fine esclusivo di affrontare i problemi per rispondere alle giuste attese della nostra comunità.
Al Comune di Siracusa il PdSUD presenterà, invece, una propria autonoma lista contraddistinta dal proprio simbolo, a sostegno di Salvatore Sparatore alla carica di Sindaco.
Con preghiera di pubblicazione.
Catania, 19/5/2008

GAETA:GEMELLAGGIO CON CON SOMERVILLE.

Ricevo dai miei amici del Comune di Gaeta e pubblico...a dimostrazione,ca no è veru ca i pulitici su tutti i stissi....
Segreteria Particolare del Sindaco
Comunicato Stampa
Il sindaco di Somerville Joseph Curtatone (nella foto ,a sinistra:n.d.blog) accompagnato dai suoi collaboratori e da una nutrita delegazione di cittadini, ha incontrato il sindaco Antonio Raimondi(nella foto,a destra:n.d.blog) per la stipula del protocollo d’intesa del progetto Serapo (Student Exchange Representative Abroad Program Opportunity) rivolto ai giovani di entrambe le città.
"Lo scopo del gemellaggio con Somerville è innanzitutto favorire lo scambio di esperienze e di soprattutto di persone. Spero di riuscire a portare tanti gaetani a Somerville la prossima volta che mi recherò da voi – ha detto il Sindaco Raimondi nel suo intervento – Il progetto Serapo è rivolto ai ragazzi di Gaeta tra i 16 e i 18 anni che potranno imparare l’inglese, una conoscenza fondamentale per il mondo del lavoro, e fare un’importante esperienza di vita negli Stati Uniti. Lo stesso vale per gli studenti di Somerville che potranno riscoprire le origini dei loro parenti e imparare l’italiano. La città di Somerville è fortunata ad avere un sindaco giovane, capace e pieno di energia come Joseph Curtatone. Il nostro rapporto va oltre la carica istituzionale che ricopriamo: tra di noi c’è un’amicizia franca e diretta che può giovare alla buona riuscita dell’iniziativa".
"Sono onorato e felice di aver avuto ancora una volta il piacere di ritornare a Gaeta, questa volta con una maggiore rappresentanza di residenti e dirigenti di Somerville – ha affermato il sindaco Curtatone nel suo intervento – Sono orgoglioso di dirvi che, con l’aiuto e guida del Sindaco Raimondi, Somerville e Gaeta possono procedere con l’annuncio di un programma per uno scambio di studenti che noi abbiamo chiamato Serapo. Attraverso le nostre reciproche esperienze e questo nuovo programma di scambio, possiamo essere sicuri che il futuro delle nostre città e nazioni sarà migliorato ed arricchito dalla conoscenza dei nostri legami e valori condivisi. Tutti noi a Somerville aspettiamo con ansia di dare il benvenuto agli studenti di Gaeta che verranno a vivere e studiare negli Stati Uniti questo autunno".
L’aula consiliare era gremita di persone già mezz’ora prima della cerimonia e non sono mancati i ricongiungimenti familiari e gli incontri con persone che non si vedevano da molti anni: ognuno chiedeva di persone che non vedeva da tempo. Il sindaco Curtatone ha dedicato un passaggio del suo discorso all’emigrazione di tanti gaetani.
"Come figlio di genitori, e nonni, che emigrarono da Gaeta a Somerville so in prima persona della lotta e dei sacrifici che gli immigrati hanno affrontato – ha proseguito Curtatone – È quindi importante che oggi riconosciamo e celebriamo le diversità delle origini dell’America: la nostra nazione è stata costruita da emigranti come mia madre, mio padre e tanti altri come loro. Somerville è stata spesso tra le prime comunità ad ospitare famiglie di emigranti e dare loro l’inizio per realizzare il sogno americano. Ci stiamo adoperando per mantenere la nostra città come un faro di speranza ed accoglienza. Anche oggi più di 50 lingue sono parlate nelle scuole a testimonianza della nostra diversità e forza multiculturale. Quest’ultima è una priorità della mia Amministrazione per l’importanza di questi concetti per migliorare la qualità della vita dei residenti della nostra città. Sin dal nostro ultimo incontro, le esperienze imparate nel forgiare i ostri legami con Gaeta sono state utili nel creare una città gemella con le comunità di Yuicuiaquin in El Salvador e Nordeste in Portogallo e siamo attualmente in contatto con altri centri in Africa, Irlanda e Brasile per iniziare il processo di città gemelle".
Il prossimo appuntamento istituzionale si terrà mercoledì mattina in aula consiliare. Le due giunte si incontreranno per discutere di best practices e gettare le basi per future collaborazioni.
Gaeta, 19 maggio 2008
Segreteria del Sindaco
Giovanni Fantasia