domenica 28 settembre 2008

MARAVENTANO al "suo" sindaco:"Un giorno dice che i negri puzzano, l’altro che mi vuole decapitare"

LA POLEMICA DI «’O SCIÀ»
Tutti dalla parte di Baglioni via il vicesindaco
DALL'INVIATO Federico Vacalebre Lampedusa.

L’emergenza continua, per quanto possa sembrare un paradosso continuare a parlare di emergenza dopo 21 anni di sbarchi (21.000 persone nei primi nove mesi del 2008), di carrette del mare e tragedie annunciate, testimoniate dalle tante croci senza nome nel cimitero di Lampedusa.
Mentre sotto la pioggia sbarcano sull’isola altri 150 disperati nordafricani, alcuni in precarie condizioni di salute, «’O Scià» scuote la politica locale, forse non solo quella.
«Siamo qui per parlare di integrazione e accoglienza, ma finiamo per essere prigionieri delle dichiarazioni di una vicesindaco e senatrice che ne dice di tutti i colori», sbotta Rossella Barattolo, compagna di Claudio Baglioni e presidente della fondazione che porta il nome della kermesse solidale voluta dal cantautore.
«Prometto di portare sul palco la testa del vicesindaco Angela Maraventano, sono nauseato dalle sue insinuazioni», dice il sindaco Dino De Rubeis, «da quando è stata eletta al Senato in Emilia Romagna sotto la bandiera leghista non riesce più ad occuparsi dei veri problemi della sua gente».
Sotto l’acqua che sferza l'isola e ha messo a rischio il gran finale della sesta edizione di «’O Scià», con l’accoppiata Baglioni-Fiorello a tentare di recuperare terreno dopo due giorni autarchici, il sindaco annuncia la «sofferta decisione di ritirare la delega di vicesindaco e assessore alla Maraventano, che si atteggia a generale della Finanza chiedendo di controllare i bilanci della Fondazione ”’O Scià”, presentati, come da legge, anno dopo anno. Le sue esternazioni distruggono il lavoro di Baglioni e del festival. L’isola sta con Claudio contro Angela».
A suffragare l’ultima affermazione ci sono anche degli striscioni appesi all’ingresso del paese.
«Ma quelli li ha messi Salvatore Cappello, sono appena andata a denunciarlo», dice la pasionaria sudista della Lega Nord, «è il proprietario della Cupola Bianca», che poi sarebbe il ristorante-albergo dove «’O Scià» ha montato il quartier generale, utilizzato anche dal sindaco per la conferenza stampa in cui promette «la testa» dell’ex amica eletta con lui in una lista civica di centrodestra.
Lampedusa si è affezionata al cantore del «Piccolo grande amore», che un bel giorno non è riuscito più a godersi le vacanze facendo finta di non vedere che cosa succedeva a pochi metri di mare dalla sua barca. «Abbiamo una tradizione di accoglienza», teorizza De Rubeis, vicino a Forza Italia, «e poi il festival ha allungato la stagione turistica e spende sull’isola quasi tutto ciò che ha dalle istituzioni».
Che sono solidali con Baglioni: le dichiarazioni fioccano, con toni generici pro-Claudio: si va dai ministri Prestigiacomo e La Russa ai sottosegretari Miccichè e Roccella, dalla Regione Sicilia (presidente, vicepresidente e assessore Cimino) al consiglio comunale, dove c’è chi annuncia la decisione di uscire dalla maggioranza finché non si sarà liberata del vicesindaco.
Che la prende sportivamente: «Meglio così per me, non per la mia terra. Per lei continuerò a combattere. Sarò io a chiedere le dimissioni del sindaco, è impazzito e la spara sempre più grossa. Un giorno dice che i negri puzzano, l’altro che mi vuole decapitare. Ormai è chiaro che qui nessuno viene per cantare o per occuparsi di chi rischia la pelle in mare, ma per fare politica. Io non ho dato del ladro a nessuno, ho solo detto che i soldi a Lampedusa, più che per un concerto, li spenderei per fare scuole, fogne, ospedali.
E ho chiesto a Baglioni una sola cosa: possibile che costi 600 mila euro una tre giorni fallimentare sulla spiaggia con un videoproiettore e due cantanti che vengono gratis?».
La polemica continua.
«Ma anche la strada di ”’O Scià”», assicura sotto la pioggia l'uomo di «Notte di note», che sa che il futuro della manifestazione è affidato alla prossima Finanziaria.
Intanto, a dargli manforte c’è Fiorello, che comincia lo show ironizzando sulla Maraventano: «Qui tutti ci vogliono bene, tranne una».
Poi scherza sui testi del cantautore: «Tutti li capiscono, tranne il vicensindaco».



O Scià, Maraventano, Baglioni e dintorni…

Angela Maraventano: “Pasionaria” o first lady?
Viene definita per antonomasia “La Pasionaria” per le sue memorabili battaglie del passato. Adesso che è “costretta” ad indossare il “tailleur” le sue vigorose proteste sembrano essere un lontano ricordo. Non sembra nemmeno protestare per la più importante manifestazione di tutta la provincia e sicuramente tra le prime in Sicilia, a rischio dopo molti anni di straordinario successo. O Scià.
De Rubeis, sindaco di Lampedusa, non ha fatto in tempo a far quadrare i conti, tra richieste governative e contributi vari e adesso la manifestazione rischia davvero di saltare. Si parla addirittura di una sola serata (nelle precedenti edizioni sono state sempre tre) con il solo Claudio Baglioni a fare da protagonista, mentre tutti gli altri cantautori dovrebbero inviare soltanto un video messaggio.
Brutta questa storia.
Brutta perchè ormai O Scià è (o è stato) un punto di riferimento per migliaia e migliaia di giovani provenienti da tutta la provincia agrigentina e da ogni parte della Sicilia.
Sulla delicata e traballante vicenda è intervenuta la senatrice leghista Angela Maraventano e, francamente, il suo intervento ci è parso tipico di chi ormai “ha messo le ali” per dirigersi verso altri lidi.

Ha detto: “Se i soldi per O Scià sono pochi è meglio investirli per le scuole, porto e strutture mediche…”
Ecco l’inghippo, senatrice Maraventano.

Non è così che ci si batte per un’Isola che ormai vive anche di gloria (e non solo) grazie ad una manifestazione di carattere nazionale; i problemi, quando esistono, si risolvono; non si accantonano e si passa avanti. Giustissimo l’intervento suo su scuole porti e strutture mediche, ma è altrettanto giusto che O Scià abbia tutto il sacrosanto diritto di continuare con tutti i crismi che l’hanno caratterizzata nelle passate edizioni.
Semmai ci chiediamo perchè lei, senatrice Maraventano, adesso che occupa i posti di potere, non si sia battuta per far si che la manifestazione O Scià avesse il suo normale svolgimento dei tre giorni e nello stesso tempo non ha continuato ad incatenarsi come faceva prima (quando non portava il tailleur) per ricevere attenzioni e far sentire la propria voce sui problemi dell’Isola.
Perchè penalizzare O Scià?

Non sarebbe anche la sua sconfitta, senatrice Maraventano, in quanto lei, fino a prova contraria, è la vicesindaca di Lampedusa?
Oppure ha forse dimenticato che movimento turistico-economico si muove nel corso della manifestazione?

Ha anche dimenticato forse quante persone sbarcano nell’Isola (non clandestine) per vedere Baglioni e company?
Perchè penalizzare un indotto economico non indifferente a cominciare, visto che lei ne sa qualcosa, dalla ristorazione; non era contenta quando per tre giorni, a pranzo e a cena, nel ristorante che gestisce lei, si presentavano flotte di turisti per gustare le sue prelibate pietanze?
E poi, le sue battaglie per il triste fenomeno dei clandestini?
Forse O Scià non è nato proprio per questo motivo?
Suvvia senatrice, guardi un attimino indietro per favore, tolga il tailleur e rimetta canotta e bermuda; faccia mente locale sulle sue apprezzabilissime battaglie che ha condotto per Lampedusa senza, però, cercare di tagliare di qua per mettere di là, come vorrebbe fare in questa caso. Si attivi per ottenere questo e quello.

Visto che ormai a Palazzo Madama è di casa mostri le sue perplessità relative alla poca attenzione che il Governo centrale rivolge alle Pelagie e faccia sentire la sua voce.
E dato che si trova li, faccia sentire anche la sua voce in merito alla manifestazione O Scià affinchè questa sia immune da modifiche che sanno tanto da campanellino di allarme di una prossima sparizione.
Non guasterebbe, infine, una tiratina di orecchie al suo sindaco, visto che lei, oltre ad avere oggi la voce grossa, è il suo vice; chieda perchè lui non è riuscito in tempo ad attivarsi come ha fatto il suo predecessore Siragusa nelle cinque edizioni che, comunque, tra mille problemi, riusciva sempre a portare a compimento una delle manifestazioni più belle della Sicilia.
Così facendo si scrolla inesorabilmente quella etichetta che con tanta fatica ha conquistato di “Pasionaria” per indossare i panni di una first lady che sa tanto di anglosassone e che nulla ha a che vedere con i presupposti selvaggi che presenta l’Isola di Lampedusa.
Fonte:
AgrigentoWeb

Forum Mondiale delle Culture

Sole, mare bigburgher e mandolino. Sarà questo il menù dei turisti che fra qualche anno mangeranno nei ristoranti di Margellina?
Quando una principessa polacca, qualche secolo fa, volle mangiare anche a Napoli il suo dolce preferito, i napoletani fecero di questo tradizionale dolce polacco il simbolo della pasticceria partenopea, napoletanizzando il suo nome e la sua forma fino a quello che oggi conosciamo tutti come babbà.
Questo è stato uno degli esempi di adozione di una tradizione culinaria nelle conservatrici cucine napoletane.
Infatti c'è differenza fra l'accogliere una cultura e subire una invasione culturale.
Negli ultimi tempi, la politica europea sta dedicando grande interesse allo sviluppo dell'economia ed al rilancio della cultura mediterranea, organizzando incontri nella (sottovoce celebrata) capitale del mediterraneo, Napoli.
L'iniziativa dovrebbe portare un flusso di finanziamenti per le aree disagiate dell'Europa (il mezzogiorno d'italia), per la realizzazione di infrastrutture finalizzate all'apertura dei canali commerciali internamente all'area mediterranea.
La prima opportunità spetta a Napoli, al quale è stata affidata l'organizzazione del Forum Mondiale delle Culture per l'anno 2013.
Ma chi deve gestire questi fondi, è preparato per la salvaguardia delle proprie culture?
La cattiva gestione di una improvvisa ricchezza è la vera minaccia delle culture locali, basta vedere per esempio Cancun in Messico, Male alle Maldive, Dubai negli Emirati Arabi, e molti altri paesi con panorami identici alle grandi metropoli americane, e cultura locale praticamente estinta.
Già oggi a Napoli, la struttura urbanistica è seriamente minacciata dagli interessi speculativi di imprenditori edili che modificando lo skyline della città, impiantano mostri i ferro e vetro scopiazzati da qualche altra città del mondo.
Modificare radicalmente la struttura urbanistica di una città, rendendola anonima, crea uno scompiglio nel tessuto sociale dei cittadini, i quali vengono privati di una strada, un quartiere o di un panorama, e loro sono comunque ignari di vivere nelle aree prestabilite a tavolino piene zeppe di insipidi ristoranti o fast food, che invadono lo stile culinario degli abitanti, i quali per le loro nuove abitudini dimenticheranno inevitabilmente l'arte di tramandare e cucinare le pietanze tipiche locali.
Bisogna che le istituzioni presenti nelle città impartiscano, per quanto spetta ad ognuno di loro, la base per la conservazione delle tradizioni e della cultura della propria terra, evitando programmi politici e didattici non attinenti alla città in cui vivono.
Ma purtroppo viviamo in italia, dove si cerca di diffondere una scialba cultura basata su una inesistente tradizione ed una oscura storia, dunque è compito nostro, sopravvissuti allo sterminio dell'invasione del 1861, quella di difendere le tradizioni e la cultura delle nostre terre, minacciata dalla incompetenza degli amministratori, sostituirci al ministero della cultura, creando un istituto per la vigilanza e la salvaguardia delle culture locali.

Attentato a Di Matteo: Il procuratore Messineo risponde all'appello di ANTIMAFIADuemila


Ricevo e pubblico...
Attentato a Di Matteo: Il procuratore Messineo risponde all'appello di ANTIMAFIADuemila
Il procuratore di Palermo Francesco Messineo ha risposto oggi alla lettera aperta del direttore di ANTIMAFIADuemila Giorgio Bongiovanni, che nei giorni scorsi aveva chiesto di alzare il livello di sicurezza a tutela del pm Antonino Di Matteo - recentemente vittima di un grave atto intimidatorio sul quale si sta investigando – e quindi per tutti i magistrati impegnati in prima linea sul fronte della lotta alla mafia .
Alla lettera-appello, già sottoscritta da centinaia di persone appartenenti alla società civile, al mondo del giornalismo, della politica, della magistratura il procuratore ha risposto rassicurando i firmatari che saranno presi gli adeguati provvedimenti e ringraziando per le espressioni di solidarietà e sostegno che incoraggiano e rassicurano i magistrati, in questo modo non più soli nello svolgimento della loro opera. Un sostegno, ha scritto Messineo, che “è presupposto irrinunciabile per la efficacia della azione rivolta contro le associazioni criminali che minacciano la società”.
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Magistrati in pericolo. Messineo risponde
27 settembre 2008
Il procuratore di Palermo Francesco Messineo risponde all'appello lanciato da ANTIMAFIADuemila rassicurando firmatari e società civile sul livello di attenzione riservato al caso dell Dott. Di Matteo.

Stim.mo Lorenzo BaldoANTIMAFIAduemila
Ho ricevuto per il suo cortese tramite la lettera inviatami dal direttore Giorgio Bongiovanni, sottoscritta anche da numerosi autorevoli esponenti della società civile, attivamente impegnati nel contrasto alla mafia.Nella lettera si esprimono preoccupazioni per il recente episodio di sospetta intimidazione mafiosa occorso al dott.Antonino Di Matteo, magistrato di questo Ufficio costantemente impegnato nella gestione di delicate indagini e gravi processi contro pericolosi esponenti della mafia, e si paventa la sottovalutazione di possibili situazioni di pericolo auspicando un segnale “forte” da parte delle istituzioni.Desidero innanzitutto ringraziare tutti i firmatari della lettera per la cortese ed affettuosa sollecitudine manifestata nei confronti del dott.Di Matteo, e quindi indirettamente di tutti i magistrati impegnati nella lotta alla mafia.Le espressioni di solidarietà e sostegno da parte della società civile ci incoraggiano e ci assicurano che non siamo soli nello svolgimento della nostra opera.Più ancora, dolorose esperienze del passato ci insegnano che, mentre chi viene lasciato solo versa già per questo in grave pericolo, la solidarietà di molti è essa stessa una preziosa difesa.Non intendiamo assolutamente sottovalutare la pericolosità di situazioni e segnali che si vanno manifestando.La mafia è in gravi difficoltà per la ferma azione dello Stato, ma conserva intatta la sua pericolosità e la attitudine a concepire e realizzare disegni delittuosi ed inoltre esprime una subdola capacità di mettere alla prova i meccanismi di protezione appositamente apprestati.La sicurezza del dott.Di Matteo e degli altri magistrati impegnati contro la mafia costituisce un impegno prioritario per gli organismi preposti alla gestione delle misure di protezione.Ogni attenzione è stata dedicata, ed ancor più sarà dedicata in futuro, per adeguare costantemente e con largo margine positivo il contenuto delle misure già apprestate al presumibile livello del pericolo.In tal senso sento di poter rassicurare i firmatari dell’appello e, nel ringraziarli ancora una volta, esprimo l’auspicio che si mantenga costante l’indispensabile collegamento fra la società civile e la magistratura, presupposto irrinunciabile per la efficacia della azione rivolta contro le associazioni criminali che minacciano la società.
Con viva stima Francesco Messineo
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La risposta del direttore
Egr. Dottor Messineo,
la ringrazio per la risposta che denota, come già più volte abbiamo constatato, la sua sensibilità istituzionale e la sua alta professionalità.Le assicuro che continueremo, per quanto in nostro potere, a prestare il nostro sostegno e la nostra attenzione al lavoro dei magistrati impegnati in prima linea nella lotta contro la criminalità organizzata sia come giornalisti che come esponenti della società civile.
Con profonda stima
Giorgio Bongiovanni

Il PdSUD al conegno antimafia di Roma...

Ricevo dal PdSud-Emilia e Romagna e pubblico...
IL PdSUD, INVITATO VENERDI' 03/10/08 A ROMA ALLA PRESENTAZIONE DI AGORAVOX ITALIA, PORRA' ALCUNE DOMANDE RELATIVE ALL'INCHIESTA "CAMORRA E RIFIUTI"
Si terrà venerdì 3 ottobre alle ore 11.00 presso il Nuovo Cinema Aquila di via L’Aquila 68 a Roma, la presentazione di AgoraVox Italia che rappresenta il primo esempio di giornalismo partecipativo in Europa.
Nata da un’idea di Carlo Revelli in seguito a un flow di informazione dei media mainstream rispetto ad eventi come lo tsunami del 2004.L’ideatore di AgoraVox, Carlo Revelli e il project manager, Francesco Piccinini, presenteranno questo progetto alla stampa, ai blogger e a tutti coloro che credono in un’informazione libera. E sarà l’occasione per presentare la prima inchiesta partecipativa italiana.
Arnaldo Capezzuto, tenace giornalista napoletano, presenterà, infatti, un’inchiesta su: Camorra e Rifiuti. La prima inchiesta partecipativa mai realizzata in Italia, con materiali inediti e testimonianze mai apparse sulla stampa nazionale, a cui hanno collaborato anche “normali” cittadini con contributi scritti, foto e video. Un’inchiesta lunga e complessa, perché AgoraVox ha cercato di ricostruire 18 anni di connivenze. Un puzzle che messo insieme disegna una Campania terra di conquista.
Sul palco anche Pino Maniaci, giornalista antimafia e Giulio Cavalli (attore minacciato dalla mafia), i quali faranno una puntata di Radio Mafiopoli, una trasmissione radio sullo stile di Radio Aut di Peppino Impastato. I cittadini presenti potranno intervenire in diretta e contribuire alla trasmissione. AgoraVox e Pino Maniaci hanno iniziato una collaborazione su un’altra inchiesta che vedrà la luce nel 2009.
Invitato all'evento il PdSUD, una cui delegazione,guidata dal Coordinatore per il Lazio Ing. Vincenzo Riccio, rivolgerà ai giornalisti antimafia una serie di domande riguardanti la loro esperienza personale e le relative considerazioni politiche in merito all'inchiesta "Camorra e rifiuti".
Il tutto sarà da noi ripreso e postato su you tube.
Se vuoi partecipare , tramite gli inviati del PdSUD, inviaci una domanda, la porremo, nel limite del possibile, per
te.

sabato 27 settembre 2008

Sottoscrizione appello per il rispetto delle leggi internazionali e dei diritti del popolo veneto

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Ricevo da www.palmerini.net/blog/?p=284
e pubblico...23 Settembre 2008
Noi firmatari sotto elencati:

- considerando che la Carta delle Nazioni Unite enuncia i principi di pace fra le nazioni e il diritto di autodeterminazione dei popoli- considerando che nella Carta della Nazioni Unite e per legge internazionale, i popoli coloniali od oppressi devono essere liberi in un proprio Stato

- considerando che molti territori acquisiti nel corso del 1800 dagli attuali Stati furono acquisiti militarmente e in violazione della volontà di tali popoli di sottomettersi al governo straniero, e per questo molti di essi sono oggi tornati liberi- considerando che il Tribunale di Venezia ha sentenziato il “difetto assoluto di giurisdizione” e cioè che non è possibile affermare il legittimo possesso del Lombardo Veneto da parte dello Stato Italiano- considerando che è notorio che lo Stato Italiano nacque dalla annessione militare ed oppressiva di popoli invece liberi da secoli, e fra tali popoli si annoverano i siciliani, i veneti e molti altri, che duqnue sono a tutti gli effetti dei “popoli coloniali”

- considerando che la Corte Europea europea dei diritti dell’uomo , su richiesta di 1250 veneti, ha iniziato il procedimento contro lo Stato Italiano confermando che la loro richiesta all’autogoverno non è infondata
Noi firmatari consideriamo la recente intrusione di funzionari italiani nella sede LIFE - Autogoverno del Popolo Veneto come una “violazione della pace” contraria alla pace fra le nazioni, e quindi una violazione dello Statuto dell’ONU e dei diritti umani.

Pertanto facciamo appello affinché lo Stato Italiano venga obbligato a rispettera i patti sottoscritti internazionalmente e in particolare i “Patti sui diritti civili e politici” e i “Patti sui diritti economici, sociali e culturali” ratificati con la legge n.881 del 1977 e la “Carte Europea dei diritti dell’Uomo” ratificata con L.n.848 del 1956, annullando i procedimenti in questione fino alla pronuncia della sentenza da parte della Corte Europea dei diritti dell’Uomo .
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Da A RARIKA un appello a firmare l'appelo.
Io l'ho già sottoscritto.
Gli amici di questo blog che lo sottoscrivono sono invitati a comunicarcelo.
Grazie,Orazio Vasta
SOTTOSCRIVI,CLICCA:
Sottoscrizione appello per il rispetto delle leggi internazionali e dei diritti del popolo veneto
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venerdì 26 settembre 2008

Serbia's War Crimes in Kosova-Video

Nella foto:miliziani serbi stanno per decapitare un kosovaro
Ricevo dall'amico kosovaro Sheradin Berisha e pubblico...
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Z.Orazio,Ju pershendes me respekt te vecante,
Sheradini

Anno Zero:IL RITORNO DEI CAIMANI....(video)

http://www.annozero.rai.it/R2_HPprogramma/0,,1067115,00.html

Emergency !

Ricevo e pubblico...
MILANO Domenica 28 settembre 2008 - giornata mondiale del cuoreIl Teatro degli Arcimboldi ospitera' "A step for Africa. Galainternazionale di danza a favore di Emergency". Il gala vede lapartecipazione straordinaria di etoiles provenienti dalle compagnieinternazionali piu' prestigiose. per maggiori informazioni:http://www.emergency.it/menu.php?A=006&SA=058&ln=It&cs=138
Prevendita biglietti su www.ticketone.itEventuali biglietti invenduti saranno dati in promozione direttamentealla biglietteria del Teatro Arcimboldi domenica 28 ai seguentiprezzi: euro 80 (platea bassa) - euro 50 (platea alta) - euro 30(galleria).


FERRARA "Adotta un disegno. I bambini di Emergency" - Mostra internazionaleitinerante26 settembre/12 ottobre 2008Il progetto ADOTTA UN DISEGNO nasce da un'idea di Vauro Senesi che,nel 2006 e 2007, ha raccolto le storie e i disegni di alcuni bambiniricoverati nei centri di Emergency in Afganistan Cambogia, Iraq,Sierra Leone e Sudan. Le testimonianze e i disegni sono stati diispirazione per artisti visuali e musicisti contemporanei che li hannoreinterpretati in base alla loro sensibilita' e al loro stile. Lecreazioni che ne sono nate, le opere donate ispirandosi al progetto,le storie e i disegni dei bambini e i brani musicali loro dedicatisono diventate una mostra itinerante che, dopo l'inaugurazione diRoma, sara' ospitata a Genova, Torino, Milano, Firenze, Venezia,Londra, Berlino, Parigi e New York dove la mostra si concludera' conun'asta.Durante la mostra sara' possibile ascoltare i brani musicali del cd CANZONI PER LORO e vedere alcuni estratti dal film-documentario che nee' nato, in cui le voci narranti di Vauro e Paolo Rossi raccontano lestorie dei bambini protagonisti.Casa dell'AriostoVia L. Ariosto, 67 - 44100 Ferrara 26 settembre/12 ottobre 2008Orari: dal martedi' al sabato, ore 10,00/13,00 e 15,00/18,00Domenica ore 10,00/13,00 - lunedi' chiusoIngresso gratuitoper maggiori info:http://www.emergency.it/menu.php?A=003&SA=070&ln=It


BOLOGNA fonte: Andrea LorenziniLa parola immaginata e Volo anch'io-Dal 2 al 23 ottobre, presso l'Itc Teatro di San Lazzaro di Savena,consueto appuntamento con "La parola immaginata", rassegna a cura diStefano Tassinari, letture e musica dedicate a Emergency. I volontaridel gruppo di Bologna saranno presenti con un banchetto informativo edi raccolta fondi. In particolare, giovedi' 2 ottobre alle 21.15,appuntamento con "L'illusione del bene" di Cristina Comencini, vocenarrante: Marco Baliani, musiche: Valentino Corvino e Guido Giannuzzi.Ingresso: 5,00 euro, parte dell'incasso sara' devoluto a Emergency. E'consigliata la prenotazione o l'acquisto dei biglietti in prevendita.Per il programma completo: http://www.itcteatro.it/parola.php

Domenica 5 ottobre, dalle ore 14.00 alle 19.00, saremo presenti a"Volo anch'io. Quarta festa dell'associazionismo e del volontariato"presso i Giardini di Villa Spada, con l'iniziativa "Le fiabe diEmergency. Racconti dai Paesi lontani da ascoltare, guardare,toccare", a cura dei volontari del Gruppo Scuola. Ingresso gratuito.Saremo inoltre presenti con un banchetto informativo e di raccoltafondi.Per tutto il mese di ottobre, la sede di Via Pirandello 6 e' aperta alpubblico ogni mercoledi' dalle 18.00 alle 20.00. Per informazioni: emergencybologna@virgilio.it


FIRENZE fonte: Roberto BenvenutiIniziative a Firenze e dintorniSaremo presenti con banchetto informativo e di raccolta fondi:Venerdi' 3 Ottobre - ore 20.00 - Area CNR di Firenze - Via Madonna delPiano, 10 - Sesto Fiorentino - Cena per Emergency - l'incasso detrattele spese andra' a sostegno delle mense degli ospedali di Emergency -Per prenotazioni chiamare 0555226680 o rivolgersi alla mensa del CNR.Da venerdi' 3 a domenica 5 ottobre - Stadio del baseball - Campo diMarte (FI) - Torneo internazionale giovanile di baseball.Per ulteriori informazioni:info@emercency.firenze.it
www.emergency.firenze.it


PADOVA fonte: mila masciadri Il gruppo di Emergency Padova sara' presente con un banchettoinformativo e di raccolta fondi:- domenica 28 settembre per tutto il giorno in Piazza dei Signori inoccasione della Festa del Recupero;- domenica 5 ottobre per tutto il giorno in Piazza dei Signori inoccasione del Biologico in Piazza.Spazio dedicato a Emergency: Venerdi' 3 ottobre, alle ore 21, pressola Sala Polivalente "Le Meridiane", via Paradisi, Peraga di Vigonza,in occasione della serata organizzata in collaborazione di AltroSpazio. Interverranno Marco Bonato, volontario del gruppo di Padova,il dr. Mario Pezzale, medico anestestista di Emergency e il dr.Francesco Alibrandi, medico di famiglia. Per ulteriori informazioni:emergencypadova@hotmail.it


VERONA fonte: Gabriela Di MonteIl Gruppo Emergency Verona sara' presente, con un banchettoinformativo e di raccolta fondi:- sabato 27.09, dalle 18.00 alle 24.00 circa, al parco Nieder Olm inVia De Gasperi a Bussolengo (VR) per la manifestazione "Oltre lospecchio" (ulteriori info su "www.ilbussolenghese.it");- sabato 4 e domenica 5 ottobre, dalle 10.00 alle 23.00, allamanifestazione "Naturalmente Verona", mostra mercato dell'economiasolidale, in Piazza Isolo a Verona (info:"www.naturalmentevr.altervista.org"); nell'ambito della stessamanifestazione e' previsto, sabato 4 ottobre alle ore 15:.0, unincontro, a cura del Gruppo Emergency di Verona, dal titolo: "Dirittoalla salute... diritto per tutti".


TORINO fonte: Marcello Prasso Emergency al 49° Congresso AOGOI e 48° Congresso SIGO - TorinoDa Domenica 5 a Mercoledi' 8 Ottobre Emergency sara' presente con un desk informativo al congresso che siterra' presso il Centro Congressi del Lingotto.Al desk saranno anche fornite informazioni per i medici interessati apartecipare ai progetti di Emergency.Per ulteriori informazioni :emergency.to@inrete.it
www.emergency.2you.it


SETTIMANA EMERGENCY E' PRESENTE A...ROMA fonte: flavio catalanoProssimamente saremo presenti, con banchetti informativi e di raccoltafondi:- martedi' 30 settembre, mercoledi' 1, giovedi' 2 ottobre dalle 21.00,domenica 5 ottobre dalle 19.00, al teatro Argot Studio, in via Nataledel Grande 27, per lo spettacolo teatrale "La guerra spiegata aipoveri" di Ennio Flaiano, regia di Francesco Frangipane; per info:www.argot.it/argot_studio.htm- da venerdi' 3 a domenica 5 ottobre dalle 18.00 alle 22.00 (venerdi')o dalle 12.00 alle 19.00 (sabato e domenica), presso il CentroCommercale Roma Est in via Collatina (Lunghezza), dove ci sara' lamostra "Good 50x70": 210 poster di comunicazione sociale; sarannoesposte le opere selezionata al concorso per poster dal forte impattocreativo e dall'alto livello grafico, riguardanti le tematiche disette Associazioni benefiche, fra cui Emergency; per info:www.good50x70.org


MILANO fonte: claudia rivalta Emergency a Milano Il 5 ottobre 2008 i volontari di zona 9 saranno presenti con unbanchetto info-gadget dalle ore 9.30 alle ore 19.00 presso la Festadella Madonna del Pilastrello, a Bresso. La zona e' compresa nelcircordario del Santuario della Madonna del Pilastrello che si trovain via Vittorio Veneto 57.Per maggiori info.emergencymi9@gmail.com

Domenica 5 ottobre i volontari di zona 2/3 saranno presenti alRistorante Tempio d?Oro, in via delle Leghe 23, con banchettoinfo-gadget in occasione della gara culinaria Mongolia versus Romania,dalle ore 10 alle ore 16.30.Per maggiori info: emergencymi3@gmail.com

Tempio d' Oro tel. 02 26145709


PORDENONE fonte: MAURO GREMESE Emergency allo spettacolo di Beppe GrilloSeguiremo la data pordenonese del tour di Beppe Grillo. Saremopresenti con banchetto informativo e per la raccolta fondi. Palasport Pordenone 10/10/2008 ore21-

TORINO fonte: Marcello PrassoFesta in Strada per la Tre Giorni del Volontariato del Gruppo Abele -TorinoDomenica 5 Ottobre, dalle 11 alle 17 Emergency sara' presente con un banchetto informativo e di raccoltafondi alla Festa in Strada per la conclusione della Tre Giorni delVolontariato organizzata dal Gruppo Abele. La festa si svolgera' in Via di Nanni.Per ulteriori informazioni :emergency.to@inrete.it


CITTA' DEL PIAVE fonte: Guido TosoEmergency alla 'Fiera del Rosario' a San Dona' di PiaveDal 4 al 6 ottobre a San Dona' di Piave si tiene la Fiera Regionaledel Rosario. Il gruppo Emergency Citta' del Piave sara' presente, conun punto informazioni e raccolta fondi, presso gli stand delleassociazioni in via Pralongo tutti i giorni dalle 9.00 alle 23.00.


BRESCIA fonte: Pierluigi AiardiSaremo presenti con un banchetto informativo con raccolta fondi perEmergency:- sabato 27 settembre 2008 a Mazzano (BS) presso il supermercatoAuchan dalle ore 9 alle 21- venerdi' 3 ottobre 2008 a Brescia alle ore 20.30 presso la Casa delPopolo "E. Natali", salone "Dolores Abbiati" in via Risorgimento, 18 -Brescia: "Dedicato a Simone" incontro-dibattito "Genova 2001: unaverita' negata".- 3, 4 e 5 ottobre 2008 a Montichiari (BS) presso il centro fiera:"Salone dell'Emergenza".


PIOMBINO fonte: Lorenzo CamberiniEmergency - Borgo dei ragazzi comune di Suvereto Domenica 28 settembre, banchetto informativo e raccolta fondi durantel'iniziativa "Borgo dei ragazzi" dalle ore 10.30 alle ore 18.30 inpiazza San Martino nel comune di Suvereto.


MODENA fonte: Giulia GaddaBanchetto a VignolaDomenica 28 settembre saremo presenti con banchetto informativo e diraccolta fondi allo spettacolo di Neri Marcore', che si terra'nell'ambito del Festival della Poesia, in piazza dei Contrari a Vignola alle ore 21.(per info sulla rassegna http://www.poesiafestival.it/).


Per leggere le notizie via web e accedere all'archiviohttp://www.emergency.it/news

"Si deve ritornare indipendenti:è una necessità storica"


E' l'ora del Plebiscito
Meglio l’indipendenza che essere una delle due Italie.

Dopo tre tentativi andati a vuoto la Lega Nord, con un governo composto da nordisti e da alcuni servi meridionali, riuscirà ad applicare in Italia il federalismo fiscale. Il Sud, così, ormai non più utile ai bisogni coloniali dei tosco-padani, verrà buttato via come un limone spremuto, quadruplicando la disparità con il Nord, tanto che la "questione meridionale" si trasformerà in "Italia divisa in due".
Il federalismo, infatti, prevede di lasciare alle Regioni l'80% dell'Iva, un gettito Irpef non inferiore al 15% e il Fisco applicato a giochi e tabacchi. Da evidenziare che l’IVA pagata dal Sud a imprese che hanno sede legale al Nord è conteggiata (e resta) al Nord.
In Lombardia così rimarrebbero 22 miliardi di euro, in Veneto 10 miliardi, in Emilia Romagna 9,3 miliardi, in Piemonte 8,2 miliardi, in Campania 5,8 miliardi e in Puglia 4,6 miliardi. La regione che più dovrà preoccuparsi è la Basilicata, che, anche se produce il 18% di petrolio consumato in Italia, avrebbe un deficit di 2 mila euro per abitante, seguita dalla Calabria con 1.789 euro e dal Molise con 1.776 euro.
L’ amoralità di questo federalismo fiscale sta, dunque, nella voluta dimenticanza delle enormi risorse drenate dal Sud verso il nord, dal 1860 fino ad oggi. Tra le quali son da ricordare gli enormi sussidi concessi alle aziende settentrionali, il forzato consumismo dei meridionali a vantaggio delle industrie del Nord, a loro volta realizzate e portate al successo col sudore di generazioni di emigrati dal Sud, fino ai veri espropri, spesso in connivenza con le mafie, di tutte le risorse locali, nazionali e comunitarie che le classi dirigenti meridionali, quasi sempre conniventi, hanno "dovuto" far gestire all'imprenditoria e alle istituzioni del nord - che hanno "operato" con la illegalità del "liberismo" padano - alla finanza dei Sindona e dei Calvi, a tangentopoli, alla Parmalat, ecc. Questo federalismo è, quindi, antimeridionale, come avviene sempre con i provvedimenti primari del governo "italiano" di turno. La prima conseguenza sarà quella di permettere alle organizzazioni criminali di gestire sovranamente i propri affari, anche perché al Sud lo Stato non è mai presente. La seconda è che il Sud nel 2013 sarà escluso dai fondi europei per le sue relative migliori condizioni rispetto ai Paesi ultimi entrati nell'Unione, cosa che non avverrebbe se il Sud fosse indipendente.
Oggi, all'assistenzialismo a cui è stato relegato il Sud, che paradossalmente le statistiche scoprono essere fenomeno maggiormente diffuso a Nord, si risponde col fare un faraonico ponte sullo Stretto, appaltato alla Impregilo (Fiat) e ad altre aziende del Nord, cioè con soldi che si faranno apparire inviati al Sud e che invece ritorneranno, come sempre, al Nord. è, poi, prevista anche una "Banca del Sud" (sarà la stessa entrata nelle recenti inchieste della magistratura?) per metterci i risparmi e le tasse dei meridionali da trasferire più facilmente al Nord.
A parte, ovviamente, tutti gli altri enormi interventi per risolvere il "malessere" del Nord, vedi Malpensa, l’Expo, le autostrade, ecc. ecc.Questo è il vero volto di questo federalismo fiscale che è, in pratica, il riconoscimento ufficiale del dominio effettivo del Nord sul Sud, come impone il capitalismo, soprattutto non globalizzato, affinché la parte produttiva possa scaricare quotidianamente le proprie merci con minori costi possibili nel più vicino mercato di consumo e comodamente incassare il prezzo, incluse le risorse fiscali autoctone.
Basta!
Bisogna dare un alt a queste rapine legalizzate a nostro danno.
Ogni giorno in modo subdolo, vergognosamente spudorato, l’economia del Sud viene saccheggiata senza opposizione da parte della nostra classe dirigente, passiva, prona ai dominatori tosco-padani?
Si deve ritornare indipendenti: è una necessità storica.
Potremmo avere sicuro sviluppo solo se liberi da questa parassita Italia, mafiosa e massonica, fondata nel 1860 da ladri famelici, assassini, servi sciocchi, traditori furbi, ruffiani avidi e ignoranti. è con l’Italia unita che queste jene sono nate e hanno formato, senza soluzione di continuità tra i vari regimi succedutisi, la classe dirigente di questo Stato cosiddetto "italiano" che, per noi del Sud, per come siamo da sempre trattati, non è il nostro Stato e, meno che meno, la nostra nazione.
Indicativa, in proposito, è l’intervista fatta il 15.12.2005 da Antonio Di Pietro ad Angelo Notarnicola: «C’è una rete trasversale di potere politico-economico e finanziaria che non è mai stata smantellata, che è impossibile smantellare, che determina chi deve andare al governo, chi deve andare in Parlamento e chi deve fare il Governatore della banca d’Italia. Si adatta al colore politico emergente, a quello verso cui i cittadini sembrano in un determinato momento provare una certa fiducia». La rete trasversale è quella massonica.
Chissà se Di Pietro, quand’era al Governo, era cosciente di essere una semplice marionetta.
Questa Italia è marcia.
E' nata marcia.
E per nascondere le sue vergogne non smette mai di coprirle con le menzogne del "risorgimento", vile propaganda per ingannare l’opinione pubblica sulla guerra di conquista fatta dai piemontesi con l’aiuto degli inglesi e dei francesi.
E a scuola si continua a insegnare che il Regno delle Due Sicilie era povero, arretrato, con un Re quasi barbaro, crudele, oppressivo, mentre il regno piemontese, al contrario, era progredito, benestante, liberale, "europeo".
Assassini e terroristi, come Garibaldi, Cavour, Savoia II, Cialdini e Mazzini, sono considerati "eroi". E vengono nascosti i genocidi fatti dai piemontesi nel Sud. E che si legittimò la criminale conquista con falsi plebisciti. Le menzogne create dai beceri Savoia non sono più giustificabili oggi che c’è una repubblica. Con queste ormai puerili menzogne è evidente che l’apparato statale è sempre lo stesso del 1860. I Savoia furono cacciati nel 1946 perché non fossero di impedimento ai ladroni di turno.
Lo Stato è contro il Sud.
Basta, dunque, con questa Italia che ha riempito il Sud di rifiuti tossici delle industrie del Nord, del quale fatto, sui media, non si parla mai anzi si insiste solo e sempre con il mostrare le proteste "selvagge" della "plebe" napoletana.Basta con questa Italia che sfrutta il Sud come mercato per le industrie del Nord. Basta con questa Italia che non tralascia occasione per far risaltare il sottosviluppo del Sud per coprire il malgoverno del Nord.
E’ l’ora, dunque, di un altro plebiscito per far conoscere al mondo la nostra determinazione a non voler star più con questa Italia. Uno Stato mafioso e massonico che non ci appartiene, che semina odio e che pian piano sta distruggendo l’identità della nostra gente in un crescendo ormai quasi irreversibile.
Antonio Pagano

FINO A PROVA CONTRARIA/2

In riferimento al post "FINO A PROVA CONTRARIA..." ho ricevuto e pubblico...
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Movimento per l'Indipendenza della Sicilia
Il personaggio in questione, come tutti i suoi predecessori cronicamente a corto di idee, fa "strategicamente" di tutta l'erba un fascio e mette in risalto solo le iniziative dai piccoli numeri. Le due petizioni citate non sono state promosse dal MIS (la prima, per gli statunitensi, è stata aperta da una persona peraltro ignota al MIS stesso.
La seconda da un simpatizzante napoletano del MIS), anche perché è provato come le petizioni telematiche, sopratutto con una simile rivendicazione, dimostrano presto tutti i loro limiti. Ma perché il Giannò non guarda le grosse cifre dei partecipanti ai due fora del MIS (quello ufficiale sul portale che lo stesso ha visitato, e l'altro su politicaonline.net)?
Perché non ci ha chiesto le statistiche di accesso al sito (mai meno di un migliaio di visitatori al giorno, almeno una decina di migliaia di pagine visitate al dì)?
Perché dovrebbe ammettere che questo indipendentismo (almeno, "sponda MIS", ma dell'FNS non parliamo) non è più una questione per pochi affezionati.
Presto faremo un sostanziale aggiornamento del sito per evitare altre "furbate".
Nel frattempo consiglio al Giannò che se è tanto innamorato dell'Italia, ci si trasferisca e non metta più piede sul sacro suolo siciliano.
Roman Clarke
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nazionedelleduesicilie
Le cose più logiche e giuste, attraggono sempre le ironie dei vuoti d'animo. è impossibile che un siciliano possa ritenersi fiero di essere italiano, bisognerebbe come prima cosa buttare i sussudiari scolastici, che hanno impresso la cultura politica dell'italietta cavuriana, spegnere la diffidenza verso chi richiama valori storici incontestabili (perchè reali e scritti) ma soprattutto accendere il cervello e quel fioco orgoglio di appartenere ad una terra bellissima, che solo un ascaro può puntualmente accostarla alla parola mafia, partecipando anch'egli allo suqallido progetto di denigrazione geografica perpretato ai danni delle Due Sicilie da più di un secolo.
L'italia è solo un progetto politico di pochi divenuto realtà per volontà economica di altri non italiani, madre di progetti economici osmotici, emblema della distribuzione ingiusta del potere economico e politico, figlia di progetti politici disattesi, primo fra tutti quello di Massimo d'Azeglio "abbiamo fatto l'italia ora bisogna fare gli italiani" ad oggi, io sto ancora aspettando (e penso che aspetterò in eterno) qualcuno che mi faccia sentire italiano.
Concordo su quanto scritto dal MIS ma io non caccerei mai mio figlio da casa anche se parla italiano.
Nello Esposito

Albert Camus :la liberté de la presse est peut-être celle qui a le plus souffert de la lente dégradation de l'idée de liberté

Ricevo e pubblico....
French
la liberté de la presse est peut-être celle qui a le plus souffert de la lente dégradation de l'idée de liberté
English
freedom of the press is perhaps the one that has suffered the most from the slow degradation of the idea of liberty
Italian
la libertà di stampa è forse quella che ha sofferto di più il lento degrado dell'idea di libertà
Spanish
la libertad de prensa es tal vez la que más ha sufrido la lenta degradación de la idea de libertad
German
die Pressefreiheit ist wohl die, die am meisten unter der allmählichen Zerstörung der Freiheitsidee gelitten hat
Russian
свобода печати, пожалуй, больше всего пострадала от медленного упадка идеи свободы
Afrikaans
persvryheid is miskien dit wat die meeste gely het onder die geleidelike agteruitgang van die begrip vryheid
Albanian
liria e shtypit është ndoshta ajo që ka vuajtur më shumë nga degradimi i ngadaltë i idesë së lirisë
Aragones
a libertá de prensa ye tal bez a que más ha sofrito l'amonico degradazión d'a ideya de libertá
Basque
prentsa-askatasuna izan da, beharbada, askatasun-ideiaren degradazio geldoa gehien jasan duena
Bolognese
la libarté ed stanpa l’é fôrsi qualla ch’l’à sintó de pió l andèr Zå pian pianén pr äl schèl d cantéNna dl’idéa ed libarté
Brazilian Portuguese
a liberdade de imprensa é talvez a que mais sofreu da lenta degradação da ideia de liberdade
Breton
frankiz ar wask eo an hini he deus, marteze, gouzañvet ar muiañ diwar dic'hradañ goustadik soñj ar frankiz
Croatian
sloboda tiska jedna je koja je vjerojatno najviše stradala od polagana propadanja ideje o slobodi
Czech
v důsledku postupné degradace myšlenky svobody utrpěla asi nejvíce svoboda tisku
Dutch
persvrijheid is misschien wel de vrijheid die het meest te lijden heeft gehad van de langzame ontwaarding van het begrip vrijheid
Esperanto
gazetarlibereco povas esti tiu, kiu pleje suferis pro la malrapida difektado de la ideo de libereco
Furlan
la libertât di stampe jè forsit chê che à patît di plui il pegri degrad de idee di libertât
Galician
a liberdade de prensa e, talvez, a que máis sofreu a lenta degradación da idea de liberdade
Greek
η ελευθερία του τύπου είναι ίσως εκείνη που έχει υποφέρει περισσότερο από τη σταδιακή υποβάθμιση του ιδεώδους της ελευθερίας
Hebrew
חופש העיתונות הוא אולי האחד שסבל יותר מכולם על ידי ירידת רעיון החופש
Korean
언론의 자유는 아마도 자유의 이상이 서서히 퇴락하는 것을 가장 심하게 겪은 자유일 거다
Napulitano
'a libbertà 'e stampa è chella ca forze cchiù ha patuto r''o liento digrado 'e ll'idea r''a libbertà
Persian
ازادی مطبوعات یکی از عواملی است که بخاطر تجزیه آرام آزادی ضربه خورده است
Portuguese
a liberdade de imprensa é talvez a que mais sofreu da lenta degradação da ideia de liberdade
Romanian
libertatea presei este poate cea care a suferit cel mai mult de lenta degradare a ideii de libertate
Serbian
слобода штампе је можда једина која је највише страдала од полаганог пропадања идеје о слободи
Turkish
özgürlük düşüncesinin yavaş yavaş çürümesinden belki de en çok etkilenen basın özgürlüğüdür
Venetian
ła libartà de stanpa l'è queła che fursi ła ga soferto piasè degrado 'nte l'idea de łibartà
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Albert Camus-nella foto sopra- (1913-1960) Nacque a Mondovi [Algeria] il 7 novembre 1913 da una famiglia francese residente in Algeria. A Algeri studiò, in condizioni economiche difficili, e cominciò a lavorare come attore e giornalista. Dal 1940 a Paris, partecipò alla resistenza. Nel dopoguerra fu caporedattore del giornale «Combat». Nel 1957 ebbe il nobel per la letteratura (con questa motivazione: "for his important literary production, which with clear-sighted earnestness illuminates the problems of the human conscience in our times"). Nel 1958 compra una casa a Lourmarin [Provenza]. Il 4 gennaio 1960 parte per Paris in compagnia di Michel Gallimard: morì a causa di un incidente automobilistico, a Villeblevin [Yonne]: la sua Facel Vega si schiantò contro un platano sulla nazionale Sens-Paris mentre correva a 140 Km l'ora.

Rifillon punen Antena Trinakria....

Një lajm nga Katania: Rifillon punën Antena Trinakria në Sicili
Këtu jemi! Jemi në rrugë për të arritur një marrëveshje me katër radio që transmetojnë program në Katania, Sirakuzë, Enna dhe në Mesina. Programi parashihet të fillojë nga ora 6 deri në orën 24, ku katër radiot parashihet që në të njëjtën kohë të transmetojnë program sipas Këshillit redaktues të Radios-Trinakria , Radio sulmi.


ANTENA TRINAKRIA është themeluar në Katania në vitet ’70 nga poeti i njohur sicilian, Turi Lima. Ajo ishte artikuluese e lindjes së një lëvizjeje popullore që tërhiqej nga tematika e “sicilianizimit” me qëllim për të rikthyer identitetin e kombit Sicilian. Në mes të viteve ’80 për shkak të problemeve ekonomike, Turi Lima qe i shtrënguar ta mbyllte.
Orazio Vasta, drejtor i këshillit redaktues i “Antena Triankria”
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25 settembre 1988,la mafia trucidava il giudice Saetta e il figlio...

Ricevo e pubblico...
Chi ha dimenticato il giudice-martire?
A vent’anni dalla morte di Antonino Saetta, una biografia rifà la storia del primo magistrato giudicante ucciso da Cosa Nostra.

Era cattolico e dunque nemmeno troppo vicino all’ambiente dell’Antimafia, che infatti lo ignorò. Fu assassinato insieme al figlio in un agguato il 25 settembre 1988 dopo aver emesso sentenze severe sui mandanti dell’omicidio Chinnici...
Morire da eroi non è facile, ma non è nemmeno impossibile, in Sicilia. Piuttosto, davvero difficile è riuscire ad essere riconosciuti come eroi, quando si è spesa tutta la vita nel rispetto e nell’esercizio della legalità, senza troppi clamori. È quello che è successo ad Antonino Saetta, presidente della prima sezione della Corte d’Assise d’Appello di Palermo, nato a Canicattì, provincia di Agrigento, il 25 ottobre 1922, e morto in un agguato di mafia insieme al figlio Stefano il 25 settembre 1988, crivellato da 46 colpi sulla strada statale 640 che collega Caltanissetta al capoluogo siciliano.

Di Antonino Saetta non si ricorda più nessuno.
O meglio, quasi nessuno tra la gente comune; in moltissimi invece tra quelli che spendono le loro energie per impedire alla criminalità organizzata di tessere ancora le sue trame in una terra che le ha sempre viste infittirsi. Per questo, a vent’anni dal tragico eccidio, Carmelo Sciascia Cannizzaro, storico e studioso, concittadino del magistrato che combatté la mafia, ha scelto di ricordare la figura dell’uomo e del professionista per sollevare il suo ricordo dall’oblio.
E, in questo libro che porta nel titolo il nome di Antonino Saetta.
Il primo magistrato giudicante assassinato dalla mafia (Edizioni Paoline, pp. 132, euro 12), Sciascia Cannizzaro mette insieme tutti gli elementi che fanno gioco alla rievocazione del contesto in cui il magistrato operava: la situazione politica degli anni Ottanta, i primi maxi- processi di mafia, le altre vittime illustri – il giudice Rocco Chinnici, il magistrato-ragazzino Rosario Livatino, il presidente della Regione Piersanti Mattarella, il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa.
Ecco, di questo, che è il lavoro dello storico, Sciascia Cannizzaro si avvale per tentare di rispondere a un perché.
Perché, cioè, il sacrificio di questo giudice sia stato dimenticato – nonostante ai suoi funerali siano intervenuti le massime autorità dello Stato, dall’allora presidente della Repubblica Francesco Cossiga al ministro di Grazia e Giustizia Giuliano Vassalli – mentre la morte del giudice- ragazzino Rosario Livatino, avvenuta sulla stessa strada statale a due anni di distanza, sia molto più viva nella memoria collettiva e continui ad essere celebrata.Proprio Vassalli, che firma la prefazione al libro, rilancia la domanda e rintraccia le ragioni dell’omicidio: il giudice Saetta aveva confermato due anni prima la condanna all’ergastolo dei mandanti della strage di cui, nel 1983 a Palermo, era stato vittima il consigliere istruttore Rocco Chinnici, e aveva aumentato la pena inflitta in primo grado agli altri imputati.
Questo e altri giudizi in altri processi (ad esempio quelli per la strage di piazza Scaffa e soprattutto per il delitto del capitano Basile, quest’ultimo pronunciato appena due mesi prima del delitto) decretarono la sentenza di morte di Saetta da parte della 'cupola'.
Vassalli dice che Saetta è uno di quegli uomini il cui avvento anche papa Giovanni Paolo II auspicava, memore della indimenticabile condanna degli uomini di mafia che Wojtyla con veemenza pronunciò dalla Valle dei Templi nel 1993, e si augura che il ventennio della morte aiuti a fare emergere dall’oblio questo eroe.
La ricerca comunque del motivo per cui Saetta sia stato dimenticato, che Sciascia Cannizzaro pone come un interrogativo che riguarda la società tutta, non solo dei siciliani, non rimane inevasa.
Fermo restando che la morte di un giovane – ci riferiamo al giudice Livatino, che impressionò molto l’opinione pubblica di allora come di oggi – rispetto a quella di un uomo più che maturo assume un valore esemplare nell’immaginario collettivo, il testo ventila tra le sue pieghe un’altra possibile lettura dell’oblio: Antonino Saetta era un uomo schivo, un magistrato che faceva il suo dovere senza lamentarsi né fare trasparire alcun timore in merito alle possibili conseguenze delle sue sentenze (anche se una sua richiesta di essere trasferito ad altra Corte d’Appello era stata respinta, in quanto la sua presenza a Palermo era preziosa). Era cattolico e dunque nemmeno troppo vicino all’ambiente dell’Antimafia, che infatti lo ignorò. Era un eroe «normale», insomma, che viveva la sua vita tra la famiglia e il tribunale e si rifugiava spesso nel suo paese dell’agrigentino, quella Canicattì dolente e silenziosa che, se la si guarda da una delle foto che fanno da corredo al testo, appare come un grappolo di case abbarbicate al nulla. In questo suo essere quasi «muto», forse, Saetta era caratterialmente simile a un altro siciliano di quelle zone, il racalmutese Leonardo Sciascia, troppe volte incompreso per il suo scetticismo e per il suo gusto del paradosso, così ardito e lucido quando polemizzò con i «professionisti» e si beccò dal Coordinamento Antimafia il peggior insulto che un siciliano che combatte Cosa Nostra potrebbe portarsi a casa: «È un quaquaraquà».
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Fonte:Bollettino FORZA NUOVA-info@forzanuovacatania.org

NAPOLI..."UCCISA LA SPERANZA"...


Ricevo dalla vulcanica Vittoria Mariana di "Insorgenza civile"...: